C'è da spostare un'Amiga (I miei computer - Parte 4)

Amiga Workbench Antro

Tuo padre ti aveva promesso da tempo un'Amiga. Da quel giorno a Sorrento in cui con tuo cugino eravate sfuggiti a Tatore il delinquente, Careca, Sampei il pescatore, Mezzarecchia e Uomolupo. Ma l'Amiga 500 ha preso il posto del Commodore 64 che continuava a scassarsi, stesa sulla tua scrivania, solo un anno e mezzo dopo, a 1989 inoltrato. C'erano state, nel mezzo, delle complicazioni [...]


Un po' era il fatto che non eri abituato a chiedere niente, se non ci fosse stato un qualche motivo - un compleanno, una promozione, Natale - che ti desse vagamente titolo per farlo. Come inconsapevole membro del Club dei Ragazzini degli Anni 80 Responsabili (CRA8R), aspettavi l'occasione propizia: quasi novecentomila lire per una macchina da gioco ti sembravano un'enormità, non avevi il coraggio di passare all'incasso di quella promessa. Ti sentivi in colpa come quando in televisione mandavano i filmati dei bambini africani poveri con la pancia gonfia e tu buttavi via mezzo panino al prosciutto. 

Così continuavi a giocare col tuo Commodore 64 che si scassava in continuazione, preso in un ping-pong senza fine con il centro d'assistenza, sognando sulle pagine di The Games Machine l'alba di un domani a 16-bit e senza più cassettine e registratori che perdevano giri.
Poi, un giorno, l'occasione propizia si presentò alla tua porta. Con una figura avvolta dall'ombra, come Max von Sydow sulla locandina de L'Esorcista.
Tramite un amico degli scout eri venuto a sapere, a fine '88, di un tipo che faceva l'Artistico in città, viveva in non sai quale paese dell'interland cosangelino avvolto dalle nebbie del tempo e voleva vendere il suo Amiga 1000 a un prezzo ragionevole. I giorni che seguirono furono fitti di trattative al telefono così lunghe ed estenuanti che nel frattempo furono risolti a) la questione meridionale, b) il conflitto arabo-israeliano, c) il giallo sul clone che aveva sostituito Pippo Franco. Alla fine vi eravate accordati per prezzo, consegna, tutto... ma il tizio si tirò indietro all'ultimo secondo, senza un motivo.

Puff, sparito, in una nuvola ninja di chitemmù.

Niente più mura di cinta abbattute, duelli vinte e principesse maggiorate conquistate cliccando forsennatamente con un puntatore a forma di casetta?

Ti crollò il mondo addosso. Ti vedevi già proprietario di un Amiga, a imporre brutali logiche espansionistiche in Defender of the Crown e a scaraventare sfere d'acciaio nella porta avversaria gridando Sooca! in Speedball, e quello stronzo senza volto della suburbia bruzia si era pentito. Mondo beffardo, ma soprattutto tizio bastardo.

Tuo padre, vedendoti colpito e più che altro affondato dalla cosa, ti stupì un'altra volta, con uno di quei gesti che non puoi pensarci troppo, soprattutto ora che non c'è più. "Dai, che importa? Lo compriamo nuovo", ti disse. Tienitelo pure quell'Amiga 1000 di merda, Picasso di sto ca*zo!, avresti voluto urlare, per la gioia, saltando per casa. Ma eri troppo contento per dire o fare qualsiasi cosa. Te ne stavi sul divano immobile, baciato in fronte dal tuo sogno a 16-bit.

Le ore successive, la gita fino al negozio del solito Sirangelo Computer, il pacco bianco con le scritte rosse e blu, la lettura del manuale, sono un quadro che si sovrappone nella tua testa a quanto avvenuto qualche anno prima per il Commodore 64. Solo che stavolta non c'era il cugino grande Armando che faceva riempire il televisore della scritta Culo. Prima di lanciarti tra le braccia del gioco su Amiga, però, passasti le prime ore di quelli che sarebbero diventati mesi della tua vita spesi su Appetizer.


Appetizer era una suite di programmi che includeva il word processor Write, su cui hai scritto i tuoi primi raccontini di fantascienza, tra cui un rippone neo-nostalgico di Gundam andato perduto millenni fa, un giochino (Tile), Music (su cui remixavi, modificandone il tempo, brani trascritti sul pentagramma, nota per nota, dal libro di musica delle medie) e soprattutto Paint. Un programma di grafica su cui facevi scritte e disegni orribili, imitando male i mostri della scena demo, con le loro intro sparaflashate dei giochi copiati con il selettore di vite infinite.

