Spider-Man 2099: come sono nati Miguel O'Hara, l'anti Peter Parker del futuro, e il suo fighissimo costume

storia di spider-man 2099

Come da un progetto mai andato in porto di Stan Lee e John Byrne, dalla voglia di Peter David di cambiare tutte le carte in tavola e dalla passione di Rick Leonardi per il nero è nato Spider-Man 2099, l'Uomo-Ragno del futuro, uno dei personaggi più iconici e amati della Marvel degli anni 90 [...]

Storia Spider-Man 2099 origini costume

In che senso da un progetto mai nato di Stan Lee e John Byrne? Beh, tutto ha inizio nel 1990. Nel luglio di quell'anno, sul numero 90 del magazine Marvel Age, nel suo angolo di chiacchiere con i lettori - lo Stan Lee's Soapbox - il Sorridente Stan parla per la prima volta di un suo nuovo progetto in cantiere.

Qualcosa in ballo "con uno dei più popolari artisti/sceneggiatori di oggi", con cui sta creando "un nuovo mondo di super-eroi, basato su un concetto unico, che presenterà eroi e villain Marvel come non li avete mai visti" e che sarà "parte integrante del Marvel Universe, ma completamente diverso".


Stan torna sull'argomento nel numero successivo. Nel Soapbox di Marvel Age #91 annuncia il titolo del progetto, The Marvel World of Tomorrow, e che l'autore coinvolto è John Byrne, già al lavoro sul primo numero. Un primo numero che non uscirà mai. 

Quanto meno, non con quel titolo, in quel mondo e per quella casa editrice. Byrne rivelerà anni dopo su un suo forum, come riportato in questo vecchio articolo di CBR, quanto accaduto: 
Nel 1990, Stan Lee mi ha contattato e mi ha chiesto se volessi diventare l'editor di una nuova linea editoriale che stava creando per la Marvel, ambientata nel futuro. Siccome stavo pensando a un mio "Futureverse", ho pensato che questa idea potesse adattarsi al suo progetto. 
Byrne scrive 64 pagine, Stan chiede che vengano aggiunti più collegamenti al Marvel Universe del presente e alla fine la cosa deraglia. Non se ne fa più niente. Non sapendo cosa farsene di quelle 64 pagine e non trovando corretto proporle alla Distinta Concorrenza, alla fine Byrne le porterà alla Dark Horse.


Il tutto diventerà la graphic novel 2112, un prequel/sequel per la serie creator-owned di Byrne, Next Men, pubblicata sempre da Dark Horse a partire dal 1991. L'idea di Stan, invece, cambia leggermente forma, e diventa una serie di testate con varie versioni futuristiche degli eroi Marvel, e un personaggio nuovo creato da Lee, l'orribile super-tizio da pattumiera, Ravage 2099. 

È Tom De Falco, l'Editor-in-Chief della Marvel, a convertire il progetto di Lee e Byrne nell'Universo del 2099. E non solo per ragioni strettamente editoriali. Come scrive Sean Howe nell'imprescindibile Marvel Comics - Una storia di eroi e supereroi, la Marvel era in pieno boom, i suoi guadagni erano quadruplicati negli ultimi due anni grazie alla bolla speculativa e ai fenomeni McPupazzo, e ai mutanti di Jim Lee e Rob Liefeld, ed era alla ricerca di una nuova linea che garantisse "un'abbondanza di prodotti da collezione".

Di lì a poco la bolla sarebbe esplosa, e nel '93 il valore delle azioni Marvel sarebbe precipitato, ma una cosa non sarebbe più cambiata: i fumetti, per Marvel e i suoi proprietari, sarebbero diventati via via sempre più un aspetto marginale della faccenda. John Romita si sente dire dai piani alti aziendali che i comics, per Marvel, valgono ormai "solo il 10% del loro tempo". Ed è ancora e solo il 1993.

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Pubblicità USA della linea 2099 su Wizard (settembre '92) e una italiana della Star Comics per L'Uomo-Ragno 2099, qualche mese dopo.

