mercoledì 26 agosto 2015

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Quando c'era Marnie, la recensione senza spoiler

Quando c'era Marnie recensione poster
Cinque anni fa, con Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento, il classe '73 Hiromasa Yonebayashi è diventato il più giovane regista dello Studio Ghibli. Un lustro più tardi, Yonebayashi ha lasciato lo studio, ora nel corso di un tumultuoso processo di riorganizzazione dal quale non si sa bene come uscirà. L'annuncio del pensionamento di Miyazaki-san (che ovviamente si è messo subito al lavoro su un nuovo progetto, un corto in CGI, nientedimeno. Ciaone, pensione) e soprattutto il bagno di sangue del bellissimo La storia della principessa splendente di Isao Takahata hanno colpito duro. Ma prima di andar via, Yonebayashi ha portato a termine quello che al momento è l'ultimo film Ghibli. Uscito in Giappone nel luglio del 2014 e approdato in Italia solo per questa tre giorni di fine agosto (dal 24 a stasera), anche Quando c'era Marnie ((思い出のマーニー, Omoide no Mānī, Marnie dei ricordi) è tratto come Arrietty da un romanzo per ragazzi britannico: lì la serie degli Sgraffignoli di Mary Norton, qui il When Marnie Was There di Joan Gale Robinson. La storia è grossomodo la stessa, Anna e Marnie conservano i loro nomi british, ma l'Inghilterra degli anni 60 della Robinson diventa nel film di Yonebayashi il Giappone di oggi. Prima piazzola autostradale di spiazzamento [...]

Perché Marnie è un film Ghibli, non un film di Miyazaki, e caso mai uno se ne scordasse, a ricordartelo c’è subito questo incipit diverso dal solito. Una città giapponese odierna, nell’iperrealismo alla Shinkai delle sue stazioni con chioschetti e cartelloni luminosi, dei suoi treni veloci. Ma è solo l’inizio: l’asma e, chissà, la tristezza enorme che affliggono Anna hanno bisogno dell’aria pulita di un villaggio di campagna, del consueto quadretto di vita bucolica e semplice, in vacanza dagli zii, anche se non sono davvero i suoi zii.
C’è questo alone di mistero, su Anna e la sua famiglia, che si sposa alla perfezione con quella strana villa oltre l'acquitrino che calamita da subito l'attenzione della ragazzina. Il mix di luogo nuovo da esplorare, domande irrisolte e personaggi silenziosi (il vecchio che sa ma che non parla) dà vita quasi a un’ambientazione da thriller USA. Avete presente, no? Una tipa va in vacanza in un luogo nuovo, nei pressi di un lago, e un segreto via l'altro tutto le si thrillerizza attorno, manco fosse a Twin Peaks. Quando c’era Marnie non è ovviamente un thriller, e ancora più evidentemente non è un thriller USA, ma quell’alone di mistero resta la spina dorsale della pellicola, e non fa che infittirsi alla comparsa di Marnie. Chi è questa bambina d’altri tempi, figlia di genitori gaudenti che manca poco si mettano a ballare un charleston? Le nebbie del sonno portano Anna in un mondo pieno di domande e con poche risposte, dove il confine tra vero e immaginato, tra realtà e sogno, presente e passato non solo non esiste, ma non ha alcuna importanza. Chissene se parte di quel mondo è solo frutto della fantasia, in altre parole. Ma se non lo fosse?
Visivamente, e non c’è neanche bisogno di dirlo, Quando c’era Marnie è qualcosa al contempo di bellissimo e triste. Bellissimo come solo i film dello Studio Ghibli sanno essere, quadri in movimento che ti zuccherano gli occhi quando la vista spazia sul verde di quei fondali, sul garbo infinito di quegli inchini, sui dettagli della casa dei non-zii di Anna. Triste perché ogni volta temi sia l’ultima, perché non c’è più quasi nessun altro che faccia film in animazione tradizionale di questo tipo, perché lo stesso Studio Ghibli, quale che sia il volto con cui uscirà dalla suddetta ristrutturazione che puzza troppo di downgrade, si ritrova a camminare sulle uova.
Ma, qualità tecnica mostruosa a parte - l’hai trovato migliore sul fronte animazioni anche di Si alza il vento, per quanto qui il materiale da mettere in scena fosse per forza di cose molto più semplice -  c’è stato un punto preciso della storia, grossomodo a metà pellicola, in cui ti sei chiesto se la trama ti stesse prendendo davvero. Dopo la curiosità iniziale, non avendo mai letto il romanzo da cui il film è stato tratto, non avvertivi quel tipo di connessione, di tuffo nella meraviglia dei migliori film Ghibli. Mancava la magia. Ok, Marnie, il rapporto con Anna, la casa, il ricordo. Ma poi? Ma quando il finale ha confermato i tuoi sospetti sull’identità della ragazzina bionda, ti sei ritrovato con il magone in ghisa in gola. D'un tratto, senza alcun preavviso.
Perché quella cosa lì può scatenare ricordi da grande bruschetta, e personalmente è uno di quei pochissimi argomenti da instant commozione, di quelli che non puoi affrontare. Semplicemente non puoi, perché ti commuovi, matematico. Il finale, nella sua chiosa da quadretto felice, da fiaba buona che non ti frega alla fine, tipica dei film Ghibli, si trascina via il magoncino, stempera i lucciconi nel sorriso di un mondo migliore, dove i mulini non sono necessariamente bianchi. Dando senso compiuto al tutto, spiegando quello che c’è da spiegare e lasciando che il resto, le dinamiche esatte del cosa e come, lo spettatore abbia la libertà di NON indagarle. Perché davvero, che importa? Nelle fiabe nessuno sta a chiedersi il questo e il quello.
Sai benissimo come sensazioni ed emozioni suscitate in te dal finale possano essere un corpo estraneo per altri spettatori. Lo sai e poco te ne cala, perché le recensioni sono una roba soggettiva, chi vi dice il contrario mente sapendo di farlo. E quindi. Qualcuno, evaporato l’interesse per il mistero della casa del lago e della sua bionda padroncina, potrà anche trovare noiosa la storia di Anna, con ogni probabilità la più triste delle tante protagoniste Ghibli. Questione non solo di sensibilità personale, ma del peso emotivo che a certe cose ognuno è in grado di dare e della capacità di rivedere in esse una pagina agrodolce della propria infanzia. Non ci sono solo le storie d’amore, al cinematografò, oppure forse sì, ed è sempre e comunque amore anche quello. Ognuno c’ha le instant commozione che c’ha. Te? Sei uscito dal cinema triste e sorridente. Allegro e malinconico. Un’altra tacca per quel dannato cartello celeste col Totoro.

