Super Shen, 5a Generazione, SolarLord, Street Fighter e i loro fratelli: i fumetti Jade

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Quella di Super Shen, SolarLord, 5a Generazione, Street Fighter e gli altri fumetti della linea Jade, manhua (manga cinesi) di Hong Kong pubblicati tra la seconda metà degli anni 90 e i primi anni Duemila, è una storia breve ma intensa. Fumetti appariscenti, impregnati di un tasso notevole di hokutonokenità, caratterizzati da ritardi in edicola epocali e sì, pubblicati dalla casa editrice di Corna Vissute [...]


Facciamo un bel passo indietro. Nel 1967, Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon fondano a Milano la ErreGi, per pubblicare fumetti neri/erotici come Jacula e Lucifera. Nel '72 i due si separano: la Erregi di Cavedon diventa Ediperiodici, Barbieri crea la Edifumetto.

Nei decenni successivi, le due case editrici dai nomi quasi identici si danno battaglia, inondando le edicole di fumetti per adulti in formato tascabile. I p0rnachos come Il montatore (con un clone di Buzzanca come protagonista), Lando, Corna Vissute, etc. Fumetti sui quali peraltro tanti futuri disegnatori Bonelli si fanno le ossa, e tanti ragazzi si fanno, uh, lasciamo perdere.


Ma Ediperiodici ed Edifumetto cercano anche di differenziare. In una miriade di nomi ed etichette editoriali, come Squalo, o un logo con una pantera sopra, la Edifumetto lancia la testata Il Paninaro. Finita la moda dei tizi con i calzettoni a rombi trooooppo giusti, si fionda su quella emergente dello skateboard, con la rivista Skate. "La più diffusa del settore". Praticamente con lo stesso linguaggio, ma con le tavole Powell Peralta e le foto di Tony Hawk al posto delle Timberland e dei cinturoni El Charro.

La Ediperiodici di Cavedon, invece, si lancia nel mercato appena esploso del manga. Più o meno. Pur pubblicando anche alcuni titoli giapponesi, la casa editrice di Via Forlanini 36 si concentra sulla produzione di Hong Kong. Come per i manga, non è la prima volta che in Italia vengono pubblicati dei fumetti cinesi, ma nessuno aveva mai visto niente del genere.
Perché era impossibile, se aprivi un albo di Super Shen e dei suoi fratelli, non restare travolto da quei disegni e quei colori.

Super Shen, la serie apripista, arriva in edicola nel 1994. La storia è un frullatone di Ken il Guerriero e Dragon Ball, un'invasione di alieni villanzoni seguaci del Chi Nero, l'energia negativa, fermata dai maestri del Chi conosciuti come Shen. Uno di loro, il Salvatore, si fa prendere però un attimo la mano, e con un supercolpo sconvolge tutto il cavolo di pianeta, dividendolo in quattro continenti.

Gli autori erano Hui King Sum e Lee Chung Hing e il nome originale della serie era Super Hero in the Century (aka Super Fighter). A pubblicarla in quel di Hong Kong, dall'anno prima, era la Jade Dynasty Publications. Sì, è per questo che la Ediperiodici scelse "Divisione Jade" come etichetta per questa collana.


Dicevamo del livello altissimo dei disegni, di quelle copertine splendide che ti ricordavano tanto il tratto di Ryoichi Ikegami e delle sue storie lette sugli albi Granata Press, come Crying Freeman. E allora faceva niente che le pagine ti restavano in mano appena prendevi a sfogliare un albo - ai tempi si portava anche con i manga - o che non sapevi mai quando avresti trovato in edicola il numero successivo.

C'erano il Colpo dello squalo con dita perforanti, la Tecnica dell'Imperatore che controlla il mondo e quella del Carro Armato Tonante. Modi così tamarri di colpire un punto di pressione che al confronto tutti i discepoli delle varie scuole di Hokuto, Nanto, etc. muti. Grosso modo.


I lettori si lamentavano un numero sì e l'altro pure, nelle pagine della posta, delle uscite a macchia di leopardo delle avventure di Koncì, Wugy, Daygo. La redazione rispondeva che era colpa delle edicole e dei distributori, "che privilegiano altre testate, lasciando da parte i fumetti". E vabbè. Super Shen va intanto avanti. Il prezzo di copertina lievita nel giro di un anno da 2.800 a 3.400 lire a numero e la Ediperiodici lancia anche una linea di poster con i maestri Shen. 8mila lire cadauno, ordinabili via posta tramite coupon.

La serie si conclude con il numero 39, "La fine", in cui l'ultimo maestro Shen, Wugy, deve affrontare Diablo. Il successo di Super Shen ha già spinto però da tempo la Ediperiodici a puntare su altre pubblicazioni della Jade, a cominciare dalle altre opere degli autori di Super Shen, Hui King Sum e Lee Chung Hing, sfornate negli anni in cui la casa editrice fondata a Hong Kong da Tony Wong a metà anni Ottanta si chiamava ancora Jademan (aveva cambiato il nome in Jade Dynasty Publications Ltd nel '93).


Arrivano così per la collana Jade - con i suoi riquadrini gialli e il ragazzino in basso sulla costina degli albi - i vari manhua su licenza Capcom prima e SNK poi (King of Fighters 2001, 8 numeri, e King of Fighters Zillion) sfornati da Hui King Sum e Lee Chung Hing.

