TRANSFORMERS, TUTTA LA LINEA G1 RECENSITA (PARTE II - 1985, AUTOBOT)

TRANSFORMERS, TUTTA LA LINEA G1 RECENSITA (PARTE II - 1985)
Seconda parte del listone su tutti i Transformers G1. Questa volta ci occupiamo della seconda wave, quella del 1985, lato Autobot (erano così tanti che dei Decepticon tocca parlare un'altra volta). Sarà qui il vostro Transformer vintaggio del cuore? Beh, scopriamolo, no?


Ovviamente valgono le stesse premesse della prima parte: hai preso in considerazione solo i modelli classici della prima serie G1 USA, anno '85, per ora solo Autobot. Per ogni Transformer hai indicato anche il nome giapponese e quello vintaggio italiano. Per i nomi antristici del progetto Transformansi (Bambolì, Misembra, Ferrocelo, etc) si veda invece qui

I voti, ripetiamolo un'altra volta tutti insieme - visto che qualche fan diversamente dotato di simpatia poi non capisce e se la prende - sono una roba personalissima e di ridere. E comunque, sono giocattoli. Nel senso di giocattoli.  

SERIE 2 (1985)


RED ALERT
Nome italiano: Giaguaro
Nome giapponese: Alert
Partiamo ovviamente dalle macchine degli Autobot / Autorobot, con un paio di varianti di modelli usciti l'anno prima, chiamate a infoltire il numero di supercar della linea. Red Alert / Giaguaro, cugino del rosso Sideswipe / Freccia, era una bizzarra New Countach LP500S... dei pompieri. 

In realtà il Diaclone utilizzato come base era un'auto della polizia (New Countach LP500S Police Car): Hasbro ha tenuto la sirena e cambiato gli adesivi e usato il rosso come colore secondario al posto del nero. Probabilmente per differenziarla da Prowl. A ogni modo, essendo una Lambo, restava un Transformer bellissimo. Pure se la supermacchina dei vigili del fuoco ti faceva strano già all'epoca. Perché sì, cacchio gli serve una Lambo ai pompieri? Ti sgamano subito che sei in realtà un robot travestito.
Voto 8

SMOKESCREEN
Nome italiano: Leo
Nome giapponese: Smokescreen
Un otto per Smokescreen, esattamente a metà strada tra il 9 all'eleganza di Prowl e il 7 al grigino poco entusiasmante di Bluestreak. La livrea scelta questa volta per la Datsun 280ZX Turbo era quella da corsa del team Electramotive di Don Devendorf, che correva in genere con l'83, ma in alcune occasioni ha effettivamente usato il 38 come numero di gara

Non era, insomma, una roba tipo Alitalla o Citanes.
Voto 8

SKIDS
Nome italiano: Furetto
Nome giapponese: Skids
Skids nasce come il Diaclone di una banale Honda City Turbo trasformabile, disponibile in Giappone in vari colori (nero, blu, rosso). Hasbro ha pescato il modello blu e l'ha lanciato nella mischia, sperando che una compatta giapponese bruttarella, con il look vagamente da panda 4x4, non sfigurasse accanto al resto del parco auto(robot). E sfigurava, chiaro. Te li immagini, durante le corse in autostrada, con gli altri che dovevano aspettare Skids al casello.

Ce n'erano pochi esemplari in giro, se ne ne sono venduti ancor meno, perciò oggi boxato vale abbastanza. Come voto gli dai un sette giusto perché il robot era vagamente decente, soprattutto grazie ai colori. 
Voto 7

HOIST
Nome italiano: Bufalo
Nome giapponese: Hoist
Hoist / Bufalo era un retool di Trailbreaker. La Toyota Hi-Lux da pick-up era diventata questa volta un carro attrezzi, per salvare eroicamente i compagni Autorobot a cui quei bastardi dei Decepticon della municipale avevano messo le ganasce. Ma sì, per colori e tutto, nel complesso molto meglio Trailbreaker, ché quei pezzi arancioni ve li perdevate sempre per casa.
Voto 6

GRAPPLE
Nome italiano: Gancio
Nome giapponese: Grapple
Gancio e Inferno, come due lottatori di bresslinz. Ti piacevano un casino questi due Autorobot, soprattutto il secondo, e costavano leggermente di più delle auto (vedi qui per i prezzi dei Transformers all'epoca). In entrambi i casi, l'alt mode era un camion Mitsubishi Fuso (la Iveco giapponese, tipo) FT: qui una gru arancione...
Voto 7

INFERNO
Nome italiano: Inferno
Nome giapponese: Inferno
...per Inferno il camion dei pompieri. A disposizione di tutti i pompieri, tranne il loro capo, che se ne andava in giro a pheeghe in Lambo invece di fare il suo lavoro. Le scale periscopiche in tre parti le ricordi lunghissime. Inferno, a parer tuo, vinceva in versione robot. 
Voto 8


TRACKS
Nome italiano: Puma
Nome giapponese: Tracks
Nella sua prima vita da Diaclone, Tracks era  una Corvette Stingray trasformabile di colore rosso. Nel rimpacchettamento veloce di modellini Diaclone per la febbre da Transformers, in Europa arrivò perciò in un primo momento un Tracks rosso, a differenza del modello uscito negli USA, che era blu. 

