giovedì 12 ottobre 2017

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Blade Runner, 1982 (Instant Classic)

C'era questa nuova rubrica che ti ronzava in testa da tempo, come un'ape sintetica prodotta dalla Tyrell Corporation per il lidl. Un qualcosa diverso sia dalle recensioni di SuperFantaScienzo, sia dal 20 cose che forse non sapevate su. Analizzare un grande classico del cinema - fantascienzo e non, in effetti, ma prevalentemente fantascienzo - per immagini. Buttare lì una carrellata di scatti dal raggioblù e scrivere sensazioni e curiosità che si tirano dietro. Potevi mai non iniziare dal tuo film preferito, Blade Runner, cogliendo la palla al baldios per riguardartelo per la, boh, undicesima volta? No, infatti. Una botta di Final Cut in raggioblù ed eccoci qua. Con un paio di robe che forse manco voi avevate mai notato prima [...]
La Los Angeles del 2019. Con i suoi maxischermi con le giapponesine che promuovono pillole antinconcezionali, ché tanto la Terra è ormai una merda, che ti riproduci a fare. Con il logo della Pan Am (ciao), con le sue macchine volanti. Ché nel 1982 il 2019 era lontano 37 anni, come per noi ora il 2054. Ma in realtà adesso mancano solo due anni, e dove diavolo sono le macchine volanti, dove.
E comunque, con quelle ciminiere che sputano fuoco, la Los Angeles del 2019 vista dall'alto sembra Taranto oggi, quando ci arrivi in macchina, senza manco aspettare due anni.
La doppia piramide della Tyrell Corporation, il modellino più illuminato di un presepe per ricchi, sempre pucciato nelle tenebre, come tutto il film.
C'è un solo momento, prima del finale, in cui in tutto Blade Runner si vede il sole, ed è quando Deckard va alla Tyrell a fare le domande a Rachel, per scoprire se è una replicante, una moglie gelosa o una lesbica.
Le pubblicità martellanti delle colonie extramondo, versione fantascienza delle vele che intasano il traffico per le nostre città per promuovere l'epilazione laser definitiva. È fantascienza e fuga dalla tricotica realtà di questo pianeta anche quella, in fondo. 
Che Blade Runner sia un neo-noir lo capisce anche chi ha visto in vita sua solo tre film, due dei quali sono vacanze di natale daqualcheparte. L'ingresso in scena del test Voight-Kampff, tutte quelle persiane, il fatto che tutti fumino, la femme fatale, il cattivo fascinoso, il poliziotto scontroso e tendenzialmente prossimo all'alcolismo.
La prima scena alla Tyrell ti sbalordisce ancora oggi. La macchina per il test Voight-Kampff non è un semplice scanner retinico. Respira, in quel suo soffietto: è un giudice umanoide, macchina per giudicare le altre macchine. La faccia tutta scompagnata di Brion James (Il mio nemico, Tango e Cash, il Quinto Elemento) è semplicemente perfetta per lo sfastidio rissoso di Leon Kowalski, il Nexus-6 con problemi gravi di autocontrollo.
Là fuori, intanto, sotto la pioggia perenne della città, gli ombrelli non sono trasparenti e tokyensi come in tanti ricordano. Hanno solo la mazzarella luminosa, per giocare ai cavalieri jedi a scuola e cavarsi meglio un occhio. Esisteranno ancora le scuole, in un mondo che va a puttane come neanche un presidente del consiglio italiano di dieci anni fa? Mah.
Di certo un pianeta in cui ancora ci sono i CRT in giro, nel tripudio di neon così anni 80 di questa vetrina, è destinato alla catastrofe. Sì, si ci giocava meglio con le vecchie console, siamo d'accordo, ma ti tieni tutta la vita i 55 pollici di oggi. Legge il giornale, Rick Deckard, prima di andarsi a fare una zuppa di noodle e venir portato via da Gaff per ordine del capitano Harry Bryant. 
La Spinner, l'auto volante della polizia a decollo verticale, una delle tante creazioni geniali di Syd Mead per questo film.
Elegante, stilosa, bella tanto dentro quanto fuori, ancora attualissima in quanto a fantascienzosità.
E a giudicare da quanto si vede nel lungo documentario sulla realizzazione del film, Dangerous Days, non costata neanche tantissimo. Ah, l'hanno pagata nell'83, dopo l'uscita del film? Purciari.
Ed ecco la Spinner di Gaff nel fumetto Marvel tratto dal film (ne riparliamo tra un attimo).
