Quella volta che hai incontrato Stan Lee

Morto Stan Lee

Era una cosa alla quale eri preparato, perché il Sorridente aveva comunque quasi 96 anni. La notizia della sua morte, ieri sera, ha reso però tutti un po' più tristi, perché con lui se ne va uno degli ultimi pezzi di un mondo che non c'è più. Non c'è alcun bisogno, come per Steve Ditko, di spiegare chi fosse Stan Lee o cosa abbia fatto, perché Stan non era solo l'uomo che ha co-creato alcune delle icone pop più universalmente famose del ventesimo secolo. Era lui stesso un'icona pop, l'uomo dei cameo del MCU, per tutti il volto della Marvel, i suoi baffi portabandiera. Vuoi raccontare piuttosto una storia che gli antristi di vecchia data conoscono già: quel giorno in cui Stan Lee l'hai incontrato a Los Angeles. E sì, anche come Stan Lee sia per te un esempio e una fonte di speranza. Hai detto niente [...]


È il giugno del 2006. Nella bolgia dell'E3 di Los Angeles hai appena finito di fare una lunghissima chiacchierata con il wrestler Rob Van Dam, estesasi ben oltre i confini dell'oretta di intervista in programma, ché a un certo punto siete finiti a parlare di vecchi giochi e di fumetti.

Passi dal booth Activision e incontri uno dei volti italiani del brand (ciao, Paolo). Mettete su un discorso professionale, le copertine su questo, l'esclusiva di quello, fino a quando non vi accorgete che a una ventina di metri da voi c'è un signore con gli occhialoni scuri che autografa i poster del primo Marvel: La Grande Alleanza.
"MINCHIA, MA QUELLO È STAN LEE!", dite all'unisono te e l'altro ragazzo, gettando entrambi quella maschera posticcia di professionalità e svelando il vostro vero volto da Marvel Zombie.
Qualunque fosse l'argomento che stavate discutendo, ve ne dimenticate all'istante, fiondandovi verso lo stand. Dovete parlare con quell'uomo, perché è l'uomo che ha dato vita, insieme a Kirby, Ditko e un manipolo di grandi artisti, all'universo fittizio che entrambi avete sempre amato. Perché, cioè, quando diavolo vi ricapita?

Ma la sessione di firme è già finita e due signori fanno per accompagnare via The Man, che all'epoca è un giovanotto di 84 anni. Mettete allora su la grande faccia del perpiacere! e il Sorridente si ferma. Torna indietro, sfila un altro paio di poster dalla pila e ci scarabocchia sopra il suo nome.

Quando gli stringi la mano, sei emozionato come poche volte in vita tua e non sai bene cosa dire. Come fai a spiegargli tutto? La tua torta dei 18 anni con l'Uomo-Ragno disegnato male da un pasticciere pasticcione? La cameretta di quando eri ragazzo piena di poster, le migliaia di fumetti ammucchiati ovunque, le t-shirt, i cartoni, i videogiochi a tema pure quelli brutti? La passione vera, pura e ai tempi credevi incrollabile per quei personaggi in tutina?

Come fai a dirgli che i suoi personaggi hanno monopolizzato una fetta grossa così del tuo personalissimo immaginario? Che sei finito con tutte le scarpe nel Marvel Universe da quando sfogliavi gli albi Corno, a quattro anni, prima ancora di imparare a leggere, inventandoti le storie?

E allora ci pensi su un momento, pensi a qualcosa di intelligente e memorabile da dire in quel momento memorabilissimo. E farfugli solo qualcosa sul fatto che venite dall'Italia e che lui è un mito.
No, true believer: tu sei un mito!, ti risponde il vecchio Stan, dandoti una leggera pacca sulla spalla. E lì per poco non collassi per emozione da fanboy, come una ragazzina inglese che incontra a Liverpool quei quattro drogati lì.
Di quell'incontro conservi solo il succitato poster (invero brutto) con il suo autografo (bellissimo, ovvio), perché la foto ricordo se l'è fagocitata la canon digitale a sua volta fagocitata dalla navetta che vi riportava in albergo, in the ass of the wolves della zona LAX. Perché pure a Los Angeles se perdi qualcosa di valore in un mezzo pubblico è come a Tokyo e poi la ritrovrotfl.

