Ninja Scroll, i duelli tra superninja che - tra le altre cose - hanno ispirato Matrix

Ninja scroll anime blu-ray recensione

Ninja Scroll rivisto in raggioblù: la meraviglia di un film d'animazione giapponese di ventisei anni fa che ha contribuito a cambiare la percezione degli anime sul pianeta Terra. Ma anche: il tuo legame con le opere di Yoshiaki Kawajiri e sì, quella storia della parentela con Matrix [...]

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Ninja Scroll (Jubei Ninpucho, 1993). La tua carriera di fan degli anime è annodata a questo film quanto la katana del protagonista è assicurata a lui da quel filo da pesca. È il Ninja Scroll di cui parlava la rivista Wizard un numero sì e l'altro pure, a metà anni 90, in quanto testa di ponte dell'invasione anime in corso a quei tempi negli USA. Non con lo stesso peso di Ghost in the Shell e Akira, magari, ma parte dello stesso lotto di sicuro.

Gli yankee avevano scoperto un mondo nuovo, e Ninja Scroll, con la sua storia di combattimenti, violenza e supernemici, rappresentava ai tempi una porta d'ingresso perfetta per quella dimensione.

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Ma hai anche un legame personale con Ninja Scroll, dicevi. Perché in VHS era un membro di quel club di pellicole che giravano tra gli appassionati anche su questa sponda dell'Atlantico, e nella fattispecie passavano di mano nel tuo gruppo di amici, negli anni di Alita e dell'esplosione delle fumetterie.

E perché, tramite questo, saresti diventato un fedelissimo dei film e degli OAV di Yoshiaki Kawajiri, come La città delle bestie incantatrici, Demon City Shinjuku o Cyber City Oedo 808. Almeno un paio dei quali saresti riuscito in seguito a portarli in edicola, in allegato a Digital Japan.

Ma tornando a Ninja Scroll, la sua influenza sull'immaginario collettivo travalica i confini dell'animazione nipponica, perché come noto ne erano grandi fan anche le oggi sorelle Wachowski, che si sono ispirate allo stile del film e hanno voluto poi Kawajiri a scrivere e dirigere due episodi di Animatrix.

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La storia di Ninja Scroll è quella del ninja Jubee/Jubei Kibagami, vagamente ispirato alla figura storica dello spadaccino Yagyu Jubei, perché Kawajiri si rifa dichiaratamente ai romanzi sui ninja scritti a fine anni 50 da Futaro Yamada, fondamentalmente il padre delle storie di ninja a base di violenza ed erotismo (è, tra le altre cose, grazie a lui che si è diffuso l'utilizzo del termine kunoichi per indicare le ninja donne).

A inizio anni 90, Kawajiri vuole scriversi un film tutto suo per omaggiare le opere di Yamada. Non è facile trovare chi glielo finanzi, perché a differenza de La città delle bestie incantatrici, questo non sarà tratto da un romanzo di grande successo, come racconta lo stesso regista nel '95 in un'intervista raccolta da Francesco Prandoni e pubblicata sul libretto allegato al Blu-Ray.

Ma in un anno e mezzo di lavoro riesce a sfornare con Madhouse (di cui Kawajiri è tra i fondatori, insieme ad altri ex impiegati di Mushi, nel '72) un'opera che resterà un simbolo non solo degli anime di quegli anni, ma più in generale di un tipo di produzioni anni 90 per il cinema visivamente pazzesche e probabilmente irripetibili, per varie ragioni, come si diceva a proposito di Jin-Roh, la pellicola che quell'epoca l'avrebbe chiusa poco tempo dopo

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Guardi Jubei duellare con gli otto demoni di Kimon, questa squadra di mostri con pelle di roccia, braccia meccaniche, serpenti inguinali, un'abilità con la spada alla Goemon nonostante la cecità o sciami di vespe al guinzaglio, e resti a bocca aperta, oggi come venticinque anni fa, per quelle inquadrature, quelle soluzioni grafiche. Il duello nella casa tinta di luce rossa è semplicemente meraviglioso. Tanto più visto l'accompagnamento sonoro, di livello e azzeccatissimo, firmato da Kaoru Wada (Inuyasha, Saint Seiya: The Lost Canvas, Kyashan Sins).

Il cofanetto Blu-Ray Yamato - 16,99 carte su Amazon. Una manciata di centesimi in meno rispetto al DVD - include il summenzionato libretto da 24 pagine, con gli studi dei personaggi, quella intervista del '95 al futuro regista di X e Vampire Hunter D - Bloodlust, e un approfondimento sulla cornice storica in cui Kawajiri ha ritagliato la sua storia (i Tokugawa, i loro ninja Koga, etc...). Gli extra su disco includono trailer e spot TV, e il commento audio degli autori sottotitolato. 