Nel fumetto, Eduardo Gaff sembra parlare un normalissimo inglese, ma Deckard dice di non capire molto del suo Cityspeak, frullatone di giapponese, inglese, spagnolo, tedesco, cinese, francese e ungherese, inventato dallo stesso Edward James Olmos. Ha già il volto butterato da tenente Castillo di Miami Vice, Olmos, ma con quelle lentine chiare e i capelli neri è infinitamente più giovane dell'ammiraglio Adama di BSG di venti e passa anni più tardi. Nel romanzo Blade Runner 2: The Edge of Human (1995) di K. W. Jeter, Gaff muore. Ma nel 2049 l'abbiamo visto ancora vivo e vegeto, ché dei libri sequel vai mai a fidarti.
Il primo origami di Gaff, intanto, è una gallina. Non sappiamo se sia nato prima l'uovo o la gallina, ma se quest'ultima o l'unicorno sì.
Sullo schermo a tubo catodico del capitano Bryant scorrono, incorniciati da neon azzurri per fare scena, i mugshot dei quattro replicanti superstiti in fuga. Leon, scopriamo, è stato attivato il 10 aprile del 2017, sei mesi esatti fa.
Batty, Zhora e Pris sono invece tutti più vecchi, visto che la loro Inception Date risale al remoto 2016. Bella idea quella di creare un "lavoro in pelle" come Pris, le cui funzioni primarie sono "compiti militari" e "piacere". Quando si dice battona da combattimento, e non è un'offesa.
Sul summenzionato adattamento Marvel del film, realizzato da Archie Goodwin, Al Williamson e Carlos Garzon (quello a cui tutti chiedevano una bottiglia di minerale), e piuttosto fedele anche visivamente alla pellicola di Scott, si approfondisce un attimo il passato di Roy Batty,
un "guerriero definitivo" (ottimo nome, per un wrestler, sai?),
che ha partecipato a tanti conflitti extramondo negli ultimi tre anni, volando sulle "navi zingare con i russi alle Porte di Tannhauser", combattendo vicino Giove, nella battaglia delle Lune Argentine... Per saperne di più sulle Porte di Tannhauser (e i bastioni di Orione), vedi il finto sequel spin-off di Blade Runner, Soldier, del 1998.
L'ingresso in scena di Rachel è un altro di quei momenti che hanno fatto la storia del cinematografò. Con la sua cofana anni 30, il trucco da diva affidata a un visagista delle dive
e il papà Eldon Tyrell (Joe Turkel, Shining, Orizzonti di Gloria), qui Filini vestito elegante.
Al contrario di Deckard, nel suo completino dimmerda da americano che si veste come capita per andare a un matrimonio degli anni 80 e finire per sempre intrappolato nelle repliche di Paperissima perché lo sposo è svenuto: giacca marrone, camicia fantasia perlopiù a righe, cravatta a quadrettoni. Roba che Enzo Miccio gli sputava.
Rachel, intanto, fuma: vamp tabagista in un mondo in cui fumano tutti, con la scusa del neo-noir come il neo-colore assunto dai loro polmoni,
mentre il secondo origami di Gaff è in realtà un omino fiammifero con la mazzarella. Rachel ha fatto colpo anche su di lui.
Poi ci sono le pubblicità. I maxischermi, i neon, tutto quello che si sarebbe visto a Shinjuku praticamente subito dopo. La Cola,
il logo Atari ovunque, in almeno una mezza dozzina di inquadrature (la Warner aveva appena fatto l'investimento del secolo, buttando nel cesso milioni di dollari per un cavallo in procinto di stramazzare al suolo)
la RCA dietro casa di Deckard,
ancora Atari,
le cassettine TDK a far da sfondo al monologo che avrebbe consegnato questo film alla storia,
la JVC,
ancora la Atari.
La stessa scena è presente nel fumetto, ma il colorista lì si era drogato, perciò il veicolotaxi diventa verde e il logo Atari giallo.
Roy Batty e Leon discutono davanti a una cabina telefonica. Si useranno ancora, pure nel 2049, perché la gente si sarà rotta finalmente il pazzo di Facebook e di chi non si fa gli affari propri e ti stalkera o, peggio, ti manda gli inviti per i giochini idioti.
Hannibal Chew, creatore di occhi per la Tyrell e in seguito rivenditore dell'Atai Paraflù. James Hong ha fatto miliardi di cose a Hollywoo, dal telefilm Kung Fu al Marco Polo Rai, da MacGyver (e Manimal, e A-Team, e X-Files) a Più forte ragazzi e Kung Fu Panda.
Qui Rutger Hauer, complici le luci azzurrine, sembra la sua versione catananna.
Questo benedetto tunnel, invece, sappiamo essere una presenza fissa in un pezzo grosso così di cinematografia di Hollywoo. È il 2nd Street Tunnel di Downtown Los Angeles, e la prima volta che ci sei passato in auto ti ha fatto strano. Perché l'avevi visto un miliardo di volte, in Blade Runner, Terminator, Gattaca, Kill Bill e pure in un sacco di videoclip, tipo It's My Life dei Bon Jovi, toh.

