La storia di Grosso guaio a Chinatown


Per gli antristi sprovvisti di social: debutta oggi una nuova rubrica del qui presente su ScreenWeek: FantaDoc, sulla genesi dei film cult fantastici e di fantascienza. Si parte con la storia di Grosso guaio a Chinatown, che in origine avrebbe dovuto essere... un western? [...]


Ricapitolando: OGNI martedì trovate su ScreenWeek un nuovo 7 cose che forse non sapevate su... dedicato a un anime o un cartoon (QUI!); OGNI mercoledì un nuovo articolo di TheDocManhattanIsIn (QUA!) su un telefilm classico; e da oggi OGNI giovedì c'è pure FantaDoc, teh, crepi la liquirizia. 

Ecco l'inizio del pezzo su quella sagoma di Jack Burton.

Un western con le arti marziali. L’idea di Grosso guaio a Chinatown (Big Trouble in Little China) nasce nei primissimi anni 80 come un western mescolato con i film di kung fu che spopolavano nella cultura popolare giusto qualche anno prima. Quando, se non ti invitavano alla festa delle medie, potevi sempre rispondere che non importava, avevi judo. David Z. Weinstein e Gary Goldman, due volenterosi giovanotti sotto i trenta, riescono a vendere nell’estate dell’82 il loro progetto per un western ambientato nella San Francisco del 1880 e avente per protagonista il cowboy Jack Burton. I produttori Paul Monash e Keith Barish acquistano a scatola chiusa, affascinati dall’idea di un mondo magico sotto la metropoli californiana.

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Commenti

  1. Direi che è una notizia fantastica doc!...adoro questi tipo di rubriche!...evvaiiii!.

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  2. In molti dicono che fu La Cosa a generare il tracollo della carriera di Carpenter.
    Vero o no, poi e' arrivato Grosso Guaio a Chinatown a dare il colpo di grazia. Da li' non si e' piu'ripreso.
    Il buon John ha sempre dato la colpa ai distributori, a detta sua la causa prima dei suoi disastri.
    Si, perche' poco importa che sia on home video che in tv siano stati praticamente rivalutati PRIMA DI SUBBITO, diventando dei cult.
    Sul cui valore nessuno oggi osa discutere.
    Ma al botteghino furono dei flop.
    Ed e' questo che conta, per le major.
    Indubbiamente Carpenter ha avuto sempre una rogna pazzesca. Sotto certi aspetti ci ha messo del suo, questo va ammesso.
    Ma la sensazione e' che abbia sempre fatto i film per gli altri.
    Nel senso che ha lanciato idee che poi sono state riprese (copiate) in seguito, e che hanno funzionato meglio.
    Come il discorso sul fatto che senza Jena Plissken Solid Snake non sarebbe mai esistito...
    Senza questo film non avremmo mai avuto Mortal Kombat. E se fosse esistito lo stesso...avrebbe fatto schifo, come minimo.
    E sono convinto che anche i Wachocosi gli debbano parecchio, per il loro "capolavoro" (lassa perdere, va'. Che tengo ancora il nervoso...).
    Ok Dark City di Proyas, lo spunto l'hanno preso da li'.
    Ma alle stesse conclusioni ci era arrivato anche Carpenter piu' di dieci anni prima. Con una camicia di flanella a quadrettoni da boscaiolo, una giacca a vento comperata in saldo e un paio di occhialazzi da sole scrausi da bancarella. Ah, si. E ROWDY RODDY PIPER.

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    1. Unendomi a quello che dici, caro Roberto, ho sempre riconosciuto il valore assoluto di John Carpenter, che, oltre ad essere un grande regista è anche (così riporta la sua scheda su wikipedia) sceneggiatore, compositore, musicista, attore, produttore cinematografico e montatore, insomma un professionista completo, old school, che sa fare davvero un pò di tutto, però da molti considerato un buon artigiano piuttosto che un vero artista, forse proprio per il suo linguaggio cinematografico che non ha mai cercato l'apprezzamento del pubblico tout court ma si è sempre speso per veicolare messaggi difficili e controcorrente, privilegiando lo stupore e la denuncia alla retorica e al "volemosi tutti bene" di molti altri registi più osannati di lui, che però al botteghino premiano di più.
      Lo stesso Jack Burton che se ne va senza baciare Gracie Law, dopo che ha fatto tremare i pilastri del cielo, esprime benissimo la sua poetica e anche per un bambino come ero io quando l'ho visto la prima volta al cinema, rappresenta una concezione della vita dove le cose non vanno mai nel verso in cui si vorrebbe, c'è sempre in agguato un'incognita o un imprevisto e questo, già allora, mi faceva pensare e proprio questo è il merito ma anche la croce di Carpenter, i suoi film hanno sempre richiesto uno sforzo eccezionale ai pochi neuroni dei suoi connazionali e per questo poco apprezzati.
      In ogni caso consideriamo anche che quando ha girato questi film il buon John non aveva nemmeno quarantanni, quindi ci sta che potesse ancora avere una certa ingenuità "giovanile" e anche un impeto e un ardore che magari gli hanno fatto fare delle scelte troppo coraggiose e che poi ha pagato negli anni successivi con le scarse possibilità che gli sono state offerte.

