martedì 17 gennaio 2012

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Big Robot, lo storico robottone giapponesitaliano della Bianconi

Nella carrellata sui personaggi della Bianconi, tra un Geppo e una Nonna Abelarda, era saltata fuori un annetto fa la storia di Big Robot, il robot giapponese-italiano di Alberico Motta atterrato in edicola tra il 1980 e l'81. Forse il primo manga italiano. Forse il primo robottone italiano. O al massimo il secondo, dopo Kazonga. Bene: ne hai cercato a lungo qualche numero sulla baia, attendendo nel mentre i promessi due volumi della Kappa Edizioni che, boh, saranno usciti? Escono? Finché non hai trovato questa raccolta dell'81 e te la sei letta tutta d'un fiato. Chi era Big Robot? Che cosa voleva? Era parente di Giant Robot? E perché il suo nemico ti fa una pena incredibile? [...]
Super Big Robot #2, giugno 1981. Raccoltone con dentro quelli che immagini essere i numeri 3 e 4 della serie (andata avanti almeno per una quindicina di uscite). Di che si parla? Vediamo un po'...
La solita fortezza delle scienze (la Base Union) con il solito professore vestito malissimo, con l'aria severa e i capelli da pazzo (il comandante Horion). Ma non lasciatevi ingannare dal look da fumetto Archie dello scienziato e del suo assistente con la faccia da pistola. Big Robot non era la solita storia di ridere della Bianconi: qui, tanto per dire, la premessa è che il mondo è stato semi-distrutto dalla guerra nucleare scatenata nel 2031 dal Trota
Quel che resta della razza umana è affidata al Big Robot e al suo pilota, Antares. Che c'ha queste pose, uh, da Uomo Ragno di Romita Sr. e le usa
(caspita se le usa)
Antares esce alla guida del suo robot pilotandone la testa, come Mazinga
Però poi aggancia i componenti al volo, in comode rate mensili, come Jeeg
Tra i suoi alleati, alla base Union, oltre al pistola dai capelli arancioni c'è anche un CERTO ROBOT DORATO rompicoglioni ben istruito (Luno), affiancato da uno ciccio e che parla poco (ma è molto più energumeno di R2-D2) 
E poi sì, chiaramente Antares guida la moto con la cupolina impossibile, veste come Little Tony ed è amico di certi bambini, come tutti i piloti di robot giapponesi burberi iscritti all'albo. Arrivati qui, ti rendi conto, vi sarete fatti l'idea di una roba talmente derivativa da risultare priva di senso. E invece. Invece gli spunti originali, in questo che all'inizio è chiaramente un collage di temi, non mancano. E ci sono cose, cose che proprio non ti aspetti in un fumetto per bambini
I malvagi invasori jubentini asserragliati sulla faccia buia della Luna ad ascoltare i Pink Floyd, per esempio, sono guidati da un tizio con maschera di ferro da Dottor Destino ed elmo da SS. Un tizio che, già che c'era, si fa chiamare Fuher (sic) e che deve sciropparsi un piccoletto insopportabile chiamato Berlus Nanus. Fuher, però, prende ordini a sua volta da un'entità malvagia non ben definita ed evidentemente innamorata delle lavagnette a chiodini: il megadirettore ipergalattico Orkus. E fin qui
C'è però che ogni volta che i piani di Nanus falliscono miseramente, ogni volta che il Big Robot li prende a schiaffi, Fuher si sfoga come dovrebbe sul suo inutile, insopportabile, occhiosbrilluccicoso assistente, tempestandolo di schiaffi e sputi, ma affronta "il suo ingrato destino". Una qualche punizione da parte del boss, Orkus. Vabbè, ti sarai detto: e che sarà mai. Una lavata di testa e...
...no, cioè. Scusa. Come sarebbe a dire che "l'ira di Orkus continuerà a incidere i segni della sconfitta" sul suo corpo?
Non sarà mica che... Oh, CACCHIO 
E sì, insomma, le storie di Motta non sono prive di un certo qual loro fascino, e se 'sti benedetti due volumi della Kappa esistono/escono/si manifestano te li compri. Hai deciso. Basta. Spigolature: trattandosi di un fumetto Bianconi, Big Robot aveva solo alcune pagine a colori. In genere quelle sbagliate. Il coordinamento dei colori era poi affidato come sempre a Gigino il Daltonico: nella grande tradizione che ogni tanto portava Braccio di Ferro ad avere una faccia più verde di Hulk, qui è il robot a cambiare abbinamenti cromatici nell'arco della stessa storia
per dire (non fate caso all'uomo nudo sulla sinistra)
Ma anche la maschera di Antares, ogni tanto, si dava una botta di vita
Una delle cose più bellissimissime di Big Robot è che Big Robot nelle sue storie non guarda in faccia a nessuno. Per fermare gli alieni, ad esempio, DISTRUGGE UNA DIGA INONDANDO UN'INTERA VALLATA
uccide selvaggiamente un'orca gigante 
abbatte uno dei pochi palazzi rimasti in piedi
o prende "la più perfezionata macchina delle galassie" e la calpesta come uno scarrafone, ciàk!, ciàk!, bafangule!
Poi c'è anche tutta questa sottotrama dei superstiti contaminati dall'olocausto nucleare. Reietti coperti di stracci, che si nascondono tra le rovine delle città distrutte, mentre quei tizi fanno la bella vita nella base Union, tutti vestiti come in musicarello di Morandi. Fuher, che è il cattivo, cerca di tirarli dalla sua parte questi poveri disgraziati
Luno e il suo amico energumento, che sarebbero i buoni, con grande umanità li prendono invece A PIETRATE. Un altro piano del povero Fuher se ne va così gambe all'aria
E a proposito di gambe: saluta il mignolino del piede stavolta, ciccio

