Batman: The Animated Series. E poi la TV e noi non siamo stati più gli stessi

Batman the Animated Series recensione censure

È un discorso lungo e tortuoso quello sull'animazione USA che stai affrontando. Ma, abbiate fede, ha un senso. Probabilmente. Dopo Dungeons & Dragons e Gargoyles, oggi è la volta di Batman: The Animated Series. O Batman TAS. O da noi Batman e basta. Il cartone USA che nel '92 ha cambiato tutto, sfidando il network che lo mandava in onda, la censura e le regole. Questa è la sua e la nostra storia [...]


Tutto, come in tante storie nella Hollywoo di quei tempi, parte da Tim Burton. Perché senza il suo Batman (1989), senza il successo planetario di questa versione gotica dell'eroe di Gotham City e la mania che aveva scatenato in tutto il globo, l'eroe di Gotham sarebbe rimasto nell'immaginario collettivo il personaggio supercampy di Adam West, un arguto idiota con le sopracciglia disegnate sulla maschera e impegnato all'infinito nella scalata fintoverticale di un palazzo.

È solo perché ora, per tutti i terrestri degli anni Novanta, Batman è quello lì di Burton e Keaton, che Fox Kids dà il via libera al progetto. E Bruce Timm e gli altri riescono a infilare di tutto in un cartone che, come ricorda loro ogni trenta secondi il network, è per bambini. L'allineamento cosmico di fattori permette di far passare dei contenuti che prima non si sarebbero mai visti in un cartoon. Il resto è lotta di nervi e astuzia con i paletti della censura.

Ma a quello arriviamo tra un attimo. Prima di ogni altra cosa, c'è da parlare di Eric Randomski.


Magari sarà colpa del suo cognome, che evoca un certo senso di casualità, ma quando si parla di Batman: The Animated Series, tutti citano Bruce Timm, ma in pochi sembrano ricordarsi di Eric Randomski. Eppure a lui si deve tanto delle ragioni del successo di questa serie. Sono lui e Timm, in quanto autori della serie, a decidere per un tono da film noir, che mescoli le atmosfere dei due film di Burton ai cartoni di Superman degli anni 40 dei Fleischer Studios.

Ma è Randomski a dare forma a quelle idee, a inventarsi questa cosa dei background dipinti su cartoncini neri anziché bianchi, a plasmare una Gotham City a metà tra il noir e l'Art Déco, e perciò definita da chi lavora allo show come "Dark Deco". L'estetica, andando oltre Burton, era quella presa in prestito dal noir anni 40 e 50, con tanto di title card in bianco e nero o quasi a inizio episodio.

E questo non stonava con le note fantascientifiche come la tecnologia di Mister Freeze o le scene più colorate: su tutto campeggiava la mascella infinita di Batman e il suo volto composto da poche, essenziali linee calato nell'ombra, da cui spuntavano solo quegli occhietti bianchi della giustizia. E anche gli elementi più avveniristici, come una bellissima Batmobile superaerodinamica, quelli più moderni, come i computer, e quelli più retro, come la polizia volante a bordo dei dirigibili di pattuglia, si amalgamavano, piegandosi alla notte buia e intimamente vintage di Gotham. Il noir vinceva su tutto, specie nelle prime due stagioni.


Cifra stilistica e linguaggio grafico perfettamente sintetizzati dall'iconica sigla originale in appena un minuto di animazione, accompagnato solo dal tema, ricavato da quello di Danny Elfman del film, e da un contorno di fulmini alla Miller. Peccato che da noi è diventata una sigla di montaggio con la D'Avena lunga il doppio e un testo da zecchino d'oro.
"Non dice mai di no, fa sempre tutto quel che può". Amico di tutti, Batman, come mio cuggino.
Va in onda negli USA il 6 settembre del '92, il primo episodio di Batman: The Animated Series, in un colpo solo tenendo a battesimo quello che sarà in seguito noto come DC Animated Universe e cambiando il modo di intendere i cartoon sui supertipi. In Italia arriverà l'estate seguente.

La prima serie si chiude nel settembre del '93, dopo una corsa matta e disperatissima di 65 episodi (numero dettato dagli standard delle serie in syndication), realizzati affidandoli in outsourcing a studi di animazione sparsi per tutto il pianeta (comprese le giapponesi Sunrise e TMS), il che spiega perché alcune puntate sembrassero visivamente così diverse dalle altre. Nel corso della messa in onda della prima serie, gli ascolti vanno benone e Fox ordina altri venti episodi. È la seconda stagione, in onda tra il maggio '94 e il settembre '95, e dal quinto episodio in poi viene ribattezzata The Adventures of Batman & Robin. Non è un caso.

Il minutaggio di Robin nelle puntate aumenta sensibilmente e il ragazzo meraviglia appare in tutti gli episodi, perché i dirigenti della rete credono che la sua presenza sia necessaria per attirare l'attenzione dei bambini a casa. Bambini che stanno giocando con un qualche pupazzino di Turbojet Batman e che di Robin se ne fregano un'infiocchettatissima, ma vaglielo a spiegare.

Nel '97 arriverà dopo il cambio di rete la terza serie, Batman - Cavaliere della notte (The New Batman Adventures, o TNBA), ma di quella parleremo la prossima volta.


Invidia. Il primo sentimento che hai provato nel trovarti di fronte al cartone di Batman, nel '93, fu pura, semplice, potentissima invidia. Eri sbalordito per la piccola, grande meraviglia noir che ti scorreva davanti agli occhi, per questi personaggi calati in una Gotham fuori dal tempo, quanto e più di quella di Burton. Se eri invidioso era solo perché, da Marvel Zombie in fissa con il Ragno e nel pieno dell'amore cosmico per le avventure a fumetti della Casa delle Idee, ti seccava che in casa Marvel non ci fossero film e serie animate come quelli di Batman.

Sì, la stessa Fox Kids avrebbe mandato in onda nella terra del panino in quel medesimo autunno del '92 gli Insuperabili X-Men (X-Men: The Animated Series), sbarcati quaggiù nel '94. Un giorno, seguendo il filo, parleremo anche di loro. Ma non era la stessa cosa, perché, come si diceva la volta scorsa, niente era o sarebbe stato, nel suo contesto, come questo Batman.

Le storie scritte da Paul Dini e dagli altri sceneggiatori erano avvincenti, costruite come piccoli film. Film che per sette volte nella prima serie sono costretti a spalmarsi su due episodi, perché 20 minuti non bastano. Di quel team di sceneggiatori facevano parte del resto anche nomi storici del fumetto d'Oltreoceano come Len Wein. Il co-creatore di Wolverine (e Tempesta, Nightcrawler, Colosso, Swamp Thing...), nonché editor di Watchmen, a scriverti delle storie per il cartoon.

Mettici anche un Dennis O'Neil, un Gerry Conway, un Marv Wolfman, un Martin Pasko, un Joe R. Lansdale. In aggiunta a tutti quegli autori di talento che qui si sono fatti le ossa, trasformando quelle ossa in Emmy da mettere sul camino, come Michael Reaves, Alan Burnett e gli altri. Era scritta davvero bene, Batman: The Animated Series? Grazie, risponderebbe da Gotham il gigante Ciccio.


In genere buttar giù un elenco dei tuoi episodi preferiti di una serie così lunga non è semplice, ma in questo caso non ci metti nulla. Ti basta chiudere gli occhi e ricordare quelli più memorabili, visti e rivisti grazie a un metodico e pressoché infallibile (pressoché) sistema di registrazione su VHS delle puntate messo in piedi ai tempi, a scuola, con un altro amico fan dei tizi in tutina.

