Corsa: la playlist del vero campione (ludowanker)


Se ti sei preso questo impiccio di comprarti un tapis roulant e correre ogni mattina alle 7 per quattro chilometri , con solo un bicchiere di zimyl freddo sullo stomaco, e ogni sera alle 7 per altri quattro. Se, insomma, ti fai otto chilometri al giorno ai 6 all'ora inseguendo una striscia di plastica, devi avere un qualche tipo di sostegno. Una bella playlist adeguata, per esempio, che ti sorregga nei momenti di difficoltà. Quando, per quanto sia bella la sensazione di correre inseguendo quella striscia di plastica, ti viene da dire: "machicazzomelofafare?". O anche "in questi quaranta minuti potevo infilarci almeno 3 deathmatch a squadre in Modern Warfare 2". Questa, a seguito di un certosino lavoro di affinamento e sincronizzazione, è la tua running playlist da perfetto ludowanker.

Minuto 0: per sciogliere le gambe, e svegliare il cervello nelle sessioni mattutine, ci vuole qualcosa di allegro. Le marcette del sountrack di LocoRoco vanno benissimo. Bajumbo moi noi noi jecker dabatto bunkergait jun jun. Qualunque cosa (non) voglia dire.

Minuto 1: gambe sciolte a sufficienza. E se anche non sono sciolte, ciccia, che il tempo è quello che è. Si accelera con la versione pompatissima del "Ryu Stage", del celeberrimo performer nipponico Takenobu Mitsuyoshi. Che poi è l'unico brano decente dello "Street Fighter Tribute Album" (ventidue euro buttati, ma vabbé).

Minuto 10: torna a trovarti una vecchia amica. Una fitta tra scapola e deltoide sinistri, souvenir di un placcaggio subìto un po' troppo in alto, quando da giovine giocavi a rugby. Cerchi di non darle troppa confidenza, astraendoti dietro alle note vagamente oniriche di "Beginning". Che nonostante il titolo è il 29° e ultimo pezzo di "Einhänder Original Soundtrack".

Minuto 15: la tua faccia ha già indossato la Grande Maschera di Sudore. La fitta alla scapola, in compenso, è tornata a farsi i cazzi suoi. E' un momento come un altro per annebbiare la ragione con un paio di brani casuali da "Space Invaders: Extreme Audio Cluster" o con "Firestarter" dei Prodigy ("WipEout 2097 The Soundtrack").

Minuto 20: qualcosa di tamarro e terribilmente anni 80, giusto per tirarti su. Uno a scelta, in genere, tra "Maniac" di Michael Sembello e "Pump Up the Jam" dei Technotronic. Senza fiato < senza vergogna.

Minuto 28: Il polpaccio destro è Granito, quello sinistro è Alabastro. Gli Zuntata giungono in tuo soccorso con la colonna sonora di Darius Gaiden.

Minuto 35: l'indicatore di energia è sul rosso. Lampeggiante. Il tuo medikit è un brano evergreen. Semplice, diretto, scontatissimo. "Eye of the Tiger" dei Survivor. Oh, con un ex macellaio buzzicone funzionava.

Minuto 40: lo strappo finale ai 10 all'ora è sempre un momento un po' così. Epico. Al di fuori del tempo. Bastardo e traditore. Koh Otani ti suona con i suoi mandolini napoletani "A Violent Encounter" da Shadow of the Colossus. Il colosso che stai affrontando tu sono la milza, la sete, la nebbia mentale, i polpacci Ghisa e Piombo, nanusconi, gli jubbentini, gli jubbentini nanusconiani. L'ultima falcata, poi un beeep, e la macchina si spegne. Ma solo per poco meno di dodici ore.

In foto: il CD "Katamari Fortissimo Damacy". Al minuto 43 ce la fai solo a rotolare verso la doccia, accompagnato dalle note di "Katamari on the Rocks - Main Theme". DONTO WOORII Do Your Best PIKUNIKKU kibun Feel So Good NANA-NANANANANA-NA-NA-NA, NA-NA-NANA-NA... Perché cacchio non va l'acqua calda?

Commenti

  1. ma no esci a correre, esci! sai quanta fica si becca nei parchi e piste ciclabili? quasi come al supermercato, fai te

    cmq io quando corro, e lo faccio regolarmente, ascolto podcast sui videogiochi o quello di ciao belli e rido tutto il tempo... quando però qualcuno osa superarmi premo una sequenza segreta sull'ipod e si inserisce una playlist sputa adrenelina e non ce n'è più per nessuno, in 10 anni anni di attività solo una persona che mi ha superato è rimasta davanti, ho poi scoperto che è un runner sovietico della cover...

    RispondiElimina
  2. Podcast sui videogiochi? Occhio, che poi finisci per diventare uno come Andrea Giopep Maderna. Che, tipo, piangi a ogni film.

    RispondiElimina
  3. LOL
    giopep ha pianto anche dinanzi all'orrido "L'uomo che fissava le capre".
    Ha pianto per la capra, ovviamente.

    RispondiElimina
  4. La capra, prima di immolarsi, ha pianto però per lui. Pareggio.

    RispondiElimina

Posta un commento

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usarli. Metti la spunta a "Inviami notifiche"per essere avvertito via email di nuovi commenti. Info sulla Privacy