Non ci sono più eroi (ma gli ex bressler, per fortuna, sì)

Di No More Heroes, ultima fatica di quel malato di Suda 51, avevi sentito peste e corna. Che la città in cui si aggira il protagonista, Travis Touchdown, è un deserto colmo solo di barriere invisibili, con un frame-rate ridicolo e un casino di bug. Il che peraltro è tutto vero. Ma se a te danno da controllare un tamarro di periferia che agita una spada laser, e si ricorda di essere un ex bressler e mette in atto un numero progressivo di suplex e prese bresslinistiche apprese dal suo maestro, e per salvare i progressi di gioco si chiude in bagno, e a casa colleziona action figure, poster e t-shirt di cartoni animati e figurine di luchador messicani, non ti lamenti mica, eh.

In foto: l'antieroe di Santa Destroy, protagonista dell'unico VG intitolato come un album degli Stranglers. Uno che è talmente nerd che quando, dopo aver steso il primo assassino, incontra la sua committente (una topa da paura), le chiede esattamente quello che vorrebbe chiederle il ludowanker medio che in quel momento sta guidando Travis. Sì, proprio quello. Roba che queste cose non le fa nemmeno Brocchieri quando lo mandate ai press tour.

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