On Leather Wings, il primissimo episodio, era un punto di partenza perfetto e una dichiarazione d'intenti esplicita: qualunque cosa pensassero di ritrovarsi tra le mani i dirigenti Fox per sfruttare il traino del Batman di Burton, Timm, Randomski e lo sceneggiatore Mitch Brian (co-autore della bibbia della serie) confezionarono quello che era a tutti gli effetti un horror anni 40. Presentazione del mostro (Man-Bat), indagine, soluzione: c'è ovviamente un mad doctor che trama nell'ombra. Ah, e due tizi in camice che vogliono fare robe durante gli straordinari.


Heart of Ice (episodio 14), scritto da Paul Dini e diretto da Bruce Timm, ha vinto un Emmy ed è considerata universalmente una delle puntate più belle di TAS. Difficile pensare il contrario. Prendi un personaggio di serie Z di cui non frega niente a nessuno e ci costruisci sopra un delizioso, poetico dramma personale simboleggiato da quella metafora della palla di vetro con neve / carillon, giusto per tirare subito in ballo Orson Welles.

Il criminale che colpisce la GothCorp per vendicarsi nei confronti di chi lo ha fatto diventare così e ha condannato a morte sua moglie, interrompendone il sonno criogenico in cui era immersa in attesa di una cura. Il tizio similrobotico, il pezzo di ghiaccio solo apparentemente privo di emozioni, nasconde una tragedia privata con cui è facile empatizzare. Quando Batman scopre la storia, guardando un nastro del sistema di sicurezza, se ne esce con un "My god!". Sembra niente, ma è un miracolo - ricorda Timm - che nessuno se ne sia accorto. Era una delle tante cose che nel cartone di Batman lui e gli altri non potevano fare, ma facevano lo stesso.

Heart of Ice non è solo una delle più belle storie animate di Batman mai arrivate in TV; è, più in generale, una delle storie migliori del paladino di Gotham, in qualsiasi media. Discorso che in tanti estendono alla serie nella sua interezza e che, fatto salvo qualche episodio meno felice, ti trova anche moderatamente d'accordo. Non esiste, nella vita di Batman, un filotto di storie così dritte all'essenza del personaggio e fruibili a qualsiasi età.

Poi, certo, a togliere a Mr. Freeze quella dignità appena trovata ci avrebbero pensato Joel Schumacher e Schwarzenegger. In una suggestiva inversione di ruoli, la versione matura era quella trasmessa in TV per i bambini, la bambinata quella live action al cinema per tutti. Because anni 90, because the night.


Two-Face (episodi 10 e 11) insegna al mondo di Batman una lezione che verrà ripresa in seguito un po' ovunque, anche da Nolan nel suo Il cavaliere oscuro: ovvero che Due Facce funziona tanto più come villain se ti viene presentato in precedenza come uno dei buoni. Harvey Dent appare così come procuratore distrettuale nel primo episodio, e nel quinto è addirittura la vittima, avvelenato con un bacio dalla sua bella fidanzata.

Lei si chiama Pamela Isley, meglio nota come Poison Ivy, ed è quanto di più prossimo a Jessica Rabbit Timm possa immaginare per una serie che va su Fox Kids.


Le puntate sul Joker di Mark Hamill - ritrovatosi lì come supplente di Tim Curry, che si era beccato una bronchite al momento sbagliato - degne di menzione sono diverse. La giochi facile puntando sulla meravigliosa Joker's Favor (episodio 22). Non solo perché è la puntata di debutto di Harley Quinn, ma perché spiega come funziona quando un criminale ti tiene per le palle perché gli devi qualcosa. Sostituisci al Joker un mafioso qualsiasi, ed è uguale.

Da antologia anche The Man Who Killed Batman (episodio 51), storia di uno sgherro qualunque che crede di aver ucciso per sbaglio il Pipistrello. Regia di Timm, storia di Dini: e come ti sbagli. Ah, prego notare quanto sia meravigliosa l'immagine di Joker qui sopra: un clown con un trono da pagliaccio e due iene come cagnolini da tappeto, eppure è una scena tetra e inquietante come poche. Le due iene, per la cronaca, si chiamavano Bud e Lou, come Bud Abbott e Lou Costello.

Sì, Gianni e Pinotto.


The Demon's Quest (episodi 60 e 61) è una trasposizione molto fedele di due storici albi a fumetti di Batman, Daughter of the Demon (Batman #232, giugno 1971) e The Demon Lives Again (Batman #244, settembre 1972): Ra's al Ghul, sua figlia Talia innamorata di Batman, il Pozzo di Lazzaro, etc. La trasposizione è fedele perché a scrivere i due episodi è la stessa persona che aveva sceneggiato i succitati albi venti anni prima, il grande Dennis O'Neil.


Harley and Ivy (episodio 56) crea quella che diventerà una coppia fissa in tanti albi DC. La sexy Poison Ivy e Harley, scacciata dal Joker, mettono in piedi il loro primo di tanti tag-team criminali. Facendo incazzare Joker. L'alter ego svitato della dottoressa di Arkham, Harleen Frances Quinzel, viene in mente a Paul Dini dopo aver visto la bionda Arleen Sorkin vestita da pagliaccio in una sequenza onirica della soap Il tempo della nostra vita (Days of Our Lives).

Dini e quell'attrice si conoscono, sono coetanei e hanno fatto il college assieme, perciò lo sceneggiatore la coinvolge in Batman: Arleen Sorkin sarà la voce della sua Harleen / Harley Quinn.

Nel reparto Cose che sono riusciti a infilare nel cartone perché nessuno se n'è accorto, la scena in cui Harley e Ivy sono in auto e vengono affiancate da tre tamarri che provano a rimorchiarle. Uno indica alle ragazze, contrariate dai loro modi da buzzurri, le proprie chiappe, chiedendo se per caso intendono sculacciarli. Harley, naturalmente, li chiama maiali e fa esplodere la loro macchina con un colpo di bazooka.


Ma sotto il naso di chi controlla scivola ben altro, tanto più una volta che Fox non è più della partita. Nella puntata Beware the Creeper, della successiva Batman - Cavaliere della notte / The New Batman Adventures (come detto, argomento di un prossimo post), Harley emerge da una torta per Joker, tutta coperta di crema. E giocando a fare la Marilyn, chiede al suo amato se vuole un po' della sua, uh, torta: "Wanna try some of my pie?". Alla faccia del sexual innuendo. Sempre in TNBA, all'inizio del primo episodio, Holiday Knights, Harley e Ivy dividono una stanza d'albergo. Un'inquadratura mostra che c'è un unico letto in quella stanza, abbastanza stretto. Vuoi vedere che?

Harley non è peraltro l'unico personaggio originale creato per lo show che verrà ripreso nella continuity del DC Universe vero e proprio. Sorte toccata anche alla poliziotta Renee Montoya e al villain Lock-Up, il primo a fare il salto dal piccolo schermo alla carta (su Robin #24, 1996).


Almost Got'Im (episodio 46) è un'altra puntata che ti sta particolarmente a cuore. Bellissima ancora oggi, per la sua messa in scena: un tavolo da poker attorno al quale Joker, il Pinguino, Due Facce, Poison Ivy e Killer Croc raccontano ognuno quella volta in cui ce l'hanno quasi fatta a stendere il Pipistrello. Alla fine dell'episodio, Batman salva Catwoman, che sta per essere uccisa da Harley. I due finiscono su un tetto e la gatta gli fa un po' di fusa. Ma Batman plana via e tocca a Selina pronunciare l'Almost Got'Im del titolo. Cerchio chiuso, applausi. (E Batman minchione, ok).