Un anno più tardi, a Santa Monica, ti sei ritrovato il vecchio Stan a pochi passi, durante un'altra conferenza (sempre di Activision). Eri seduto tra le prime file con un altro amico (ciao, Diego), il palchetto dal quale parlava era lì a una manciata di metri. Ha detto due cose, è andato via. Quando sei uscito l'hai cercato, per rimediare alla foto persa dell'anno prima, ma hai trovato solo un bodyguard di Slash che voleva ucciderti. Fuochino.


Sei molto grato a Stan Lee. E non solo, chiaro, per il Marvel Universe. Stan Lee dovrebbe essere un esempio per tutti per la seconda e terza vita che è riuscito a vivere. Per il fatto che alle soglie dei quarant'anni si sentiva un fallito, viveva la deprimente realtà di una redazione smantellata in cui non era stato mandato a casa solo perché era il nipote del capo.

Quell'uomo, convinto di non valere niente come scrittore, a 39 anni ha inventato i Fantastici Quattro, e da lì costruito un pezzo alla volta una mitologia moderna che sopravviverà per secoli, tanto quanto quella greca.

Dopo l'enorme successo riscosso dai suoi fumetti, Stan se ne andò a vivere a Hollywoo, sperando di fare il grande salto nel mondo del cinema. E lì i suoi personaggi hanno faticato per anni e anni a trovare una strada. Ma poi è successo e sono diventati una macchina da soldi spaventosa, un nuovo sottogenere di pellicole interconnesse in grado di far staccare miliardi di biglietti. E in cui appariva quasi sempre lui, rassicurante e attesissima presenza. Dove sarà stavolta Stan? Che gli avranno fatto fare? Un'icona di suo, appunto, tanto quanto le sue creature forgiate dalle radiazioni e dal comunismo.


Se n'è andato, strana ironia della sorte, nello stesso anno di Ditko, l'altro co-creatore del Ragno, quello che aveva deciso di seguire tutta un'altra strada nella sua vita, lontano da quei riflettori sotto cui Stan si trovava così a suo agio. E un anno dopo la sua adorata Joan, la sua Gwen Stacy in carne e ossa, sposata settant'anni prima.

Ti rattristava leggere dei raggiri subiti dal vecchio Stan o di quelle accuse di molestie da persona anziana che a volte non è sempre lucidissima; del fatto che non fosse più in grado di leggere neanche un quotidiano, degli acciacchi dell'età che erano arrivati infine a presentare il conto, alle soglie dei cento.

Ma per te Stan Lee restava sempre la figura un po' vera e molto inventata con sui si presentava nei fumetti da lui scritti negli anni Sessanta. L'anima e il cuore del Bullpen redazionale che non esisteva. La mente e i baffi all'origine di tutto. L'uomo che, in un mondo di baby fenomeni e di geni che il meglio l'hanno dato da ventenni, ti ha spiegato come anche a quarant'anni puoi essere solo all'inizio, se ti gira bene, sai (ri)metterti in gioco e ci credi abbastanza.

Basta essere un True Believer, appunto. E sorridere, sorridere tanto.

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Commenti

  1. Non lo sapevo... ora la mattina mi sembra più grigia, però mi ha fatto bene leggere il tuo post, anche se vorrei essere capace dì armarmi sempre del giusto sorriso.

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  2. Un uomo eccezionale, un vero self made man, con un animo sensibile forgiato da sofferenza e sconfitte. Proprio la sua grande onestà intellettuale nel ribadire che fosse risorto dalle sue ceneri, unita al fatto che non ha mai nascosto le difficoltà patite me lo rendevano simpatico.
    Io non sono un artista e non un neanche un milionesimo delle sue capacità ma proprio perché alle soglie dei quaranta ho patito lo stesso sentimento di sconfitta e di delusione verso me stesso e la vita posso capire quanto è stato un grande a rimboccarsi le maniche e ricominciare, rimettendosi in gioco. Ogni giorno deve essere stata una sfida, però alla fine ha vinto. Non chiedo tanto ma spero che da lassù protegga tutti i quarantenni in difficoltà!

