Star Rats di Leo Ortolani, Preacher, Shin Mazinger Zero e il Capitan Harlock gianfransuà

Star Rats di Leo Ortolani, Preacher, Shin Mazinger Zero e il Capitan Harlock

Ma una botta di Microletture, così, di lunedì, passerò tutta l'estate qui, compresi i lunedì, tanto l'estate è finita? Oggi parliamo della conclusione di Star Rats del buon Leo, della nuova edizione di Preacher, della nuova serie francese dedicata a Harlock, di Dylan Dog (in realtà di Groucho), dei Mazinger e di un po' di altre cosucce. Andiamo? Andiamo [...]

Star Rats 1 Panini

STAR RATS 1-6

Editore: Panini
Pagine: una trentina a numero
Quanto costa: 3 cad.
Dove si compra: Fumetteria, Amazon
Presidentesse: 5

Sei riuscito a leggere Star Rats, la nuova miniserie di Leo Ortolani legata all'ultima trilogia di Star Wars, solo qualche giorno fa. Non avendo trovato il primo numero in edicola - di quanto sia difficile, delicato e triste il discorso edicole oggi parla lo stesso Leo in un editoriale in calce al primo numero - ti eri rassegnato a recuperare il tutto a bocce (la terza A!) ferme. E così è stato: hai trovato il tutto nella tua fumetteria e te lo sei letto in un un'unica soluzione.

Com'è? È che, come sempre avviene per le parodie di Leo, non è una semplice parodia degli eventi di Episodio VII-IX, anche se da lì si parte. È una storia che si riannoda a quanto raccontato nelle precedenti avventure di Star Rats, il lato oscuro dell'Oroscopo e una certa maschera, che chiude gli eventi di questa sottosaga partita nell'ormai lontano 1999. E, nel farlo, si ricollega quindi anche all'epopea di Rat-Man e dei suoi personaggi, al suo autore, alla vita editoriale ("Chiuderà con il numero 100") di quello che è stato, è e sarà il fumetto comico più importante degli ultimi trent'anni. 

Ma nostalgia a parte, fa ridere questo nuovo Star Rats? Eccome. Il primo numero, per dire, è tutto giocato sulle gag con gli anziani, e come ti fa ridere il Leo quando si parla di anziani nessuno (quella scena della tombola ti ha fatto ribaltare). Sarà perché stai diventando anziano pure te? Mah. 

Poi sì, sai che alcuni hanno trovato indigesto il formato, ma credi che di questi tempi 3 euro per trenta pagine inedite non siano poi male. Non per queste pagine. Non con quello che ti propongono altrove per la stessa cifra. E alla fine della fiera sei contento di avere sei albetti (in realtà sarebbero sette, perché il primo numero è uscito ragnescamente con due copertine diverse) con le loro belle cover dei fratelli Ortolani. Anche e soprattutto perché sono copertine rigide, in cartoncino, e non si spatasflosciano come quelle di Rat-Man Gigante. 

Rat-Man non c'è più, lunga vita a Rat-Man, che ci sarà sempre. Ah, quasi dimenticavi: le vignette quotidiane di Leo sono state una delle poche note liete nei giorni terribili del lockdown, quelli aromatizzati al lievito e alla paura. Quelle strisce sono state raccolte da Feltrinelli in un parallelepipedo rosso importante, nel formato di quei libri sulla saggezza e cose così: Andrà tutto bene (528 pagine, 22 euro). Da rileggere e tenere a vista, nella propria libreria, per ricordare quello che è stato e a cosa è servito. Cioè, tranne per tanta gente che sembra non aver capito una mazza e mo' si è buttata sul negazionismo, perché si porta avere la memoria di un pesce rosso.

Capitan Harlock Memorie dell'arcadia 1

CAPITAN HARLOCK - MEMORIE DELL'ARCADIA - 1 

Editore: Panini
Pagine: 56
Quanto costa: 14
Dove si compra: Fumetteria, Amazon
Presidentesse: 4

Volumetto cartonato alla francese per un fumetto, uh, francese dedicato a Capitan Harlock. Primo numero (di 3) dell'edizione italiana di Capitaine Albator — Mémoires de l’Arcadia, "La gelida stretta dell'oblio" è una nuova avventura del Capitano, ambientata nel corso della prima serie anime e collegata ad alcuni eventi mostrati in un suo episodio. Una nuova nemesi che si inserisce nella guerra tra Harlock e l'Arcadia e le Mazoniane.

