Gargoyles - Il risveglio degli eroi: la più bella serie animata degli X-Men (senza gli X-Men)

Gargoyles - Il risveglio degli eroi recensione

Perché Gargoyles - Il risveglio degli eroi era un cartone così dannatamente meraviglioso, e con ogni probabilità il secondo più bello in assoluto nel campo dei super-eroi dopo quello del musone di Gotham? E cosa è andato storto, dopo le prime due stagioni, per sfociare nell'orribile terza serie? [...]


Il titolo di questo post avrebbe parlato semplicemente della "più bella serie animata sui super-eroi" e punto, se non ci fosse stato il Batman (Batman: The Animated Series) di Bruce Timm e soci. Ma senza Batman TAS, Gargoyles non sarebbe a sua volta mai esistito.

È proprio il successo delle sgambate televisive in quel delizioso stile da film noir del paladino di Gotham a convincere Disney a far partire questo progetto. Cambiandogli vestito in corsa, proprio come fanno i supertizi.

Avrebbe dovuto essere infatti una serie Disney come le altre, Gargoyles, dal tono molto leggero e tutta giocata su personaggi buffi e battute, ma mutò rapidamente pelle. Questa storia di un gruppo di gargoyle che si risvegliano a New York dopo una pennica durata mille anni assunse un mood decisamente più dark e la trama si fece molto più stratificata, chiamando in causa temi classici dei super-eroi anni 90, la storia medievale scozzese... e - in continuazione - lo Shakespeare di Macbeth, Otello e Sogno di una notte di mezza estate.


Avrebbe dovuto essere un nuovo I Gummi, ma siccome su Fox Kids andava forte il Batman tetro con un perenne contorno di fulmini sui tetti, diventò invece un Hill Street giorno e notte, ma più che altro notte, pieno di cyborg, cloni, personaggi ispirati a Iago e Desdemona, Avalon e vigilanti tamarri da fumetto Image di allora. Una meraviglia.

Non eri decisamente più un rEgazzino quando Gargoyles - Il risveglio degli eroi debuttò, un sabato pomeriggio qualunque, un sabato italiano, nel Disney Club di Rai 1. Era il '96, stavi per scollinare nei venti, e questa serie che aveva debuttato negli USA due anni prima era una delle pochissime robe animate USA non comiche che seguivi.
Scimmiato com'eri dall'invasione di super-eroi con i capelli lunghi, gli artigli e gli occhi bianchi e luminosi dell'epoca, non poteva essere altrimenti.

E pure qui c'erano occhi bianchi e luminosi, artigli e capelli lunghi, del resto. Gargoyles era a tutti gli effetti una trasposizione animata delle storie anni 90 degli X-Men o di una qualsiasi delle altre testate mutanti o dei loro cloni targati Image.

Un party di eroi temuti dagli umani, che lottano la neverending battle per il bene, affrontando villanzoni corazzati, loro controparti malandrine, viaggi nel tempo, gruppi paramilitari armati di fuciloni laser da 135 chili. Sembrava di dover veder spuntare ogni volta Cable o Sinistro, e alla fine è quello che succedeva.



C'era, ovviamente, anche la soap, come in ogni opera influenzata dallo zio Bill e dalla TV USA che si rispetti. E già questo, la tensione amorosa che scorreva sotto la pelle degli episodi, tra una gang di cacciatori o cyborg killer e l'altra, faceva molto poco Disney.

Tra Golia (Goliath) e la bella poliziotta Elisa detective del NYPD ce n'è (e infatti ce ne sarà), ma la ex del leader dei Gargoyle, la rossa Demona, è diventata nel frattempo una villanzona, e se ne va in giro per metà della serie con fucili giganti alla Liefeld pure lei. Da "oscuro angelo della notte", frase da piccioncini con cui l'eroe delle caramelle la chiamava nella Scozia del 994, a tenace rompicoglioni. Come non ti cambiano le cose un millino tondo di anni più tardi.

Certo, ti facevano un po' ridere quelle manuzzelle sulle punta delle ali e questo fatto che, tranne Golia, gli altri fossero così pezzenti da non averci un nome, e perciò se ne son presi uno da mappa di NY: Hudson, Brooklyn, Lexington, Broadway, Bronx. Manco fossero i figli di un calciatore.


