Batman contro Jack lo Squartatore (2018)

Batman contro Jack lo Squartatore, la recensione senza spoiler
Disponibile da qualche giorno solo in digitale, Batman contro Jack lo Squartatore (Batman: Gotham by Gaslight) è il trentesimo film d'animazione dei DC Universe Animated Original Movies ed è anche la trasposizione di un fumetto con cui hai sempre avuto grossi problemi, indeciso se considerarlo o meno meritevole di esser preservato per i posteri dopo l'imminente conflitto nucleare che spazzerà il pianeta Terra per colpa del nostro nuovo governo. E il film, quindi? Com'è? E Batman prende davvero a cazzotti Jack lo Squartatore? (sì) [...]

Dunque (congiunzione). Gotham by Gaslight esce nell'89, è un albo one-shot e viene considerato il primo Elseworlds, i What if? del DC Universe, cioè la prima storia ambientata in uno dei tanti universi alternativi che si sarebbero presto popolati di Batman vampiri, Superman comunisti così, col pugno alzato alla Mario Brega, eccetera, eccetera. Istituzionalizzando in un'apposita etichetta - nata nel '91, quindi dopo Gotham by Gaslight, ricondotto sotto di essa solo a partire dalle ristampe - il concetto di storie alternative che in casa DC gironzolava sin dagli anni 50. Forse anche prima.

Torniamo alle luci a gas di Gotham. Il fumetto dell'89, scritto da Brian Augustyn e disegnato dal grande Mike Mignola, con chine di P. Craig Russell, aveva un grandissimo pregio e un altrettanto enorme difetto. Il comparto artistico del dinamico duo Mignola/Russell era pazzesco e valeva da solo il prezzo dell'albo. La Gotham vittoriana in cui un Batman di fine Ottocento, con la sua attrezzatura steampunk, affrontava Jack lo Squartatore, trasudava atmosfera da tutti i pori della sua carta porosa; talmente bello a vedersi che ci stava un bigiù accanto alla trasposizione mignoliana del Dracula di Bram Stoker, capolavorò assoluto sfornato una manciata di anni dopo da quello che si apprestava a diventare il papà di Hellboy.
Il problema di Gotham by Gaslight era la storia. Lenta, peeesante e sostanzialmente un giallo in cui c'era un unico indiziato, e infatti lo Squartatore alla fine era lui. Tipo che c'aveva pure lo stesso nome, tu pensa. Nel trasporre quel fumetto in un film d'animazione lungo quasi un'ora e venti, la Warner ha deciso comprensibilmente di sfruttarne i pro e buttarsi allo scamuffo dei contro, cercando di riprendere lo stile visivo di Mignola e Russell e rimaneggiando la trama, con tanto di cambio di identità del mostro dissezionatore.
Il primo proposito, si perdoni il gioco di parole da Enigmista, è andato in porto solo in parte. Ci sono alcune inquadrature d'effetto in Batman contro Jack lo Squartatore, e Batman (che a mezzo busto o piano americano copre buona parte del minutaggio) funziona, quando spara i suoi rampini caricati a vapore, sanguina o arriva sempre tardi sulla scena del crimine. Così come funziona la Gotham dal cielo color giallo malato: non è quella di Mignola, ma inquieta più di quella canonica.

Il charadesign di molti personaggi è però quello solito dei film DC Animated Universe, con i consueti occhioni femminili giganti. Non aiuta che il regista sia per l'ennesima volta Sam Liu, che ne ha girati una bella fetta (come Batman and Harley Quinn, giusto per citarne uno di cui si è parlato a queste coordinate). Mal si integrano inoltre con il resto alcuni elementi in 3D, come il dirigibile pescato dal seguito di Gotham by Gaslight, Batman: Master of the Future, pubblicato nel '91, scritto sempre da Augustyn, disegnato da Eduardo Barreto.
La storia rimescolata ha un finale piacevole, nel senso che almeno ti tiene lì per capire se ci hai azzeccato o meno, e soprattutto ha una grande Selina Kyle. Di tutti i personaggi classici del Pantheon dell'Uomo-Chirottero trasposti in questa Gotham tardo ottocentesca, tra un Harvey Dent e una banda di monelli composta da Dick, Jason e Tim, tra un Hugo Strange e una poverella Poison Ivy, spicca la signorina Kyle. Volitiva e forte come Catwoman, e altrettanto attratta da Bruce Wayne. Il tono è abbastanza adulto, vuoi per il sangue che vola quando entra in azione lo Squartatore, vuoi per alcuni accenni nei dialoghi, ma nulla di esagerato. Sì, nonostante la foto qui sopra possa indurvi a pensare il contrario.
Spesso, per queste trasposizioni animate di grandi classici dell'Universo DC, è facile dire che la versione cartacea è migliore. Si commette il solito crimine dell'accostare media diversi, mischiando mele cotogne e toti cutugni, e perdendo di vista l'obiettivo di questi film, rivolti spesso se non sempre ai cultori dei fumetti DC. Ma si fa presto. Si può dire, ad esempio, che il film animato di The Killing Joke non è di per sé malvagio, ma il fumetto di Moore e Bolland è chiaramente altro. Il punto, però, è che qui Gotham by Gaslight, come detto all'inizio, lasciava per quel che ti riguarda molto a desiderare in termini di trama e mordente.
Si è barattato insomma l'impatto visivo mignoliano, inimitabile in questo contesto se - come avvenuto - si cerca comunque di dare una continuità visiva al tipo di taglio artistico adottato nella collana di film, con un canovaccio un attimo più articolato e meno topomortodifineottocento. Per quel che costa (7,99 euro per acquistarlo su iTunes o un'altra mezza dozzina di piattaforme digitali, 3,99 per noleggiarlo su YouTube), vale la visione nonostante i suoi difetti. Perché, pur con questi tenuti in conto e pur non avendo Mignola a bordo (hai detto niente), funziona probabilmente meglio del fumetto dell'89.


