Europa, i super-eroi italiani di Marvel Italia


Oggi pare diventato quasi un termine brutto, Europa. Ma negli anni 90 non si parlava d'altro: c'era stato Maastricht, c'era stato Europa Europa con Frizzi e la Gardini, e la Zooropa (vorsprung durch technik) degli U2. E c'era pure questa gran voglia di averceli anche noi, i super-eroi colorati in stile USA. Nel '96, in quella che era allora la Marvel Italia, nasce così Europa. "I primi super-eroi italiani". Anche se non era proprio vero, e a ben guardare erano per metà spagnoli [...]


Gemini ed Euroforce, i due supergruppi presentati sulle pagine di Europa, non erano stati i primi "super-eroi italiani", nel senso di ideati e pubblicati in Italia. Negli anni del boom della Image, tutti volevano crearsi i propri super-eroi e c'erano stati già tanti esperimenti, piccoli e grandi. Tanti, pure troppi per elencarli tutti qui, magari torniamo a parlarne un'altra volta.

Ti fa però piacere almeno menzionare il coraggioso Braintrust della Unicorn (1994) con le sue cover firmate da Pino Rinaldi o Alan Davis (il numero 4. Che flash trovare quell'albo in edicola, santo cielo), o Il potere e la gloria, e la stessa Erinni, del compianto Ade Capone. Il primo disegnato da Stefano Raffaele. O Il Massacratore, certo. Ripeti: rimandiamo a un altro giro.


Dicevi di Raffaele, ed è proprio a quello stile grafico lì, quello alla Jim Lee - e al primissimo Travis Charest, insomma alla WildC.A.T.s - così in voga all'epoca, che è chiaramente improntata la prima delle due serie presenti in Europa: Gemini. Più in generale, e più che una serie Marvel, Gemini sembra proprio una testata Image/Wildstorm di allora.

Eppure Europa è un fumetto Marvel, pubblicato da quella che era una divisione nostrana della Casa delle Idee (Marvel Italia, poi diventata Panini Comics nel 2001) e integrato nel Marvel Universe.


Le gallery all'interno dei numeri e gli editoriali di Enrico Fornaroli raccontano la genesi grafica del progetto. Sul numero 0 di Europa (aprile 96), Fornaroli spiega che i personaggi di Gemini sono stati creati da Luca Poli e dal grande Carmine Di Giandomenico, ai tempi poco più che ventenne.

Le matite di Gemini erano di Fabrizio Ugolini, le chine di Giampaolo Frizzi, i colori digitali di Matteo De Benedittis (già colorista delle cover di Lazarus Ledd e Hammer). A firmare le storie, due noti editor MITA, Giorgio Lavagna e Francesco Meo (ciao, Franz!).


Dicevamo dell'influenza Image/Wildstorm/Top Cow/Lee/fan di Lee, e questa non si limitava allo stile grafico. La squadra di Gemini aveva quella formazione lì, quei denti digrignati lì, quei capelli lunghi e quelle maschere-passamontagna lì (altro capo d'abbigliamento gettonatissimo nei comics anni 90, al pari del sacchettismo) e ovviamente quelle sacchette lì. Naturale.


Era difficile non vedere Spartan dei WildC.A.T.s nel leader di Gemini, Front, o Voodoo in Mandala. O uno qualsiasi dei cloni di Wolverine dai capelli fluenti in Grip, il tizio "con gli artigli di fuoco".


E sì, naturalmente c'erano tutta una serie di pose da pin-up e le eroine in accappatoio o in biancheria, perché si portava. E per "si portava" intendi che era ovunque così, all'epoca, anche in Marvel e DC, lanciatesi all'inseguimento di quello stile esagerato che era nato in seno - ah ah - alle loro pubblicazioni, negli anni immediatamente precedenti alla fuga dei fondatori di Image.

