La vita di Stan Lee, le voci nell'acqua di Sclavi, Crying Freeman, il manga secondo Araki, Milo Manara e altra carta da mettere in casa

Stan Lee Sclavi Araki Crying Freeman Milo Manara

Nuovo giro di Microletture, con tutta una serie di fumetti, manga, libri e situazioni di cui parlare pure questa volta. Uno Sclavi a briglie sciolte, un Araki che spiega come si fa un manga come JoJo, uno Stan Lee che spiega se stesso, un Manara che spiega le categorie dei siti zozzi, Lemire, Sorrentino e oh, tanto, ma tanto altro per far felice il vostro fumettaro, far girare i corrieri e aumentare il rischio incendi in casa. Indossate gli occhialini da lettura da anziani e seguitemi [...]


LA STUPEFACENTE, INCREDIBILE, FANTASTICA VITA DI STAN LEE
Editore: Edizioni BD
Pagine: 192
Quanto costa: 17
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 5/5

Pensavi di sapere tanto sulla vita - privata e professionale - di Stan Lee, ma c'era molto altro di cui eri all'oscuro. A colmare i buchi ci ha pensato il volume più emozionante, divertente e malinconico, tutto in uno, letto nell'ultimo mese. Lo stesso Stan, con l'aiuto di quella vecchia volpe di Peter David, ha raccontato nel 2015, ovviamente in una storia a fumetti, la sua incredibile avventura.

Quello che più colpisce è come, tra le righe del solito stile entusiasta e coinvolgente del Sorridente, scivolino anche i momenti più tristi o meno fortunati della sua lunga vita, dalla perdita di una figlia al padre frustrato, ad alcuni fallimenti personali. Con una sorta di candore che lascia poco spazio all'autoindulgenza, Stan racconta del suo matrimonio lampo con Joan, di quando lei gli fece trovare un editore per un romanzo erotico, del suo rapporto con l'editore e parente acquisito Martin Goodman. O con Fabio Lanzoni.

Si assiste, ovviamente, alla nascita di tutti gli eroi Marvel più famosi, al deteriorarsi dei rapporti con Ditko e Kirby, all'avvento dei film Marvel e a nuove avventure come la POW! Entertainment (all'epoca Stan non aveva ancora fatto causa per un miliardo di dollari alla compagnia da lui stesso creata). L'unico difetto è che i disegni di Colleen Doran non ti sono sembrati all'altezza, non tanto per una questione di stile adottato, quanto per il fatto che i personaggi continuano a cambiare aspetto da una vignetta all'altra. Lee, disegnato peraltro con almeno una ventina di chili di troppo addosso, è spesso difficile da riconoscere. E ce ne vuole.

Detto questo, una lettura comunque imperdibile e caldamente consigliata. Perché volete sapere di quella volta in cui un tizio vestito da Green Goblin stava per far sparare a Stan Lee davanti alla First Lady alla Casa Bianca, no?


IL MANGA SECONDO HIROHIKO ARAKI
Editore: Star Comics
Pagine: 190
Quanto costa: 15
Dove si compra: Fumetteria, Amazon
Presidentesse: 5/5

Altra piacevole scoperta delle ultime settimane è questo libro con cui Hirohiko Araki, l'autore de Le bizzarre avventure di JoJo, spiega la sua via dorata alla creazione di un manga. Ma anche se non è di vostro interesse capire come si realizza uno shonen di successo, perché non avete in programma di provare a realizzarne uno, Il manga secondo Hirohiko Araki resta un volumetto molto interessante.

Perché ti spiega tutta una serie di dinamiche sulla costruzione dei personaggi e di una storia, molte delle quali sono applicabili più in generale a qualsiasi tipo di fiction, dal romanzo alle sceneggiature per cinema e TV. E anche da semplice lettore, è intrigante capire perché certe situazioni si ripetano, altre vengano evitate, alcune forme di storytelling siano gettonatissime nei primi capitoli di un manga.

Il valore aggiunto è ovviamente rappresentato per gli amanti di JoJo dai dietro le quinte sulla genesi del fumetto e dei suoi vari archi narrativi. Araki spiega come l'ispirazione fondamentale per JoJo sia nata da un viaggio in Italia, contemplando dal vivo l'Apollo e Dafne del Bernini, quale fosse lo scopo di Stardust Crusaders o perché abbia deciso di uccidere Jonathan Joestar, infrangendo una delle regole auree (lo sviluppo positivo) dello shonen.