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    2. " i suoi film hanno sempre richiesto uno sforzo eccezionale ai pochi neuroni dei suoi connazionali e per questo poco apprezzati"
      Chapeau Daniele

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    3. Ohayoo gosaimasu Sakugochi-san!

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  3. "Per gli utenti sprovvisti di social"
    Presente!

    Grazie dell'informazione Doc, questo me lo sarei perso alla grande.

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  4. Tante brevi cose da dire.

    1) Contententissimo che Screen Week ti abbia dato ulteriore spazio, te lo meriti.

    2) Se vi piace il film consiglio Old Man Jack, il fumetto in tre volumi uscito recentemente per Cosmo che parla di un ipotetico proseguo della storia. L'altro fumetto uscito prima è meno memorabile e questo ha un finale che commuove veramente.

    3) Adesso devi fare la recensione del gioco da tavolo, sei OBBLIGATO :P

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    1. Grazie Drakkan, Old Man Jack lo farò mio quanto prima, è uno dei miei personaggi preferiti di sempre e se oggi sono quello che sono lo devo in parte anche a lui!!

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    2. E' carino come fumetto ma non è certo un capolavoro.

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  5. Grazie per averlo segnalato, perchè me lo sarei perso anch'io, essendo social-sprovvista. Un peccato che questo film, alla sua uscita non sia stato appezzato come meritava. Se dovessi scegliere tra "Grosso guaio a Chinatown" e "Il bambino d'oro", non avrei dubbi, sceglierei di sicuro il primo. Il bambino d'oro sinceramente l'ho sempre trovato noioso.
    Ps: se avessero lasciato la prima stesura della sceneggiatura così com'era, chissà come sarebbe potuto venire questo film in chiave western...

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  6. Per chi volesse recuperare una commistione di (spaghetti ) western e Kung fu: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_nome_%C3%A8_Shangai_Joe

    Sul film con il buon jack burton, nulla da dire...Capolavoro assoluto!

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  7. Fantastico! Adoro quelle rubriche, che seguo settimanalmente, peccato non poter lasciare i commenti. Comunque leggere di slam dunk e city hunter mi ha fatto venir voglia di recuperare i dvd. Momento mariomerolo per la signora in giallo che guardavo insieme a mia nonna

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    1. Anche io la guardavo su RaiUno alle 11.40 con mia nonna Bina, spesso mangiavamo insieme proprio durante la visione. Lacrimone grosso grosso...

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    2. Scusa Archer, perché dici che lì non si possono lasciare commenti? Io ho appena provato a scriverne uno, e funziona (anche ho dovuto fare refresh della pagina, perché lì per lì non si capiva se era stato correttamente inserito o meno)...

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  8. Complimenti per l'idea della rubrica, e per la scelta del film da cui cominciare: capolavoro assoluto, senza se e senza ma, floppato al botteghino perchè come spesso nella carriera di quel grandissimo Carpentiere di John avanti minimo una quindicina di anni sul tempo

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  9. “l’eroe in grado di scivolare su una buccia di banana”: vorrei dire sono io, ma in verità non lo siamo un pò tutti?
    Bravissimo Doc!

