martedì 9 agosto 2011

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Wizard #18, febbraio 1993: come eravamo (messi malissimo)

Il problema, il problema grosso è che gli anni Zero non ti riesce proprio di infilarli nella tua contabilità mentale. Pensi ai 90, ai primi anni 90, e ti sembra che siano passati solo dieci anni, e invece no, sono venti, dice. Il primo numero che hai comprato di Wizard - il magazine che, nel raccontarne la scomparsa, descrivevi lo scorso gennaio come "la rivista che vendeva più dei fumetti di cui parlava. Era la bibbia dei collezionisti quando collezionare albi originali americani sembrava avere un senso e comprare due copie di un fumetto dimmerda per un nuovo gimmick in copertina pure" - era tipo il 9. Qualcosa con Alfiere degli X-Men in copertina. Il primo che ti sei ritrovato in casa, il primo utile da passare al fil di scanner* che hai recuperato, è però questo Wizard numero 18 del febbraio 1993. Dentro, sfogliandolo, ci sta un mondo perduto. Ci stanno gli anni Uehilà Beppe! dei comics, i discorsi assurdi sul valore di un autografo o di una card con uno sgorbio di Rob Liefeld disegnato sopra con una vanga intinta nella china. Ci stanno case editrici estinte da tempo e linee editoriali di cui si è perduto pure il ricordo. Ci sta insomma molto 1993. Davvero parecchio 1993 [...]
* Le scansioni le hai fatte prima di partire. No, non ti sei portato in vacanza lo scanner. Non per altro, ma nel bagaglio a mano non ci stava
La copertina è una di quelle copertine gatefold (pron: gheitfoooold), a più ante come un armadio dell'ikea, che tanto andavano di moda in quegli anni disperati e felici. L'illustrazione con Spidey e i suoi compagni di merende Venom e Carnage è in stile McFarlane, ma con la differenza che questo tizio era molto più bravo dell'inutile, odiato, insopportabile McFarlane
All'interno della copertina ripiegabile, un doppio paginone sui Secret Defenders, formazione uber-pezzente messa in piedi dal Dottor Strange giusto per umiliare la gloriosa storia pluridecennale dei Difensori. Cioè: Maverick? Nomad? I New Warriors? Dove si firma per riavere subito in squadra la Valchiria e Gargoyle? Prego notarsi come, assieme a quella scampagnata con i Nuovi Fantastici Quattro disegnata da Arthur Adams, questa sia una delle prime apparizioni di Wolverine in un super-gruppo senza una X da qualche parte o comunque un contratto di franchising firmato da Xavier nel cassetto. Oggi Logan e l'Uomo-Ragno hanno la tessera raccolta punti di almeno ventisette gruppi diversi a testa (as usual, un bel click sulle immagini per ingrandirle)
La Harris, nel frattempo, mette bene in mostra i suoi, uh, asset...
...mentre la Valiant continua a ripescare vecchie glorie della Gold Key, riproponendole in una versione schwarzeneggera, ipertrofica, tutta tirata. Ora è la volta di Turok, il cacciatore di dinosauri, al debutto sulle pagine di X-O Manowar grazie al nuovo acquisto della casa editrice, Bart Sears. Ve lo ricordate Bart Sears, sì? Sears (ah-ah)
Nelle pagine delle news, ancora di una tristezza grafica davvero sconfortante, leggiamo innanzitutto della continua espansione dell'etichetta Marvel UK. Alla storica filiale britannica della Casa delle Idee va senza dubbio il merito di aver puntato in quel periodo i riflettori su un Bryan Hitch già mostruosamente bravo (la mini Mystech Wars) e poi... no, basta. Tutto qui, ché Testa di Morte II, Motormouth e il resto dei suoi fumetti facevano abbastanza pena
Ma si parla anche dell'ANIA, l'associazione dei publisher di colore, per produrre fumetti di super-eroi di colore destinati a un pubblico, uh, di colore. E se vi sembra un'idea autoghettizzante e destinata ad avere vita brevissima, beh, c'avete ragione
