Meglio senza tetto (PlayStation Home, in comode rate mensili)

Si era tutti lì a chiedersi, fino a qualche mese fa, oh ma quando arriva questo Pleistéscio Home? Ma Sony imperterrita continuava a trascinarsene dietro versioni sempre uguali alle fiere di settore e a dire non vi preoccupate che mò arriva, davvero davvero. E proprio quando tutti ormai avevano altro da fare e da pensare, quando di Home nessuno parlava proprio più, iniziano ad arrivare da ogni dove gli inviti per la Beta. Quella che segue, è una delle esperienze che meglio sintetizzano quale grosso palo nel c*lo possa diventare la filosofia del digital delivery nelle mani sbagliate. Cioé, ti metti lì e scarichi la beta, e già di suo l'operazione richiede (per la vergognosa, fisiologica lentezza che qualunque download su PS3 sembra incontrare) i suoi bei minuti. Finisci e, toh, ti becchi il primo aggiornamento obbligatorio. Altri giri di lancetta a far macinare il molosso abbronzato sotto la Tivvù. A questo punto crei un avatar scegliendo fra le tre opzioni in croce disponibili, e ti viene rifilato un bell'appartamentino con vista sul porto di Cetraro (CS). Ma siccome nell'appartamentino vista mare non c'è da fare una meenkia, fai per uscire dalla porta. Ma non si può. Non subito, almeno: per accedere alla piazza devi scaricarla. Lo fai, aspetti minuti che si sommano a minuti, quindi ti ritrovi in una piazzetta di paese. Circondato da altri tipi tutti vestiti ovviamente in modo identico al tuo, doppia maglietta, sneaker e pantaloni militari. Ti fiondi verso il bowling e, senza ormai sorprenderti più di tanto, il "gioco che non è un gioco" ti chiede di scaricare l'area. E quando pure ci riesci, dentro è tutto occupato, che attorno ai biliardi ci sono frotte di tipi e i cassoni c'hanno la fila come quando volevi giocare a Street Fighter II che era appena uscito in sala e tutti stavano lì con le monetine in mano chissà da quanto e sono arrivato prima io mi dispiace ciccio. Tenti miglior fortuna con il cinema, ma anche lì devi aspettare che termini un dowload. E in sala non proiettano un cazzo.
Esci, ti guardi attorno esasperato, e tutti quelli che vedi cercano di vincere le idiosincrasie del sistema, impiegando ore per digitare un messaggio non incluso in quelli preconfezionati, ballando la break quando vogliono dire ciao, chiedendo in giro se anche agli altri tocca aspettare un download per ogni cazzo.

In foto: il social network, secondo Sony, passa per lunghe attese davanti a una tv, a contemplare da soli e come tanti pirla una barra di caricamento via l'altra. Second Life incontra il multiload del Commodore 64.

Commenti

  1. Anche a me è arrivato l'invito per la beta. Che ho ovviamente ignorato dopo la tua pronta segnalazione: di sangue marcio me ne faccio già a sufficienza nella vita reale. Pertanto: grazie di niente, Sony. Sarà per la prossima.

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  2. è come dice il doc: ormai su console si gioca a puntate, tra aggiornamenti di console e giochi che ci tocca subire.

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