Il fatto che disponesse sostanzialmente di una terza trasformazione, diventando un'auto volante, lo rendeva figo e compensava un robot mode così così, soprattutto per quella faccetta da sfigato. Della versione Masterpiece si diceva qui. Nell'universo dei Transformers, la Corvette Stingray rossa diventerà il robot femmina Road Rage. 
Voto 8


BLASTER
Nome italiano: Radiorobot
Nome giapponese: Broadster
Ah, Blaster. La versione buona di Soundwave, un boombox anziché un walkman. La particolarità della versione giapponese (Microchange MC-21 Radio-Cassette Robo, della linea Microman di Takara, 1984) è che aveva una radio AM funzionante. Per portarlo nella cumpa dei Transformers venne rimossa tutta l'elettronica, i vari interruttori divennero finti e furono modificati altri dettagli estetici.



Ad accompagnare Blaster, una sua gamma di cassettine-robot da far combattere contro quelle di Soundwave. Eject, Ramhorn e gli altri. Ma sono usciti nella terza wave, nel 1986, e perciò ne parleremo una delle prossime volte. 
Voto 8

JETFIRE
Nome italiano: Aquila
Nome giapponese: Skyfire
La storia di Jetfire è quella che simboleggia meglio di tutte come la Hasbro abbia pescato ovunque, e non solo in casa Takara, modelli trasformabili da buttare nel calderone. Al punto da andarli a cercare in un'altra serie animata. 

Aquila era infatti un redeco del VF-1S Super Valkyrie della linea Macross prodotta dalla Takatoku. Non un caccia Valkyrie qualsiasi, praticamente quello di Rick Hunter dopo un rapido salto dal carrozziere. Con tanto di booster per il jet...

...e di trasformazione ibrida tra aereo e robot, il classico Gerwalk. Vista la sua storia, non stupisce che in tutte le incarnazioni successive Jetfire abbia cambiato radicalmente aspetto. Cartone classico incluso. A ogni modo, un modellino meravigliosamente meraviglioso (anche se quello originale, con le decorazioni gialle e nere e il logo dello squadrone dei teschi, gli fa chiaramente il culo).
Voto 10

PERCEPTOR
Nome italiano: Supervista
Nome giapponese: Perceptor
Anche il vecchio Perceptor, il Transformer microscopio utilissimissimo in battaglia, guarda, è collegato indirettamente a un'altra serie robotica. Un designer di Takara propose infatti questo design per un trasformabile della linea Microchange ispirandosi ai mech dell'anime Votoms. Il concept mutò poi fino ad assumere questo aspetto. 



Il microscopio era funzionante - anche se ingrandiva pochissimo perché la lente l'avevano trovata nelle patatine - ed era possibile riconfigurare il tutto in una terza trasformazione, la postazione da battaglia cingolata. 
Voto 7

ROADBUSTER
Nome italiano: /
Nome giapponese: /
Jetfire non era l'unico Transformers riciclato da un giocattolo Takatoku. Entrambi i due "Deluxe Vehicles" della wave 2 erano modellini Takatoku modificati, e in seguito non vennero né distribuiti in Giappone come Transformers, né inclusi nel cartone. E neanche importati in Italia da Gig. Roadbuster era il robot Mugen Calibur tratto dall'anime Special Armored Battalion Dorvack, convertibile in una fantascientifica jeep da battaglia.
Voto 6

WHIRL
Nome italiano: /
Nome giapponese: /
Whirl, invece, era il segaligno Oberon Gazzette della stessa linea. L'elicottero in stile Tuono Blu era fighissimo, il robot molto meno, ma abbastanza strambo da renderlo a suo modo affascinante. A ogni modo, la Takatoku accolse la richiesta di Hasbro a braccia aperte, perché Dorvack in TV era andato malissimo e a prenderne i diritti ci aveva rimesso un mare di yen. 
Voto 7


GRIMLOCK

Nome italiano: Tiran
Nome giapponese: Grimlock
Degli indimenticati, indimenticabili Dinobot abbiamo parlato a lungo negli ultimi tempi, a proposito della loro incarnazione moderna. All'epoca una sottolinea di dinosauri robot trasformabili era qualcosa di talmente figo da fare il giro. Sette, otto o anche dieci volte. Grimlock, si diceva, era qualcosa di concettualmente difficile da superare. Beh, almeno fino al lancio di Trypticon l'anno dopo. 