Oppure dell'arrivo sul suolo ammerrigano dei fumetti di Ultraman. Ultraman quello vero, il super-eroe giapponese, non quell'idiota del Mio Amico Ultraman. Peccato si tratti di storie realizzate in house dalla Harvey, e quindi delle solite minchiate per ragazzini (e che nessuno si azzardi a dire che anche Ultraman è in effetti una minchiata per ragazzini. Lo è, lo è sempre stato, ma non lo vuoi sentir dire, d'accordo?)
E a proposito di ragazzini: la rubrica sui videogiochi era affidata a un cicciobimbominkia, con tanto di cappellino del suo ordine culturale dei cicciobimbiminkia. Andiamo pure avanti, avanti veloce
La storica rubrica "Brutes and Babes", con cui Bart Sears convinceva milioni di giovani appassionati di poter diventare anche loro disegnatori della Image. Ed è esattamente, PURTROPPO, quello che è successo. Grazie di averci distrutto il settore, Bart, sei un amico. Ah, prego notarsi il pistolotto autopromozionale con cui Barta apre il suo intervento, senza vergogna alcuna
Di Wildstar hai effettivamente comprato tipo uno o due numeri, e non era neanche malaccio. Cioè, per essere la storia di un tizio che riceve i superpoteri e i capelli brizzolati da una stella marina aliena. Il fatto è che lo stile di Al Gordon e Jerry Ordway era troppo classico. Ci si capiva qualcosa, nelle tavole e soprattutto nelle anatomie di Ordway. Avevano addirittura un senso, i dialoghi di Gordon. E questo alla Image prima maniera era assolutamente inaccettabile. Nel cacciare i due autori, il politburo formato dall'incompetente McFarlane, dal gioviale Larsen e dal maniscalco Liefeld ha detto loro: "Andatevene a fanculo, vecchi, qui non vi vogliamo più vedere"
Le pagine dedicate al cinema (Trailer Park, o qualcosa del genere: ché dietro c'hai solo le scansioni e il numero è rimasto in Italia) erano un pistolotto interminabile su film, telefilm e cartoni più o meno in uscita. Oltre che del fantomatico film di Pantera Nera con Wesley Snipes, di cui l'autore della rubrica ha continuato a scrivere PER ANNI prima di capire che no, non se ne faceva niente, si parla anche del Tagliaerbe/Lawnmower Man 2. Please insert a giant roflcopter here
Ma occhio che c'è spazio anche per il film Super Mario Bros., un genuino capolavoro della storia del cinematografò (horror)
Un qualche insulso fumetto della Malibu collegato a un videogioco per Mega Drive, fratocugino di Contra. Ringalluzzita dai soldi incamerati con l'accordo di distribuzione dei primi albi Image, la Malibu sarebbe crollata solo un anno dopo, le sue licenze comprate a prezzo di saldo dalla Marvel e parcheggiate in soffitta accanto all'albero di Natale e a una vecchia scatola di Paroliamo
Ed ecco, per l'appunto, la vagonata di fumetti della Marvel UK. Dopo tanti anni in cui la casa editrice aveva seguito una sua linea, Paul Neary, in qualità di nuovo Editor-in-Chief della filiale britannica, lanciò questa collana di testate dallo stile molto ammerrigano, in cui comparivano anche gli eroi Marvel tradizionali, ma solo in una pagina o due (in genere la undicesima, e sempre in modo che fosse possibile rimuovere quella apparizione alla bisogna senza sconvolgere la storia): inutile dire che l'interazione con il Marvel Universe restava a senso unico, ché in America a Death's Head II e soci non se li cagava nessuno. Sì, esatto, proprio come avvenuto per il tristissimo, derivativo a tremila, ridicolo, pezzente, fantozziano Europa della Marvel Italia
All'inizio, come vediamo, qualche risultato è pure arrivato. Alcuni albi (gran parte dei quali pubblicati in Italia sulle pagine di Star Magazine. Ma stai andando a memoria e ti scoccia controllare) vendettero parecchio e finirono in ristampa, ma nell'invasione generale di millemila nuove testate al mese che il fumetto americano stava vivendo allora, nella sua festa a base di spumante e trenini brigittebardò, l'effetto novità svanì presto. Nel '94 la Marvel UK tornò ad occuparsi di ristampe e venne acquisita dalla Panini, Paul Neary ad inchiostrare da Dio Bryan Hitch
