Londra a Cosenza (nel 1990)

Zzap Turrican 1990

Patti Smith canta Frederick, ma la sua voce si mischia al rumore del tergicristalli. Piove, tanto. Il cielo è grigio come l'asfalto, l'asfalto è un lago di lucine rosse. Incolonnato in un'inebriante corsa nel traffico ai 5 all'ora, passi davanti a quel posto e ti succede di nuovo. Come ogni volta. Guardi quella vetrina e ricordi quando lì c'era uno dei tuoi negozi di videogiochi preferiti, trent'anni fa. Ed entrarci ti faceva sentire in un'Inghilterra che non avevi mai visto [...]

US Gold pubblicità 1990

Nei primi anni Novanta non sapevi molto dell'Inghilterra vera, a parte che tutti andavano in giro con la bombetta e l'ombrello, perché lo vedevi ogni mese su Dylan Dog. Non eri mai stato a Londra, e ti ci sarebbero voluti quasi dieci anni per metterci piede. Però, da tanto tempo, seguivi indirettamente le vite di un sacco di gente che nel Regno ci viveva. Questi animali strani chiamati sviluppatori di videogiochi.

Zzap!, poi TGM, K... tutto quello che leggevi sui videogame ti parlava all'epoca di questi giovanotti albionici con dei tagli di capelli improbabili, che avevano fatto i soldi programmando i giochini nella propria stanzetta. Non sempre, ma l'idea era questa. E avevano macchine fighe, e svernavano in un pub, e parlavano tutto il tempo di pinte e calcio. A nessuno importava niente, ai tempi, di Miyamoto e colleghi, perché c'erano i cugini coder dei Sex Pistols,

Vivevano in posti dai nomi strani, tipo Luton o Stoke-on-Trent, ma poi finivano sempre a Londra a presentare i loro giochi. In dei grandi party, con grandi ospiti, grande musica. O almeno questo c'era scritto, ti raccontavano.

E a furia di leggere questi resoconti di vite da rockstar di tizi con le facce da giovani hooligan alcolisti, di questi Johnny Rotten programmatori con dieci anni di ritardo, finivi per respirare l'aria di quel mondo lì. La lettura di quelle sacre riviste ti calava in un mood unico: tutto, dalle cover alle pubblicità, ti faceva vivere l'Inghilterra videoludica da inizio della fine del millennio. Ti sembrava tutto, anche quello che non lo era, dannatamente inglese.

Così, quando entravi da Sirangelo Computer o da Commodore Point (si chiamava così?), e ti trovavi immerso tra quegli stessi posterini U.S. Gold, quelle copertine, quelle cassette e quei dischetti, il mood ripartiva. Fuori era ancora Cosenza. Dentro, la Londra o giù di lì del 1990. L'extraterritorialità della nostalgia, tipo. 

Londra nei dodici metri quadrati di un negozio stipato di home computer Commodore, di pile di C64 da riparare e Amiga 500 (del tuo rapporto con C64 e Amiga dicevi nei post della serie "I miei Computer", se vi va di recuperarli).

La cosa buffa è che trent'anni più tardi, ripassare davanti a quei negozi, diventati da tanto tempo altro, ti genera ancora lo stesso tipo di effetto. Stesse sensazioni, ora cristallizzate in ricordi. Pure se nel Regno di Betsy ci sei stato nel frattempo un numero spropositato di volte (mai troppe, comunque) e nessuno, neanche a Liverpool, va più in giro con quei capelli lì, grazie al cielo. 

Getti uno sguardo a quelle vetrine un tempo popolate dalla febbre per i computer del commodoro, e rivivi quel surrogato videoludico d'Inghilterra fermo a inizio anni Novanta.

Prima che tutto cambiasse, che l'avvento delle console trasformasse quei tizi inglesi col mullet in una generazione di techno-discotecari da club, e in soli cinque anni il mondo dei giochini assumesse anche da noi tutta un'altra faccia e un'altra storia. Trasferendosi nei negozi di televisori e in quelli nuovi tutti pensati per i giochi di questi affascinanti mostri giapponesi con tanti bit.