Ti fermi qui, potresti andare avanti per un pezzo. Quello che ti chiedevi, guardando quegli episodi, ormai venticinque anni fa (ciao, vecchiezza) erano essenzialmente due cose. A) Perché un Bruce Wayne così, brillante, autorevole e sveglio anche in giacca e cravatta, nei fumetti si vedesse poco, in quanto travestimento di Batman (e non il contrario) teso a passare sempre da ricco babbeo. B) Come diavolo potessero trattare quei temi. Parlare tra le righe, ma neanche tanto in fondo, di sesso e violenza, gli argomenti NO-NO dell'animazione USA.

La risposta al secondo quesito, avrà compreso anche chi di Batman: The Animated Series e dei suoi dietro le quinte sapeva poco e nulla, è, si diceva,"superando in furbizia la Fox". Più scaltri della volpe.


Per esempio, le armi da fuoco. Vi siete mai chiesti perché negli X-Men, nei Gargoyles, e in tanti cartoni USA si vedessero solo dei fuciloni laser giganteschi alla Liefeld? Perché le armi non dovevano ricordare quelle vere, per evitare che un bambino prendesse spunto da quanto visto in TV e provasse a giocare con la pistola o il fucile del padre.

L'ambientazione noir dava una mano a risolvere il problema, perché pur in un paese come gli USA in cui le armi le peschi nelle patatine, mitragliatori Tommy Gun da gangster del Proibizionismo come quelli usati dal Joker e dai criminali di Gotham nel cartone, negli anni 90, se ne trovavano pochi in giro per casa. Allo stesso modo, si cercava di limitare l'uso dei cazzotti soppiantandoli con calci volanti o coprendo l'impatto con dei lampi di luce. Si faceva, insomma, tutto il possibile per raccontare comunque quelle storie, aggirando i limiti imposti allo show.

E quei limiti erano tanti.


In questa celebre illustrazione, Bruce Timm riassumeva scherzosamente i nove divieti tassativi da rispettare: armi comuni, alcol, fumo, droga, nudità, strangolamenti, religione, finestre infrante, bambini in pericolo. Ma la preoccupazione del network sulla possibile influenza sugli spettatori più giovani comportava tutta una serie di richieste di tagli e modifiche che andavano ben oltre questi nove tabù.

In questo interessante articolo su Dorkly, viene riportato anche lo stralcio di un libro sulla produzione di Batman: The Animated Series, in cui il team reagisce - tra il divertito e il contrariato - alle richieste di censura:


Dal guano di pipistrello alle ginocchiate non equivoche a un tricheco, passando per un chiaro tranello buttato lì solo a beneficio della censura (le iene che infilano la testa nel passeggino e divorano quello che c'è dentro), affinché magari chi se ne occupava non si accorgesse del resto.

Naturale che per questo motivo intere storie siano rimaste nella macchina da scrivere dei loro sceneggiatori. "The Gun Story" avrebbe dovuto raccontare della pistola che ha ucciso i coniugi Wayne. Nope. "Silent Knight" mostrare in modo casto la vita amorosa privata di Batman, in un episodio senza dialoghi. Ciao. E poi c'è la faccenda di Nocturna.


Questo sketch, sempre di Bruce Timm, accompagnava un soggetto proposto dallo sceneggiatore Alan Burnett. C'era però un problema con la storia della vampira Nocturna che succhia il sangue a Batman trasformandolo in un non-morto. Non tanto per la vampira sexy, quanto perché la faccenda era legata al sangue.


E dire che, nei fumetti da cui era stata pescata (qui in Batman #377, novembre 1984, di Doug Moench e Don Newton), Nocturna era solo un innocuo personaggio che circuiva Batman grazie al suo profumo, una droga usata dalla vampira per sballarsi, per farci un giro.

E ora le brutte notizie. L'edizione in raggioblù di Batman: The Animated Series, l'atteso remastered a 1080p della serie, è disponibile da qualche settimana in vari paesi, ma in quel "vari paesi" non è incluso il nostro.


Questo è il cofanetto USA, Batman The Complete Animated Series: costa 100 carte (maremmadigothamaiala) e include 12 blu-ray con tutti gli episodi delle tre stagioni, un disco bonus con un lungo documentario e i due film Batman: La maschera del Fantasma e Batman & Mr. Freeze: SubZero. Tutto a 1080p, nel 4:3 originale. Più il codice per scaricarseli in digitale, delle cartoline lenticolari e tre mini Funko Pop. In altri mercati come quello UK ne è uscito un cofanetto senza pupazzini a un prezzo più basso (59 sterline). Da noi ancora una cippa.

È un mondo profondamente ingiusto.


Prossima tappa di questo discorso sull'animazione USA a cui tanto deve il tuo e vostro immaginario, i due seguiti Batman - Cavaliere della notte / The New Batman Adventures e Batman of the Future / Batman Beyond. Restate sintonizzati, è la più grande cavalcata nei ricordi catodici della storia dell'Antro, e ci porterà lontano. Tipo.

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Commenti

  1. Ero già troppo grandicello per appassionarmi veramente (e l'orario della messa in onda non aiutava), ma si capì subito che questa serie era su un livello diverso. Proprio un altro pianeta.

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    1. Same here, peccato non essersela goduta

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    2. Io ero adulto, 28 anni circa, ma da fanatico batmaniano appeno potevo me la sono goduta, e come! VCR a paletta, e visioni notturne, soprattutto.

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  2. Bellissima serie TV, trasmessa su Italia1 (se non ricordo male) la domenica mattina. Ovviamente non sono riuscito a vederla con assiduità ma quando potevo era sempre una piacevole visione, alla stregua dei Gargoyles. Concordo esattamente con quello che dici in merito al fatto che i film post Burton mi avevano fatto inorridire per l'eccesso di Adam Westitudine instillata un pò ovunque e "buttamola in caciara" e disamorare del personaggio, mentre la serie animata riusciva a dargli lo spessore e l'autorevolezza che meritava tramite storie e ambientazione azzeccatissime.

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  3. Finalmente un post su questa serie, importante e influente come poche, con quella Gotham ucronica dove convivono gangster armati di Tommy Gun e videogiochi.
    Figlia di un periodo in cui finalmente in America si cominciava a realizzare che l'animazione televisiva poteva andare oltre lo spottone di 20 minuti, creò anche un modo di raccontare i supereroi che per anni sfornò ottime serie, fino all'apice costituito dal cartone della Justice League.

    Detto questo, alla tua lista di episodi consigliati (e ribadisco quanto detto dal Doc: Joker's Favor è un capolavoro) aggiungo anche Perchance To Dream, Robin's Reckoning e The Laughing Fish; quest'ultima è un'altra storia pescata dal Batman a fumetti degli anni '70 e mostra una delle "jokerate" al contempo più assurde e geniali che si siano mai viste, con un Mark Hamill da standing ovation.

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  4. Io però non me la bevo la storia della Arleen Sorkin. Per me Harley nasce anche (e soprattutto) dalla Prank di Corinne Boher nella serie tv di Flash.
    https://pbs.twimg.com/media/DBdXOV8XUAE0I6W.jpg

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    1. Mmmh, no. La Sorkin, in quella scena, aveva un vestito da clown a quadri giganti, in cui si alternavano rosso e blu. Sostituisci il nero al blu, aggiusta cappello e collarino e...

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  5. Non avendo molto da dire su questo articolo meraviglioso (a parte il fatto che gli amici di Cologno Monzese potrebbero avere a che fare con i problemi di distribuzione in Italia del raggioblù), aggiungo solo che il Gigante di Gotham Ciccio a rigor di pdflogica, dovrebbe rispondere "prego".

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    1. È un gigante pieno di sé, come tutti i calabresi di Asgard, Ciccio.