Una veloce occhiata ai pupazzetti custom realizzati dai lettori, giusto per ridere di quel Warpath con la capa a bomba di He-Man...
...e siamo alla tristezza, la tristezza assoluta, da orizzonte ad orizzonte, del borsino delle card. Quanti centesimi mi ha guadagnato questo mese questa figurina che non si incolla ed è troppo rigida e non ci puoi giocare manco a cartelle o a battimano? Neanche questo sarebbe durato fino ai giorni nostri: il mercato delle card, ma anche le stesse card
Lo capisci subito che il fumetto ammerrigano sta vivendo un'era oscura e malata, se l'uscita più importante del mese, a detta della rivista più importante dell'intero settore, è un'enorme puttanata come Darker Image. Un albo in cui qualche pagina di Sam Kieth e del suo The Maxx non bastava a salvare dall'orrore dell'ennesimo tizio con i capelli dragonbolli di Rob Liefeld, o da un Jim Lee che giocava a fare il Frank Miller. Che era un po' come mettere Eto'o in porta e Julio Caesar all'ala sinistra, giusto per il gusto di rimediare una figura dimmerda
Seguono il già citato Wildstar e una di quelle robe strane della Valiant
il numero 375 di Amazing e, inchino, Death: the High Cost of Living di Gaiman e Bachalo
Il resto sono una cofana di fumetti Marvel, qualcosa della Valiant e della DC (ma poca roba)
(Sandman, piangiamo)
e chiaramente quei sei, sette etti, sette e cinquanta, lascio?, di X-serie di ogni tipo (incluso l'infiltrato portoghese X-O)
La Top 10 degli albi più cercati nelle fumetterie yankee a gennaio è tutto un fiorire di testate Valiant, a eccezione della prima piazza, occupata dal numero della drammaticamanonèunacosaseriamo'ritorna morte di Superman (Superman #75), dal secondo numero delle avventure dei WildC.A.T.S. disegnate da Jim Lee e scritte da un suo compagno d'asilo negli anni in cui facevano l'asilo, e dal numero 4 di Spawn. Spawn di quello lì, quello che prendeva le inculate con le palle da baseball da milioni di dollari, McCoso
La top 100 non è invece una minchiata marchettofora inventata, ma la classifica ufficiale dei 100 albi a fumetti più venduti d'America (nel dicembre '92) secondo la Diamond. Fatevi pure due grasse risate sulla terza posizione, ma anche sulla quinta e sulla nonaomigidio!
Un altro grande classico dei primi anni di Wizard: la classifica degli artisti, stilata in base a simpatie, raccomandazioni, conoscenze laterali. Non hai mai capito tra l'altro perché in quella foto Rob Liefeld fosse sempre un omone di colore truccato come uno dei suoi Youngblood
Rob Liefeld e il suo amicone (perché ancora erano amiconi, e non si erano presi a sputi e offese pesanti sul conto delle proprie madri) Todd McFarlane, immortalati durante una gara di "Non so disegnare i piedi ma mi piacciono i cappellini da baseball"
Altri autori dell'epoca. Solo uno dei tre nelle foto sarebbe diventato il boss della Marvel, dopo esser ingrassato appositamente di duecentosedici chili ed essersi fatto le mèches
Ma la quarta di copertina è tutta per Death. E se pensi che all'epoca la Vertigo era ancora la Vertigo, e che in mezzo a tutte quelle copertine ridicole e card foildchromiumembossedsticazzi da collezione c'erano ancora serie come Death e Sandman e quell'Hellblazer, riesci a capire come l'universo intero non sia collassato sotto i colpi di Rob Liefeld e Todd Macchecojoni. C'era ancora la meraviglia di trovare albi nuovi di Death e Sandman in fumetteria. E non c'erano manco tutti quegli emo della minchia con ciuffo fonato a comprarli. Incredibile

