Perché Cinzia di Leo Ortolani è un fumetto bellissimo (e Mister No Revolution pure)


Prima ondata di Microletture post-Lucca. Oggi parliamo di: Cinzia di Leo Ortolani, Mister No Revolution di Masiero e Cremona, Chanbara - Il Lampo e il Tuono di Recchioni e Accardi, Yamazaki: 18 Years dei Kaiju, Dark Souls, Kitaro di Shigeru Mizuki e Groucho di Zerocalcare. Let's go [...]


CINZIA
Editore: Bao
Pagine: 240
Quanto costa: 20 euro
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 5/5

Ma tu la conosci Cinzia? Cosa sappiamo di lei e del suo mondo? Pensi a Cinzia e ti vengono in mente vent'anni di battute sui suoi trenta centimetri di dimensione artistica. Ma anche la tristezza nel suo sguardo quando temeva che la sua storia d'amore, nel finale di Rat-Man, potesse anche non decollare mai. Cinzia, la graphic novel di Leo Ortolani interamente dedicata all'ex postino, parte da quelle battute, ma in qualche modo se ne libera presto.

Si continua a ghignare, intendiamoci. Nei duetti con Tamara al ristorante, nei giochi di parole, nei riuscitissimi intermezzi dell'Arca, ma il senso della storia e la sua ragion d'essere è chiaramente tutto il resto. Messo da parte Rat-Man, che qui non c'è, mettiamo da parte in buona sostanza anche la Cinzia spalla comica, risoluto trans inarrestabile, per scoprirne la storia, i pensieri, le debolezze e anche il modo, risoluto e, beh, inarrestabile con cui le affronta. Perché è pur sempre Cinzia.

Una storia d'amore senza una protagonista femminile, direbbe qualcuno. Sbagliando, chiaramente. Cinzia è quello che si sente di essere, come tutti. Hai iniziato la lettura di questo volume, lo confessi, abbastanza preoccupato. Temevi che la chiave comica e sboccata che ha sempre accompagnato Cinzia, come tutto il resto del mondo del Ratto, potesse far sorgere qualche fraintendimento in chi non conosce il lavoro di Leo.

E invece Cinzia ti ha colpito proprio perché il modo in cui Leo affronta l'argomento è incredibilmente delicato. Una storia che i suoi personaggi li mette a nudo, anche letteralmente, per andare dritta al suo obiettivo. E cioè dirti che il corpo conta fino a un certo punto.
Dalla genesi del nome a quel finale, tutto scorre come un film. Di quelli in cui tifi per la protagonista e un po' ti commuovi quando la vedi prendere certe scelte. Di quelli scritti bene e che ti lasciano qualcosa dentro. 
Di quelli che bisognerebbe far vedere e in questo caso leggere a chiunque sia per una qualche ragione convinto che ci sia del giusto e dello sbagliato nelle preferenze sessuali delle persone.

Che si sia giusti o sbagliati, perché te lo dice un prete che poi vai a sapere, Adinolfi che poi vai a sapere, la prima anima semplice che di sapere non sa niente. E non semplicemente quello che si è, cioè persone. Dal lungo finale di Rat-Man, auspicavi un Ortolani ormai capace di liberarsi dell'ombra lunga delle orecchie del suo personaggio per raccontare anche altre storie, mature, sentite, con un loro messaggio. Cinzia è la prima, clamorosa storia di questo nuovo corso.


MISTER NO REVOLUTION - VIETNAM
Editore: SBE
Pagine: 144
Quanto costa: 21 euro
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 5/5

Non ci fosse stato Cinzia, il tuo premio per il miglior volume uscito a Lucca sarebbe andato però senza dubbio a Mister No Revolution - Vietnam. Non sei mai stato un grande fan di Mister No, ma questa sua trasposizione spostata in avanti di venticinque anni ti incuriosiva molto, soprattutto per il setting. La vita di un giovane Jerry Drake, tra la New York dei Velvet Underground e la guerra del Vietnam.