Titoli di coda, Priscilla Ahn, in comodato da Grey's Anatomy:

Ah, non fate i villanzoni con gli spoiler per chi il film non l'ha visto, grazie. Se proprio dovete scendere nel dettaglio, usate il tag [ROVINATORE]. Ma c'è poi davvero bisogno di farlo?


GLI ALTRI POST SUI FILM DELLO STUDIO GHIBLI
 

Quando c'era Marnie
Recensito da: DocManhattan Data: Aug 26 2015
Voto: 4

48 commenti:

  1. L'ho visto il 24 e in sala eravamo pochini purtroppo. Spero che il mio sia stato un caso isolato. Ho provato lo stesso tipo di magone, credo per la stessa ragione. Se qualcuno mi chiede perché sono un antrista, gli faccio leggere recensioni come questa qua, semplice. Si ride, ci si commuove, si ringe, millemila di questi post, doc.

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  2. Che tempismo! Avevo proprio deciso di vederlo entro la fine di questa settimana e come avevo previsto, mi sa che debbo attrezzarmi per i lacrimoni. asd!

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  3. Visto ieri, bruschetta nell'occhio e magoncino anche per me. Che meraviglia i film Ghibli, signora mia.

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  4. A me (e consorte) è piaciuto molto, a ciascuno sospetto per motivi diversi e personali ma a entrambi molto. A me questo "forse è l'ultima volta" reiterato fa apprezzare molto questi recenti film. Non che ci fosse bisogno di ulteriori motivi.

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  5. Visto lunedì, c'era abbastanza gente in sala, ma pochi bambini. Alla parte finale, dagli occhi sono scese le cascate del Niagara. Luci accese e un sacco di fazzoletti a stropicciare occhi e nasi. Groppo in gola di ghisa anche per me. Ieri volevo quasi tornare a vederlo, ma ... è semplicemente troppo presto, non avrei retto.
    Ah, condivido tutti gli apprezzamenti del Doc sulla parte tecnica e grafica, ma devo aggiungere che mi è piaciuto tantissimo anche il tema finale.
    Lo Studio Ghibli ha sempre una mano speciale anche per la musica. Meraviglioso.

