Gobots, Rock Lords, Robo Machine: Bandai e gli "altri" Transformers
Ai tempi, non si capiva come fosse possibile. Chiedevi uno dei Transformers, e qualche parente generoso e volitivo, ma per forza di cose non ferrato nelle ultime tendenze di robot trasformabili nippoamericani, ti regalava una macchina convertibile in robot e viceversa, sì, che però non era un Transformers, ma qualcos'altro. Quel qualcos'altro, spesso ma non sempre, quando non era un tarocco da bancarella, era uno dei tanti modelli prodotti da Bandai, arrivati anche da noi, che facevano concorrenza ai Transformers di Takara/Hasbro. I Machine Robo poi diventati Robo Machine e quindi Gobots, ma anche i Rock Lords... e delle buffe uova-mostro finite nel modo più improbabile in una linea di giocattoli completamente diversa [...]
Qualche tempo fa stavi sfogliando un vecchio catalogo di giocattoli Bandai, quello giapponese del 1986, quando queste pagine dedicate alla serie Machine Robo ti hanno spalancato in testa un mare di ricordi. La linea Machine Robo (マシンロボ) venne lanciata nel Sol Levante da Bandai, attraverso la divisione Popy, nel 1982. Lo scopo alquanto evidente di questi robot che si trasformavano in veicoli era duellare sul mercato con i Diaclone di Takara, e lo scontro entrò nel vivo con i Car Robots di quest'ultima. Per quanto la linea Diaclone fosse precedente, infatti, i Car Robots - che diventeranno di lì a poco in America i Transformers Optimus Prime e compagni - sono usciti in Giappone nell'82, praticamente in contemporanea con i Machine Robo di Bandai.
Machine Robo da una parte, insomma, Car Robots dall'altra.
A ogni modo, i Machine Robo vengono portati a metà anni Ottanta da Bandai in Europa, Italia compresa, invertendo le due parole nel nome: Robo Machine. E nell'86, se leggevi Topolino tutte le settimane, non potevi non accorgertene dei Robo Machine. Il mare di ricordi di cui sopra ha gonfiato le sue onde con queste due fotine:
Potrebbero sembrare dei combiner scamuffi ispirati a Devastator e colleghi (un vecchissimo post sull'argomento), ma per te sono alcuni dei giocattoli dal maggior fascino di sempre. Per la semplicissima ragione che sbavasti per mesi su queste foto, senza possederne mai mezzo:
Robo Machine Puzzler, con le sue pubblicità spicce che non guardavano in faccia a nessuno ("Una macchinina che si trasforma in robot", "Una automobilina magica che diventa robot", "Una automobile molto furba che si trasforma in un intelligente robot"), si dava il cambio con il demoniaco Robo Machine Puzzler Fiends, composto assemblando sei demoni-mostro. Oh, è fico ancora oggi. In Giappone, peraltro, veniva venduto con il tranquillissimo nome di Devil Satan 6.
Dal 1983, l'azienda di giocattoli americana Tonka ha iniziato intanto a importare in massa i Machine Robo/Robo Machine negli USA, creando il brand GoBots. Questo un anno prima, attenzione, dell'arrivo dei Transformers di Hasbro.
Le due linee, GoBots e Transformers, hanno un'infinità di punti di contatto: in entrambe, i veicoli trasformabili sono ora esseri senzienti e non più semplici mezzi pilotati da umani come erano in Giappone; e per tutte e due, per spingere le vendite dei giocattoli in America - dove, grazie alla deregulation di Reagan, è possibile ora pubblicizzare quanto ti pare dei pupazzetti con un cartoon promozionale - è la serie animata il mezzo per accedere al cuore dei ragazzini e al portafogli dei genitori.
Nasce così il cartoon Challenge of the GoBots, con le avventure di Leader-1, Tank, Turbo, Fitor, amici e nemici. Guardians contro Renegades, in 65 episodi divisi in due stagioni, tra l'83 e l'84, prodotti da Hanna-Barbera. Da noi arriverà solo nell'87, con il titolo I Gobots, su Junior TV.
Nasce così il cartoon Challenge of the GoBots, con le avventure di Leader-1, Tank, Turbo, Fitor, amici e nemici. Guardians contro Renegades, in 65 episodi divisi in due stagioni, tra l'83 e l'84, prodotti da Hanna-Barbera. Da noi arriverà solo nell'87, con il titolo I Gobots, su Junior TV.
Dalla serie animata nascono videogiochi, libri illustrati per bambini (a cui collabora anche il grande Steve Ditko, il co-creatore di Spider-Man) e soprattutto il film per il grande schermo GoBots: Battle of the Rock Lords (1986),
Un film in cui, appunto, i GoBots si imbattono in un popolo di rocce-robot, i Rock Lords. Anche i Rock Lords diventano una linea di giocattoli di Bandai, pure questa importata in Italia dall'azienda giapponese e pubblicizzata in modo massiccio su Topolino nell'86. Solo alcune delle pubblicità pubblicate ai tempi sul settimanale:
I Machine Robo avrebbero poi proseguito le loro avventure animate in Giappone, con Machine Robo: Revenge of Cronos (1986) di Ashi Productions e vari altri titoli fino all'inizio del nuovo millennio (Machine Robo Rescue è del 2003).
