I Soprano: perché, anche vent'anni dopo, resta la serie TV più bella di sempre

The Sopranos Stagione 1-2

Con questo fatto che Effe non aveva ancora visto I Soprano, ti stai riguardando tutta la serie pure te. Scoprendo l'effetto che fa riviverla quasi due decenni più tardi (avete appena finito la stagione 2, andata in onda negli USA nel 2000 e qui due anni dopo), ma soprattutto, visto che la storia la conosci già, quello che fa concentrarti su tutto il resto. Vedere se e come le prime stagioni dei Soprano sono invecchiate, come è invecchiato proprio il mondo nel frattempo. E scoprire, metti, che Livia Soprano era stata co-protagonista di una delle gag più riuscite della storia del cinema, e non te n'eri mai accorto [...]


Ricordi ancora, non già il primo giorno a scuola, le mie matite, i pennarelli blu, ma la prima volta che hai visto I Soprano in TV. "The Sopranos", da noi "Affari di famiglia", il primo episodio di questa serie creata da un italoamericano e interpretata da italoamericani, che aveva fatto incazzare un sacco di italoamericani. Quello che sarebbe successo nel 2014 con Gomorra, Saviano e Napoli, ma con criminali vestiti se possibile ancora peggio.

È il maggio del 2001, le Torri Gemelle che si vedono riflesse nello specchietto retrovisore del macchinone di Tony nella sigla verranno giù di lì a pochissimo. Dopo un intro fatta di blande polemiche di riporto al TG, Canale 5 trasmette la serie in seconda serata, per poi spostarla ancora più in là, a notte fonda. Mentre il mondo intero scopre la potenza del telefilm (ai tempi, per tutti, sono ancora telefilm) sviluppato da David Chase per regalare un impero alla HBO, il paese di provenienza degli avi di personaggi e interpreti snobba I Soprano.


Qualche anno dopo, gli aficionados di quaggiù si sciropperanno le puntate dalla Rete seguendo la serie in versione originale, o, metti, faranno cose tipo infilare con nonscialanza nel bagaglio a mano di un volo da Londra tutti i cofanetti anglè dello show (eccolo), ma al grande pubblico tricolore non fregherà mai davvero niente de I Soprano. Non ci sono ancora i social, non c'è la corrente da seguire per capire quando una serie è fenomeno, capolavorò o melmaperbuchidisceneggiatura mandiamounsegnaleeeh. Di cui scrivere su FB "Sarò magari l'unico che non la segue?", come se a qualcuno gliene fregasse qualcosa.
Tanti italiani, giusto una manciata di anni prima di finire in fissa per Lost o Breaking Bad, non sanno così cosa diavolo si stanno perdendo. 
La serie spartiacque, quella che ha cambiato volto alla TV USA. Senza la quale l'emittente via cavo un tempo chiamata Home Box Office non sarebbe arrivata dov'è ora e non avrebbe tirato fuori tutto il resto. Oz aveva indicato la via, ma erano state le cravatte orrende e le magliette terribili e i tradimenti e i morti ammazzati de I Soprano a tracciarla.


È invecchiata, I Soprano, oggi? Poco, e comunque molto meno di quanto credessi. C'è, in queste prime due stagioni, ancora qualche inevitabile traccia di TV anni 90, in alcune dissolvenze in bianco nella prima serie, nella chiusura di alcune puntate, in qualche dialogo.

Ma il linguaggio, la costruzione, quel modo di puntare tutto il piatto sulla trama orizzontale, assemblandola episodio dopo episodio tanto con grandi quanto con piccolissime cose, era già il futuro prossimo dell'entertainment televisivo. Quello che sarebbe arrivato subito dopo, anche se quasi mai a quel livello, con quel coinvolgimento, con quei personaggi.

Più che altro, come scrivevi all'inizio, ad essere invecchiato è proprio il mondo. Il nostro, non quello dei Soprano. Ti accorgi che sono passati vent'anni non solo per come la gente va vestita, ché da mafiosi del New Jersey ti aspetti di tutto, figurati se ti stupisci per una tuta in acetato alla Cacioppo indossata da Paulie o da Pussy Bonpensiero.