All'epoca trovasti la lettura di Gemini, e di Europa, molto deludente. Forse perché ti aspettavi qualcosa di più originale, forse perché cominciavi ad averne abbastanza di quelle pose, quei denti, quelle sacchette.


Però eri contento di vedere degli eroi nati in Italia interagire con l'Universo Marvel. Incontrare Iron Man e lo SHIELD, o fare a botte (in un realtà simulata nel primo numero) con Venom e Carnage, Hulk e Ghost Rider.


Così com'eri contento comunque di leggere delle storie "presentate da Stan Lee" che si aprivano nella metro di Milano, con uno degli eroi seduto su uno sgabello in attesa di un treno della linea gialla per Comasina, probabilmente, e poco dopo vedere lo scontro sfociare davanti al Duomo. O mostravano le prime pagine del Corriere e di altri quotidiani del Bel Paese.


Di Euroforce, la serie che divideva le pagine di Europa con Gemini, ti fregava meno. Molto meno, a dirla tutta. L'avevano creata due spagnoli, Xavier Marturet e Paco Diaz, già visti su una mini di Marvel UK, Death Metal vs. Genetix (1993). Lo stile era pure qui estremamente anni 90, ma i volti incerti, le facce ripetute. E il protagonista era un Biondo di Luzzos.

A comporre la squadra, oltre a quest'ultimo (Geyr Kluke alias Agente Key), gli agenti Picaro, Deep Sight, Nuage (telepate con una gran passione per il look alla Dazzler)...


...e soprattutto il mutante Agente Danger. Un tizio con la tutina nera e i nastri da lavori in corso. Per farti capire che era davvero l'uomo del pericolo, era pieno di nastri di sicurezza gialloneri. Quando si dice prendere le cose sul serio, oh. Safety first.

Pure Euroforce si imbatteva in vari volti e caschi-cestino noti del Marvel Universe, come'AIM. E sì, siccome erano gli anni Novanta ed era in corso l'invasione manga, c'era una squadra di supertizi dai nomi giapponesi tipo Kaneda e Sakuragi. Tenerazzo.


L'avventura di Europa dura solo cinque numeri. Il numero 0 e altri quattro usciti tra il luglio e l'ottobre del '96. Nelle note dell'ultimo albo, Fornaroli spiega che non è stato semplice coordinare il tutto e far rispettare le scadenze. C'era un po' di Image primi anni Novanta pure in quello, forse.

Se vi va di (ri)leggere i numeri di Europa, perché c'eravate e comunque la cosa vi fa nostalgia, o non c'eravate ma volete sapere quanto folli e frizzanti e sacchettati fossero quegli anni, ravanate in fumetteria, su ebay o su Amazon. Non è difficile rimediarli.

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Commenti

  1. Li ho letto tutti, la scena in duomo mi aveva commosso, da milanese mi sono esaltato un sacco!
    ora vado in cantina a cercarli

    Bellissimi

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  2. L'unica vera squadra di supereroi italiana degna di essere ricordata è l'A.I.P, questo va detto e ribadito!

    E comunque Danger porta con orgoglio i colori antristici, almeno un po' di bene gliene si vuole.

    Seriamente: ricordo bene "l'esperimento" e ricordo il me 17enne parlarne con un giovane MML ad un Torino Comics in cui eravamo si e no in 50 seduti intorno a lui a chiacchierare di Marvel ed affini..davvero altri tempi!

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  3. Non avevo mai visti questi fumetti ma sicuramente mi sarei comprato tutti gli albi se ne avessi avuto sentore all'epoca. Già solo vedere la Metro 3 è un tuffo al cuore.
    In merito a questa ondata di fumetti di supereroi italiaci anni '90 un mio amico mi ha regalato l'anno scorso i primi 3 numeri di Capitan Italia. Le copertine sono di Pino Rinaldi. Lo stile e le storie sono super trash e ironiche, volutamente esasperate con vistose strizzate d'occhio ai super eroi americani. La Cosmo ha pure ripubblicato Capitan Italia per la scorsa Lucca.