L'altra botta era il Workbench, l'ambiente desktop del sistema operativo AmigaOS. Un'interfaccia grafica non era qualcosa che vedevi tutti i giorni, a fine anni 80. I computer MS-DOS dei tuoi amici rispondevano ancora a comandi battuti su tastiera, ostinandosi a non volersi interfacciare con l'utente con un'IA munita di sintesi vocale. L'unica macchina con delle icone da cliccare con un mouse l'avevi vista in quello spicchio di futuro che era il rivenditore di computer Apple. A Quattromiglia, quartiere di Rende in cui sei cresciuto, grande circa un quinto di Ventimiglia.


A metà strada tra casa tua e la chiesa, sede e campo di battaglia degli scout, c'era questo negozio con una grande mela morsicata a presidiare una vetrina dalla quale, appiccicando il naso al vetro, potevi vedere la meraviglia di un computer in bianco e nero su cui il proprietario, ogni giorno, scriveva vai a sapere cosa. L'abbagliante accoppiata, in diretta dal 1989, di un Macintosh Plus e PageMaker: guardavi quel tizio buttar giù, boh, la lista della spesa, e sognavi di fare un giorno il giornalista che recensisce film e videogiochi e fa tardi a scrivere su un monitor in bianco e nero, elegante come quello, fumetti e racconti. A parte la storia del bianco e nero, fuochino, oh.
Oggi al posto di quella vetrina con lo spicchio del futuro e la mela morsicata c'è un vero fruttivendolo, con le mele vere e gli spicchi di anguria. Giuri.
Dicevi: il Workbench. Riempivi ogni pausa tra una partita e l'altra cercando di capire di più di quel mondo. Con quel poco delle letture di Commodore Computer Club che volava abbastanza basso da esserti comprensibile. Il resto del tempo continuavi a passarlo a scassare joystick. Compreso il nuovo SpeedKing superfigo che faceva venire i crampi alla mano e un giorno ti si è aperto, letteralmente, in due.

ln mezzo scorre il fiume (di lacrime napulitante).

A passarti i giochi, ai tempi, è soprattutto Francesco, un ragazzo del tuo quartiere con cui anni dopo scambierai i primi dischi per PlayStation. Titoli originali ne girano pochi, mettete alla frusta X-Copy. Tra i primi dischetti da 3 e mezzo che porti a casa, per inaugurare una scatola da scarpe converse dedicata al nobile scopo di accogliere la tua ludoteca Amiga, come quella di tuo cugino, ci sono Defender of the Crown, Blood Money della Psygnosis, After the War, Budokan: The Martial Spirit, North & South. Li consumi al punto di spremerne i bit.
Il clac del lettore di floppy che accoglie un disco diventa colonna sonora dei tuoi pomeriggi quanto i primi vinili dei Cure.
Inizi con tuo fratello una serie infinita di sfide a North & South che si concluderà solo anni dopo, con un sostanziale pareggio d'ufficio. Perché avevate perso il conto di chi era in vantaggio. L'unico di quei titoli a cui giochi da solo è Emmanuelle, avventura grafica aggiunta da Francesco al mucchio e il cui scopo è riuscire disperatamente a vedere qualche tetta pixellosa nonostante il muro rappresentato dal testo in inglese.

Pochi mesi dopo sareste andati a Sorrento per le vacanze e avresti potuto attingere alla collezione ormai pressoché infinita di tuo cugino. Dovevi solo aspettare, spulciando a ripetizione una sorta di catalogo di tutti i giochi Amiga già usciti che avevi trovato in edicola, e... "Prova questo".

Uh?

"Prova questo gioco qui. Non lo mollerai più". Luca era un altro ragazzo del giro degli scout. Il floppy TDK che ti stava passando lo aveva mandato in fissa per mesi. Sopra c'era il titolo di un gioco che aveva spopolato su Atari ST, avevi letto su TGM. C'era scritto a pennarello rosso "Dungeon Master".