11 

Commenti

  1. Non credo di essere ancora pronto a pagare per comprare/noleggiare film singoli in digitale... soprattutto con quello che spendo in sky e netflix :p

    RispondiElimina
  2. Non ho letto il fumetto ma penso provvederò, intanto mi vedo con mia sorella (grande appassionata delle serie animate di Batman e di Frank Paur cone regista) questa versione. Stavo guardando la locandina e mi ha intrippato il mantello steam punk, come avevi accennato tu nell'articolo, di Batman.. very cool indeed!

    RispondiElimina
  3. Ho provato a vederlo qualche mese fa (evidentemente la versione appena uscita è quella dub-ita), interrompendolo però dopo un po' in quanto non apprezzavo più di tanto i disegni e l'animazione (non sono un grande fan del DCAU). Dovrei finire di vederlo per togliermi la curiosità sul finale.
    Farei bene anche a leggermi il fumetto originale, che mi era sfuggito. Certo ci saranno quei difetti nella sceneggiatura, ma mi piace molto lo stile secco di Mignola, che ben si sposa con le atmosfere fumose e vittoriane. All'epoca mi piacque molto, ad esempio, la serie "Fafhrd and the Gray Mouse", che mi fece scoprire i ibri di Lankhmar di Fritz Leiber.

    Ah, interessante il titolo italiano di questo film, che corrisponde alla descrizione che ne feci a un amico: "mah, è un cartone in cui in pratica c'e' Batman contro Jack lo Squartatore" "WTF?"
    Mesi dopo, titolo italiano: uguale. Eeehhh, ci vogliono anni di studi di mercato per partorire questi titoli! Non si frigge mica con l'acqua!

    RispondiElimina
  4. egregio dr!!... a me il disegno di questi cartoni ha sempre fatto abbastanza schifo...troppo infantile..troppo cartone..ho amato invece ninja batman...AMATO!!!.....questo l ho cominciato...ma come spesso accade ..abbandonato in fretta....la dc perde colpi ovunque.

    RispondiElimina
  5. Vorrei tanto recuperare il fumetto perché vado matto per quello stile di disegno che mi ricorda molto uno dei miei disegnatori preferiti, Sean Phillips, e per l'ambientazione vittoriana anche se lo steampunk non mi ha mai convinto a pieno.
    Il film, invece, non mi interessa più di tanto. Ho già Netflix, 2 abbonamenti ad Amazon Prime e Sky, che forse disdirò, ed anche io non voglio bruciare altri denari su altre piattaforme e mi irrita il sistema nervoso acquistare un film senza avere in mano il bluray o il dvd; per capirci compro ancora i cd musicali e ammetto di non aver mai utilizzato iTunes e simili.

    OT
    In ambito fumettistico fare una serie di post monografici su sceneggiatori o autori oppure coppie di autori e sceneggiatori che spesso lavorano insieme. Per non farli lunghissimi magari farlo parlando di 5 opere ritenute a tuo insindacabile giudizio le più significative. Logicamente io candido Ed Brubaker e Sean Phillips come prima coppia e le opere: Sleeper, Criminal, Incognito, Fatale e Kill or Be Kill.

    PS: Sleeper hai finito di leggerlo?

    RispondiElimina
  6. Anche a me il fumetto deluse parecchio, malgrado i disegni di mignola...anche se non mi dispiacciono le trasposizioni del DCU, mi sa che stavolta passo...Piacerebbe un sacco un post su batman ninja. Vedi tu, dottò...

    RispondiElimina
  7. Per tutti quelli che mi chiedono di Batman Ninja: l'ho visto un paio di mesi fa, in anteprima, in una proiezione per la stampa. Ne scriverò per Screenweek quando uscirà da noi, in estate.

    RispondiElimina
  8. Ricordo Gotham By Gaslight come il ciao ciao di Mignola allo stile delle covers di Alpha Flight ed alla miniserie starliniana Cosmic Odyssey e financo al numero della X-Force gestione Nicieza /Liefeld con una missione da sporca mezza dozzina del Six-Pack di Cable. Mi rendo conto che Mike non sarebbe diventato un cartoonist da leggenda se non fosse passato alla cristallizzazione stilosa di Hellboy, ma io sono un ragazzo della vecchia scuola o un vecchio della nuova scuola - cioé mesmerizzato dalla deriva Bruce Timm/Mike Parobeck/Ty Templeton/Rick Burchett/Dev Madan/Brad Rader/Tim Levins/Mike Manley/Andy Suriano... insomma cartoon - e sto meditando di comperare una DeLorean ed accelerare fino al momento in cui Ralph Macchio - l'editor, non KarateKoso ndr - ha detto a MM " per essere un inchiostratore, sei un buon disegnatore " e prendere da parte il futuro papà di diavoletti scornati per dirgli che è il caso guardi Tony Salmons e Mark Badger prima di infilarsi in una carriera di successi e di influenzare Nicola Mari e Joe Quesada. Chissà se mi darebbe retta...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Importante, importantissimo che quei due li abbia influenzati in quel modo, però.

      Elimina
  9. Tanto per rendermi amabile , dopo aver ammesso che preferivo il Mignola implume, segnalo che il nome è Stoker e non Stocker.
    Migno Stocker sarebbe il nome perfetto per un cacciatore di taglie del Barglait che arriva a Clerville colla intenzione di catturare Diabolik .

    RispondiElimina

Posta un commento

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usarli. Metti la spunta a "Inviami notifiche"per essere avvertito via email di nuovi commenti. Info sulla Privacy

SEGUI LE ANTRODIRETTE SU TWITCH