La serata shmup, all'ombra del teschio fumante

La "serata shmup" è quando attacchi il Saturn nippo al Trinitron da 21 pollici, e vorresti giocare un po' a Nights o a Dynamite Deka per rilassarti un po', ma finisci per cercare l'unico pixel utile per scampare alla pioggia di proiettili rosa fluorescente di Dodonpachi, per ripeterti per l'ennesima volta che Radiant Silvergun non è manco per niente il miglior sparatutto verticale in circolazione, che quella storia dei titoli occidentali dei vari Layer Section è davvero un casino mica da ridere. Insomma, per spaccarti le retine e tirar tardi dietro a un punteggio.
Ma è serata shmup anche quando tiri fuori da in fondo alla pila qualcosa che hai preso molto tempo addietro ma mai provato, come Bokan to Ippatsu Dorombo. Ora, un titolo come questo rappresenta in effetti il materializzarsi di una perversa fantasia che ti accompagna da un paio di decenni. Che Yattaman, il yatta can, il yatta pellicano, il yatta campione, il yatta yuventino in serie B, e tutti quegli altri ridicoli robottoni/locomotiva sognavi da tempo di poterli prendere a calci nel c*lo. Che, essenzialmente, hai sempre fatto il tifo per quei tre poveri sfigati del trio Drombo: il segaligno e baffuto, e a suo modo genio incompreso, Boyakki, il tarchiatissimo Tonzula, Miss Dronio, a lungo incapace di comprare dei corpetti che resistessero alle punizioni del Dr. Dokrobei. Hai fatto, inutilmente, il tifo per loro perché le loro macchine (che nel gioco diventano le navicelle da controllare per terra, aria e mare, schivando piovre volanti, sirene e quei soliti, dannatissimi porcelli della Tatsunoko) erano nettamente più cool.
E poi perché Miss Dronio, in quei suoi "topless esplosivi", era una gran topa, diciamocelo.

In foto: un gran bel gioco, allora? Nope. Che Banpresto ha raffazzonato, come suo solito, tutto l'approssimabile, rendendo alcune parti troppo incasinate e molti boss fight troppo semplici. Del resto la stessa software house ha intuito in maniera lucida le reali potenzialità, i genuini punti di forza del suo titolo, decorandone il retro del booklet con una foto emblematica: un dito pigiato sulle t*tte della signorina Dronio.

Commenti

  1. Però va detto che il gioco rende finalmente giustizia dopo anni passati a seguire le disavventure del Trio Dronio (i veri protagonisti della serie): abbattere il robot San Bernardo degli Yattaman una volta tanto è una cosa estremamente gratificante.
    E poi mentre giochi c'è il Trio che urla cose con le voci -credo- originali giappo. E già questo di suo fa salire la giocabilità.

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  2. Sì, confermo: miss Dronio è una gran topa! (Ma si può dire "topa", nel 2014?)

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