Commuoversi di vecchiezza riguardando a nastro i Toy Story

Toy Story i tre film visti oggi

Papino, c'è Totoro!!! Ma non state guardando Il mio vicino Totoro, siete usciti da settimane da quel loop infinito, per precipitare in un altro loop infinito. Fortunatamente non si tratta di Frozen o della Sirenetta, ma di un riuscito atterraggio pilotato sui tre Toy Story. Il Totoro in questione è il pupazzo della bambina di Toy Story 3, parte della trilogia che ora adora pure tua figlia e che tu riguardi volentierissimo a nastro con lei. Commosso e un po' incazzato [...]


Avete fatto tappa per giorni e giorni sul primo Toy Story. Lei rideva per Buzz, tu ti intristivi nel sentire quanto diavolo era bravo e perfetto per la parte e financo molto simile al doppiatore originale il compianto Fabrizio Frizzi. 
"Sei il mio vice-sceriffo preferito!", e via che precipiti in un tunnel spaziotemporale 
che ti piazza sullo stesso divanetto dal quale guardavi Tandem su un vecchio televisore sopravvissuto in qualche modo al terremoto dell'80 e c'era questo ragazzo con gli occhiali e la risata contagiosa che incollava le sagome di barche e jeep sulla mappa e faceva giocare gratis i tuoi coetanei a Dragon's Lair. In TV.

Papà?

E poi il tunnel ti sputa nel mondo dei giocattoli di questo primo Toy Story che è del '95, alla cassa fanno VENTIQUATTRO anni fa. Si vede dalla CGI, dal fatto che di Lasseter si diceva solo che era il nuovo Disney, non uno che allungava le mani. Ventiquattro anni. Un altro giro attorno al sole e chi è nato nell'anno di Toy Story potrà votare al senat...

Papà? 

Sì, piccola?

Mi metti quello con la ragazza dai capelli rossi.

Senza punto interrogativo, non è una domanda.


Il primo Toy Story è stato presto schiacciato dalla concorrenza interna. Toy Story 2, il sequel di fine secolo e millennio che c'aveva una cowgirl doppiata in italiano da Ilaria Stagni e quindi cuginetta di Bart Simpson.

PiKi è impazzita per Jessie. Avete montato un pupazzo grande di Woody, bellissimo, e le piace giocarci e perdere in continuazione in giro il cappello, come il Woody vero. Ma ora vuole pure la ragazza dai capelli rossi e il suo cavallo.

Ma voglio pure la ragazza dai capelli rossi. E il cavallo.

Appunto.

E mentre Woody, Buzz, Jessie e il resto della banda prendono giustamente per il culo i collezionisti di giocattoli maniaci che vogliono far soldi sulla baia, il tunnel ti lancia senza paracadute su una mattina a Nuova York, un'estate di tanto tempo fa. Te ne vai in giro con le mani in tasca da Toys R Us e vedi un nerd quarantenne litigare con un rEgazzino per l'ultima copia di un Wolverine hasbro metallizzato bruttissimo special stocacchio edition.

Ritorni al presente solo perché una dannata inquadratura di Woody triste crea questa AGGHIACCIANTE associazione mentale da cui non riesci più a uscire per giorni.

Chiami un paio di analisti in città, ti rispondono Lo Siento. Prima di avvelenarti il pozzo.

Vuoi cavarti gli occhi, temi di impazzire e di perdere quanto hai di più sacro, come i ricordi della gioventude ancora relativamente tale ai tempi dell'uscita di Toy Story 2, quando eri schiavo di napster e...

Papino?

Sì, amore?

Mi metti quello in cui scappano.


Toy Story 3 è un mondo completamente diverso. È una secchiata in faccia di nostalgia multistrato, come il compensato dei mobili da cameretta economici per studenti. È il 2010: anche chi era bambino alla comparsa di Woody e Buzz non lo è ormai più.
Si è cresciuti tutti e tutti insieme, come Andy, più di Andy. 
Da noi l'hanno intitolato Toy Story 3 - La grande fuga, giusto per raccontarti già sul poster fuori dal cinema il tema del film. E quella fuga, pur senza Steve McQueen, fa fremere PiKi ogni volta.

Sa che ce la faranno a fuggire dall'asilo, Woody, i coniugi Potato, Jessie e gli altri (l'abbiamo fatto tutti). Sa che non finiranno davvero bruciati nell'inceneritore come sembra (in un certo senso, abbiamo fatto tutti pure questo), ma la tensione la diverte.

Tu rifletti nel frattempo sul pericoloso, subdolo, intellettualmente scorretto messaggio lanciato all'umanità di una Barbie buona e di un Ken malvagio. Stortura non raddrizzata dall'azzerbinamento finale del Ken di De Luigi: il terrapiattismo della Barbie generosa e di cuore che non convince nessuno. Il movimento di liberazione di Kentozzi dal dominio globale dell'Algida Stronza scese in piazza, ai tempi. Ci furono anche tafferugli, alcuni zerbini portati in questura.


Alla fine i buoni si salvano e ottengono la nuova vita che non speravano più di avere. L'orso malvagio che si presenta sin dall'inizio come tale, in quanto viola, ribadisce per il secondo film della serie di seguito che non ci si può davvero fidare degli anziani.

Piki sorride nel vedere i giocattoli ricongiungersi a vecchi e nuovi amici tra cui Totoro (ma vola? Come c'è finito lì? Perché non fa il suo verso? E le bambine? E ora gli fa crescere gli alberi del giardino?) a casa della nuova proprietaria. Andy è grande, ha detto malinconicamente addio anche a Woody, può lasciar scivolare via il passato e andare a farsi le canne all'università, come tutti.

Avrà tempo per pentirsene, come tutti.

Tutti felici, tranne lo spettatore non bambino che alla scena si commuove un po' ogni volta. Metti te. Si commuove e s'incazza, al ricordo di tutti quei Masters, quei robot giapponesi, quei Micronauti regalati a bambinetti del vicinato e alla famigerata entità senza volto nota nel secolo scorso come "bambini poveri".


Bambini poveri che se quei jumbo di Mazinga, quei robot di metallo, quei Transformers e tutto il resto se li sono tenuti in condizioni accettabili, ora vivono a Beverly Hills, e poveri un cazzo.

Papino?

Papi?

PAPÀÀÀ?!?!


Sì?

Quando esce il nuovo?

Presto, ma aspetta che ti cerco intanto gli speciali televisivi.

Cosa sono gli speciali teledivisivi?

Eh... altri film. Più o meno.

E la ragazza dai capelli rossi c'è?

Credo di sì. Ora controlliamo, ok?

Ok.

Papino, perché ti soffi il naso?

Un misto di comprensibile commozione per l'inesorabile scorrere del tempo, l'idea che Woody non avrà più la voce di Frizzi e ti sembrerà troppo strano, il salto generazionale che mi porta a passare a te, mio tesoro, i Playmobil e progressivamente tutto il resto, e la gioia che mi dà vederti giocare con quelle cose, ma anche la rabbia mai sopita, diciamolo, per quei bastardi di bambini pover  No, niente, un po' di allergia, cucciola.




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Commenti

  1. "Ci furono anche tafferugli, alcuni zerbini portati in questura."