Uòu Uòu.
L'appartamento di Deckard, ispirato alla Ennis House progettata da Frank Lloyd Wright nel 1924 (ma gli interni furono ricreati in studio dalla Warner) e legata a sua volta all'architettura maya. Se non lo sapevate, ora sapete perché ci sono tutti quei cubi strani.
Nel 2019, per una botta di hipsterismo, vanno ancora forte le Polaroid.
Pris, la Daryl Hannah superpatonza dell'82. E fa strano considerarla tale visto che aveva solo ventidue anni.
William Sanderson andava invece già per i 40, portati peraltro dimmerda, per interpretare il J.F. Sebastian ventenne con la sindrome di Matusalemme, quella che ti porta a guardare i programmi di Luciano Onder.
Il suo appartamento, in un palazzo abbandonato che se ne cade a pezzi, è uno degli omaggi più riusciti alle atmosfere del romanzo di Dick, in cui la Terra è sommersa dalla "polvere". Un mondo già morto, dimenticato perfino da chi ci vive.
Il sogno a occhi aperti di Deckard dell'unicorno, importantissimo sappiamo perché.
Un'altra scena molto affascinante, Deckard che analizza al computer la foto a caccia di indizi. Il macchinario adoperato è però tipo un monitor a circuito chiuso collegato a un tostapane, una videocamera, un videoregistratore e due radiosveglie.
La vecchia a cui Deckard si rivolge per capire la natura di quella squama (serpente artificiale, non pesce, pirla!) è una scena omaggiata da Blade Runner 2049 con l'indagine di K sul cavalluccio di legno.
Il videotelefono del 2019. Come WhatsApp, ma con gli scarabocchi e le videochiamate che non ti partono a membro di beagle mentre cerchi di cancellare la chat dell'ennesimo sottogruppo di logorroici compagni di classe del liceo che non c'hanno una minchia da fare tutto il santo giorno.
Zhora non fa la vamphira,
però c'ha un pitone artificiale. Cosa non avrebbe dato, la Cicciolina anni 80, per una roba del genere.
Altra scena iconica. Deckard che spara nella pioggia. Il corpo della replicante s'accascia, il cacciatore ha "ritirato" un'altra preda.
Rachel a casa di Rick. La cofana e il trucco vengono via, resta la bellezza fresca di Sean Young, della finta donna che sembra proprio vera. Com'era il motto della Tyrell? Più umano dell'umano. Com'è quasi umano, lei.
Il burattino Pinocchio chiò di Sebastian, ché quando l'ha fatto la natura ce l'aveva con lui, va' che naso.
Pris, intanto, si è truccata da tecnobattona e gioca con il busto di una Barbie, bambola giusto un po' meno crudele e assassina di lei, ma indubbiamente più pericolosa.
Altra inquadratura storica, che avrete visto un milione di volte, e con questa fanno un milione e uno.
Ma poi, con tutto quel cerone, com'è che le si vedono ancora i brufoli sul mento?
Filini Tyrell continua la sua partita a scacchi con Sebastian,
sotto l'occhio artificiale del suo gufo. I replicanti c'hanno questa cosa del riflesso vitreo, come dei Gianni Di Marzio del futuro.
Il logo da t-shirt della compagnia.
Ha dato la libertà a suo figlio, gli ha dato le ali, Tyrell a Roy, e quello, angelo ribelle, gli cava gli occhi dopo esserselo limonato. E probabilmente avergli ciulato le chiavi dell'auto volante in garage.