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  6. T(r)emo al pensiero del futuro dello Studio Ghibli.
    L'unica risposta possibile è gioire di questi capolavori finché ci sono.
    Mi rivolgerò all'Internetto.

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  7. Mi incuriosisce tantissimo ma credo che aspetterò il blue ray
    Il futuro dello studio Ghibli mette un ansia grassa pure a me X_X

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  8. Anche se ad un certo punto la trama sembrava un pò lasciarsi andare, come spesso succede coi film di questo genere, ti immergi in quelle atmosfere di magia e colore dalle quali non puoi uscire indenne senza almeno una lacrimuccia..

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  9. tanto tanto magone...l'agrodolce dell'infanzia non perdona. Oh voi che avete figli in età da comprendonio, portateli a vedere questo e non gli infestanti minions, ve prego!

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  10. "e soprattutto il bagno di sangue del bellissimo La storia della principessa splendente "

    ...In che senso? Mi spieghi, doc?

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    1. Nel senso che ci hanno rimesso un sacco di soldi. Costato 5 miliardi di yen, ne ha incassati 2 e mezzo. Quando c'era Marnie è andato molto meglio (1.15 miliardi spesi, 3.63 portati a casa), ma è comunque un risultato magro rispetto ai successi passati dello Studio. Senza scomodare i film di Miya-san, Arrietty ha incassato molto di più, per dire. Sì, film diverso, più vendibile ai regazzini, ma comunque il dato economico quello è.

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    2. Non sapevo fosse andato male al botteghino. Considerata la natura prettamente tradizionale del tema mi chiedo se sia andato male solo all'estero o anche in terra madre...

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    3. Che peccato, appena visto e nonostante le cannarsate insopportabili era meraviglioso!
      Per me molto meglio dell'ultimo hayao, che proprio non ho digerito si alza il vento (brutto come la fame imho), ma per i giapponesi resta proprio lui l'unico nome di richiamo di ghibli.

      Valli a capire perchè takahata non ha proprio niente da invidiare al collega, anzi è invecchiato imho meglio, ma per loro sarà sempre un numero 2, un joe il condor di cui ai giappi frega poco, perchè non è il protagonista fighetto.
      A dimostrazione il museo ghibli, visto che i film non tirano (o forse non tirano perchè ci credono poco anche loro, cane che si morde la coda), ha in esposizione una mostra su un racconto illustrato da miyazaki, su "la signora in grigio" con un orologio che, dice, lo ha poi ripreso e ispirato per la torre del castello di cagliostro.
      Povero Isao!

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  11. Non avrò la possibilità di vederlo (grazie programmazione di tre giorni). Però noto che citi la principessa splendente, il più bel film (naturalmente per il sottoscritto) ghibli da tantissimi anni. Recensioni però di quest'ultimo capolavoro non ne hai fatte, e volevo un po sapere la tua opinione a riguardo.
    Ps: solo a pensare alle musiche ed ad alcune scene della principessa splendente, i lacrimoni infiniti.

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    1. L'ho visto due volte. La prima, in Giappone, in TV. Fatto così bene, così universale nelle espressioni dei personaggi, che me lo son gustato tutto anche se era - ovviamente - tutto in giapponese. Appena preso il BR me lo sono rivisto. Non so perché poi non ne ho scritto un post. Boh. Ne parliamo asap.

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    2. Cavoli ti devo una birra. Non mi ero accorto mica che fosse disponibile solo per tre giorni. Quindi o stasera, oppure mi attacco pure io. :-/

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    3. Idem come Frank...e mi è andata di lusso che in questo periodo son riuscito a vedere Ant Man e MI5...troppi film in poco tempo è quasi un miracolo.
      Questo come quasi tutti gli altri me lo vedrò in dvd. La programmazoine tre giorni solo ai film di animazione giappa. Non per fare il Gomplottista ma...non sia mai che la disney abbia un rivale in suolo occidentale eh...