    Se ricordo bene gli zerbini di protesta li fece rimuovere il ministro dell'interno. Grandi polemiche.

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    1. Ecco a cosa serviva quel camion dei pompieri giocattolo.

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    2. A parte la battuta c'è un bellissimo articolo del Il Post che parla degli "zerbini rimossi".

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    3. @Drakkan Yup, bell'articolo, pensavo proprio a quello.

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  2. Ottimo post, as always. Ammetto che quando uscì il primo Toy Story, non saprei dirne il motivo, ma fui marginalmente interessato e quindi saltai l'uscita al cinema e lo recuperai in seguito e tuttavia non mi ha "segnato" particolarmente. Ho apprezzato invece molto il terzo capitolo, forse perché la storia aveva quella sceneggiatura con una "cattiveria più moderna". A margine, per il discorso lacrime genuine, il film per il quale ho pianto di più in assoluto è stato Inside Out. Avevo quindi 40 anni suonati e non ricordo di avere mai pianto "emozionalmente" così tanto in qualsiasi altra occasione, sia per altri film ma anche in generale nella vita... e non esagero. Sarà che l'argomento 'passaggio adolescenziale' mi ha sempre interessato abbastanza e vederlo espresso in quel modo così simbolico e potente ha fatto scaturire in un'unica volta tutte le emozioni che magari in precedenza avevo represso o scansato, vai a sapere perché. Tant'è che da allora non l'ho più rivisto (almeno per intero) perché ho paura che la ripetizione continua mi faccia perdere il ricordo di quella sensazione, una sorta di pianto quasi liberatorio.

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    1. Ultimamente non faccio mai il gaudente nei commenti e pure questa volta.
      Non mi ha mai preso Toys Story. L'ho visto qualche anno fa perché ricorreva qualche anniversario, non ricordo bene. Ho visto il primo e il secondo ma il terzo l'ho mollato quasi all'inizio.
      Per ora mia figlia guarda solo tre film: Cenerentola, Totoro e Le Follie dell'Imperatore.

      Tra non molto voglio provare a guardare con mia figlia tutto Batman TAS e mi sto giuardando la seconda stagione di She-Ra ma stranamente piace più a me di quanto piaccia a lei.

      PS: Doc hai visto Lo Spietato?

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  4. Mamma mia che amarcord Doc. Innanzitutto complimenti per la tua bambina che se non erro dovrebbe quasi avere gli anni della mia. Bene o male certe cose, come quelle da te raccontate, si assomigliano un po' per ognuno di noi papà. Queste situazioni credo siano infatti il "sale nella vita" di noi ultraquarantenni di oggi con la tecnologia che ci permette l'ubiquità digitale ma al contempo la lacrimuccia facile per i bei tempi andati. Come biasimarti dunque per questo splendido racconto dove in qualche modo ci hai raccontato del passaggio del testimone che c'è prima o poi in noi papà con i nostri cuccioli.
    Una menzione anche per il tuo ricordo di Fabrizio Frizzi, che ho avuto l'onore di conoscere a Roma nel 1986 durante una puntata di Tandem. La nostra classe infatti vinse un concorso nazionale ed assieme ad altre 4 classi fummo invitati negli studi di Viale Mazzini. Tra i compagni la maestra ne potè scegliere uno soltanto per accedere alla trasmissione come aiutante di Frizzi e dell'altra conduttrice (la Sampò forse?) ed ebbi questo grande onore. Per un ragazzino delle elementari degli anni 80 andare in tv era un esperienza da poter raccontare. Frizzi era come lo abbiamo sempre visto dalla TV, una persona modesta e molto affabile con una forte empatia, infatti ci mise subito a nostro agio. Per l'esperienza ci regalarono una sacca ed una t-shirt della trasmissione. Ricordo infine la VHS della puntata che i miei fecero registrare e che poi vidi al mio rientro. Grazie per avermi fatto affiorare questi ricordi!

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  5. ...bei ricordi, Doc.... dice Frizzi? ...no, Toy Story non lo conosco che di sfuggita, mi spiace... io penso a Frizzi nella pubblicità del "Blob", ai suoi esordi pre-rai in Sicilia (Teletna) e alla sigla "circense" della prima serie di Tandem (autunno 82)...conduce Enza Sampò...poi Paola Tanziani....con Marco Danè al Paroliamo... con i Videogames (da casa si giocava, gridando "raidue, raidue"a vecchi giochi del 2600 ...e c'era probabilmete uno che pestava i tasti)... il gioco dell'Apriscatole, con Lino Fontis... e ai miei giocattoli...che non furono regalati a nessuno.... ma totalmente distrutti da me e da mio fratello!

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  6. Il passaggio del testimone è un tema che tocca profondamente noi papà ultraquarantenni. Abbiamo sicuramente una sensibilità (la connoterei come "nerd" ma non voglio fare un discorso collegato a una particolare categoria sociale, mi sembra abbastanza generalizzata) maggiore di quanto potessero avere i nostri genitori al tempo, unita all'accesso molto più immediato ad una caterva di contenuti tra cui pescare quelli più vicini ai nostri gusti di bambini. La lacrima facile l'ho sempre avuta ma da quando c'è il piccoletto è, se possibile, ancora più presente, soprattutto quando vediamo video dove ci sono dinamiche famigliari che si sviluppano in particolare come interazioni tra padri e figli (centra sempre il discorso della mancanza di un nonno per Raoul e di un padre per me, cosa che il Doc può capire bene). In ogni caso per quanto cerchi di farlo appasionare alle cose dei nostri tempi, per il momento il piccoletto si sta formando una sua personale lista di cose che gli piacciono, tra cui una smisurata passione per i treni, i video di macchinine giapponesi di ひろゆた e quelli di Pingu e di Chugginton.
    Quello che noto e che ho già scritto in altri post è il fatto che già da piccoli così hanno già sviluppato dei gusti e delle preferenze specifiche, cosa che per noi era fantascienza, "subivamo" quello che ci veniva propinato, mentre adesso sono molto più proattivi, ma questo dipende molto dalla diversa fruizione, digitale, dei contenuti, mentre noi ci limitavamo a vedere quello che passava in TV.
    L'unica cosa che ci collega ai nostri tempi è il cd di mp3 sull'auto di mamma con tutte le sigle dei cartoni animati anni '70 e '80 che cantiamo a nastro ogni volta che andiamo in giro, con particolare preferenza verso Pat la ragazza del baseball, Pollon e Nanà supergirl.

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    1. Ciao Dan! Penso proprio che le sigle dei cartoni non invecchieranno mai e passeranno di generazione in generazione...e la tua testimonianza ne è la prova!! 🙂 Buona giornata!

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    2. Eh sì, caro Dave, dovrebbero diventare patrimonio dell'Unesco per essere preservate a futura memoria, possiamo chiedere a Nonno Lino se può metterci una buona parola, lui che fa parte della commisione italiana, almeno può fare qualcosa, visto che non lo chiamano da nessuna parte a quanto sostiene. Però lui è amico di Gigino!

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    3. Madonn bbenedètt dell'incoronèta dell'altomère ® Abbiamo bisogno del lasciapassère!

