La triste storia di Bill Finger, il co-creatore di Batman, e di come il suo nome è rimasto nell'ombra per oltre settant'anni

Batman 1 1940 origini Bill Finger Bob Kane

Per settantacinque dei suoi ottant'anni di vita editoriale, Batman ha avuto per il grande pubblico un unico padre. "Chi ha creato Batman?" "Bob Kane." Anche se tanti aspetti del personaggio - a cominciare dal suo look - e le sue prime trame erano frutto di un altro autore, Bill Finger. Questa è la triste storia di come l'uomo che ha co-creato uno dei super-eroi più celebri di sempre sia rimasto per così tanto tempo nell'ombra più buia di Gotham City [...]

Batman City of Bane Catwoman

La storia del fumetto di super-eroi è piena di macchine da soldi spaventose che hanno fruttato troppo poco a chi le ha ideate. Personaggi che hanno arricchito gli editori ma non i loro autori: come Siegel e Shuster, che nel '38 vendono i diritti di Superman alla DC per l'esorbitante cifra di 130 dollari e solo decenni dopo riceveranno una rendita vitalizia dalla casa editrice. Ma solo perché la stampa ha saputo che i due uomini che hanno dato vita a Superman, l'eroe che sta arrivando al cinema con il faraonico film di Richard Donner del '78, vivono in condizioni di povertà. 

Un giorno Shuster, che era quasi cieco e sbarcava il lunario come fattorino, era stato a consegnare un pacco agli uffici della DC, generando un grande imbarazzo. Gli diedero cento dollari e gli dissero di comprarsi un cappotto nuovo. E di cercarsi un altro lavoro, perché pareva brutto.

Ma la storia di Bill Finger è, se possibile, ancora peggiore. Ha dato nome e forma a una delle icone più universalmente note dell'immaginario pop, e per decenni il suo nome è stato cancellato dalla storia. Come sarebbe stato Batman, senza Bill Finger?

Batman Bob Kane prima versione personaggio

Così, grosso modo. Come lo aveva pensato Bob Kane.

Bill Finger nasce come Milton Finger, a Denver, Colorado, nel 1914. La sua famiglia si trasferisce nel Bronx nel pieno della Grande Depressione, e dopo il liceo Finger si arrabatta vendendo scarpe e inseguendo il suo sogno di diventare un cartoonist. Nel '38 conosce Bob Kane, che ha frequentato la sua stessa scuola e che ha messo su uno studio. Kane gli offre di diventare il ghost writer della striscia Rusty and Clip Carson.

Nel frattempo, la DC Comics ha bisogno di un nuovo Superman. Il successo enorme del kryptoniano sulle pagine di Action Comics spinge la casa editrice a cercare un nuovo eroe in costume. L'editor Vin Sullivan si rivolge a Bob Kane, e quest'ultimo immagina "The Bat-Man". L'amico di rosso vestito qui sopra.

Come racconta lo stesso Finger nel celebre The Steranko History of Comics (1970), il disegno di Kane mostrava "un personaggio molto simile a Superman, con una calzamaglia rossa, niente stivali, niente guanti, con una mascherina e appeso a una corda. E con due alette sulla schiena simili ad ali di pipistrello."

Detective Comics 27 Batman prima apparizione

È Bill Finger a suggerire di usare un cappuccio e un mantello, e di togliere di mezzo quel rosso, ispirandosi alle strisce dell'Uomo mascherato (The Phantom) di Lee Falk, nate qualche anno prima. È Finger a ideare il nome Bruce Wayne, fondendo quelli dell'eroe scozzese Robert I Bruce (Roberto I di Scozia) e del generale Anthony Wayne.

Èd è sempre Finger a immaginare Bruce Wayne come un detective e non solo un vigilante. Un incrocio, sono parole sue, "tra Douglas Fairbanks e Sherlock Holmes". Ma quando Bob Kane va a vendere il personaggio a Vin Sullivan, non fa menzione di Bill Finger. Si accorda affinché sia solo il suo il nome presente sugli albi. Batman, questo nuovo eroe, sarà per tutti una creatura di Bob Kane.