Questo scatto, invece, È Blade Runner. Deckard nello spinner, sotto la pioggia, sotto il cielo nero di una metropoli senza luce, da città degli angeli e dei surfisti e dei tossici a Gotham City del product placement.
Prima dei suoi numeri da ginnasta, conclusi da un colpo di Blaster, Pris si è travestita da pupazzosposa. Nobody's Wife, come Anouk.
Il limite di tempo si sta portando intanto via Roy, in anticipo. Per resistere al tremore, si buca una mano con un chiodo. Non è più un angelo ribelle fuggito da un paradiso di merda fatto solo di guerre, si crede direttamente il figlio del titolare. I palmi bucati per portare a termine la sua missione, fino al suo sacrificio finale.
E come tale, gli prende pure la fissa di appendersi al muro nelle stanze, accanto alle foto del presidente Pertini. Tipo sfondando la parete del cesso con una testata. Privacy zero.
Poi c'è tempo solo per salvare il cacciatore e affidare quelle parole alla storia, sotto il logo severo delle cassettine TDK. Il monologo customizzato da Hauer, abbracciato a una colomba sotto la pioggia. "E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire".
Solo che nel fumetto le lacrime nella pioggia se le sono scordate. Fail.
Poi arriva Gaff, e ci lancia il Chitemmù grave. Lei non vivrà, vamos a la playa, Eins Zwei Polizei, uoppa gangnam-style.
E il suo ultimo origami, prima che si chiudano le porte di quell'ascensore sul futuro triste di Rachel e Rick, prima delle note immortali del tema di Vangelis, è un unicorno. Perché Gaff sa. O perché Gaff è un Brony. Una delle due.
Nero, dedica al grande Philip.
Il tuo scrittore preferito di sempre. L'uomo che immaginava il futuro, a cui il cinema e l'entertainment fantascienzo venuto dopo deve tanto tutto. E che dopo una vita infelice, fece a tempo a vedere Blade Runner due volte di fila prima di morire. E uscì da quella visione completamente SBALORDITO. Quando ci pensi, la cosa un po' ti commuove.
Anche se nello script prima versione del film, quando ancora il titolo di lavorazione era Dangerous Days, Hampton Fancher aveva scritto il suo nome "Phillip", con due L.
A proposito di titolo. Chi ha letto il post del 20 cose su 
sa che il titolo non c'entra una mazza con, uh, grosso modo niente, ma fu scelto perché suonava bene. Veniva dall'adattamento in forma di copione di William S. Burroughs ("Blade Runner - A movie") di un romanzo di Alan E. Nourse del 1974,
"The Bladerunner", in Italia "Medicorriere", che parlava di trafficanti di materiale biomedico. In pratica, "Blade Runner" significa trafficante di bisturi. Nel film di Ridley Scott non viene mai spiegato perché ai cacciatori di replicanti dell'LAPD sia stato dato proprio questo nome,
ma nel fumetto Marvel sì. Leggete l'ultimo pezzo del monologo di Deckard: "Blade Runner.You're always movin' on the edge". La cosa incredibile? È la spiegazione che ti sei sempre dato, sin da quando avevi tipo, boh, quattordici anni, del titolo: il fatto che a fare quel mestiere si corresse sul filo del rasoio. Hai visto, alle volte?