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    4. "...tu ci stavi sul treno a Bogotà?!"
      "no!"
      "e allora che ti incaxxi a fà???"
      "...tu ci stavi a sidney nel palazzo crollEto?"
      "no"
      "e allora perchè ti sei incaxxEto??"
      "...tu che abiti nel tanganicA...?"
      "NO!!!"
      "e non ti incaxxare mica!!!"
      "...è scoppiata una caldaia in una miniera di grisù!..tu per cas' ti trovavi in quel grisù?"
      "nz!"
      "e non ti incaxxare più!!!!!!!"

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    5. Firmata dal questore, controfirmata dall'assessore!
      Passala al direttore!
      Presto per favore!

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  7. Ecco, le canzoni dei cartoni sono l'unico tratto che la mia piccola ha in comune con le mie vecchie passioni.
    Va matta per lela sigle di Cristina D' Avena.
    Poi, come ho gia' ribadito, non le voglio imporre nulla. Lascio che sviluppi i propri gusti, e intanto li seguo e li condivido. E cerco di capirli, soprattutto.
    Perche' il grosso errore di fondo commesso dai nostri genitori e nonni e' stato di pensare che esistesse un solo, unico e valido modo di vivere. Il loro. Tutto il resto non andava bene, era sbagliato. Non capivano, quindi condannavano.
    Non voglio fare la fine del vecchio che critica perche' non sa fare altro.
    Ogni tanto giochiamo coi videogames, ma non solo. Gioco coi suoi giocattoli, guardo quel che guarda lei, in sua compagnia e...mi sono divertito, dannazione.
    Si. Barbie, She - Ra (la seconda serie e' un colpo di genio. Specie quando capisci che il vero cattivo non e' Catra. E nemmeno Hordak. E neanche La Tessitrice d' Ombre. Nonno'.) e Hilda me li sono goduti.
    Ovviamente, ci siamo passati in rassegna quasi tutta la filmografia Disney. Trilogia di Toy Story compresa.
    Ed il terzo costituiva la perfetta quadratura del cerchio. Fosse dipeso da me, lo avrei concluso li'. Spero solo che col quarto non mandino tutto in vacca.

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    1. Ciao Roberto, quello che dici è molto giusto, i nostri avevano il loro modo di vivere e non è che si ponessero il problema che si potesse fare diversamente rispetto a quanto proponevano. D'altronde era l'unico modo che conoscevano e non avevano alternative.
      Ma non per cattiveria o per una sottile forma di sadismo, semplicemente erano troppo impegnati dalle cose della vita per riflettere sulle scelte che facevano per noi, quindi si conformavano a un certo "sentire" comune su come crescere ed educare i figli.
      Certo tutto era fatto nella prospettiva di fare il nostro bene e di garantirci un futuro migliore di quanto avessero avuto, però erano necessariamente delle prospettive limitate che per fortuna, nel nostro caso almeno, non si sono concretizzate. Nel senso che abbiamo poi sviluppato un senso ed una capacità critica in modo autodidatta, scegliendo poi quello che ci sembrava più consono alle nostre peculiarità. Nel mio caso è stato un processo lento di (auto)consapevolezza, ho dovuto anche prendere le distanze da alcune forzature culturali e schemi mentali, spesso soffrendo la solitudine di chi non era compreso e non si voleva omologare, però alla fine dopo un lungo e sofferto percorso ho capito che le scelte fatte non erano così "strane" e diverse da quelle di chi scrive in questo Antro e hanno contribuito a definire quello che sono (nel bene e nel male).
      Per farti un esempio in ambito famigliare: mio fratello era un ribelle quando era giovane, ma era un apparire più che un essere, un modo per essere accettato dagli altri, distinguendosi dalla massa di paninari, punk, dark, ecc. Però tale distinguersi comportava necessariamente l'identificarsi con una formazione sociale, che nel suo caso erano i metallari, quindi seguire uno specifico codice che veniva imposto per essere come loro (suonare in una band, farsi il tatuaggio, fumarsi i cannoni, ecc.). Quando è cresciuto e gli amici si sono fatti una famiglia lui si è trovato ad un bivio se continuare a essere un "vecchio" metallaro nostalgico oppure omologarsi alle scelte che gli venivano imposte come marito e padre. Inutile dire che ha scelto la seconda opzione, però è come se si fosse spento, se avesse rinunciato ad una parte di sé, infatti è diventato una persona che non si entusiasma più, un essere triste (e non sai quanto mi spiace scrivere queste cose).
      La differenza principale è che i nostri figli non avranno bisogno di far parte di un gruppo per essere accettati. Hanno già in nuce una capacità di scegliere tra più alternative, certo sono guidati da noi, come è giusto che sia, però nel marasma di contenuti che sono proposti possono veramente trovare quelli che più li aggradano, fin dalla tenera età e costruirsi un background (scusa per la parola, non mi piace ma non so come altro definirlo) che li renderà unici ma non per questo isolati dagli altri.
      Forse oggi ci sono anche meno categorie sociali, chi gioca ai videogiochi o legge i fumetti non è più necessariamente considerato uno "sfigato", si possono sviluppare le proprie passioni liberamente, senza paura di essere giudicati o ghettizzati.
      Queste possibilità che a noi mancavano dovrebbero contribuire a formare delle persone migliori, più consapevoli e sicure di quanto eravamo e quindi più capaci di affrontare le sfide che la vita metterà sui loro cammini. Naturalmente poi ci sono tutte le ripercussioni negative dovute a questa grande libertà, nel senso che se mancano una morale, l'educazione e il rispetto diventa poi una gara a sopraffare gli altri per potersi affermare, a urlare più forte per veicolare un messaggio senza contenuti, dove conta solo l'apparire più che l'essere (e ne abbiamo degli esempi concreti nella tv spazzatura dei reality o dei salotti alla D'Urso).

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    2. Caro Daniele, dì a tuo fratello che ha fatto male: il metallo non si rinnega!!! :D
      Scherzi a parte, abbiamo tutti "messo la testa a posto", però ancora oggi, quando sento un pezzo dei Cradle of Filth (o degli Hunting the beast, grande Zione!!!) sento le borchie che mi ricrescono sotto la polo da ingegnere...
      La musica non si molla, anche con il lavoro, anche con la famiglia e senza trascurare nessuno: io sono passato dal gruppo prog al coro gospel e adesso, anziano e stanco, al quartetto jazz, ma tengo duro, come un amico che ho incontrato ultimamente mentre spingeva il passeggino come me, però col chiodo di pelle nera, fedele fino in fondo alla sua anima da chitarrista black/trash/death :D

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    3. Hai completamente ragione Cap, ma non è che poi cominci a prendere fuoco dai capelli e diventi come Ghost Rider quando senti Of mist and Midnight skies?
      Il problema di mio fratello non è tanto che ha mollato la musica metal ma che ha rinunciato ad una sua grande passione e questo come scrivi giustamente non si dovrebbe fare, mai abbandonare i propri interessi e le proprie passioni per adeguarsi agli schemi sociali!

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    4. Ha ragione capuleius! Il metallo è per sempre!! 😊🤘

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    5. "si è trovato ad un bivio se continuare a essere un "vecchio" metallaro nostalgico oppure omologarsi alle scelte che gli venivano imposte come marito e padre."