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  10. X Daniele:
    A ben pensarci la carriera di Carpenter e' incredibile.
    Gliene fosse andata bene una, a parte l'esordio...
    Persino con Michael Myers di Halloween: Jason Vorhees di Venerdi' 13, che e' la sua versione "burina", nei primi tempi ha finito per avere piu' successo. Al punto che molti pensavano che Michael fosse un'imitazione di Jason, e non viceversa.
    Persino un raro caso in cui una scopiazzatura finisce per superare l'originale. E a chi poteva capitare, indovinate un po'?
    Cunningham aveva un po' questo viziaccio maledetto di fare imitazioni, spesso scadenti. Come la serie horror HOUSE, palesemente ispirata a EVIL DEAD di Raimi. O CREATURA DEGLI ABISSI, una scopiazzatura di LEVIATHAN di George Pan Cosmatos. A sua volta copiato da THE ABYSS di Cameron.
    E guarda caso, i tre film sono usciti TUTTI E TRE LO STESSO ANNO.
    ...Solo una coincidenza, tanto per restare a tema?
    Il fatto e' che Carpenter ha un suo modo di realizzare i film, e non scende a compromessi.
    La cosa funziona per i film di genere, dedicati agli appassionati. Meno se si tratta di mega - produzioni che dovrebbero trascinare migliaia di persone al cinema. Che spesso non vogliono fare nemmeno lo sforzo di capire quel che vedono su schermo.
    Carpenter ha avuto, in modo inverso, la stessa sorte capitata ai nostri Mario e Lamberto Bava, Umberto Lenzi, Lucio Fulci e Pupi Avati (prima che cambiasse genere. Ma Avati e' un grandissimo regista horror!!).
    Negli USA Carpenter e' stato a lungo considerato un autore inaffidabile e di scarso rilievo.
    Guardate LA COSA, ad esempio. Molti stanno ancora a chiedersi chi cavolo fosse l'alieno. In ALIEN il mostro era uno, ben delineato, tangibile.
    Nel film di Carpenter si tratta l'alterazione e la mutazione genetiche. Temi gia' allora noti ma non cosi' tanto, presso la gente comune. L'idea di un gruppo di esseri microscopici guidati da una mente comune che contamina e si moltiplica all'interno di un ospite per poi prenderne il controllo, fino a riplasmarlo a piacimento con effetti mostruosi. E che e' in grado di contagiare altri esseri viventi anche con un solo, brevissimo contatto.
    Una creatura simile potrebbe distruggere l'intera umanita' in meno di un giorno.
    Nei suoi film spesso aleggia una sorta di pessimismo generale. Non permette al pubblico di identificarsi coi personaggi, e spesso la vicenda finisce male. O non finisce per nulla.
    In GROSSO GUAIO A CHINATOEN, Jack sbaglia la maggior parte delle mosse, e non ne azzecca una. SI CREDE IL PROTAGONISTA, ma e' fin troppo chiaro che e' un intruso. Non capisce una beneamata di quel che accade attorno a lui, ma...EHI! IO MI FACCIO IN QUATTRO, SE C'E' DA AIUTARE GLI AMICI! E POI QUEI FIGLI DI BUONA DONNA MI HANNO CIULATO IL TIR!!
    Persino Lo Pan, con tutti i suoi poteri mistici...schiatta in due secondi. In un modo veramente ridicolo, ucciso da uno piu' fesso di lui.
    Il colmo, davvero.
    E poi...Jack non si mette insieme alla sua bella, come ci si aspetterebbe.
    D'altra parte...e' stato divertente, ma ognuno per la sua strada.
    Erano film belli ma difficili da digerire, ben una buona fetta di pubblico.

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    1. Hai proprio ragione sulla sfiga di Carpenter e sul pessimismo di ogni sua pellicola. Sono davvero poche quelle che finiscono "bene", nel senso che non muore il protagonista e la vicenda si conclude in modo positivo per tutti. In ogni caso Jack Burton è a mio avviso la metafora della vita: come canta Baglioni dicendo che abbiamo un ruolo fisso da comparsa è convinto come lo siamo noi tutti di essere il protagonista della vicenda mentre in realtà ne è solo il comprimario, per quanto sia un bassista carismatico da paura, a livello di simpatia e di imbranataggine imbarazzante. Questo è il grande merito di Carpenter, farci credere fino alla fine che fosse il deus ex machina della vicenda, per poi rivalutarlo alla fine con il coupe de teatre della sconfitta di Lo Pen per pura botta di c. E non mi venga a dire per questione di riflessi..