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  3. Forse conviene paragonare Stan Lee a Scipione l' Africano, il più grande condottiero antico.
    Ora senza scomodare le ovvie differenze tra i due, molte similitidini vengono alla mente.
    Scipione vinse la guerra punica perchè
    1) la strategia generale era corretta ( quuella di Annibale invece era sbagliata, tant'è che vinse tutte le battaglie tranne una e perse la guerra)
    2) seppe scegliere e valorizzare gli alleati giusti ( Masinissa, per dirne uno)
    3) rimase sempre fedele alla propria visione ( Roma repubblicana).
    4) era fortunato e se ne vantava.

    Allo stesso modo Stan Lee:
    1) indovinò la strategia corretta negli anni per l' uso dei personaggi, fino al passaggio cinematografico
    2) anche se il suo ruolo nella creazione dei singoli personaggi è oggetto di discussione, seppe valorizzare e dare spazio al suo team di creazione
    3) rimase sempre fedele ai propri personaggi senza tentare scemenze senza senso.
    4) anche quest' uomo ha staccato il biglietto vincente della lotteria, come L'Africano.
    noi invece ( come diceva Rino Gaetano) corriamo sempre appresso all' ambo.

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    1. Oh, Riccà. Ripetilo che sei il Riccardo Thiella di Microletture con un nuovo nick, ché lì il popolo si chiede che fine hai fatto.

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    2. Si sono sempre io ma da quando hai cambiato il blog non riesco più a scrivere con l' account vecchio! Per l' ultimo Microletture ... non ho letto niente causa Pathfinder Kingmaker , è dai tempi di Baldur's gate che non facevo le notti in bianco per giocare... una cosa pazzesca . Porto due libri la prossima volta, promesso!

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    3. Scusa, Riccardo, puoi per favore dirmi il titolo della biografia di Giulio Cesare di cui parlasti tempo fa?

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    4. Adrian Goldsworthy
      Cesare. Una biografia Editore Castelvecchi

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    5. Vado OT. Non concordo sul generale commento Annibale grande tattico cattivo stratega. Se poi avete voglia e c'e' tempo e modo ne riparleremo.
      PS Scipione e' figlio di Annibale, lo e' da quando al Trebbia salvo' suo padre

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    6. Iscriviti al gruppo Facebook "amanti della storia " e ne discutiamo ;)
      la faida interna tra scipionidi e annibaliani è sempre rovente !

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    7. ricordo discussioni interminabili sul NG di storia militare.....anni e anni e anni e anni fa

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    8. una volta che trovi un paragone tra Stan Lee e Scipione, il dubbio su chi sia lo scrivente si dipana presto...

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  4. Stan Lee, se ne va un pezzo di storia.
    Rispetto. Tanto...

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  5. Ieri, su Discord, con tutti gli altri impallinati di Marvel Strike Force si parlava della cosa e porca vacca la depressione è calata su tutti, e non poteva essere altrimenti.
    L'ho saputo così, e questa cosa mi ha messo sotto come un treno.
    Che si, uno può aspettarselo, l'età, i recenti acciacchi e tutto, ma quando succede è sempre così: una bomba atomica in piena faccia.
    Io oggi Marvel non leggo più Marvel, ma si è comunque presa 25 anni ininterrotti della mia attenzione su carta: più di Guerre Stellari, più di qualunque altro universo narrativo, il mondo ideato dal vecchio Stan mi ha visto crescere, i suoi personaggi mi hanno accompagnato per tutte le scuole dell'obbligo e oltre, senza contare appunto tutto quello che gli gira e girava intorno come videogiochi, film e tutto il resto di quel mondo che è ancora parte integrante della mia vita di adulto.
    Non ricordo di averlo mai visto giovane, ho sempre visto lo Stan anziano, cosa che me lo faceva percepire un po' come un terzo nonno, che ti raccontava le storie fantastiche che ti riempivano gli occhi e il cuore.