Ma dice anche, senza peli sulla lingua, perché il suo Baoh si è rivelato un fallimento. O perché le serie TV e i film giapponesi sono scritti da idioti.


LE VOCI DELL'ACQUA
Editore: Feltrinelli Comics
Pagine: 96
Quanto costa: 16
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 4,5/5

No, non è un libro facile, Le voci dell'acqua. La sua è una storia non lineare e frammentata, da leggere con attenzione, non come e quando capita. Solo a una seconda lettura sei entrato nel mood giusto e, oltre ad essere rapito come al primo giro dai tratteggi a pennino di un ispiratissimo Werther Dell'Edera, hai capito cosa volesse dire a te lettore Tiziano Sclavi.

E cioè: nulla.

Ti ha ricordato tanto alcuni romanzi del Tiz, come il bellissimo Non è successo niente, Le voci dell'acqua, perché gli elementi narrativi si sovrappongono senza l'esigenza della minima concessione, spiegazione, semplificazione. Cerchi di ricondurre a un tutto unico quei frammenti di vita del malato e depresso Stavros, finché non realizzi che sono solo voci nella pioggia pure quelle.

C'è tutto il mondo di Sclavi, ne Le voci dell'acqua, quello personale e quello filtrato in anni di storie per Dylan Dog. La depressione, l'amarezza, il senso di destino ineluttabile raccontato dal narratore-dio, perfino scampoli di uno dei dialoghi più famosi di una certa storia di amore adolescenziale estiva. La fuga dagli ambienti di lavoro spersonalizzanti in cui uno vale zero, i rapporti spersonalizzati in cui una relazione finisce con un ciao e a nessuno frega davvero niente.

Non sapevi esattamente cosa aspettarti, da questa graphic novel, ma l'urgenza di un secondo giro non era dettata solo dalla voglia di afferrare meglio la sua storia. Volevi stare un altro po' sotto quella pioggia, circondato da quelle voci. Magari non è nulla di nuovo, è "solo" la poetica classica di Sclavi riproposta senza filtri e mangiatoie narrative basse. Ma a) hai detto niente, b) non c'è scritto da nessuna parte che l'arte debba essere facile da digerire.


MORGAN LOST - BLACK NOVELS #1
Editore: Sergio Bonelli
Pagine: 66
Quanto costa: 3,5
Dove si compra: Edicola
Presidentesse: 3,5/5

Fermatemi se la conoscete già. Ti eri ripromesso di smettere. Più volte. Ti dicevi che Morgan Lost ti aveva detto tutto quello che poteva dirti, e che alla fine non era purtroppo molto. Ma dopo le Dark Novels e il cross-over con Dylan Dog ti sei ritrovato a comprare il primo numero di questa nuova serie, Black Novels, e non sai bene perché. Forse sei semplicemente affezionato al personaggio più di quanto tu voglia ammettere.

Fatto sta che il numero 1 non ti è dispiaciuto affatto. Dalla bicromia si è passati eccezionalmente a un'uscita tutta a colori, per poi virare probabilmente sul bianco e nero. Ma Morgan non era daltonico? La scelta cromatica singolare della testata non era spiegata per il suo problema con i colori? Sì, e si è adottato tutto un artifizio narrativo per dare un senso alla cosa. Anche se è evidente che è la storia a inseguire le scelte editoriali e non il contrario.

Comunque. Sotto la copertina al solito mostruosa di De Tommaso, Claudio Chiaverotti e Giovanni  Talami (uno dei tuoi disegnatori preferiti tra quelli in orbita ML) partono da uno spunto folle quanto intrigante: rimastane priva, New Heliopolis non può fare a meno dei suoi serial killer rockstar, perché, senza, l'economia cittadina se n'è andata a signorine. Bella la rimpatriata tra cacciatori, solita, consueta dose di violenza e donne nude, il che fa bizzarramente di ML al contempo un Bonelli classico e nerissimo.