Un racconto duro e senza sconti quanto e più delle altre opere della linea Audace, lontanissimo dagli standard classici del fumetto Bonelli, scritto da un Michele Masiero in forma strepitosa. Per il linguaggio, le scene, la crudezza della trama, dagli orrori della guerra sporca alle nuove paure che strisciavano sotto la pelle di Manhattan, come racconta il tuo amico Gianmaria Contro nell'approfondimento a fine volume. Tanti, tantissimi film sul Vietnam, eppure del massacro di My Lai si è parlato sempre troppo poco.

Mister No Revolution - Vietnam di brutto ha solo il titolo. È una versione per adulti delle bellissime storie di The 'Nam di Doug Murray e Michael Golden, miscelata con una graphic novel alla Pedrosa. Non ti capita spesso di chiudere un volume con un wow mentale così grande, ma è esattamente quello che è successo. E ti fa molto piacere che Vietnam sia solo la prima di un trittico di storie su questo nuovo Mister No.

Resterebbe da chiedersi se valga la pena di spendere 20 carte per un volume cartonato, visto che Bonelli ha già chiarito che la storia uscirà anche in edicola, a dicembre. La tua risposta è che quelle tavole splendide di Matteo Cremona il formato grande se lo meritano tutto. Masterpezzo.


CHANBARA - IL LAMPO E IL TUONO
Editore: SBE
Pagine: 112
Quanto costa: 18 euro
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 4,5/5

Nuova avventura per Ichi, lo spadaccino cieco di Roberto Recchioni e Andrea Accardi, e nuovo viaggio nel giappone feudale tanto amato da RRobe, godibile anche da chi non ha letto le storie precedenti di Chanbara.

C'è, ne Il Lampo e il Tuono, tutto quello che Roberto ama di quell'immaginario, da Kurosawa agli anime di ninja, in una storia che segue lo svolgersi lineare dei film jidaigeki. Il cattivo cattivo, il party di eroi che nasce con l'unico scopo di fermarlo. Una linearità che è però non solo voluta, ma strettamente funzionale al tipo di storia, in cui la forma diventa sostanza.

La sintonia tra i testi di Roberto e i disegni di Andrea Accardi, già notevole ne La redenzione del samurai e I fiori del massacro, qui raggiunge l'apice. Ci sono tavole da guardare e riguardare, in questo volume, come quella a pagina 20, che è allo stesso tempo pura narrazione alla RRobe e puro stile alla Accardi, con una ricerca per il dettaglio, nel tratteggiare quei paesaggi, che avrebbe fatto piangere pure Hiroshige.

Una perfezione formale che si bagna nel sangue. Le scene anche splatter non mancano, ma in qualche modo non risultano mai eccessive anche quando dovrebbero esserlo: un corpo affettato e viscere esposte diventano arte, perché è quello lo scopo dello stiloso cattivo, contrapposto all'eroe semplice e fracassone. Il lampo e il tuono, appunto.

Eleganza, sesso, violenza, intervallati di tanto in tanto da siparietti comici, come nei Chanbara movie che adori guardare in Giappone quando li passano in TV a notte fonda, e il jet-lag e il portatile e le occhiaie ti fanno compagnia. Tutti quei film interpretati o prodotti o con un buffetto d'incoraggiamento di Toshiro Mifune, come Machibuse di Inagaki. Come The Yagyu Conspiracy e i cloni di Lady Snowblood.

Cosa manca? Il seguito. La storia - che copre le 96 pagine bonelliane classiche - si chiude sul più bello e c'è fretta di vedere come va avanti. C'è voglia che questa serie di Chanbara prenda finalmente corpo: in volume, in edicola, quello che è. Si vogliono vedere katana affettare cose con stile. Anzi, katanE. E tutti a cantare al karaoke la sigla de L'invincibile shogun.


DARK SOULS #1 e 2
Editore: Cosmo
Pagine: 112
Quanto costa: 12, 90 euro cad.
Dove si compra: Fumetteria, Amazon
Presidentesse: 2/5

Qui facciamo presto, perché è tutto frutto di un equivoco. Adori i giochi della serie Souls e ti piace il loro modo super-criptico di imbastire una trama, da ricostruire qui e lì, come capita, scoprendo le cose dopo. Dopo essertele perse per strada, tipo.