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Commenti

  1. Risposte
    1. Fabrizio Demontis29 maggio 2019 22:20

      La mia infanzia è legata indissolubilmente all' Amiga fin dal lontano 1986, quando arrivò a casa un favoloso Amiga 1000, il glorioso capostipite di questa incredibile famiglia di macchine. "Prof, cosa ne pensa dell' Amiga?" chiedevo entusiasta all' insegnante di informatica delle medie... e quanta delusione nella sua risposta "ha una bella grafica ma è adatto solo per giocare". Ah, la stoltezza dei docenti! Se solo avesse potuto provare le potenzialità della macchina si sarebbe rimangiato le parole! Doc, grazie per avermi regalato questo viaggio nel tempo, ti leggo sempre con entusiasmo! (P.s.: saluto per la mia prima volta anche tutti gli Antristi!)

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  2. Lacrime a fontanelle Doc! L'Amiga è stato il mio primo computer, Natale 1992. Mean Machine, Rainbow Island e New Zealand Story, e da lì via a Turrican 2, Mortal Kombat e una marea di giochi nella scatola da scarpe.
    Pomeriggi passati a scrivere note su un pentagramma digitale, passato al pc nel 1995 non potei più gioire delle mie composizioni fino al 1999, anno in cui il 486 si fece da parte per il Pentium3 con scheda sonora.
    Ancora oggi reputo l'Amiga uno dei migliori sistemi mai messi in commercio, e fa malissimo vedere che fine abbia fatto la Commodore. Avrebbe potuto prendere il posto della (o concorrere fortemente con la) Apple, e invece..
    Lacrime NapuliTANTISSIME!

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  3. N&S. Ma anche Moonstone, Syndicate, Walker. E tanti, tanti altri.
    Pomeriggi interi passati a casa di compagni di avventura, a volte con i loro fratelli maggiori, spesso in anfratti oscuri e fumo passivo, a farci brillare gli occhi e battere i cuori a 16 bit.

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  4. DOOOOOOOOON :D

    Io per ragioni prettamente economiche purtroppo l'amiga l'ho vissuta solo per interposta persona, mai posseduta ma stragiocato a grandissima parte dei giochi, puliti e zozzi, a disposizione.

    ovviamente mai in single player, perche alla fine comunque negli anni 80/90 il videogioco era attività anche sociale: si giocava fisicamente assieme :)

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    1. Anche io giocavo con un mio amico che abitava nello stesso palazzo, ricordo le partite interminabili a Golden Axe.

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  5. L'amiga 2000 è arrivata a casa mia come regalo della promozione alla mturità. 1989/1990 o giù di li, e aveva una cosa che per me era fantascienza: un HD da 25 Mega!!!! A si, c'era anche una scheda genlock, usata tra l'altro pochissime volte.
    Che poi all'inizio non me lo aveano configurato bene al negozio Arcobaleno Hi Fi di Aversa, e ho dovuto mandarlo al centro assistenza per un mese.
    Comunque come torno a casa mia, divenne l'unica ragione di vita per tanti anni.
    Emanuelle non la ricordo, ma ricordo bene gl strip poker d Samantha Fox.

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  6. Uno dei mostri della scena demo di cui parli ero io.... Mr.Buck Ram Jam. 😱

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  7. Aspetto con piacere la seconda parte, su Dungeon Master devo aver consumato intere diottrie - anche se rispetto a te, Alessandro, avevo l'Apple IIgs, il cugino strano del terzetto di cui Amiga e ST erano le colonne portanti.

    E anche io non potrò mai ripagare la generosità sconfinata dei miei genitori (papà se ne andò prima che quel desiderio si realizzasse, ma so che c'era tanto il suo cuore come quello della mamma in quel dono): il IIgs è stato il mio computer del Liceo e oltre, e mia sorella ha utilizzato con profitto il word processor di Appleworks ancora per diverso tempo prima di passare quasi in via diretta al PC e a Word.

    Albert, come l'avevo denominato in onore di Einstein, è ancora lì in un angolo della scrivania con i suoi bravi dischi gemelli (la Imagewriter II è in uno scatolone nello sgabuzzino) anche se è un po' che non lo accendo per smanettare su Deluxe Paint come ai tempi belli; un suo clone sopravvive comunque in versione virtualizzata sul mio attuale desktop...