CRYING FREEMAN #1-2
Editore: J-POP
Pagine: 408
Quanto costa: 14
Dove si compra: Fumetteria, Amazon
Presidentesse: 4/5

Quanti ricordi. Prima metà degli anni 90, la prima, vera invasione di manga nel nostro paese, le riviste contenitore Granata Press (Zero, Mangazine, Z Comix) il primo approccio con il mito di Ryoichi Ikegami, anni prima di Sanctuary. La storia di questo killer nipponico al servizio della mafia cinese, tutto tatuato e col vizio di farsi un bel pianto dopo aver ammazzato qualcuno, ti stregò praticamente subito.

Per il tratto diverso di Ikegami, per le storie di Kazuo Koike piene di violenza, personaggi forti, artisti, clan mafiosi con nomi come i 108 Dragoni. Pochi anni dopo, su Kappa Magazine si inizò a parlare di questo film live action su Crying Freeman, con Mark Dacascos (di lì a poco il Corvo della serie TV). L'hai mai visto, ma non ne ricordi praticamente nulla.

Ma tornando al manga: un grande classico, godibile anche oggi e - grazie allo stile di Ikegami, elegante e di facile lettura anche per chi non sopporta i manga - adatto anche per chi è totalmente a digiuno dei fumetti del Sol Levante, e vuole una storia crime viscerale e intensa. Pure se alcuni passaggi della trama e i suoi momenti forti (tanti, e forti davvero) fanno meno effetto rispetto a quando avevi quattordici anni.

Prego!, risponderebbe il gigante Ciccio.


REMINA - L'ASTRO INFERNALE
Editore: Star Comics
Pagine: 292
Quanto costa: 16
Dove si compra: Fumetteria, Amazon
Presidentesse: 4/5

Negli ultimi mesi, con il boom di pubblicazioni dedicate a questo autore, abbiamo parlato spesso degli horror di Junji Ito: disegnati divinamente e inquietantissimi su una scala da zero a poi te li sogni la notte, sul serio, giuri. Horror, giusto per ripeterti, che riprendono il grottesco dei gekiga di paura, calandolo in trame facilmente accessibili per tutti.

Qui però il respiro è diverso rispetto a Gyo, Uzumaki: Spirale o Fragments of Horror. Una premessa e uno sviluppo da horror di fantascienza anni 50 piazzano la ragazza crocifissa in copertina e suo padre al centro di una vicenda astronomica, l'avvento di un pianeta sconosciuto chiamato come la tipa, Remina, in un mondo del futuro.

C'è come un richiamo anche alla fantascienza giapponese degli anni 70, e cioè essenzialmente a Leiji Matsumoto, e la storia scorre con un ritmo più veloce rispetto ad altre opere dell'autore, ma l'orrore di Ito, pur in una storia con poche metamorfosi corporali - sua fissa e tratto distintivo - c'è tutto e non lascia sereni manco per niente.



THE UMBRELLA ACADEMY - DALLAS
Editore: Bao
Pagine: 168
Quanto costa: 20
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 4,5/5

Secondo volume, ma leggibile fondamentalmente anche a sé, di Umbrella Academy, una "famiglia disfunzionale di eroi" alle prese con i viaggi nel tempo, una scia infinita di omicidi e diverse scimmie. Non è un caso se, nell'introduzione al volume, Neil Gaiman cita la Doom Patrol di Morrison, quanto di più prossimo alle atmosfere della serie scritta da Gerard Way (il cantante dei My Chemical Romance) e disegnata, con tratto alla Eduardo Risso, da Gabriel Bá. Serie diventata uno show per Netflix, in arrivo il mese prossimo.

E sì, la copertina e il titolo di questa run, Dallas, lasciano intuire con quale evento della storia americana avranno a che fare Kraken, Numero 5 e gli altri questa volta. Fumetto premiato agli Eisner Award, Umbrella Academy dimostra come la Dark Horse sia diventata il porto di un nuovo filone di storie supereroistiche di livello, accanto al Black Hammer di Lemire, nonché la casa editrice che propone essenzialmente le cose migliori oggi come oggi negli USA, insieme alla Image.

E parlando di Jeff Lemire e della Image...


