Boglins, i cugini carcerati dei Critters e dei Gremlins

Boglins Mattel

Dopo aver riportato alla luce, qualche settimana fa, quei prototipi dei Masters of the Universe mai usciti, ci occupiamo oggi di una linea di giocattoli Mattel decisamente più di nicchia. Questa è la storia della breve eppure memorabile avventura dei Boglins, i burattini mostrilli parenti dei Sectaurs (e dei Gremlins, e dei Critters), negli anni in cui i mostrilli, anche al cinema, andavano appunto fortissimo [...]

Sectaurs

SECTAURS, TESTE OLMECHE E BURATTINI MANCATI 

I Boglins sono stati creati da Tim Clarke e Maureen Trotto, gli stessi ideatori dei Sectaurs, i "terribili uomini-insetto". Clarke lavorava negli anni 80 per la Jim Henson Company e dopo aver contribuito alla creazione di Dark Crystal e Fraggle Rock, propose allo stesso Henson di realizzare dei pupazzi da vendere a qualche produttore di giocattoli. 

Il papà dei Muppet non era però interessato e Clarke portò l'idea alla Coleco, dove lui e Trotto (affiancati dall'agente Larry Mass) avevano appena creato, come detto, i Sectaurs. Action figure incentrate appunto sul tema di insetti/aracnidi da impugnare come burattini.

I Boglins avrebbero dovuto essere in effetti proprio un'estensione della linea Sectaurs. Il primo fu ideato ispirandosi alle teste colossali olmeche mesoamericane, con capoccione, occhi orientabili grazie a un meccanismo interno e pure le braccine prensili (poi scartate perché troppo costose).

Il problema? La linea Sectaurs andò gambe all'aria molto presto, e Clarke e Trotto dovetterò cercare una nuova casa ai loro mostri macrocefali.

Critters 1986
Critters - Gli Extraroditori (1986)

GREMLINS, CRITTERS, BOGLINS

Una nuova casa che i due trovano, sempre grazie a Larry Mass, alla Mattel. La casa di Barbie e di He-Man intuisce che c'è del mercato per dei mostrilli ripugnanti, visto il successo dei Gremlins e di Critters - Gli extraroditori, che nell'86 ha seguito la scia dei Gremlins di Joe Dante dando vita a un suo franchise. Senza dimenticare la popolarità di Slimer del film degli Acchiappafantasmi e del loro cartoon, The Real Ghostbusters (sempre 1986).

Nel 1987, Mattel lancia così i primi tre modelli di Boglins, realizzati nella gomma morbida kraton e impreziositi da una geniale trovata di marketing: le scatole di cartone che ricordavano delle casse di legno munite di sbarre. Un foto sul fondo permetteva di estrarre il burattino senza rompere la confezione/gabbia. Nota: i Critters, ricorderete, erano dei criminali alieni fuggiti da un asteroide-prigione. 

Non sono ancora i Monster in My Pocket, insomma, ma mostrilli personali-prigionieri da tenere su uno scaffale sì. 

Boglins 1988

I primi tre Boglins sono Dwork, Drool e Vlobb, che vediamo in questa pagina del catalogo Mattel dell'anno successivo, il 1988. Rassicurante, peraltro, il giovine cacciatore di Boglins armato di retino e bazooka.

La descrizione spiega l'origine del nome Boglins, visto che i mostri in gabbia vengono "from a swampy bog that time forgot", un pantano paludoso dimenticato dal tempo. Si parla anche degli occhi che si possono muovere grazie al meccanismo interno e che brillano al buio.

Baby Boglins 1988

Ai primi tre Boglins, Mattel affianca presto altre versioni, come i piccoli Baby Boglins che vediamo in quest'altra pagina: Squeel, Shlurp, Squidge, Shlump, Sponk, Squawk.

Boglins 1989

La peculiarità dei Boglins è che, come altre linee di giocattoli minori dell'epoca, non sono supportati dal media mix che ha fatto la fortuna di Masters of the Universe, Transformers e tanti altri brand celebri di quegli anni. 
Senza un cartoon o dei fumetti di supporto, e spinti solo dagli spot, i Boglins sono lasciati a sé stessi, nella feroce giungla dei negozi di giocattoli.
Quel poco di lore che se ne conosce è quanto riportato sul retro delle confezioni, in un finto tono scientifico ("Bogologia") che assegna ai Boglins più grandi il nome scientifico di Boglinus humungus.

Boglins Mattel 1989

La produzione di nuovi modelli va avanti negli USA solo per due anni, con versioni tematiche come gli Halloween Boglins o i Boglins acquatici, i Soggy Boglins (Snish, Slogg, Slobster) che vediamo qui sopra in una pagina dal catalogo Mattel del 1989.