Ninja scroll anime blu-ray recensione

Sono film forti, quelli di Kawajiri, perché una sorta di via animata all'exploitation alla giapponese. Le sue opere sono accomunate da grandi coreografie nei combattimenti, nemici pucciati nell'ombra, sesso e violenza, demoni, nanerottoli saggi arrampicati sempre su qualcosa, inquadrature eccezionali. Ninja Scroll ingloba il tutto, fra arti strappati, fiumi di sangue e personaggi femminili seviziati, ma le donne toste non mancano e l'ironia nemmeno.

E a patto di non essere troppo sensibili (la pellicola da noi è VM14), proprio per il tipo di atmosfere da chanbara fantastico, da supervillain con spade e lame boomerang sfonda-alberi che al confronto Daltanious muto in un angolo, Ninja Scroll è un film adatto anche a chi è poco pratico di animazione giapponese.

C'è dentro tanto, ma tanto di quello che sarà l'approccio di CiccioKojì ai boss fight dei Metal Gear Solid, per dirne una; e un po' di James Bond; e parecchio di quello che farà scimmiare miliardi di persone appresso a Neo l'eletto con i brogli elettorali.

Solo non vi innamorate di Kagero. È pericoloso.

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Commenti

  1. Concordo su tutto §DOC, specialmente sul giro infinito di VHS tra appassionati!!! Questo, assieme all'OAV di Alita (e al VHS di Highschool Invasion ;-P), è uno dei nastri che ho prestato di più!

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    1. Alita, nel giro di quelli prestati, c'era SEMPRE.

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  2. Questo ancora mi manca, anche se ce l'ho da vedere da un sacco di tempo e ne parlo con gli amici nerd da ancora di più. Direi che è arrivato il momento di sciropparmelo tutto :)

    Ricollegandomi al discorso "anime anni 90, nostalgia dei certoni che furono, ecc", spero di non andare eccessivamente OT ma c'è un accorato appello che mi sento di dover fare e non so dove scriverlo: chiedo scusa sin d'ora Doc, se vado fuori argomento puoi eliminare il mio commento...
    Ho appena finito di ascoltare le due live con Nicola Carrassi. Quello che si è detto è una bomba: non è una chiacchierata, non è un'intervista, è un documento storico importantissimo su un momento fondamentale della storia della TV italiana (e non lo dico io che sono un nostalgico, lo dicono tutti i Telegatti vinti negli anni dalla fascia ragazzi Fininvest), getta luce su molti meccanismi completamente sconosciuti ai non addetti ai lavori, c'è LA rivelazione su QUELLA famosa sigla (che rivela senza rivelare niente, ma diventa documento storico a sè: quando sarà tolto il velo e verrà pubblicato tutto, questo video attesterà che PRIMA c'era chi sapeva, ma non poteva rivelare per l'obbligo di riservatezza, che stava lavorando alla riedizione ma si è fermato tutto...)
    Un racconto appassionante e appassionato, dove si racconta quel mondo strano e un po' matto senza peli sulla lingua ma senza mancare di rispetto a nessuno e dove emerge un ambiente lavorativo severo ma serissimo, in cui i cartoni giapponesi erano amati prima che censurati, ma in cui si doveva sottostare a un miliardo di regole.
    Insomma, mi inquieta l'idea che tra un paio di settimane Twitch cancellerà tutto e questo autentico tesoro sparirà come lacrime nella pioggia.
    Il mio appello è di trasferire questi due video su Youtube, metterli in un sito, su p2p, quello che volete ma renderli consultabili da chiunque in saecula saeculorum.
    Questa lunga chiacchierata, per un nerd di vecchia data come me è pura gioia per le orecchie: è troppo importante perché vada perduta. Grazie ancora a te e a Nick.

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    1. Grazie a te, Capuleius, per le belle parole. Le due live sono in evidenza sul canale e lì resteranno, in modo che chiunque voglia possa andarsele a ripescare (https://www.twitch.tv/docmanhattanantro) :)

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    2. Quindi non verranno eliminate? Grande!!!

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    3. Esatto. Quelle in evidenza rimangono lì. Ne ho fatto comunque un backup, ma per le ragioni spiegate altre volte no, niente YT.

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  3. Davvero un gran bel film. Ho un ricordo molto vago della serie uscita tanti anni dopo, anche se mi sembra non fosse male nemmeno quella. Mi sa che dovrei riguardarmela!