Nel frattempo, continua a piovere, la colonna di macchine segue i tempi del bradisismo di Pozzuoli, e Patti ripete che tutto il potere sta in un nome e quel nome è proprio Federico. Ah. Avresti detto Renato.

regali di natale nerd antro 2021
Regali di Natale nerd - 2021
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Commenti

  1. Ciao Doc, ti racconto il mio ricordo, era il 24 dicembre del 1987, mi trovavo a casa di mia zia e passeggiavo con mio padre a Via Saverio Altamura, Napoli quartiere Vomero, quando ci fermammo fuori ad un negozio, che aveva una tv 14 pollici a colori, con un gioco di pallanuoto, per c64. Ricordo che rimasi a fissare per molto tempo questo tv, e mentre mio padre mi parlava, io ero completamente ipnotizzato da questi omini che si passavano il pallone. Ricordo ancora, che mio padre mi tiro' a fatica dalla vetrina, e ritornammo a casa da mia zia. Il giorno dopo, trovai vicino al letto, la cassetta con questo gioco. Ricordo ancora il caricamento a strisce colorate e la lunga attesa, mi sembravano minuti interminabili, per giocarci. Il nome di questo negozio, in cui, da allora, andavo almeno una volta al mese a comprare cassette, si chiamava ALGA SOFT ( molto nota a Napoli per le cassette vendute in edicola, ma questa è un'altra storia). Fu un Natale stupendo, paragonabile al Natale di un paio di anni prima, quando acquistai il c64.

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    1. ALAGA SOFT che ricordi.... un istituzione come lo diventeranno successivamente le Twilight Compilations per PC

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  2. Grazie per questo tuo ricordo Doc, descrivi un qualcosa che anche io (e credo molto altri) ho vissuto, anche se centinaia di chilometri più a nord, nella provincia milanese.
    Sono passato davanti ad un negozio qualche mese fa, casualmente, adesso è una gelateria. Nei primi anni 90 però era la Mecca per i felici possessori di un Amiga come me. Passandoci davanti m'è arrivata una botta di nostalgia incredibile.
    Quelle riviste poi, che consumavo ogni mese, che meraviglia.
    Casualmente, proprio in questo periodo, ne sto recuperando un po' (alcune sono in viaggio, arriveranno a giorni), giusto ieri sera sfogliavo un TGM con il sorriso stampato in volto. Ho aspettato che moglie e figlie fossero a nanna però, il richio occhio lucido era altissimo, poi vagli a spiegare perché.
    Inoltre devo dire che ricordavo più di quanto pensassi, cioè proprio pezzi di articoli, un cinque alto alla mia memoria!

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  3. bellissima, Doc... il primo mio impatto - dopo i pomeriggi a casa di Marco P., a giocare solo con il noioso (per me) tennis - è con "Computer Home", negozio palermitano fighrtto delle "zone bene" in cui un odiosissimo sosia di Maurizio Nichetti (papillon escluso) pretendeva di dar consigli su questo o quel gioco, finendo sempre per "impaccare" sonore schifezze ("Gazza Soccer" per C64, uno per tutti...) gabellandole per giochi avvincenti... chissà che fine avrà fatto, il Nichetti di viale delle Alpi

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  4. grazie per la condivisione Doc, io ricordo ancora i bellissimi articoli di Zzapp con i diari di sviluppo dei videogames attesi per l'anno a venire. Mese per mese attendevo impazioente di leggere cosa stavano cercando di spremere fuori dal mitico biscottone nei suoi ultimi anni di vita prima dell'avvendo definitivo di 16 bit e console. Ho consumato gli articoli che parlavano di Creatures e Myth History in the Making e appena sono usciti li ho comprati all'istante!