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46 commenti:

  1. gran bel post e quoto pienamente questa nuova rubrica DOC!!!

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  2. Bello bello bello,in questo modo rivivi le atmosfere pesanti e decadenti di quel futuro ormai quasi presente.
    Il nome Blade Runner lo avevo interpretato un po' così anche io Doc!

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  3. Sono anche il mio film ed il mio scrittore preferito, ma penso che per gli appassionati di fantascienza nati tra gli anni 70 ed 80 ci siano poche altre alternative percorribili.

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  4. bello questo post!! l'ho iniziato ma me lo voglio treziare per il dopo visione di BR, tutti i corti legati a 2049 e BR2049!!

    Di questo che dici doc?

    https://www.youtube.com/watch?v=RtX_LVwEJhA

    Sono usciti i primi 4 episodi!

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  5. Alla conclusione sul titolo c'ero arrivato io con lo stesso ragionamento.
    Tra le istantanee che avrei messo io:
    - l'ufficio di Tyrell quando devono diminuire la quantità di luce per il test su Rachel, immagine di rara bellezza;

    - Deckard che bacia Rachel spingendola contro la parete, ho sempre amato quella parte. Lui che ri-risveglia lei spingendola a esternare le sue emozioni;

    - Roy Batty con gli occhi scherzoni, perchè mi fa sempre scappare una risata.

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    1. Curiosamente la seconda scena che citi è una delle più criticate al momento negli Stati Uniti in quanto praticamente atto di violenza forzata da parte di Deckard nei confronti di Rachel...

      Che da loro in questo periodo ci sono certi argomenti che non si possono toccare in nessun modo se non criticandoli... mah...

      Cheers

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    2. Deckard che bacia Rachel

      Sempre stata anche la mia scena preferita (insieme a quella in cui Deckard, pestato come una zampogna, cerca di rimettersi in sesto in bagno, e sputa sangue e denti nel lavandino ^^; ). C'è un gioco di luce pazzesco in quel momento, tra l'altro.

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    3. Che palle il politicamente corretto degli yankee. Come il cancellare le sigarette dai vecchi film: roba che al confronto i mutandoni al Giudizio universale sono progressisti....

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  6. Grande! E comunque 'come dei Gianni Di Marzio del futuro' è tutto! XD

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  7. Rachel è pettinata come Josuke Hogashikata!

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    1. LOL. Magari anche Araki era un fan di BR.

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  8. Doc fai certi lavori fenomenali!!! sempre un piacere leggerti!
    p.s. già sono passati 10 anni dal nano presidente??? 😨

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  9. In effetti questo è il modo migliore di esaminare, ad esempio, film come fury road. E ovviamente Blade Runner

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  10. Bellissimo post e bellissimo inizio per una rubrica che spero continuerà a lungo!
    Non vedo l'ora di leggere Alien InstantClassicato!

    DOMANDA @DOC: forse hai già risposto in passato, nel caso scusami, ma qual è la versione che preferisci tra le varie? Io per esempio il Director's Cut non lo digerisco, ho sempre preferito la prima o la Final.

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    1. Sono affezionato alla prima versione, ma quella che ho rivisto di più è la Director's. Con la Final, d'altronde, non c'è poi tutta questa differenza.