Ma dopo averli finiti, quei giochi, non ti ricordi mai nulla di quelle storie, dimentichi i nomi dei luoghi, ricordi solo la fisionomia dei boss. Ti piace la storia appena accennata, ma viene sepolta dall'esperienza ludica. Come finiva il primo Dark Souls? E chi diavolo se lo ricorda.

Attratto dalle bellissime copertine, hai comprato questi due volumi pubblicati da Cosmo, che contengono ciascuno una miniserie completa della Titan Comics: Il respiro di Andolus e Il gelido abbraccio. E? E no. Le storie di George Mann hanno uno sviluppo legnosissimo e la lettura si trascina avanti giusto per cogliere la comparsata di questo o di quel volto noto.

I disegni di Alan Quah spuntano a volte alle deformazioni stilizzate di un Texeira, ma a differenza dei lavori di quest'ultimo non ti dicono granché. Sono però appesantiti da una colorazione eccessiva, che va spesso a discapito della leggibilità. Solo per uber-fan di Miyazaki (quell'altro).


GROUCHO - LO SBUCCIACIPOLLE
Editore: SBE
Pagine: 32
Quanto costa: 5 euro
Dove si compra: Fumetteria
Presidentesse: 3,5/5

Durante la Lucca del 2017 eri stato tentato dal Grouchomicon, il cofanetto con tutti e 12 i Grouchini (albetti di Groucho realizzati da tanti autori diversi), ma alla fine non l'avevi preso. Dodici mesi più tardi, hai comprato allo stand SBE il primo Grouchino, quello di Zerocalcare.

La storia de Lo Sbucciacipolle è divertente e improbabile quanto può esserlo vedere Groucho alle prese con due coatti romani e i problemi generazionali tipici delle storie di ZC. Godibile, anche se 5 carte per uno spillato di 30 pagine sono davvero tante.


YAMAZAKI 18 YEARS - KAIJU EDITION
Editore: ManFont
Pagine: 256
Quanto costa: 27 euro
Dove si compra: Fumetteria, Amazon
Presidentesse: 4,5/5

Sono un paio d'anni che meni il torrone con Yamazaki 18 Years perché è uno dei progetti che ti ha generato più fomento degli ultimi tempi. Una serie fantascientifica in cui si spiega in modo pseudoscientifico come l'improbabilità si sia impadronita del nostro universo, schiaffeggiando virtualmente con il proprio pene la fisica quantistica.

Un mondo in cui c'è una ragione plausibile per far combattere ragazzi trasformati in giganti (e c'è una spiegazione altrettanto plausibile sul come diventano tali) con i mostri kaiju. In cui appaiono Hitler e Dick Dastardly, triplani e scazzottate gigantesche. Storie di Diego Cajelli, disegni del team Kaiju, attualmente composto da David Messina, Valerio Schiti, Paolo Villanelli e Simone Di Meo (autore anche delle cover). Ora vuoi troppo una maglietta con la Baronessa. E pure una con Nangila che rifila un calcio volante al concetto di badassicità.


KITARO
Editore: J-Pop
Pagine: 400
Quanto costa: 15 euro
Dove si compra: Libreria, Amazon
Presidentesse: 4/5

Se andate a Tokyo, facile vi troviate di fronte nei Mandarake e in altri templi della vintaggeria questo ragazzino con un ciuffo sul viso e un occhio con gli arti a fargli compagnia. Quel ragazzino è Kitaro dei cimiteri (Gegege no Kitarō), un grande classico del fumetto giapponese, il manga che ha reso famosi gli yokai del folklore nipponico.

Questa antologia di J-Pop, Le spaventose avventure di Kitaro, raccoglie le storie più significative del manga di Shigeru Mizuki, nato come Fantaman dallo spettacolo itinerante del kamishibai. Storie grottesche, tra humor nero e leggende, per saperne di più non solo su un'icona del fumetto nipponico, ma anche su tutte quelle storie di paura riciclate poi a morire in mille manga e anime. E chiaro, per scoprire perché Kitaro se ne va in giro accompagnato da un bulbo oculare. Che è suo padre.