GIDEON FALLS
Editore: Bao
Pagine: 160
Quanto costa: 18
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 5/5

Che meraviglia. Adori le serie che ti tirano dentro con tutte le scarpe sin dalle prime pagine, spedendoti a bordo della corriera della curiosità per una visita guidata di un qualche paesino inquietante del ventre molle del paese più panzone del mondo.

A guidare l'esplorazione di questo buco d'inferno con i fienili neri e gli psicopatici che collezionano roba trovata nella spazzatura, un prete con precedenti, per eccessivo attaccamento alla bottiglia e alla zuffa. Ad arrivare a battaglia, del resto, basta cambiare una vocale. Un prete appena arrivato a Gideon Falls, dove l'accoglienza non è delle più tranquille.

Una storia alla King, o meglio alla Twin Peaks (il Fienile Nero al centro di questo primo volume è un chiaro omaggio alla Loggia Nera di Lynch), disegnata da Andrea Sorrentino con la sua consueta abilità nel domare la bestia chiamata inchiostro.

Contate fino a tre e... diventerà una serie TV pure questa. Quel discorso che fai spesso, su come i fumetti, per Disney e non, siano ormai soprattutto un bacino di idee da cui pescare per altri media? Ecco. Lemire dice che comunque la serie a fumetti andrà avanti per i fatti suoi, magari senza fare troppo a cazzotti con Outcast di Kirkman.


SUPER ROBOT FILES Vol. 3
Editore: J-Pop
Pagine: 300
Quanto costa: 27
Dove si compra: Libreria, Amazon

Chiudiamo con la segnalazione di due volumi a cui è difficile assegnare un voto nell'unità di misura universale della Presidentessa, perciò non lo fai, e pace. Il primo libro è Super Robot Files vol. 3 di Fabrizio Modina. Hai già parlato in passato delle due uscite precedenti, caratterizzate da una natura ibrida. Si parla infatti della storia degli anime robotici, concentrandosi proprio sulla trama degli stessi. Al testo vengono poi affiancate le foto dei modellini tratti da quelle serie, ieri e oggi, appartenenti alla collezione pazzesca dell'autore.

Un viaggio che qui si conclude, con uno sguardo dettagliato al triennio '82-'84 e con una carrellata veloce di quanto è venuto dopo, che non approfondisce quindi le tematiche trattate o la produzione degli anime in oggetto, ma è d'interesse più che altro per chi voglia ripassare la storia di un anime di quel periodo, senza guardarlo o risciropparselo tutto daccapo, o soprattutto ammirare quanto, in plastica e metallo, è venuto fuori dai vari Macross, Laserion etc.


RED LIGHT ART BOOK
Editore: Feltrinelli Comics
Pagine: 60
Quanto costa: 39
Dove si compra: Libreria, Amazon

Dunque. Durante la scorsa Lucca, una coppia di antristi ti parla di questo gioco di carte disegnato in parte da Milo Manara, Red Light, in vendita nell'area Games in tiratura limitata. Incuriosito, ne compri una copia, quella con la giapponese con la katana ma senza mutande sulla confezione, e scopri che il regolamento, se non hai giocato a Squillo, è talmente ermetico che sembra scritto da Alfonso Gatto. Così guardi le carte, praticamente una collezione di categorie di YouZozz, con la rossa, la chubby, la mora, la nera, l'asian etc, e finisce lì.

Qualche mese dopo scopri che potevi risparmiarti l'acquisto, perché ti arriva da Feltrinelli un Art Book che raccoglie in grande formato tutte quelle illustrazioni. Con la giapponese con la katana e senza mutande in copertina, e pure riproposta in una stampa a secco presente all'interno. Una di quelle robe da appendersi in casa, se poi vi sta bene che i parenti vi prendano per maniaci, certo.

E niente, non c'è molto da dire. È un volume cartonato grande, non costa poco, e ci sono dentro tipe con nomi come Darla e Analia. Non è una battuta.

Bene, deboscia-lover, apriamo il circolino: voialtri cosa state leggendo/avete letto di bello negli ultimi tempi?


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Commenti

  1. 1) Ultimamente mi ha molto colpito Tramezzino di Bacilieri; l'architettura è protagonista, la storia d'amore è solo la cornice.