Le serie legate a Street Fighter sono Street Fighter II (3 numeri), Street Fighter III (39), Street Fighter 3rd Strike (9) Street Fighter Alpha 3 (14). Le prime tre escono in edicola nel '97, l'ultima nel 2000. Le storie sono parecchio distanti dalle trame dei picchiaduro Capcom, ma è Street Fighter, e nel '97 quei numeri di SFIII ti fanno esplodere il cervello.

In realtà, anche Street Fighter aveva contribuito sensibilmente alla nascita di Super Shen. Nel 1991, per l'allora Jademan, la coppia Sum/Hingaveva creato il manhua-di-menare Jietou Bawang, che era in tutto e per tutto Street Fighter. Chiusa la testata per chiari problemi di copyright, i due avevano riversato in Super Shen alcuni temi e personaggi. Il Salvatore era praticamente Ryu, Chun-Li era diventata Qing Hui.

Nella versione italiana, quest'ultima era Cinquì. Oh, era un fumetto-di-menare, no?


Sempre nel '97, arriva in edicola SolarLord di Wong Yuk-long (negli albi italiani il suo nome è riportato come Khoo Fuk Lung), autore nel 2003 dei disegni del bellissimo albo DC Batman: Hong Kong (scritto da Doug Moench) e soprattutto conosciuto come Tony Wong. Sì, è lo stesso Tony Wong di cui parlavamo prima, il creatore della Jademan, poi Jade Dynasty. Non a caso, noto da una vita e mezzo come "il padrino dei fumetti di Hong Kong".

SolarLord racconta di un diavolo, il demone Anatas che aggiusta le strade, e di un supertipo che deve fermare lui e i suoi cinque diavoli (Mefisto, Caliban, etc.). Un supertipo chiamato Thor, erede di Zeus e nuova incarnazione di SolarLord.

Sì, un mescolone mitologico con tanto di guerrieri divini con la testa di tigre come Daigon, e uno stile a metà tra il Guyver di Takaya Yoshiki, le moto di Akira di Otomo e i comics USA (citatissimi. E il finto-Flash qui sopra, Fulmine Blu, era pure fico): ce n'era abbastanza per scimmiarti a mille. La serie si conclude dopo 36 uscite. La tua collezione aveva però più buchi di un bersaglio al poligono di tiro.


5a Generazione (44 uscite. Ma dalla 34a diventava 6a Generazione. I protagonisti avevano figliato e si parlava, vent'anni dopo, dei loro eredi) era un altro albetto Jade di arti marziali molto popolare ai tempi. Il tema era quello, originalissimo, del torneo di arti marziali, a cui partecipavano guerrieri dai nomi altrettanto inconsueti, come Drago, Tigre (con le sopracciglia appuntite), Fenice. Del resto, il titolo originale era Super Dragon and Tiger Heroes.

Gli altri lottatori erano vari cloni del roster di Street Fighter, chiaro, da un semi-Zangief (La Bestia) a un tipo alla Dhalsim (Ossa di Gomma). Kudos comunque per Mare di Sangue, con il suo berretto/maschera di metallo. I disegni di Tony Wong spaccavano pure qua, e negli albi c'erano delle paginette con gli esercizi per incanalare il proprio Chi. Giuri.

E fa niente che, come per tutti gli altri manhua della Divisione Jade, le onomatopee originali fossero coperte da dei bolli ovali colorati pieni di SDENG! SBAM! e SWISS!, come in un episodio del Batman televisivo degli anni Sessanta. O che le traduzioni fossero approssimative, perché i personaggi cambiavano nome da una vignetta all'altra e ogni tanto qualche sgherro se ne usciva con un "Minchia!" tipicamente cinese.


Ma c'erano anche tanti altri manhua pubblicati da Ediperiodici all'epoca: Scorpione Rosso, Blood 13, Super Gemini, Il re del calcio (con un portiere che aveva fregato il cappellino Adidas a Benji) di Hui King Sum,  La leggenda delle tre spade, Feel 100%... E, inevitabilmente, c'erano pure vari manhua erotici.

Ma Ediperiodici, dicevamo all'inizio, pubblicava anche alcuni manga giapponesi, come X 1999 delle Clamp, e di Taiwan, come Il piccolo monaco Monky, della Tong Li Comics. La casa editrice cessa le sue pubblicazioni nel 2002.

Nel 2004 le testate vengono rilevate da alcuni ex collaboratori di Ediperiodici, che vogliono portarle avanti nel mercato fumetterie come JeMM Edizioni. Di fatto, tutti gli albi dell'ex Ediperiodici Jade, nei vari store online vengono venduti da quel momento come prodotti JeMM. Su Amazon si trova giusto qualcosa. Se volete rileggere qualche numero di Super Shen e fratelli, più facile comunque vi salti fuori in fumetteria o sulla baia.

Cosa ci resta, oltre vent'anni dopo, dell'avventura dei manhua Jade in edicola? La scoperta di un mondo, diresti. 
Un mondo parallelo a quello dei manga, e per tanti versi derivativo, ok, ma anche con un suo forte fascino. A volte, fortissimo.

E d'accordo, le uscite random, la confezione approssimativa degli albi, che cambiavano pure tipo di carta in continuazione, e tutto il resto. Ma quante volte, guardando quelle pagine, ci si è fermati a chiedersi quanto fosse esageratamente sopra le righe tutta la coloratissima produzione di Wong e compagni?