Jérôme Alquié è, come tanti di noialtri, venuto su nel culto di Harlock e ha realizzato questa storia per l'editore francese Dargaud, con il beneplacito e la benedizione di Leiji Matsumoto (trasformato in uno dei personaggi del volume). Non hai, contrariamente a quanto si possa pensare, alcun problema o pregiudizio nei confronti delle storie nuove di Harlock, anche affidate ad altri autori. Per il semplice fatto che di Harlock se ne ne sono visti tanti, e tutti un po' diversi, nel corso degli anni. E allora, così come ti fai stare bene le cose migliori del manga Capitan Harlock: Dimension Voyage, hai cercato di apprezzare il meglio di questa nuova proposta gianfransuà.

E il meglio sono dei disegni che richiamano esplicitamente, pur con una colorazione moderna, l'Harlock della prima serie TV, adattando più che reinterpretando (il charadesign è certamente più spinto, nel senso che osa di più, nella citata Dimension Voyage). Quello che ad Alquié riesce meno è proprio l'inserimento, in quel contesto, di personaggi nuovi, il cui look stona con il resto. Un conto, insomma, sono Harlock, Tadashi, Yattaran, Raflesia e gli altri, un altro le figure nuove, con il loro look da cartone animato transalpino.

La storia però scorre, vuoi leggere come continua, e vedere l'Arcadia blu nel cielo della notte è sempre un piacere. In estrema sintesi, come un doujinshi di lusso. Ma senza parti zozze e fatto in Francia, anziché in una cameretta di Yohohama.

Carnevale Bartoli Uomini e Topi

I GRANDI MAESTRI SPECIAL - CARNEVALE 1 

Editore: Cosmo
Pagine: 128
Quanto costa: 5,9
Dove si compra: Edicola, Amazon
Presidentesse: 4

Tra le tante riproposte degne di nota di Editoriale Cosmo ci sono dei nuovi albi dedicati, nella collana I Grandi Maestri, a Massimo Carnevale. L'arte dell'illustratore di storie come Mater Morbi (su testi di Recchioni) o di un celebre Texone scritto da Boselli, qui agli inizi della sua carriera. Il primo albo ripropone infatti le due parti di Uomini e Topi, fumetto scritto dal compianto Lorenzo Bartoli e pubblicato la prima volta tra il 1997 e il 1998.

La storia è una di quelle totalmente alla Bartoli, figlia della sete di pulp e fame d'America di quegli anni, ed è ancora godibile. Le tavole sono semplicemente splendide, come qualsiasi cosa a cui Carnevale metta mano, essenzialmente. Proprio in questi giorni dovrebbe uscire il secondo albo, con Il dono di Eric, sempre su testi di Bartoli.

Dylan Dog Color Fest 34 Groucho

DYLAN DOG COLOR FEST 34

Editore: Bonelli
Pagine: 96
Quanto costa: 5,5
Dove si compra: Edicola, Amazon
Presidentesse: 5

Per chi si fosse perso ai tempi il cofanetto del Grouchomicon, il Dylan Dog Color Fest 34, "Groucho Secondo", ripropone alcune di quelle storie. Groucho reintepretato dai fratelli Rincione, da Giacomo Bevilacqua e da Luca Enoch.

"Per chi si fosse perso" tipo te, che il Grouchomicon non ce l'hai, e queste storie te le sei decisamente godute. Ché i Rincione sono sempre una garanzia, il crossover di Giacomo tra Groucho e... Banksy (?) è divertente, la storia di Enoch scatenata, in tutto e per tutto alla Sprayliz, con tanto di calci nelle palle e salti con le moto su una volante della polizia. 

