Kentozzi in Una poltrona in carrozza per due

Barbie Mago Mirkos Kentozzi

Un Natale senza un nuovo fumetto surreale di Kentozzi pescato dal mega-archivio di quelli ancora non pubblicati? Dai, su, se no pare brutto. Tanto più visto che in questa storia ha un ruolo di primissimo piano (e un abito a causa del quale hanno spiccato un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti) quella vecchia lenza del Mago Mirkos. Kentozzi, l'Algida Stronza, una carrozza e Mirkos regista di pellicole d'autore in Europa. Roba zozza forte, chiaro [...]


Ed ecco qua. Si parte da uno di quei titoli autogalvanizzanti in cui Barbie (qui Barbie Crystal. Per l'angosciante verità del suo rapporto con l'omonimo Cavaliere del Cigno dei Cavalieri dello Zodiaco, si veda qui) si dà da sola della bellissima. La perfida è a casa sua, un grazioso salottino con una figurina panini di Totti incorniciata sul tavolino e una foto di famiglia del tardo Ottocento alla parete.

Nella posta c'è la lettera di John Ross, che invita l'Algida Stronza al galà di Natale,


Ma come, è il famoso regista!, le ricorda al telefono l'amica Marina, a cui hanno detonato il guardaroba con un pacco di raudi. Il regista John Ross (Mirkos) ha girato con Christie un film in Scozia. Chiaramente un p0rnazzo, ma arricchito dalla partecipazione di un, uh, finto fantasma ladro di gioielli, vestito come una bambina che fa la prima comunione nel KKK.

Il mistero del furto di preziosi era stato comunque brillantemente risolto, come testimoniano quei cuscini gettati a terra e Kentozzi che fa dei gesti volgari dietro i suoi occhiali psicotronici venuti dal futuro. O la sua erezione importante che lo guida come un rabdomante verso Marina.


Barbie non ha un abito speciale per la serata, ma casualmente gliene viene recapitato uno in dono giusto in quell'istante, da un corriere con il berretto da poliziotto svizzero malvagio. Si tratta di un regalo di Ken, il cui bigliettino sprizza poesia, originalità e talmente tanta fantasia che è arrivato Topolino apprendista stregone a stringerli la mano mentre lo scriveva.


L'abito è ovviamente un palloncino orribile con dei nastrini di plastica tipo pacchetto regalo di san valentino dei cinesi appiccicati sopra, e ha un diametro di quattro metri che per andare in giro ci vuole un furgone. "Mi sembra di essere la protagonista di una fiaba", dice l'Algida. Una principessa. E le battute sui piselli si sprecano.


Visto che Ken ci tiene a non strafare, ha in mente una serata tranquilla, all'insegna dell'understatement, oltre all'abito orribile gigantesco per lei ha noleggiato una carrozza da matrimonio dei camorristi con un povero cavallo a cui hanno fatto la tinta rosa come le vecchie americane inquietanti in tuta che s'incontrano in aeroporto.

Lui è elegantissimo, nel suo completo di alluminio colorato che gli impedisce di muoversi, respirare, pensare. Notiamo subito, però, che non si tratta del vecchio Kentozzi, ma - visto che siamo nel 1993 - di uno dei suoi tanti surrogati/supplenti con chiome assortite. Tanto uno zerbino vale l'altro.

E no, non si tratta neanche di RoccoKen, il Ken trombatore che i lettori di questa rubrica ricorderanno, perché altrimenti al posto della carrozza avrebbe portato un camper con il letto a tre piazze e un paio di amiche. Nel tripudio di superlativi assoluti,


e di aria di... Natale, con quei punti che lasciano intendere chissà cosa, i due raggiungono il galà in carrozza. Cioè praticamente il set del videoclip di I like Chopin di Gazebo.

L'eleganza del Ken moretto, con il suo pantalone fatto di squame di serpente aperto sul pacco, nulla può contro il completo spaziale del Mago Mirkos regista: abito bianco dai risvolti dorati, camicia nera da texano, papillon appuntato sotto lo sterno. E un bel bicchiere di fragolino per accompagnare.

Con un plot twist pazzesco, scopriamo che il Mirkos regista è anche molto attivo nel sociale, perché si occupa di un'associazione che aiuta i bambini poveri. Si chiama Es. Pianto Dio R. Gani a Buon Mercato International. Onlus.


L'associazione riscuote subito un enorme successo e s'iscrivono tutti. Ma proprio mentre il Mirkos regista sta per proporre la parte da protagonista all'Algida per il suo prossimo masterpezzo natalizio, il film Una porcona per due, Ken trascina fuori la sua amata amica del cuore, per un romantico giro in carrozza al chiaro di luna.

Ma Barbie s'impadronisce delle redini, fa partire al galoppo il cavallo Incantevolecrimo, e va a fare le derapate giù in centro. E gli sbirri corrieri muti.