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    4. Ah Doc, mi son dimenticato di dirti che la prima volta (l'ho visto entrambe le volte al cinema) assistetti all'anteprima di Lucca dell'anno scorso, dove era presente il traduttore Gualtiero Cannarsi, amato ed odiato (forse "leggermente" più odiato per Mononoke) in tutta Italia per i suoi adattamenti. Personaggio quanto meno eccentrico, di certo da conoscere,

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    5. @Massy nessun gomblotto!1!!!1!, semplicemente una scelta deliberata di Lucky Red che, per evitare bagni di sangue di un'eventuale programmazione regolare, ha deciso di puntare sull'effetto "evento" di tre giorni perché a quanto pare l'animazione giapponese al cinema non funziona (a meno di titoli più commerciali o smaccatamente per bambini, come "Doraemon" che ha ricevuto una programmazione regolare).

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  12. Tolto questo in particolare, a me la roba dello Studio Ghibli non piace (lapidatemi), il problema di questi eventi è che sono troppo cari. Ad Arezzo, per una poltroncina normale, in una sala con l'aria condizionata rotta, un martedi feriale, per vedere GITS:Arise (due ore) ci vogliono 10€/cranio.
    Bella l'idea dell'evento da tre giorni, bella l'idea di portare al cinema roba quantomeno più di nicchia, bello tutto, ma mi sembra un po' troppo caro. IMHO.

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  13. Visto ieri... eravamo 6 in sala al secondo (ed ultimo) spettacolo delle 20:00.
    Si, è lo studio ghibli
    Si, non c'è Miyazaki
    No, non mi è piaciuto.... senza fare il rovinatore, l'unica cosa che posso dire è: "Inutilmente tristissimo" e troppo "realistico".
    I disegni sono uno spettacolo, ovviamente... ma il resto non tanto, una trama finta intricata.. resa volutamente più triste e più difficile... mah, mi fermo, ci sono rimasto male... non si fa così.

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  14. Io temo che il problema sia stato il pessimo adattamento.

    Non ho visto il film, ma un paio di trascrizioni che ho letto mi hanno fatto venire i brividi. Una lingua che non esiste, una via di mezzo tra l'italiano degli anni Dieci e la struttura sintattica del giapponese.

    Cercherò di vederlo sottotitolato in una lingua decente per farmici un'idea. Intanto ordino i Bluray di Nausicaa nell'edizione UK.

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    1. Che io non so, Doc, se hai visto Principessa Mononoke. Ma io al quarto "dio bestia" me ne sono andato dal cinema.

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    2. Alla ventesima volta che abbiamo sentito "sommo dio bestia" io ed un mio amico ridevamo ancora come scemi, al cinema!
      Adattamento abbastanza discutibile, ne convengo!

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    3. Sì, ma per piacere NON riapriamo l'argomento Mononoke, ché tornano gli squadristi digitali del pro e i fondamentalisti del contro. Se n'è parlato già abbastanza nel post di Mononoke, appunto. La traduzione di Marnie l'ha fatta un antrista, l'adattamento la solita persona. Ma, vuoi anche l'ambientazione contemporanea, qui aulicismi poco e niente, grazie al cielo. Come scrivevo su FB, ne ho notati giusto un paio, e piuttosto innocui.

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. Probabilmente erano quelli che venivano citati e che mi hanno fatto rabbrividire. Non intendo riaprire il discorso Mononoke (il cui post, imperdonabilmente, mi è sfuggito) che se n'è già parlato a sufficienza, l'ho citato in un ottica di "se andiamo avanti così" :D Nemmeno il precedente adattamento comunque, era privo di difetti, tutt'altro e qui chiudo l'offtopic.

      Tornando in argomento, sulla traduzione niente da dire, purtroppo è l'adattamento che secondo me tende a "peggiorare" notevolmente i lavori dello Studio. Questo film però mi incuriosisce parecchio, cercherò di vedermelo comunque.

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    6. Fortuna che nel 2015 (DUEMILAEQUINDICI) hanno inventato i sottotitoli... :D

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    7. Dio bestia, che sembra un bestemmione di quelli pesanti, è quasi peggio di "fa cose losche per Yubaba" e "il tuo boyfriend" ne La città incantata.
      Risate al cinema come se non ci fosse un domani.

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  15. Visto anch'io ieri in una saletta imprevedibilmente affollata. Anche per me è no. Ottime le premesse con questa protagonista antimiyazakiana apatica e depressa. Che purtroppo viene appiattita quando il film dovrebbe prendere forma, mostrandosi per quello che è...un racconto di formazione posticcio da dar fastidio!

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  16. Beh, ovviamente anche questo film dello studio Ghibli è meraviglioso, ma il ritmo è troppo lento, quasi un'agonia.Fortuna che sul finale si risolleva in maniera più che degna!