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  6. Credo che questa sia una delle tue migliori recensioni di sempre, si vede che c'è passione..All'epoca non riuscii a seguire che qualche puntata di Batman TAS, ma rimasi molto colpito dal tratto "vintage" e dalle atmosfere, da fan del Batman di Tim Burton i richiami erano evidenti (infatti la sigla Mediaset faceva proprio a cazzotti con le immagini su schermo). Ho recuperato la serie sul torrente qualche anno fa e mi trovo d'accordo con tutto quello che hai scritto, anche sui migliori episodi (sarebbe fantastico avere questo "best of" su ogni articolo relativo alle serie animate e non, è un ottimo modo per selezionare gli episodi da guardare se non si ha molto tempo), mi aveva anche molto colpito l'episodio di Clayface, decisamente drammatico . Sull'onda lunga di Batman TAS ho rivisto pure la successiva Superman TAS, apprezzabile pure quella ma una spanna dietro.. ne parlerai?

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    1. Avevo in mente di farla finire nel discorso, nel prossimo post. Ora vediamo.

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  7. Quando si dice iniziare bene la giornata.
    Finalmente ci siamo arrivati, aggiungerei pure.
    Una delle serie che ha marchiato a fuoco la mia adolescenza.
    Prima di questo non si era MAI VISTO NULLA DEL GENERE, almeno sulle tv italiane.
    E contiamo pure che era un periodo in cui si era orfani delle serie giapponesi, visto che erano sparite tutte quante dalla circolazione(sarebbero tornate solo qualche tempo dopo, anche sulle reti private, in seguito all'esplosione dei manga).
    Probabilmente e' stato anche questo a decretarne il successo, qui da noi.
    Con questo non tolgo nulla alla serie, che era di qualita' a dir poco eccelsa.
    Insomma...a quei tempi snobbavo qualunque cosa non fosse giapponese, quindi...per essermi piaciuta cosi' tanto, doveva avere qualcosa di SPECIALE.
    Un po' come Burnout, che adoro nonostante detesti i giochi di guida.
    E contiamo che LA MASCHERA DEL FANTASMA era MOLTO ma MOLTO MEGLIO di quella spazzatura di BATMAN FOREVER.
    E ti diro'...la sigla di Cristina D'Avena era meno peggio di tante altre, per una volta.
    Un cartone memorabile, davvero.
    Ho una domanda, Doc.
    Forse per Natale riesco ad accattarmi il Neo Geo Mini in versione giappo.
    Volevo sapere se c'era qualche problema relativo alla presa di corrente (piu' che altro per ricaricarlo) oppure funziona un normale cavo caricabatterie con attacco USB, tipo quello che uso per lo smartphone.
    Fammi sapere, se puoi.
    Sai com'e'...prima di spenderli, vorrei essere certo di non buttarli via.
    Grazie.

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    1. Ciao Red, volevo dirti che mi sono regalato il Pandora's Box 6s per Natale (visto che nessuno mi regala mai nulla) e nonostante lo abbia potuto solo provare per vedere che funzionasse, visto che devo trovare un posto affinché la creatura non lo elimini prima del previsto, devo dire che ne sono rimasto completamente soddisfatto. Migliaia di giochi dei "nostri" anni, certo non tutti dei capolavori, ma ho ritrovato delle perle che cercavo da anni e non riuscivo a reperire sui canali più tradizionali. Del Neo Geo ci sono parecchi titoli. Unica pecca gli stick ed i pulsanti che sono un pò cheap ma ho visto che si possono sostituire con prodotti più professionali come i Sanwa, senza dover essere ingegneri elettronici, mi sa che a breve farò anche un acquisto in tal senso. Dacci un'occhiata, costa meno del Neo Geo mini (io l'ho trovato su Amazon in offerta lampo a poco più di un centinaio di euro).

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    2. Nel Neo Geo Mini giapponese c'è il cavetto USB, ti basta un adattatore di corrente di quelli che trovi normalmente con i cellulari. Nessun problema per la differenza di voltaggio col Giappone, vai tranquillo.

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  8. ricordo ancora oggi con terrore la genesi di clayface in questa meravigliosa serie.

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    1. Idem, ho l'immagine stampata nella memoria nonostante fossi un marmocchio di 6/7 anni.

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  9. Forse i due tizi in camice che fanno cose nel crepuscolo sono una citazione di Arancia Meccanica. Dottore ed infermiera ritornano di corsa al letto di Alex DeLarge. Un mio amico paramedico mi disse al tempo che era cosa che capitava spesso di notte negli ospedali. Ivy ed Arlecchina che dividono un letto di albergo potrebbero essere una citazione della seconda versione a striscia di Topolino sosia di re Sorcio - liberamente ispirato al Prigioniero di Zenda - ed alla vignetta in cui Floyd Gottfredson piazza i pigiama di Topolino e Minni sui cuscini di un letto matrimoniale.
    Amo ancora oggi quel cartone ed ogni tanto mi rileggo i 37 numeri del mensile che Play Press dedicò al fumetto tratto dallo show di Timm e Dini e che poteva contare sul talento del compianto Mike Parobeck e di Burchett, Madan, Templeton to name a few.
    Sono in leggerissimo disaccordo col Doc perché trovo che cartone e fumetto derivato fossero uno dei pochi posti in cui Robin avesse un senso. Nelle Legends , nei mensili storici e nei lavori di Miller il fatto che uno spostato come Bats portasse seco tra i tetti di una metropoli pericolosissima un bimbo in costume colorato mi è sempre sembrata una polpetta difficile da masticare e digerire.
    Concordo invece sul fatto che il Bruce Wayne /Rock Hudson dei cartoni fosse autorevole, ma l'alter ego di Bats è davvero difficile da interpretare perché è davvero una maschera - come quel tizio perennemente con un cerino tra le labbra - che il Darkoso indossa, quando proprio non può farne a meno, perchè la cosa può aiutare la sua missione/guera che non arriverà mai ad una catarsi. I tentativi di dare a Bruce uno straccio di personalità in quegli anni - penso a Moench - non mi sembrano aver centrato l'obiettivo. Naturalmente tante zucche tante sentenze. Ciao.

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  10. Serie che ricordo benissimo, perchè stupenderrima! Rimasi folgorata per la diversità dello stile e dei temi affrontati, rispetto al resto delle serie USA dell'epoca. La puntata di Mr. Freeze è anche per me insuperabile, seguita poi dalla puntata del cappellaio matto (che mi fece pena ). Mi ricordo una puntata surreale (e inquietante) di un ventriloquo sfigato, dalla doppia personalità. La personalità malata e criminale prendeva vita attraverso il pupazzo a cui dava voce e movenze.