Nel maggio del '39, Batman debutta sulle pagine di Detective Comics 27. Quella prima storia, "Il caso del sindacato chimico", è disegnata da Kane e scritta da Bill Finger, ma il nome di quest'ultimo non appare. E continuerà a non apparire fino al 2015. 

Batman 1 1940 prima apparizione Joker

"Batman by Bob Kane". Kane e basta. Anche se non è vero. Anche se il contributo di Finger alla costruzione del mito di Batman prosegue. Scrive le storie di Batman, sugli albi e sulle strisce per i quotidiani, per anni. E nel frattempo è il co-creatore di Joker (1940), immagina la Batmobile e la Batcaverna (i cui arredi più celebri, la moneta gigante e il Tirannosauro finto vengono sempre da storie di Bill Finger). 

E quando Kane pensa di inserire una giovane spalla nelle storie, per aiutare i lettori a identificarsi, è sempre Finger a capire che quello sarà il Watson del loro Sherlock. Un personaggio con cui Batman possa parlare, elaborando a voce alta le sue deduzioni. È Finger a ideare la storia dei genitori circensi di Dick Grayson morti per quella brutta storia del trapezio sabotato.

Lo stesso vale per l'Enigmista, lo Spaventapasseri, il Pinguino. Su Superboy #10 (1950) crea Lana Lang, e negli anni che seguono partecipa alla nascita di tanti altri personaggi, ma la storia non cambia. Nel '61, su Detective Comics #298, appare per la prima volta Clayface. Ma non sono indicati gli autori e l'unico nome a inizio storia è quello di Kane.

Per vedere il suo nome legato ufficialmente a una storia di Batman, Bill Finger dovrà aspettare il 1966. E accendere la TV.

Batman 1966 Clock King tv Adam West Bill Finger

Sono anni in cui scrive per la televisione e il cinema, firmando come William Finger i copioni di B-movie come Il fango verde (The Green Slime, 1968) e Track of the Moon Beast (1978). Il 12 e il 13 ottobre del '66 vengono trasmessi in TV due episodi della seconda stagione del Batman di Adam West in cui Batman affronta Clock King, il re degli orologi. 

Il nome di Bill Finger, per la prima volta, è collegato ufficialmente a una storia di Batman. Ci sono voluti solo ventinove anni. Perché Finger venga riconosciuto come co-creatore del personaggio, però, ne occorreranno altri quarantotto.

Bill Finger muore nel '74, a 59 anni, perché il cuore malandato non regge più. È povero e solo. Le sue ceneri vengono sparse dal figlio su una spiaggia dell'Oregon, formando il simbolo del pipistrello. Quell'icona che macina solo di merchandising milioni di dollari, di cui lui non ha visto un cent. La notizia della sua morte passa praticamente inosservata.

Anni dopo, nell'89, nel pieno della Batmania indotta dal film di Tim Burton, Bob Kane riconosce pubblicamente il contributo fondamentale dato da Finger alla nascita di Batman, nonostante abbia sostenuto il contrario per anni. Kane si dichiara pentito dell'accordo stretto con la casa editrice cinquant'anni prima: potesse tornare indietro, dice, farebbe apparire anche il nome del collega.

Nome, quello di Finger, che viene inserito a inizio anni 90 sia nella Jack Kirby Hall of Fame che nella Will Eisner Award Hall of Fame. Suo figlio, Fred Finger, è morto d'AIDS nel 1992, dopo aver visto fallire ogni tentativo di veder riconosciuto dalla Warner il ruolo di suo padre nella genesi del paladino di Gotham City.

detective comics 27 2014 Bill Finger credits

È poi la figlia di Fred, Athena Finger, nipote di Bill nata due anni dopo la sua scomparsa, a portare avanti la sua battaglia, quando Marc Tyler Nobleman, che sta scrivendo una biografia di Finger, la contatta nel 2007 per raccogliere le sue impressioni sulla vicenda. Una vicenda che, grazie ad Athena, inizia a fare il giro. Ne parla lei stessa, al Comic Con di San Diego e in varie altre fiere. C'è Internet e ci sono i fan a farle da cassa di risonanza.