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  17. Qui in montagna con il piffero che lo danno. Sarei comunque dovuto andare da solo.
    In compenso ho visto come anime carino, prima di partire, Una lettera per Momo e mi era piaciuto. Magari Doc dagli una occhiata.

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  18. Io adoro Miyazaki-sama. E la Ghibli pure.Vivo in Thailandia e non so se lo proietteranno qui. Il Thai ha la potenzialeta' mentale di un gibbone SE va all'universita'. Altrimenti scarabeo stercoraro (non e' razzismo, ho una moglie Japu,! Venire a lavorare qui per credere) Per cui solo film di azione trucida od horror qui. Qualche Marvel ogni tanto. Certo non roba per cui si debba avere un minimo di cervello. Volevo solo ringraziare e per la critica e vedro' di procurarmelo in qualche modo.

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  19. Visto ieri sera, nell'ultima sera disponibile (non si sa perché, ma il multisala locale riduce a soli due giorni gli eventi Lucky Red, già centellinati a tre...), all'ultimo spettacolo disponibile, 22.45.
    Notte fonda (o quasi) e giorno feriale, in pratica una decina scarsa di persone, tutte più o meno della stessa età (generazione Goldrake e generazione Sailor Moon, per capirsi), tutte sedute vicine (perché i posti li distribuiscono così) in una sala immensa. Stile zattera di salvataggio in mezzo al mare.

    A me il film è piaciuto per gli stessi motivi per cui è piaciuto al Doc: sono rimasta (piacevolmente) sorpresa dall'atmosfera di placida inquietudine e dall'intreccio simil-horror, di quegli horror non splatter, ma di testa, cui va incontro la protagonista. Tu sai che si sta impelagando in qualcosa di soprannaturale - forse!, ma non capisci cosa stia davvero succedendo, il contorno è da cose-molto-cattive ma lo svolgimento è da favola familiare e... non ne vieni a capo, resti solo meravigliato. E imho è un effetto bellissimo. La storia, globalmente, è piacevole e anche se non ti spiega poi la rava e la fava, non ti dà l'impressione di qualcosa di monco, anzi, il che è un gran pregio.

    Forse la nostra è stata l'unica sala che sul finale si è prodotta in risate generali e clima da gita scolastica, invece che lacrimare. Ma, ehi, c'è da ammettere che la protagonista non è proprio una cima, per tutto lo svolgimento della storia, e quando alla fine la sua mancanza d'acume diventa abbastanza incredibile, è scappato da ridere a tutti quanti.
    Bellissima la ending theme, e splendida la casa degli zii: è la prima volta in cui mi sentirei di barattare la mia dimora con quella vista in un anime, giuro! E' un luogo di calore, serenità, casino, natura... splendida!

    Complessivamente un gran bel film (anche se la cura degli sfondi mi è sembrata molto maggiore che quella dedicata al chara dei personaggi :-\ ).
    Resta il fiato sospeso per il futuro dello studio Ghibli: perdere questo tipo di cinematografia sarebbe perdere una cosa importante nella storia della cultura mondiale, imho. Speriamo bene...

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  20. Visto l'altra sera...
    che dire... bello davvero.
    Sarò un ciuccio ma alcuni di Myazaki non li ho apprezzati come invece ho apprezzato questo. Forse non sono molto sensibile a certe tematiche prettamente giappo e quindi una trama come quella di Quando c'era Marnie si sposa di più ai miei gusti.

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  21. Da me purtroppo non lo danno. Mi toccherà aspettare dvd o che lo mandino a Rai 4...

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  22. senza scordarci (ché magari l'avranno pure già scritto, ma io non c'ho voglia di recuperarmi tutti i commenti :D) della bellezza infinita e cura maniacale per il dettaglio non solo di camere, appartamenti, case, averi, ricordi, ambientazione generale. ma del cibo. l'uovo all'occhio di bue per colazione tagliato perfettamente a metà con le bacchette e il rosso che un po' cola, morbido e liquido all'interno, e il pomodorino che scivola via alla zia, ma che riesce a recuperare con eleganza.
    cioè.
    dai.

    p.s.
    occhi scherzoni per i gufetti di legno.

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  23. Un pochino lento, ma delizioso

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  24. Sono stranamente indietro con i film Ghibli (mi mancano da Ponyo in poi, praticamente), ma questo lo vedro' appena possibile.