Il tuo personaggio preferito della cumpa non era però Golia, ma proprio Bronx, il cagnolone gargoyle, l'unico senza ali e parola. Perché cos'altro era, Bronx, se non una versione dark di Lockjaw degli Inumani? Super-eroi, si diceva, super-eroi ovunque,


tra gang etnicamente assortite di delinquenti metropolitani da fermare strappando a mani nude il tetto di un vagone della metro (e accendendo gli anabbaglianti)


e le macchinazioni dell'ambiguo David Xanatos, che in un mondo popolato da clan di queste antiche creature se ne crea uno robotico, lo Steel Clan, da guidare in prima persona intabarrato in un esoscheletro personalizzato con un tocco di rosso alla Char Aznable.

Villain assai particolare, Xanatos, animato com'è più da interesse per i Gargoyles che da rancore, e per questo affascinante. Una nemesi che si allea con i buoni, li sfrutta e tiene nel ripostiglio dei rimpiazzi robotici, hai visto mai. L'unica ragione per cui gli si perdona, via, il codino zarro da Fiorello al Karaoke.

Parlare di lui ci porta a sua moglie Fox, la quale, a sua volta, è al centro di una roba ancor più da super-eroi anni 90 all'interno della serie:


The Pack, il Branco. Un supergruppo a tema canide messo in piedi, anche un po' a membro di canide, dal solito Xanatos e trasformato in un format televisivo di successo (Il Branco a caccia / The Thrill of the Hunt, stagione 1 episodio 6).



Fox, Hyena, Wolf, Jackal e Dingo. A buttarci in mezzo un Ripclaw o un Warblade qualsiasi, dopo avergli rifilato un nome da battaglia canino, tipo, boh, Il Fennec e Attialupu, nessuno se ne sarebbe accorto.


Ma c'erano anche i fratelli Canmore (La luna del cacciatore / Hunter's Moon, finale della seconda stagione) e, beh, c'era tutto il resto, a cominciare dal clone corazzato Thailog (Goliath al contrario. In italiano era perciò Ailog) e dalla sua banda di cloni dai nomi toponomastici californiani.



Burbank, il clone di Hudson; Brentwood, versione blu e malvagia di Lexington; Malibu, il Brooklyn con la croce di ferro al braccio; Hollywood, l'energumeno alla Broadway. E poi c'era Delilah, che per non farsi mancare nulla era frutto di un frullato di DNA di Demona ed Elisa.

E sì, Thailog era in combutta con Demona pure lui. Erano tutti in combutta con Demona. Potere della minna evidenziata dalla canotta monospalla, ma che ne sai.


E potresti andare avanti per mezz'ora a citare personaggi, come Thaurus e gli altri Nuovi Olimpici (ciao, Re Kirby), ma ti fermi a Talon, il fratello di Elisa trasformato in un mutato dal Dr. Sevarius, genetista alla Sinistro/Sciacallo con un nome da produttore di zoccoli ortopedici. Derek Maza diventa così un uomo pantera alato e leader del clan del Labirinto che vive in mezzo ai senzatetto. Sì, come i Morlock della Marvel.

La prima stagione di Gargoyles copre 13 episodi, ben 12 dei quali sono scritti da una coppia di autori, allora marito e moglie: Michael Reaves e Brynne Chandler Reaves. La seconda, in particolare, ha firmato diversi episodi dei Masters, della contemporanea Spider-Man: The Animated Series e di Batman TAS, per la quale ha ricevuto una nomination all'Emmy ed è diventa la donna più pagata a Hollywoo nel campo dell'animazione negli anni 90. Hai detto fischiett.


Al tema super-eroico e alle gag da comic relief affidate in genere al Trio (Brooklyn, Lexington e Broadway) si affiancano inevitabilmente anche dei pistolotti morali, ma pure su questi si riflette il tono della serie e la sua impostazione. Vuoi parlare del pericolo costituito negli USA dalla libera e ridicola circolazione di armi da fuoco, metti? Fai quasi ammazzare per sbaglio uno dei protagonisti, che ci vuole.

In Una vita sospesa / Deadly Force (stagione 1, episodio 8), Broadway si intrufola in un cinema per guardare un clone di Per qualche dollaro in più. Poi va a casa di Elisa, giocherella con la sua pistola d'ordinanza e lascia partire accidentalmente un colpo.