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  8. Amiga 500+
    Io mio primo computer.
    (Mio fratello ebbe uno spectrum ma risale a prima della mia nascita)
    Ancora oggi funzionante e attaccato a un vecchio televisore inutilizzato in casa.
    Nonostante, come tutti, sia passato alle generazioni videoludiche successive (tra vari pc e ps) l'Amiga continua a occupare un posto speciale nel mio cuore e penso alla mia incredulità quando vidi a cosa giocavano i miei compagni di scuola con robaccia dos e la grafica del c64.
    Pomeriggi passati a giocare Street Fighter 2 in cui veniva a casa mia a giocare tutto il paese e si facevano tornei lunghissimi, come anche per North &South.
    Ricordo Parasol Star, Rodland, Intact, Zool, Lionheart, e migliaia di altri, di cui il 90% piratati e a Natale originali ordinati grazie alla rivista The Games Machine.
    Il mio gioco preferito rimane Toki, rifatto qualche mese per Switch.
    Ci gioco ancora ogni tanto emulato su WinUAE con un joypad della PS3.
    Attendo con ansia una versione Mini (dopo il c64) che non faranno mai.
    Felicissimo quando su eBay ho trovato la cover per cellulare dell'Amiga 1200.

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  9. Per quanto mi riguarda basta che nomini l'Amiga e la commozione (anche cerebrale) sale a mille. Io dopo anni di MSX sono passato all'Amiga 1200 (avevo fiuto per i sistemi vincenti eh) e l'ho adorato, tuttora ci sono delle cose (tipo gli assign o la gestione delle librerie) che trovo geniali. E soprattutto un giorno è arrivato "mio cuGGino" mi ha mollato un disco dicendo "Tieni, io di questo non so che farci, magari ci smanetti tu". Un disco blu con la scritta a pennarello viola "Imagine 2.0". Boom. Niente è stato più lo stesso da allora. Vado che ho finito i cleenex

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  10. Aspetta aspetta questa non l'ho mai raccontata... ricordo ancora il ragazzo del negozio di computer che mi spiegava... "Amiga 1200, a differenza DELLA ALTRE AMIGHE, è adatto anche per lavori professionali, non solo per i giochi" :D

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  11. io con l'Amiga ci gioco ancora, un paio di anni fa sono riuscito a trovare un adattatore per collegarlo al televisore da 42 pollici, fa tutto un altro effetto!

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Un mondo che non dimenticherò mai. Turrican 2 è stato un capolavoro ancora oggi uso un'emulatore Amiga per poterci giocare.. Mi fa tornare indietro nel tempo

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  14. Ti accorgi delle acrobazie che hanno fatto certe volte i tuoi genitori per farti contento, solo ora che sei al posto loro. E quello che allora fu "solo" una felice gran sorpresa... Ora è qualcosa che ti sprona ad essere, almeno, come loro.

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  15. Grande Doc...lacrimoni....
    L'Amiga a casa nostra arrivò in ritardo mostruoso... nel 1992 e non per merito (insistenza) mio...
    mio fratello fu promosso agli esami di terza media e ottenne l'Amiga (io avevo già 18 anni e, per la maturità, ottenni l'automobile ...beh)...
    Il ricordo è però legato ai primi giochi di calcio e guida (da sempre l'unica cosa che mi riguarda) e a quella torrida domenica palermitana, il 19 luglio 1992... stavo giocando a "Manchester United Europe" nel silenzio del pomeriggio afoso ...quando sentii un'esplosione enorme... giusto un minuto e mio padre arrivò nella mia stanza: "hai sentito?"
    Non abitavamo che a circa un chilometro da via D'Amelio, in effetti....

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  16. Amiga, tac2 e kickoff. Da allora addio vita sociale

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  17. Se potessi incontrare il me-stesso di 12 anni per potergli dire una e solo una cosa gli urlerei AMIIGAAAAAA. Poi non sparei se mi sentirei orgoglioso o deluso.
    Nelle greetings delle intro dei giochi diversamente originali avrebbero dovuto mettere tutti i genitori del tempo.

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  18. E in fondo dal me stesso bambino che sbavava sulle riviste di videogiochi ammirando gli screenshot di Millennium 2.2, Forgotten Worlds, Barbarian 2 e soprattutto It Came From The Desert son passati soltanto quasi 30 anni... un'inezia in pratica!