Ma torniamo all'anno precedente. Nel settembre del '92 la Marvel inizia a pubblicizzare le prime uscite in arrivo dal suo futuro nuovo di zecca, spostato in avanti di 107 anni rispetto al Marvel Universe attuale. Punisher 2099 di Pat Mills, Tony Skinner e Tom Morgan, il citato Ravage 2099 di Stan Lee e Paul Ryan, il notevolissimo Doom 2099 di John Francis Moore e Pat Broderick, e la testata di punta, Spider-Man 2099, di Peter David e Rick Leonardi.

La gestione dell'etichetta, che si spera avrà più fortuna del New Universe di Jim Shooter, viene affidata all'editor Joey Cavalieri, che viene dalla DC e alla DC tornerà finita quest'avventura.

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Il compito di creare graficamente lo Spider-Man del 2099 - quello che diventerà non solo il personaggio simbolo della linea, ma uno degli Uomo-Ragno più amati dai fan - viene affidato a un disegnatore che, pur rimasto al di fuori della sbornia collettiva per le esagerazioni dei profughi della Image, confeziona da anni storie bellissime, dinamiche, eleganti.

Rick Leonardi è un trentacinquenne di Philadelphia che si è fatto conoscere per i suoi numeri di Batman e di The Uncanny X-Men, e con i costumi neri ha una certa dimestichezza. 

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È stato proprio lui, nel 1984, ad affinare l'idea del Costume Nero di Spider-Man ai tempi delle prime Guerre Segrete. Un costume partito dalla proposta di un fan nel 1982 (il fan si chiamava Randy Schueller e l'editor Jim Shooter, quell'idea, gliel'aveva pagata la bellezza di 220 dollari. 220 dollari per uno dei costumi, tirandoci dentro pure l'evoluzione in Venom, più famosi di sempre...) e abbozzato da Mike Zeck per Secret Wars.

Come si vede nella pagina qui sopra, tratta dall'albetto Spider-Man 1/2 di Wizard, a Leonardi era toccato il compito di creare il model sheet, cioè lo studio del personaggio da utilizzare come reference. Prego notare l'aggiunta della ragnatela organica al posto dei lancia-ragnatele meccanici.

Ah, c'è un'altra cosa che accomuna l'Uomo-Ragno con il costume nero al suo emulo del futuro: il rosso.

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Le prime prove di colorazione per il costume nero, nel 1984, utilizzavano infatti il rosso al posto del bianco. Leonardi riprenderà e rielaborerà la cosa, otto anni dopo, per Miguel.

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Qui sopra, a sinistra, vediamo le prime proposte per lo Spider-Man del 2099 realizzate da Carl Potts e da John Romita (inchiostrato da Steve Geiger), pubblicate sull'albetto 2099 Sketchbook. Sono idee partorite durante le prime riunioni redazionali per il progetto 2099, e molto diverse dall'aspetto che il personaggio prenderà nelle mani di Leonardi (a destra). 

Nello schizzo di Potts, però, c'è già il mantello di ragnatela, e in quello di Romita il pattern del ragno pettorale che prosegue sulle spalle del costume. 

Quelle buffe antenne derivano dal fatto che Romita voleva dotare il personaggio di una mandibola da ragno, ma il risultato è che in redazione dava a tutti l'idea di uno Spider-Coniglio.

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In questi altri bozzetti si assiste all'evoluzione del costume di Rick Leonardi. Si parte da un concetto molto vicino a quello dello Spider-Man in nero, e pian piano prendono forma l'iconica maschera (con l'azzeccatissima idea di giocare con i vuoti, creando gli occhi "in negativo")...

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...e il simbolo sul petto. Da principio si pensa di aggiungere al ragno-teschio (riecco le zanne di Romita) una clessidra, che rappresenti sia il concetto di tempo e quindi di futuro, sia un ragno. 

Avete presente la macchia a forma di clessidra sul dorso delle vedove nere? No? Beh, ora sapete perché ne hanno infilata una nel logo e nei poster del film Black Widow.