    2) Ho comprato per caso questo volumetto usato da libraccio e mi sta piacendo. L'autore si chiama Jorge Amado e il titolo è Cacao. È un romanzo proletario inizio '900 pieno di tragedie umane stile La Giungla di Sinclair (di cui però ho letto solo la versione a fumetti di Peter Kuper), ma ambientato nelle piantagioni di cacao del Brasile, dove a quanto pare il confine tra lavoro dipendente e schiavismo era labilissimo.

    3) Per il resto proseguo con gusto My Hero Academia (aspetto con trepidazione lo spin-off Vigilante) e la DON ROSA LIBRARY, che ricordiamo essere l'evento disneyano del decennio.

    4) L'ho già commentato tardi nel post scorso ma Doc, chiudono Mercurio Loi! Me l'aspettavo prima o poi ma spiace un po' lo stesso, anche se non era una serie da 100 numeri quindi magari meglio chiudere al top che insistere fino a inevitabili cali qualitativi: così rimarrà un gioiellino perfetto. È stato bello, addio e grazie per tutto l'abbacchio.

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    1. 4) Ho letto, purtroppo. La tristezza.

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    2. No, ma come!? Non sapevo nulla... quanti numeri rimangono?

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    3. L'ultimo numero di Mercurio Loi sarà il 16, in uscita a marzo. Io sono in lutto...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Per chi volesse cominciare a leggere Junji Ito, quale o quali opere consigliereste?
    Per chi non lo sapesse, c'è anche una mostra in corso sull'autore a WOW - Spazio Fumetto, a Milano, fino al 10 febbraio.

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  4. E se per tutti questi anni avessimo sopravvalutato Manara?se fosse solo un semplice rattuso?🤣🤣
    Ad ogni buon conto,sto leggendo:
    -“la nube purpurea” (Urania colleZione n.192,che ve lo dico a fare,in edicola ora):classico dei classici come manco la Corazzata Kotiomkin di Fantozzi,è uno dei primi post-apocalittici della fantascienza.È del ‘901,resta ancora molto efficace e pure un tantino inquietantino.
    -“si sveglia il dio di pietra “(comprato usato spulciando tra vecchi libri,cosa che mi provoca sempre una goduria immane) di Philippone Josè Farmer,della Fanucci del tempo che fu.Titolo figo eh?lo è, molto figo.
    Comunque, il libro non é un classicone nè un masterpezzo ma molto godibile (trama, mi pare, ispirata un pochino a “Il lungo meriggio della Terra”di Aldiss, altro titolo molto figo):un uomo si sveglia sulla Terra di un looooontanissimo futuro e seguono inevitabili casini (tanti)

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Manara ha realizzato HP e Giuseppe Bergman, che è tipo uno dei più bei fumetti italiani di tutti i tempi. Un autore del genere avrà per sempre la mia riconoscenza.
      E pazienza se poi si è dato a Valentino Rossi, alla versione zozza degli X-men, e a Celentano.

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    3. Confesso le mie lacune su Manara....questo non toglie che sia comunque un gran rattuso🤣

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  5. Eh, come libri sto leggendo L'interpretazione di Freud (a fatica, in realtà), per il resto mi sto mettendo in pari con Black Science(grazie per averlo portato sotto i riflettori!) e Golden Kamuy & Made in Abyss ( te li consiglio, Doc, hanno un mix di avventura, azione, commedia e pugni nello stomaco come pochi altri)

    Detto questo, finora ho seguito JoJo in formato anime, ma per leggere il libro di Araki che qui consigli conviene leggere anche i manga(che probabilmente comincerò a leggere dalla parte 6) onde avere una migliore comprensione di quello che tratta?

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    1. Black Science masterpezzo, ho l'ultimo volume da leggere sul comodino.
      Per il libro di Araki, non è strettamente necessario. Nel senso che usa in più punti i suoi personaggi e le sue storie come esempi in quello che dice, ma il punto resta spiegare come si costruisce un fumetto di successo, non parlare di JoJo.

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  6. Mah, farò un pensierino sul libro di Manara.