Shin Mazinger Zero Jpop

SHIN MAZINGER ZERO / SHIN MAZINGER ZERO VS GENERALE OSCURO

Editore: J-Pop
Pagine: rispettivamente 9 e 8 volumetti
Quanto costa: 5,9 l'uno
Dove si compra: Edicola, Amazon
Presidentesse: 4

Durante le ferie (ah ah, ferie!) ti sei riletto tutto Shin Mazinger Zero e il suo seguito, Shin Mazinger Zero vs Generale Oscuro. Si tratta di un altro remake a fumetti della saga dei Mazinga, firmato da Yoshiaki Tabata e Yuki Yogo. Un remake decisamente più tetro e feroce, però, rispetto a quello dell'anime Mazinger Edition Z: The Impact!

In una serie continua di universi andati in fiamme e ripartiti daccapo, perché in Mazinga Z si risveglia la sua anima da demone e il robot causa la distruzione del mondo, viene raccontata in loop la storia di Koji Kabuto, di Minerva X, del Dottor Hell e di tutti gli altri protagonisti. In una vicenda che coinvolge decine di personaggi di altre opere di Go Nagai, da Goldrake a Jeeg (sort of), a suoi lavori non robotici come Aztekaiser, Cutie Honey, e perfino Kekko Kamen.

La presenza di un'eroina famosa per andarsene in giro nuda, del resto, non stona in un manga pieno di fan service (basti vedere come conciano quella povera Sayaka Yumi). L'altro difetto di queste due saghe, che formano un'unica storia se lette in sequenza, sono i finali. Troppo tirato per le lunghe e spalmato su troppi albi il primo, un po' giocato facile sul metafumetto (meta-anime?) il secondo. 

Ma c'è anche che delle immagini così esplosive dedicate a Mazinga Z, il Grande Mazinga e molti loro fratelli (da Energer Z alla comparsata ufficiosa di decine di altri robot nel finale della seconda parte) non le avevi mai viste. E non avevi mai visto un Boss così consapevole del proprio destino, in una scena superdrammatica. 

Il bello compensa ampiamente lo strambo, tante soluzioni narrative sono interessanti (dal fatto che Mazinga Z, in una di quelle dimensioni, continui ad andare in TV dopo quarant'anni al perché Koji si sia invaghito della sorella di Actarus), i cambi di tono rendono il tutto imprevedibile e il finale, beh, ha comunque un suo senso.

Preacher 1 Panini

PREACHER - LIBRO 1 

Editore: Panini
Pagine: 208
Quanto costa: 18
Dove si compra: Edicola, Amazon
Presidentesse: 5

Ti sei chiesto che effetto potesse fare, scoprire oggi Preacher. Così, prima di rileggere tu Texas o Morte (per te era la terza), hai aspettato che finisse di leggerlo Effe. A lei è piaciuto, ma immagini non le abbia fatto lo stesso effetto da "Ma che diavolo è? È fantastico!" che la saga di Garth Ennis e Steve Dillon ha prodotto nella tua giovane mente una ventina abbondante d'anni fa.

Perché il tempo passa, ciò che è rivoluzionario diventa comune, Preacher si trasforma in una serie TV piuttosto fiacca, Ennis un po' si perde. Tutto s'imborghesisce, si sarebbe detto un tempo, tirando in ballo incendiari e pompieri. Ma quel che resta è che Preacher è un fumetto esagerato, divertente, sboccato, iperviolento, cazzone e con quel sorrisetto compiaciuto. E sì, anche con un sacco di cuore dentro, tra una frattaglia e l'altra. Con dei personaggi memorabili, che fanno a gara per deluderti o spiazzarti.

Con l'acquisizione della licenza DC Comics da parte di Panini, l'editore di Modena sta riproponendo un po' tutti i grandi classici della Distinta Concorrenza, sotto l'etichetta DC Black Label. Questo "Libro 1" di Preacher include i primi sette numeri della serie. Mettiamo su un casino per chiedere anche Hitman in volume? Che ne dite?

E a proposito di dire, cosa state leggendo/avete letto di bello in questo periodo?