Ai piani alti della Warner capiscono che è giunto il momento di fare qualcosa.

Nel 2014, la DC pubblica l'albo commemorativo Detective Comics #27, per il 75° anniversario di Batman. Brad Meltzer e Brian Hitch realizzano un remake della prima storia di Bruce Wayne, "The Case of the Chemical Syndicate", e nei crediti viene indicato che è basata su quella originale di Bob Kane e Bill Finger. 

Nel settembre del 2015, Diane Nelson, presidente di DC Entertainment, annuncia con un comunicato di aver trovato un accordo con la famiglia di Bill Finger, ne riconosce la figura come "strumentale nello sviluppo di elementi fondamentali nell'universo di Batman" e promette che il suo nome verrà inserito nelle produzioni DC e Warner legate al cavaliere oscuro. 

2015 Bill Finger credits Batman

Il nome di Bill Finger inizia finalmente ad apparire come co-creatore di Batman negli albi dall'ottobre del 2015 (la prima volta su Batman and Robin Eternal #3 e Batman: Arkham Knight Genesis #3). Pochi mesi dopo, è nei titoli di coda del film Batman v Superman: Dawn of Justice e della seconda stagione di Gotham. Nel maggio del 2017 esce su Hulu il documentario Batman & Bill, che racconta tutta questa storia.

Il mondo può finalmente conoscere il nome di Bill Finger e sapere come sono andate le cose e - tra l'altro - chi deve ringraziare se Batman è un eroe oscuro così affascinante, e non un tizio con un costume brutto di Halloween comprato per corrispondenza.

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Commenti

  1. Storia che proprio non conoscevo! Per me rimangono delle realtà incomprensibili. Già è inammissibile che venga taciuto il nome di un co-creatore, figuriamoci poi negare per anni la verità. Povero Bill Finger, meritavi un collaboratore umanamente migliore.

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  2. Post bello e triste, Doc.
    Mi viene in mente la storia di Jim Steranko che schiaffeggia Kane al Comic-Con di San Diego, dopo una discussione durante la quale rinfacciò a quest'ultimo il trattamento riservato a Bill Finger.
    Però è Steranko. Sarà vera? 😅
    Inoltre, mi sembra di ricordare che anche a Jerry Robinson, allievo di Kane se non sbaglio, vengano attribuiti contributi alla creazione di Batman. Ma non sono sicuro.

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    1. Jerry Robinson ha sicuramente contribuito ad alcuni elementi classici di Batman. È stato lui, ad esempio, a tirar fuori il nome Robin, da Robin Hood. Per anni ha sostenuto di essere il co-creatore di Joker, tesi accreditata da molte fonti, ma secondo Kane il personaggio l'avevano messo in piedi lui e Bill Finger, e Robinson gli aveva solo mostrato la carta di un Jolly come spunto. Vai a sapere.

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    2. Thx. Quanta complessità nella creazione artistica. E quanta umanità con cui dover fare i conti.

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    3. Va detto che quell'accordo fu voluto proprio da Kane, che fu uno dei primi a tutelarsi dall'impossessamento della propria creazione ad opera degli editori. Proprio a lui si rivolsero Siegel e Shuster per avere una mano, e sostanzialmente si videro ridere in faccia per essere cascati nella trappola. Sulla carta, Kane fece bene, e fu uno dei pochi a poter vivere nel lusso grazie alla "propria" creazione, ma in realtà si comportò esattamente come gli editori, oscurando i contributi creativi dei propri dipendenti (come faceva Walt Disney: nessuno nel mondo aveva mai sentito il nome di Carl Barks fino all'uscita di "Vita e dollari di Paperon de' Paperoni" in Italia!)
      Nel caso di Finger, poi, visto che la DC aveva a quel punto la coscienza pulita, perché non aveva il controllo sull'attribuzione della creazione di Batman, quando il poveretto scomparve, almeno gli dedicò una pagina di commemorazione su Batman (o Detective, ora non ricordo) di quel mese lasciando trasparire l'importanza del suo contributo al personaggio. Avessero mostrato la stessa nobiltà d'animo con Siegel e soprattutto Shuster.