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    2. Gracias Doc, mi stavo chiedendo quale fosse la versione migliore da sottoporre alla Moglie, che già di suo non è molto amante della Fantascienza se vogliamo ben vedere.
      Forse opterò per la Final Cut, anche se mi spiace per il voice-over...

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    3. Scusate l'ignoranzaggine, ma la Final com'è? Nel senso: l'originale ha l'happy ending, la director's cut, se non sbaglio, si chiude prima dell'happy ending e ha qualche altra differenza... e la Final?

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  11. Se vi può interessare - report fotografico del model shop di blade runner.. Cosa darei per il modellino della spinner!
    https://imgur.com/a/mv8qf#56

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  12. Ho commentato di la`, ma mi sa che il posto migliore sia questo... riposto:

    Ma il premio precisinodellafuncia(TM) me lo posso prendere se dico che c'e` un incongruenza tra l'inception date di Leon e il suo seriale? Tutti quanti hanno N6 (Nexus6, suppongo) M o F (vabbe`) AA, AB, AC (codici di checksum?) e poi la data in formato MDDYY. Ecco, Leon con un iunception date del 10 Aprile ha un seriale N6MAC41717, anziche` l'ipotizzabile N6MAC41017.

    (gia` che si siamo, perche' Zhora non ha i livelli?)

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  13. Bellissimo post.

    Pur non avendo mai amato in modo così viscerale Blade Runner (e preferendo la prima versione con la narrazione che pare oggi tutti detestino), ho sempre riconosciuto al film una potenza visiva che me lo ha fatto rivedere con gusto più e più volte.

    E d'altronde non si può non riconoscergli l'influenza assurda su tutto quello che lo ha seguito.

    Non il mio Sci-fi preferito, ma nella trinità a mani basse.

    Cheers

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. scusa Doc ma ho una domanda che mi assilla riguardo la replicantezza di Deckard: se i replicanti campano solo 4 anni come fa Deckard ad esistere ancora nel 2049?

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    1. L'idea non era che potessero esistere anche replicanti senza la data di scadenza?
      Ma poi, alla fine, Deckard è davvero un replicante o la cosa resta ambigua? Ho visto la versione 1982 (varie volte) e la Final (una volta), ma m'è rimasto il dubbio...

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    2. Da quello che ho capito non esiste la parola definitiva a riguardo. Ognno dei coinvolti pare essere rimasto con la sua verita` e la sua visione. E cosi` penso che potremmo fare anche noi... ;) Comunque si`, Raechel dovrebbe essere un replicante sperimentale senza scadenza (almeno nel voiceover di Deckard del theatrical cut, non ricordo negli altri) e quindi nulla vieta che anche il nostro eroe lo sia...

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  16. Film CAPOLAVORO! L'unica cosa che mi ha lasciato sempre perplesso visto il livello tecnologico raggiunto in quel 2019 é come mai per smascherare i replicanti debbano utilizzare il test con macchina dello scanner retinico e non un semplice body scanner, magari tipo parete che ti fa la radiografia in Total Recall...

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  17. Vero! La pettinatura a FERRO DA STIRO A ROVESCIO di Josuke nella quarta serie di Jojo per me Araki l'ha presa proprio da qui!
    Film eccelso, con cui ho avuto un rapporto un po' strano.
    Le prime volta che lo vidi, da pischello, mi fece addormentare. Due volte. Ma ero io a essere fuori target. Poi, col tempo, ho imparato che i grandi film hanno un loro ritmo: alternano le fasi piu' frenetiche a momenti piu' lenti. Bisogna solo lasciarsi trasportare.
    Alla prima visione, comunque, da ragazzino appassionato di botte e pestaggi in puro stile cartoni giapponesi a me era rimasto impresso principalmente il combattimento finale tra Deckart e Batty.
    Poi nulla toglie che, alle (ri) visioni successive, sia diventato uno dei miei film preferiti di tutti i tempi.
    Ah, per la cronaca...io la galleria Vittorio Emanuele fluttuante con le astronavi che ci passano dentro la aspetto ancora...che dite, ce la si fa?

