PGR4 un casco e via (sfrecciando tra Shinjuku e Tamarrolandia)

Ora, la serie PGR non l'hai mai trovata di tuo gradimento. Quella tamarrata dei kudos, con quel suono da sveglia a molla caricata. Tutte quelle supercar disponibili da subito a zero fatica. Quell'appeal, più in generale, troppo ammerrigano, troppo yankee, troppo buzzicone. Quando però capita che ti ritrovi un fine settimana senza una mazza da fare, senza ancora un PES nuovo ma troppo scoglionato per metter ancora mano al vecchio, con una PS3 che giace sempre esanime a pelle d'orso (il peso, grossomodo, è quello) sotto la tivvì, insomma, al 4 un occhio lo butti. E per fortuna. Perché altrimenti non avresti avuto modo di sapere quanto sia divertente guidare una Kawasaki Ninja a cannone in PGR4, inchiodando sull'anteriore come Ethan Hunt in Mission Impossible II. Facendo i gestacci al tipo in Mini che hai appena sorpassato, come ai tempi di Power Drift. Facendo le penne e, contemporaneamente, cercando il numero da circo sul sellino, come ai tempi in cui rischiavi la vita sul Ciao. Cercando disperatamente di raddrizzare il bolide dopo un contatto con un buzzicone su un'Honda taroccata. Sfrecciando con sprezzo del pericolo e studiata noncuranza (e, particolare non da poco conto, la salopetta da Kamen Raider creata con l'editor) a 320 kmh su quella zona di Shinjuku che porta verso l'inquietante Kabuki-Cho, la stessa zona che un mesetto orsono è stata testimone delle tue scorribande. Insomma, tanto divertente che ti trovi costretto a fare ammenda della tua sfiducia aprioristica. Al solito.

In foto, una delle macchine del gioco. Come? Come si guidano le auto? Ah, boh: quelle non le hai provate mica.

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