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  19. Mai avuto un Amiga, perché i miei ritenevano l'Olivetti 286 una macchina molto più educativa. Ho putito giocare a Defender of The Crown ed a Budokan solo perché ne esisteva la versione Cga. Grande tristezza e grande nostalgia per il sogno chiamato Amiga. Ma ai Gdr Caracei ed al Warhammer 3rd edition devo la volontà di imparare altre lingue per poter poter continuare fantasticare

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  20. Io appartengo alla generazione successiva, la mia prima console è stato il Nintendo Entertainment System e il mio primo computer un Pentium II molti anni dopo. Ho il ricordo di un Commodore 64 per qualche ragione scollegato e immobile all'interno di una cassettiera nella mia cameretta, quando chiesi ai miei se potevo giocarci mi dissero che era rotto, ma non lo avevo mai visto in funzione in casa nostra prima d'ora (vuoi vedere che mio padre ci giocava di nascosto? NOOOOO DANNATA INFANZIA TRAUMATICA!)

    Ringrazio il Doc per queste sue storie che seguo sempre volentieri, mi fa venire nostalgia di epoche che non ho mai vissuto.

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  21. Piu' leggo e rileggo questi flashback di vita vissuta (o biopic romanzati? Scegliete voi), piu' mi rendo conto che non ce l'avrei mai fatta a far parte di quel mondo.
    A costo di ripetermi...ODIAVO I COMPUTER.
    I vari programmi che tu nomini, Doc...tutto arabo, per me.
    Non mi ci sarei mai messo dietro per tentare di imparare qualcosa, ai tempi.
    Io volevo solo giocare ai videogiochi.
    Ma non avevo capito che loro e l'informatica in generale erano strettamente correlate. Indissolubilmente correlate.
    Mi rifiutavo di capirlo.
    Oh, meglio riconoscere i propri limiti col tempo, che continuare ad incaponirsi e non volerli mai accettare.
    Dimenticavo...a quanto pare No More Heroes: Travis Strikes Again uscira' anche per PS4.
    Ottimo, cos' non mi devo comprare la Switch.
    Se poi mi fanno uscire pure Cuphead, Katana Zero, Radiant Silvergun e Guardian Heroes, dedichero' una prece a mamma Sony ogni trentadue del mese. Giuro.
    C...o, che Dio di giornata.
    E siamo gia' a undici.
    Lo sentivo che questo era un anno diverso dal solito.

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  22. Per me Amiga si può coniugare su due titoli sportivi: Pro Tennis Tour 2 e Sensibile World of Soccer. Giocati allo sfinimento, con una giocabilità che, soprattutto per il titolo di Ubisoft, rimane ineguagliata. In ogni caso è stato il computer più longevo a casa, dal 1990 al 2003. Poi l'ho lasciato alla compagna di mio padre, quando è mancato, forse era giusto così, almeno le è rimasto qualcosa a ricordarglielo.

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    1. Ho sempre preferito Sensible Soccer a Sensible World of Soccer, giocato con il joystick dell'Atari VCS2600 era il top.

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  23. Ecco, io l'Amiga l'ho solo goduto a scrocco. Erano gli anni delle console a 16-bit e decisi che un Megadrive valesse di più la pena.
    Per fortuna i miei due amici più vicini dell'epoca erano entrambi Amiga-dotati, per cui riuscii comunque ad essere testimone di diversi capolavori dell'epoca. Di Turrican 2 mi feci addirittura riversare l'intera colonna sonora su cassetta. Ce l'ho ancora in casa; il difficile è trovare un mangiacassette che non me la divori...

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  24. Amiga 2000 "Tetesco di Cermania", arrivato a me non si sa come, dal fratello della moglie alemanna di un ex collega di lavoro di mio papà nel 1994. Sarei curioso di farmi raccontare la storia di quel computer, che fantasticavo fosse sbucato da un ignoto bunker di Berlino, ed avesse attraversato il muro più e più volte in un clima da ponte delle spie.... sogni di ragazzino!
    L'amiga ce l'ho ancora, ora in mostra nella scuola dove insegna mia moglie in un piccolo museo dell'Oldware allestito dai suoi studenti:

    https://www.estense.com/wp-content/uploads/2018/03/menti-mostra-informatica-polocodigoro-6.jpg

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  25. Swos 96/97 (Sensible world of soccer) ...Divenni leader di quartiere. Sfidavo 20enni che si credevano mostri ma inesorabilmente cedevano ai miei goal dalla trequarti e ai miei bastardi salvataggi di testa sulla linea di porta. L'ho giocato in simbiosi con un joystick che era diventato un arto. Ero un grande.
    L'amica è stata una generazione di meraviglia. Citerei Monkey Island e le prime buone conversioni dei Coin Op. Poi Bellissimo Super car 1 e 2. Basta, lasciatemi solo...

