La guerra riscaldata (ma Putin non c'entra niente)

A furia di leggere quelle sue storie sui russi cattivi, di veder proliferare tra i gggiovani i videogame zeppi di colonnelli Kobiasvili e altri pezzi di marmo da far impallidire il Danko di Schwarzenegger, Putin e i suoi si saranno detti: "Ma cazzo, perché non la smettiamo di farci prendere per il culo dalla Casa Bianca e torniamo a terrorizzare un po' i filoyankee, i comunisti che sono passati al Partito Democratico, le ex maestre democristiane in pensione? Massì, facciamolo: checcefrega!".
Inutile dire che, per vantare una maggiore verosimiglianza dei propri titoli, gli sviluppatori di giochini elettronici si sono buttati a pesce su questo rinnovato, distesissimo clima tra le due sponde del Pacifico, imbottendo gli elenchi delle proprie uscite di sparatutto e strategici (e anche qualche sparatutto strategico) ambientati durante un ipotetico, ma soprattutto PROSSIMO conflitto tra i due blocchi. Ora, che faccio: compro un rifugio antiatomico e mando il conto al signor Clancy, o lo denuncio alla CIA, che poi ci pensano loro, con i metodi civili che li contraddistinguono, a fargli fare per una volta i cazzi suoi?
In foto, Rocky (IV): "Se io posso cambiare, anche voi potete cambiare [sospirone]... Tutto il mondo può cambiare". See, vallo a dire a uno scrittore sessantenne di Baltimora che c'ha fatto su i miliardi.
Commenti
Posta un commento
Metti la spunta a "Inviami notifiche"per essere avvertito via email di nuovi commenti. Info sulla Privacy