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Commenti

  1. Star Rats mi manca (METALLO! METALLO, per me!) mentre mi ha lasciato un po' perplesso l'operazione "andrà tutto bene".
    Amo i lavori di Leo, e le strisce mi hanno fatto ridere tantissimo in un momento non facile per nessuno; non condivido (anche se ne comprendo la logica) la scelta di commercializzare un qualcosa offerto prima gratuitamente sui social.

    Mazinger sarebbero quindi 17 volumetti? Se è così no, grazie, stavolta passo la mano.

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    1. Ma il problema dov'è? Se a uno non interessa, beh, ne ha fruito già gratuitamente, appunto. Nessuno impone l'acquisto.

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    2. Certo, ed è anche vero che non tutti utilizzano i social network; era solo una considerazione. :-)

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  2. Dopo pressanti consigli di conoscenti vari, ho deciso di dare una possibilità a My Hero Academia, nonostante mi dicessero tutti essere il degno erede di Naruto, e a me Naruto aveva rotto le palle già dopo lo scontro dei tre ninja Leggendari.
    Ecco, me ne sono innamorato e sono finito ad essere in pari col giappone nel giro di un estate.
    Quindi ora dovrò iniziare altro per passare il tempo, mi hanno parlato molto bene di Red Storm, credo gli darò una possibilità ^^

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  3. Refuso: l'editore di Harlock in Francia è DargauD e non DargauS. :)

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  4. Ieri notte ho letto il Casanova di Ernesto Anderle - Becco Giallo - preso principalmente per il segno. Spero in un director's cut senza acquerelli e con meno testo. Sono arrivato all punto ormai da tollerare la fuga dai Piombi dell'avventuriero veneziano in formato tascabile alla Diabolik , in b7n, e disegnato da Go Nagai o Prenzy. Altro che anziani di Leo e Docman! Letto mooolto in ritardo - parliamo di un decennuo abbondante - il Savior 28 di DeMatteis/Cavallaro. Immagino che in quei gg molti abbiano pensato ad un Watchmen according to il papà dell'ultima cacccia di Kraven, ma è anche una riflessione laterale al motto sempre di Moore secondo cui i super eroi sono risposte semplicistiche a problemi complessi. Cover alternative di Sal Buscema e Don Perlin che hanno accompagnato JMDeM in fasi diverse della sua crescita di autore. Cavallaro cita sia i due autori sia King Kirby sia il layout di Gibbons. DeMatteis è uno dei pochi di cui mi piace ancora oggi come usa le didas e financo la quantità di testo che libera sul lettore indifeso ( me ndr ).

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  5. Ieri sera ho finito murder falcon! Bruschette olio, aglio e lambascioni per tutti, offro io...bellissimo.

    In più menzione anche per garth Ennis che è tornato a scrivere il punisher con soviet...che te lo dico a fare Johnny...

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  6. Dei citati ho preso Harlock e l'ho trovato molto bello, nonostante sia gianfransuà ahahah
    Star Rats ce l'ho ma ahimè non l'ho ancora letto.
    Mentre Shin Mazinger mi è piaciuto molto, tranne il finale della seconda serie. Poteva benissimo finire al penultimo capitolo, invece han voluto fare i fighi e a me son cascate le sfere del drago.
    Comunque è una bella opera in fondo

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  7. Attendevo con ansia queste microletture.



    Prima bomba (grazie Sommobuta!): Hajime No Ippo
    Uno spokon di boxe della stramadonnaciccone. Una storia semplice che procede facendo crescere i personaggi un po’ alla volta e l’autore ha una conoscenza totale dello sport. Certe scene sul ring utilizzano delle inquadrature che mi hanno lasciato a bocca aperta.
    L’ho iniziato e non mi riesco più a staccare, ma sto solo a 250 capitoli su 1300 (mmil-let-tre-cien-toh), perché si dà il caso che la serializzazione sia iniziata nel 1989 e sia ancora in corso. Ma sono contento perché vorrei che durasse il più a lungo possibile, che credo sia la sensazione più bella quando si legge qualcosa.
    In Italia è inedito per cui bisogna, come dire, arrangiarsi a trovarlo in giro (in inglese).

    Forse parlare di erede di Ashita No Joe è eccessivo, però…

    Mi pare che qui non se ne sia mai parlato estesamente, però in un post del 2015 Doc diceva di aver comprato in Giappone un rodovetro dell’anime, quindi conosce.