    Dopo lo scorso post sono andato a ripescare alcuni fumetti anni 90. Adesso che ci faccio molto più caso al disegno mi viene da dire che alcuni sono invecchiati propria male. Robe come quegli addominali che si ritrova Ironman in una immagine poco sopra (ma non è un armatura???) non riesco più a reggerle. Le tipe anni novanta magre con la sesta e un sedere da applauso sempre in mutande, rigorosamente super sgambate, andavano bene quando avevo gli ormoni che facevano le montagne russe ma adesso mi fanno sorridere.

    PS: ci avete mai fatto caso che solo alle donne si strappano vistosamente i vestiti negli scontri ma agli uomini mai.

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    1. Ah, gli Anni '90 che nostalgia Canalis ©. C'è da dire che, a bocce ferme, l'esperimento di Super Eroi che non siano USA già all'epoca mi faceva storcere il naso e, anch'io, apprezzai di più il sarcasmo e l'ironia di Capitan Italia. Ps io le poppute le apprezzo ancora adesso, eh! :P

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    2. Anche a me piacciono le poppute ma in quei fumetti era un po' ostentato. Immagino che "a bocce ferme" tu non lo abbia scritto a caso :P

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    3. Mitico Capitan Italia, ho quasi tutti i numeri comprese le prime edizioni con la lira insanguinata tipo Watchmen! E' vero che erano eroi sarcastici decisamente trash, ma fanno il paio (ed è questo che mi piaceva) con la tradizione dei "spaghetti superheroes" dei filmetti di seie B italici sui supereroi (qualcuno di voi conosce Argoman o i 3 Fantastici Supermen?)

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    4. Argoman non lo conoscevo, mentre i 3 Fantastici Supermen li ho visti da bambino in un cinema parrocchiale. Ma vogliamo mettere l'Uomo Puma?

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    5. @Drakkan Ovviamente :)

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    6. L'uomo Puma!!! Cosa mi hai fatto tornare in mente, mio strappo gli occhi al solo pensiero

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    7. E come dimenticare la Donna Ragna?

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  4. Ho il numero 0 combinato Gemini/Europa preso alla Fiera di Lucca di quell'anno: lipperlì mi sembrarono interessanti ma poi non li ho mai seguiti, i miei (risicati) risparmi se ne nadvano già tutti in manga a quell'epoca :-D

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  5. Ho ancora tutti i numeri. Ci ripenso con affetto e nostalgia ma ho paura all'idea di rileggerli. Ricordo che Gemini mi aveva preso di più rispeto a Euroforce, ma negli ultimi numeri la cosa si era ribaltata.

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  6. Io sarò brutalmente sincero. Già nel 1994 c'erano fanzinari che disegnavano e scrivevano cose più interessanti nel settore supereroistico, come, del resto, ben prima del 1997 otaku italiani a Lucca ti riempivano di pagine fotocopiate o ciclostilate con contenuti di gran lunga migliori degli orrendi "Spaghetti Manga" della Comic Art.

    Mai capito per quale motivo gli editori "professionisti" fossero così privi di gusto, o drammaticamente fissati con lo stereotipo, nello scegliere disegnatori nostrani imbevuti di cultura straniera.

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  7. Ce li ho ancora nella mia libreria. Bei ricordi

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  8. Anche se presentati "metà italiani e metà spagnoli",fa pensare ad una nota utilitaria che negli anni 80 / primi '90 non brillava certo per affidabilità, devo dire che i disegni mi piacciono; sono molto in stile dell'epoca. Mi ricordano un po' aeon flux e Alexander. Invece c'è qualcuno che ricorda un fumetto italiano fine anni '80 che anticipava (molto vagamente) alcune tematiche di Stargate? Purtroppo non conosco il titolo ed ogni ricerca mi porta fuori strada.