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    4. Ma gli hanno dato cento dollari per comprarsi un cappotto nuovo (e non farsi vedere più), oh. Mica fischiett.

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  3. E come se non bastasse, un paio di anni dopo la sua morte, uscì una storia che prendeva in giro il povero Finger:
    https://www.cbr.com/comic-book-legends-revealed-421/

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    1. La storia è sgradevole, in effetti. Anche per come viene mostrato un Finger particolarmente esoso. Se l'intenzione era una bonaria presa in giro, non è venuta molto bene, come dice l'autore stesso dell'articolo.

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  4. A proposito di Joe Shuster, la Bao ha pubblicato un po' di tempo fa una graphic Novel che ne racconta la storia, si intitola proprio "Joe Shuster". Doc, non mi pare tu ne abbia già parlato...

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    1. No, perché non l'ho ancora letto. Ma dovrei recuperarlo, grazie per avermelo ricordato :)

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    2. Molto bella, anche se forse un po'troppo didascalica, e veramente tragica.

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    3. Te lo consiglio anche io Doc, oltre ad approfondire in modo minuzioso e curatissimo la storia Shuster e Siegel (con un bel po' di note a fine volume) le tavole di Thomas Campi valgono da sole il prezzo del fumetto.Tra le varie cose spiega come Bob Kane ha avuto un ruolo (non positivo seppur marginale) nella triste storia dei due autori.

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  5. La storia di Finger è uno dei tanti esempi come l'industria (non solo del fumetto) a volte si lasci sfuggire piccole grandi cose che possono cambiare anche la vita della gente, ma almeno alla fine il buon Bill ha avuto almeno i meriti che gli spettavano (magra consolazione probabilmente). Mi chiedo se a volte non abbia ragione Alan Moore...

    PS.: Doc, sapevo che inizialmente la versione in pigiama rosso con la corda e mascherina "Zorra" di Bat-man avrebbe inizialmente dovuto chiamarsi Birdman, l'uomo uccello, sarà vero?

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    1. C'è chi lo sostiene (Kane sarebbe stato indeciso sul nome per il suo uomo pipistrello, e avrebbe pensato anche a "Birdman"), ma la cosa è abbastanza controversa, per quanto ne so. Ma dovrei approfondire, sto andando a memoria.

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  7. Doc avevi ragione: veramente una storia molto interessante, che ignoravo completamente

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  8. giusto ieri è andato in onda su SKY ARTE un documentario sulla vicenda dei creatori di Superman dove veniva narrata anche la faccenda di Joe Shuster ragazzo delle consegne a cui alla DC fanno la carità per comprarsi un cappotto.

    La cosa che non mi torna è che viene detto che anche Siegel navigava in cattive acque tanto da dover lavorare in un ufficio postale. Ma Siegel è rimasto attivo nel campo dei fumetti, scrivendo 160 sceneggiature coi personaggi Disney (direttamente per il nostro Topolino, essendo assoldato per corrispondenza) per tutti gli anni '70, ma nel doc non veniva menzionato affatto questa vicenda facendo invece intendere che fosse anche lui un poveraccio che viveva alla giornata...

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    1. Anche Finger ha continuato a scrivere, pure - come detto - qualcosina per cinema e TV. Ma comunque è morto in condizioni di relativa povertà. E lo stesso, nonostante i soldi arrivati per il film di Batman, è successo a Kane, che non è che se la passasse benissimo negli ultimi anni. Bisogna vedere quanto guadagnavano e come gli è andata la vita (sia Kane che Finger avevano dei divorzi alle spalle).

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    2. Siegel ha continuato a lavorare e a cavarsela, se non in povertà, sicuramente non come colui che ha creato di fatto i supereroi. Shuster invece ebbe gravi problemi di vista, che per un disegnatore vogliono dire fine della carriera, e soffriva di depressione (e grazie): arrivò quasi a essere un senza tetto.

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    3. E alla fine la puntata dei Simpson sul vero creatore di Grattachecca e Fichetto é dannatamente realistica.