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20 commenti:

  1. Comunque a pensarci oggi (soprattutto se si è nati nel '90 come il sottoscritto) è incedibile il sucesso che ha avuto McFarlane e il suo Spawn.

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  2. Hola Doc, ho finito di leggere le prime due mini degli Ultimates proprio qualche giorno fa e concordo, Hitch + Neary fa proprio bella figura. In giro però ho letto che Hitch sarebbe un maestro del ricalco, più che del disegno, ed in effetti qualche dubbio è pure lecito... tu che sei addentro che ne dici?

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  3. Doc, condivido il tuo problema di contabilità mentale, devo sempre fare i conti per capire che sono passati venti anni e non dieci dal 1990.

    Detto ciò, i fumetti Image e puttanate cantanti mi hanno sempre fatto l'effetto del confetto Falqui e con essi l'estetica spaghettosa morbidosa di McFarlocco.

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  4. E già, giusto l'altro giorno mi rigiravo tra le mani Appetite for destruction che è dell'87! Eppure pareva uscito l'altro ieri!

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  5. Considerazioni Sparse:
    La pubblicità dei Secret Defenders era ingannevole dato che Maverick, Johnny Blaze, Adam Warlock e Silver Sable non sono mai apparsi nel team.

    I Fumetti Marvel UK erano, se me lo permetti Doc, anche più trucidi e orrendi di quelli Image, con tutti i quei personaggi CyberpunkDemoniaci... almeno su Youngblood qualche brandello di supereroismo classico lo si poteva ancora trovare...

    Breve lista di titoli Marvel UK:Death's Head, Death Wreck, Death Metal, Killpower, Die-Cut, etc....tutti nomi di eroi che ispirano fiducia, eh? Se Neil Tennant fosse rimasto a fare l'editor della Marvel Britannica invece di dedicarsi ai Pet Shop Boys forse le cose sarebbero state diverse (magari poteva dedicarsi a entrambe le cose)

    ANIA: di st'iniziativa non ne avevo memoria e forse è meglio così: che Kevin Smith abbia preso loro come esempio per il personaggio di Hooper e del suo White Hatin' Coon di In Cerca di Amy? Meno male che poi ci ha pensato la buonanima di Dwayne McDuffie con la sua Milestone ad aggiungere diversità al fumetto supereroistico in maniera tutt'altro che patetica.

    A me l'Ultraverse piaceva assai.

    Bloodwulf, la brutta copia di una parodia (Lobo) è la cosa più schifosa uscita dalla matita di Rob Liefeld.

    I comics della Valiant non mi hanno mai attratto e incuriosito.

    La grafica della Wizard's Top Ten Hottest Artist ricorda in maniera imbarazzante delle Palline Ben Wa.

    Notevole la stilosissima combo Mullet+Baffi di Mark Bagley. Spero che torni di moda.

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  6. Emanuele: indecente. Più che "incredibile", spenderei in tutta tranquillità l'aggettivo "indecente".

    BrunoB: qualche foto qua e là l'ha usata "come base" di sicuro. Ma occhio, perché è una tecnica molto più diffusa di quanto si creda. Greg Land ci ha costruito su una carriera.

    Marko: è vero. Non ricordavo quale tra le tante brutture di Rob fosse finita in Darker Image, ma qui c'era probabilmente la più triste di tutte. Voleva far ridere e ci riusciva, ma per le ragioni sbagliate.

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  7. Matt Damon sta valutando la possibilità di recitare in un film in cui un cronokiller viaggia indietro nel tempo e stecchisce Rob DOPO la sua run di New Mutants con le chine di Wiacek e Barta. Se qualcuno si sta chiedendo se Matt abbia le stimmate x il ruolo, lo invito a confrontare la foto dell'attore della serie Bourne e quella dell'attore dello spot della Levi's che è anche il papà di Badrock. Se qualcun altro dubita che Damon possa imbarcarsi in una storia con così poco appeal, lo invito a guardare I Custodi del Destino.
    Lo script, tanto x tornare a bomba, prevede che una congiura di fans di Alan Davis e P. Craig Russell evochino un demone viaggiatore temporale perchè impedisca cose come Youngblood e quella run di Cap atterrata con la grazia di un paracadutista in un picnic tra due cicli di Waid/Garney. Un clone di Fabian Nicieza - nel film sarà Daniel Pennac ( citaz del Truffaut in Incontri Ravvicinati ndr ) - cercherà di fermare il sicario perchè il mondo non sarebbe lo stesso senza Cable, Deadpool e Shatterstar. Okay, possiamo tirare avanti senza Shatty. E Deadpool è solo Deathstroke con una trasfusione del sangue di David Letterman. Ora che ci penso, Cable è il Bruce Wayne del Dark Knight travestito da comparsa di Mad Max.
    Non vi dico come finisce il film.