E voialtri, deboscia? Cosa state leggendo / avete letto di bello negli ultimi giorni?

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Commenti

  1. Domandina ina ina Doc, ma Yamazaki 18 years si trova solo in edizione kaiju o anche in una più piccoloeconomica?

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    1. La Kaiju Edition è la raccoltona: ci sono storie precedenti e altre nuove. C'è solo così o variant (cover diversa, stesso prezzo).

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    2. Oki, pensavo ci fossero solo due edizioni diverse tipo cartonato e non.

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  2. Ciao Doc, ti consiglio Silas Corey volumi 1 (La Rete Acquila) e 2 (Il Testamento Zarkoff), entrambi pubblicati da Magic Press. Ottima storia bede' di spionaggio, ambientata (prevalentemente) in Francia nella fase finale della prima guerra mondiale. Pierre Alary presta le proprie matite ad una solida storia di spionaggio partorita dall'ottimo Fabien Nury. Fammi sapere cosa ne pensi!

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  3. Il Buon Vecchio Zio Jerry si presta ad essere cronotraslato in tempo perchè potesse dire no anche alla guerra che gli USA hanno pareggiato ai supplementari - secondo alcuni commentatori - o perso ai rigori - secondo altri - e sono sicurio che Masiero e Cremona hanno fatto un gran lavoro, ma spero un giorno di vedere un Signor No in un prossimo futuro in cui è catturato in una colonia extra mondo e costretto a fare il giudice di un wargame tra alieni costretti per contrappasso a rivivere le guerre che hanno combattuto, pareggiato o perso o vinto altrove fino ad arrivare allo strange game: the only winning movie is not to play di Badass Badham. Il presentatore dello show sarebbe combo di Mike Bongiorno e Don Trump come li vedrebbe il papà di Doonsbury. Jerry sarebbe un recalcitrante Signor No, mesmerizzato all'inizio sulla falsariga di quello one shot di Bob Hall, tradotto anche da noi, con un tizio colla faccia del Joker in wacky races contro un Batman cattivo ed orwelliano. Testi di Morrison o Milligan. Disegni di Tyler Jenkins o Toby Cipress . Covers di Lemire. Spillato 64 pagine. Miniserie di sei. Colori a la Killing Girl o Grass Kings.

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  4. ho letto il primo numero di jagan e mi è piaciuto ,non è ,comunque,per tutti i palati ,è splatter ,è grottesco , e un tantino insensato, ma a me i manga così piacciono molto,perciò se vi piace il genere qui vi divertirete ,s gli autori ci sanno fare!

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  5. Grazie per la dritta su Mister No, doc, mi interessa molto.

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  6. Secondo giro di microletture di fila in cui non ho letto nulla. Record negativo. Male, molto male.
    I volumi presentati nel post sono quasi tutti molto interessanti, specie i primi tre. Peccato per i prezzi un po' proibitivi per me, ma almeno Mister No credo me lo prenderò quando uscirà in edicola in formato ridotto/classico

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    1. Domandina riguardo Mister No che mi è sorta solo dopo aver inviato il precedente commento: ma per uno che non ha mai letto niente del personaggio va bene partire da questo albo?

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    2. È una nuova versione del personaggio. Sì, non bisogna conoscere nulla di Mister No.

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  7. Mi pareva strano (e un po' triste) che Ortolani avesse chiuso col mondo del topo. Grazie per la dritta, Doc, se passo davanti una fumetteria spero di ricordarmene.

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  8. Ieri ho comprato, e letto tutto d'un fiato, Cinzia. A mio avviso forse il miglior fumetto di Ortolani. Le gag ci sono, si ride in diversi punti, ma alcune scene sono un pugno nello stomaco (come detto da Doc, a cominciare dal nome di Cinzia). Era un argomento ostico, ma trovo che Ortolani lo abbia affrontato in maniera superba. Assolutamente consigliato, anche a chi non ha mai letto nulla del ratto

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  9. Sto aspettando l'arrivo di Cinzia..ehm...del fumetto chiamato "Cinzia"! E già che c'ero mi sono preso Cinemah per rinverdire i ricordi del Leo recensore. Quindi non sto leggendo nulla ma se Dio vuole domani mi sfondo!