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Questo poster promozionale di Rick Leonardi con i due Ragni, allegato a Web of Spider-Man #90, è stato appeso per anni nella tua stanzetta da ragazzo. Che meraviglia.

Trovato il costume, occorreva però ancora delineare le caratteristiche di chi l'avrebbe indossato. A scrivere Spider-Man 2099 è il grande Peter David, che ai tempi un posto nella storia dei comics se l'è già ritagliato - tra le altre cose - con il suo lungo ciclo su Hulk e con X-Factor. 

David parte da un presupposto molto semplice: dar vita a un personaggio che sia, in tutto e per tutto, il contrario di Peter Parker.

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Così lo chiama Miguel O'Hara, pescandone il nome di battesimo da quello di un suo amico, l'attore Miguel Ferrer di Robocop, e lo rende di origine metà irlandese e metà messicana. Sceglie un uomo al posto di un ragazzo, gli dà una madre e un fratello anziché renderlo orfano, fa sì che possa scalare i muri grazie a degli artigli sui polpastrelli, un'idea poi ripresa dallo Spider-Man di Raimi.

Storia Spider-Man 2099 origini costume

Dopo un'anteprima di alcune pagine su Amazing Spider-Man #365 (agosto 1992), Spider-Man 2099 debutta il mese dopo con il primo numero della sua testata (settembre 1992, data di copertina novembre). Cornice metallizzata, come tutti gli altri numeri 1 del 2099, e una cover di grandissimo impatto e rara bellezza. Superata solo da quella se possibile ancora più bella del numero 2.

Dentro c'è, beh, il futuro. Davvero.

Peter David cavalca i temi che regnano nella fantascienza contemporanea, che sta saccheggiando gli spunti messi su carta dal cyberpunk dieci anni prima. Miguel O'Hara volteggia in una Nueva York del domani in mano alle corporation come la Alchemax e la Stark-Fujikawa, malvagie e spesso mezze giapponesi, per richiamare le zaibatsu di William Gibson tornate di gran moda.

C'è il cyberspazio, si parla di reti neurali e avatar, intelligenze artificiali (Lyla, l'assistente personale di Miguel con il look di Marilyn), lotte di potere per segreti aziendali. Si sta preparando il terreno a quella bomba che sarà Ghost Rider 2099, chiamato a chiudere il cerchio, tirando in ballo anche le influenze manga, certo.

Ma di quello parleremo nel dettaglio la prossima volta.

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È una gran bella lettura, Spider-Man 2099. Le storie sono fresche e intriganti, grazie soprattutto al fatto che David si diverte a smontare tutti i luoghi comuni narrativi del super-eroe, come la capacità di una maschera di nascondere la tua identità a un consanguineo che conosce bene la tua voce. Ovvio che non funziona.

Quando il 2099 arriva anche in Italia, con un albo speciale della Star Comics che racchiude i numeri 1 di Spidey, Punisher, Doom e Ravage, anche noialtri si comincia a usare il gergo del 2099. Quello "Shock!" che da noi diventa "Razzo!". Nelle fumetterie di tutta Italia non sarebbe più andato via.

E beh, razzo, che cortocircuito intrigante, questo UR di fine prossimo secolo.

Storia Spider-Man 2099 origini costume

L'avventura della prima testata di Spider-Man 2099 si chiude nel giugno del '96, dopo 46 uscite, un annual, uno special e l'atteso team-up con Peter Parker (Spider-Man 2099 Meets Spider-Man, 1995. Pubblicato in Italia sul primo numero di Wiz della Marvel Italia). La testata italiana L'Uomo-Ragno 2099 si fermerà al numero 30.

Che cosa era andato storto? Grosso modo, tutto. La Casa delle Idee era nel bel mezzo degli anni più turbolenti della sua storia, l'etichetta, imbottita di aggiunte senza senso, aveva fatto sostanzialmente il suo, c'era una gran fretta nel tagliare quelli che venivano ritenuti i rami secchi.

L'editor delle testate 2099, Joey Cavalieri, viene licenziato a inizio '96. Per solidarietà, Peter David molla le redini di Spider-Man 2099, i cui ultimi due numeri vengono scritti da Ben Raab e Terry Kavanagh. 