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  9. sarà per il periodo, sarà perché su certi personaggi ho investito molto del mio immaginario e dei miei principi, ma sapere la triste storia di Bill Finger, ma ancor di più di Siegel e Schuster, mi ha provocato lacrimazione nervosa, aumento dei battiti cardiaci, tremore incontrollato delle mani..un'incazzatura coi fiocchi, a dirla tutta.

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  10. Peccato che sia morto prima di poter vedere il riconoscimento dovuto.

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  11. Come avrebbero detto a Livorno, Bob nato da'n Kane

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  12. Se non fosse che non c'é nulla da ridere...
    Tante grazie al kaiser, verrebbe da dire.
    Hai fatto luce su un fatto drammaticamente reale, Doc.
    A certi artisti tocca il triste destino della celebrazione postuma.
    Che ad un certo punto suona pure di colossale presa in giro.
    Si ricordano di loro solo quando sono morti, così non possono avanzare più alcuna pretesa.
    E ci si lava pure la coscienza.
    Penso che siano più dovute a pressioni da parte dei fan e della rete che da sincerità vera e propria.
    Se proprio gli si può imputare qualcosa...forse il fatto di aver ceduto i diritti in maniera un pò troppo frettolosa, nel caso di Superman.
    Ma qui si tratta di irriconoscenza vera e propria.
    Senza contare che con i soldi a palate che facevano ce ne sarebbero stati per tutti.
    Gran brutta cosa, la cupidigia di volersi mangiare tutta la torta da solo.
    Un vera vergogna.
    Poveraccio. Davvero lodevole il lavoro di sua figlia per vedere riconosciuti i suoi meriti.

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  13. Eee si,triste storia,R.I.P BILL FINGER,con il tuo grande contributo è nato un personaggio dei COMICS straordinario e fantastico,un personaggio che sto riscoprendo ultimamente,in questi ultimi mesi mi è presa la BAT MANIA e sto recuperando volumi di storie batmaniane stupende,grazie BILL per essere esistito!!!

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  14. Se non sbaglio è anche co creatore del primo green lantern

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    1. Una curiosità che ho letto anni fa nelle note del BVZA di un Martin Mysterone: in origine l'alter ego della Green Lantern della Golden Age avrebbe dovuto chiamarsi Alan Ladd per richiamare Aladin che ebbe a che fare con una famosa lanterna, ma l'editore disse no. Come notava Fredo Castelli, pochi anni dopo a Hollywood si fece strada l'attore Alan Ladd, tra l'altro biondo come la prima Lanterna Verde di cui sarebbe stato idealmente un bonsai, considerata la sua bassa statura. Francis Ford Coppola disse in una intervista che lessi sul Corsera negli anni ottanta che avrebbe voluto fare un film su Alan Scott. Probabilmente non sapeva della ingiustizia subita da Finger o avrebbe cercato di farne un biopic tipo Tucker...

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  15. Lessi qualcosa in proposito ma nulla di così puntuale e dettagliato. Bel post, una storia da conoscere bene.

    Ricordo di aver sentito, credo da un documentario, che tanti sceneggiatori e disegnatori in quel periodo, e quasi fino agli anni '60, non venivano mai citati nei fumetti perché gli editori volevano che il lettore fosse fidelizzato al personaggio e alla casa editrice ma non agli autori.
    In questo modo gli sceneggiatori e i disegnatori non potevano far nascere un loro seguito personale e chiedere di più minacciando di scrivere fumetti per altri.
    L'editore possedeva Batman e Batman non cambiava editore e non chiedeva aumenti.
    Furono gli appassionati e gli autori a fare pressione sugli editori perché diventasse la regola inserite i nomi di chi aveva lavorato all'opera.

