Night to night: gimme the other (servi della gleba a testa bassa)

L'hardcore gamer non deve stendere solo boss di fine livello e umiliare con un colpo sotto panzoni francesi pescati in Rete. Nel suo vero problema, l'ostacolo che lo fa sudare di più, si imbatte in genere PRIMA di aver messo mano al pad. Ha le sembianze, in genere piacevoli, della moglie, della fidanzata, della compagna. Li trovi sui forum, gli hardcore gamer, a darsi appuntamenti vergati al condizionale. Periodi ipotetici in cui si promette di fare il possibile per farsi vivi in Resistance, in Vegas, in Motorstorm, ma solo se la gentile metà vorrà concederlo. E per quella concessione, l'harcore gamer che inizia a intuire di non poter più definirsi un vero hardcore gamer, pur di riuscire a sfangare un mezzoratrequartidoraalmassimogiuro di gioco in santa pace, si costringe all'impensabile. Tipo che lava i piatti ANCHE quando non gli viene esplicitamente imposto. Tipo che si finge davvero interessato ai correttivi da apportare alla disposizione dei mobili nel salone. Tipo che accetta (o, nei casi peggiori, addirittura propone) la visione congiunta di uno di quei pessimi film che piacciono tanto alle donne. Quelli con la Ryan, la rana dalla bocca larga Julia Roberts, la Streisand. Alla canna del gas, si punta sulle terribili fiction nostrane (Che culo papà 4, Commesse carine che non la mollano 2, Il mio simpatico, affabile amico brigadiere che non prende le mazzette 3). Dopo, spera, la dolce metà che inizia a intuire non sia poi così dolce, gli elemosinerà qualche minuto di gioco libero. Nel suo essere donna moderna e perciò magnanima.
Il rischio è che a quel punto, dopo tutta la smazzata, dopo i piatti e la disposizione pitagorica dei divani e la Roberts con la sua bocca sempre più larga e i dialoghi per analfabeti della fiction sulla vita di qualche povero stronzo, si sia fatta l'una di notte e la voglia di giocare se ne sia andata un po' a puttane.
Stanco e frustrato, l'harcore gamer che, ora ne è sicuro, hardcore gamer non lo è più manco per un cazzo, si infila sotto le pezze. Sognerà, inevitabile, di ritrovarsi in pubblico senza mutande.


In foto, l'Uomo Ghiaccio degli UXM dimostra di essere una pippa nei giochi per il 360. E che ai super-eroi, perlomeno, nonostante il loro compito istituzionale di vigilare sul pianeta, se giocano troppo nessuno gli rompe i coglioni.

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