    E per me sarà sempre Nonno Stan.

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  6. Si può essere tristi quando se ne va qualcuno che non hai mai conosciuto di persona ?
    Si, si può, specie quando le icone create da quest'uomo ( Stan "The Man" , non a caso) ti accompagnano da quasi quarant'anni. So long Stan, ci mancherai !

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  7. Saputo per direttissima ieri sera.
    E a dirla tutta...aspettavo un tuo intervento prima di fare qualunque commento.
    Gia'.
    Un altro pezzo dell'infanzia che se ne va.
    Poi e' proprio come dici tu, Doc: uno, ad un certo punto, se lo aspetta.
    Specie per quel che riguarda i miti con cui e' cresciuto.
    Oh, inutile girarci in giro. Il tempo passa inesorabile per tutti, raga.
    Pero'...ti rimane sempre quel senso di tristezza mista a nostalgia.
    Si. Nostalgia. Corri subito col pensiero a quel periodo un cui era tutto piu' facile.
    Le coincidenze...poco tempo fa se n'era andato pure Ditko, infatti.
    Ho idea che se ne diranno delle belle, lassu'. E forse si chiariranno, finalmente.
    Grazie di tutto, mister Lee.
    Se sono cio' che sono, e dannatamente orgoglioso di esserlo...il merito e' anche tuo.
    A proposito dell' MCU...non so se abbia fatto in tempo a fare altre comparsate, magari in Captain Marvel o nel nuovo Spider Man...
    Perche' se davvero l'ultima che ha fatto e' stata quella di Venom, beh...meritava un commiato migliore.
    Con un film migliore.
    So che e' un argomento controverso, ma...io CE LO METTEREI COMUNQUE.
    Un po' come il grande Peter Cushing in Rogue One.
    Se lo merita, senza dubbio. E credo ne sarebbe pure contento.
    So long.

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  8. Un velo di tristezza da ieri sera... Aspetteremo i prossimi film Marvel con più impazienza per rivedere di nuovo il suo volto sorridente.

    Goodbye Stan. Excelsior!!!

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  9. "quando sfogliavi gli albi Corno, a quattro anni, prima ancora di imparare a leggere, inventandoti le storie"

    ... e magari ti capitavano tra le mani gli albi più lisergici dell'uomo ragno con doc. strange. Erano una fonte di storie parallele continue, potevi rileggerli (o meglio riguardarli) ogni volta e inventarti dialoghi nuovi e nuovi finali. Erano il portale verso la fantasia più sfrenata.
    Poi a 12 anni è arrivato "Il Signore degli Anelli" e ok ...

    Riposa in pace Stan e grazie di tutto.

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  10. Un'altra Legganda ci ha lasciato e siamo un po' piu' soli. Spero che sia vero che il Grande Sorridente abbia lasciato cemmeo per il MCU per gli anni avvenire, per poter credere dal profondo del cuore , che è anche lui un Super Eroe Marvel. EXCELSIOR !

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  11. Per quanto uno potesse aspettarselo vista l'età (e tutti i problemi che ha avuto recentemente), rimane sempre un brutto colpo.

    Quasi poetico che il suo ultimo cameo coinciderà proprio con Avengers 4 che chiuderà questo enorme circo cinematografico nato dai suoi personaggi.

    ci mancherai, Stan!

    Cheers

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  12. Excelsior!

    Esempio anche per me di come non esista età per seguire un sogno.
    Grazie.

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  13. Mi sento come se avessi perso uno zio di quelli che aspetti sempre di incontrare nelle riunioni familiari perchè ti fa divertire e ti racconta un sacco di storie fantastiche. Ha avuto una vita ricca e lunga. Ora Stan Lee è Leggenda.