L'originale Diaclone Dinosaur Robo aveva la mutanda blu, mentre quella Hasbro lo slippone rosso. Mancava ovviamente, rispetto alla versione giapponese, anche l'omino Diaclone, e i Dinobot come bestie meccaniche pilotabili ti sembravano ancora più meravigliosi, ma vabbè.
Voto 9

SLAG
Nome italiano: Tricex
Nome giapponese: Slag
Hai spiegato tante volte perché Slag / Tricex era da rEgazzino il tuo Dinobot preferito. E lo è ancora. Peraltro, era chiaramente il bassista carismatico incazzoso di questa banda di sauri di metallo. Anche qui la versione Diaclone aveva un sacco di blu (depressione preistorica) e le corna metalliche. 
Voto 9

SLUDGE
Nome italiano: Bronto
Nome giapponese: Sludge
Un otto denso di affetto e sempiterno apprezzamento anche per il brontosauro Sludge (robot un po' così, dinosauro fichissimo)...
Voto 8


SNARL
Nome italiano: Stego
Nome giapponese: Snarl
...e per lo stegosauro Snarl. I cui spuntoni erano stati smussati per il mercato USA, parte di tutta una serie di premure adottate da Hasbro per non beccarsi cinque milioni di cause nel mercato domestico (l'elenco delle parti sparanti sminchiate nel passaggio ai Transformers è semi-infinito).
Voto 8


SWOOP
Nome italiano: Reptilo
Nome giapponese: Swoop
Lo Swoop originale, invece, era l'unico Dinobot che proprio non ti piaceva. In nessuna delle due modalità. 

Swoop e Sludge vennero lasciati a casa quando tre dei cinque Dinobot originali furono ributtati fuori in seno alla G2, a inizio anni Novanta, anche con delle colorazioni assurde. Enter il tirannosauro tutto blu elettrico o turchese, il triceratopo verde morto e lo stegosauro tutto rosso dalla rabbia. Ma era la repetta e accorsa Generazione 2 del 1993, non ci interessa. 
Voto 6

TOPSPIN
Nome italiano: /
Nome giapponese: Topspin
I due "Jumpstarters" erano veicoli cybertroniani a retrocarica che si trasformavano da soli se li sollevavi dal piano durante la carica... 
Voto 6


TWIN TWIST
Nome italiano: /
Nome giapponese: Twin Twist
...Sì, alla fine della fiera erano semplici robottini piegati su sé stessi, ma il secondo era leggermente più decente, grazie alle trivelle. Entrambi non sono mai apparsi nel cartone. 
Voto 6


BEACHCOMBER
Nome italiano: Pulce
Nome giapponese: Beachcomber
Anche questa volta ci tocca una serie di Minibot/Minicar. Facciamo in fretta, perché ti fanno venire l'orticaria. L'insulso Beachcomber diventava una dune buggy da sorpresina dell'ovetto kinder ispirata a un veicolo militare (M1040 ''Hellfire'' Chenowth Fast Attack Vehicle).
Voto 4


COSMOS
Nome italiano: Disco
Nome giapponese: Adams
Cosmos era un disco volante, chiamato Adams in Giappone perché lì erano ancora in fissa, dai tempi di Goldrake, per i dischi volanti delle foto di George Adamski.
Voto 5


POWERGLIDE
Nome italiano: Jumbo
Nome giapponese: Powerglide
Di Powerglide trovi vagamente decente l'alt mode, giusto perché ti piace un casino il design degli A-10 (vedi quanto figo gli è venuto, anni dopo, il piccolo Viper moderno), ma il robottino poteva lavorare al massimo come portadepliant in un supermercato. 
Voto 6

SEASPRAY
Nome italiano: Elica
Nome giapponese: Seaspray
Seaspray era un altro robottino da sorpresina chiaramente infiltrato nella linea. Roba da regalato sbagliato di zii frettolosi e pirchi. 
Voto 4

WARPATH
Nome italiano: Boom-Boom
Nome giapponese: Warpath
Per Warpath, infine, un carro armato va sempre (a una certa l'ha capito pure Megatron), ma non si salva dalla pezzenteria contagiosa dei suoi minifratelli. Non sai da dove diavolo vengono quegli occhietti da matrioska nella foto: l'hai sempre visto con gli occhi (o la faccia) coperti di nero.
Voto 5