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    1. La "rivoluzione" contro lo strapotere delle majors inizio con William Gaines degli EC Comics : 1) pubblicava i credits degli autori dei fumetti 2) li pagava di + 3) restituiva gli originali ai disegnatori. Le Big Guns di allora non la presero bene. Non è un saggio, ma il fumetto Maximortal di Rick Veitch racconta tra le altre cose la storia dei creatori di Supes, la parabola di Gaines , l'uso strumentale del saggio La seduzione dell'innocente etc
      Dark Horse Comics deve il suo successo iniziale negli anni ottanta su una politica simile a quella degli EC Comics. Image Comics nasce dal desiderio degli autori di percepire maggiori emolumenti per il loro lavoro. Oggi le cose sono diverse naturalmente. Se un cartoonist ha talento, magari lo affina lavorando su personaggi non di sua proprietà per Marvel, DC, Valiant o Dynamite e quando ha qualche idea - anche di respiro mainstream - la propone a Image Comics, seguendo la esortazione di Kirkman della Skyhound. Viviamo davvero nel migliore dei mondi possibili come diceva il Tale ? Ni, perché gli Aaron, Kot e Morrison di turno piazzano le loro cose + personali a qualche indie e sono pagati bene come è giusto ed ormai ragionano tutti in logica multimediale, ma non sono incentivati a creare nuovi concepts altrove e Brubaker qualche anno fa notava che i personaggi + popolari della Marvel erano Deadpool ( 1991 ) ed il "suo" Soldato d'Inverno ( che è un upgrade di Bucky 1941 ). I Guardiani della Galassia del cine sono la solita ideona di Giffen che riprende cose come Groot ( storia di sette tavole di Kirby ) ed un procione fantasy ( mini di Mantlo e Mignola ). In DC la trinity ( Bats /Supes/Wonder Woman ) è un pentagono magico con Joker ed Arlecchina, ma la idea fruttifera + recente è il Bats Che Ride. Se le majors non cominceranno a riconoscere ai creativi loyalties interessanti per creazioni originali, continueremo a leggere storie anche buone, ma su cose come Zia May e l'Uomo Talpa vanno a Las Vegas, ma Doc Ock non è tanto per la quale...

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  16. Interventi davvero interessanti e istruttivi . Grazie a tutti. Sto imparando un sacco di cose.

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  17. Se non ricordo male Will Eisner nel suo libro di interviste a fumettisti aveva detto di aver parlato con Finger che gli aveva detto che non avrebbe mai potuto dare il nome a un premio fumettistico, perché il trofeo sarebbe stato un dito (medio, beninteso).
    Secondo alcuni Bob Kane non avrebbe quasi mai preso una matita in mano (se non per ricalcare un Flash Gordon di Alex Raymond che sarebbe stata la prima immagine promozionale di Batman) ma semplicemente gestiva uno studio che portava il suo nome.

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  18. Doc, ricordo di aver letto un articolo simile, ma non ricordo dove. Praticamente Kane faceva tipo da editor, e poi portava tutto alla DC a nome suo. Infatti non erano solo Finger e Robinson sul suo libo paga. C'era anche un link a un video dove Stan Lee lo intervistava per un suo programma, e gli chiedeva di disegnare Batman, ma Kane non riusciva nemmeno a tenere in mano la matita. Che Stan a voluto fargli fare un brutta figura di proposito?

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Sembra la storia di Billy Bat di Urasawa, dove un sedicente Chuck Culkin (personaggio con le chiare sembianze di Walt Disney) fa disegnare Billy Bat (=Topolino) ad un fumettista sconosciuto e si prende il merito. Evidentemente storie come questa sono ben conosciute nell'ambiente degli autori di fumetti e probabilmente più comuni di quanto si pensi (vedi anche la già citata puntata dei Simpson sul vero autore di Grattachecca e Fichetto)...

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  19. Scusate se mi faccio vivo dopo anni ( per la cronaca , sono Sam, quello vero degli inizi, non l'omonimo che vedo postare qui e là e con cui nonv ado confuso ) ma la confusione in materia che si evince dai vari post, merita spiegazione: in USA, qualsiasi fumetto o cartone animato creato per una qualsivoglia azienda, appartiene a quest' ultima, agli autori non va un cent di diritti.
    La Image fa eccezione, ma non è una vera casa editrice, nel senso che è più un azienda che fornisce le sue strutture a chi si autoproduce : in pratica, un Kirman, per dirne uno, mantiene si i diritti delle sue opere , ma si paga di tasca sua tutta la produzione di un fumetto ( grafica, stampa, distribuzione , tariffa al disegnatore, ecc...) , cosa che possono fare i più famosi e danarosi( e che si sono messi via i soldi lavorando per Marvel e DC . Solo per questa la gente lavora per le due Major : Major per cui nessuno crea quasi più nulla di nuovo per non perderci i diritti . Ecco perché i continua a riciclare tutto quello che già esiste ).
    In Europa, sono pochi gli editori che lasciano i diritti ai loro autori ( una delle rare eccezioni italiane è la Bonelli , i cui i diritti in molti casi appartengono però solo agli scrittori, e non hai disegnatori )
    Il Giappone , è forse l'unico Paese dove gli autori rimangono proprietari dei personaggi , pur lavorando per grandi editori .
    Un sistema ingiusto, quello USA, ma se molti autori sono finiti in miseria, è anche colpa della loro non troppo spiccata intelligenza.
    Gente con poco talento m ma tanta furbizia come Kane ( di nome e di fatto ) e Stan Lee, ne sono la prova lampante.