Storia Spider-Man 2099 origini costume

Rick Leonardi ha già lasciato da tempo la testata. Il suo ultimo numero regolare è stato il 25, e senza le sue matite, esaltate dalle chine di un grandissimo Al Williamson, le avventure di Miguel non sono state più la stessa cosa. Si era fatta la storia del fumetto, i poveri Joe St. Pierre o Keith Pollard di turno non avevano chance.

Rilette ora, le storie di Spider-Man 2099 sono un po' invecchiate proprio nella descrizione del mondo del domani, per quel tipo di visione del cyberspazio effettivamente troppo primi anni 90. Ma restano divertenti come allora, piene di personaggi riusciti, rivisitazioni future di eroi e villain presenti, e beh, non si fosse capito, uno degli Spider-Man più riusciti dopo l'originale di Lee e Ditko.

Se non avete mai letto Spider-Man 2099, si fa presto a rimediare.

Fine della prima parte del discorso, la prossima volta parliamo di tutto il resto del 2099: Doom, Ghost Rider 2099 e tutti gli altri. Sì, compreso lo svantaggiato Ravage di Stan. 


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Commenti

  1. Sono un grande fan di PAD e credo che, consciamente o meno, abbia citato le origini di Luke Cage Hero for Hire nel suo numero uno di Spidey 2099. Ho una teoria su Peter David: sebbene abbia scritto una storia famosa di Spiderman e cioè La Morte di Jean DeWolff, non è un grande fan di Pavido Parker. In un vecchio numero di Web of Spiderman, Flash Thompson spiega a Peter come fosse sempre escluso dalla compa per colpa sua ( piccolo Sheldon Cooper ante litteram esordisce in Amazing Fantasy 15 invitando i compagni di scuola che vogliono divertirsi ad una dimostrazione scientifica ). Nel suo Spidey 2099 prende in giro sia il motto Da grandi poteri...sia Zia May ( interpretazione della sua segretaria virtuale immediatamente cassata). Poteva farlo, come detto dal DocMan, perché aveva salvato Hulk dalla chiusura, facendone un cardine dello MCU, e scrivendo l'unica serie mutante di quei gg che si possa rileggere oggi senza imbarazzo. Rick Leonardi mai così bravo e libero, se non consideriamo Painkiller Jane ed una manciata di storia di Birds of Prey. Forse finalmente inchiostrato da qualcuno che ne capiva il segno ( Al Williamson ).

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    1. Vero, come detto più volte, qui un Leonardi al top, grazie alle chine di Williamson. Ma anche su quei numeri di Colosso per Marvel Comics Presents lo ricordo strepitoso. Lì era inchiostrato da - vado a memoria - P. Craig Russell?

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    2. Giusto, bravo. Io avevo in mente per esempio un episodio degli X-Men col duello tra Ororo Munroe e Scott Summers inchiostrato da Portacio che è disegnatore e rifinì di conseguenza. So di esser un vecchio arnese arrugginito, ma è la ragione per cui preferisco il Colan inchiostrato da Giacoia a quello Palmerizzato ed appprezzo Esposito sulle matite di Andru e persino di Saviuk. Sienkiewicz che inchiostra Sal Buscema o Graham Nolan non rende un buon servizio ai due matitisti perché li sovrascrive.

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    3. @crepascolo: episodio del periodo di Ororo senza poteri, nel quale lei e Scott combattono per decidere chi dovesse guidare gli X-Men?

      Se è quello me lo ricordo bene, è uno dei primi che abbia mai letto, alcune vignette le ho impresse in mente anche adesso!

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    4. Proprio quello. Credo che lo conosca e lo apprezzi anche il DocMan che non è un fan di Ciclope. Io sono un fan di Leonardi e ricordo bene quei gg in cui Rick disegnava ogni tanto una X-Storia per far respirare - specie d'estate quando la testata era quindicinale negli USA - il dinamico duo Marc Silvestri/Dan Green. Rick non era rapidissimo e così saltellava da DD ( testi di Ann Nocenti, team up con Logan , esordio del Guerrigliero ) a Warlock ( testi di Starlin ) a Marvel Comics Presents ( Colosso sempre con Nocenti, ma anche Ghost Rider e Doc Strange in una storia non memorabile ).

