Doom, il gioco da tavolo: fraggando demoni di plastica

Doom il gioco da tavolo recensione

Dall'ultimo appuntamento con Antro Board ti sono arrivati diversi titoli da recensire, perciò è il momento di rimettere in pista la rubrica antristica sul mondo dei giochi da tavolo. Partendo da quello di Doom e dall'effetto che fa fraggare demoni famelici su Marte con un segnalino della BFG 9000  [...]

Doom il gioco da tavolo recensione

DOOM: IL GIOCO DA TAVOLO
2-5 giocatori
75 euro
Link Amazon

Doom: Il gioco da tavolo è un gioco tattico asimmetrico per un massimo di cinque giocatori, in cui fino a quattro guidano un marine dell'UAC ciascuno e a un altro giocatore spetta il compito di guidare l'Invasore e le sue orde demoniache. Si tratta della 2ND Edition del gioco, versione rivista del titolo uscito tre anni fa, e disponibile da qualche settimana anche in italiano, nel catalogo Asmodee.

Le condizioni di vittoria delle sei missioni che compongono ciascuna delle due operazioni del gioco sono ovviamente diametralmente opposte: i marine hanno vari compiti, l'Invasore sempre e solo quello di sterminare tutti i soldatini terrestri, urlando nel caso parole di maleducazione grosse infernali.

Nota nostalgia-paura-come vola il tempo signora mia quando ti diverti: il primo videogioco della serie Doom era ambientato ventisei anni nel futuro, cioè nel lontanissimo 2019. 

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Il setting della missione introduttiva. In basso, il mazzo iniziale da 10 carte del marine Delta.


Ogni round di Doom: Il gioco da tavolo si divide in due fasi, quella di Status e quella di Attivazione. Nella prima l'Invasore prepara il round componendo il mazzo di carte dell'Iniziativa, legato al numero di marine e di demoni presenti sulla mappa; nella fase di Attivazione, i Marine e i Demoni agiscono attraverso le loro carte. Si possono cioè muovere e ovviamente attaccare.

Gli scontri sono gestiti dai dadi e dalle capacità di difesa (Scudo, Difesa Speciale...) indicate dalle carte. La possibilità di attaccare un nemico è data dal valore di Gittata e dalla Linea di Vista, che può essere bloccata da un muro o da altri elementi. Infliggendo un numero di danni pari o superiore al valore di salute di un Marine o di un Demone, lo si fragga.

Vi sono poi tutta una serie di regole base aggiuntive, che vanno dallo Stordimento del bersaglio alla raccolta di oggetti: oltre alle due armi iniziali di ciascun marine, vi sono quelle che è possibile raccogliere tramite i segnalini sulla mappa (nella foto sopra si vede in alto a destra il lanciarazzi), il che permette di usare il set di carte corrispondente. Stesso discorso per i segnalini dei Pack Salute, nella più pura tradizione degli sparaspara di una volta.

L'obiettivo della missione introduttiva è l'apertura di una porta e il frag di tutti i demoni da parte dei marine. Per l'Invasore è invece collezionare un certo numero di segnalini frag legato al numero di marine partecipanti alla partita (4 se i marine sono uno o due, 3 se sono tre, 2 se i soldati umani in campo sono quattro).

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Fatta amicizia con le Regole Base, si può passare a quelle Avanzate, che includono Teletrasporti, Carte Classe (addestramento speciale), il Potere Argent (una valuta spesa dall'Invasore per usare le capacità speciali delle sue carte demone), coperture, Telefrag e, ovviamente, Uccisioni Epiche, che si hanno quando un marine si sposta sulla casella di un demone frastornato.

Il secondo libretto (Compendio delle Regole) approfondisce il tutto nel dettaglio, mentre il terzo, Manuale Operativo, descrive le sei missioni di ciascuna delle due Operazioni: come comporre la mappa modulare con i tasselli numerati, le carte suggerite per l'Invasore, le condizioni di vittoria dei due schieramenti.

Uno dei punti di forza di Doom: Il gioco da tavolo è rappresentato evidentemente dalle sue miniature. I quattro Marine dell'UAC che vedete qui sopra, in due diversi scatti entrambi fuori fuoco,

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e ben 33 demoni. Carrellata veloce: questi sono un Soldato Posseduto e un Imp,

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Cacodemone e Pinky,

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Mancubus,

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Barone Infernale

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e infine CyberDemone, che è davvero massiccio,

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è formato da tre pezzi che vanno incastrati e ha un livello di dettaglio notevole, come avviene praticamente sempre per le miniature dei giochi sviluppati da Fantasy Flight Games. L'altezza delle miniature va dai 3 centimetri e mezzo dei Marine ai 9 del CyberDemone.