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  7. Di Manara ho beccato anch'io recentemente a relativamente poco il catalogone della mostra che fecero nel 2012, Le stanze del desiderio, veramente un bel tomo! Faccio un pensierino anche per questo artbook.. sto leggendo anch'io Morgan Lost Black Novels 1 (incuriosiva pure a me) e ho sul comodino pronto quello di Sclavi..ho appena letto l'ultimo Nathan Never con l'esordio di Giorgio Salati e mi è piaciuto!

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  8. oh no un altro fumetto di lemire da recuperare, e il portafoglio piange. Al momento leggo di tutto che devo fare uscire un video al giorno :°D ho appena inziato l'emblema di roto 2, che il manga fantasy mi piace, e che pur essendo dragon quest non ha lo stile alla toriyama, ma a pensare che son 31 volumi in prosecuzione mi vien male. Ho ricominciato a leggere dc (che la compro e non la leggo da meeeeesi) col superman di bendis, vediamo dove va a parare, ho finito di prendere tutti i fumetti di Ito, credo, e cerco di capire se slott sui fq fa schifo o no, perchè il primo numero era una merda, mentre il secodno non mi è dispiaciuto troppo. boh

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  9. Ok tutto, ma perchè la giapponesina in kimono senza mutande indossa scarpette da ballerina classica e guanti da controllore del Galaxy Express?...

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  10. Il Manga Secondo Araki è uno di quegli acquisti che mi attirano tantissimo ma non sapevo mai se prenderlo o meno, dopo questo post è già nel carrello di Amazon! Sono un grande fan di JoJo e più in generale di Araki (ho letto anche un po' di Baoh e non mi è dispiaciuto affatto) e in particolare adoro i numerosi volumi su Rohan Kishibe, se non l'hai ancora fatto Doc, dovresti recuperarli!

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    1. Di Rohan Kishibe si è detto qui:
      https://docmanhattan.blogspot.com/2015/02/ghost-in-shell-arise-paul-pope-char.html ;)

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    2. Grazie mille per avermelo passato, purtroppo col tempo l'avevo perso, comunque consiglio anche Rohan Kishibe al Louvre (spero di non aver perso anche questo ;) )

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  11. Noto qualche critica velata a Outcast?

    In tal caso, lo capirei, il fumetto negli ultimi numeri è diventato interessante sotto certi aspetti, ma continua ad avere un ritmo molto, molto, MOLTO lento (perfino più del solito per Kirkman) e non ha aiutato il fatto che per vari numeri non sia successo nulla che attirasse l'attenzione del lettore.

    E poi, diciamolo una volta per tutte, Kirkman ha annunciato la chiusura della serie dopo il fallimento della serie tv, se per Oblivion Song avesse annunciato prima una trasposizione televisiva penso che pure il destino di quel fumetto avrebbe potuto essere dipeso da un eventuale successo in tv.
    Questa scelta rappresenta tutto ciò che reputo sbagliato nel mondo dei media in generale, poi lui può fare quello che vuole, ma non posso negare quanto mi dia fastidio 'sta cosa.

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    1. Outcast avrebbero potuto infilarlo in un quinto delle pagine occupate. Forse anche un sesto.