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  18. Bello 'sto film. Bello, bello, bello. Colpevolmente (ma c'era un motivo, e l'ho spiegato alla Giovine Libraia sul suo blog giorni fa) l'ho visto solo da grandicella.
    Sono di quelle che "la versione più bella è quella del 1982", peraltro. Mi spiace per Ridley Scott, e per gli scarti di "Shining" aggiunti suo malgrado, ma a influenzare paurosamente tutto quello che è venuto dopo è stata la primissima versione, non tutte le altre (e quella è stata la pellicola vista da Dick prima di morire, non altre...). Ergo, la 1982 è la versione che mi riguardo più volentieri io.

    Nel mentre ho cercato Daryl Hannah su Google e ho scoperto che con l'età s'è trasformata nella controfigura di Antonella Clerici XD
    E non solo: pare faccia coppia con Neil Young! Ma tu guarda alle volte... °_°

    Ah, io voto l'ipotesi "Gaff è un Brony", eh! :D

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    1. Daryl Hannah, oltre essere diventata la controfigura della Clerici, ha persino fatto un film con Boldi.

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    2. sono due minuti che rido sulla battuta della controfigura :DDDD

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  19. Doc, complimenti per la nuova rubrica (subito tra le mie preferite) e grazie mille per il giretto in una delle atmosfere/location più fighe mai viste sullo schermo!

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  20. Momenti di ringere pesantissimi. Grande rubrica, un po' riassuntone ma serio.
    Il film, anzi IL FILM, che rimarrà per sempre nella storia del cinematografò fantascienzo grazie a quel Dream Team pazzesco Dick/Scott/Mead/Vangelis/Fancher/tutti-quei-sottoposti-che-avrebbero-voluto-fare-lo-scalpo-a-Scott.
    Non sapendone un tubo di cinematografia, faccio una domanda da niubbo: questo film viene studiato nelle classi di cinematografia? Le interpretazioni, le scenografie, le inquadrature, le sequenze, la storia; ognuna di queste parti ha contribuito a rendere questo film unico nel suo genere nonché il primo in assoluto. E' anche difficile definirlo "derivativo" a parte l'incipit noir. Credo che ne parlerei fino allo sfinimento (degli ascoltatori). Mi soffermo solo sull'interpretazione di Rutger Hauer, come è riuscito a rendere il personaggio. In parte leader e in parte bambino di 4 anni. Quando canta le filastrocche, quando sorride a Pris o quando sta per piangere parlando di Zhora, quando cerca di assaporare ogni momento. Solo alla fine queste 2 parti si riuniscono e cercano di dare un lascito a qualcuno.
    IL FILM lascia tanti domandoni in sospeso ma non lo trovo affatto un male, fa parte del suo mistero e ognuno può dare liberamente le proprie risposte.
    Non faccio un paragone tra le versioni, essenzialmente 2, perché, li vedo come 2 film nettamente diversi ma se dovessi scegliere non esiterei a preferire la Final Cut.
    Mi incuriosiscono tantissimo le scene tagliate e praticamente MAI viste in nessuna versione che non hanno mai rimasterizzato e si vedono dimmerda. 2 su tutte: la visita di Deckard a Holden e la scoperta di Batty che anche Tyrell era un replicante; ma sarebbe diventato un altro film ancora.
    Mobbasta.
    Prossimo Instant Classic? La storia infinita, Labyrinth, Fermati o mamma spara?
    Mobbasta veramente però

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  21. Mi hai riportato indietro di qualche anno con questo bellissimo post perché ha il sapore di alcuni post che lessi all'inizio, quando incomincia a seguire l'Antro. Quando si parla di androidi e futuro mi sento più a casa del solito.

    James Hong è anche Lo Pan in Grosso Guaio a Chinatown e in mille mila altri film dove fa da 40 anni lo stereotipo del vecchio cinese. Forse domani vado a vedere il nuovo BR, a Dio piacendo.
    See you space cowboy.