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  14. Grazie del commento. Mi ha colpito molto il passaggio sull'impossibilità di spiegargli tutto, perché la penso come te. Non ho avuto la fortuna di incontrarlo come te, ma come te, che cosa gli potevo dire a parte grazie? Come dirgli di tutte le ore di divertimento passate grazie a lui, di tutto il resto comprato e assorbito in tutte le salse e in tutti i modi? Non ci sono parole. Ogni true believer non può che essere d'accordo con te.

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  15. Se fossi stato in te (non solo lì, dico proprio con il tuo background da Marvelfan), quando lo hai incontrato, forse gli avrei detto solo "Grazie".

    Comunque, se quel poster ce l'hai ancora, una foto ce la fai vedere?

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    1. Il poster sta su in soffitta, nel tubo dei poster. Se ne parla e si intravede (il poster, temo non l'autografo) in questo vecchissimo post con degli scatti provenienti dal mio vecchissimo ufficio.

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    2. In effetti la firma non riesco proprio a vederla, comunque grazie! :-)

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  16. E che ve lo dico a fare, basta il nick che mi porto dietro da più diventicinque anni, no?
    Excelsior! Letteralmente. Sempre più in alto, Stan.
    Nuff said!

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  17. Son cresciuto con lyomol ragno e gli X Man, come del resto buona parte della mia generazione, vero è anche che mi sono allontanato con gli anni passando sempre più al mondo DC, ma la morte di Stan Lee rimane comunque un dolore, l'ultima icona della silver Age, forse l'unica icona per chi non mastica fumetti a go go, io personalmente lhol sempre considerato l'anima pop del fumetto, nessuno come lui era allo stesso tempo autore e personaggio

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  18. Non sono mai stato molto colpito dai lutti "famosi" (a parte qualcuno certo), ma la morte di Stan si. IniziaI da bambino a leggere i Corno di mio zio in campagna e da allora non ho più smesso.
    Ciao Stan, speriamo di incontrarci tutti un giorno dall'altra parte, per parlare de tuoi mondi meravigliosi.
    Bona to vada

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  19. Quarant'anni e passa in compagnia dela sua cumpa. Una seconda famiglia da cui trarre ispirazione ed insegnamenti. Grazie di tutto Stan.
    Davvero

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  20. Beh aveva la sua età, quel che doveva fare l'ha fatto. Ora rivedrà la moglie e farà qualche battuta a Steve Dikto. Addio Stan!

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  21. Vorrei solo aggiungere un interessante articolo di Bergamo Oggi che titolava così: "Morto Stan lee, creatore di Batman e tanti altri personaggi". Per lo meno dopo qualche ora l' hanno rimosso . Complimenti !

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    1. Cazzarola ma almeno informatevi prima di buttare fuori titoloni....

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  22. Oh beh...se e' per questo al grande Magnus gli avevano attribuito la paternita' di Diabolik...
    Cose belle.
    Almeno informatevi.

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  23. Doc io l'ho scoperto ieri sera e volevo mandarti una mail al volo,ti ho pensato subito.
    Ciao Stan,riposa in pace

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  24. No, non ero e non sono un maniaco dei Marvel.... ma alla fine dei settanta e ai primi ottanta c'ero già....e gli albi della "Corno" spuntavano da tutti i lati... dalle famigerate "buste sorpresa", da papà che "mi porti un giornalino?" e mi portava un albo a caso dell'uomo Ragno... dal tavolino del barbiere (in mezzo ai "Lando", agli "Intrepido Sport" ai "Guerini")...
    e da quelle due sigle immortali... l'americana, nel cartone mandato all'interno di "Supergulp", con la gioielleria illuminata, la losca ombra e la putrella acchiappata al volo (...a 8 anni sapevo già cosa fosse una putrella) ...e quella angloamericoitalica, tutta rockenrolle...
    Pezzi di gioventù che se ne vanno...

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  25. Da ieri sera sono davvero, davvero triste. L'Uomo Ragno è stato fondamentale per la mia crescita di ragazzino insicuro. In un certo senso, Stan Lee mi ha insegnato, tramite i supereroi, a credere di più in me stesso. Excelsior, Stan.