Un film in cui, appunto, i GoBots si imbattono in un popolo di rocce-robot, i Rock Lords. Anche i Rock Lords diventano una linea di giocattoli di Bandai, pure questa importata in Italia dall'azienda giapponese e pubblicizzata in modo massiccio su Topolino nell'86. Solo alcune delle pubblicità pubblicate ai tempi sul settimanale:
I Machine Robo avrebbero poi proseguito le loro avventure animate in Giappone, con Machine Robo: Revenge of Cronos (1986) di Ashi Productions e vari altri titoli fino all'inizio del nuovo millennio (Machine Robo Rescue è del 2003).
Tornando ai giocattoli, nel 1986 i Rock Lords non erano gli unici trasformabili bizzarri della produzione Bandai. Erano stati infatti preceduti dai Tamagoras (タマゴラス), delle buffe uova che diventavano vari tipi di animali. Qui li vediamo far danni in un allegro allestimento da campetto della scuola:
Ricorda niente? Come sa ogni fan del MOTU (e/o chi ha letto il libro che hai scritto con l'amico Emiliano Santalucia qualche anno fa, La Storia dei Masters), i Tamagoras vennero importati in Occidente da Mattel, per infilarli forzatamente in una wave dei Masters of the Universe, dopo averli ribattezzati Meteorbs. Dal suddetto librone sui Masters:
Questi buffi animali vennero legati come tema agli Uomini Roccia dei Masters dell'anno prima, Stonedar e Rokkon, e loro uova diventarono "comete", perché il tema nel 1986 era caldissimo per via del passaggio della cometa di Halley.
Per sapere: qualcuno di voialtri l'ha mai avuto, il cugino demoniaco di Devastator?











Io io!
RispondiEliminaIl Puzzler Fiends, conosciuto anche come Monsterous, aveva come qualità il basso prezzo rispetto ai corrispettivi Hasbro/Takara, la presenza di metallo e...basta. In modalità combinata aveva la posabilità di un posacenere e la stabilità di un castello di carte. Però, oh, quanto carisma.
Proprio per via del prezzo basso non era raro che qualche Gobots finisse in collezione in periodi lontani da feste "canoniche" in cui magari il parentado scuciva qualcosa in più. A oggi ho recuperato un paio di Rock Lords e ripenso con una punta di affetto ai cuginetti "poveri" dei Transformers.
Ecco, vedi? Grazie per la testimonianza!
EliminaAh, tra l'altro: visto che da poco l'IP dei Gobots è proprietà Hasbro, non è peccato sperare in una futura riedizione sotto la linea TF di questi bei tomi - analogamente a quanto è accaduto per Crasher, per dire.
RispondiEliminaPresente (con tanto di tshirt che sfoggio con orgoglio)! Mia madre mi prese un auto dei Gobots (MR-08) mentre in realtà bramavo Wheeljack/Saetta...vabbè, passata la delusione un po' mi ci sono affezionato.
RispondiEliminaSe non ricordo male nella serie animata, 5 gobots qualunque si potevano unire in una combinato tramite una sorta di "espansione"
Ricordo anche io, ma molto vagamente, qualcosa del genere. È una delle poche serie dell'epoca di cui non ho mai rivisto manco mezzo episodio.
Eliminaricordo benissimo i cartoni dei Gobots e che qualche giocattolo arrivò pure a casa, insieme a Transformers e tarocchi...e ricordo anche quella bella automobile rossa, dalla trasformazione strana, in cui l'intero abitacolo diventava il "capoccione" del robot finale...e infine ricordo pure un altro robot assemblabile, di qualità infima e composto da sei automobiline dai nomi incredibili ("Porschbot, Cadillbot, Fiatbot, Pontiabot, Chrishlbot) che acquistai a un prezzo incredibilmente ridicolo.... credo che già nel pomeriggio di quel giorno, si ruppero le prime automobiline....
RispondiEliminaI trasformabili con l'abitacolo che diventava la testa del robot erano la linea Machine Robo DX, sempre di Bandai. Ne ho avuto uno, ne scrivevo in questo vecchio post:
Eliminahttps://docmanhattan.blogspot.com/2014/12/30-giocattoli-degli-anni-80-del-cuore.html
ora che le guardo meglio..... quella trivella stile "I-zenborg", quel camion rosso e blu lì accanto...e, ancora, quella gialla Renault di F.1 (acquistata per 9000 lire al tabaccaio sotto casa dei nonni...) e quella moto della polizia... che voragini di ricordi che si aprono!!!
Eliminarecuperato il vecchio post... che avevo pure commentato.... e che adesso, riguardandolo, mi provoca analoghe sensazioni....
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