OMEGA SUPREME
Nome italiano: Megarobot
Nome giapponese: Omega Supreme
Omega Supreme / Megarobot era il robottone sgraziato che diventava una pista per un carro armato affiancata da una rampa di lancio per un missile. E niente, sempre bello averci un tank enorme che muta in un Transformer bestione, ma la minipista faceva troppo gioco per infanti, e la trasformazione era superpedestre, dovevi stare lì a staccare i pezzi e riattaccarli in modo diverso. Non sembrava per niente un Transformer come gli altri. E infatti non lo era: non era roba Takara, ma un repaint del Mechabot-1 della rivale Toybox. L'anno dopo, Hasbrò andrà a riesumare dal catalogo Toybox anche lo shuttle robot Sky Lynx / Argon.  
Voto 7

E questo, per oggi, è tutto. [CONTINUA] la prossima settimana con la seconda parte dell'annata '85, tutta dedicata ai Decepticon. Stay come il tonno trasformabile. 


Tutte le foto di questo post vengono da UNICRON.COM,
su gentile concessione del co-fondatore del sito,
Kevin (Perceptor). Thanks, Kevin! 

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Commenti

  1. Ommaronna, tanti, troppi, tantissimi ricordi.

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  2. Un grazie "al quadrato" per aver continuato il listone dei Transformers. Come già detto, miei giocattoli preferiti di sempre. Grimlock / Tiran transformer "del cuore", best ever. Lo possiedo ancora, abbastanza giocato ... dovrebbe essere un diaclone.

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  3. Ottimo modo di iniziare il lunedì, sempre tanto ammore <3

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  4. Sempre fantastici!
    Tricex fu mi pare il primo trasformer che mi fu regalato..bruschette! Bruschette a volontà!

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  5. grande seguito!... e, in tema di "tragedia delle parti sparanti mancanti", ho una storia pure io ...qualche anno prima, mio padre mi comprò il DiaTron della Diaclone (tre navicelle si univano per formare un robot)... mancavano del tutto, nella confezione, non solo i missili "puntuti" ma anche i pugni del robot!!!
    C'erano solo i missili enormi con testa gommata...praticamente, un robot "senza mani" tragedia in casa TotoSe!!!!

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    1. Per quello devi ringraziare la Gig e la sua politica di safety.

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  6. Lacrime napulitane per Bronto, quanto gli ho voluto bene, nemmeno fosse stato un componente della famiglia (sicuramente era meglio di qualche parente, ma questa è un'altra storia)! Piccolo pensierino per mio figlio, quanto gli sarebbero piaciuti Inferno e Gancio, vi dico solo che ci vediamo su YouTube i video dei veicoli giapponesi d'antan...

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  7. Cazzarola quanti erano,di alcuni ignoravo totalmente l'esistenza.. Però quanti bei ricordi

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    1. E siamo solo a metà (quella dei buoni) della linea. Tutti davvero non ci stavano in un singolo post.

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    2. io già gongolo aspettando Brutal XD

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  8. E niente, a sto giro per me nello scatolone dei ricordi (metaforico E materiale) c'è solo Slug. Anche se qualcuno dei citati era presente nei sogni bagnati di pimpo, tipo Grimlock (ce l'aveva il cugino stronzo, e ti pare?) e gli altri tre suoi compari (grazieaciccio dirai tu). Ma anche Tracks non mi era indifferente, nonostante la dubbia scelta cromatica del robot mode, certamente merito della Corvette Stingray.
    Ma è solo con l'arrivo dei combiner che i sogni diverranno brama insoddisfata tramutata in trauma infantile.

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    1. Per qualche arcana ragione ho typato Sludge in Slug. Ma ci siamo capiti, parliamo di Bronto.

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    2. Metal Sludge! Ci sta ^__^

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  9. Oddio io avevo Roadbuster di un altro colore e obbivamente senza simbolo degli autobot... chissà che strana importazione tarocca aveva subito :°D fra l'altro era complicatissimo da transformare per un bimbo, penso di aver capito come fare dopo anni che ce l'avevo e quando era già messo scassato...