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  26. A me mancherà non soltanto il pezzo di storia dei comics, ma l'uomo allegro che era, nonostante le novanta e passa primavere, la vista calante e gli acciacchi (non se la prese neppure con chi nel suo staff cervava di sfruttarne la fama. fino a cercare di venderne il sangue!...).
    Stan era un po' lo zio eccentrico che passa e ti regala storie, per sorriderti complice dietro quei suoi baffi: ho imparato a leggere su Topolino e sulle sue storie negli albi ai tempi della Corno, prima ancora della scuola.
    Uno che non si prendeva davvero sul serio anche e soprattutto quando rimediava qualche scivolone - e ce ne sono pur stati, in tanti anni - e che insieme a Kirby e Ditko ha messo in moto una vera epica moderna, che come il Doc scriveva andrà avanti chissà per quanto.

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  27. E adesso, di chi cerco il cammeo nei film? Anche perché un sorriso contagioso come il suo non lo si trova mica tanto, in giro. :(

    Grazie, Stan.

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  28. Le Edizioni Corno erano a Todi dove sono andato a scuola fino a i 18 anni. Ho iniziato a leggere comics da piccolino grazie ai miei genitori e la passione, tra alti e bassi, non è mai tramontata. Ho amato visceralmente lo spidey degli anni '70 - '80 e altre testate ovviamente. Gli anni erano tanti, tantissimi, ma per milioni di appassionati c'è sempre la speranza che miti del genere siano immortali.

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  29. non dimenticherò mai una sua intervista a fumetti su un numero dell ' uomo ragno dove gli facevano la domanda : " cosa avresti fatto se non avessi sfondato nel mondo dei fumetti?" e lui rispondeva " avrei passato la vita a TENTARE di sfondare nel mondo dei fumetti"

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  30. Molto bello l'articolo che hai scritto Doc, è proprio vero che nonostante i grossi momenti di difficoltà sia riuscito a rimanere in quel mondo che ci ha dato tanto, continuando a sorridere e a cercare di divertirsi.
    Mi ricordo proprio che i primi fumetti che leggevo da bambino sui supereroi erano Spider-Man e X-Men, che prendevo in prestito da mio fratello maggiore e che quando, crescendo, smise di comprarli continuai a farlo io al suo posto. Ebbi anche la fortuna di vederlo una volta per caso, ma un po' lontano perché attorniato da guardie del corpo e tanti fan al San Diego ComicCon del 2010, anche lì sempre sorridente e con la risata allegra mentre si sedeva sul trono di Odino. Anche solo poterlo vedere di persona fu una bella sensazione.
    Non ci resta che farci carico dei suoi insegnamenti e cercare sempre di sorridere e trasmettere quella passione creativa che lui aveva e ci ha trasmesso come la voglia di sognare e divertirsi.

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  31. e un altro pezzo del mondo che mi ha generato se ne è andato,lo so è il peso del mondo e dobbiamo solo accettarlo,però di questo passo il mondo sarà abitato solo da fantasmi,fantasmi di un passato sempre più lontano, mi sarebbe piaciuto conoscerlo di persona ,aldilà del mito sembrava davvero simpatico e comunque make mine Marvel come diceva lui

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  32. Stan Lee è un mito e rimarrà sempre nella mia fantasia, e spero anche in quella di tanti altri appassionati

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  33. Creatore di un'universo meraviglioso dentro cui mi ci sono piacevolmente perso e da quel giorno non sono voluto più tornare indietro. Grazie per tutto Stan!!

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  34. RIP Stan e pensare che è pure stato a Lucca Comics nel lontano 1974 quando i cosplayers non esistevano. Scusa Doc ma è obbligo morale mettere il link del filmato:
    https://www.youtube.com/watch?v=ZmhBTJO7atg

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  35. Bellissimo post per una persona che mi sembra bellissima. Stan lo conosco per i film e per quello che rappresenta, il mondo fantastico della marvel. Dire che rimarrà in eterno sorridente e vivo come era qui con "noi", è più che sicuro.

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