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  2. Leonardi era una cosa splendida da vedere. Le anatomie così fluide, quasi cartoonesche. Il 2099 col suo uomo ragno e il suo ghost rider sono un momento difficile da dimenticare.

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    1. Tanto x fare il precisino, Leonardi a parte Spidey 2099 ha disegnato il team up tra i due Ragni, del presente e del futuro, ed il numero uno di FF 2099. Ghost Rider è stato disegnato principalmente da Bachalo, Hotz e Wood.

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  3. Grazie Doc, il costume spiderman 2099 forse un po esagerato ma molto figo.

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  4. Bei ricordi ... per uno che viveva di ragni e comics è stato veramente un periodo d'oro .... Peter David secondo me 1 dei più grandi scrittori avrei sempre voluto vedere una lunga run di Amazing Spider-Man scritta da lui. Anche se attualmente Spencer non mi sembra male sinceramente ... che ne dici Doc ?

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    1. Fermo restando che da anni, per le ragioni spiegate tante volte, del buon Peter mi interessa ormai molto poco, credo anch'io che Spencer sia bravo. I suoi Avengers non mi dispiacevano affatto.

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    2. ho un vuoto di memoria, Doc...che ha fatto David per meritare la damnatio memoriae?

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    3. No, intendevo Peter Parker :D

      David ha continuato a fare il suo, negli anni, tornando spesso ai franchise che lo hanno reso famoso: X-Factor, Spider-Man 2099, ora pure il Maestro. Senza mai arrivare ai picchi di un tempo, IMHO, ma comunque con mestiere.

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  5. Incredibile, ho finito di leggerlo proprio ieri l'altro. Considerazioni sparse:
    1. Costume stupendo, se il look venom è da 10 qui siamo a 9,8, però:
    1a. Perché a volte, anche nella storia lo definiscono nero quando è evidentemente blu?
    1b. La mantellina per me è una poverata senza appello.
    2. Ho avuto l'impressione che la colorazione sia cambiata tra il primo e il secondo numero, risulta? Fra l'altro mi piaceva molto di più quella del n. 1.
    3. Un altro famoso irish/mexican è Louis CK, sapevatelo.
    4. Nel film di Raimi Spidey aderisce ai muri grazie a un velcro organico, tanti minuscoli uncini sui polpastrelli, un po' diverso dagli artigli di Miguel. Che poi la cosa del velcro mi è sempre sembrata la migliore spiegazione e davo per scontato che fosse canon anche nei fumetti, ma non so. Negli anni si sono anche visti ragnotizi aderire ai muri con le scarpe, come facciano è un mistero (un po' come quando Wolverine viene disegnato con gli artigli più lunghi o molto più curvi degli avanbracci).
    5. Lyla potevano anche farla più somigliante a Marilyn, non me la ricorda granché.

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    1. I mini artigli sono pur sempre artigli. L'idea degli artigli viene da qui. È quello che ho scritto :)
      Quanto alla somiglianza, bastava la gonna svolazzante. Negli USA non è mai stato semplice trasformare delle icone del cinema in personaggi fissi di un tuo fumetto. Non come in Italia, quanto meno.

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    2. Posso dire una nerdata a proposito del potere di Spiderman di aderire ai muri: nei fumetti tale potere viene spiegato come una sorta di attrazione magnetica, generato da una sorta di elettricita statica che fa aderire ai muri Spiderman. Se non ricordo male, in una vecchissima storia, Electro intuiva questa cosa e eleiminava momentaneamente questo potere.

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    3. Grazie Crios, me lo chiedevo da parecchio.

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    4. mi sbaglierò, ma la storia di cui parla Crios è di Peter David e Sal Buscema.

