DocManhattan Vs Paris 1 (De inutilitate Oranginae)

Parigi ti ha accolto con uno di quei caldi che non ti aspetti. Di quelli che spingono le donne giovani a indossare abiti in lino e canotte, e gli uomini a pronunciare i loro "minchia, che cazzo di caldo!". Che però, nel francese dei vari Jean Luc e Pierre Marie, suona molto meno triviale e un po' più effeminato. Di quei caldi che, soprattutto, avvilupato in felpa e giubbino ti fanno sembrare il principe Antonio quando, il fedele Peppino dappresso e il colbacco in testa, chiedeva l'indiriss a un disilluso ghisa di piazza Duomo.
Il resto della giornata sono la conferenza nelle segrete del Louvre (subito accanto al Santo Graal di Dan Brown, in pratica), la finta cena in un ristorante libanese, l'Orangina (cazzo c'avranno i francesi contro la Fanta, poi...), il pellegrinaggio a piedi verso la Montparnasse dell'albergo. Ché uno dei tuoi colleghi più urbanizzati sostiene di conoscerla bene, Parigi, e si candida nostromo. Come se, rifletti alla quarantesima svolta sbagliata, ci si possa mai fidare della Francia e dei giornalisti francofili...

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