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    1. Si il Ventriloquio, esiste pure nei fumetti:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Ventriloquo_(personaggio)

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    2. Concordo col cappellaio matto! Mi lasciò un senso di inquietudine e profonda malinconia che riesco a evocare ancora oggi! Comunque a proposito di cose che oggi i bambini nemmeno si sognano, mi feci regalare da mia madre un puzzle in cui Catwoman teneva il pipistrello al lazo 😝

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  11. beh hai già detto tutto, serie fantastica per tutti i motivi che hai elencati e per molti altri, una serie dove più che batman i protagonisti veri sono i suoi nemici, molto umanizzati e pittoreschi e su tutti lui, l'unica vera nemesi di bataman, il joker, una delle migliori versioni del joker di sempre, fumetti compresi.....mi spiace Nolan ma il tuo pagliaccio non è degno manco di allacciargli le scarpe da clown.....


    concordo un po' coi listoni delle puntate più belle, ma io ricordo sempre con affetto una puntata particolare, snobbata dai più ma che a me è sempre piaciuta tanta, non ricordo il nome

    era quella tutta incentrata su un piccolo impiegato che ha avuto la sfortuna di fare un torto al joker, risparmiato vive il resto dei suoi giorni nel terrore fin quando il joker non lo chiama per usarlo in uno dei suoi soliti piani per uccidere il pipistrello, bello che alla fine riesce a rivalersi sul suo aguzzino, riuscendo in un'impresa mai riuscita a nessuno, far cagare addosso dalla paura il joker lol


    ci sarebbe da spendere qualche parola anche per il primo film "la maschera del fantasma", quando vedi la pubblicità in tv rimasci scioccato , un film d'animazione...tratto da una serie tv, per me era una cosa inconcepibile all'epoca....inutile dire quanto fosse bello il film, rivisto da poco tra l'altro :D

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    1. Ehr. L'episodio sul piccolo impiegato che descrivi è esattamente Joker's Favor, uno di quelli citati nel post ;)

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    2. La puntata dell'impiegato me la ricordo eccome, il jingle d'apertura è ancora uno dei miei earworm ricorrenti...

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    3. ops, scusa doc, non ho collegato che fossero la stessa puntata lol, forse ho letto distrattamente....tra l'altro non ricordavo fosse la prima apparizione di harley queen

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  12. Insieme alla serie animata di Spider-Man, ciò che mi ha fatto scoprire il mondo dei fumetti.
    Meravigliosa.
    E spero arrivi presto il cofanetto, che lo prendo subitissimo.

    P.s. parlerai anche della serie di Spider-Man, doc? Ovviamente intendo quella anni 90.

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    1. Sì, non so quando (il filo è ingarbugliato), ma sì.

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    2. Anche io adoro quella dell'uomo ragno, che vedevo su Solletico!
      Questa invece non la ricordo, probabile risalga all'epoca in cui non guardavo i canali Mediaset (non che ora...)
      All'epoca ero un devoto spettatore di Solletico e Disney Club, ho solo vaghi ricordi di Sailor Moon e poca altra roba delle reti di B

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  13. E' una serie che amo molto e quello stile Dark Deco è favoloso, nettamente più bello e azzeccato di quello di Burton, amalgamarlo con quella tecnologia da film di fantascienza anni 40 era geniale.
    Ricordo gli episodi con Man-Bat e Mr. Freeze. Mr. Freeze è un personaggio che mi è sempre piaciuto per tanti motivi tra cui appunto quello di pensare come sarebbe diventato se le cose fossero andate diversamente, l'amore che diventa rabbia e poi fredda pianificazione ed in fine la condizione fredda del suo corpo in diretto contatto causa/effetto alla freddezza dell'animo.
    Ricordo anche altre puntate che mi erano piaciute come quelle su Clayface o quella in cui c'è il clone robot di Batman.

    Bellissimo quel cofanetto, peccato che da noi nulla di fatto.

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  14. Grandissima serie... non ci si stanca mai di ripeterlo.

    Il cofanetto dei Blu Ray è un po' che lo seguo... non sono onestamente preoccupato di avere una versione in italiano, quindi magari per Natale.. o per il mio compleanno me lo regalo anche.

    Cheers

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  15. Sento.
    Vibrante.
    L'Ammmore.

    Permea tutto l'articolo, davvero difficile dire qualcosa di più a livello oggettivo.
    Pertanto la butto sul personale.
    1989, Batman di Burton. Visto, piaciuto, ma il barocchismo del nostro nella mia testa mal si sposa con le potenzialità dark del Batsy nuova versione (ok, diciamo che di tutto il baraccone la cosa che mi è rimasta più impressa, oltre alla Basinger e al solito immenso Nicholson, è stato il videoclip di Prince). Glisso.
    1992, scorgo in orari da famiglia felice lampi bianchi su sfondi neri. Parte la sigla della D'Avena. Sbuffo. Poi mi fermo a osservare.
    E parte un "machecca..."
    E poi niente, ho cercato di non perdermi una puntata (anche se purtroppo la programmazione del palinsesto non aiutava).
    Che stile, signori, che stile. Ma più rivisto in casa DC (o in altri cartoni di supertizi).
    E poi, confermo, Poison Ivy era tanta roba.

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  16. Solo amore per questa serie; io la vidi a spezzoni, ma c'è un episodio che ricordo ancora oggi, si intitolava, in italiano, "la materia di cui sono fatti i sogni" in cui Bats viene imprigionato dal Joker in una specie di vasca sensoriale, e vive un'esperienza semi onirica in cui si mescolano le sue paure, i suoi ricordi ed i suoi sogni.
    Una puntata stile "Matrix" senza intro o spiegazioni; tu, spettatore, ti trovavi davanti ad un Wayne/Batman che però aveva ancora i genitori, sposato con Selina e non capivi nulla di come si fosse arrivati a ciò..poi, man mano si arrivava alla soluzione e ricordo di aver pensato C@ZZ0 CHE FIG@TA!
    E me la ricordo come l'avessi vista ieri.
    Davvero iconica e visionaria come poche altre, soprattutto considerando da dove arrivava.

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    1. Sicuro che il nemico non fosse Hugo Strange?

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    2. @onirepap: onestamente potrei sbagliarmi sul cattivo, ma il tema dell'episodio e quale sia la rivelazione che permette a Bruce di uscirne mi colpirono molto.

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    3. Confermo, era il Cappellaio Matto; quell'episodio lo avevo citato io prima col suo titolo inglese ( Perchance To Dream).

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  17. Grande, grandissima serie. Per me che ero un grande fan di Superman fu una piacevole sorpresa trovare questo Batman molto lontano dall'Adam West degli anni 60 e per certi versi lontano anche dal Bats di Keaton. C'era l'atmosfera cupa, c'erano gli argomenti seri, ma ho sempre trovato il Batman di Burton quello con meno spessore (paradossalmente). Detto questo, ero innamorato di Catwoman e Poison Ivy...

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  18. Thanks, Doc.
    E anche a Daniele per la dritta su Pandora's Box. Che mi incuriosisce parecchio, ma dal punto di vista dello spazio a disposizione mi pare una bella bestia. Dopo non saprei dove metterla.
    Grazie davvero perche' tra Amazzonia e altri siti e' veramente difficile farsi un'opinione.
    Uno dice una cosa e un altro, la riga dopo, dice l'esatto contrario.
    Tipo Pandora's Box, appunto. Uno la esalta e l'altro ne dice peste e corna. Ma nemmeno uno che sappia darmi la dannata lista dei titoli.
    Vediamo un po' cosa mi riesce di prendere.
    Mi raccomando, Danie': occhio al piccolo (l'importante e' che non si faccia male, eh)!!

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    1. Sicuramente non è tascabile come il Neo Geo Mini e questo è il suo difetto principale!! Per la lista dei titoli te la posso girare direttamente, così ti fai un'idea, girami il tuo indirizzo mail.
      Per il piccolo è dura ma cerco di starci attento ;)

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  19. Come per i Gargoyle ero fuori target ma lo vedeva mio fratello e quindi un occhio lo davo anche io,ma molto superficiale,dopo il tuo post me li voglio vedere con occhio più critico,non sapevo che Harley Quinn fosse stata creata per questa serie. Peccato che i cofanetti con i bluray non sono per il nostro mercato,dannazione alla WWII e alle alleanze cannate... L'ho sempre detto che dovevamo metterci con gli inglesi

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  20. Capolavoro che, come reso bene dall'articolo, è un miracolo di equilibrismo.

    Questo è secondo me particolarmente apprezzabile nei personaggi. Secondo me molto più che nei film (e forse in buona parte dei fumetti) i personaggi ("buoni" o "cattivi") sono credibili e, appunto, si muovono su di una linea sottile.