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  20. Bell'articolo, con cose che in gran parte conoscevo ma che fa sempre bene rileggere. Il destino di Finger è comune a tanti autori che hanno creato per il mercato editoriale americano personaggi che vanno oltre il semplice profitto ed entrano di diritto tra i miti e gli archetipi più potenti della nostra mitologia contemporanea. Gente come Kirby, Ditko, Siegel, Shuster, Finger sono stati i nostri Omero... e come li abbiamo ripagati? Nel caso di Finger, a differenza di altri autori, non c'è stata per tanti anni nemmeno quel briciolo di notorietà data dal nome. Riprendendo la frase dello Zione Lardass, qualche post sopra, io non mi chiedo se Alan Moore abbia ragione o no. Ce l'ha, ce l'ha da vendere. E lui è solo l'ultimo di una lunga serie di trattamenti sbagliati.

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  22. Salve, questa è il mio primo commento quindi comincio facendo i complimenti al Doc per questo bell'articolo. Riguardo la discussione sui diritti che devono essere riconosciuti agli autori ovviamente sono d'accordo ma non posso fare a meno di domandarmi: se il personaggio diventa famoso non per mano del suo creatore ma grazie ad un altro scrittore a chi si dovrebbero riconoscere le royalties? A questa cosa ci penso dall'epoca del primo film degli X-men: vidi in tv un paio di interviste a Stan Lee in quanto "creatore dei personaggi" e nemmeno un accenno a Claremont. Ma potrei fare anche l'esempio di Frank Miller con Dare Devil. Voi cosa ne pensate?

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    1. È un tema complesso. Eroi che esistono da 60, 70, 80 anni sono stati utilizzati da centinaia di autori diversi. Quello che viene fatto oggi nei film, ad esempio, è citare nei credits oltre agli ideatori del personaggio, gli autori di una run che sia stata fonte d'ispirazione per la pellicola.

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    2. Sono bravissimo nell'aggiungere info che non facciano fare passi avanti e quindi segnalo a mo' di spigolature il Big Jim Shooter che non capiva perché Claremont continuasse a creare personaggi che non sarebbero stati di sua proprietà ( 17 anni di X-Men + 4 anni di New Mutants, parecchie miniserie ) e Joe Quesada che ha detto di percepire una somma - credo non altissima - ogni volta che DC usava Azrael. Il Toddtster ha ucciso Angela, malgrado fosse un personaggio popolare, per non pagare a Gaiman le royalties e sono anche finiti in tribunale. Alan Moore ha scoperto parecchi anni dopo aver lavorato su Miracleman che il suo creatore era stato turlupinato ( ed il Bardo con lui ). Un tizio della Marvel avrebbe chiesto a Kirkman perchè non avesse dato a loro le idee che poi ha portato in Image ed il papà di Invincible ha risposto che ci ha provato, ma erano tutte cassate ( con due esse e non zeta ndr ). Se le majors e le altre non cominceranno a riconoscere correttamente il lavoro dei creativi, continueremo ad avere varie versioni di Bats e Supes + o - dark da una parte e simbionti che avvolgono chiunque e combo di mutanti artigliati e mostri colorati dall'altra e le idee uno zinzino + fresche nel mondo di fuori. Il che potrebbe non essere un male. Chissà...

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