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Commenti

  1. So che sembro uno di quelli che "non leggo fumetti, leggo solo Tex", ma salvo rarissime eccezioni (il fenomenale clone di Hiroaki Samura: C.A.T. - Confidential Assassination Troops e "c'ho i Pugni nelle Mani" Sun-Ken-Rock) non sono mai riuscito a farmi prendere dai Man**a.
    Il motivo potevano essere le storie troppo semplicistiche (e, ok, forse dovrei pensare a certi manga che tengo nella mia collezione) ma anche l'uso del colore. Per me NIENTE ammazza una scena d'azione come il colore sopra le linee cinetiche.
    Aggiungiamo poi che sono abbastanza certo che Jade, ma anche gli altri pubblicatori di Man**a della prima ora, Planet Manga se non ricordo male compresa, traducessero dal cinese un po' accazzo con il risultato che certi dialoghi che avrebbero dovuto essere drammatici sembravano scritti direttamente dalla droga.
    Peccato, ma forse meglio così per il mio portafoglio e la tenuta dei miei scaffali.

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    1. Ti assicuro che le trame avevano il problema opposto, erano veramente tanto complicate. In Street Fighter III ci sono 5 o 6 trame principali che si intrecciano continuamente: la ricerca di Gouky delle tecniche più devastanti, la storia della famiglia di Gill e Uriel, la vendetta di Alex nei confronti di Vega, la vendetta di Oro e Dalshim verso Gill, la storia della scuola di Yuen ecc...
      Il tutto condito da sottotrame che scaturivano dagli incroci, vedi l'amore di Ibuki per Alex che lei pensa gli abbia dato botta ma in realtà non è successo nulla ecc... Insomma un casino.
      Sul colore è questione di gusti ma in generale rendevano bene. Una colorazione molto diversa da quella dei fumetti americani mischiata alla dinamicità del tratto dei manga.

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    2. Premetto che la mia è una considerazione con fondamenta parecchio fragili, visto che non li lessi con costanza. Ma "semplicistico" non lo intendo come "semplice". Conservo il ricordo di questi intrecci complicati e "telenoveloso" ma, alla fine, mi sembrava tutto molto basilare: il buono/buono, il cattivo inarrestabile, ragazze con la faccia pulita come il loro amore e maliarde che volevano solo farsi cavalcare dal buono/buono. Dicendola in positivo sembrava di tornare al manga dell'età dell'oro, dicendola in negativo, io probabilmente ero già influenzato da un'epoca "corrotta" per appassionarmi.

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  2. Non ho idea se questo post era in programma o è stato stimolato dalla discussione mia e dello Zione ma è un piacere leggerlo.

    Per chi non è di Milano o la conosce poco Via Forlanini è la strada che porta all'aeroporto di Linate. Spesso, quando ci passo, un occhio all'edificio che ospitava la Edilperiodici lo butto. Una volta in macchina con il Doc, che stavo accompagnando a prendere l'aereo, gli indicai la palazzina. C'ero stato anni prima prima che chiudesse.
    Erano produzione di grande impatto con trame coerenti ma veramente intrecciatissime e non sempre facili da seguire. La cosa che impressionava era che giravi la pagina di un albo e trovavi a tutta pagina il guerriero di turno che scagliava un calcio rotante con il nome del colpo scritto a tutta pagina in ideogrammi. La scritta era colorata dei colori più accesi, un tripudio di "sboronerei" mai visto.
    Come scrivevo l'altra volta non erano molto organizzati e sia il distributore sia lo stampatore combinava dei casini ma questo non mi aveva scoraggiato, lessi avidamente molti loro fumetti.
    Nessuno a poi raccolto la loro eredità lasciandoci a bocca asciutta di quel mondo. Un mondo, come dice il Doc, parallelo ai manga ed anche derivativo ma stupendo e coloratissimo.
    Tra le loro produzioni Super Gemini rimane l'opera più bella e originale. Questa volta in bianco e nei ma con dei disegni e dei personaggi che ti innamoravi subito.

    PS: nei fumetti di Street Fighter si usavano tutti i nomi originali quindi c'era il Generale Vega mentre Bison era giustamente il pugile e Balrog il tipo spagnolo con gli artigli.

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    1. Era in programma da diverse settimane, parte di questo discorso sulla storia dei fumetti in Italia (e non abbiamo mica finito, eh), perciò ho sorriso leggendo lo scambio con lo Zione :)

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    2. Supponevo. Va detto che lo Zione è un conoscitore della storia del fumetto notevole, io molto molto meno ed infatti sono ghiotti di questi post.
      Scoprire cosa sta dietro il mondo del fumetto è sempre piacevole. E' bello recuperare quel pezzo della storia che ti manca, soprattutto dei periodi in cui la rete non raccontava i retroscena in modo puntuale e dettagliato.

      OT
      Mi sto ascoltando in formato audiolibro una ampia raccolta dei racconti di Lovecraft colmando almeno un po' della mi abissale ignoranza. Ascoltando ho scoperto che la visione moderna dello zombie la dobbiamo moltissimo al racconto "Herbert West, rianimatore".
      Questo per dire che andare a ritroso alla fonte è sempre una piacevole scoperta.