      C'è una terza via che è quella che ho scelto io, continuare a seguire le proprie passioni e i propri interessi in maniera diversa, più "adulta". Per me, per esempio, ha significato andare questo 8 maggio a vedere i Metallica per la prima volta e pogare senza vergogna e una certa soddisfazione sotto al palco. Il giorno dopo sono andato a lavorare normalmente, acciacchi dell'età a parte ;)

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    6. Convengo con Antopsi...e io farò lo stesso insieme alla mia compagna il 19 giugno con Def Leppard + Whitesnake...450 Km andata e 450 al ritorno e la mattina dopo tutti e due al lavoro...avremo gli occhi come "il due di denari" (si dice da queste parti 😆) ma ne sarà valsa la pena ne sono sicuro!!

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  8. Aggiungo ancora una cosa.
    Quello che c'e' oggi, per i bambini, va benissimo cosi' com'e'. Ma non farei mai a cambio con quel che ho avuto io.

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  9. Mamma mia la scena finale di Toy Story 3 (fra i genitori che guardano la camera svuotata, e il distacco dai giochi), che botta di commozione ogni santa volta che la rivedo! Occhi inumiditi solo a pensarci.
    Fra quella, la scena iniziale di Up e quella già citata qui sopra di Inside Out non saprei davvero quale mi stende di più emotivamente. E ovviamente non mi avrebbero detto niente a 20 anni...
    Maledetti sceneggiatori Pixar, quando ci si mettono d'impegno sanno davvero toccare le corde giuste.

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  11. Mi sto preparando psicologicamente per il quarto, che vedremo tutti insieme in famiglia. Cercherò di non piangere, ma probabilmente fallirò miseramente. Quando siamo andati a vedere Coco sul finale mia figlia mi abbraccia, penso voglia essere consolata, poi mi rendo conto che è lei che sta consolando me e mi viene ancora di più da piangere e allora la abbraccio forte... Mi sto rendendo conto che senza di loro probabilmente mi commuoverei molto di meno nella mia vita, ma che tutto sommato mi sta bene piangere molto grazie a loro.

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  12. Sono appena uscito anch'io dal loop di Toy Story 1/2/3 (e provenivo anch'io da un loop di Totoro: e sì, anch'io mi sono beccato il "Ma quello è Totoro!" E sì, anche il mio odio si è riversato mentalmente sui bambini dell'asilo che hanno ricevuto i miei Masters mannaggiaceliavevoquasitutti. Dimmi Doc: non è che tu sei me?)
    E' una cosa curiosa: uno dei pochi casi di qualità narrativa in crescendo dal primo al terzo film, di pari passo con la qualità tecnica del 3D. Il primo era una gioia per gli occhi al cinema, oggi è invecchiato malissimo sul lato visivo (i protagonisti sono giocattoli perché il rendering delle superfici all'epoca non riusciva ad andare oltre l'effetto "pelle di plastica"), molto bene su quello narrativo dell'avventura epica a misura di giocattolo, stile "Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi" o "Small soldiers". Il secondo è un gioiellino, che prende in giro i collezionisti (io ovviamente ero dalla parte del compratore giapponese, stavo per scrivere il ciccione che ruba Woody ma no, non avrei venduto proprio un bel niente a nessuno io. Ah, sì: e poi non si ruba) e dà profondità a questi cosi di plastica (vivi per essere usato per un po' di tempo e poi abbandonato, ma non puoi fare a meno di dare tutto te stesso a colui che sai che ti abbandonerà). E poi il doppio Buzz e Zurg che gli dice "Io sono tuo padre!"...
    Il terzo è il capolavoro: un concentrato di emozioni, che porta alle estreme conseguenze quanto introdotto dal secondo (si diceva che prima o poi i giocattoli sarebbero andati in soffitta: ebbene, quel momento è arrivato; che si porta dietro tutto il sottotesto di "figli crescono, mamme imbiancano, partenza per il college/andare a vivere da soli, passaggio di testimone alle generazioni successive..."); la dittatura dell'asilo e la "grande fuga" sono raccontate come in un film serio su una dittatura e una rocambolesca evasione, con solo l'elemento "orsacchiotto rosa di peluche" a stemperare i toni drammatici; i due Buzz (tre, contando il mitico "El Buzzo") ora condividono un unico corpo e sono una versione a misura di bambino delle vittime di lavaggio del cervello stile "Arancia meccanica" o "1984"; la scena dell'inceneritore, con gli amici che vedono sfumare ogni speranza e non possono far altro che tenersi per mano aspettando la fine, è semplicemente perfetta, come perfetto è l'escamotage del salvataggio, che affonda le sue radici addirittura nel primo film.
    Bravo Lasseter.

    PS: WooDyMaio ok, però anche Buzz / George Clooney in Gravity

    PPS: Il ranocchio che vede Barbie con la tuta spaziale di Ken, nota i tacchi a spillo rosa e invece di dare l'allarme sospira e alza gli occhi al cielo: best "scena capita solo dagli adulti" ever.

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  13. I fottuti bambini poveri.
    Non ce la faccio, troppi ricordi...

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  14. Bellissimo post, doc! A pensare che sono già passati pressoché 25 anni dal primo film: lacrime di commozione e un pò di nostalgia per quei tempi spensierati...ssss ahiaaa ma no, ecco perché!! Avevo un serpente nello stivale!! 😃

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    1. Ah ok, pensavo che il gomito ti facesse contatto con il piede!!

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    2. Ahahah ho la faccia di legno e anche una bruschetta nell'occhio!!!

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    3. L'importante è che non ti metti una scopa in coolo e ramazzi la stanza!

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    4. No, ragazzi! Non scherziamo! 😆😆

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    5. (così potremmo continuare quasi all'infinito, te lo dico... Attacca prima tu! No, tu! eccecc😆)

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    6. L'ultima, poi basta (da parte mia):
      Ah, guardate, questa qui è una tipa davvero simpaticissima, in gambissima, mi ha raccontato delle cose delle sue ferie divertentissime, ma tipo che lei
      era andata là con un sacco di creme dopo sole, poi ha preso un casino di sole, si è bruc...
      Le hai mostrato il popparuolo? (mi fa sempre troppo ridere)!

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    7. No, ma ho buone possibilità! (ottimista, lui! 😆😆😆)

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    8. Sembra me con l'amica che non mi ha mai corrisposto, ero esattamente nella stessa situazione, tra un pò la convincevo veramente a mettersi con un altro, tanto mi piaceva!!

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    9. Sigh & sob...mi dispiace retroattivamente, Dan!! ....MA NON STARAI MICA PIANGENDO??!! (e qui ci ricolleghiamo in loop con la bruschetta nell'occhio del primo post 😆😆)

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    10. Grazie, sei un amico, ma ormai mi è passata e poi mi han detto che ho le papille
      gustative interrotte e lei mi era molto affezzionata!! (giuro che ho finito!!)

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    11. Te le ha regalate le diapositive del mare? 🤣

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  15. troppo piansi guardando il 3, troppo pianse anche il mio nano anche se nn capiva bene il tutto capiva che c'era dell'abbandono.

    Troppo piangemmo, anche io nn so se ce la faccio a rivederlo....magari piu' avanti.

    Cosa rispondiamo quando ci chiedeno di rivedere Toy Story 3?
    Non oggi.