    Il film, anche del lotto che citi, era il mio preferito. Gusti personali per via dell'ambientazione, ma anche a livello di equilibrio: sia la storia che la sua realizzazione tecnica, sono perfetti.

    Ricordo (non so se sia in qualche modo imparentato) che mi era piaciuto anche sword of the stranger, che un po' lo ricordava.

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  4. Uno dei miei preferiti dell'epoca, espressione di un talento mostruoso (...in tutti i sensi: il design di creature e nemici è formidabile!) e di una ricerca di stile certosina.
    Per parte mia insisterei sull'uso di luce-colore-ombra, perché è proprio usandoli in quel modo che Kawajiri e soci arrivano a spremere il massimo da ogni scena, ed è poi diventato un tratto distintivo riconoscibile delle produzioni Madhouse.
    Insieme alle coreografie. Tra i pochi che attualmente ci vanno vicini oggi ci sono Trigger e Ufotable, ma questo resta un esempio inarrivabile anche perché frutto soprattutto di umano sudore, senza aiutini in CG.

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  5. Sulla falsariga di questo, anche se piu' vecchio e sicuramente inferiore dal punto di vista qualitativo e visivo c'era YOMA - LA STIRPE DELLE TENEBRE.
    Dovrei ancora avere il vhs da qualche parte. Era il periodo in cui i manga e gli anime, appena sbarcati, si sostituirono ai videogames come passione.
    Mi chiedo se e quanto abbiano ispirato giochi come Sekiro oppure Onimusha.

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    1. Roma resta ad oggi uno dei miei OAV preferiti, nonostante un adattamento italiano un po' zoppicante. Ritmo eccellente e trama inquietante con un un'ottimo finale, cosa non scontata.

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  6. Film leggendario, ma d'altronde Madhouse + Ninja + Chambara... Come si puó sbagliare?
    Perdonate l'OT ma avete sentito dell'attacco incendiario alla sede di Kyoto Animation?

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    1. Si,e mi ha fatto ripensare ad un libro di alcuni anni fa, generazione otaku.
      Uno degli intervistati profetizza che,dopo aver spremuto bei soldoni, in Giappone prima o poi si alzerà una violenta crociata contro anime e manga (nella storia giapponese c'è la tendenza a trovare un capro espiatorio); invece di dare risposte sociali diranno a giovani e meno giovani che la loro vita è stata rovinata dai manga. E dopo,la storia occidentale dell'ultimo secolo ce lo insegna, è facile che i più fragili escano di testa e diventino carnefici.

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    2. Non che il mondo degli otaku di malati di mente abbia mai fatto difetto. Se avete tempo, guardate il documentario su netflix dedicato ai fan delle idol. Guardate e rabbrividite.

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    3. Mi dicono che il colpevole accusava KyoAni di avergli fregato delle idee (ovviamente a questo punto si sa poco di certo) quindi non é un attacco di un censore pazzo di un crociato anti-Anime.
      Si dice inoltre che avesse bloccato le uscite di sicurezza...
      Che orrore.

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    4. In un certo senso hanno seminato vento e ora raccolgono tempesta.
      Hanno volutamente ignorato, anzi persino incoraggiato questo sistema.
      Convinti che permettere a una persona di consacrare la propria vita a un personaggio, a una passione potesse essere un'ottima valvola di sfogo. Per garantire il massimo rendimento e la sopravvivenza in una societa' basata sull'iper - produttivita'. Che non lascia spazio a rapporti umani, a momenti (non che da noi sia tanto diverso, di recente. I social stanno diventando una malattia).
      Risultato? Hanno solo creato una marea di disadattati. E di bombe a orologeria pronte ad esplodere.
      La cosa triste e' che qualcuno gia' allora iniziava a dire quanto fosse sbagliato tutto questo, ma e' stato ignorato e messo al bando.
      E' curioso, comunque.
      Sembra che l' Otaku sia una versione moderna del ronin ai tempi del sistema feudale. O il teppista, negli anni settanta e ottanta.
      Alla fine, l'idea del Samurai senza padrone che vaga sistemando torti e difendendo i deboli...e' una cosa romanzata. Mi piace pensare che ne sia esistito davvero qualcuno. E forse e' cosi'. Ma la maggior parte dei Ronin diventavano predoni dediti al brigantaggio e al saccheggio.
      C'e' sempre questo vizio di fondo, nelle societa' ultra - schematiche.
      Cio' che ci si ostina a considerare come un'eccezione, un'anomalia...finisce per diventare piu' comune di quanto si pensi.