Un rapido cambio d'inquadratura e la padrona di casa e love interest del protagonista della serie è a terra in un lago di sangue. La cosa più apprezzabile è proprio lo stacco netto, il passaggio brusco tra l'allegro cazzeggio di Broadway e il dramma. Ché - il senso è fin troppo esplicito - è un attimo che ci scappa il quasi-morto quando maneggi robe pensate per uccidere qualcuno.
I guai sono figli sempre dell'allegria sbagliata, diceva tua nonna. In genere aggiungendo qualcosa che finiva in opataturc.
Un'altra delle caratteristiche inusuali di Gargoyles era proprio la struttura delle serie, ricca di sottotrame, che giustificavano talora un breve recap iniziale, e di storie multiepisodio. La prima, Il Risveglio, si puppa da sola, con le sue cinque puntate, quasi metà della prima stagione.

Nella lunghissima seconda stagione (52 episodi), scritta da un team di sceneggiatori molto più nutrito, le storie multiepisodio sono diverse e l'intero arco centrale si snoda su un unico tema, il viaggio in giro per il globo di Golia, Elisa, Angela e Bronx, chiamato dai fan Avalon World Tour.


Parigi, Londra, Praga, la Nigeria, l'Egitto, l'Olanda, il Guatemala, il Tibet... facendo comunella con i gargoyles del posto, per una partita a carte alla pro loco. E una sosta all'autogrill di Loch Ness non vuoi mettercela? Ma infatti, pare brutto.

Nel maggio del '96 la seconda stagione di Gargoyles si chiude con la citata saga in tre parti La luna del cacciatore. E per molti, alla fine quasi tutti, si chiude lì anche l'avventura di Golia e compagni di merende di pietra. Perché quello che arriva dopo è, nella grande tradizione dei cartoni sminchiati dopo qualche stagione di grandi successi, una bestia molto diversa.


Disney cancella lo show nel '96, ma la ABC lo raccatta dal secchio, lo ribattezza Gargoyles - The Goliath Chronicles e lo schiaffa al sabato mattina (le prime due stagioni erano andate in onda anche negli USA di pomeriggio). Il team di autori è quasi completamente diverso, anche se alcuni degli scrittori della serie precedente (come Cary Bates) sono ancora a bordo.

Ne saltano fuori solo 13 nuove puntate, diverse tanto nei contenuti - si mena il torrone senza soluzioni di continuità sul tema dell'accettazione di tutti i gargoyle da parte del pianeta, ora che il mondo sa di Golia e gli altri - quanto nel tono.
The Goliath Chronicles è a tutti gli effetti il PK Frittole di Gargoyles, maldestro scivolone fuori dal seminato, tanto che non viene considerato canon dai fan.
E tanto che Greg Weisman, produttore delle prime due stagioni e autore della trama del primo episodio di The Goliath Chronicles, anni dopo realizzerà un seguito a fumetti per Slave Labor Graphics che ignora gli eventi della terza serie, riprendendo dalla fine della seconda.


Risultato: un perplesso Golia, nonostante la sua avventura nel mondo dell'animazione, dopo due anni e mezzo e 78 episodi, si chiuda con questo benedetto beneplacito degli umani, e volemose bene e siamo tutti figli di questo pianeta pure se noi c'abbiamo mille anni in più e diventiamo di coccio non solo quando ci fa comodo.


Il vecchio guercio Hudson avrebbe cambiato subito canale. Mettendo probabilmente su Colpo Grosso.

Ma lasciando da parte questa coda a tutti gli effetti posticcia, le prime due stagioni di Gargoyles rappresentano un qualcosa di unico nel panorama televisivo anni 90. A parte un po' di animazioni ogni tanto approssimative, Gargoyles è invecchiata anche abbastanza bene e si lascia guardare ancora oggi, perché l'ambientazione notturna e i villain tetri aiutano, limitando le botte di colore da cartoon dei 90s.
Certo, non è stilosa come Batman TAS, perché sostanzialmente nulla lo è, 
ma se quella è una delle migliori trasposizioni in generale di Batman, Gargoyles è per tanti versi la serie definitiva sul mondo dei super-eroi anni 90 in generale, sintesi animata e frullatone divertente di temi, facce e situazioni che a quel mondo appartengono e - ai tempi in cui ancora sopravvivono ostinatamente le basette alla Beverly Hills - lo caratterizzano. Molto più di tante serie tratte direttamente dai fumetti di tizi in tutina.