Sono, semmai, le magliette di Spawn e Marilyn Manson del giovane Anthony Soprano cicciottello e paciocco. Il suo abbigliamento alla Kevin Smith da giovane uscito in qualche modo dagli anni 90. Le console con cui gioca su quel CRT incassonato nella parete del salotto. Un Nintendo 64 con Mario Kart 64 nella prima stagione, un Sega Dreamcast con Flag to Flag (Super Speed Racing) nella seconda. Sono quelle pagine di Netscape, i cercapersone e quegli altri scampoli di pianeta Terra protodigitale che procedeva a fischi di 56K.

Mentre scorrono le storie di scorni e riappacificazioni con lo zio Corrado detto Junior e quell'altra gente lì, mentre vedi l'italocalabrese Steven Van Zandt fare le sue facce buffe, che nota stonata lo erano già allora, e ti ricordi quella conferenza di Activision a Santa Monica in cui ti è passato a venti centimetri e tutti dicevano c'è Little Steven l'amico di Bruce Springsteen! e tu hai detto MinchiaSilvioDante!, lo sguardo e la testa ti prendono a vagare su altri dettagli.


Come per decifrare un autostereogramma degli anni 90 in mezzo alla strada, ti concentri su un punto invisibile al di là dello schermo e metti a fuoco alla fine piccoli particolari. Come gli ettolitri di Coca Cola, perché in qualunque pranzo, cena o spuntino la famiglia Soprano consuma quantità industriali di cola per far felice lo sponsor e annacquare quei piatti inquietanti in cui la pasta - quasi sempre ziti - si mischia con l'insalata e il secondo.

Come le canzoni dell'epoca chiamate a dare un po' di tregua a quella cacchio di Con Te Partirò di Bocelli. Tormentoni da serate su MTV come No Scrubs delle TLC o Breathless dei The Corrs, band che nessuno ricorda per i suoi meriti musicali.

Cogli citazioni e figure che ai tempi ti sono sfuggiti. La prima apparizione del tizio che sarà in seguito Vito Spatafore, nei panni di una comparsa in quella panetteria in cui Michael Imperioli cita il se stesso di Quei bravi ragazzi, fonte d'ispirazione dichiarata (più e più volte) e bacino di attori della serie di Chase.


Tutte quelle strizzate d'occhio alla trilogia de Il Padrino, a base di succo d'arancia, Don Tommasini a Napoli e favori chiesti al vicino. La presenza, nell'elenco delle guest star, non solo della Cucinotta o di una versione biondo di Luzzi dell'ex cyborg T-1000 Robert Patrick, ma anche del Joe Penny di Riptide (come hai fatto a non accorgertene, diciassette anni fa? L'avevi solo dimenticato? Boh).

O Jon Favreau, protagonista nei panni di se stesso di un intero episodio insieme ad Alicia Witt: ai tempi solo un attore e sceneggiatore trentenne, non ancora il regista di Iron Man, il primo film e la pietra angolare del MCU, cioè della più grande macchina da soldi di Hollywoo, nonché braccio destro di Tony Stark e amicone pure di Spider-Man. Ma tutto questo, ovviamente, a inizio millennio, davanti a quel frescone con la camiciona orribile che parla del suo Swingers, non potevi immaginarlo.


Ma soprattutto l'improvvisa, feroce consapevolezza che Livia Soprano, uno dei personaggi più interessanti e meglio caratterizzati della storia della TV, nonché una signora villain che sventola il suo fazzoletto ogni volta che deve ricordare come il suo Johnny fosse nu sant, non era solo una vecchia attrice che il cancro si era già portata via ai tempi della prima messa in onda della serie in Italia - è scomparsa nel giugno del 2000, subito dopo la seconda stagione -

(questa GIF animata, la sua reazione quando vede Tony uscire di casa e cascare a terra, è da conservare e utilizzare nei secoli dei secoli per rimbalzare la gente sull'Internet)  
Perché Nancy Marchand era stata, tra le altre cose, il sindaco Barkley in Una pallottola spuntata.


Il dialogo con Drebin su quei bastardi in toga: la storia pure del cinema comico, oh.


E c'è anche che ti fa un'impressione del diavolo pensare che quell'omone che interpreta suo figlio, Tony Soprano, il boss del Jersey sempre in canottiera o vestaglia, quell'imponente, spaventoso, depresso, temibile consumatore di sigari in pena per anatre (e in futuro cavalli) tra un omicidio e l'altro, non aveva ai tempi neanche quarant'anni.