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  16. Lacrime Napulitante, senza fine, adesso .
    Vai Buzz ! Verso l'infinito ed oltre ! come sognavamo da bambini ed io ancora sogno qualche volta, quando vedo mio nipote fare il tifo per Capitan Harlock - che mioCcugino lo rimette a nastro per ben educare il figlio - o quando rivedo la scena dei Topini e Fra Tack con il malvagio sceriffo in Robin Hood e si riaprono i rubinetti.
    Non sò se diventerò mai grande, ma spero di no , anche se adesso non vedo nulla per le lacrime.

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    1. Ahah wow!! Cito sempre quella scena di Robin Hood insieme alla mia compagna quando ci capita di essere fuori e comincia a piovere 😃 Tiro fuori l'ombrello imitando il topino sagrestano: "lo conservavamo per un giorno di pioggia..."

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    2. Una scena meravigliosa nella sua semplicità, come Fra Tack che urla “Fuori dalla mia Chiesa! "

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    3. Confermo e sottoscrivo, Gianluca! A me faceva aprire i rubinetti anche la scena dei poveri procioni incatenati con la palla al piede!

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  17. Tu i bambini poveri, a me il famigerato bambino ladro che si involo in un colpo solo Masters, Lego, e Transformers.
    E mia madre insiste ancora che sia andata cosi....

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    1. Io peggio: mamma insegnante di una scuola materna che, ad ogni inizio anno, mi diceva "ah, poveri i miei piccoli che non hanno questo o quello!" ed io, come una polla, glielo davo. Ho perso i miei migliori e più amati pentolini, uno splendido gioco ad incastro che mi mangio le mani perché era pure complicato e svariate bambole.
      Fortuna che le mie Barbie con tutti i loro bei vestiti, la mia Anna dai capelli rossi e il mio Ciocciobello son rimasti, e son passati nelle mani di mia figlia, che se vorrà anche distruggerli non importa (tranne che per Pippo! quello è intoccabile!!!).

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    2. Tanto alla fine arrivavasempre il cuginetto più piccolo nato, metti, 15 anni dopo di te che si prendeva il jackpot...

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    3. Ma il cuginetto esisteva davvero. Il ladro e i bambini poveri erano versioni pettinate della cruda realtà del cassonetto.

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    4. Come.. cosa ... Il cassonetto.... Vuoi dire che il mio costume di Brave star, e tutte le bburago...non sono andate ai bambini poveri ma in discarica. Non ci credo, non è vero. E come se mi venissi a dire che babbo Natale non esiste. Miscredente!

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  18. Il finale di Toy Story 3 non è una bruschetta nell'occhio, è tutta una catena di panetterie nella pupilla.
    Comunque che modi sono di scrivere che Toy Story il primo è uscito 24 anni fa? C'è gente a cui piglia malissimo...

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  19. Bello stream of consciousness, mi ci sono ritrovato molto.
    Provo un misto di nostalgia e invidia per te, perché da quelle situazioni ci sono passato con mia figlia anche io e mi mancano.
    Adesso che ha dodici anni, è lei che cerca di tenere al passo me con le serie da vedere su Netflix (e per fortuna che io e la mamma siamo riusciti a passarle degli interessi in ambito nerd che lei condivide con alcune compagne di scuola) ma non è esattamente la stessa cosa...

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  20. Chapeau.

    A PiKi, dico, che avevi capito?

    No, dai, scherzo. A tutti e due.

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  21. Mi spiace molto non aver mai visto Toy Story, ma con mia figlia lo recupererò.
    Grazie a te, Doc, ho fatto vedere Totoro a lei, in pieno duo Frozen-Aladin a nastro e le è piaciuto. Ora il duo è diventato un trio, Frozen-Aladin-Totoro!

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  22. Le molte cose che avevo se le è via un' alluvione di fine anni 80, ma parecchia roba purtroppo è finita in mano a ingrati e dementi figli di amici che non hanno mai davvero apprezzato.... Li odio ancora adesso quando li incontro e siamo tutti dei vecchi ormai.

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  23. Doc sono piaciuti gli speciali teledivisivi a Piki? Ai miei decepticon piacciono molto e anche io non li disprezzo, ma che figata è il set di guerrieri dinosauri che incontrano Woody e co?

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    1. Ancora non li ha visti. Ma quei dinosauri erano fighissimi, sì.

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  24. All'Istituto d'Arte di Fabriano si studiava grafica e pubblicità. Siccome c'era l'indirizzo fotografico e video, avevamo una consolle di montaggio nella sala di ripresa. Ancora ricordo che usammo la suddetta macchina per doppiare un "pornachos" e, nel farlo, stoppammo clamorosamente un'altro doppiaggio (abusivo) che il professore di tecniche grafiche stava facendo anche lui di nascosto. Allora? Allora era il '96 e il professore stava doppiando la VHS di Toy Story. Ovviamente il professore si incazzò come una vipera perchè quella VHS l'aveva promessa ai suoi figli e ora inciso nel nastro c'èra Angelica Bella che stava.... ok niente. Comunque essendo sia noi (io e un mio compagno di classe) che il prof. artefici di una cosa abbastanza illegale, attivammo un patto di non belligeranza e tacito accordo dove noi avremmo preso il nostro video e in cambio avremmo doppiato il suo all'ora di ripresa e montaggio.
    Leggendo questo post, Doc, hai trascinato anche me in quel vortice di ricordi che certi argomenti ti innescano. Ora purtroppo sia il professore che il mio compagno sono scomparsi e tutte le volte ci penso che sarebbe bello rivederli entrambi e dire al prof che in quel film Angelica Bella non si era impegnata molto e che avremmo fatto bene a doppiare anche noi Toy Story. Che era un bel film. Ora scusate ma vado a soffiarmi il naso, giustamente è maggio e l'allergia prende un po a tutti...

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    1. La nostalgia un po(p) p0rno. Che storia!

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    2. Bellissimo questo tuo post della memoria!! 👏👏👏

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    3. Era un doppiaggio "di nicchia", detto con la stessa voce di Natalino Balasso. Comunque vicenda che starebbe benissimo in un libro o in film, altro che libri di Luca Bianchini, che tra l'altro andava a scuola con mia moglie... Cerco di non dirle nulla altrimenti rischia di dirla a Bianchini che poi ti ruba l'idea!!

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  25. Temi d'impazzire
    può scoppiarti il KUORE!
    Vedere Di Maio e avere voglia di morireeeeeee

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  26. https://www.zz7.it/wp-content/uploads/2018/11/Luigi-Di-Maio-pap%C3%A0-accusato-di-lavoro-nero-il-commento-di-Salvini.jpg

    Giuro che da sempre guardando questa famosa foto di Di Maio penso alla faccia di Buzz quando dice "tra qualche ora sarai seduto intorno ad un falò con Andy ad arrostire un saporito barba-blu".

    Non trovo l'immagine precisa ma l'espressione (singolo sopracciglio alzato, sorriso marpione) è comunque molto simile a questa:
    http://gtmf.org/wp-content/uploads/2018/05/Events_FeatImg_ts.jpg

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  27. Io devo smetterla di leggere questi tuoi post se voglio smettere di piangere in pubblico.

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  28. che tristezza, il finale del terzo. quando ho sentito della morte di Frizzi me lo sono andato a rivedere. Quando Woody dice: "Addio, vecchio amico" sono crollato.