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  6. Madonna, stesso mood. Con l'aggravante del prequel: in Inghilterra nel 1988 passai tre settimane in vacanza studio, vicino Southampton. Un pomeriggio di libera uscita ci portarono in un centro commerciale e io rimasi ipnotizzato davanti alla confezione di Barbarian II per C64 (...no, la minimale armatura dell'amazzone non c'entrava proprio niente, che andate a pensare? XD).
    Per farla breve, quella confezione ha fatto con me il viaggio di ritorno nel Bel Paese.
    Qual è il punto, direte voi? Il punto è che il C64 lo ebbi solo nel 1989...

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  7. Redferne:
    Eh.
    I remember, Doc. I remember.
    Riguardo agli home computer il misero contributo alla causa da parte mia era uno spheegatisdimo C-16 che stava piu' in riparazione che altro.
    Ma TGM e ZZAPP!! le leggevo eccome!
    Anche perche' erano l'unica fonte di informazione sulle nuove console che stavano furoreggiando laggiu' nel Sol Levante. Anche se il tutto ssi riassume a a due trafiletti...
    Di recente sto riguardando Full Metal Alchemist, prima che lo tirino via.
    E i due fratelli mi ripetono a piu' riprese che quel che non c'e' piu' non puo' tornare, è che bisogna trovare il modo di andare avanti.
    E mi sa che hanno pure ragione.
    Il periodo natalizio si presta, ai ricordi. Anche se a ben guardare, ogni periodo e scusa sono buoni.
    Mi ha un po' rotto, questo continuo ricorrere alla nostalgia. Mi da' l'impressione che viviamo sempre piu' di passato e di rimpianti.
    Ma lo interpreto come un buon segno.
    Forse sto iniziando a metabolizzare e a superare la cosa.
    Poi passo davanti a una zona che ben conosco, ci sovrappongono negozi che non ci sono piu' da secoli e...siamo da capo.
    Il naufragar m'e' sempre dolce, in quel mare.
    Per la cronaca, e per tornare a quel tuo vecchio post sulle insegne dei negozi estinti...visto che tutto torna, sono finito ad abitare proprio vicino ad una piazzetta dove una volta c'era un negozio di computer e console.
    Ci butto un occhio dal balcone...ed e' come se lo vedessi.
    C'ero andato a comprare Legend of the Mystical Ninja (Ganbare Goemon) per Super Nintendo.
    59.000 lire. Dopo un viaggio in bicicletta di 20 km ad andare e 20 a tornare.