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  11. Siccome di là non riesco a commentare, lascio qua il mio pensiero:

    "Anche io sono curioso a riguardo di quella non-coincidenza! ^_^"

    Nathan

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  12. X Daniele:
    Penso che il merito sia anche dell'intruglio che Egg gli fa trangugiare prima dello scontro finale...
    Quindi anche Jack, in teoria, dovrebbe avere I SUPER POTERI. Il problema e'...che NON CI CREDE.
    Persino all'ultimo, contro Lo Pan, li usa in modo del tutto inconsapevole.
    Ritengo che Jack sia dotato di una certa forza mentale e presenza di spirito, anche se non se rende conto.
    Non si fa problemi ad affrontare le forze occulte. Ma le leggende, la magia e le superstizioni cinesi non lo riguardano, non gli interessano.
    Probabilmente lo salva l'autoironia e un animo semplice.
    Lo Pan e i suoi accoliti sono guerrieri - stregoni che a Chinatown sono conosciuti e temuti piu' della morte stessa. Al solo sentirli nominare la gente si squaglia dal terrore.
    Lui li vede solo come un branco di buffoni che vanno in giro vestiti come a Carnevale.
    ESPLOSIONI VERDI...GENTE CHE VOLA E SPARA FULMINI DALLE MANI...AAH, TENETEMI FUORI DA QUESTA ROBA!!
    Certe volte e' bello non sapere nulla.

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    1. Hai ragione, è proprio questo che mi piace di Jack, è un uomo normale, non un superman, semplice, forse anche un pò ingenuo, molto pratico e affidabile, nonché dotato di un discreto coraggio, ma c'è da dire che era preoccupato per il suo camion e inoltre Wang Chi gli doveva pure dei soldi, quindi ci sono delle motivazioni terrene che lo hanno portato in mezzo all'azione. Diciamo che potrebbe essere uno di noi inserito in una situazione particolare e questa è la sua forza: la capacità di immedesimazione che ispira negli spettatori.

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  13. Gia'. La cosa che ti lascia a bocca aperta, di lui, e' che anche ad avventura conclusa seguita a rimanere SCETTICO.
    Nonostante tutto quello che ha passato e visto.
    Per me continuava a pensare che fossero tutti trucchi, e basta. Insomma, una spiegazione razionale ci deve essere, secondo lui.
    Ignora quale sia, ma ci deve essere per forza.
    Per certi versi (anche se lui e' infallibile ed invincibile) mi ricorda il leggendario Tex Willer.
    Spesso Tex affronta maghi e stregoni (la sua stessa nemesi, Mefisto, lo e'), oppure creature soprannaturali. E non si tira certo indietro. Accetta che non tutto si possa spiegare, ma spesso e' convinto che dietro le magie si nascondano solo dei trucchi ben congegnati.
    Le mie storie preferite sono quelle dove collabora con El Morisco, una sorta di scienziato - santone.
    In una di queste, IL FIORE DELLA MORTE (dove una pianta di origini extra - terrestri causa morte e terrore), se ne esce con una frase da applausi.
    El Morisco e' stupito perche' in natura non ha mai visto una creatura simile. E Tex gli fa:
    "ALT, GENTE! MI SI E' ACCESA UNA LAMPADINA. E SE E' COME PENSO IO, FORSE E' LA SPIEGAZIONE AL TUO DILEMMA. QUALCHE GIORNO PRIMA SI E' SCHIANTATO UN METEORITE, NELLA ZONA IN CUI SONO COMPARSI QUEI DANNATI FIORI. E SE I SEMI SI FOSSERO TROVATI SU QUEL METEORITE? E SE IL METEORITE STESSO FOSSE IL FRAMMENTO DI QUALCHE CORPO CELESTE ARRIVATO DA CHISSA' DOVE?"
    Incredibile. Un pistolero, che nemmeno ha studiato, ipotizza l'esistenza di forme di vita aliene!
    Ma quando il suo amico studioso gli dice che con tutta probabilita' le cose stanno davvero cosi' Tex gli fa:
    "IO HO DETTO LA MIA IPOTESI. SEI TU IL CERVELLONE, AMICO MIO. A ME INTERESSA SOLO TROVARE IL MODO PER DISTRUGGERE QUEI COSI."
    Una persona dotata di una grande apertura mentale, ma anche pratica e concreta.

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    1. Guarda amico mio, non sono un grande fan di Tex Willer, però per rimanere in casa Bonelli il grande Jack mi ricorda molto Brad Barron, uno scienziato, soldato, ex pugile, un uomo di scienza ma anche molto pratico, dalla mente aperta e dalla volontà incrollabile, disposto a tutto pur di salvare la sua famiglia. Quindi un uomo normale che si trova in situazioni eccezionali ma conserva sempre la sua umanità unita ad un grande coraggio.

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  14. Momenti mariomeroli anche per un film come questo. Soprattutto per un film come questo, ché gli anni '80 questo passavano e si era felici di ciò.

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