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  22. Nel post, potresti rifarlo basandoti su la Theatrical Edition, l'unica vera versione di BR?
    scherzone, Doc
    (sul doverlo rifare, non sul fatto che sia l'unica vera versione, lode imperitura al signor Alan Ladd jr.)

    "Blade Runner.You're always movin' on the edge" si anche a me piace pensare che questa sia la spiegazione.

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  23. Grande rubrica, Doc... Io mi permetto di aggiungere la scena in cui si vede quel gruppo di ciclisti in notturna... meno male, nel 2017 c'è ancora chi va in bicicletta... c'è speranza!

    Quanto alle scene girate di giorno, ecco un'altra cosa che nel nuovo film non mi è piaciuto del tutto... per esempio, le scene girate nell'appartamento di K in cui, fuori dalla finestra, si vede lo scorcio di un tipico condominio della periferia di Trapani, Catanzaro o Brindisi, con tanto di unità esterna del condizionatore... in un bel pomeriggio tiepido...

    Se solo penso alla scena di Deckard affacciato - triste e solo - al balcone del suo appartamentino al 97° piano (mi pare), nella pioggia e nel buio... beh, impareggiabile!!!

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  24. Ottima iniziativa! Solo un appunto un po' scorrelato (ma alla fine non troppo): mi sono reso conto, ma spero di sbagliarmi, che non hai mai parlato di Kontroll... non ci credo che non ti e' piaciuto. Se non l'hai visto, recupera.

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  25. Film stupendo e senza dubbio importantissimo per la storia del cinema. Per me è più un noir che un film di fantascienza, anzi...un fantanoir. Ha creato una commistione di generi che ha fatto scuola. C'è il bBR (before Blade Runner) e l'aBR. Nella mia tesi (sul rapporto uomo robot nella letteratura e nella cinematografia) ho parlato sia del libro di Dick che del film inserendo alcune immagini e mie riflessioni che sarebbe troppo lungo scrivere qui. Doc se ti va ne parliamo in giappone ;)
    L'altra sera ho fatto rivedere il primo alla moglie in preparazione della visione del 2049 e sono stato indeciso sulla versione da scegliere...alla fine ho optato per la final cut ma ammetto che in qualche punto ho sentito la mancanza della voce fuori campo.

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    1. Ah dimenticavo, ho sempre dato questa interpretazione a Blade Runer: i cacciatori vivono sul filo del rasoio, sempre in precario equilibrio tra il ritirare un androide o uccidere un uomo in caso di errore.

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  26. Devo ammettere che nonostante tre visioni mi era completamente sfuggito il parallelo divino quando Roy si infigge il chiodo nella mano. Sempre bello scoprire aspetti a cui non avevi fatto caso, grazie Doc

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  27. Curiosità: Prima di diventare The Ultimate Warrior, il buon fu-Hellwig formava un tag con il futuro Sting chiamato Bladerunners. È nel fumetto Roy viene chiamato The Ultimate Warrior.

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    1. Lo stai dicendo in un covo di appassionati di Ultimate Warrior, ma purché se ne onora il ricordo va bene tutto :D
      La citazione nel fumetto è ovviamente una coincidena: i Bladerunners nascono nell'85 o giù di lì, almeno tre anni dopo. E "Dingo Warrior" diventerà Ultimate Warrior nell'87.
      Detto questo, sì, la coincidenza è molto carina :)

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  28. Scritto malissimo ma spero si capisca, mi sono appena svegliato

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  29. Grandissimo film, la versione che preferisco è la Director's del '92 (che è anche la prima che ho visto), il lieto fine dell'82 e la violenza e le parti ridoppiate della Final mi fanno sempre storcere il naso... però è un mega-filmone, quello che mi ha preso per mano e mi ha detto "Vieni, questo è il cinema"!

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  30. Citando il buon Randall Munroe, basta lamentarsi dell'assenza di macchine volanti: esistono. Si chiamano elicotteri :D

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