I was trying to be misunderstood (la Casta, ma un'altra)

Buona parte delle mie ore d'aria, ormai si sarà capito, le passo al chiuso della Mondadori. Cercando sempre qualcosa di nuovo da leggere, nella speranza di una botta di culo tipo scoprire l'uscita di un nuovo romanzo di uno dei miei autori preferiti, di cui, per un qualche motivo, non sapevo ancora nulla. Ma poi la botta di culo non mi capita, e finisco o A) per comprare qualche roba tipo De Carlo, o B) per non comprare nulla, e uscire incazzato con la Mondadori, la vita, l'universo e tutto quanto. E anche un po' con i miei autori preferiti: ché a scrivere un po' di più non è che muoiono, eh.
Orbene
[or||ne cong. BU dunque Varianti: or bene], durante l'ultima sortita, poco prima della sequela di piedi di Tarantino, ho comprato La Casta di S. Rizzo e G.A. Stella.
Un libro che, ho scoperto, spiega tutti i privilegi ingiusti dei politici. Come il Quirinale costi quattro volte più di Buckingam Palace. Come gli onorevoli non paghino aerei e treni. Come funzioni tutto il magna-magna nei palazzi romani del potere. Che una volta le cose non andavano mica così, eh no. Tutte cose interessanti.
Solo che io non avevo letto il sottotitolo, e pensavo fosse un libro fotografico sulla Laetitia, non sta roba politica. E di foto proprio non ce ne sono. Manco, chessò, visto l'argomento, una di Napolitano o D'Alema: proprio niente.

In foto, Laetitia. Rizzo e Stella hanno deciso di parlare nel loro libro,
dal titolo inequivocabilmente fuorviante, di un'altra Casta. Peccato.
Vorrà dire che la prossima volta che mi ritrovo a cazzeggiare per la Mondadori, anche se vedo un libro fotografico intitolato La fenech, non me lo compro mica. Ché al posto dei una carrellata di scatti dell'indimenticata protagonista di "40 gradi all'ombra del lenzuolo", "L'insegnante viene a casa" e "La patata bollente", va a finire che ci trovo le foto della volpe del deserto. Capace.

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