    A me poi la boxe non piace, ma penso che per tante ragioni sia semplicemente sia lo sport che funziona meglio nella narrativa. Non può essere un caso che così tanti film e fumetti sul pugilato siano capolavori.



    Seconda bomba (grazie Sommobuta!): Shingeki no kyojin
    Ora. Doc vorrei bonariamente tirarti un po’ le orecchie (si scherza), perché io negli anni mi sono tenuto lontano dal manga soprattutto per le recensioni tiepide lette qui. Però quando il mese scorso ho recuperato il tutto e mi sono messo in pari ho trovato una storia fantastica che mi ha fatto esplodere il cervello di continuo e quasi mai mi dava quello che mi sarei aspettato.

    Ci sono in generale due rimproveri ricorrenti:
    - Disegni brutti. Boh, sì, i primi 3-4 volumi sono sotto la media per un prodotto professionale ma poi migliorano rapidamente e si arriva anche a volare alto (che sia migliorato lui o gli abbiano affibbiato più schiavi non importa).
    - Sottotrame politiche dispersive. Ecco, secondo me no. Mi pare lo sviluppo sia sempre organico, interessantissimo e ben pianificato dall’inizio.

    Io credo che la critica abbia sofferto per due motivi:
    1) All’inizio sembrava solo un battle shonen (originale ma abbastanza inquadrabile), poi ha iniziato a cambiare pelle più volte e ci si è trovati con un prodotto difficile da classificare (per lo meno in corso d’opera).
    2) Soprattutto: È tutta trama orizzontale e leggerlo un mese alla volta temo abbia ammazzato il ritmo, che invece in binge reading è serratissimo.

    Per carità Doc, de gustibus non disputandum (“sui gusti non si sputa” se l’ITIS non mi inganna), ci sta che non ti abbia entusiasmato per mille ottimi motivi ma secondo me la colpa è soprattutto della serializzazione diluita. Leggendo tutto di fila come un romanzo credo che il discorso cambi.

    Mi sbilancio: secondo me a storia conclusa ci troveremo di fronte a qualcosa di cui si parlerà a lungo in futuro. Fortunatamente siamo in dirittura di arrivo.



    Troppo prolisso, scusate.

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    1. Temo tu abbia perso per strada un po' di pezzi, però. :)
      Al di là dei disegni approssimativi, ho lodato per anni la storia di SnK, soprattuto nella sua trasposizione animata (che sfronda un bel po'). Ho criticato gli ultimi anni, per lo stallo in cui la serie era finita. Ora, in vista del finale, s'intravede di nuovo un po' di luce.

      Ma al 456° dialogo sull'essere marleyani mi viene di nuovo l'orchite. Ma, ripeto, criticare gli ultimi anni della testata, dopo trenta numeri, non vuol dire sminuire quello che ha rappresentato per anni, o le storie e i personaggi piacevoli presentati.

      È proprio quel "non ti ha entusiasmato" che non ci sta. Perché non è così :)

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    2. Ma sicuramente ho perso per strada un po' di pezzi, e mi scuso se ho travisato.
      Però questo stallo io leggendo tutto d'un fiato non l'ho rilevato. Ribadisco che secondo me il problema è stato il tempo di lettura dilatato. Magari a storia conclusa avrai voglia di rileggere tutto in una unica soluzione e ne riparleremo (o magari no, e bobbè).

      Ma di Hajime no Ippo invece hai visto l'anime?

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    3. "Questo stallo io leggendo tutto d'un fiato non l'ho rilevato". E buongiorno :)
      Ora prova a rileggere interi numeri di chiacchiere, che palleggiano la storia senza portarla avanti, con TRE MESI di pausa tra uno e l'altro. :)
      Ma ripeto, ognuno è chiaramente libero di pensarla come vuole, i gusti sono gusti, eccetera. Solo che partivi da un assunto non corretto, che a me la serie non sia mai piaciuta. Fosse così, non continuerei a comprarla, dopo tutti questi anni.