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  10. Contando che i grouchini verranno ristampati anche in futuro color fest, per quanto voglia bene a Groucho, 5 cucuzze per 30 pagine pure no!

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  11. Ma Cinzia è leggibile senza aver letto il finale del Ratto?

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  12. Ultimamente non riesco a finite (e tante volte iniziare) un volume di Ortolani o di Zerocalcare è più forte di me quindi ho smesso di comprarli. Qualora finirò quelli vecchi ci penso.
    Mister NO e Lampo & Tuono non lì ho presi ma voglio recuperarli, soprattutto il secondo.
    I volumi su Dark Souls devo ancor leggerli ma molto in fissa con il primo Dark Souls. Ho preso il gioco da tavolo, ho una statua di Oscar Cavaliere di Astora in ufficio ed essendo solo ogni tanto mi ci rivolgo pure con cose del tipo "Oscar hai visto dove ho messo le chiavi?" o più banalmente un "ciao". La storia del primo Dark Souls la ricordo molto bene e un giro Lordran me lo faccio molto volentieri. Già calcare con la mente quelle lande per me è una gioia.

    Parlando di quello che ho preso a Lucca e già letto:
    Oblivion Song: storia molto intrigante accompagnata da dei disegni molto ben fatti. Le bestie aliene non sono proprio nel mio stile ma nel complesso ci stanno anche quelle. Il protagonista è un personaggio interessante, mosso da una ossessione che si scoprirà da cosa è motivata, veramente. Peccato che il secondo numero non si veda all'orizzonte.
    Near Death: qui c'è una premessa. Ho conosciuto su twitter il disegnatore Simone Gugliemini perché siamo entrambi due fan di Sean Phillips e per sbaglio mi sono accorto a Lucca che aveva pubblicato per Cosmo la sua ultima fatica, Near Death. Ho incominciato a leggerlo e sembra una tipica storia sceneggiata con lo stile di Ed Brubaker e disegnata da Sean Phillips a cui Gugliemini si ispira clamorosamente. La storia ruota attorno ad un killer che vuole rimediare, un professionista navigato, un duro un po' stile anni '70 ma molto tranquillo e pacato nei modi. Intorno c'è il sottobosco criminale di quelli che lavorano nel crimine con le loro regole e con il loro modus operandi come facessero un qualsivoglia altro lavoro normale. Per ora ho letto solo il primo dei 3 numeri. Consigliato a chi ama il noir e il poliziesco.
    Trumpolino: fumetto italiano umoristico che fonde Trum e Topolino in un mix che fa sembrare, come dice Vissani, Salvini di sinistra. Carino soprattutto per le gag che fanno ridere tanto, molte volte a denti stretti. Una satira feroce ma, sfortunatamente, non lontana dalla realtà. Il fumetto l'ho scoperto per aver accompagnato il Doc alla conferenza della Manfont a cui siamo arrivati così in ritardo da esseri i primi.


    PS: fischi dagli spalti per non aver citato il vero miglior volume di Lucca, il secondo numero di Nicolas Cage :P

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  13. di questa tornata mi interessano mr no ( che prenderò in edizione economica) e kitaro. chanbara mi interessa pure ma non ho letto il primo e vorrei recuperare prima quello. a lucca nel quintale di fumetti che ho comprato ci sono anche cinzia e gli albetti di groucho completi .

    passando alle letture ho letto che aria tira a topolinia 2 della ziche (carino) ,le entusiasmanti avventure di max middlestone e del suo cane alto trecento metri ( un po disorientante il continuo passaggio da sceneggiatura a fumetto ma non una brutta lettura) , e i primi due albetti di groucho ( carino quello di zerocalcare , poco sotto la sufficienza quello di maicol e mirco , autori o autore per il quale non provo alcuna simpatia)

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  14. Buongiorno, ho letto 'spercrash' di darryl cunningham. Fumetyo che parla della crisi finanziaria partendo da un punto di vista molto originale. Poi ho scovato in biblioteca un volume sui.primi vent'anni del gruppo tnt con interviste a magnus e bunker ed a altri disegnatori. Ti prego doc scrivi qualcosa su alan Ford! É tanto che lo prometti! oh, my god! Sto.piagnucolando...