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  8. Stupendo post Doc, sinceramente mi mancavano molto post come questi sull'Antro, con quella malinconia tipica di chi ha vissuto esperienze pionieristiche e gli inizi di un era come appunto quella dei videogiochi.
    Posso risponderti che anche io, come tantissimi della nostra generazione ho fatto pellegrinaggi nei punti videoludici della mia città assieme ai miei amici, con una passione, quella per i computer e per i videogiochi in egual modo che ci ha accomunato sin da piccoli e che per molti, me compreso, ne ha fatto poi una professione. Qui a Parma avevamo Zeta Informatica, il primo ed il solo negozio di computer presente in città e che fece furore dalla metà degli anni 80 sino a metà 90 quando poi vennero sdoganati gli home pc e naturalmente le console nipponiche. Era un negozio di medie dimensioni, con la particolarità di avere una delle vetrine suddivisa a metà tra schermi tv e poster dei videogiochi del momento. Di quel particolare 1990 ricordo le locandine di Golden Axe e mi pare World Cup 90. Sugli schermi andavano i videogiochi del momento sia per C64 che per Amiga 500 ambitissima ma ancora fuori scala per le mie tasche. Dietro c'era il retrobottega con i computer da riparare. All'interno del negozio ragazzi più o meno grandi, i primi smanettoni ed i cosiddetti "esperti" di tecnologia e di videogiochi. Di quel negozio ricordo soprattutto il "profumo di tecnologia", quell'aroma misto di cavi surriscaldati e plastiche oltre che delle scatole di cartone delle cassette e dei dischi e di alcuni modem tra i quali spiccava il nome US Robotics. Nel mio caso più che a Londra mi pareva di essere nella camera di Mattew Broderick di Wargames. Quando si entrava lì c'era quasi reverenza, perchè il negoziante era un signore distinto e non un ragazzino come da Game Stop e dava poca confidenza specie con i ragazzi. Forse non li reputava buoni clienti o solo perditempo, chi lo sa, mai stato simpaticissimo. Ma era l'unico e ce lo dovevamo fare piacere. Se entravi dovevi quindi avere le idee chiare e sapere di cosa stavi parlando. Comprai dunque il mio primo videogioco originale proprio nel 1990 in quel posto: Golden Axe, uscito l'anno prima mi pare. La bellezza di 18.900 lire. Un enormità ai tempi, frutto di numerose paghette ed elemosina finale dei genitori /nonna ma l'emozione di andare con il mio amico e prendere l'autobus, farmi quei quasi 10km per arrivare lì ed uscirne vittorioso con la scatola desiderata non aveva prezzo. Tornato a casa rimiravo quella splendida scatola e l'illustrazione con il bollino rosso a destra recante "for C64 Datassette". Dentro un posterino del gioco oltre che al manuale e alla cassetta. Grandi emozioni per un ragazzino facente parte di un era quasi totalmente analogica, ma che già stava trasformandosi. Ad ogni modo sensazioni davvero uniche perchè parafrasando uno spot attuale ti sentivi parte della rivoluzione e del cambiamento in atto.

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  9. Mi ha appena suonato alla porta la Canalis che mi ha rifilato una pizza a tradimento. Nella mia mente sono passati in sequenza il fumetto di The Terminal Man, le confezioni della Codemasters (mi ssembra) gialle oppure verdi, Antiriad sulla copertina del mio primo Zzap!, Head over Hell e mille altre cose. Come sempre ti ringrazio per tenere viva questa memoria, questi bambini felici per due sprite che sapevano essere un certo personaggio solo perchè sulla scatola c'era scritto così e non avevano bisogno di sonoro da far tremare i muri, di grafica più vera del vero e di mille ore di gameplay per essere felici per pomeriggi interi.
    Scusami per gli errori di battitura, ma ho la pioggia negli occhi e non ci vedo bene. Sì, la pioggia dentro casa, che c'è di strano? Mica sto piangendo.

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  10. L'han scritto tutti, e pure io ho una cosa simile. Ma mi limiterò a dire: maledetti posterini della US Gold turlupinatori !!1!1!

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  11. Grazie Doc, mi sono mancate le storie di vita (ir)reale!

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  12. ZZap! Che valanga di ricordi... le gite in bici di 15 km al negozio nel paese vicino, o dall'amico dell'amico con qualche anno in più che ci duplicava i dischetti da 5" e 1/4...

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  13. In questa fredda giornata dicembrina, piena di lavoro e con tanto certificato di spalle distrutte (ma questa è un’altra storia), torno su queste coordinate e l’Antro mi sblocca i ricordi del passato.
    Di quel natale del 1986 (o era l’87? vatti a ricordare) e sotto l’albero c’era quel Commodore 64 (seconda versione) pieno di giochini (cassette nere con adesivi in carta gialle blu). All’interno del pacco anche un paio di riviste (Viking, una rivista per avventure grafiche e Paper… qualcosa… per imparare a programmare in basic… forse).
    Il mio gioco preferito era “Nido Fatale” (praticamente lo sparatutto “Phoenix” ricondizionato), arrivai a livello molto exper perché mi piaceva da morire.
    Nonostante questo Penisville non assomigliava manco per striscio all’Inghilterra, era a suo modo un agglomerato di redneck con una voglia matta di futuro prossimo, ma si sà, al redneck piaceva molto più la sala giochi (dove bullismo, varasse e caramelle drogate prosperavano) e il computer rimaneva relegato a quei “nerd” conosciuti di nome solo per quel film commedia americana prossimamente su ItaliaUno.