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  29. Ti sento molto vicino con questo post. Anche io passo molto tempo a trasmettere alla creatura emozioni legate all'animazione di quando ero giovane io, ma altrettanto tempo a condividere con lui le sue passioni attuali (sostanziale orientare sulla produzione Cartoon Network che comunque apprezzo sempre). La cosa buffa è che con loro finisce che si piange, si piange sempre, anche oggi rivedendo un film nuovo come Ralph spacca internet, alla fine si piange. E loro, sempre: ma papà, che hai? 😅

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  30. Praticamente questo post sembra un circoletto in cui babbi e papà vengono a fare outing sulle gioia malinconica che si portano dietro, come un circolo di alcolisti anonimi.
    Beh ... Babbo quarantenne presente!
    Personalmente ho avuto sempre un rapporto molto controverso con lo scorrere del tempo, e ho sempre avuto molta difficoltà a lasciare indietro le cose. In generale. Probabilmente per aver perso mio padre da piccolo (momento allegria). Fattostà, come è, come non è non mi sono mai veramente distaccato emotivamente da tutta quella sfera di emozioni e questo non è sempre stato piacevole. Poi tutto è cambiato quando sono diventato a mia volta padre (di 3) . Ti capisco molto nei tuoi post Doc, e i viaggi a cui accennavi di tanto in tanto sorprendono anche me. Ma come dicevo tutto è cambiato con queste tre bestiole che girano per casa, che pendono dalle mie labbra per tutto (assurdo), anche per tutto quello che riguarda facezie e scempiaggini come giochi, interessi, film, cartoni e chi più ne ha più ne metta (mentre scrivo, loro di fianco a me stanno vedendo lo sceriffo extraterrestre, per dire). Così oltre a provare a insegnare loro come si sta al mondo (cosa per cui mi sento del tutto inadeguato e anzi a dire il vero avrei bosogno che qualcuno lo spiegasse a me), passo il testimone anche di un mondo fatto di lego, tranformers, Star Wars, cavalieri dello zodiaco, Delorean, Bud e Terence e così via.
    Passo il testimone, ma, sia chiaro, quei lego, quei transformer ecc, anche se sono ormai nelle loro camere, restano i miei lego e transformer ecc. E questo anzi sembra per loro un valore aggiunto "sono le costruzioni del BABBO!" .
    Vai così Doc! Siamo tutti di un sentimento (come si dice dalle mie parti)

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    1. Mitsu-san, solo il fatto che i tuoi creaturi rispettino le tue costruzioni e le trattino con riguardo, significa, per me, che sei un ottimo papà e stai impartendo una buona educazione e dei valori importanti. Purtroppo non posso dire di riuscire a fare lo stesso con Raoul, solo ieri mi ha distrutto il Millennium di Legoing per farmi un dispetto, consapevolmente. Inutile dire che mi sono incavolato come una biscia ma ho cercato di mantenere un certo self contro e di non appenderlo al lampadario a testa in giù, stile Predator. È una lunga strada...

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    2. Grazie, lo spero, per quanto mi riguarda cerco di spendere con loro più tempo possibile, per creare più che posso quelli che un giorno saranno i loro ricordi di infanzia. Spero belli.
      Per te, complimenti per l'auto controllo, non so se sarei stato altrettanto composto. Giusto l'altro giorno la più piccola, che é anche la più discola, e che ha da poco ricevuto il suo primo set lego, ha deciso di inglobare nel suo gioco, smontandolo, il galeone dei pirati di quando ero piccolo, che era rimasto quasi integro da quando lo montai la prima volta. Lì per lì le ho detto un po scocciato, che di tutte le cose che avevano proprio quello doveva smontare? Poi riflettendoci ho pensato che non aveva senso, e che probabilmente metterci le mani era stata per lei un'emozione, e le ho infine confermato che può giocarci anche fondendolo con il set della regina wuello che wuoglio, magari almeno mettendosi su un tavolo per non mandare i pezzi sotto i mobili.
      Come hai detto tu, é una lunga strada e spesso bisogna aggiustare il tiro lungo il percorso.
      L'episodio per me più emblematico di tutto questo é stato recentemente, quando da un mio vecchio scatolone lego é emerso un abbozzo di astronave che avevo cominciato a costruire tipo 30 anni fa, lasciata poi incompiuta. Mi si presenta mio figlio che a modo suo la stava portando avanti, completando la costruzione. A cavolo magari, ma esattamente da dove l'avevo lasciata io.

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    3. Guarda caro Mitsu-san, la penso esattamente come te. Ogni minuto che spendo con il piccoletto è un momento di felicità (spero) per entrambi e di costruzione di bei ricordi insieme. Figurati che ho anche cambiato lavoro per stare più tempo con lui, anche per alcuni suoi problemi e nonostante abbia rinunciato a un buon stipendio e a delle gratificazioni personali rifarei mille volte tale scelta, senza alcun ripensamento.
      Diciamo che Raoul è a cavallo tra la fase distruttiva, caratterizzata da incidenti con tutti i mezzi giocattolosi di cui dispone, ad una iniziale più costruttiva, con un gioco che simula maggiormente dinamiche interattive reali, tutto ciò per dire che non si produce solo in scontri eclatanti tra macchinine. Poi, ogni tanto, mi stupisce con delle piccole attenzioni, del tipo che rimette nello scatolone dei Lego i mezzi dopo averli utilizzati. In quelle rarissime occasioni ho quasi l'impressione di essere un discreto padre!!

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  31. Ed ecco il nuovo titolo del blog: "L'Antro atomico del dottor Manhattan - Ovvero: come ho imparato ad amare ricordi vecchi di vent'anni che speravo di aver sepolto, ora scusatemi che ho una bruschetta negli occhi."