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  10. Alcuni di questi avrei voluto comprarli in formato MP e ci sono andato anche molto vicino con Gancio. Di questi mi piacerebbe avere il MP, se mai dovesse uscire, di Blaster da mettere di fianco a Soundwave.
    Discorso a parte per Jetfire di cui ho varie versioni dell'originale con la livrea gialla nera di Roy Focker mentre la livrea di questo è quasi identica alla livrea del Vf-1S di Hikaru Ichijo quando diventa il comandante della squadriglia dei Teschi.
    Andando leggermente OT nel prossimo film dei Transformers si vedono chiaramente Road Rage e Tracks solo che nel film hanno cambiato il tipo di auto ed hanno una vera e propria doppia trasformazione.

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  11. Avevo la Lamborghini dei pompieri, davvero accattivante sia come auto che come robot. Mi sarebbe piaciuto vedere Andrea Roncato e Christian De Sica nell'omonimo film ('I pompieri', ovviamente) andare a rimorchiare le tipe sulla Lambo 😆

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  12. Avevo la Lamborghini dei pompieri, davvero accattivante sia come auto che come robot. Mi sarebbe piaciuto vedere Andrea Roncato e Christian De Sica nell'omonimo film ('I pompieri', ovviamente) andare a rimorchiare le tipe sulla Lambo 😆

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  13. Sono i post del cuore quelli dei transformers, poi avvicinandosi al natale hai ancora quel sentore di catalogo GIG dove potevi sbavare e sperare che qualcosa nel catalogo entrasse a casa tua...
    Ma passiamo ai commenti (scusate ma sono necessari):
    Di questa line di trasformers gli unici che da piccolo riuscii ad avere tra le mani furono Red Alert di un mio amico, avuto in seguito ad uno scambio settimanale (precisaZione: lo scambio settimanale era questa cosa che facevo da piccolo con il mio gruppo di amici. Ci si scambiava i pupazzetti per una settimana per giocarci e poi li restituivamo, era questa una pratica molto rischiosa, ma non priva di soddisfazione, come quando mi entrò in casa il Valkyrie della squadra teschi gigante...sbav) e Grimlock.
    Di mio avevo solo Slag ma, come si parlava nel post dell'Antro a lui dedicato, la miaera una versione ko fake, però molto interessante. C'era infatti questa linea KO dinobot dove i dinosaurierano molto rifiniti e tutti di colore marrone e oro, per esempio il mio Slag aveva le corna ramificate tipo alce e il collare tondeggiante. So anche dell'esistenza di un Grimlock della stessa linea provvisto di un corno stile carnosauro. Troppo woaaaa!!!!
    Ultima nota su Topspin: mai visto l'originale di questo transformer ma ricordo chiaramente che si vendevano una balla di ko al mercato che avevano la stessa trasformazione di questo, colorati nelle più svariate maniere e con mille e più varianti. Dovevano costare veramente un nonnulla perchè per qualche motivo mia nonna me ne portava a casa un milione di questi cosi. Ne avevo persino uno con la testa da tirannosauro e uno con la testa da stiracosauro (no, sul serio). Chissà che fine hanno fatto...

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  14. Ommioddio Radiorobot! Il primo tranformer che mi fu regalato e che adoravo, anche se a quanto ricordo avrei preferito come regalo di gran lunga memor/soundwave alla controparte Autobot. Quanti ricordi però

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  15. Grimlock best ever. Io da piccolo ovviamente avevo il triste stegosauro. Lo odiavo :D

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  16. Io avevo due dinobot e il camion dei pompieri. Molto rassicurante chiaamrlo Inferno ^__^'''

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  17. Ciao, avrei una domanda forse un pò blasfema: ho visto in vendita su Ebay a poche decine di euro tutti i Dinobots che formano Volcanicus in una versione tarocca o KO. La linea si chiama Deformation e vorrei sapere se secondo te la qualità potrebbe essere equiparabile agli originali Hasbro, che costano mediamente il triplo. Non ho trovato in rete nessuna comparazione.

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    1. Sì, è equiparabile (più per demeriti di Hasbro che altro). Tieni conto che, se ho capito a quali modelli ti riferisci, si tratta di versioni oversize (dimensioni maggiorate rispetto agli originali).

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  18. Tricer/slag!!!Natale 1985 che magia......!avevo la versione blu ,prima o poi lo ricomprerò!!!!

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  19. Io ricordo distintamente un Radiorobot Gig, fortemente invidiato ad un amico, on radio FM funzionante (cfr. https://goo.gl/rFE4zF). Possibile che fosse una versione successiva?

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    1. Infatti Gig importò in Italia la versione Diaclone, con radio funzionante.
      Il Doc sta facendo il listone della G1 americana. In quella versione Blaster non aveva elettronica (se ricordo bene).

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    2. Grazie per la spiegazione! Mi era chiaro che si parlasse della G1 USA, ma non che da noi avessero importato il modello giapponese.

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