    Per una seria invasione nippo americana dovremmo aspettare il 1991, quando il grande Corrado (detto “Corradone”) spalancò le porte del “Disco DOC” e cambiò per sempre la storia Audio/Videoludica di Penisville…

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  14. Vabbè, ma l'immagine in anteprima è da lucciconi! Grazie Doc...

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  15. Io mi sono iscritto all'Airons di Vigevano e tra pochi giorni mi arriverà il nuovo numero di Zzap!, poi fate voi :P

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  16. Comunque, i Commodore mi hanno rotto i coglioni.
    Ahaha
    Ciao
    FFS

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  17. eh anch'io sono cresciuto col mito di Londra e continuo ad averlo , anche dopo esserci stato , è veramente una delle capitali del mondo, nel mio caso il fascino era nella scena musicale più che nei videogiochi, Comunque ancora oggi è un altro mondo

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  18. Per un nostalgico ad hoc, anzi dovrei dire a Doc, come me, sfondi una porta aperta sui negozi di giochi che non ci sono più e sul fatto che il 1999 fosse un anno dove più che pensarli si percepivano (e vivevano) i cambiamenti. Purtroppo ero meno intraprendente e coraggioso di te, mi avevano proposto un lavoro come tester di videogiochi in Germania ma non mi sono buttato...
    Per il resto ricordo Queen Computer Shop con la sede che era diventata gigante in corso Unione, a Torino. Tanto che ne avevano aperta un'altra vicino all'università. Era davvero un ricettacolo di giovani nerd, come me e a volte trovavi qualcuno competente, soprattutto in tema di modifiche pc. Le locandine, poi, erano pura fascinazione visiva, altro che la Fenech!! 😜

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    1. Ciao Daniele, ricordi anche Alex Computer, American Games di Via Sacchi e il bugigattolo di Via Carlo Alberto? Ehhh i tempi andati...
      Almeno la Edvige ce la possiamo ancora godere nei suoi filmetti zozzovintaggi in replica :)

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    2. Ciao Diego, ceerto che li ricordo, Alex Computer esiste ancora, ma l'ho sempre trovato un pò caro, da American Games ricordo che compravo i giochi per Spectrum ZX e ricordo anche un altro negozietto scrauso dalle parti di Piazza Adriano, vicino Camurati, di cui non ricordo più il nome. La Edvige è patrimonio dell'umanità, nonché santa protettrice degli oculisti / ottici!!

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    3. Flash Games di Via Valdieri, è vero! L'avevo scoperto dopo gli altri ma non era durato a lungo, da quanto mi ricordi io...

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  19. Che flashback!zzap e la rivista con cassetta"program",dove si trovavano i videogiochi appena usciti a un prezzo ridicolo:)). "Press play on tape"ew

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  20. Ho letto questo post l'altra mattina e mi ha preso una nostalgia fortissima ma solo ora mi accorgo da cosa tale nostalgia era dipesa.
    Poteva essere l'immagine di Turrican o il contenuto del post pieno di ricordi ma c'era qualcosa in più e di diverso dal solito. Ripensandoci ci sono arrivato, era l'orario a cui ho letto il post. Poco prima delle 8 del mattino.
    Mi sono ricordato un lontano me stesso trentenne che aggiornava sul cellulare la pagina dell'Anto in attesa della pubblicazione. Pubblicato il nuovo post dell'Antro lo leggevo mentre mi dirigevo a lavorare in centro. Ringevo mentre affrontavo la metropolitana strapiena di gente o Corso Vittorio Emanuele popolato solo di gente che stava andando in ufficio.
    E' un rito che mi manca tanto e per cui sarò sempre in debito con il Doc.

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