E sì, la prossima tappa di questo discorso, che segue un percorso logico tutto suo e partito qualche giorno fa dal D&D a cartoni, non può che essere il Pipistrello innamorato del cinema anni 50. Ne parliamo presto, restate come il tonno. 


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Commenti

  1. "Attialupu". Ribaltato XD

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  2. Questo cartone lo ricordo bene anche se non lo seguivo perché anche io fuori target però lo guardava mio fratello e io di riflesso vedevo qualcosa. Ricordo che con mio fratello si sostenevo che Elisa fosse pheega.
    Poi ricordo anche che lui avevi i pupazzetti

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  3. Questa serie era in effetti bella, peccato me ne sia reso conto ad anni di distanza.
    MA perché non se ne parla mai tra nostalgici dei cartoni di una volta?
    Perché si osanna senza sosta Hokuto no Ken che é stato strapazzato nella sua trasposizione animata fin da subito e questo non lo si sente mai?
    Il Branco pi piaceva un sacco, e David Xanatos é forse uno degli antagonisti più complessi prodotti dagli USA (oltre ad avere un nome da psicofarmaco).
    Unica nota negativa per me é lo stile di disegno, anche se l'ho trovato più gradevole qui che in altre serie dell'epoca.

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  4. Segnalo anche Batman Brave and the Bold. Mi rendo conto che il Bats sorridente che combatte di giorno e per nulla autoironico quando si cala nei panni del mentore di Blue Beetle o Plastic Man non è affascinante come quello della famosa serie dei primi anni novanta, ma riesce a mixare il tratto di Dick Sprang e Jack Kirby e riesce a far convivere il non-così-tanto-Dark Koso con Kamandi, Jonah Hex e Scooby-Doo.

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    1. A Me Brave and the Bold piaceva molto, al punto che ne ho comprato pure il giochillo per Wii. Ma era frutto di un citazionismo diverso e consapevole, del frullatone pop forsennato degli ultimi dieci anni.

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    2. Io ho qualcuno dei volumetti colle storie che Mamma DC ha tratto dal serial. Alcune sono disegnate da Andy Suriano - Samurai Jack ed il Disney Topolino che gira oggi nei canali seicento di SKY - e dall'eclettico Carlo Barberi.

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  5. Serie mai troppo idolatrata.
    In quest'epoca di remastered, reboot, remake, reepescaggi dal mondo degli anni '90, sogno da tempo un'edizione rimaneggiata in HD con tutte le migliorie possibili alle diavolerie moderne. Ma mi pare che sia, nonostante tutto, rimasto un capolavoro di nicchia, quindi bisognerà accontentarsi della versione in DVD, che alla faccia del capolavoro di nicchia su Amazon viene comunque 50 euro per le prime due stagioni. Alimorté.

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  6. Serie molto bella ma non al livello di Batman, concordo. La terza serie credo di non averla proprio vista. Ricordo però che la facevano sempre a degli orari non troppo comodi per me e quindi non sono mai riuscito a seguirla come si deve. Mi colpi molto quando i componenti del Branco, ad eccezione di uno, divennero tutti cyborg.

    Parlando di Batman a me era piaciuto tanto anche Batman Beyond. Avevi parlato del film con il Joker in un vecchio post. Gli stessi autori fecero anche una serie con protagonista un droide che poteva prendere le sembianze di altre persone ma non sono mai riuscito a recuperarla.

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  7. Post stupendo, i Gargoyles sono stati davvero un caposaldo nell'animazione degli anni '90 che influenzò anche le serie successive (tipo Rowsell Cospiracy), forse il must del tamarro supereoistico: i cannoni laser nascosti a scomparsi negli avambracci, gli assurdi impianti cyborg di Iena e sciacallo, Lupo in versione mutante con l'ascia vichinga posseduta da un fantasma e il mitico bazooka sparatorte :)

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  8. La puntata sulle armi me la ricordo come se fosse ieri, rimasi pietrificato sia dalla scena sopra descritta, sia dalla confessione finale di Broadway.