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  9. AHAHAHA, che carini gli Euroeroi, comprai la testata per curiosità, visto che eroi italiani e Europei partecipavano a missioni con lo SHELD ecc...
    Mi sarebbe sempre piaciuto vedere qualche storia moderna con uno di questi personaggi...
    Ora che ci penso, sono più comparsi dopo il loro breve debutto?

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    1. Nel 2014 sulla testata Avengers World. Per l'occasione capeggiati dal Cavaliere Nero in piena crisi professionale, mentre respingono un'invasione di zombi a Velletri(!!!).

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  10. Li ho e pure io rimasi deluso. Soprattutto perché nel gruppo italiano, di nostrano c'era pochissimo. Certo, bello vedere Milano, ma sembravano, appunto, ammerigani image un po' sfighé. Peccato, si poteva fare di più, forse osando invece che scopiazzando l'esistente. Apprezzabile il tentativo. Poteri e personaggi però piatti e altamente dimenticabili.

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  11. I supereroi italiani erano già presenti nel Paleozoico fumettistico degli anni '40-'60 e portavano nomi come Tanks l'uomo d'acciaio, Misterix l'uomo atomico, Ciclone l'uomo swing, Junior, Atlas (ripreso negli anni '90 dal compianto Ade Capone), Radar, fino ad Atomik l'uomo atomico (e due!) di Max Bunker e Paolo Piffarerio e il primo tentativo italiano di supereroe per la Marvel, cioè Ego di Magnus e Bunker...so che forse sono un po' fuori target, però mi piacerebbe leggere un articolo con le tue considerazioni (e magari sulla misteriosa somiglianza tra Ciclone e Kingpin che sarebbe nato oltre venti anni dopo sulle pagine dell'Uomo Ragno...coincidenza?)

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  12. Agente Danger è veramente qualcosa di abbastanza immondizio. Comunque io per queste cose mi sarei gasato tantissimo da regazzino, sono quelle cose per cui avrei comprato tutti e 5 i numeri nonostante la sfighè generalizzata.

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  13. Fu un'occasione mancata, quella della Marvel. Probabilmente sarebbe stata molto meglio quella "Europa" presentata su Starmagazine per i disegni di Raffaele ( qualche anteprima su FdC ) e i testi di MML. Anche i supereroi della Telemaco di Brolli erano notevoli per testi e disegni, peccato per la periodicità schizofrenica.

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  14. All'epoca non mi colpirono, forse soprattutto per l'ambientazione. Ma oggi libri leggerei, anche solo per nostalgia

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  15. Mai visti ne letti, magari ho sbagliato.

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  16. Guardando questi disegni mi sono ricordato il motivo per cui non mi sono mai appassionato ai supereroi.
    Immaginate di essere un carabiniere all'inseguimento di un pericoloso criminale. Ad un certo punto dovete superare di corsa un grosso ostacolo, che vi costringe a spiccare un salto lungo ed impegnativo: mentre saltate estraete l'arma e sparate un colpo.
    Se qualcuno vi scattasse una foto in quel momento, probabilmente vi immortalerebbe con una gamba in avanti e una indietro, a mo' di Super Mario, e il braccio con la pistola teso davanti a voi mentre prendete la mira.

    Se invece siete un supereroe, la cosa per voi più naturale è saltare a pie' pari: mentre siete in aria divaricate le gambe e le raccogliete in modo che le ginocchia vi arrivino fin quasi alle spalle, mentre estraete le due pistole (mai una sola) e sparate verso le vostre mutande. Non vi evirate da soli perché grazie a Dio le vostre braccia sono più lunghe del busto, sennò ciao.
    Per completare il tutto, l'intera operazione deve essere fatta possibilmente con i piedi sulle punte, come delle ballerine di danza classica. Se siete dotati di due piedi sinistri poi è perfetto.

    Ah, e dovete avere una massa di muscoli esagerata, delle pettinature antigravitazionali, un ghigno con denti enormi, come foste dei personaggi di Kenshi... Aspè, erano così anche gli anime?!?!!

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