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    3. Sostengo e sottoscrivo quanto detto da Drakkan a proposito di come sia piacevole scoprire, parlare e congetturare su tutto ciò che era dietro al fumetto (manga, come gli altri generi) e alle sue pubblicazioni e quindi mi trovo anche io a sostenere questo tipo di post, anche per confrontare e confrontarsi sulle cose che ci piacevano e le impressioni che ci davano.
      Gli scambi con Drakkan e gli altri Antristi, sono talmente coinvolgenti che continuano anche su chat, social e quant'altro. Mi piacciono da matti ;)

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  3. Ciao Doc, ma il fumetto "5° generazione" è terminato? A me risultava che in Italia non fosse concluso. Grazie

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    1. Intendi 6a, il seguito/seconda parte?

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    2. Si, intendo l'intero fumetto, 5a + 6a. E' vero che in Italia termina col numero 44 ... ma è incompleto. Io lo compravo ... poi un giorno in edicola non è più arrivato ... ma la storia non è terminata.

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    3. Sì, chiedevo perché è la seconda parte ad esser rimasta appesa (6a), non la prima (5a), che si chiude nel numero 33 di quella testata. Con lo scontro tra, boh, Tigre e Keits?

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    4. OK, grazie. Almeno così ho la conferma che non si è concluso ... anche se mi piacerebbe vedere la conclusione. Ma ormai non ci spero più.

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  4. Super Shen aveva uaa trama veramente fantastica e nenache tanto derivativa, conintrighi di palazzo , hidden agenda e tante trovate da romanzo ottocentesco, e mi dispiace non averlo terminato ma " ai confini dell'Impero " ( aka Benevento negli tardi anni 90 9 era già tanto trovarlo in edicola un po' a casaccio. Sogno di recuperelo tutto prima o poi, magara in una ristampa decente ... Doc, ti credi che possa mai accadere oppure esiste una versione Inglese ?

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    1. Versione inglese non so, ma in fiera lo si vede venduto in blocco a cifre accessibili.
      Poi, chiaro, appena prendi a sfogliarlo ti restano le pagine in mano, come successo per i numeri che ho usato per le foto...

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    2. Allora mi merito di averlo completo per poterlo leggere , e le pagine volanti saranno un omaggio alla mia gioventu' :-) Grazie Mille

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    3. Anche io compravo Super Shen (ma anche 5 Generazione, Scorpione Rosso) in quel di Benevento, tra Book & Comis, MusicGiò ed edicole varie, purtroppo sono rimasto al numero 37, ma resta il mio preferito, trama e combattimenti molto crudi.

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  5. Post davvero molto interessante. Mai letto manhua, ma ricordo che all'epoca nelle discussioni sui manga ogni tanto l'argomento saltava fuori.

    Stavo riflettendo sull'effetto che mi fa leggere di cose accadute tra la fine degli anni '80 e gli anni '90 (anche non frequentate direttamente da me, come in questo caso). In un certo senso è difficile dare il giusto valore alla distanza temporale che mi separa da quegli anni. Soprattutto quando si parla di intrattenimento. Probabile che sia per via della mitologia personale che ci creiamo, che tende a sfumare i contorni di periodi che sono stati così importanti.

    Per esempio, il celeberrimo, tristissimo, periodo senza super-eroi negli anni '80 per chi l'ha vissuto in pieno (non io) sembra sia stato lunghissimo, ma come sappiamo si è trattato di soli 3 anni (e con in mezzo pure la Labor). Ma la memoria è lo specchio degli inganni, come diceva qualcuno.

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    1. C'ero e confermo, saranno stati solo 3 anni ma sembrava molto di più.
      Ho il sospetto che sia dovuto al fatto che la Corno ha diradato man mano le pubblicazioni fino al solo settimanale/mensile dell'Uomo Ragno che arrivava in un'edicola su tre e allo stesso modo la Star è partita in sordina.
      L'altra faccia della medaglia è che in quel periodo di astinenza supeereroistica ho provato un pò tutto quello che usciva in edicola, da Comica Art a Corto Maltese etc etc e ho scoperto orizzonti molto più ampi.

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    2. Io avevo smesso con la Corno un po'' prima della fine, non ricordo nemmeno perchè. Poi è vero, anche il diradarsi delle uscite sicuramente influiva sulla percezione del tempo. Ed è vera anche la faccenda delle altre letture: dai Bonelli all'Eternauta, a mille cose che comprava un mio amico e di cui non ricordo i titoli (leggevo molto a scrocco 😂).

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  6. Aaah fantastico. Supershen è ancora un caposaldo nella mia libreria, come il Re del Calcio (LOL). Poi vari numeri sparsi, soprattutto delle produzioni legate a KoF. Erano davvero... OLTRE, ancora oggi ne parliamo ogni tanto con gli amici appassionati.

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  7. Dopo aver citato Solarlord nella discussione precedente..che dire, grazie Doc per aver fatto chiarezza!

    Ricordo distintamente di aver incrociato qualche copertina di "5a Generazione" e SFIII; di Solarlord ne lessi qualche numero (come detto) gli altri buio completo, un parziale recupero sarebbe interessante.

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  8. Letto tutto supershen, ce l'ho ancora completo e miracolosamente intatto. La trama complicata e disegni fantastici. Io l'ho adorato!

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  9. Di questi ho letto (tutto) solo Solarlord, rimasi piacevolmente perplesso nel vedere che lo stile di disegno (per me davvero bello) sembrava cambiare da vignetta a vignetta nella stessa pagina, ma secondo me questo "separare" aiutava nel seguire la trama (che mi prendeva davvero bene) che a volte rischiava di attorcigliarsi su se stessa.