    Avevo 6 anni. Adoravo questa serie <3

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    1. Totalmente OT: Doc non vedo l'ora di sapere la tua su "La ballata di Buster Scruggs" che è uscito su Netflix la settimana scorsa e l'ho visto già 3 volte

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    2. giusto! la ballata di buster scruggs mi è piaciuto molto! cinema raro... e anche a me piacerebbe un parere del doc

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    3. È in lista (Coen Bros ftw), spero di riuscire a vederlo presto.

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  9. Mi piacerebbe rivederla adesso per vedere se per me regge ancora bene come vent'anni fa (opporcapaletta so' vent'anni). Se il nuovo servizio streaming della Disney porta pure questa robetta (e magari pure Darkwing Duck) mi abbono più veloce della luce.

    Comunque c'era la sigla che era qualcosa di bellissimo e mi gasava tantissimo ogni volta... "Era il tempo delle tenebre, era il tempo della paura, era il tempo dei Gargoyles!". Me la sto risentendo di sottofondo mentre scrivo questo commento e la voce di Alessandro Rossi mi piace ancora una cifra.

    Non vedo l'ora di leggere il post su Batman TAS, altra serie megagalattica del periodo.

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  10. Grazie Doc. Credo di avere citato i Gargoyles una volta su due in ogni commento che ho fatto, e questo post è un vero regalo di compleanno! (compio gli anni il 30 nov) ...Nel crepuscolo degli anni90, a metà sabato pomeriggio (a sua volta crepuscolo della settimana) correvo a casa dall'oratorio per vedere la puntata, e poi finita la puntata ritornavo all'oratorio a finire la partita a magic o di limonare (vedi mai che).
    Non una sola puntata buttata a membro di Bronx, non una sola battuta che non fosse sensata nel contesto della trama (sia orizzontale che verticale) e del significato della puntata. Disegni non sempre eccezionali, ma l'atmosfera urban-fantasy-cyberpunk c'era sempre. Una delle poche serie che riesce ad unire magia e tecnologia senza farle stonare insieme, imho. Due stagioni curatissime (a partire dalla sigla, che non era la solita sigla!), bene che si siano fermati. Le rividi a metà anni duemila, quasi quasi sarebbe ora di un ripasso.
    Grazie doc - il confronto con gli Xmen (i miei unici supertizi preferiti) è molto interessante, e non scontato.

    PS: Ho chiamato grimorum arcanorum I, II, III ecc... tutti i miei devices. Mi sembrava il nome giusto. Un abbraccio, e sono nel vuoto.

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  11. Dimenticavo. In una delle prime punte, se non erro, chiedono a Golia perché lui ha un nome e gli altri no. Lui spiega che aveva a che fare con gli umani quindi per relazionarsi gli avevano dato un nome mentre gli altri non parlando spesso con gli umano non ne avevano il bisogno. Spiegazione discutibile.

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    1. Non è esattamente così. Viene spiegato che è proprio un fatto culturale, quello dei Gargoyle, non avere nomi. Non perché non parlano con gli umani, ma perché non sono umani e non ne condividono tutti gli usi. Come i lupi o alcune razze aliene. Goliath faceva eccezione perché, questo sì, frequentava il Castello Wyvern e gliene avevano dato uno gli umani. È Elisa a spiegare ai Gargoyle che tutto deve avere un nome e quelli se li sono presi dai luoghi di New York.

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    2. Avevo glissato sulla storia che per motivi culturali non usano nomi ma è così.
      Certe volte finisco per fare il pdf e mi freno.

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  12. Doc a questo punto parliamo de "Gli insuperabili X-Men", a mio dire miglior serie animata del decennio in questione (con buona pace di Batman TAS, ma sono pronto a spiegare il perché). Su Gargoyles i complimenti non sono mai troppi anche perché lo standard del genere era " Biker mice da Marte o gli Street Shark..."

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    1. Seguiamo il filo (contorto) del ragionamento, come avrebbe detto Mike ai tempi di Bis, e prima o poi ci arriviamo.

