martedì 25 gennaio 2011

18

Wizard è morta (e ToyFare pure)

Wizard: The Guide to Comics era la rivista che tipo quindici anni fa entravi in fumetteria e chiedevi: Oh, Gianni, è arrivato Wizard? Era questa cosa coloratissima con dentro i posterini zingari degli eroi zingari dell'Image e le card super uber deluxe traslucide embossed sagomate fluorescenti in regalo, le interviste, le anteprime e il listino prezzi. Che un tuo amico stava lì a controllare ogni volta quanto valessero i suoi primi dieci numeri di Spawn tutti imbustati, e quando il dollaro guadagnava terreno sulla lira era l'unico pirla in tutta Italia che esultava mentre gli altri smadonnavano per il carobenzina. Wizard era la rivista che vendeva più dei fumetti di cui parlava, era la bibbia dei collezionisti quando collezionare albi originali americani sembrava avere un senso e comprare due copie di un fumetto dimmerda per un nuovo gimmick in copertina pure. Era. Perché ieri è andata gambe all'aria […]
Bei tempi
Hai iniziato a leggere Wizard nel '93, con il numero 18 qui sopra, e le copertine, quelle copertine dipinte con gli eroi dei comics erano per te talmente arrapanti da meritarsi un posto nella classifica delle cose più arrapanti di quando eri giovane, subito sotto a) i Postalmarket, b) i prezziari dei videogiochi import stampati su sfondo giallo e in corpo 4 sulle riviste di videogiochi, c) Giovanna la Tettona. Ma quella è un'altra storia.
Sei andato avanti a comprarla, Wizard, per dieci anni, mese dopo mese, leggendo sotto quei titoli a caratteri fluo di Rob Liefeld, che tutti lo volevano morto, di Jim Shooter, che tutti lo volevano morto, di Xena, che tutti la volevano a novanta. E il film di Pamela Anderson e le gag e la migliore rubrica della posta di sempre (Jim McLauchlin!) e le anticipazioni sui maxi crossover estivi che sembravano chissà che, che ti aspettavi chissà che, e invece venivano fuori sempre delle mezze merde.

A destra Angela. A sinistra un personaggio inutile di cui ora ti sfugge il nome
Ne hai comprato un numero qualche tempo fa in America, di Wizard. Eri in aeroporto ad Atlanta e dovevi ammazzare due ore e tutto quello che c'avevano in un chioschetto dell'aeroporto oltre alle barrette di cioccolata di quelle che ti uccidono erano una rivista di giardinaggio, una rivista sulle baite in montagna del Colorado, una rivista per neo-mamme e Wizard. Ci hai pensato un po' su e alla fine hai preso Wizard. Quel che hai trovato, un po' come per Topolino qualche giorno fa, è stato solo la magra controfigura del magazine che ricordavi: un'ottantina di pagine scarse stampate su carta velina, nelle quali si parlava di film, di videogiochi, di cazzate. La verve di un tempo: sparita. Le firme di un tempo: sparite. Le prese per il culo a Rob Liefeld: no, quelle c'erano ancora. Non possono andare avanti così, ti sei detto, con le gambe accavallate su una poltroncina sfondata dell'aeroporto sfondato di Atlanta seduto in mezzo a un paio di ciccione americane sfondate pure loro.
E infatti avanti non ci vanno più, ché a quanto pare i tipi di Wizard Entertainment non sono stati abbastanza rapidi nel portarsi le mani alle balle dopo la tua sentenza di morte. Wizard chiude, e chiude pure ToyFare (che era molto divertente, per quanto fosse socialmente inaccettabile acquistarla in una fumetteria popolata anche da lettrici carine), tutti i dipendenti a casa, anche se l'azienda promette che un nuovo progetto online sorgerà dalle ceneri delle sue riviste. 1) Credici. 2) Ormai a chi diavolo vuoi che interessi.

18 commenti:

  1. Cacchio, noo, ha chiuso Wizard.
    Negli anni 90 era un bel vedere, andava comprata solo per farsi gli occhi per le splendide pin up, e le copertine .
    Se sapevi anche leggere l' inglese era un must, con i quiz idioti, le foto idiote con le action figure le interviste ai vari autori e altre cose così.
    Di Wizard ho comprato solo un annuario speciale, che ho trovato nell' edicola di Cernusco S/N ( MI).
    Come ci sia arrivato lì è un mistero, di quelli che probabilmente l'umanità non riuscirà mai a dare una spiegazione.
    Per il resto, la sfogliavo sempre a scrocco in fumetteria ed era un piacere: mi pento di non averlo comprato assiduamente, perchè , come tutte le riviste di informazione, rappresentava benissimo un epoca passata.
    A proposito, quanto varrà oggi il mio Savage Dragon n°1 originale nuovo di pacca sul mercato collezionistico ?