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  12. Dunque...a fumetti sto proseguendo Rat - Man Gigante (siamo alla saga di Rat - Girl) e Hokuto no Ken - Ichigo Aji.
    Quest' ultimo mi fa letteralmente morire dal ridere.
    Facciamo il punto: Souther ha sconfitto Khan (il terzo generale Shura) e adesso, dopo aver liberato l'imperatrice dalle grinfie di Jako ed averla affidata a Shin, si allea con Falco per invadere il paese dei demoni; nel frattempo Jagger vuole diventare onesto e rilanciare la propria immagine, ma la gente non si fida; e infine Yuda, incavolato nero per essere stato escluso dalla nuova linea di action figures, scopre che non compare nemmeno tra gli spiriti della Trasmigrazione attraverso Satori (e' vero!!).
    E la soluzione e'...affrontare Kenshiro.
    Incredibile. Questa parodia mi sorprende sempre piu'. Dopo trent'anni qualcuno ha ancora qualcosa da dire su questo manga, anche sotto forma di farsa.
    Per il resto...sto leggendo LO SMERALDO di Mario Soldati.
    Uno dei racconti di fantascienza piu' atipici che abbia mai visto. Un uomo si addormenta e si risveglia in un lontano futuro dove l'Italia e ripartita tra americani e sovietici (il romanzo e' molto vecchio) e, come molti altri paesi, e divisa da una terra di nessuno chiamata LA LINEA, completamente radioattiva. O almeno cosi' vogliono far credere...
    Stavo aspettando questa rubrica anche per consigliarti un libro che ho terminato qualche settimana fa.
    LA GRANDE TRAVERSATA di Miura Shion (Einaudi).
    Puo' la creazione di un vocabolario diventare un'odissea?
    Si. Prima di tutto perche' sono produzioni atipiche (come le enciclopedie, presumo) rispetto agli altri libri.
    Costose, impegnative e lunghe. La cui gestazione puo' durare anche QUINDICI ANNI.
    Se poi il paese dove si svolge la vicenda e' il Giappone, patria del lavoro certosino e della precisione estrema...
    Bellissimo. Ci ho ritrovato tutto quello che ho imparato ad amare di quella terra, in anni di fumetti e cartoni.
    Ci sono due amici che vogliono dare vita al miglior dizionario di tutti i tempi. Ma sono entrambi anziani, e rischiano di non vedere la fine del loro lavoro. Prima di iniziare, vogliono trovare una persona fidata che continui l'opera.
    Poi c'e' il prescelto. Un ragazzo imbranato e con la testa tra le nuvole, che vive solo per i libri. E che e' innamorato della nipote della sua affittuaria. E c'e' appunto la vecchina che lo ospita, che le tenta tutte per farli mettere insieme.
    E come c'e' uno Yota, c'e' il Takashi di turno. Il collega del protagonista, che va forte con le donne e a cui non frega niente del dizionario, visto che fa il minimo indispensabile. Ma poi cambia idea. E inizia a fregargliene, e parecchio. Al punto di smuovere mari e monti pur di dare una mano al suo team.
    Poi c'e' la citta', caotica. E le casettine di periferia di una volta. E arriva il passaggio di consegne, col protagonista che prende il timone del progetto. E con l'arrivo di una nuova collega, piu' spigliata ma che si sente un pesce fuor d'acqua come lui all'inizio.
    E poi, prima della fine...qualcuno muore.
    Davvero stupendo. Duecento pagine e piu' ma che si leggono tutte d'un fiato.
    Mi incuriosisce il libro su Araki. Piu' che altro vorrei riallacciare i rapporti, visto che per me resta uno dei piu' grandi mangaka in circolazione. Almeno fino a Steel Ball Run...

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  13. Ho rimesso mano ai volumi di Blake e Mortimer. Devo dire che sono diversi da qualunque cosa legga normalmente, sono verbosissimi, richiedono attenzione...eppure hanno un fascino strano, non li puoi mollare. E poi ho letto "Non è successo niente", di Tiziano Sclavi. E direi che il titolo non rende.

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    1. Anche io ho avuto un breve periodo Blake and Mortimer quando uscivano per la Gazzetta. Bello, ma è sicuramente un tipo di storytelling che è invecchiato tantissimo.

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  14. Caspita, quanti ricordi Crying Freeman! Big love ai ragazzi della Granata Press e a Zero, che ho da qualche parte in cantina. Però quasi quasi lo ricompro Crying Freeman...

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  15. Gideon Falls bellissima, il nuovo Conan di Aaron sta ingranando.
    Recuperato anche Ping Pong di Matsumoto, stupendo e Chisakobe, carina ma troppo Sunny(dello stesso Matsumoto).

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  16. Di quelli che ha segnalato il Doc è già in mio possesso Super Robot Files vol. 3, preso più che altro per chiudere il cerchio dopo che, di fatto, i primi due avevano praticamente esaurito il gran filone d'oro dei nipporobottoni.
    Diciamo che onestamente, pur apprezzando lo sforzo dell'autore (e soprattutto la sua collezione), me lo sarei risparmiato