Le partite durano almeno un'ora (ma scivolano facile verso le due e anche oltre) sono avvincenti e rendono molto bene l'atmosfera di Doom, calando in un'ambientazione caotica e fraggereccia la struttura da dungeon crawler con carte e dadi. Del resto, è proprio il setting il principale elemento distintivo di Doom rispetto a tanti altri giochi dall'impostazione simile, come Star Wars: Assalto Imperiale.

Le missioni sono molto rigiocabili ed è particolarmente adatto alle partite in cinque, perché i quattro marine si bilanciano bene. L'unica perplessità che hai nei confronti del titolo riguarda la scatola, perché qualche bustina extra o scanalatura nel cartoncino sagomato interno per riporre i tanti elementi di gioco sarebbe stata gradita.

Ma, in compenso, non ci sono blister trasparenti con cui impazzire nel rimettere a posto le miniature. Potrebbe sembrare un controsenso, visto che hai appena chiesto maggiore ordine nel box, ma quella roba ogni volta ti fa impazzire. Soprattutto quando dimentichi di scattare una foto alle miniature prima di toglierle dai loro vassoiettibara di plastica trasparente.


Insomma, promosso, soprattutto se avete amore per il videogioco originale e i suoi tanti figli. E, chiaro, conoscete il significato dell'acronimo BFG. La prossima volta, Antro Board va... in vacanza?!?

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Commenti

  1. Risposte
    1. Per me sarà sempre Big Friendly Giant, ché io gli anni '90 li passai a leggere Roald Dahl.

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  2. Gioco che nel mio team di giocatori del venerdì abbiamo vagliato più volte per l'acquisto. L'ambientazione è strepitosa e le miniature splendide, due elementi che fanno prudere il portafogli.
    Non abbiamo provveduto all'acquisto solo e soltanto perché abbiamo in stand-by altri giochi molto simili come RE2 o Batman e Zombieside.
    Essendo un gioco FFG / Asmodee (la Asmodee possiede FFG) ha sicuramente un manuale chiaro e non diventi matto con le regole. Un elemento che vorrei approfondire provandolo è la gestione del master, ruolo che può essere meno divertente rispetto all'eroe (aspetto in trepidante attesa Alone proprio per come hanno strutturato la funzione di/dei master).
    Vorrei capire se c'è la modalità campagna in cui c'è la crescita dell'eroe con l'accumulo dell'equipaggiamento e se i tempi di setup sono accettabili. In RE2 apparecchiare un livello è come apparecchiare una cena di gala per 10 persone, ci metti una vita.

    Intanto io e la mia combriccola abbiamo provato a giocare U-Boot ed è complicatissimo. Abbiamo fatto una missione di prova in cui abbiamo capito:
    a) stabilire la rotta e capire dove si va con un sottomarino è un casino;
    b) lanciare i siluri è ancora più complicato;
    c) sono un ottimo addetto al cannone da 88 mm con cui abbiamo affondato un mercantile perché con i siluri abbiamo lasciato perdere;
    d) la Kriegsmarine fa per noi ma abbiamo molto da imparare.
    Proveremo a lanciarci in altre missioni per vedere di affondare qualcosa di più grosso. Va detto che il gioco è fatto molto bene e ti fa capire quanto complicato era per un sommergibilista capire che cavolo fare. Anche solo riconoscere una nave utilizzando solo il binocolo o il periscopio ci vuole parecchia abilità.

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    1. Non c'è un Master: l'Invasore è un giocatore a tutti gli effetti, che si scontra con i Marine, usa le carte e deve perseguire il suo obiettivo. Setup velocissimo.