    L'immagine citata nell'articolo è emblematica: Joker è inquietante ma buffo, mai troppo a lungo né l'uno, né l'altro.

    In effetti, forse in nessun'altro posto oltre a Gotham i suoi personaggi vivono nella zona "grigia". E in questa serie, ognuno trova la sua dignità, ragion d'essere.

    Forse non a caso, i personaggi che mi sono rimasti meno impressi sono quelli più sbilanciati da una parte o dall'altra, come Gordon.

    Piccolo aneddoto: era la serie preferita dei miei nipoti. Il tratto semplice mi ha permesso di ridisegnare (e in serie!) delle versioni dignitose dei personaggi, che poi venivano ritagliate ed utilizzate per mille avventure. Avevano pensato proprio a tutto! :)

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  21. Posso mettere l'indirizzo e-mail qui sopra, Doc?

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  22. Potrei scrivere fiumi di parole (scusare per la sanremiana citazione), ma preferisco usare un semplice aggettivo... Meraviglioso, doc e un post pieno di amore e rispetto per quella che fu semplicemente la pietra su cui l'animazione moderna ha fondato molte delle sue basi

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  23. Penso da noi ci siano seri problemi coi diritti per fare quel cofanetto, avendolo acquistato all'epoca mediasetta

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  24. Bellissimo pezzo doc, complimenti.
    Mi ricordo questa serie, anche se non mi piaceva molto lo stile di disegno, se riesco vedrò di recuperare i dvd in inglese, di sentirmi l'avena non c'ho voglia.

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  25. Doc, ma il progetto di riassumere/irridere gli episodi del Batman '66 è abbandonato? Chiedo, perché alcuni di quei post erano tra le cose più esilaranti che abbia mai letto.

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    1. Vero,mi associo,erano post meravigliosi,poi a quella serie assurda gli si vuole sempre bene

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  26. Che ricordi. Autentico capolavoro deturpato soltanto da una sigla al limite del risibile.

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    1. Forse col senno di poi sì, ma per chi come me aveva circa 9 anni era flippotrippissimo cantare "Ci piace Batman! Ci piace com'è!"

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    2. Io la odiavo ma col senno di poi, adesso mi fa un sangue che non ti dico.... me la, vabbè lasciamo stare che è meglio. 😂

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  27. Maledetta Cristina che falsata tutta l'atmosfera iniziale. Quanto l'ho nominata invano!

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    1. Cristina D'avena è il male, ci vorrebbe l'Esorcisti (feat. Maccio Capatonda) o l'Esorciccio per eliminarla radicalmente!

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    2. In linea di massima mi sento di dire che dovrei essere d'accordo con te, per tutta una serie di ragioni, alcune anche valide, eh, almeno in teoria. Ma niente. Non riesco a non amarla. Cristina, che mi hai fatto?!??

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  28. Beh ma se è uscita nel Regno Unito si può comunque ottenere con qualche magheggio, no?

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  29. Avevo circa sei anni quando è uscito. Questo lo ha reso per il sottoscritto un "cartone di Schrödinger" in quanto è stato a tutti gli effetti uno dei prodotti più importanti della mia infanzia ma allo stesso tempo non posso proprio dire di aver compreso le tematiche e la maturità che l'ha resa una serie tanto importante. Potrebbe rivelarsi interessante riguardarla con occhio maturo sperando che il quarto di secolo di anzianità non si faccia sentire.

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  30. Anche la serie a fumetti tratta dal cartone è ottima. Secondo me è quello stile grafico quasi caricaturale ma serio e fuori dal tempo che fa trovare la quadratura perfetta al Cavaliere Oscuro. Perché se è indubbiamente vero che troppo humor azzoppa le storie di Batman, anche troppo realismo è spesso rischioso.

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  31. Ricordo un episodio in cui Batman, probabilmente sotto effetto di un'allucinazione dello spaventapasseri, vede i suoi genitori camminare su dei binari per poi entrare in un tunnel, che successivamente si solleva da terra e altro non era che la canna di un revolver gigante, che poi fa fuoco. Fortina come scena

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  32. La serie mi ha sempre sorpreso per il suo essere così fuori dagli schemi censori, oltre che per essere (agli occhi di me bambino) vagamente inquietante. L'ho rivista recentemente (compresa la terza serie, quella con il character design nuovo), e ho sguignazzato non poco alla proposta della Queen "Don't you want to rev up your Harley" :D

    La puntata sull'attrice "bambina", il cappellaio, e ovviamente Freeze. Erano pochi i cattivi che erano cattivi "tanto per". Non tifavo per loro, ma riuscivano ad essere empatici. Grande, grandissima serie!

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  33. Ero piccolo, parliamo di elementari, ma ricordo distintamente quanto forse distante da tutti gli altri cartoni. Mi attirava e allo stesso tempo mi disturbava proprio nei suoi momenti meno per bimbi.
    Ricordo molto poco nel dettaglio, ma su tutte spicca storia di Clayface.
    NETFLIX facce il mircaolo!

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    1. Io li vedo via Amazon prime, ma vivo in Irlanda.

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    2. temo merdaset abbia ancora i diritti qui da noi :-(

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    3. Strano, i diritti non dovrebbero essere eterni, almeno una passata in TV la dovrebbero fare.

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  34. io ricordo la puntata in cui uno scienziato pazzo voleva trasformare Selina in una compagna per la sua pantera umanizzata...c'erano delle scene di lotta girate benissimo, e la poesia "Tigre, tigre, che ardi luminosa nella foresta della notte...". Poi, come già fatto da altri, rammento la serie a fumetti tratta dal cartone. In particolare 1) Joker che rapisce Gordon e lo tortura in diretta televisiva con una amzza da baseball, e si gira con un ghigno, stanco e sudato, verso la telecamera (mi metteva i brividi, davvero). 2) Un episodio in cui Langstrom confessa la dipendenza che gli dà l'essere Man-Bat. "Avere la forza di dieci uomini, poter volare liberi nella notte!" 3) Mad Love.

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    1. Tyger, Tyger (episodio 42), con il Dr. Emile Dorian.

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    2. Già. Da quella volta cominciai a chiedermi se come traduzione di "Burning bright" fosse preferibile "che ardi luminosa", come in quest'episodio, oppure "bruciante di luce", come lessi in...vabbé, davvero devo dirti dove l'ho letto?

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  35. Eh bhe, questa è una tra le serie che porto più nel cuore

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  36. Facessero un kickstarter per pubblicare il cofanetto anche in Italia... se qualcuno organizza mi presto a tenere i conti gratis o quasi.

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  37. Alcune di queste puntate sono da antologia e da storia della televisione, una a parer mio mastodontica è Attenti al Fantasma Grigio, il fatto che in uno show del genere abbiano mostrato che un personaggio come Batman avesse un'ossessione ai limiti del disturbo mentale per un eroe della tv è incredibile, se a uno venisse chiesto di fare uno show sul Pipistrello non penserebbe mai ad un episodio del genere, eppure funziona magnificamente.
    In originale il Fantasma Grigio è doppiato da Adam West, il ciò dimostra la cura e il cuore che gli sceneggiatori e registi mettevano nel progetto.

    Ne parlò molto bene pure il Nostalgia Critic nella sua Top 11 dei migliori episodi di Batman, quasi quasi la posto.https://youtu.be/xwTRQxrYGKs

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  38. Eh, Batman TAS. Non l'ho vista tutta, ma nei primi tempi non ne perdevo un episodio, e devo averla seguita all'epoca della prima messa in onda, ore 16:00 su Italia 1 se non erro, in BimBumBam.
    Belle storie, personaggi intriganti... Il disegno è un po' stilizzato, ma in compenso c'è dell'animazione di buona qualità, senza movimenti scattosi (es: le Turtles) o sequenze riciclate (es: Filmation).