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  8. Bel film, Crepascolo :)

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  9. Se non mi sbaglio, il primo supergruppo senza x e con dentro wolvie erano i f4 di riserva, cioe' logan, Hulk, ghost e (guarda un po') spidey.Mi sa che l'arrampicamuri e il nano gia' avevano capito che toccava a loro tirare avanti la baracca....
    Allora: la Malibu faceva cagare, che mi ricordo, mi vengono in mente solo il Superman con il piu' alto tasso di steroidi nel corpo e un certo Rune che era un vampiro spaziale che bho, prendeva botte da Venom in un loro crossover e non ho mai capito che senso aveva fare una serie su un cattivo che uccideva per fame, un po' come fare delle storie basate solo su Vermin,dai oh.
    Della Image (ma ancora esiste?) ricordo invece Spawn che non era male, ma era cosi' tanto allungato che l'acqua al confronto era saporita e Dragon Sbirro o una cosa del genere di Erik Larsen.

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  10. Doc, faccio finta di accettare la tua idiosincrasia per McFarlane, ma definirlo inutile no, lui ha dettato legge proprio nel decennio che tu racconti in questo articolo, dopo oltre 20 anni di standardizzazioni Romitiane (sì lo so, Romita mica cotica) è arrivato dal Canada questo fan delle palle da baseball e ha diviso a metà il comicbiz, o con lui o contro di lui, io, lo sai, sono totalmente con lui.
    Ha dato le linee guida del modo di disegnare i fumetti, e e di disegnare l' uomo ragno, tutti si sono dovuti adattare, addirittura un Sal Buscema, che a mio avviso a guadagnato punti dopo una lunga seerie di anni dove disegnava più di mestiere che di altro.
    Di contro preferivo l' alex Saviuk pre McFarlane, ma sono gusti.
    a me ha abbastanza influenzato...
    Questo è un disegno che mi chiese un amico editore di un freepress romano adesso chiuso, fatto in occasione dell' uscita di spider-man 3.
    Se Spidey dovevo fare, allora che fosse come lo intendo io all' ennesima potenza.
    http://web.tiscali.it/hellspawn/files/covers/move7big.jpg
    Poi vabbè, negli ultimi 15 anni mi sono reinnamorato di Rymond e del suo Flash Gordon. I classici dei classici come stile...

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  11. Mi chiederò sempre perchè questo odio atavico verso Todd...cosa si nasconde nel tuo passato Doc?
    Ah noi puoi dirlo!
    Ma ti stava sulle balle anche prima di Spawn, quando faceva Hulk e Spiderman?
    E che fine ha fatto Sears?
    Ed è strano che il Doc si sia dimenticato di questo famoso spot che Rob fece nientemeno che per la Levis 501

    http://www.youtube.com/watch?v=LJhoa2SVGNA
    una vera chicca per intenditori.

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  12. Chiedevate un ROTFLCOPTER? Eccovelo:-))

    Dottore, in programma per la scansione avresti anche la serie di Wiz? Questa, per intenderci...

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  13. Molto spassoso come sempre. Mi sono sbellicato a molti passaggi.

    Due libere associazioni di idee mie: ho letto Secret Defenders in originale (in Italia se non ricordo male venne proposto ma poi sospeso) ed è composto da 25 numeri tutto sommato carini.

    L'idea era di portare all'estremo il concetto del "non-gruppo" che i Defenders sono sempre stati.

    Infatti in ogni numero compiaiono 2 o 3 personaggi fra i molti in formazione, spesso per non comparire mai più. L'effetto ottenuto è piacevole perché non si insegue necessariamente il successo di cassetta. Quello che è incomprensibile è perché invece venne pubblicizzato come novità di cassetta.

    Seconda osservazione: oltre a Bryan Hitch un altro autore cui la Marvel UK ha spianato la strada e che vale la pena di ricordare è il mostruosamente bravo Gary Frank.

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  14. Ahhh, il Tagliaerbe. Ma soprattutto l'incredibilmente ancora più iper-pezzente sequel. C'è bisogno di buttare un pò di luce su quel filone video-filmografico degli anni '9x secondo il quale la Realtà Virtuale sarebbe stata l'inevitabile futuro prossimo.

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  15. Vero, diamine: Gary Frank.
    Il discorso Todd MacFarmer l'abbiamo affrontato giù tante volte. Il primo albo Marvel letto in vita mia era una storia di Thor disegnata da John Buscema. Una roba pazzesca. Il primo albo DC una raccolta Cenisio di Batman con storie di Neal Adams e José Luis Garcia-Lopez. Mostruoso. Quando, una decina di anni dopo, sono arrivati questi tizi che disegnavano con i piedi, questi cani della matita incensati come innovatori, ti giravano le balle. Tutto qui.
    Anche perché innovatori lo erano anche Jim Lee e Silvestri. Solo che quelli sapevano disegnare.