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    2. Nei giochi da tavolo il Master è il giocatore che muove i "cattivi", almeno così me lo raffiguro io. Quello che vorrei sperimentare e capire, e dal tuo commento credo di aver avuto la mia risposta, è se il ruolo del cattivo da battere è altrettanto edificante come quello dell'eroe. Dicendomi che non c'è il Master ma un giocatore capisco che il "cattivo" non abbia, o abbia in minima parte, sulle sue spalle il fardello di attivare le meccaniche del gioco propedeutiche al proseguimento della partita e sia abbastanza libero di amministrare le forze a sua disposizione con dinamiche simili agli eroi.
      In Batman per esempio, al netto delle regole super confuse, fare il cattivo è divertente perché muovi i criminali di Gotham e l'unica differenza sostanziale con gli eroi è il metodo di attivazione dei tuoi omini. Altri giochi hanno eliminato il Master o comunque il "cattivo" affidandolo a dinamiche automatiche o ad una app.
      Rimanendo in casa FFG Le Case delle Follia prima edizione aveva il Master ed effettivamente era il Master a fare tutto lasciando il divertimento soprattutto agli investigatori mentre ora c'è la app. Aggiungo che la app è sicuramente un passo in avanti sotto molteplici aspetti ma quando facevo il Master nel-Le Case della Follia potevo modulavo la difficoltà per non blastare gli investigatori, cosa che la app non fa.

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    3. Esatto. Le fasi di gioco di cattivo e marine sono fondamentalmente le stesse. L'Invasore non sta lì a spostare mostri per far andare avanti il gioco, ma ha le sue carte e dinamiche d'attacco e difesa identiche. E il suo scopo a cui puntare, che in un gioco basato su Doom non può che essere lo sterminio del nemico.

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  3. Mi ci vedo a giocarci con i miei amici metallari e un PC in sottofondo che spara tutta la colonna sonora di Doom a rotazione.

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  4. Mi ricorda un vecchissimo gioco che comprai da ragazzino, STAR QUEST; avevo giocato ad Hero Quest e me ne ero innamorato. Non sono mai riuscito a capire le regole, ho mollato dopo aver sottolineato parte delle regole e montato le bellissime "statuine"... Se ci penso mi viene il grosso prestigiatore ��

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    1. A Starquest non ho mai giocato, ce l'avevano dei miei amici ma credo non ci abbiano mai giocato neanche loro :)
      Heroquest vero mito: sto ancora continuando la pittura delle mie vecchie miniature, rispetto all'ultima volta che ho postato il link alla mia galleria sul forum di HQ ho decisamente affinato la tecnica, anche se sono ancora lontano dai lavori di certi mostri che si trovano in rete...
      Se il Doc mi dà il permesso vi riincollo il link, mi piacerebbe l'opinione di qualche antrista :) ...

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    2. Letto solo ora, scusate. Linka pure!

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    3. Grazie!!
      I lavori che mi soddisfano un po' di più cominciano da qui, quando ho iniziato a lavorare con la lente d'ingrandimento:

      http://heroquestforum.it/index.php?/topic/8412-galleria-di-capuleius/page/5/

      Quando sono dei repaint spesso metto il confronto con la pessima versione precedente, sto ancora imparando ma miglioro man mano!

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    4. Hai fatto un ottimo lavoro, specialmente considerando che i dettagli di quei modelli non è che siano eccessivamente sviluppati, considerando i materiali e il loro profilo anagrafico :)

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    5. Grazie mille! E' vero che, rispetto ai capolavori di scultura che ci sono adesso, questi sono poco più che soldatini (anche se per l'epoca c'era da rimanere sbalorditi!), ma alcuni personaggi (il nano, il mago del Caos e i suoi 4 guerrieri...) hanno secondo me un carisma che ancora oggi non li fa sfiguare di fronte a miniature di livello superiore :D

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  5. Questo gioco sembra fichissimo, mi pare simile a Descent (se ho ben capito come funziona Descent, ché non ci ho mai giocato).
    Il problema di Heroquest, al di là dell'imbruschettamento pesantissimo da lacrime napulitroppe, è che il master è solo uno che "apparecchia la tavola" e i combattimenti sono un po' tutti uguali. Qui mi sembra di capire che il master è un vero e proprio giocatore che combatte contro i personaggi e persegue i suoi obiettivi, mentre tutte le carte evento, gli equipaggiamenti che si trovano sul campo, ecc danno una grande varietà al tutto. Sono curioso, anche se 1) preferisco le ambientazioni fantasy classiche, 2) sarebbe bello se il master avesse anche altri obiettivi oltre al becero sterminio di tutti i personaggi...

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    1. Riallacciandomi al discorso di prima Heroquest è un esempio perfetto di un Master che sostanzialmente regge le meccaniche del gioco infatti in giochi come quello è stato relativamente semplice sostituirlo con una app che ti dice stanza per stanza chi e cosa c'è con mostri che hanno dei comportamenti prestabiliti. In giro ci dovrebbero essere del app non ufficiali per sostituire il Master in Heroquest.