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    1. Dai, in passato l'ho fatto. Qui e là e... sì, ci vorrebbe un post dedicato vero e proprio. A Lucca, la settimana scorsa, ho visto nella vetrina di una pasticceria il numero 1. Superbruschette.

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  15. Torno da Lucca con la schiena rotta a furia di infilare nello zaino fumetti e graphic novel gentilmente accollati dalla Consorte.
    Ammetto colpevolmente di aver letto molto poco della tornata (ma son giustificato, ho avuto altri acquisti a cui accudire).
    Oltre a Kitaro e Cinzia, la colonna comprende:

    - Il volume conclusivo di Blue, di Angela Vianello;
    - Idem per quanto riguarda Contronatura di Mirka Andolfo;
    - Il consueto volumetto annuale di Monster Allergy Evolution della Tunuè (che ammetto di prendere più per nostalgia della serie originale che altro);
    - roba sparsa di Tezuka (Shumari, La ragazza dai mille volti);
    - Il terzo volume della collana del Professor Astrogatto (L'Odissea nel corpo umano) che è una serie bellissima per spiegare ai bambini la fisica e le scienze;
    - il volume 4 di Gotho Namite Profectus d Alonso Rojas, italico autore di cui apprezzo sommamente il tratto (poi la storia è iconoclasta e volgare, ma è voluto, dopotutto si parla di demoni);
    - Home Sweet Home di Yu, che non conoscevo ma mi ha incuriosito (storie di ragazzi giapponesi delle medie che vanno a combattere al fronte in un giappon contemporaneo)
    - Il sesto volume di Samurai Executioner di Koike e Kojima (gli stessi di Lone Wolf & Cub) per il dannato senso di ineluttabilità che le convenzioni sociali nipponiche si portano appresso da sempre.

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    1. Ah, e Tosca dei Boschi di Radice e Turconi (Il Porto Proibito, fate vobis).

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  16. Riccardo Thiellaaaa! Se ci sei, batti un colpo :)

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  17. Ho letto solo i primi due albi de "la ricerca di Wolverine" (molto avvincenti, fantastici i personaggi presenti) e il "nuovo" numero uno dei vendicatori (divertente il dialogo tra Tony, cap e Thor / stupendi i "cattivoni" disegnati in stile Kirby)

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  18. Non ho potuto recarmi a Lucca causa altri impegni (da fine ottobre in avanti il lavoro tende ad accumularsi, ma meno male che c'è!), così ho sfruttato il primo momento libero per fare un salto in libreria e ho preso Cinzia, che ho letto di un fiato.
    Che dire: Leo diventa sempre più bravo sia nel disegno sia nella scrittura, anche per come evita certe trappole, le scorciatoie in cui troppi al suo posto facilmente cadrebbero. Cinzia non è un libro "pesante" ma ha invece un bel peso specifico, quel raro equilibrio fra onestà e tenerezza profondissima che è parte del modo di narrare di Ortolani.
    E per chi ha letto: Stèin àlaiv!... Di questi tempi non è poco.

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  19. Devo prendere il volume di Cinzia. Sto leggendo la ricerca di Wolverine, molto divertente: sembra un'operazione nostalgia dei Nuovi Vendicatori di Bendis e Finch. Ho iniziato a leggere ( in inglese) Gideon Falls: tanta roba!

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  20. Ho letto oggi Cinzia, tutto d'un fiato perché non riuscivo a staccarmici e che dire se non: capolavoro.
    Mi ha commosso e mi ha fatto ridere, spero che Leo continui a produrre storie di questa qualità.

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