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  16. DOC non ti facevo tipo da Sandman, un inchino a te.

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  17. deimos, potrei anche offendermi tantissimo. La Berger se n'è uscita nel '93 con quella storia della Vertigo praticamente per far contento me ;)
    Notate come al debutto della Vertigo nessuna delle serie già esistenti e passate alla nuova linea (Sandman, Shade the Changing Man, Hellblazer eccetera) sia ripartita dal numero 1. In quegli anni lì di fantaminchiate era già un segnale fortissimo.

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  18. Il miglior Silvestri di sempre, in my opinion and opinions are opinions , è quello della run primi anni novanta sulla testata di Wolverine ( testi di Hama e chine di Dan Green ).
    Marc era bravo anche quando copriva dieci mesi all'anno sugli X-Men ( con ospiti come Rick Leonardi e BWS ), ma nelle storie di Logan a solo le vignette sono + grandi, il tratto + nervoso e cinetico. Le prime storie della Cyberforce sono una transizione : perde quello stile da estrai-la-matita-e-schizza-perchè-6-guidato-dalla-Forza ( motore di gente come Bernet, Dell'Edera, Sinis, Casini ,Simonson, il citato Leonardi e Norm Breyfogle ) e si apparenta alle mascellone squadrate ed ai nasini cesellati di Jim Lee.
    E' ancora bravo, ma si osservi quanti primi piani da rivista patinata conta la prima saga di Darkness. Ho apprezzato il suo ritorno agli Uomini X quando al timone era Morrison e mi piace la grinta del trailer del suo prossimo Hulk, ma la nostalgia è canaglia e le storie del Guercio in Spagna nel '38 con Hemingway, Orwell e Puck di Alpha Flight vs nazis e Lady Deathstrike sono il top.

    Leggo sempre con piacere il Doc e condivido il 99 % delle cose che scrive, ma mi permetto di dissentire: Lee e Silvestri erano e sono migliori disegnatori, ma il Toddster, sebbene manchi di senso della narrazione e abbia costruito la sua carriera su una inesauribile teoria di splash pages, aveva un tratto innovativo per i tempi - il suo amore per Felix the Cat e Ditko, le tele che ha scippato ( sua ammissione, si veda una intervista pubblicata da una rivista Acme, credo Mostri o Splatter ) a Michael Golden e la riproposizione di alcuni tic degli eighties sotto forma di caricatura ( pensate al taglio rockabilly del Pavido Parker e gli scaldamuscoli di Mary Jane Fonda ) erano il coktail che ti servono proprio quando stai chiedendo ad Ambrogio di procurarti qualcosa di nuovo.
    Una miscela cool come non era nemmeno quella delle chine di Sam Kieth sul primo Matt Wagner, artisti a cui il papà di Spawn qualcosa ha preso.
    A me piace anche Larsen e trovo che, invecchiando, la sua sintesi sia sempre + interessante. Se continua così, sarà presto una combo di Paul Grist, Sean Philips , Jon Bogdanove ed il Mark Badger delle ultime cose in rete.
    Forse. Sperem.

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  19. Sinceramente, anche io credo che Mc Farlane, pur non essendo un gran chè come scrittore e disegnatore, ha saputo portare qualcosa di nuovo nel mondo dei comics, e per quel che lo riguarda, ha saputo capitalizzare il momento , andare contro un sistema corrotto ch fregava personaggi e ideali creativi senza dar loro un soldo ( peccato che alla fine anche lui sia diventato ciò che odiava) e creare una dei maggiori marchi legati alle action figure esistente.
    Bisogna anche dire che sono proprio i disegnatori scarsi quelli che 9 su 10 creano personaggi che fanno la storia dei comics .
    Dico sul serio.
    Pensate a Bob Kane, Go Nagai, Leiji Matsumoto, Monkey Punch , Peter Laird ecc... a ai loro personaggi ultra famosi.
    Proprio perchè scarsi hanno tirato fuori forme e lineamente non ccomuni, standarizzati, insomma, originali.
    Provate a contare quanti sono i disegnatori mediocri che hanno creato personaggi di grande successo e ne rimarrete stupiti.

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  20. Un post su Marvel UK ed Europa potresti farlo, però... ;)

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