      Tutto qui :)

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    4. Ahah, niente eravamo già d'accordo e non lo avevo capito io.

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    5. A me pare comunque ancora disegnata da uno che se ha riacquistato le mani, ha comunque ancora tanta fisioterapia ancora da fare eh :D

      Per il resto boh vediamo come finisce mi ha un po diludendo l'ultimo arco ;)

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    6. X Gigos:
      Ho preso anch'io a seguire Hajime no Ippo (il manga) e mi sta piacendo parecchio.
      In un certo senso viene considerato l'erede spirituale di Ashita no Joe, anche se non lo considero certo a quel livello.
      E' un po' lo stesso problema che ha avuto Ganbare Genki (Forza Sugar). Quando te la giochi sullo stesso campo di un'opera monumentale come quella di Chiba e Kajiwara, come fai a reggere il confronto?
      Dubito che qualcuno lo pubblicherà mai in Italia, purtroppo. E probabilmente per via della sua inusitata lunghezza.
      Lo avessero pubblicato ai tempi della Star Comics e dei Kappa Boys, forse...ma non credo che coi tempi che corrono qualcuno voglia investire in una pubblicazione così lunga.
      Senza contare che non ci sarebbe nemmeno l'anime a fargli da supporto…
      In ogni caso non dispero di vederlo, prima o poi. Ma ne dubito fortemente, ripeto.
      Diciamo che a rendere belle le storie sulla boxe non é tanto lo sport in sé, quanto la vicenda umana che gli sta dietro e che viene narrata attraverso la boxe stessa.

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    7. Comunque é davvero bello.
      C'é tutto lo spirito degli spokon e degli shonen di una volta.
      Quello che oggi é andato un po' diluito.
      Esagerato, sopra le righe finché si vuole...ma comunque appassionante.

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    8. La vicenda umana certo, quella c'è sempre se vuoi una storia appassionante, ma pensavo a quanti sport molto più seguiti non hanno generato grandi capolavori. Grandi film sulla boxe posso dirne 10, sul calcio neanche uno.

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    9. "Esagerato, sopra le righe finché si vuole"
      Ma sai che io, da profano per carità, ho trovato il manga piuttosto realistico? Il cartone non l'ho visto, ma da qualche clip su YouTube mi sa che lì si esagera un po' invece.

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    10. I manga lunghissimi e iniziati molti anni fa è difficile che vengano pubblicati. Qualche anno fa JPop aveva pubblicato due collezioni di storie da 3 volumi, 6 volumi in totale, di Golgo 13. Il primo cofanetto raccoglieva una selezione di storie fatta dall'autore e il secondo una selezione di storie fatta dai lettori. Golgo 13 è un fumetto stupendo i cui disegni non sono invecchiati per nulla e detiene il doppio primato di essere è il manga più longevo di sempre e il manga da più tempo ancora in pubblicazione.
      La pubblicazione è stata possibile perché non ha una trama orizzontale ma solo una trama verticale come i classici fumetti italiani. Un manga come Hajime No Ippo così lungo a trama orizzontale non può logicamente essere pubblicarlo a pezzi.

      PS: al museo dei manga di Kyoto presi in mano un volume di Golgo 13 e aprendolo a caso beccai proprio una delle storie che avevo letto.

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    11. L'ho letta quella raccolta di Golgo13, bellissima!

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    12. Immagino che la boxe funzioni di più per via del potenziale drammatico, e per la figura stessa del pugile.
      Solitaria e tormentata, là sopra il ring. A cusa dei sacrifici, delle botte e delle privazioni a cui si sottopone per giungere alla vittoria. O ad una maggior consapevolezza di sé stesso.
      Sul calcio...su due piedi mi viene in mente giusto FUGA PER LA VITTORIA, al di là della vicenda piuttosto implausibile (Per la serie fossero così tutte le guerre…).
      Anche se la vicenda a cui si ispira pare sia accaduta realmente, anche se non in modo altrettanto epico. E col lieto fine incorporato.

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  8. "Rat-Man non c'è più, lunga vita a Rat-Man, che ci sarà sempre."