Boglins Mattel 1989

Catalogo che, oltre a mostrare di nuovo il cacciatore col bazooka e i primi tre Boglins classici, 

Boglins Mattel 1989 prototipi

permette di dare un'occhiata anche a tre prototipi mai arrivati nei negozi, i Nite Creature Boglins, alati (Drak, Ooky, Screech). Rimasti su carta proprio perché, a due anni dal lancio, la linea arranca e Mattel decide di accantonarla.

Questo, almeno, negli Stati Uniti. Nel Regno Unito, infatti, i Boglins continuano ad andare benino e restano in produzione fino a metà anni Novanta, con l'aggiunta di nuovi modelli (Bash’em Boglins, Action Boglins, Talking Boglins...) e anche di una versione in PVC proprio sullo stile dei citati Monster in My Pocket o di altre linee ispirate ai kinkeshi giapponesi, come Exogini, Kombattini etc. Vengono chiamati Mini Boglins e prodotti su licenza dalla Ideal a partire dal 1991. 

La particolarità è che molti nomi vengono cambiati per il mercato UK: Vlobb e Drool, ad esempio, diventano Plunk e Flurp.

Boglins 2024

Si è provato più volte, nel corso degli anni, a rilanciare i Boglins. Oggi ad esempio si trovano delle versioni dei primi Boglins, diventati nel frattempo in qualche modo sovrani (i King Dwork e King Vlobb qui sopra). Questi e altri modelli, tutti prodotti su licenza da TriAction Toys e con il beneplacito del loro creatore, si rimediano su Amazon a prezzi non esattamente modici (sui 35/40 soldi l'uno).

Fortunatamente hanno ancora le loro gabbiette, che in fondo erano davvero l'elemento più figo della linea. Qualcuno di vosotros ha mai avuto/visto i Boglins in giro, ai tempi? 

(La prossima volta parliamo di alcune linee di action figure bellissime... che con ogni probabilità non avete davvero MAI visto).


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Commenti

  1. I Boglins erano il mio enorme desiderio da bambina, quando per un periodo sono usciti anche i BABY BOGLINS. Ovviamente, essendo femminuccia e non avendo, all'epoca, alcuna idea del concetto di genderless, i miei si sono sempre rifiutati di acquistarmene uno, ma a me è rimasta la voglia, giuro. Infatti li cerco sempre nei vari mercatini di giocattoli vintage (no, 40 euro e per di più prodotti in questi anni. Non me la sento)

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    1. Dovrei chiedere al diretto interessato, ma ho come un vago ricordo di un baby boglins regalato da qualcuno a mio fratello e cambiato da mia madre in negozio perché non ritenuto adatto a un bambino della sua età. Non so lui, ma io ci rimasi malissimo.

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  2. Un trionfo di anni 80! Visto un solo Boglin a casa di amici, molto suggestivo di primo acchitto ma all'atto pratico era poco più di un soprammobile... Adatto magari per feste di Halloween o per spaventare bambini piccoli... Ricordo con affetto il disclaimer "non infilare le dita tra le sbarre".

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    1. È il disclaimer presente - in inglese - anche nelle versioni USA e UK. E in quelle odierne, come si vede sul lato sinistro delle confezioni di King Dwork e King Vlobb, nell'ultima foto :)

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  3. Io ne avevo uno, quello che nel catalogo americano si chiama Dwork. Me lo regalarono alle elementari, vai a ricordarti quando esattamente...ricordo solo che aveva le mani mollicce e una specie di codina sul retro del corpo, una specie di burattino gommoso che però stufava presto

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  4. Solo a vedere le foto, si risveglia il piccolo aspirante ventriloquo che vive in me.

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  5. Ne avevo uno, ma non mi ricordo quale...

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  6. Ne avevo addirittura due, uno grosso (credo Dwork) e uno piccolo (Sponk se non vado errato). Mi piacevano molto, il meccanismo per muoverli era fico ma come spesso accade con le marionette dovevi avere le dita spezzate per muovere contemporaneamente occhi, bocca e braccia 😀...
    Mi piaceva spingere con le dita negli alloggiamenti degli occhi di Sponk per farli sporgere tipo esoftalmo grave...
    Per esigenze di morbidezza il materiale era molto deperibile e delicato, credo si siano spaccati tutti con l'uso: da quel che vedo quelli che si trovano in rete hanno prezzi folli e crepe dappertutto, devono essere rimasti in pochi.

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  7. Io e mio fratello ne avevamo uno a testa, la versione piccola, ricordo che dopo un pò di utilizzo la mano ne usciva sudata e impregnata di puzza/profumo di gomma chimicissima, anche noi amavamo fargli uscire gli occhi e, probabilmente mi sarò giocato qualche anno di vita, mi piaceva masticargli la coda! Ora da grande posseggo qualche mini boglins, bei ricordi di edicola anche quelli...

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