Alla fine della seconda stagione, nel 2000, James Gandolfini aveva compiuto 39 giri intorno al sole. Quando un infarto se lo porterà via, ironia della sorte proprio a Roma, nel Paese da cui viene la sua famiglia come quella di Tony, sarà il 2013 e di anni ne avrà 51. Ti sembrava un uomo di mezza età, Tony, ai tempi. Lo sembra ancora, anche se adesso sei più vecchio di quanto lo fosse lui allora.

Ma magari erano solo i sigari e le canottiere da umarell, ma che ne sai.


Tranne Paulie, e in buona sostanza anche Imperioli, hanno tutti un'altra faccia, gli attori de I Soprano, oggi. E Dominic Chianese, lo Zio Junior, se li porta egregiamente i suoi 88 anni. Va detto. C'è un vuoto enorme in questa reunion del ventennale, in tutti i sensi, perché manca l'omone. Ha senso e fa al contempo grande tenerezza il fatto che nel film prequel de I Soprano scritto da Chase, The Many Saints of Newark, in uscita l'anno prossimo, il giovane Tony Soprano sia interpretato dal figlio di James, Michael Gandolfini. Era con suo padre a Roma, quella sera del 2013.

De I Soprano e del loro influsso sul mondo delle serie TV continuiamo a parlare stasera, nella sezione Circolino dei telefilm della live su Twitch, alle 21. Siateci.

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Commenti

  1. Purtroppo iniziai anche io a vederla in tarda serata su Canale 5, se non ricordo male, poi con il passaggio a serata ancora più tarda e con una programmazione non proprio friendly ho lasciato perdere... Peccato, perché all'inizio mi ispirava parecchiotto anche a me, poi, però, ho avuto altre vicissitudini vitalizie che non mi hanno permesso di seguirla nel modo giusto. Gandolfini era comunque un grande (in tutti i sensi) attore e quoto sulla questione che sembrava molto più vecchio di noi che ci avviciniamo ai 44! Magra consolazione ma fa piacere sapere (o almeno pensare) di non essere invecchiati troppo male...

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    1. Sorry, ho letto velocemente e non avevo visto che avevi già scritto che la davano su Canale 5. Almeno la memoria funziona ancora!!

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  2. mi hai messo una voglia di rivederlo...
    grazie doc.

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  3. L'avevo iniziata a vedere tipo 10 anni fa e credo di essere arrivato alla terza serie.
    Poi la marea di cose da vedere l'ha sommersa e non sono più andato avanti.
    Ale, con questo post mi hai dato la scusa, vado subitissimo a recuperarla!

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    1. Bravi, correre a vederla. Finite le sei stagioni, facciamo che siamo ok.

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  4. E' una vita che mi propongo di vederla per intero (l'avevo vista a spezzoni, su canale 5 (tattarattataratta'- tum), ma non l'ho mai seguita tutta.
    Poi l'ho persa di vista.
    In effetti e' stato uno spartiacque.
    Mi pare che fu da li' che iniziarono a chiamare STAGIONI le varie serie.
    E mi pare di averla vista su Retepellicole, se non sbaglio.
    Controllero'.

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  5. Sì, non esistevano i social all'epoca e meno male.
    Ma per chi aveva da pochi anni scoperto Scorsese, I Soprano sono diventati un appuntamento imprescindibile fin dalla prima puntata, con lo sbattimento di doverle registrare perché chi arrivava a guardarle di notte?, con quella colonna sonora acquistata saltellando alla Virgin di New York durante il primo, glorioso viaggio negli USA, dopo aver pregato le amiche di portarti a Little Italy, dai, fammici fare un giro!

    E i mesi passati a recuperare il recuperabile su James Gandolfini, attore meraviglioso, anche quei filmetti in cui compariva sì e no due minuti, seguendone il nome sulle guide TV quando veniva scritto nel cast, oppure i salti di gioia nel vedere qualche "soprano" spuntare in altre pellicole come, che so, Amore all'ultimo morso.

    E questo solo guardandole in Italiano.