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  32. X Daniele:
    Era diverso, una volta.
    Valeva la regola del SONO IO CHE MI SPACCO LA SCHIENA PER PORTARE LA PAGNOTTA A CASA, QUINDI FINCHE' RESTI QUI FAI QUEL CHE DICO IO.
    Oppure la versione piu' estremista: QUANDO IO NON CI SARO' PIU' FARAI QUEL CHE TI PARE.
    E poi si si stupivano se qualcuno dei loro "cari pargoli" decideva di prenderli in parola...
    Io non impongo i miei gusti a mia figlia. Ogni tanto provo, ma se vedo che non le interessa passo ad altro.
    Non la costringerei mai a veder un cartone che piaceva a me, se mi da' da capire che non gliene frega nulla.
    Un caso come quello di tuo fratello e' abbastanza comune, direi. Credo che NESSUNO possa definirsi pienamente felice e soddisfatto. Io, ad esempio, mi ritengo soddisfatto ai limiti del psssabile. Come puo' esserlo chiunque in un mondo e in una vita imperfette come le nostre.
    Altro che TUTTO VA PER IL MEGLIO NEL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI. See...
    C'e'un casino di lavoro ancora da fare, in tal senso.
    Ogni persona ha una storia a se'. E non voglio generalizzare. Posso solo raccontare la mia.
    La mia fortuna, dopo la parentesi disastrosa della scuola, e' di aver iniziato a lavorare presto. Quindi, una volta data la mia parte per contribuire alle spese di casa...il resto me lo gestivo io.
    Per farla breve...dai venti ai trent'anni ho fatto tutto quello che ho voluto.
    Ho fatto i miei sbagli, e fatto anche degli eccessi. Ma ogni cosa e' esperienza, se fatta con la testa. E quella non mi e' mai mancata, grazie al cielo. Ci vuole cervello anche nel fare le meenkiate, gente.
    Poi, ad un certo punto, mi sono rotto di stare coi miei. E sono andato a vivere da solo. Perche' avevo raggiunto il limite massimo, e non potevo piu' andare oltre.
    Dovevo cambiare, per evolvere.
    E anche li'...ho fatto di tutto.
    LA LIBERTA', ragazzi. Di starsene in mutande stravaccato a mangiarsi i wurstel alla griglia scolandosi una bottiglia di aranciata mentre si guarda un film in bianco e nero su una rete privata, all'ora di cena. O di mangiarsi una pizza alle acciughe e berci sopra un litro di latte ghiacciato appena preso dalla cascina, alle sette del mattino. O stare fino alle cinque di notte a sfondarsi con la PS2 scolandosi una birra dietro l'altra. O stare in ammollo in una piscinetta gonfiabile sul balcone, di sera, fumandosi una sigaretta e sorseggiando una mezza bottiglia di lambrusco.
    Poi mi sono rotto di stare da solo. E mi sono detto : SE MI CAPITA QUELLA GIUSTA...
    E cosi' e' stato. Ma prima di metter su famiglia ho imparato a stare bene da solo. Volevo farlo. E almeno in quello ci sono riuscito.
    Poi...non tutti possono. Per alcuni il "grande salto" avviene in modo piu' brusco. Ed e' comprensibile che scattino i rimpianti.
    Naturale. Ma...non dipende tutto da noi se la vita prende una piega o l'altra. E' questo, che bisogna capire.
    Non dipende sempre e solo da noi.
    Comunque...teniamo presente che anche per me risulta difficile entusiasmarmi per qualcosa. Infatti da quest'anno cerco soprattutto cose che mi entusiasmino. Beh...da inizio Gennaio ad oggi ho gia' avuto dieci Dio di giornate. Direi che non e' male.
    Tornando a Toy Story...certo, il primo pensiero va al grande Frizzi. Ma poi, rileggendo i doppiatori...ti accorgi che anche altri ci hanno lasciato. A me e' venuto uno "sciopone" quando ho letto che Chuckles era doppiato dal mitico Giorgio Faletti...
    E Lotso? Riccardo Garrone.
    RICCARDO GARRONE, ragazzi. Che ha fatto Calboni in Fantozzi subisce ancora. E che ha una filmografia tra western, polizieschi e commedie all'italiana che e' a dir poco sterminata.

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    1. Quello che hai scritto mi ha colpito molto.
      Il 2 maggio ho perso la mia compagna e madre dei miei due bambini e adesso mi ritrovo a gestire le serate dell’angoscia e della solitudine.
      “Non dipende sempre e solo da noi”
      Nel mio caso è tristemente vero... ricominciare dopo 22 anni insieme è la cosa più difficile, sapere che non c’è più la possibilità di ricevere quella carezza che nei giorni più difficili arrivava...meno male che c’è l’Antro che riesce a farmi compagnia e a strapparmi una risata al momento giusto!

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    2. Mannaggia Lando, mi spiace molto, ti mando un abbraccio prima personale e poi antristico. Quando si subisce una tale perdita non ci sono mai parole adeguate da esprimere, l'unica cosa che mi viene da scrivere è che la Forza sia con te, sempre e con i tuoi bambini.

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    3. Mi unisco al sostegno di Daniele e Redferne...forza Lando! 💪💪

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    4. Forza, Lando. Per quel poco che può valere, noi siamo qui. Sempre.

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  33. (preliminarmente chiedo scusa se scrivo fesserie dopo un post drammatico come quello che precede ...)
    confesso anch'io l'appartenenza al sindacato dei metallari in pensione, ossia capelli lunghi chiodo e toppe se ne sono andati da mo, ma questo non esclude che oggi come quasi trent'anni fa ad ogni ascolto di "individual thought patterns" mi parta l'imbizzarrimento selvaggio (Chuck! eri un f#####o genio lo sapevi?) o che mi emoziono a vedere come il vecchio Bruce a sessanta palette salti ancora come un folletto ...intanto complice un film di scooby doo ho introdotto la prole ai kiss, che il demone sputafuoco è sempre un evergreen ...

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    1. Confermo, sottoscrivo e risottoscrivo TUTTO dalla prima all'ultima parola! 🤘🤘🤘 Se mai avrò dei figli farò lo stesso 😉😃

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    2. Confermo che anche i capelli che se ne sono andati! Laaa dove c'era Chewbacca ora c'èèèè....una bella piazzetta!!

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  34. Non vorrei aver toccato corde tristi, e se l'ho fatto me ne scuso.
    Ti sono vicino anch'io, Lando.
    Per quanto posso con delle semplici parole.

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    1. Ma scherzi... anzi ti ringrazio per quello che hai scritto

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  35. @redferne. Comprendo che la tua esperienza è fortemente basata sul tuo vissuto familiare passato e presente, e spero per questo di non travisare il senso di quel che scrivi. Il mio dubbio è uno solo:siamo realmente genitori più sensibili, o spesso siamo genitori incerti in tempi incerti. La mia esperienza è peculiare e senz'altro incompleta. Per quanto riguarda il presente sono sposato da pochissimo,io vengo da una lunga convivenza in cui ho fatto da padre alla bimba della mia ex compagna. Elsa mia moglie , più giovane di me di tre anni, ha alle spalle un divorzio,con annesso annullamento alla sacra rota,culmine di un disastro di matrimonio. Ci siamo presi tutto questo anno per decidere se provare o meno ad avere un figlio nostro;per entrambi sarebbe il primo ,e visto le nostre età,molti medici sono tutt'altro che di parere positivo. Per il passato ,ho avuto genitori affettuosi ed anche aperti ,per quanto le asprezze della vita(ed i casini che noi 4 figli gli abbiamo combinato, a cominciare dal maggiore che in pratica a 15 anni a lasciato il tetto familiare per tornarsene in Piemonte.Oggi una cosa simile non fa notizia, ma allora per mia madre fu una spada nel cuore, una delle tante che se la son portata via a 59 anni). Dicevamo aperti per quanto fosse loro concesso di comprendere. Ovviamente questo non ha impedito ovviamente i conflitti generazionali o di famiglia.Per quanto concerne la mia più diretta esperienza di "educatore di pargoli",o meglio di autentica chioccia,aiutante di nonni e surrogato di madre,devo dire che tutto si è svolto nel più naturale dei modi. Soprattutto i mie nipoti più grandi hanno avuto i miei giocattoli, i mie cartoni ,che erano felicissimi di guardare con me. Loro mi hanno fatto conoscere i Pokémon,io Daitarn e robottame vario. Poi con il tempo hanno sviluppato i loro gusti, diversissimi dai miei,ma questo non ha portato a crisi particolari.Il più grande ha il mito del fantasy e delle ambientazioni tolkeniane, ma ancora si gasa appena sente la sigla di Metal Armor Dragonar e non disdegna quando mi viene a trovare una maratona Code Geass o Ken il guerriero., Sua sorella di un paio d'anni in meno, ormai immersa in impegni tanto culturali che mondani,ancora cita a memoria episodi di Daitarn o di Gundam Wing. Ma non ci sono state forzature, loro guardavano questi cartoni+ tutto quello che volevano guardare(ed io di riflesso mi son dovuto sorbire Dragonball,x-man e poi i Simpson di cui non mi fregava un cacchio e loro lo sapevano). Certo anche in questo caso non sono state tutte rose e fiori, e non sono mancati gli attriti generazionali, man mano che crescevano. Ci sono state scelte che non ho condiviso ,e talvolta qualcuno di loro mi ha anche rimproverato di aver dipinto loro un mondo migliore di quanto non sia, o di aver trasmesso valori che non hanno più riscontro(anche se fosse vero, sono i miei valori, cosa altro potrei insegnare?). Un ultima considerazione, spero ardentemente che i piccoli crescano più liberi nelle loro scelte,con meno indici puntati loro contro, perché per quelli che ora hanno venti e più anni questo non è stato possibile credetemi, hanno trovato una società e dei coetanei sempre pronti a bollarli ed emarginati. Molto peggio di quelli della mi ,e penso della vostra adolescenza. E tante scelte che i miei nipoti e la piccola G. hanno fatto "di testa loro",le hanno fatto in realtà per non essere ghettizzati.