 
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38 commenti:

  1. Secondo, me, se Fuher e Bassus hanno un po' di pazienza, la Terra gliela distruggono direttamente quelli della base Union nel giro di una decina di albi.

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  2. possibile che sia una serie in cui in realta' i nemici si rivelano i buoni e viceversa?Sara' che leggendo il fiscorso fra Fuhrer e gli appestati,non e' che mi sia sembrato cosi' perfido,anzi...

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  3. Considerando che Fuher nelle scene viste non ha ucciso nessuno mentre Big Robot ha fatto una par di migliaia di morti direi: LUNGA VITA A FUHER e il suo fido "NANUS" (ma che meenkia di nome!!!)

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  4. A parte Giambel V non sapevo dell'esistenza di robot di matrice Italica spudoratamente copiati dalle opere di Go Nagai.

    PS 1: ma i colori ad cazzum non sono forse dovuti al fatto che uno dei due Big Robot viene dalla 4 dimensione.

    PS 2: sono sicuro che anche la lavagna a puntini incastonata in un grosso casco da palombaro è stata copiata.

    PS 3: il pianeta è distrutto e mezzo radioattivo a che diamine serve agli alieni.

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  5. Testa d'incudine è un bel frullato di roba, non c'è che dire. La rivelazione delle punizioni corporali è il vero asso nella manica della serie, insieme all'uomo nudo.

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  6. Il Mostro spaziale Parallelepipedo è stata chiaramente l'ispirazione per gli angeli di Evangelion!

    Troppo Avanti!

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  7. Povero Furher, uno così sfigato da meritarsi un posto nel paradiso dei cattivi che proprio non ce la fanno. Non è neppure antipatico, è solo tanto triste. Ma nessuno chiama il telefono azzurro e fa allontanare quel Sommo Imperatore delle Tenebre con manie sadiche?

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  8. Paolo Pugliese17 gennaio 2012 10:41

    Ricordo che da piccolo lessi diversi numeri, compresa la raccolta che ha comprato il Doc su Ebay. Più che Mazinga, era una sorta di Gig Robot in versione nostrana, calato però in un contesto post-atomico. Se pensate che era il 1980 (la preistoria della fantascienza di derivazione nippo-robotica), Big Robot non era affatto scontato in certe sue trovate. I disegni erano poi anche molto carini, con un discreto design (vedi la base)...

    P.S. Se non ricordo male, il parallelepipedo era un contenitore di un secondo Big Robot, creato dagli alieni dopo aver trafugato i progetti segreti dell'automa. E la storia ambientata nella preistoria (quella con l'uomo nudo) aveva degli incipit niente male su religione e il potere che ne deriva...

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  9. Motta è nato un anno dopo Baudo e Berlusconi e due dopo Allen e non ha data di scadenza come il latte parzialmente scremato che, a detta di Grillo, la Parmalat stava studiando prima del crack.
    E' stato cartoonist e pubblicitario. Come certi maestri di arti marziali segue l'onda e porta a terra l'avversario utilizzandone l'impeto. Ha imparato a usare i pc quando altri si sarebbero arroccati dietro il tavolo luminoso. Ha fatto manga perchè l'anima di tanta tv commerciale era ripiena di anime.
    Il mio caro amico Steve Jobs stava lavorando ad un chip neurale da alloggiare dietro l'orecchio perchè stimolasse l'ipofisi nella creazione di un ologramma psichedelico. Un cartone animato tridimensionale interattivo che sfondasse il quarto muro come nemmeno nei sogni post peperonata di Grant Morrison. 'Berico lo aveva saputo - non so mantenere un segreto - e sta lavorando ad uno 'zine con origami pop up che estrudono balloons diversi a seconda di quale levetta di carta è mossa dal lettore.
    Come cantavano gli Stadio in un coro da stadio: generazione di fenomeni. Pippo e Woody hanno lo stesso entusiasmo di sempre. Anche quell'altro, ma pazienza.