    E' stato molto bello l'annuncio di Miyazaki: "tornero' dalla pensione per fare un nuovo film in cgi e in 3d!" Il mio primo pensiero e' stato:
    "Ah Miyaza'... godete la pensione tranquillo!"

    Ora vado, che mi parte il gatto-autobus.

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  25. Complimenti Doc. Se non fosse che al momento non sono in Italia e ho altri magoncini da digerire mi avresti convinto a fare un salto al cinema. Ma posso sempre aggiungerlo al fantamucchio di roba da recuperare (seee....)

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  26. Visto questa sera.... mi sa che il cameriere ci ha portato la stessa bruschetta ;) . E proprio per questo mi è piaciuto moltissimo, nella sua levità e nei suoi temi mi ha ricordato i libri di Banana Yoshimoto. Anche se

    SPOILER
    forse la riappacificazione tra Anna e "zietta" è stata un po' frettolosa... bella nel suo non essere troppo "scena madre", forse è solo che sono giapponesi.

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  27. Visto oggi (e grazie Doc per il reminder!). Una cosa certamente secondaria ma che mi ha colpito molto è quanto sia giapponese nelle ambientazioni, dalle stazioni metropolitane ai bambini al parco giochi, alle ragazze in yukata per la festa al tempio... magari sbaglio, ma non capita spesso di vedere una rappresentazione così tipicamente fedele del giappone contemporaneo (fra l'altro in un opera tratta da un romanzo inglese e con una coprotagonista bionda). A un certo punto mi è venuto il riflesso di inchinarmi quando qualcuno lo faceva sullo schermo (oh, magari è solo la nostalgia del Sol Levante a parlare)

    Anna comunque fantastica nella sua fragilità risoluta, nel suo mettere mezzo metro di freddezza e formalità fra se stessa e il mondo, un personaggio notevole (si vede che mi è piaciuto, si?^)

    Io spero, fortissimamente spero che lo studio Gibli tenga... Nella mia vita ho bisogno dei piccoli momenti felicitristi che questi film mi regalano

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  28. Quando c'era Marnie i treni erano sempre in orario.

    Se io conoscessi il Giappone potrei adattare il gioco alla loro realtà, peccato.

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  29. Splendido: sinceramente, negli ultimi tempi mi risulta difficile emozionarmi in sala ma questa volta è successo. Yonebayashi alla sua seconda prova sposta l'asta della bravura diverse tacche più in alto (certo, Arrietty era un film diverso ma IMHO questa pellicola è superiore sotto tutti i punti di vista)...due note: come il Doc anch'io ad un certo punto ho avuto la sensazione di essermi "perso" nella trama, ma alla fine ho capito che quel punto rispecchia _esattamente_ la corrispondente confusione della protagonista! Seconda nota (dolente) per l'adattamento: per carità, si è visto di peggio, ma alcuni passaggi, tipo il dialogo tra Anna e Noruko al Tanabata, secondo me sono veramente stati adattati in modo pessimo (almeno è quello che intuisco non avevdo visto la versione originale).

    Ultimissima cosa: Doc (o chiunque lo sappia :-) ), è mai stato proposto un sondaggismo per chiedere quale romanzo si vorrebbe veder trasposto in pellicola?

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  30. L'ho visto l'altra sera, insieme a mio marito. A me è piaciuto, mi ha lasciato un senso di leggerezza, anche se la fine mi ha commosso. Lacrimoni a fiumi... (starò diventando vecchia, bho).

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  31. [contiene ROVINATORE]

    Visto ieri sera, tecnicamente è davvero bellissimo (va detto che l'ambientazione si presta particolarmente), Comunque in generale m'è piaciuto più di quello che mi aspettavo, soprattutto per il finale.. anch'io avevo intuito qualcosa, ma non tutto (pensavo che Marnie fosse la madre, non la nonna) e quando è venuto fuori l'argomento (uno dei pochi verso cui anch'io sono particolarmente sensibile) mi ha preso completamente in contropiedi e ciao, mi ha fregato alla grande... non sono un tipo che si commuove facilmente, questa volta però quando è partita la canzone sui titoli di coda non ce l'ho fatta e sono dovuto uscire dalla sala... e ho avuto il magone per tutta la sera, brutta roba i ricordi.

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  32. Visto. Ho avuto la malinconia per dei ricordi che non mi appartengono, ma che in qualche modo ho sentito miei.

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