    Avevo poi una mia abitudine durante la visione. Fin dal primo episodio, avendo capito che non si trattava di una serie infantile, staccavo il volume durante la sigla e - tanto per essere sicuri - cambiavo canale fino all'inizio dell'episodio. Perché ok Cristina D'Avena per Bambino Pinocchio, i Puffi etc. ma per Batman no, cortesemente. E poi quelle sigle animate con il collage del disagio, basta grazie.

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  39. Una serie, un mito che rivoluzionato il modo di pensare ai supereroi nei fumetti e nei cartoon, con uno stile diametralmente opposto a quello che Image aveva imposto sul mercato.

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  40. sono patito di Landsdale c'è qualche episodio particolarmente interessante scritto da lui?

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    1. Lansdale ha sceneggiato tre episodi della serie. Il più notevole è sicuramente Perchance to Dream (ep. 30), citato da più antristi nei commenti. Sue le sceneggiature anche delle puntate 64 e 78.

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  41. Serie meravigliosa. Adoravo tutto, a cominciare dall'ambientazione e dal design. Una delle migliori americane di sempre.

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  42. Bellissima serie, malgrado la sigla che a distanza di decenni ricordo ancora quasi a memoria, sig.

    Altri due episodi memorabili sono Trial, dove Batman viene accusato praticamente di mobbing nei confronti dei supercattivi, con il sempreverde "Bats, li hai creati tu", e Baby Doll, un episodio incentrato su una ex attrice bambina prodigio affetta da ipoplasia, praticamente un misto tra Il mio amico Arnold e Che fine ha fatto Baby Jane?

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  43. Bellissimo, ho tutto lo scibile animato di Batman ma questa rimane forse una delle cose più belle mai create EVER sul pipistrello, volevo tantissimo il cofanetto ma l'audio italiano mancante mi ferma, perché lo trovo anche doppiato divinamente, the pain train never stop.


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  44. Tornando al cartone...e' proprio vero: certi cattivi, specie quelli minori, Erano figure davvero tragiche.
    Non dico che arrivavi a provare compassione, ma...quasi.
    Quelle di Clayface (specie la seconda) e Mr. Freeze su tutte.
    Ma in genere quasi tutte le puntate erano dei piccoli capolavori.
    Ricordo quelle dello Spaventapasseri, ad esempio. Oppure le origini di Robin, dove nella prima parte il gangster responsabile della morte dei genitori di Dick Grayson appare feroce e senza scrupoli, mentre nella seconda...e' ridotto a una larva umana, mezzo impazzito per il terrore.
    Un contrasto grandioso, a dir poco.
    E Due Facce? Nella prima parte, quando Dent viene sottoposto a ipnosi, e rivela il suo lato malvagio...scoppia una saetta e sulla meta' in ombra del suo volto appaiono per un istante i lineamenti mostruosi...
    Dei tocchi di genio.
    Uno di quei cartoni che riescono nel miracolo di riuscire a dir poco perfetti, e per intero.
    Dove potresti pescare una puntata a caso e godertela, senza il rischio di annoiarti o rimanere deluso.
    Non ne esistono tanti, di cartoni cosi'.
    Sapere di Lansdale e' stata una sorpresa. Ma col senno di poi, spiega tante cose. Ecco come ha fatto a realizzare il romanzo di Batman (che mi e' piaciuto parecchio, tra l'altro).
    Era in linea con questa serie, anche se li' c'era anche sangue e splatter...
    E finalmente un Bruce Wayne efficace quanto la sua controparte mascherata.
    Ma quello che si vede in questa serie e' un Batman a tempo pieno: quando non combatte, e' sempre nella batcaverna a indagare o trafficare.
    C'e' pochissimo spazio per il Bruce Wayne mondano, qui. Ed e' un bene.
    Quando appare, e' schivo e riservato. Al punto di apparire un po' snob.
    Hai ragione, Doc. In fin dei conti il cartone, per questo e altri aspetti, e' proprio figlio dei due Batman di Burton.
    Ok, li' aveva un po' calcato la mano, specie con Wayne. Che li' appariva come uno squinternato. Ma se quest'ultimo esistesse per davvero...sarebbe cosi'.
    Voglio dire...a voi sembrerebbe normale uno che va in giro a notte fonda mascherato come a Carnevale a pestare i delinquenti?
    Ok, da appassionato di fumetti direi SI.
    Da persona normale direi NO. DECISAMENTE NO.
    Avrebbe le sue attenuanti, visto quel che gli e' capitato. Ma di sicuro gli sarebbe mancata qualche rotella. Anzi...sarebbe MATTO DA LEGARE.
    La cosa che non ho perdonato, dei due successivi film di Soccmacher...e' proprio di averli resi TROPPO TELEVISIVI.
    Il primo, madornale errore e' stato proprio quello di recuperare il Bruce Wayne del telefilm.
    E cioe' MA CHISSENE SE I MIEI SONO SCHIATTATI! SONO PIENO DI SOLDI FINO ALLE ORECCHIE, E POSSO FARE QUELLO CHE MI PARE!!
    Vale a dire un riccastro playboy viziato e annoiato che combatteva il crimine perche' non aveva altro di meglio da fare. E non sapeva come sperperare il suo denaro.

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  45. "E' rapidissimo, è furbissimo, è giustissimo!" e intanto a schermo scorrevano le immagini del Cavaliere Oscuro, mimetizzato nel buio non fosse che per quegli occhi bianchi e aguzzi da villanzone. C'era un che di straniante...
    Ero un po' grandicello al'epoca, avevo i compiti da fare a quell'ora, per cui l'ho visto con poca assiduità, ma ragazzi, che stile!
    Ero in fissa con i giapponesi e schifavo gli americani, perchè da un lato ai disegni c'era gente da nulla come Shingo Araki, Osamu Dezaki o Hayao Miyazaki, mentre dall'altro avevamo pezzi da 90 come i character designer del dinosauro Denver o gli Street Sharks, capolavori senza tempo del "Ma che diavolo sto guardando?!"
    E poi è arrivato questo Batman, che trasformava in eleganza quella semplicità di tratto che giocoforza si deve mettere in un cartone, perchè sennò hai voglia ad animare tutti i dettagli che hai infilato nel disegno.
    Ricordo le musiche dark ed epiche come nei film di Burton e certe sequenze con Bats che si lancia dai grattacieli con delle prospettive ardite... Devo recuperarlo.

    Infine lasciatemi spezzare un braccio (cit.) in favore del Batman di Schumacher. Sono andato all'epoca a vedere Batman e Robin in un cinema di periferia, con amici casinisti che ridevano e lanciavano pop-corn ("Ma guarda questo!! E' troppo anni '60!!!"): il proiezionista ha sbagliato clamorosamente tutto e ha messo prima il secondo tempo, poi il primo ma fuori fuoco, poi ha cambiato la lente in corsa ma le immagini erano tutte larghe e schiacciate... Credo di non essermi mai divertito tanto in un cinema :D

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  46. Oh, beh...visto cosi' ha avuto il suo perche', senza dubbio.
    Ma credo non sia dipeso dal film, purtroppo.
    Beh...vi invidio, ragazzi. Almeno vi siete fatti due risate.
    Io mi ricordo che, da reduce dei primi due di Burton, ero uscito dal cine con le pelotas che mi giravano di brutto. E la sensazione di aver letteralmente buttato i soldi.
    E considerando che da regazzino non e' che me ne girassero molti, in tasca...e se poi aggiungiamo che era il film che aspettavo da mesi...'nzomma, non e' stato per niente bello.
    Figurati che gli ho preferito di gran lunga DREDD con Stallone, che era uscito piu' o meno nello stesso periodo.
    Il che e' tutto dire...