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Trovo fantastico il modo in cui il disegno di Nanus venga riutilizzato 150 volte in 3 vignette... Lollai.

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  12. Motta aveva delle idee carucce.
    Che questa cosa di Furerh che veniva menomato se la ricordavano tutti quelli che leggevano Big.
    Tutti tranne il sottoscritto che nei numeri che leggevo io non c'era.
    Inoltre, sa quel che so, pare che la serie fosse durate si e nò 5 numeri e poi hanno continuato a ristampare quelli a getto continuo ricopertinati ( ma potrei sbagliarmi)
    Come faranno i Kappa farci stare tutto in 2 volumi , vallo a sapere.
    Se mai li faranno uscire.
    Ma poi, è cgiaro che Big è un miscuglio tra Goldrake e Jegg Robot ( notare l'assonanza con Big Robot)
    I disegni di Motta, diciamocelo, sono orribili, spesso riciclati in un copia incolla pazzesco in una stessa storia.
    Già da piccolo trovai i disegni brutti e ne comprai un solo albo.
    Sai cosa sarebbe bello Doc?
    Un post su tuti i robottoni made in Italy.
    Non sono pochi, a partire da quelli di Goldzinga che forse sono pure antecedenti a Big Robot.

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  13. Madonna che flashback!!
    Completamente rimosso, ma è bastato uno sguardo alla prima immagine per ricordami tutto!
    Grazie mille!

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  14. Quante cose interessanti si scoprono leggendo questo blog! :) Ignoravo l'esistenza di robottoni italiani. Certo che qualche anno fa si pubblicava di tutto!

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  15. Sam: bella idea, ma non ne sono una mazza, grossomodo. Informerommi.

    Ah, e comunque Kazonga a Big Robot lo prendeva a schiaffi. NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI.

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  16. Mhhh spettacolo...Lo leggevo nel cortile della casa dei nonni a Portovenere... Ho sempre però trovato la versione in B/N... Oppure erano pagine alternate? BauH
    PS: ci sono state anche un paio di serie parallele dedicate ad altri robot?

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  17. Superstiti post-nucleari che vengono bellamente ignorati dal protagonista che vive in una base sbrilluccicosa...

    ....Il nichilismo totale degli "eroi"....

    ....gli elementi sadomaso del capo dei cattivi....

    ....il coso con gli occhioni luccicosi che fa troppo kawaii....

    .....ma QUESTO FUMETTO E' UNA FIGATA!

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  18. Ho capito perchè Big Robot ha avuto vita breve... Hiroshi Shiba deve aver scoperto chi gli aveva ciulato la moto.

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  19. Non mi intendo molto di Robottoni Giappo e ammetto che non mi sono mia piaciuti moltissimo... Ding Dong... *apre la porta* "Doc? Che sorpresa che mi fa! Cosa ci fa a casa mia?... Ma quella lancia di Longino di Evangelion con scritto sopra Go Nagai perdonalo per cosa la vuole usare?! No... NO... NOOOO!" XD (Comunque escludo, appunto, Evangelion che però ad un certo punto è diventato talmente tanto segamentalico classe Nipponico che ha cominciato a turbarmi gli intestini) Mi perdo sempre in sproloqui, ritornando al post volevo dire che i disegni non mi sembrano niente male. (Si, tutto sto casotto per questo...)

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  20. figata! ne avevo un solo numero che leggevo e rileggevo... immagino abbia davvero avuto vita breve. Eppure proprio non ricordavo affatto il cattivo mascherato, nè il particolare delle mutilazioni (argh!): possibile che nel mio volumetto non se ne parlasse? comunque mai sentito di altri robottoni italici... urge approfondimento.

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  21. Ho ancora un numero a casa...Adoravo Big Robot...

    Ricordo ancora una storia in cui voleva salvare una nave piena di profughi alieni in forma di pterodattili cucciolissimi... finché non si scopre che tali alieni si riproducevano ad una velocità così folle da invadere i pianeti dove alla fine li cacciavano a pedate nel didietro.

    Alla fine l'alieno cicciobello si sacrifica tipo Silver Surfer...