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  10. Grandissimo post, e anche graditissimo visto che la discussione era nell'aria (grandi Drakkan e Air Angelo) e vedere un articolo dedicato a questo genere di fumetti non può che farmi piacerissimo!!!
    Aggiungo solo che la Jade (o JNN o quello che era) dopo qualche manga e fumetto taiwanese riprese il fumetto cinese di tipo erotico (chiudendo in un certo senso il cerchio ^_^).

    Come ho già spiegato nello scorso post, l'acquisto di questo genere di fumetti era dovuto alla grande fame/dipendenza di materiale nuovo a cui attingere quando si aveva ormai acquistato tutti i numeri delle testate giapponesi più famose e non si poteva attendere il mese canonico per proseguire con la storia. Di tutte le testate alternative che ho nel cuore "Super Shen" era sicuramente la migliore. Il taglio della storia, presa in qualche modo di peso dai cugini manga così come lo stile grafico, era molto controverso. All'epoca pensavo che quelli della Jade avessero problemi con le traduzioni perchè la trama, seppur comprensibile, era piena di sottotrame e sconvolgimenti vari in cui si tendeva a perdere il filo conduttore. Non c'era mai un solo protagonista, ma era un'intera saga composta da più trame tipo trono di spade. Appresi poi che questo stile narrativo era più vicino ai film di arti marziali cinesi di tipo storico (nella "Tigre e il dragone" se ci pensate Li Mu Bai non è l'unico protagonista su cui si concentra la storia). Il problema è che all'epoca avevo letto delle edizioni semi-piratate di City Hunter e Free (quelle di Japan Magazine) e credevo che il problema fosse lo stesso. Continuai tuttavia "Super Shen" perchè la trama mi piaceva, i protagonisti pure e i colori erano di fatto meravigliosi. Non comprai regolarmente altre testate del genere perchè altrimenti non avevo i soldi per i manga e i comics ^_^

    Oltre ai fumetti cinesi, rimasi molto affascinato da un fumetto coreano molto singolare pubblicato dalla Comic Art (Armagheddon) e dal carinissimo "Ninja High School" di Ben Dunn (un americano fissato con i manga) pubblicato all'epoca dalla General Press (che faceva anche roba Malibù Comics). Era per me molto carino scoprire tutte le curiosità e gli aneddoti legati a queste testate, all'epoca non c'era internet e io mi sentivo un po un "investigatore dei fumetti" XD

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    2. Comic Art, un'altra casa editrice che ha dovuto chiudere. Lasciò incompleti una serie di manga che in parte furono continuati o ristampati da Panini/Planet Manga. Ricordo L'Immortale e Noritaka.
      Nell'ambito manga è capitato tante volte che le case editrici non terminassero la pubblicazione lasciando i poveri lettori senza un finale.

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  11. Chissà se i giornali tipo Lando torneranno mai alla luce dopo quest'era di arbitrario oscuramento... :D

    Ho letto pochissimo di questi manhwa, probabilmente per quello di cui si sta parlando nei commenti, ossia l'esorbitante quantità di sottotrame intrecciate tra loro... Ne ho qualche numero, sarà che ero piombato nella storia a metà del suo svolgimento ma ricordo che dopo poche pagine mi stavo chiedendo "Ma chi è questo? Che sta facendo? E quest'altro da dove salta fuori? E che c'entra con quello che stavo leggendo prima?..."
    In due pagine succedeva la quantità di eventi di due numeri di Dragonball, i personaggi poi sembravano un insieme di supereroi, manga, personaggi di videogiochi,...

    Non so, forse ho fatto male ma non ho mai approfondito

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  12. Non vorrei dire una minchiata, ma in cantina dovrei avere ancora i primi tre numeri di 5° Generazione.
    Avevo leggiucchiato anche Il Re del Calcio e King of Fighters

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  13. Una volta trovai SolarLord in edicola, e lo comprai attirato dalla qualità dei disegni... non ci capì una mazza e lascia perdere...
    Ci ho messo due minuti a capire la battuta sul demone che aggiusta le strade...XD

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  14. Super Shen, sempre piaciuto un sacco, anche per via di due bassisti carismatici della tempra del "Signore del Vuoto" e di "Lord Marte". E poi, mi affascinava quel mischiare un pò tutto (dai manga ai comics americani).

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  15. Complimenti Doc, gran bell'articolo! Ho scoperto Solar Lord in un'edicola in vacanza al mare, mi hanno colpito il dinamismo delle figure e il ritmo della narrazione....La battuta su Cinquì mi ha steso :D in seguito ho recuperato altre serie Jade...pensieri sparsi: in una copertina di 5a-6a Gen c'è un clone di Sean Connery e mi sono gasato tantissimo quando in KOF appare la squadra al completo dei Falchi Pellegrini di Metal Slug, troppo bello. Inoltre mi ha stupito vedere che esiste un'action figure tailandese di Scorpione Rosso - mappazz0ne-

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  16. Ciao Doc,
    In qualche scatolone a casa ho le serie complete di KOF 2000, KOF 2001 e KOF Zillion. Non so se lo facevano per tutte le serie, ma di KOF venivano fatte addirittura due copertine per lo stesso numero, una per edicola e l'altra per fumetteria.
    Al contrario di quanto leggevo sopra sui vari SF e altre, le trame dei KOF erano abbastanza imbarazzanti e solo un pretesto per far combattere i personaggi tra loro con tanto di sciorinamento di mosse speciali. Ma del resto c'erano 40 personaggi a numero e bisognava dare spazio a tutti.