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    1. Condivido in pieno, era veramente da alzarsi stile Fantozzi (anzi Fantocci) ed esclamare a pieni polmoni "Questo film è una caxxta pazzesca!!". Veramente delusione a livello massimo, tanto da farmi apprezzare, come te, altre pellicole che non erano dei capolavori ma almeno avevano un pò di senso in più. In ogni caso il Dredd con Karl Urban è invece fatto molto bene, imho. Per la mail se metti mio nome e cognome su google dovresti trovare il mio blog. Scrivimi lì così ti posso rispondere. Ciao

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    2. @Redferne: Beh, ovviamente il merito per aver reso questo film un ricordo prezioso della mia adolescenza va per il 50% alla mia cumpa di debosciati casinari e per il restante 50% al geniale proiezionista, cui va tutta la mia gratitudine per aver trasformato la visione in una performance di arte contemporanea esistenzialista. Per quanto riguarda invece Schumacher... Sorvoliamo, và.

      Dredd con Stallone, invece, filmone! Magari non da Oscar ma perfetto per serata divano da Italia 1 Action. Ci hanno provato perfino a mettere la roba dei ricordi artificiali alla "Atto di forza", più di così... :D

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  47. Me lo ricordo benissimo! Mi piaceva tanto, insieme ai Gargoyles lo guardavo sempre.
    Della sigla mi ricordo "È rapidissimo, è furbissimo, è giustissimo. Combatte con lealtà, con caparbietà,
    con abilità. E corre, corre Batman." Zecchino d'oro, proprio.

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  48. “Non potei, non volli, non potei, non volli, non potei unirmi alle danze“

    applausi. sipario.

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  49. Ero fuori target all'epoca e non lo guardai. Ora mi avete messo tutti una voglia matta di spararmi tutta la serie. Se non lo trovo tutto in italiano pongo fine a i miei giorni con una cassata intera. Qualcuno se sono uscite che all'epoca, ho ancora due vcr funzionanti. È vero che è uscito un film animato? Se ne sa qualcosa?

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  50. Intendevo vhs originali in italiano

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  51. Di questa purtroppo ricordo davvero poco, sarà per l'età. Però con questo post mi hai messo una curiosità e voglia di vederlo assurda, ora cerco di recuperarlo. Per i più esperti: è disponibile su qualche Netflix o simili? Se c'è la guardo al volo!

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  52. Questa si che e una serie mitica, altro che ",The Brave and the bold" di qualche annetto fa...

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  53. Thanks, Danie'.
    Alla prima occasione ci vado e te la invio.
    X capuleius:
    Guarda, Dredd al cinema era piaciuto molto pure a me.
    L'ho trovato divertente, e non mi ha fatto rimpiangere i soldi del biglietto.
    Tutto il contrario di Batman Forever.
    Anche se l'ho rivisto tempo fa in tv ed e' invecchiato veramente malissimo.
    Una scena simile alla tua l'ho vissuta per CRYING FREEMAN.
    Altro filmaccio decisamente trascurabile. Eravamo andati a vederlo giusto perche' era tratto dal manga di Ikegami.
    E pensare che dicevano che avrebbe dovuto farlo Tom Cruise, addirittura...
    See, come no. Come quando per il film di Ken il Guerriero dicevano che lo avrebbe interpretato Stallone, mentre Schwarzie avrebbe fatto Raoul...
    E invece ripiegarono nientemeno che su Marc Dacascos (OH, MY GOD...).
    Talmente palloso che a un certo punto iniziarono a volare battutacce e commenti scemi di ogni tipo.
    Gran risate, comunque. E contiamo che era fine Agosto, e il cinema era deserto. Quindi, nessuno ebbe niente da ridire.
    Va poi a capire perche' disprezzassi cosi' tanto il film di Batman...
    Forse era solo una questione di aspettative. O forse...perche' e' stata la prima porcheria che mi sono beccato nel corso della mia carriera di spettatore.
    Da quella volta ho capito che anche se c'e' di mezzo Hollywoo (senza la D!), anche se ci sono di mezzo i fantastiliardi, e anche se si tratta di un personaggio che conosci e apprezzi...puo' esserci la possibilita' che venga fuori un film BRUTTO.

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    1. Fustigatemi in piazza mentre sono inginocchiato sui ceci ma devo dire che CRYING FREEMAN non mi era dispiaciuto. Lo so che Marc Cacascos è un attore mediocre per usare un eufemismo (tra l'altro se non sbaglio ora fa parte del casti di Agents of P.I.P.P.E.) ma l'atmosfera che permea la pellicola non era malvagia, così come la storia, ho visto di molto peggio!
      Comunque rilancio con un buon Stallone d'annata (o dannata, fate voi), la Vendetta di Carter, visto al cinema con mio solito amico con cui condividevamo passione per film d'azione. Di una noia mortale ma avevamo fatto amicizia con delle tipe che erano lì per sbaglio (!) e la pellicola ne ha molto guadagnato.

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    2. Sono d'accordo,crying Freeman è un film valido. Anche perché non era facilissimo rendere le atmosfere del manga (invero piuttosto complicato quanto a caratterizzazione dei personaggi); difatti a voler essere pignoli anche la serie animata non è particolarmente ben riuscita. Quindi il film è perdonabile

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    3. Anch'io avevo abbastanza apprezzato Crying Freeman, anche se l'ho visto in DVD parecchi anni dopo l'uscita e dopo aver letto il manga, per cui il tutto era aggravato dall'effetto "vediamo com'è invecchiato" e dal paragone con l'opera originale.
      Pur non essendo nulla di memorabile l'ho trovato onesto nel trattare l'argomento senza snaturare troppo l'atmosfera e rispettando abbastanza i personaggi.
      Giocoforza qualche semplificazione pesante è stata fatta per stare nelle 2 ore, soprattutto nell'evoluzione del protagonista da vittima costretta ad uccidere a capo di un'organizzazione criminale che abbraccia consapevolmente questa vita, ma da un certo punto di vista il film ne ha guadagnato in compattezza e ha limato qualche momento un po' WTF del manga (esempio 1: perchè diamine continui a piangere quando ammazzi uno, se ormai sei peggio di Totò Riina? Non sarà un tantino ipocrita?; esempio 2: va bene lui, che è stato ipnotizzato, condizionato psicologicamente, addestrato per anni, ecc, ma sua moglie passa da timida fanciulla per bene a boss della malavita senza dire bà...; esempio 3: il film chiude la vicenda con un climax e finale scolastico finché vuoi, ma che mette un punto alla vicenda: il "finale aperto" del manga non è un finale aperto, è proprio una troncatura in un punto a caso per lasciarsi la possibilità in futuro di aggiungere episodi)

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  54. Molto bravo anche Balzarotti a distinguere le due personalità, senza fare la voce scherzona!

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  55. Questa è una serie splendida da tutti i punti di vista. Ricordo in particolare, oltre agli episodi già citati che "What is reality" mi è piaciuto molto per le soluzioni visive e "Appointment in Crime Alley" per l'atmosfera hard-boiled.

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  56. Che cosa hai tirato fuori Doc, mi hai fatto tornare giovane! Ricordo con piacere questa serie anche se probabilmente non avevo notato tutte le cose che tu hai elencato.
    Da sottolineare una sigla veramente grandiosa, un gruppo power metal l'ha anche coverizzata, dimmi solo se posso mettere il link!

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