    Ma anche no. Ortolani non ne poteva più di lui e si vedeva, tipo negli ultimi 10-15 anni, dove il personaggio non faceva più nulla di suo tranne collegare le azioni degli altri. Difatti, non appena dava più spazio ai comprimari (Valker e Cinzia per dirne un paio), sono uscite delle storie che definire meravigliose è poco. Nel 2017 ho avuto anch'io il magone e quel senso di vuoto nel leggere l'ultimo numero, ma ero anche curioso di vedere cos'altro sarebbe uscito e sono rimasto proprio contento che se ne fosse finalmente sbarazzato, legato com'era al ruolo di macchietta che ormai era diventato. Quindi grazie, Rat-man, ma ora fatti pure da parte.

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    1. Non è quello che intendevo.
      Rat-Man, la serie, si è chiusa quando doveva.
      Rat-Man, più come filo conduttore che come personaggio, continuerà ad essere presente ovunque. Nelle parodie c'è sempre stato e sempre ci sarà, anche se non è "quel" Rat-Man. Che poi è proprio il senso di buona parte di questo Star Rats.

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  9. Grande Doc! Posso chiedere se ci sono letture "teoriche" sul Nagaiverso, su come (se) si legano anche a livello filosofico Devilman, Robottoni, etc...? Grazie :)

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    1. Non saprei. Qui li buttano dentro (Devilman no... anche se appare in una certa forma...) e amen :)

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    2. Conta che non sono comunque opere di Nagai, ma un omaggio sfegatato di due che prima cosa, si vede, sono fan delle opere originali.
      Proprio per loro natura non potevano e non sono essere immuni a parecchio fan service, ma sono almeno una rilettura interessante, anche se ennesima forse.

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  10. Come sempre consigli preziosi. La due serie dello Shin Mazinger Zero sono meravigliose, un loop continuo è sempre più profondo nell'Eterno dilemma dell'Essere Dio o Demone. Letto appena uscito ed era fantastico, ma ancora più bello rileggerlo oggi :)

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. @Doc, ho appena scoperto che in memoria di Chadwick Boseman, Comixology regala un mucchio di fumetti digitali (in inglese) dedicati a Black Panther:

    https://www.comixology.eu/search/items?search=black+panther&subType=SINGLE_ISSUES

    Visto che sono tipo 250 numeri, hai qualche (s)consiglio di lettura?

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    1. Mica semplice :)
      Partirei dai classici, come le storie degli anni Settanta o la miniserie del 1988. Per poi passare al Black Panther disegnato da Velluto, al ciclo Marvel Knights e a serie più recenti come quella scritta da Ta-Nehisi Coates.

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  13. mi interesserebbe solo Star Rats, ma prima voglio capire cosa ci sarà e cosa no in RatMan Gigante... poi cercherò di ricuperare le orto-storie che non ristamperanno lì!

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    1. Dubito che lo ristamperanno a breve su Rat-Man Gigante. È più probabile un volume unico più avanti.

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  14. Nel mondo pre-covid ero stato ad Aix-en-Provence, una delle città francesi più belle che abbia mai visto. Nel centro mi sono fermato a buttare un occhio alla vetrina di qualche fumetteria. In una sono pure entrato e mi ero comprato il primo volume del prequel di Transperceneige, meglio noto come Snowpiercer. Ho scambiato due parole con i due titolari e quelle due parole erano proprio sul volume che citi di Capitan Harlock, o meglio Capitaine Albator. Gli dissi che avevo visto a Lucca Leiji Matsumoto in persona (grazie Ale e Effe per il biglietto). Magari me lo piglio anche se pesa quella sconfitta di Harlock (vedi le live).


    Alla fine essendo in francese non ho letto una sola riga di Transperceneige ma mi sono letto la versione italica edita da Cosmo. Peccato solo che non sia un cartonato splendido come quello francese che a livello di stampa è nettamente più curato. I disegni mi sono piaciuti e la storia è gradevole ma non mi sembra, almeno per ora, annodarsi molto bene con gli altri volumi.

    In questo periodo ho recuperato un po' di roba oltre al succitato Transperceneige. Ho letto in fila tutti i cartonati di Senzanima e mi sono piaciuti parecchio. Storie e disegni interessanti, soprattutto per un genere, il fantasy, che mi lascia spesso perplesso; diciamo che gli orchi mi fanno pensare all'orchite.