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    1. Per tutte le serie di SF c'era la doppia copertina, una per la versione da edicola e una per quella da libreria.
      Le differenze nelle due copertine, oltre che per il soggetto, si vedono bene nella foto sopra. Quella da libreria aveva il numero del volume inserito in un simbolo blu/azzurro con scritto, non sempre, speciale libreria mentre in quella da edicola il simbolo era color rame/arancione. Anche al costina era diversa e dello stesso colore del simbolo: blu/azzurro edizione da libreria e rame/arancione per quella da edicola.
      Per i volumi di SF II, nella versione da libreria, c'era anche la sovraccopertina. Lo ricordo perché ero così impallinato che avendo un numero con e una senza mi comprai quello con la sovraccopertina.

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  17. In realtà manca un tassello. Una decina di anni fa la FreeBook pubblicò 2 numeri 1 di due nuove serie Honk Hong. DragonMan (dall'autore di Solar Lord, e in Solar Lord stesso citato) e Saint. Peccato che uscirono solo i numeri 1 appunto e poi la casa editrici fallì.
    Detto questo ho tanti bei ricordi, sopratutto di Solar Lord e Street Fighter III (il quale mancava 1 solo numero per finirlo). Super Gemini anche era molto bello.

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  18. Ho qualche numero in inglese di oriental heroes, i disegni sono fantastici, le mosse fighissime (ci sono anche tipo le x rays di mortal kombat in cui vedi le ossa rotte/incrinate). La trama non la ricordo bene ma ricordo che intratteva e l'azione non mancava. Da noi sono arrivate tante di quelle porcate..è un peccato che questi titoli non abbiano avuto fortuna. Ne sarebbero venuti fuori anche begli anime e videogames volendo..

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  19. A quei tempi ero nel pieno dell'adolescenza e delle fisse per i picchiaduro da sala giochi e consolle. Inizialmente snobbai SuperShen, per l'ovvio clima super-derivativo dei personaggi, ma la grafica era troppo colorata e d'impatto. Dopo qualche settimana di numeri sfogliati in edicola senza decidermi a comprarli, alla fine cedetti. Presi il numero 6 e riuscii a raccapezzarmi grazie al fortunato ritrovamento di alcune "raccolte" ( i resi da edicola ricopertinati che si usavano anche per i supereroi) con dentro i numeri precedenti. La storia iniziò a prendermi: mi affascinava il fatto che i due gemelli protagonisti del racconto finissero per vivere due vite opposte, uno come figlioccio dell'Imperatore (una specie di bel ragazzo a torso nudo stile Ryochi Ikegami ma con parruccone da metallaro biondo) l'altro vagabondo e pezzente (con faccino impertinente alla Goku) a cercar fortuna, che imparava da chiunque, sia Lord Marte sia il mascherato Signore del Vuoto. Mi affascinava che ogni maestro marziale era il re di un pezzo di mondo (tutti mini-regni benedetti o sfigati a seconda della latitudine e dell'inquinamento, con capi carismatici alla guida), che c'era questo senso di tragedia imminente per l'eventuale ritorno degli alieni e che i genitori dei protagonisti fossero due maestri di arti marziali in declino: la già citata Cinquì, una versione milf di Chun Li e il suo marito vagabondo, il misterioso Salvatore, che nei primi numeri andava in giro con cappello e impermeabile alla Humphrey Bogard. Poi c'era questa rivalità eterna tra Lord Marte e Signore del Vuoto, che spesso collaboravano insieme ma senza scordare mai di essere destinati a combattere tra loro in eterno per decidere chi è il migliore. Il Signore del Vuoto in particolare, in un tripudio di personaggi comunque derivativi era il più originale di tutti. Non toglieva mai la maschera, viveva appartato e compariva solo alla bisogna e possedeva arti marziali assurde che gli permettevano perfino di smaterializzarsi e ricomporsi dove voleva. La serie si divide in due tronconi principali: quella che arriva fino al torneo in cui vengono radunati tutti i protagonisti della serie fino a quel punto e quella che inizia dopo gli eventi del torneo, il quale viene interrotto bruscamente dall'arrivo di una NUOVA razza aliena, con un nuovo nemico che riorganizza nuovamente il mondo sotto il suo dominio e manda in disgrazia i protagonisti che dovranno poi rovesciarlo. Questa la ricordo come una delle parti più emozionanti della storia, perchè i due bambini protagonisti (Daygo e Wugì si chiamavano nell'edizione italiana) diventano grandicelli e sebbene il rosso Wugi sembri diventare il protagonista-eroe della vicenda, Wugi inizia ad aiutarlo comparendo perfino sotto mentite spoglie (un venditore di ramen, il mascherato OndaLuce che si vede anche nelle pagine postate dal DOC) e interpretando il ruolo dell'imprevedibile/misterioso (incarnando sia i tratti del marziale Lord Marte sia del Signore del Vuoto, entrambi suoi maestri). Verso la fine però ricordo che la storia inizia un po' a peggiorare, le trame si sbrogliano verso il finale ma i disegni peggiorano e sembrano più tirati via. Sono riuscito a seguirlo tutto perché a quei tempi lo ordinavo in fumetteria e sebbene la periodicità fosse anche lì arbitraria i numeri prima o poi in casella DOVEVANO arrivare e li leggevo con calma.