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  13. mamma mia cosa non era Gargoyles, mi ricordo ancora, quando fece capolino sui rai uno (o era rai due?) nel pomeriggio dei bambini, arrivò così dal nulla, un fulmine a ciel sereno, una serie disney matura, violenta e con una trama da fuori di testa.....tutto il casino con le linee temporali, il gruppo di mercenari che si fanno gli upgrade, i vari intrighi .....ogni volta che ci ripenso mi viene il magone

    sogno da tempo di riguardarmelo, ma in italia non lo replicano da nessuna parte e non esiste nel dvd ne bluray, dovrei prendere la versione americana, ma vorrei anche la traccia italiana uffi

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  14. Bellissima serie... ho ancora le VHS con le prime due stagioni faticosamente registrate da Mamma Rai (con cambi di orario, ripetizioni, spostamenti vari) e prima o poi recupero il cofanetto in versione moderna che dovrebbe essere anche uscito.

    Nota di merito alla versione italiana che con la voce del grande Riccardo Rossi per Golia gli dava quel non so che in più che non guasta mai.

    cheers

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  15. Quanti bei ricordi! Batman TAS era uno dei prodotti che più seguivo in quegli anni (aiutato anche dalla trasmissione quotidiana) ma Gargoyles mi aveva coinvolto in tutta un'altra maniera. Ricordo che rimasi colpito da un'immagine sul Tv Sorrisi e Canzoni di un Golia aggressivo come non mai aggrappato con gli artigli su un grattacielo che dominava una NY incorniciata dai lampi. Fu una sorpresa scoprire che quel badass dall'aspetto così tosto fosse l'eroe e non il malvagio. Fortunatamente Xanatos copriva molto meglio il ruolo tanto da arrivare ad affezionarmici. Menzione d'onore per le fighissime pose che si sparava Golia alle prime luci dell'alba.

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  16. Bella serie, anche se credo di non averla vista tutta. Tipo io ho in mente un finale che credo coincida con la fine della seconda serie e da quello che leggo, forse meglio così.

    Trovavo stilosissima la soluzione delle ali che diventavano mantello. Molto pratica!

    Mi piaceva molto Xanatos, perché, come le versioni che io apprezzo di più di Lex Luthor, non era solo un pazzo criminale senza costrutto. Ha le sue logiche e motivazioni e l'armatura Gargoyles aveva il suo perché.

    In effetti, prodotto molto più maturo di quanto non ci si aspetti, ricordo infatti che piaceva più a me che ai miei nipotini, un po' spaventati da alcuni personaggi.

    Interessante che ne esista una versione a fumetti. Ho letto adesso che ha vinto anche un premio come "miglior fumetto". Non poco! Mi sembra però che non esista in italia, peccato.

    La serie di Batman è sicuramente la mia preferita del genere e quindi sono contento se ne parli presto. Forse il miglior Bats possibile, su grande e piccolo schermo? Forse.

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  17. E' vero.
    Neanche io ero piu' un regazzino, al'epoca.
    E infatti l'ho seguita a sprazzi.
    E molto probabilmente non ho visto neanche tutte le puntate.
    Pero'...resta una delle migliori serie di quel periodo.
    Atmosfera dark, con momenti di tensione ed horror davvero genuini, storia bella complessa con varie sottotrame che si sviluppavano nel corso degli episodi (in puro stile X - Men: e infatti se saltavi una puntata rischiavi di non capirci piu' nulla), e personaggi caratterizzati alla grande.
    Anche i cattivi. A partire da Leona che era davvero spietata, feroce e vendicativa. Con Xanatos come perfetto contraltare.
    Un villain sullo stile di Ras'Al Ghoul (spero si scriva cosi') sempre dietro a ordire macchinazioni di ogni sorta. E con l'odiosissima tendenza ad effettuare rappresaglie trasversali colpendo amici, affetti, parenti.
    Come il fratello della co - protagonista, trasformato in mostro. Col carognone che era pure li' a fingersi dispiaciuto. Roba da prenderlo a cinquine fortissime.
    Un cartone dove spesso i buoni, in cambio di una vittoria momentanea, perdono moltissimo. E' forse e' piu' quello che sono costretti a sacrificare e a vedersi portare via, che quello che riescono a ottenere dopo ogni scontro.
    Bello, bello, bello.
    E come ogni produzione fuori dai canoni Disney che si rispetti...ho sempre avuto il fortissimo sospetto che la casa di Topolino digerisse piuttosto male questa serie. Ma, visto che aveva successo, non ha potuto fare a meno di mandarla avanti.
    E adesso fanno di tutto per non parlarne piu'.
    Si vociferava pure del film, diretto addirittura da Roland Emmerich...ma poi e' finito tutto nell'oblio.
    Se poi si accettano suggerimenti...
    Oltre a LA SERIE di Batman e a quella degli X - Men, vorrei citare anche quelle di Bucky O' Hare e di Cadillacs and Dinosaurs.