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    5. Quando ho visto gli studi in fiamme ci sono rimasto molto male, soprattutto per tutte le persone coinvolte. Da quel palazzo è uscito l'anime che mi ha commosso a ripetizione: Violet Evergarden. Solitamente davanti allo schermo ho un cuore di pietra.
      Amo profondamente la cultura giapponese ma sul fronte otaku ci sono dei malati veri. Declinata in certi ambiti, ad essere generosi, naviga nell'efebofilia e nella rape culture.

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    6. Perdonatemi, non voglio tirarla per le lunghe ,volevo solo chiarire che non mi riferivo ad austeri censori o a camicie brune che bruciano manga in piazza, ma proprio a gli otaku, che sempre più si comporteranno da stalker con gli "oggetti del proprio amore". Rape culture? Si molti manga lo sono perché così era il Giappone soprattutto in epoca showa. Basta pensare ai delitti della armata imperiale tra il1935 e il1945.

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    7. Alla fine, cosa sono?
      Gente sola, che in genere conduce una vita squallida in funzione delle proprie ossessioni.
      E' un circuito che si auto - alimenta, con le fantasie che a poco a poco assumono inclinazioni sempre piu' sadiche e perverse.
      Un maniaco agisce e pensa allo stesso modo.

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  7. purtroppo di film d'animazione giapponesi ne ho visti pochi (qualche Myazachi e Akira), vedrò di recuperare.

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  8. Doc, ma una rubrichetta con i migliori OAV dell'epoca da non poter assolutamente perdere la si può chiedere?
    O c'è già nel blog ed io me la sono persa? :-(

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    1. Non c'è, ma tante perle le continueremo a recuperare con questa. Che peraltro risponde anche alla domanda "Sì, ma come lo recupero?".

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  9. Bello ninja scroll, ma spero di vedere in blu ray anche Darkside blues.

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  10. Mai visto ma è tra i da recuperare. Prima o poi mi ci metto.

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  11. Un film bellissimo, tra l'olimpo dei miei film d'animazione preferiti della giappolandia.
    PS: ebbene si, mi ero innamorato di Kagero :(

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  12. Vespertilio Amoroso19 luglio 2019 11:12

    Uh, me lo ricordo ancora questo OAV! Lo vidi durante un'autogestione scolastica nella classe di Cineforum, con proiettore e VHS gentilmente fornita da un mio amico un po' nerd.
    Ne rimasi colpito per la violenza e per il parco grafico eccellente. La storia mi piacque, anche se, da neofita degli OAV, alla fine pensai "Sì ok ma...finisce così???"
    Ma soprattutto, da persona da sempre esaltata per le battaglie e gli scontri, mi chiesi "Ma 'sti otto demoni di Kimon...perchè metà di loro non mostra una fava di potere e muore in quasi un petosecondo?"
    E ancora mi resta questo interrogativo

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  13. Il mio OAV preferito in assoluto. La scena del riso pre sigla da brividi.

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  14. Si, c'era l'effetto wow in tutta la sua magnificevole possanza. Non come GITS o Akira, ma c'era di brutto .
    Fa parte del mio trittico,oltre ai sopracitati,per il non anime-fan, la trinità must-watch.
    Ricordo come fosse ieri la VHS comprata da un amico che "poteva" (io manco il videoregistratore c'avevo), con la copertina che alludeva a figate inenarrabili, e l'ignoranza con cui si divorava qualsiasi cosa arrivasse dal Giappone.
    Fulgidamente impressionati, si è cominciato a divulgarne il verbo e a prestarne la cassetta,che credo stia ancora girando come lo spadone di Tassai.

    Domanda, ma come fai a non innamorarti di Kagero ?

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  15. Mi ricordo che, ormai un decennio fa circa, mi trovai casualmente a vedere un oav su YouTube su un cacciatore di vampiri. Mi piacque un sacco ma mi passò di mente il titolo e non lo cercai più. Oggi penso di aver scoperto che si trattava di Vampire D, e ora la voglia di rivedere sia questo che il protagonista del post è tanta!

    Grazie doc, recupererò appena posso

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  16. Lo vidi proiettato (in VHS su una TV, nulla di più lussuoso XD) a una rassegna di anime organizzata da un gruppo di manga-e-anime-fan carbonari negli anni '90.
    Molto bello, ma troppo cappa e spada e con donnine seviziate, per me. Il colpo di fulmine per Kawajiri arrivò in altra occasione, quando vidi (peraltro censurato, ché si era in pubblico) La città delle bestie (ai tempi nel titolo non seguivano aggettivi). Mi venne una tale mania per quel film, che gli amici carbonari di cui sopra si organizzarono e mi regalarono la VHS originale - non censurata, ché ero finalmente maggiorenne XD - per il compleanno ;)
    Ah, i ricordi!

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