    Durante la permanenza australiana ho acquistato tutte le serie e le ho guardate assieme al mio migliore amico (che oh, quanto ha odiato i Soprano!) in lingua originale, ridendo di ogni "fangool", di ogni "oh, poor YOU!!!" della cattivissima mamma Soprano, di ogni "capocoll'" che Tony ingollava prima di andare al "pisciatoio".

    Ad avere tempo le farei guardare al fidanzato, so che le adorerebbe e si divertirebbe quanto me, anche se io a un certo punto mi metterei probabilmente a piangere perché Cristo quanto mi manca Gandolfini. Ad avere tempo, porco schifo, come quando sono usciti i Soprano ed eravamo tutti giovani e più spensierati ç_ç

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    1. "Hey! Want some capugol?"
      "Do you think he is a fenuk?"
      "She is his new goomar!"
      ...

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  6. Da grande fan di Scorsese reputo i Soprano una serie meravigliosa, recuperata qualche anno fa tramite Sky Atlantic, vista rigorosamente in lingua originale (dove fioccano parolacce in dialetto), finale indimenticabile nella sua originalità. Meme assoluto: il nome della barca di Tony, The Stugots :D :D
    Delle serie di cui tutti dicono solo un gran bene, non avuto ancora mai modo di iniziare The Wire. Pareri del Doc e degli antristi?

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    1. The Wire è una delle cose più belle di sempre. Le 5 stagioni compongono un enorme affresco di Baltimore e dei problemi dell'America e in generale della società umana, coi suoi problemi che non si risolveranno mai del tutto.
      La cosa che più gli si avvicina secondo me è leggere un grande romanzo russo (Delitto e Castigo o i Karamazov, tipo) con mille personaggi tutti credibili e approfonditi.
      Ed è solo trama orizzontale, ripensandoci è incredibile che gliela abbiano fatto fare all'epoca.
      La mia stagione preferita è la 2, quella del porto.

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    2. The Wire è a) una gran bella serie davvero, b) un'altra di quelle robe per cui si deve dir grazie ai Soprano e al loro successo in patria.

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  7. Vista tutta per bene l'anno scorso, ché ai tempi beccavo solo un episodio ogni tanto all'una di notte e poi non ci capivo niente.
    Già allora rimasi pietrificato dal finale dell'episodio dell stupro. Quanto è potente quel primo piano? Ero e sono ammirato dal personaggio della Melfi.

    Il finale di serie poi è uno dei migliori di sempre. C'è un bel video delle youtuber The Take (sempre brave) che lo analizza bene.

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    1. Ah ok, col senno del poi potevo anche arrivarci.Mi ero perso qualche passaggio. Sorry per la domanda cretina Doc😅

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  9. Ma la strega in nero nella reunion è l'attrice che interpretava Adriana La Cerva? Come si è ridotta? Imperioli invece, se non fosse per i capelli bianchi, sarebbe uguale.

    Per me I Soprano è stato una scoperta molto tardiva, arrivato dopo i vari Lost e compagnia bella che citavi, ma rimane comunque una delle migliori produzioni di sempre. Aspetto con curiosità e leggero timore il prequel . in arrivo...

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    1. No, è la moglie di Artie Bucco del Vesuvio.
      Drea De Matteo (Adriana) è rimasta grosso modo uguale, ma nella reunion non c'è.

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  10. La seguii eccome questa serie ai tempi, anche se iniziai dalla seconda stagione e la prima la recuperai ... con le videocassette che vendevano negli ipermercati! Un'altra epoca davvero! Come ne venni a sapere? Non vorrei sbagliarmi, ma se non erano i trafiletti sul Tv sorrisi e canzoni, mi sa che era perchè veniva citato su Wizard come serie culto, e all'epoca avevo iniziato a provare a farmi una cultura con film e telefilm di gangster e polizieschi, come appunto Oz e The Shield... Avrei giusto voglia di rivedermi pure io i Soprano, anche se mi verrà il magone a pensare al buon Gandolfini. ;___;

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  11. Non l'ho mai vista, non un singolo episodio. A pelle le storie con al centro gli italoamericani che fanno i mafiosi non mi hanno mai attirato.
    Ammetto però che ogni tanto mi tenta ma visto il numero di stagioni la tentazione passa.

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  12. Non mi ha mai detto nulla, ma è un mio problema: tutto ciò che ha come tema principale gli italoamericani mi sta sui cojoni a pelle. Italoamericani maneggioni e dilinguenti poi.....