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  20. Poi provai anche a seguire Quinta Generazione, ma mi stancò perché nonostante inizalmente i disegni fossero pure più fighi di Supershen (ricordo lo scontro del primo numero tra Tigre e Monacomonopensiero, con nonno di Tigre che era il clone di Sean Connery in Mato Grosso) la storia dopo un po' iniziò ad abbandonare personaggi a cui mi ero affezionato per inquadrarne altri che non mi dicevano nulla, mi sembrava di perdere il senso della vicenda e nella sua struttura soap mi sembrava molto più confusionaria di Super Shen, che nel susseguirsi di personaggi aveva perlomeno il merito di tenere saldamente memoria delle caratterizzazioni. SOLAR LORD mi lasciò spiazzato inizialmente per il modo in cui mescolava supereroi e roba orientale. Nel giro di due numeri mi presentò un eroe della storia che però venne fatto FUORI dal cattivo ALLEATO con uno di quelli che dovevano essere gli alleati dell'eroe stesso. A quel punto scopriamo che l'eroe Thor (o per meglio dire "Zeus", l'essere a cui l'umano Thor era legato e che gli dava i poteri) aveva un fratello identico a lui, con gli stessi poteri ma con attitudine stronza e feroce. Il tizio cerca vendetta contro l'ex aiutante di Thor/Zeus, che nel frattempo però è diventato il governatore del mondo e si è creato tutto un esercito di supereroi-soldati-difensori dando ad alcuni umani la possibilità di trasformarsi nei demoni che accompagnavano il precedente nemico. E' qui che iniziano a comparire le "citazioni" della moto di Akira e il personaggio simil-Flash. Quest'ultimo, per come lo presentano all'inizio, pensai che fosse il nuovo eroe della storia invece diventò un semplice alleato. Poi a causa del diradarsi delle uscite persi di vista la vicenda, che comunque iniziò a sembrarmi sempre più "già vista", con il convergere di tutti i buoni verso una lotta contro un'antica divinità cosmica.

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  21. Un altro bel tuffo nel mare dei ricordi.
    Inutile negarlo: i manga tiravano, a quei tempi.
    E chi più, chi meno, alla Star Comics si accodarono tutti.
    E qui parliamo di gente specializzata nel fiutare le mode e andare a rimorchio.
    Poi si sa...magari le licenze migliori erano già tutte state acquisite. O costavano troppo.
    Immagino che i fumetti di Hong Kong costassero meno.
    Inizialmente li avevo snobbati, da fan duro e puro.
    Poi, complice la crisi di astinenza...mi sono fiondato pure su questi.
    E...mi hanno sorpreso, lo ammetto.
    Per certi versi erano notevoli.
    Certo, stile di disegno a parte (e Super Shen era l'esempio più clamoroso), saccheggiavano a mano bassa da manga, anime, film e pure videogames.
    Tipo Il Salvatore col suo completo giallo alla Dick Tracy. O il professor Sean, che era Sir Connery di Mato Grosso con la coda di cavallo...
    Però le storie e l'intreccio erano belli complessi, con decine di personaggi. E tutti ben caratterizzati.
    I disegni erano fantastici, specie le tavole a pagina intera.
    Forse le vignette di "raccordo" erano un pò incerte, ma ci stava.
    Anche le tecniche di combattimento, pur facendo il verso a Ken e Dragonball, erano un filino più sofisticati. Per l'assurdità di certi colpi ricordavano pure Jojo.
    Tipo il Signore del Vuoto. Aveva uno stile di combattimento PAZZESCO.
    Insomma, c'era mestiere e cognizione di causa. Non si limitavano a scopiazzare e basta.
    La cosa curiosa é che nei disegni sembravano manga, ma la struttura narrativa non era quella tipica degli shonen. Per via delle sotto - trame ricordava più i comics americani.
    Che poi, copiare...oggi non si scandalizzerebbe più nessuno.
    Li chiamerebbero CITAZIONI oppure AFFETTUOSI OMAGGI.
    E secondo me...non lo ammetteranno mai, ma questa roba ha ispirato un mucchio di autori contemporanei.
    Con NARUTO, ONE PIECE e MY HERO ACADEMIA stanno facendo la stessa cosa.
    Decine di personaggi e sotto - trame ( e spesso si perdono, é un pò questa la pecca), con il look spesso ricalcato da figure già esistenti.E nessuno si azzarda a dire che copiano.
    Lo faceva persino l'autore di Kenshin. Metà dei personaggi di quel manga erano copiati dagli X - MEN...
    Leggevo Super Shen, 5a Generazione, Il Re del Calcio (molto più simile ad Arrivano i Superboys tra polsi, gambe e costole spezzate da tiri imparabili che potevano pure UCCIDERE.E nell'ultimo numero compariva persino Cantona!), Solarlord e Street Fighter Alpha.
    Avevo cominciato pure SF III, ma poi non l'ho più trovato. Peccato.
    Un altro gran bel tuffo, comunque.
    Complimenti, Doc.
    Per caso...parlerai anche delle parodie di Ken?
    Tipo che so...OSUDO oppure KENSHEMO IL GUERRAIOLO?

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    1. Scusa, Doc.
      Per la cronaca...sono Redferne.
      Non so perché...ma oggi non mi mette il nome.

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    2. Ci avevo pensato. Il tema delle parodie anni 90 è interessante, ma un filo troppo dispersivo. Vedremo.