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    5. È proprio così. Spectacular Spider-Man 135, di David e Buscema. Il numero in cui Peter (ai tempi con il costume nero) viene cotto come un'aragosta dalle scariche di Electro. Da segnalare anche la MJ bellissima disegnata ai tempi da Buscema. Altro che McPupazzo ;) È una storia dell'88. La Star la pubblicò sull'UR #88, quattro anni dopo (il numero con il ritorno del Mangiapeccati in copertina).

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    6. Acciderbolina, che memoria. Anche io sono un fan di Sal Buscema - negli anni settanta quando ero un bimbo disegnava tantissimo e molte copertine - e la sua MJ era la stilizzazione di quella classica di Romita sr che risaliva alla fine dei sixties. La MJ di McFarlane, occhioni manga, chioma cotonatissima e fisico da cartooning di atleta aerobico, non ha retto il passare del tempo, ma era quel che serviva in quei gg per riaccendere uno spotlight sopra il Ragno.
      Anche Brubaker in un documentario rideva della Catwoman di Jim Balent e la sua disegnata da Crooke e Allred nel 2001 era esattamente quel che serviva in quel momento, ma nel 1993 le cose erano diverse...

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  6. Ua’, ahahah, il fatto “razzo”, vero.
    Bel pezzo, Doc!

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  7. Serie stratosferica! Malvagie Corporazione dei Tabaccai che controllano i dipendenti con l'uso di droghe psicotrope, polizie basata sul Pay for Crime, Miguel mosso da se stesso e non altro ... Il 2099 disegnato così una gioia per gli occhi

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  8. Aveva anche denti da vampiro che secernevano veleno. Poco pratico colla maschera totale, ma paz. Immagino Miguel sarebbe comunque passato alla storia nel momento in cui ha commentato il fatto che le ragnatele erano emesse da un punto sopra i polsi e non dal lato B come capita ai ragni non antropomorfi. Personalmente ho sempre preferito la ragnatela organica al ragazzino quindicenne che morso da un ragno radioattivo inventa in poche vignette un adesivo così duttile da essere mezzo di trasporto ed arma non letale e sparire nel nulla in poco tempo.

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    1. Che poi, in Superior Spiderman, Octopus si chiedeva come mai non ci avesse fatto i soldi con la ragnatela.

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    2. Ci aveva provato ai tempi di Lee/Ditko: entra nel lab di una azienda ed un doctor sarebbe pure interessato, ma dice no quando scopre che la ragnatela si dissolve dopo un'ora. se non ricordo male, Peter Parker ragiona sul fatto che potrebbe cambiare la formula, ma ci vorrebbe del tempo...

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Mai letti all'epoca (e probabilmente è meglio così, perché se no ne avrei avuto un brutto ricordo: quando ho iniziato a leggere marvel il 2099 avrebbe chiuso da lì a poco).

    Ho trovato gran parte dei numeri italiani qualche estate fa in abruzzo ed ho finito di recuperare lo scorso autunno; con il lockdown mi sono letto tutto il 2099 arrivato negli anni 90: fantastico l'uomoragno di David, ma anche punisher 2099, ghost rider 2099 e doom 2099, almeno fino a "una nazione sotto destino"... appena finita quella saga è stato un avvicendarsi di storie precipitose, senza alcun appeal e sempre meno "appartenenti" a quel futuro così organicamente e coerentemente dettagliato nei primi numeri delle testate.
    Per dire, i numeri di x-nation e fantastici quattro 2099 mi hanno fatto rimpiangere le prime storie di ravage... e non sono stato tra i suoi estimatori...
    Ecco, la cosa che mi è spiaciuta di più è stata proprio la percezione che ad ogni manciata di albi il 2099 si avvicinasse un po' di più, nel senso che tornasse indietro risultando via via sempre meno futuro, oppure che certi elementi di dettaglio andassero persi (tipo la rinominazione in nueva york, etc.).

    Molto interessanti questi retroscena: non sapevo del collegamento tra il costume 2099 e quello nero dell'uomoragno!
    Domanda: ma il costume 2099 bianco anziché nero/blu, sbloccabile nel gioco per ps4, da dove è saltato fuori?