      Starquest già era più evoluto di Heroquest perché il "Master" poteva muovere liberamente le proprie unità spostando dei segnalini sulla mappa che una volta entrati in linea di vista venivano rivelati e sostituiti dalle miniature corrispondenti. Un po' come fosse il radar che ti diceva che c'era qualcosa che si stava muovendo senza dirti cosa.
      Poi avevi ai tuoi ordini una squadra di Marine con un comandante e non un solo omino ed ogni omino aveva varie armi con cui essere equipaggiato.
      Potremmo dire che Doom sia uno Starquest più moderno con meccaniche più elaborate.

      Un gioco dove invece hanno cercato di fare quello che dici tu al punto 2 è Alone della Horrible Game. L'eroe è solo in un ambiente claustrofobico alla Alien, non vede la mappa se non delle porzioni che posso poi sparire e a lui si contrappongono uno o più Master con obbiettivi differenti. E' uscita una prima edizione e adesso la seconda di cui sono in attesa.

      PS: Capuleius se sei delle parti di Milano e vuoi giocare fatti vivo.

      PPS: l'anno scorso in macchina, mentre si andava a Lucca, si parlava di giochi di ruolo e uno dei passeggeri spiegava che faceva il master. Ad un certo punto spiega che ci sono varie ambientazioni, quella classica ecc...
      Mia Moglie che è completamente a digiuno dell'argomento ha subito pensato che ambientazione classica si riferisse al periodo dei miti greci e romani, non al fantasy.

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    2. Mi piacerebbe molto fare un gruppo di gioco, purtroppo tra il lavoro, la famiglia e la musica mi rimane davvero poco tempo da dedicare ad altro... E' già tanto se riesco a fare una sporadica partita a HQ con moglie e figli e a dipingere qualcosa (il sabato sera, dopo che tutti sono andati a letto :D )
      Comunque sono affascinato da quello che ho letto sulle dinamiche di gioco di Descent (e, se non ho capito male, c'è qualcosa di simile anche in Warhammer Quest Silver Tower), dove la trama della campagna procede a bivi come in un libro-game a seconda di quello che succede durante la partita, e se il livello X è vinto dal master o dai personaggi si continua con il livello Y o quello Z, fino ad arrivare ad una serie di finali alternativi: in questo modo si può rigiocare il tutto svariate volte e trovare sempre novità interessanti.

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    3. Anche Alone sembra molto intrigante...

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    4. Un gioco che potrebbe farti innamorare è Gloomhaven. Carente per le miniature ma, dicono, stupendo per la gestione della campagna.

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  6. Mio figlio quest'anno compie 11 anni. Gli piacciono molto i board game in generale. È un paio di mesi che il venerdì sera lo passiamo in una ludoteca della nostra città. Giochi preferiti sono azul, ticket rider, bang, key forge e tanti altri. Sto cercando di portarlo verso i giochi cooperativi e doom mi pare bello. Domani vedo se riesco a farcelo giocare. Poi ti faccio sapere.

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    1. Rimanendo in casa Asmodee e pescando tra i giochi recensiti dal Doc prova Zombiecide: Black Plague. Non c'è il Master/Cattivo quindi è al 100% cooperativo, le meccaniche sono semplici ed intuitive e non è troppo difficile a patto recuperi le armi giuste cercando ad ogni turno. Ha poi tantissime espansioni che rendono il gioco molto rigiocabile.

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    2. Se cercate un gioco collaborativo, a metà strada tra RPG e boardgame, ma che non necessiti di un master, provate 'Warhammerquest: Silver Tower', che è un capolavoro di gameplay e di modellismo, visto che utilizza le miniature e gli artwork di Games Workshop.
      la campagna e le dinamiche di gioco sono divertentissime e coinvolgenti.

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    3. Grazie delle dritte. Venerdì vedo.

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    4. Zombiecide: Black Plague non ha una modalità campagna e crescita dell'omino, se non all'interno della partita.

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  7. Da pittore di miniature di WH 40.000 posso dire una sola cosa: ma porca puzzola, a chi devo vendere un rene per comprare questa meraviglia?

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  8. Da fiero custode di una copia di HERO QUEST giocata allo sfinimento, leggere che questa seconda versione del gioco da tavolo di DOOM potrebbe considerarsi un consanguineo di STAR QUEST (all'epoca lungamente bramato ma mai provato) me lo rende ancora più invitante.

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