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  2. Postalmarket... che ricordi, anche quella ha chiuso!

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  3. Vuoi che dica qualcosa anche su di te? Non ci si mette niente, eh. :)

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  4. Ottanta pagine... e dire che me la ricordo grossa come un elenco telefonico!
    Sempre che tu non l'abbia già fatto, una richiesta post: i dieci crossover Marvel più merdosi degli anni '90.
    Certo, poi ci vorrebbe quello monografico su Giovanna...

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  5. Ma i primi dieci numeri di Spawn imbustati interessano a qualcuno? Seriamente. Complimenti per il blog, l'ho scoperto da poco - bello davvero. Ciao.

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  6. Idiotaignorante: intendi sulle maxi saghe? Perché un post sui crossover assurdi tra case editrici l'ho già scritto.

    Emiliano: grazie. Quanto alla domanda, la risposta è: NO.

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  7. C'è da capirlo. A rivederli adesso "fanno onco a'bahi" (fanno schifo anche ai vermi) come direbbero a Livorno.

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  8. Sì, le maxi-saghe (mutanti e non) anni '90, tipo i megacrossover del mondo mutante, ma non solo. Per esempio dopo aver perso un annetto dietro alla saga del clone dell'Uomo Ragno, e dopo aver visto come si risolve, ho gettato la spugna. Mi hanno detto che negli anni successivi hanno pure fatto belle saghe, tipo Civil War. Ma la merdaccia degli anni '90 ha quel fascino particolare. Probabilmente la Marvel voleva battere la Image anche sul piano merdologico. E visto che più su si parla di Savage Dragon, dico che era l'unica cosa bella mai uscita dalla Image.

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  9. Sure, perché no. Un post molto simile, sugli universi alternativi della Marvel, è in arrivo intanto per settimana prossima.

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  10. Il povero Spawn, non era neanche male come idea di base: cioè, questo ex agente_killer della C.I.A che ti torna in vita con superpoteri e vive da reietto con i barboni, mentre la ex -moglie viene bombata da suo migliore amico, almeno nella teoria, ripeto, non era male.
    La colpa era di Tod che dalla teoria alla pratica ne aveva combinate di brutte, a cominciare dal costume un pò pacchiano di Simmons.
    Qualche episodio carino la saga sapeva dartelo, e poi c'erano sempre le storie scritte da Moore , Morrison, Gaiman, Sim ...
    Ammetto però che l'edizione italiana la compravo principalmente per Savage Dragon e Freak Force, e infatti, quando Spawn è passato in solo alla Panini, ho smesso di comprarlo.

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  11. Savage Dragon. A lungo il mio super-eroe preferito!

    Oggi è Berlusconi.

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  12. I primi dieci numeri imbustati di Savage Dragon li vorrà qualcuno? Scherzo. Ne avrò cinque.

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  13. Comunque le ragnatele/spaghetto di Spiderman/Tod, quando vennero fuori, segnarono un qualcosa.

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  14. Iniziai a comprare Wizard tramite il mio fumettario di fiducia quando cominciò Civil War in America.
    " Minchia , una signora rivista" , dissi io , visto che aveva tante notizie , info davvero utili e la guida dei prezzi.
    Peccato che mese dopo mese , le pagine sono diminuite , le notizie che pubblicavano erano sulla Rete già mesi prima , e utlizzare classifiche con le ragazze più gnocche dei telefilm ( fare arrivare la biondina di Heroes prima ed Evangeline Lilly terza per me è un mistero irrisolvibile )era davvero patetico.
    Insomma , l'ultimo numero comprato è di Gennaio 2010 , una ottantina di pagine con la consistenza di " Carta-cul" piena di pubblicità,ormai notizie di terza o quarta mano,e la guida dei prezzi drasticamente ridotta.
    Ormai era una testata morta , condivido la chiusura come rivista cartacea.

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  15. Uahahah il listino prezzi di Wizard; un ricordo da 500 nerd kudos minimo! :D

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  16. secoli dopo

    il tizio in copertina insieme a Angela è Nightwacth (apparso su Amazing Spiderman e poi titolare di una mini da 12 inedita da noi con un costume via di mezzo tra spawn e batman versione Azrel)

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