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    1. anche io avevo colto la somiglianza tra Xanatos e Ra's al Ghul (si scrive così), in particolar modo quando il primo chiamava "detective" Elisa, con la stessa intonazione che usava Ra's per Bruce.

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  18. Ma che Leona...DEMONA.
    Scusate, raga. Mi sa che vi sto per lasciare, di questo passo.
    No, e' colpa del raffreddore. Sono semi - rimmeenkionito (ok, tolgo il SEMI).

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  19. Bellissima serie che, con la parte "avalon" si sminchia completamente purtroppo :(

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  20. Senza dubbio una delle recensioni più attese dalla deboscia antristica.
    Ero in pieno target all'epoca ed amavo la serie, ancora oggi mi viene utile nelle discussioni, sul web o in IRL con chi sostiene che, signora mia, i cartoni dopo gli anni 80 facessero tutti cacare.

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  21. In un commento si dice che non sia mai stata troppo considerata come serie, ma sul web viene praticamente e universalmente riconosciuta come la miglior serie animata Disney al punto tale da possedere un seguito considerevole ancora oggi.
    Proprio "mai considerata" non mi pare.

    Io, invece, ce l'ho in lista da un po', prima o poi la vedrò.

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  22. Scusate l'argomento molto triste, ma quando ho visto gargoyles non ho resistito. Registravo questa serie per un cuginetto che ne andava matto e che non stava tanto bene. Di li a non molti anni un maledetto tumore se lo è portato via. Ciao Pallino, ci manchi. Scusate di nuovo.

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  23. Scritto già da altre parti, era uno dei motivi (oltre al fatto che fossi un misantropo scontroso e asociale) che mi spingeva a passare i pomeriggi del sabato a casa a guardare la TV, piuttosto che uscire con i compagni di scuola per andare al cinema... Per fortuna mi sono perso la terza serie e ho potuto godere di quando fosse all'apice.

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  24. Splendido. Squisitamente notturno, malinconico, mai scontato. Prodotto unico nel suo genere. In più un fotogramma su quattro meriterebbe di essere incorniciato e appeso, formato gigante. Ora... voglia di rivederlo!

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  25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  26. Mi ha sempre sorpreso che, quando si parla di Gargoyles, nessuno citi ciò che è, evidentemente, l'ispirazione primaria: Highlander. Scozia medioevale e New York contemporanea che s’intrecciano in un andirivieni di flashback che rivelano la storia man mano, creando suspense, mistero e colpi di scena a gogò.
    Però è sacrosanto anche il paragone con gli X-Men. Gargoyles è stata la prima serie (insieme -forse- a X-Files) a portare in tv la struttura “ad archi narrativi” tipica dei fumetti supereroistici: ogni episodio è un’avventura autoconclusiva, ma al tempo stesso è rigidamente collegato agli altri in modo da formare un ordine cronologico (o continuity) e quindi un’unica, grande storia.
    Una lezione mutuata principalmente dagli X-Men gestione Claremont: azione accompagnata da sottotrame romantico-psicologiche (senza scadere nell’effetto soap-opera), personaggi il cui passato viene svelato da appositi flashback messi al momento giusto, e intrighi la cui soluzione solleva automaticamente nuovi interrogativi.
    Un modo di architettare storie che sarebbe poi diventato lo standard non solo per il fumetto statunitense, ma anche per le serie tv di oggi (Buffy e Lost in primis, ma ormai vale un po’ per tutte).
    Una grande epopea con un’infinità di sottotrame e personaggi secondari (ma nessuno superfluo), un puzzle complicato ma dove ogni pezzo s’incastra perfettamente, un rompicapo che richiede attenzione, ma che non delude, perché ci si ritrova di fronte a uno dei migliori esempi di sceneggiatura seriale in cui potevamo incappare.

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  27. Gran bella serie, come hai giustamente sottolineato insieme a Batman TAS rullavano abbestia.

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