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  26. Dopo il c64 ho avuto prima un amiga 500, poi un 2000, infine un 1200 pompato (68030+68882 e 8mb di ram...), prima di arrendermi e passare al pc.

    Un periodo euforico, fatto di attese ed emozioni (per la prossima uscita sia in ambito ludico sia in ambito hw) che mai si ripeterà.

    P.s. poco giorni fa ho visto il film "it came from the desert", tratto proprio dal gioco cinemaware. Il film è dimenticabile, ma quanto erano belli quei giochi???

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  27. Ricordo ancora la meraviglia e lo stupore quando vidi la presentazione di Barbarian sul nuovissimo Amiga 1000 di un mio compagno delle medie... L’Amiga era il futuro, una rivoluzione per chi usava ancora le cassette del C64... Persino con l’Amiga 500 mi sentivo avanti a tutti gli altri. Tutte le ricerche del liceo scritte con Write e poi gli indimenticabili: Monkey Island, Indiana Jones Fate of Atlantis, The Shadow of the Beast, TV Sport Basketball, Battle Chess e soprattutto il gioco che ha segnato la mia adolescenza... Player Manager di Dino Dini!
    Consiglio a tutti gli appassionati la lettura di “Amiga: The Future Was Here” di Jimmy Maher, dettagliatissimo libro sulla storia dell’Amiga.

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  28. Qua le nostre strade si separano, Doc. Dopo il commodore 64 per me iniziò una breve parentesi console conclusasi insieme all'era 16-bit; avrei esplorato floppy disk e compressioni in ARJ solo qualche anno dopo col 486, e giustamente recuperato alcuni giochi storici dell'Amiga, in particolare della LucasArts.

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  29. Grazie davvero per questo articolo!

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  30. L'amiga 500 con espansione fu l'ultimo regalo di mio papà prima di...
    Gli fracassai le cosiddette due mesi prima che lui cedette. Andammo in un negozietto del centro di Roma a comprarlo. Roba che se mio figlio si comportasse così con me gli brucerei tutti i giochi della switch

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  31. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  32. Amiga 500...

    Ufficialmente di mio fratello, tenuto fino al 1998, anno in cui passai al PC.

    Era il computer del primo F1 Grand Prix... giocato rigorosamente col casco in testa (mio fratello, all'epoca aveva la moto... che grippai eoni dopo... altra storia)

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  33. interessante, a sto giro non abbiamo un gioco in comune
    io giocavo tantissimo a sensible soccer, DinoDini, lotus, Formula One Grand Prix, e The Cycles

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  34. Uno dei computer con cui ho giocato di più, ricordo le prime esperienze con i giochi da te citati, le riunioni carbonare alla casa dello studente tra nerd con 4 floppy messi in serie, gli enne dischetti di dragon's Lair e le nostre facce basite quando un nostro affiliato si presentò con l'HD (da 20 mega!!!) e ci facemmo girare il suddetto gioco senza interruzioni infinite.

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  35. Ho usato l'Amiga 500 con 1 Mb di memoria dal 1991 al 1995, anno in cui passai al primo PC pentium equipaggiato con Windows95. Ricordo Epic, Elite Frontier, Syndicate, PowerMonger, Popolous II, ma soprattutto Civilization (con un maledettissimo bug che a un certo punto non ti faceva più vedere bene il palazzo imperiale che stavi costruendo, col risultato che ti veniva fuori una ciofeca) e Sim City. Con Amiga ho pure scritto la mia tesi di laurea e un giorno ebbi modo di apprezzare il vero multitasking: dovevo salvare il lavoro quando si guasta un floppy disc. Decido di stampare tutto e nel frattempo utilizzo un nuovo disco per il salvataggio... una riga di stampa, un clic di salvataggio alla volta arrivo alla fine. Venni poi a sapere che sui PC dell'epoca era IMPOSSIBILE salvare su disco e stampare qualcosa allo stesso tempo! Amiga era superiore a tutti, peccato che la Commodore l'abbia gestita così male.

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  36. io mi divertivo con il programma che leggeva i testi, non ricordo il nome. la voce aveva l'accento inglese, gli facevo dire cose assurde!

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