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  17. Credo prenderò allegramente l'ennesima edizione del Freeman, giusto per non farmi mancare niente. Stamattina ho ordinato i primi 4 di Black Science, leggendovi non credo che me ne possa pentire.
    In questi giorni mi son finalmente letto l'ultimo volume del Promethea di Alan Moore, dopo una attesa decennale. Lo consiglio a tutti ben sapendo che non tutti apprezzeranno, narrazione a tratti forse troppo didascalica ma la capacità unita dei testi di Moore e dei disegni multiformi di Williams III di evocare immaginari e conoscenze mi è risultata entusiasmante. Assolutamente imperdibile il secondo volume, con il viaggio di Promethea nell'immateria ed attraverso le 32 vie dell'Albero della Vita cabalistico.
    Per puro caso, ho beccato una recensione su Wonderland di Rai4 del volume "Il Dio vagabondo" di Fabrizio Dori, autore di cui ignoravo assolutamente l'esistenza. Storia piacevole e per me ben congegnata, nulla di nuovo o eccesivamente originale. La parte da leone la fa però la resa grafica a dir poco impressionante, che mescola richiami alle Arti Visive "alte"...Gauguin, Klimt, Mucha, Van Gogh sicuramente...con un tratto che rimane però molto personale e riconoscibile e non pregiudica la costruzione della pagina. A tratti un sentore di Mattotti, forse. Una delle opere graficamente più valide viste negli ultimi anni.
    Nei libri, sto passando a giorni alterni da tutto Verne a una serie di saggi sulla tradizione norrena e l'iniziazione runica. Poi "Il centro del ciclone" di John Lilly, dove si descrive l'utilizzo della vasca di deprivazione sensoriale, inventata dall'autore, e delle droghe psichedeliche. In pratica, la storia vera del "Stati di allucinazione" di Ken Russell. :)

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  18. Analia ha vinto l'internet oggi!!! Non dico altro :)

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  19. Crying Freeman sembra molto interessante ma per un po' mi sa che spenderò poco in fumetti. Comunque fastidioso il trend della J-Pop di far volumi con più pagine e soprattutto con prezzo molto più alto. Spiace che insegua il mercato da libreria anche questa casa editrice.

    Venendo alle letture, oltre a proseguire lentamente la rilettura di Hunter X Hunter (finito da poco il volume 27, magnifico), ho letto:
    - Fire Force #8-10: sempre carino, tanta roba la battaglia dell'ultimo volume, davvero interessante per ciò che ci sta dietro (il funzionamento dei poteri spiegato dallo scienziato che osserva). Molto belli anche gli scontri di Maki (sempre più best girl) e di Hinawa (molto pathos, bell'antagonista). Sono curioso di vedere che verrà rivelato nel volume 11
    - L'attacco dei giganti #25: è stata una goduria quando a metà volume finalmente è accaduto ciò che stavo aspettando. lo scontro nella seconda parte figo, anche se mi ha dato un po' la sensazione che tutto funzionasse troppo "ad orologeria". Comunque anche qui grande attesa per il prossimo volume
    - Dragonero #52-53: finalmente ho ripreso con questa serie. Storia in due volumi molto bella soprattutto nel primo (lo stratagemma degli algenti...). Ormai sono quasi alla saga delle regine nere, finalmente.

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  20. minkia crying freeman sono io :-0000 hahaaah ma che c@zz mi ha preso un colpo! ma a chi e' ispirato il volto? si sa' od e' proprio di fantasia dell'autore? devo assolutamente leggerlo asap

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  21. Tante piccole considerazioni: lo sai che il boom di Ito qui nello stivale è nato grazie ad una community italiana di One piece, il Bike & raft, in particolare nella voce di Frank (fanno in maniera ormai discontinua dei podcast divertentissimi e molto approfonditi sulle scan appena tradotte).io lho conosciuto così 4 anni fa (non che non lo conoscesse nessuno, ma, per dire, ad una loro trasmissione ci era andato un tipo dell'editore che poi ha pubblicato il primo volume italiano di Ito, quando ancora non si sapeva nulla.) "uuuuzumaki, di Juuuunji Ito" era una battuta ricorrente.

    Io Manara non lo capisco, cioè, non lo conosco affatto, ma quando due giorni fa ho visto quell'albo a 40 euro, veramente, mi chiedevo come potesse vendere.

    Penso che tutti vogliono sapere perché fanno cosi cilecca le serie giapponesi, è una delle domande che mi faccio da tipo sempre.

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