    Nathan

    Ps: è cambiato qualcosa nella gestione dei commenti? Molte opzioni non mi sono più visibili e pertanto non riesco più a scrivere dal pc di lavoro

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    1. Il costume bianco ha debuttato nel 2015, su Spider-Man 2099 Vol. 3 numero 1.
      Ancora per qualche giorno, i commenti saranno limitati a chi ha un account google. Poi vedremo.

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    2. Ah, recentissimo, allora: grazie ^_^

      Per i commenti è dovuto ad un regime estivo oppure è un primo segnalo di nuovo restyling?

      Nathan

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    3. All'impossibilità di star dietro, in vacanza, agli spammer. Per il futuro, come dicevo, vedremo (certo, così è più facile. E un account google in fondo ce l'hanno quasi tutti...).

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  11. Lo dico ? Lo dico ! Ho sempre avuto un rapporto altalenante con PParker, ho apprezzato alcuni cicli ma non è mai stato uno dei miei favoriti, e di conseguenza il buon Miguel con me vince facile nella classifica degli omini-ragno .
    P.S. Doc, come sempre grazie per questi post "dietro le quinte" .

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  12. Il mio primo incontro con il mondo dei comics! A parte Ravage e il punitore che non mi piacevano le altre serie erano molto belle (anche Hulk dopo un inizio niente di speciale era diventata una serie carina).
    Un vero peccato che il 2099 sia stato abbandonato così...

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  13. Post molto utile e informativo. Nonostante mi sia sempre ripromesso di farlo, non ho mai frequentato l'Universo 2099. E ogni volta la voglia aumenta. Comunque, all'epoca, non ricordo come, mi ritrovai con questo albetto speciale tra le mani (per collezionisti, diceva la copertina) che presenta l'Universo 2099. E' ancora in mio possesso. C'è l'introduzione ai personaggi, dei bozzetti e informazioni varie. Molto carino. Però in copertina (l'immagine è quella presente alla fine del post) e all'interno c'è la dicitura: "Philips inventa per te". Non so, in effetti, di cosa si tratti.
    Per la cronaca: devo confessare che non mi interessò molto questo nuovo UR. All'epoca c'erano i manga ed ero ancora legato al ricordo del Ragno classico della mia infanzia. Oggi è diverso, per fortuna.

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  14. Confermo la qualità delle storie su Miguel, non era la mia preferita di quell'universo però perchè Doom 2099 la considero un capolavoro tutt'oggi.
    Detto questo, giuro, non avevo idea ci fossero altre serie 2099 realizzate proprio in quel periodo, non avevo sentito nulla di Ghost Rider 2099, ora sono curiosissimo.

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  15. Doom 2099 e Ghost Rider 2099 fumetti che mi facevano impazzire. Zero lo usava spesso "razzo".
    In Italia il 2099 segnò l'arrivo di Marvel Italia.

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    1. no... i primi 11 numeri di uomo ragno 2099 erano di star comics...

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    2. Confermo: UR 2099 era Star Comics all'inizio ed una delle testate + vendute insieme al nostrano Lazarus Ledd. Marco Marcello Lupoi commentò la cosa nella posta di un albo dicendo che probabilmente il loro successo derivava dal fatto di non esser gravate da anni di continuity ( Ledd era nato nel 1993 - il 2099 cita continuamente il MU classico, ma è leggibile senza conoscere i tanti decenni precedenti di storie).

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  16. Grande amore, anche se è vero che il peso dell'età un po' si sente. E grande amore per Al Williamson, ma sul discorso degli inchiostratori sai che ogni tanto ti devo scassare per contratto e pungolarti su una possibile classifica ;)

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  17. Non hai menzionato X-Men 2099, è voluto immagino.
    Spero in un post, a me, almeno i primisssimi numeri non dispiacquero.

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    1. Ho scritto "e tutti gli altri", include anche i mutanti del 2099 ;)
      Il discorso lo portiamo avanti asap con, appunto, le altre testate di quell'universo.

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