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  13. Sbaglio o ci fu una puntata di questa serie ambientata in Italia e odiata da praticamente tutti?
    Ricordo ne parlarono Rrobe, Ortolani, Yotobi e molti siti di quella puntata.

    Detto questo, I Soprano è una di quelle serie che vorrei vedere, ma sono molto titubante per una ragione.
    Io ho visto serie TV o telefilm degli anni '80 e primi anni '90 senza problemi, riuscendo a contestualizzarle in quel periodo.
    Mi viene molto diffice farlo con serie a cavallo del millennio per qualche motivo, vuoi perché è un periodo più recente e la sensazione di essere invecchiate in fretta è seria, vuoi perché mi viene...Beh, non so come definirla, non nostalgia, ma una sorta di tristezza nel vedere elementi comuni anche adesso mischiati ad altri non più così utilizzati eppure estremamente recenti.

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  14. Qualcosa mi dice che debba colmare questa orribile lacuna.

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  15. Serie amata alla follia. Purtroppo Satriale era solo un set, avrei pagato per visitare anche solo il Vesuvio con zio Junior che canta "core 'ngrato". Brividoni

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    1. La costruzione bassa usata per gli esterni di Satriale's è stata demolita nel 2007. La curiosità è che nel pilota la salumeria/macelleria/caffetteria/scannatoio ha un altro nome: si chiama Centanni's Meat Market, che è una vera macelleria del New Jersey. Quando la serie vera e propria è entrata in produzione, alcuni mesi dopo, Chase ha fatto realizzare l'insegna di Satriale's clonando elementi e font di quella di Centanni's.

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  16. Confermo gente questa serie ha scontato la fama di essere foriera di stereotipi sull'Italiano mafioso pizza e mandolino, e complice anche l'infelice programmazione serale ha avuto molta meno risonanza rispetto a un altro gigante della fiction come Dr House.

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  17. I Soprano sono fondamentali, Gandolfini era veramente perfetto e il suo personaggio quello probabilmente più complesso della serie. Una delle migliori cose in tv mai viste.
    E' anche vero, come tutti sanno, che è questa la serie che ha cambiato la tv e il modo di raccontare le storie, dispiace che normalmente venga dimenticato che i Soprano devono moltissimo a Hill Street Blues come struttura narrativa.
    David Chase ha collaborato ad alcuni tra i miei telefilm preferiti: Rockford Files e Northern Exposure (Doc, please dedica un articolo a questa serie!)

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  18. Vista solo la prima stagione, poi mi sono fermato. Ancora non ho capito cosa aggiunga a Scorsese, e resto dell'idea che qualunque buona storia possa essere raccontata nella misura di un film. In definitiva è un problema mio, non amo particolarmente il format seriale.

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  19. Le tute "Fila" erano di ciniglia e non acetate...Qualcuno dira' chissenefrega no no no.... C'e' un motivo ed un perche'....errore non veniale per una cosi dettagliata recensione.

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  20. Mi impongo di recuperarla, se non altro per dimostrare al me stesso giovincello che sono diventato una persona saggia ed equilibrata perchè ai tempi, facendo zapping a tarda notte, mi imbattei in un dialogo particolarmente fastidioso: non ricordo bene i dettagli, ma il succo era che i settentrionali non fossero veri italiani (Carmela Soprano si lamentava di un prete del nord, può essere?), e quindi cerea nè ai Soprano.

    E via un altro sassolino nella scarpa, con aggiunta della motivazione più stupida di sempre.

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  21. I soprano e' stata veramente una gran bella serie. A volte divertente, a volte cruda. Gandolfini era bravo e simpatico, lo ricordo in "una vita al massimo" e "welcome to the rileys". Ricordo che quando ho appreso della sua scomparsa ci sono rimasto davvero male

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  22. Ai Soprano e' legato il ricordo di vederla agli orari improbabili ante Internet con gli amici Avellinesi . Prima vera grande serie. Prima o poi la farò' vedere ad Alexandra. Tipo ora vado sul Torrent e venerdì sera si guarda :-)

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  23. ...e in qualche episodio (non ricordo di quale stagione) appariva anche Lady Gaga, allora quindicenne e senza ancora alcun disco all'attivo. Mi pare che fosse una scena ambientata in piscina.

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