Due mondi si scontrano. Senza contare le bocce di Catwoman

I cross-over, nel mondo del fumetto, sono un po' come le trasmissioni di Massimo Giletti.
Due tipi si incontrano e non fanno a tempo ad aprire bocca che volano gli insulti ed è un attimo che scoppia la rissa. Solo che poi schiaffi ne volano pochi e i due eroi (o gruppi di) del caso si alleano contro qualche sfigato supervillain, e la trama è sempre per forza di cose farlocca e non capisci come mai Spidey si trovi a Gotham o Wolverine a dar retta a quei pagliacci o a quelle strappone della Top Cow. Per dire.
Mortal Kombat Vs DC Comics, invece, funziona esattamente al contrario: tanti schiaffi, e una trama dettagliata. Molto dettagliata. Troppo dettagliata.
Se scegli di calarti in uno dei due story mode, resistendo all'impulso di prendere subito a calci in culo Superman, di ridurre a brandelli la tutina di Catwoman, di tempestare di cazzotti l'improponibile Liu Kang, ti aspettano infatti ore e ore (!) di incontri, dialoghi, frizzi e lazzi di una storia che non lesina ammiccamenti quasi feticistici alla continuity narrativa dell'uno e dell'altro universo. E se qualcuno non sa chi sia Darkseid e a cosa servano i suoi boom tube, beh, cazzi suoi.

In foto, la yankee special cover del gioco. In cui la caratterizzazione dei personaggi (ma Alex Ross avrà davvero fatto qualcosa, oltre alla bellissima cover della Kollector's Edition?) è uno degli elementi di maggior pregio.
Anche se il Joker si muove e saltella e ride inequivocabilmente come Sbirulino.

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