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  22. Ma secondo gli antristi più scafati ( e ovviamente il Doc), quali potrebbero essere i titoli "made in China" che non possono mancare in una raccolta di fumetti di respiro internazionale? Io personalmente ne ho letti troppo pochi e li ho trovati molto altalenanti quanto a trame e sviluppi. Per questo ogni consiglio è bene accetto indipendentemente dal genere.

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  23. I Manwha sono forse una delle poche cose che non ho letto in vita mia, però vedendo le tavole mi viene un dubbio, ma i chinatori non esistono in cina? Le chine sembrano più leggere di quelle di Milgrom (chinatore non disegnatore), non esistono quasi.
    Un altra cosa, parlando di Edifumetto o Ediperiodici, Doc, ma perchè non fai un bell'articolo su Zora, Lucifera, Belzeba e compagnia bella? :D

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  24. >Un altro bel tuffo nel mare dei ricordi.
    >Inutile negarlo: i manga tiravano, a quei tempi.
    >E chi più, chi meno, alla Star Comics si accodarono tutti.

    Non dimentichiamo però la Granata e Bernardi, sebbene la partenza dei Kappa e la successiva esperienza di Star Comics ci abbiano regalato uno step più deciso verso la scoperta del manga nella sua essenza, fuori dalle traduzioni americane che pubblicava Granata.

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    1. "Non dimentichiamo però la Granata..."

      E chi la dimentica? Se ne parlava nel post precedente (linkato in questo):
      https://docmanhattan.blogspot.com/2020/06/Primi-manga-in-Italia-Zero-Mangazine-Kappa-Magazine-anni-90.html

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  25. >Con NARUTO, ONE PIECE e MY HERO ACADEMIA stanno facendo la stessa cosa.
    >Decine di personaggi e sotto - trame ( e spesso si perdono, é un pò questa la pecca), con il look spesso >ricalcato da figure già esistenti.E nessuno si azzarda a dire che copiano.
    >Lo faceva persino l'autore di Kenshin. Metà dei personaggi di quel manga erano copiati dagli X - MEN...
    Però alla fine si tratta di una somiglianza estetica. Tutte le storie che hai citato hanno uno sviluppo abbastanza autonomo delle figure somiglianti... per dire, in Super Shen una delle citazioni più smaccate era un tizio (Raven) che era praticamente il Corvo di Brandon Lee (sembrava ricalcato) ma il suo ruolo nella storia era completamente diverso dalla storia a fumetti di O' Barr o dal celebre film.

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  26. Io avevo preso STIII e non aver una fine di quel fumetto è un gran dispiacere, mi piaceva un sacco.

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    1. Quindi SFIII non ha visto la fine in Italia? Chiedo perché ci sto facendo un pensierino per un eventuale recupero, all'epoca leggiucchiai qualcosa

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    2. No. Mancavano solo 3 numeri (1 italiano), ho un link dove si possono leggere TUTTI i fumetti della Jade Dinastry in lingua cinese. Da quel che ho capito, negli ultimi 3 capitoli, si scopre che Ryu è vivo, e che la serie continuava con street fighter IV

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  27. SFIII era sia incasinato, sia cupo. Iniziava in modo nerissino, con tutti i Fighter classici ridotti a mal partito. Ryu (vedovo inconsolabile di Chun Li presunta morta) che. passa al lato oscuro, Ken che perde moglie e figlio, Il comandante Vega torturato da Gill con tanto di risvolti cruenti, poi anche le storie personali di ciascuno ( Gill e Jagger per esempio) erano molto particolari. A un certo punto con tutti quei discorsi sull'energia di mille colori diversi mi sono perso completamente e non ci ho capito piu' nulla, mollandolo.@Doc: il pezzo della Granata e' fenomenale, io da ragazzo stravedevo per Grey, Horobi e Crying Freeman.

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  28. Madonna santa, che post sensazionale. Da ragazzino al mare comprai un pack contenente 3 numeri random della Jade, tra i quali il primo di Street Fighter III. Mi ricordo poi andare a ravanare nei cestoni in vimini alla ricerca dei numeri successivi. Alla fine riuscii a trovare fino al numero 6 e mi è sempre rimasta la curiosità. I disegni erano veramente belli e mi ricordo anche le traduzioni assurde che perculavamo con mio cugino facendoli diventare tormentoni estivi. Una cosa che mi ricordo erano i livelli di potenza, con il nemico della serie bloccato tra il livello blu e rosso e infatti era un capellone mezzo blu e mezzo rosso.

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    1. Gill, personaggio esistente nei videogiochi, è presente anche in street fighter V

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  29. Oh, ragazzi, mi avete fatto salire la curiosità. Specialmente per Super Shen, che mi sembra quello meno "incasinato" e più facile da seguire. Vado a recuperare quei 4-5 numeri che ho in libreria e vedo se ci capisco qualcosa :)

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  30. Che nostalgia, io sono uno degli "orfani" di street fighter 3, che si fermèò al numero 39, a 2-3 numeri dal finale. Quei fumetti all'epoca li trovai irresistibili, per il mix di disegni a colori, trame quasi senza freni inibitori e personaggi ntoi, ma ben rivisitati.
    A ben vedere, prima di George R.R. Martin, già qui c'era la tendenza a vedere morire personaggi anche interessanti a cuasa dei gusti truculenti dell'autore

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