    Ho letto Zardo e pensavo lo avresti citato. Una storia a tratti grottesca in cui i personaggi sono intrappolati in una realtà quasi onirica e surreale. La sceneggiatura è di Tiziano Sclavi ed saltata fuori da un cassetto che non veniva aperto da 30 anni, ne mancava persino una pagina quindi si è dovuto procedere a reintegrarla. Leggere gli stralci della sceneggiature è edificante perché mostra quel modo malinconico con cui scrive le sceneggiature Scalvi; quel soliloquio e allo stesso tempo colloquio con il disegnatore in cui Sclavi infila cose che non c'entrano nulla con la sceneggiatura ma svelano l'animo di chi le scrive. La voglia di far entrare il disegnatore nella propria testa e farlo mettere a suo agio, sempre rispettando lo spirito del disegnatore. Mammuccari mostra un contributo non indifferente alla sceneggiature grazie alle scelte fatte nella disposizione delle vignette o delle inquadrature dei personaggi.

    Ho riletto tutte le storie di Criminal ricomprese nei due tomi compendio della serie e mi sono finalmente letto, sempre da Criminal, "Tutti i miei eroi sono tossici". Le storie di Criminal sono stupende come sempre, un appassionato di fumetto non può non averle lette. Parlando di "Tutti i miei eroi sono tossici" mi è piaciuto da matti il sottile filo che unisce la storia alle altre storie di Criminal, un filo che i lettori attenti riescono a trovare con una certa facilità. La cosa che non ho gradito è l'apporto del figlio di Sean Phillips ai colori. La scelta di quelle tinte e quel modo di colorare sono stati una presenza molesta per tutto il volume.

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  15. Appena finito di leggere (e per appena intendo proprio or ora) un volumetto risalente al 1972 (collana I Libri Di Linus) con le strisce di Pogo di Walt Kelly. Non sono proprio di facile reperimento ma consiglio a tutti di leggerne qualcuna, alcune sono assolutamente esilaranti.

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  16. Ho iniziato a leggere Orfani, purtroppo mi mancano ancora due numeri per finire la prima stagione (insomma ne ho letti 10) ma devo dire che mi sta piacendo. Bella l'idea di dividere i numeri a metà, con due parti diverse per ambientazione e ritmo/atmosfera: molto particolare e nei primi numeri mi aveva proprio aiutato ad appassionarmi alla storia; andando avanti però al crescere della curiosità di sapere come va avanti la storia nel presente hanno iniziato a darmi un po' fastidio... Credo che a leggerlo quando è uscito sarebbero stati meglio. Del resto magari scrivo quando l'ho finito, in ogni caso una serie piuttosto piacevole.

    Ad agosto con Repubblica sono usciti dei racconti brevi (40-50 pagine) di Camilleri, ma non gialli col famoso commissario. Beh mi hanno incuriosito e ne ho letti due, La trovatura e Di padre ignoto. Onestamente, da nordico, non pensavo di riuscire a leggere facilmente Camilleri, e tanto meno di trovare piacevole la sua lingua, ma fortunatamente mi sbagliavo. Il fatto che siano semplicemente dei racconti di vite e vicende, senza un qualcosa che guidi la trama, un po' mi impedisce di prendermi tanto, ma li ho trovati comunque carini, e volendo anche stimolanti riflessioni

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  17. Hitman per tre anni buoni è stato l'unica ragione per continuare a comprare Lobo. Una ristampa che includa il finale sarebbe meravigliosa. Anzi, sarebbe Excellente

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  18. Doc sono indeciso se iniziare a leggere "Il Confine" edito dalla Bonelli. Tu l'hai letto? Consigli di iniziarne la lettura anche se non è ancora concluso?

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    1. Non l'ho ancora letto, ma conto di farlo, anche perché mi piace come scrive Mauro (Uzzeo).

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  19. Ehi Doc, ma opinioni su Dylan Dog 406?

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    1. Sono indietro di una manciata di numeri con la serie regolare.

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