    In un'altra, Antares è quasi costretto a sposare un'imperatrice aliena che lui, grazie ad una illusione ottica, vede come strapheega :)

    Sinceramente, attendo con ansia i volumi Kappa. Chissà, magari li colorano pure! :)

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  22. Mi ricordo che c'era una piccola lolita dotata di poteri psichici infoiata di Antares (forse era un'aliena anche lei), ed un altro ragazzino, che però non veniva cagato neanche di striscio, e forse c'era anche un altro personaggio femminile che faceva da spalla al ptotagonista (un po' come Miwa o Venusia).
    In alcune storie poi Antares viaggiava nello spazio su un astronave (chissa perche?)con il Big a bordo, ma senza neanche un numero di le ore mese, ed ogni volta cercava di aiutare qualche buon alieno che incontrava, ma inutilmente, perchè questi morivano sempre.

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  23. Eh... quello nella seconda parte della serie, quando cominciano ad esplorare lo spazio con la SunBeam :)

    Mi ricordo che la saga era incentrata sul fatto che si perdevano e finivano in una sorta di "snodo" stellare, dove venivano "parcheggiati" da una specie di Vigili Urbani Spaziali in attesa di essere rimandati a casa...è li che conoscevano le razze aliene...

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  24. Ecco dopo sto post finito di comprare i numeri mancanti su ebay a meno di 20 euri.

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  25. @Doc
    Fare un post su tutti i robottoni italici sarebbe una bella cosa, ma anche una grande sfida.
    Primo, se dovessimo mettere non solo i robot giganti che hanno avuto una loro testata ( non molti) , ma anche quelli che sono apparsi in varie storie italiane, ce ne sono a bizzeffe ( tipo Ratzinga).
    Poi ci sarebbe il problema di reperire immagini.
    Ci vogliamo provare lo stesso ?
    Cmq, già che ci siamo , ti metto il link dell' ultimissimo robot made in Italy ( Lucca 2012)

    Beta X

    http://www.sherwood.it/articolo/1037/beta-i-robottoni-sbarcano-nel-fumetto-made-in-italy

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  26. Sono stato anticipato di poco! Volevo proprio consigliarti Beta, fumetto realizzato proprio bene come disegni e testi e che qualche lacrimccia nostalgica la farà scendere! Unico problema aspettare un anno per conoscere il finale! Un articolo/spottone su questo fumetto ci vorrebbe proprio!

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  27. Sembra un'idea carina.
    Provo a comprarlo online, via.

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  28. @ sprazzi70:

    Ma dove li hai trovati su ebay? io li ho cercati stamattina e non li ho trovati!!!

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  29. Ho visto le immagine di Beta e mi ha fatto un'ottima impressione, mi ricorda vagamente The Big O (opera non cagata neanche di striscio in Italia se non per i 6 volumi pubblicati da Star Comics).
    Provo a cercarlo in fumetteria, grazie per la segnalazione.

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  30. Doc ma un bel post sul super robottone creato dagli americani no?
    Mi riferisco al buon vecchio Megas Xlr

    http://www.youtube.com/watch?v=j7_9Cue7zEQ

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  31. Megas non era male... solo il character design faceva cagare, imho: sembravano personaggi delle Winx!

    Ora, le winx (o le bratz!) hanno un loro senso per un certo mercato, ma sui robottoni...boh...

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  32. Megas è comico demenziale,la grafica conta poco come nei Simpson.
    Ma poi vuoi mettere un robot che fa wrestling e si guida col pad della psx??
    ^^

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  33. Visto che qualcuno si è incuriosito su Beta posto pure la recensione del Rrobe http://prontoallaresa.blogspot.com/2011/10/cose-che-lucca-comprerei-beta.html con cui concordo quasi totalmente a parte che le strizzatine d'occhio presenti le ho adorate, anche perchè assolutamente non ingombranti.

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  34. Oggettivamente mi sembra Big Robot, sarà un plagio di Mazinga, ma mi sembra molto buono.
    Un buon prodotto, mi piace.
    Se mi capita di trovarli in giro li prendo

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  35. Fabrizio Spinelli ha detto...
    @ sprazzi70:
    Ma dove li hai trovati su ebay? io li ho cercati stamattina e non li ho trovati!!!

    Oggi nisba.
    Ma in passato sono girati. Io li ho fino al numero 9.

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  36. Un saluto a tutti. Vi ricordiamo che BIG ROBOT è tornato in tutte le fumetterie in una nuova edizione targata Kappalab. Il primo volume (BIG ROBOT: LA MINACCIA DI ORKUS) è già disponibile, mentre il secondo volume (che concluderà la saga di Orkus) è in arrivo fra qualche mese. L'autore, il mitico Alberico Motta, sta rimasterizzando per noi tutta la serie, riportando BIG ROBOT all'originale splendore per tutti gli amanti di fantascienza e anche per le nuove generazioni di lettori che non lo conoscevano. Maggiori informazioni sul nostro sito www.kappalab.it e sulla nostra pagina fb www.facebook.com/kappalabedizioni - Venite a trovarci e... buona lettura!

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