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    1. Guarda Blu, ricollegandomi a quanto scrivi, secondo la mia umile opinione, viviamo in tempi cosiddetti di cambiamento, la società si sta velocemente trasformando ma non ne abbiamo la diretta percezione, essendo immersi nel quotidiano, ci accorgeremo di ciò solo tra qualche anno, quando faremo una riflessione a posteriori su questi tempi. Alcuni scrivono giustamente che si assiste a un progressivo passaggio da una generazione parzialmente analogica come la nostra a una completamente digitale. Ma non è solo tale passaggio che contraddistingue e caratterizza le nuove generazioni, mi sembra di cogliere uno scollamento sociale, una mancanza di valori civili e sociali che parte dalle istituzioni per arrivare fino agli ambiti prettamente famigliari, per cui si asssiste a sempre meno solidarietà e rispetto verso gli altri, frutto di gravi forme di mancata educazione e venire meno di valori che sono trasmessi dai genitori ai figli. Forse una volta erano disponibili più risorse e possibilità per tutti, oggi, invece, complice la crisi economica e il fatto che c'è meno lavoro e benessere si deve lottare per ottenere la più piccola cosa, l'insegnamento prevalente è mors tua, vita mea e chissenefrega se devi soccombere, l'importante è che stia bene io anche a discapito tuo. In mezzo a tutto questo ci troviamo noi, "giovani" adulti con figli e famiglia (ma ci sono anche quelli senza che però condividono i nostri valori e le nostre preoccupazioni), che sono cresciuti con meno possibilità e beni materiali dei ragazzi di oggi ma che hanno saputo dare il giusto valore alle cose, merito anche degli insegnamenti dei genitori o anche delle persone preposte ad educarci che oggi, salvo rare eccezioni, non mi sembra abbiano i mezzi necessari per poterlo fare. Anche le lezioni che abbiamo ricevuto dai nostri errori ci hanno educato. Onestamente anche io ogni tanto mi sento stranito di fronte a certi atteggiamenti / comportamenti, soprattutto di genitori nei confronti dei figli, però anche se nessuno insegna a fare il padre e anche come educare la prole, sono convinto, con una punta di presunzione, che tra i tanti errori che faccio qualcosa di buono a mio figlio sto trasmettendo. Per fare un esempio banale che ho sperimentato sulla mia pelle: Raoul è ancora piccolo e devo aiutarlo a salire sullo scivolo, per cui ci mette più tempo degli altri ad arrampicarsi sulla scaletta. La maggior parte dei bimbi non ha la pazienza di aspettare e spesso gli passa (letteralmente) sopra, spesso in malo modo. Questa mancanza di rispetto non la attribuisco ai bimbi ma ai genitori che non li considerano, sono infatti uno dei pochi che sta vicino al figlio quando gioca ai giardinetti. Se nessuno ti dice mai di aspettare il tuo turno è ovvio che non imparerai mai a fare la fila in maniera ordinata e rispettosa. Un altro esempio "scolastico" è il ricordo del primo incontro che abbiamo fatto all'asilo con i genitori degli altri bambini (poi lo abbiamo cambiato). E' vero che l'abito non fa il monaco e non voglio neanche fare la parte del vecchio bacchettone, ma quando le madri si presentano tirate come per andare in discoteca e i padri sono pompati e con i tatuaggi in bella mostra (nulla da dire contro i tatuaggi, anzi, ma con l'ostentazione esagerata sì) capisci che forse o sei tu fuori posto oppure c'è qualche problema grosso a livello sociale... Inoltre sul gruppo di WhatsApp della classe le mamme hanno foto in costume con perizoma e mini-bikini. Sicuramente apprezzabili, per carità, ma cosa centra con una chat di classe? E' vero che la foto è quella del profilo, però magari bisognerebbe pensare che poi si vedrà anche sulle altre chat. Scusatemi se sono vecchio ma queste cose mi fanno pensare che si stava meglio una volta (che poi non è vero ma almeno non c'era l'edonismo e l'ostentazione esasperata dei giorni nostri).

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    2. Per il resto ti voglio dire un'ultima cosa: Raoul è stato un miracolo piovuto dal cielo, io avevo (ho) gli spermatozoi senza testa e senza coda, una ciofeca insomma e mia moglie era già fuori età e con una malattia autoimmune. Avevo anche provato delle tecniche di fecondazione assistita senza successo. Poi, quando pensavamo ormai che non saremmo mai diventati genitori, è davvero accaduto un miracolo, come dice Concato è piovuto dal cielo con un passaggio da un gabbiano ed è arrivato da noi e questo ci ha riempito il corazon (e le giornate)!

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    3. Grazie Dan, grazie soprattutto di avermi capito al volo. Non è mai stato un mestiere semplice essere genitori. Ed anche noi che siamo stati "profondamente" figli e che quindi sappiamo che anche essere figli non è semplice, non dobbiamo mai dare per scontato di poter comprendere di più o meglio di chi ci ha preceduto. Come dici tu le sfide sono nuove ed altre ed anche per queste nessuno ha il libretto di istruzioni.

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  36. Per uscire un attimo OT volevo dire a Redferne che è uscita la Castlevania Anniversary Collection, visto che ricordo che lui è un grande appassionato della saga. Ormai siamo una piccola famiglia!

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  37. Grazie Danie', visto.
    Che dire...se non che ognuno di noi ha una storia da raccontare. La SUA storia, di cui e' protagonista. Nel bene e nel male. Con tutto il corollario di mazzate tra capo e collo che prima o poi, inevitabilmente, arrivano.
    Io stesso sono reduce da cinque anni che hanno messo a dura prova sia me che la mia famiglia. Solo da quest'anno le cose hanno ricominciato a girare per il verso giusto. Ma e' stata veramente pesante, raga'.
    Ma siamo ancora qua. Perche', come diceva la protagonista di I Kill Giants...siamo piu' forti di quanto immaginiamo.

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