Chiudiamo con il solito giro di pubblicità pescate dal magazine. Come la lavabiancheria (funzionante) di Barbie, giusto per inquinare un po' di più gli oceani, bastardi,


o il Golden Camper con "volante, cruscotto, specchietto retrovisore, cerchi, candelieri, piatti e bicchieri, rubinetti, maniglie e SCALETTA" d'oro. Per una faccenda di buon gusto e di schiavismo, ché tanto alla regina dell'universo, qua, sai che cacchio frega. Dice che è passato un emiro arabo e nel vedere il camper ha detto Uànima che tamarrata, oh, minchia. Il camper, peraltro, si trasforma in "un agile fuoristrada per le corse più pazze nel vento".

Concetti di vita appresi grazie a questo giocattolo: plutocrazia e sticazzi del codice della strada, scialla.


Con 1.900 lire in più ti davano l'orologio di Barbie con le scrittine Hollywood Hair, cioè con i capelli impregnati di bamba,


mentre questa è infine Barbie Gran Galà, che sembra una vecchia baldracca ottocentesca di corte, e che sta scivolando clamorosamente sul parquet e stramazzerà al suolo di lì a pochissimo.

Oh, qui ridiamo e scherziamo, ma tu hai babbo natale ha dovuto comprare al piccolo terremoto la macchina di Barbie. È la fine. La fine di tutto. Addio.

Come sempre, un enorme grazie ad Elisabetta/Lilletta Ely per le scan!


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Commenti

  1. +++++++ QUESTA è Maddalena Crocifissa Barbara Laqualunque (il cognome vi dice niente?!), MEGLIO CONOSCIUTA COME....... BARBIE.
    Negli anni '80 e tra edonismo, Milano da bere e prodromi di Lega Lombarda si vergognava delle sue origini meridionali e si cambiò il nome. Lei però ovvviamentenon lo ammetterà mai.
    Il gusto per la pacchianeria però la tradisce. La VERITA' è che è figlia del politico Cetto Laqualunque e il camper dorato e i vestiti firmati SE LI È COMPRATO COI SOLDI DELLA KA$TA! (cioè coi NOSTRI!!!!). E i terremotati???! E noi che lavoriamo fino a 68 anni??!!ù

    FATE GIRARE PRIMA CHE CENSURINO!!!!!

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  2. Non c'è un modo migliore di festeggiare il NASALE che con una avventura del Passato ... anzi si potrebbe pensare ad un remake di Canto di Natale con l'Algida e Ken protagonisti ... Buon Nasale Antro e Deboscia Tutta e un abbraccio speciale al nostro Anfitrione DOC ! ( ovviamnete simao pronti per il discorso a Social Unificati )

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  3. Che grande ritorno!
    Aggiungiamo resista e filantropo ai mestieri del buon Mirkos

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  4. Lascia perdere...che ho evitato di un soffio il trittico camper - aereo - fiat 500 dell' algida.
    79 Carte l'uno, mannaggia li pescetti.
    Alla fine l'ho convinta con un bonario TESORO DI PAPA'...MA CHE GATSU TE NE FAI, DI QUELLA ROBA?!
    Mi ha dato ragione, e ha dirottato sui Lego Friends.
    In gamba, la mia figliola.

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  5. Doc devo recuperare la serie di kentozzi dull'antro
    C'è un ordine preciso in cui leggerli o vado in ordine di pubblicazione? XD

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    1. No, ma figurati, è entropia pura. Leggili tranquillamente nell'ordine che preferisci :)

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    2. @sam
      Consiglio però di leggerli in ordine di pubblicazione altrimenti ti rovini i Ken-spoiler e non cogli le referenze! ;-)

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  6. La macchina dell'Algida e cos è, una Bugatti Veyron limited edition, con i cerchi tempestati di Swarovski??? Comunque hai ragione, è un segno che tutto sta andando a rotoli... Addio di buone feste anche a te!

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    1. Io nel momento dell'acquisto come il sergente Elias di Platoon.
      La guerra è persa, ragazzi. Persa.

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  7. Non potevamo chiedere miglior regalo, grazie

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  8. Povero Kentozzi,che vita sottomessa... Auguri a tutti!

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  9. Piccoli pensierini natalizi sull'ennesimo fumetto Kentozziano.
    Ma le avventure dell'Algida hanno influenzato (e ispirato) i costumi (e i programmi) a venire.
    La poracciata del galà con annesso vestito cinesata e giro su calesse è diventato il leit motif del Castello delle Cerimonie.
    La stessa Barbie Gran Galà è l'emblema di quei poracci di Uomini e Donne quando fanno le sfilate, sentendosi qualcuno...
    Il Golden Camper è poi diventato la base del Dottor Stranamore...
    Senza contare il buon Mago Mirkos aka Burt Reynolds aka Umberto Smaila, emblema di un certo tipo di TV à la "Colpo Grosso"...
    Insomma è stato riciclato tutto!!

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    1. Ho come l'idea che non sei poi andato tanto lontano dal vero, Danie'.
      Le barzellette di sicuro, come ha dimostrato un post precedente.
      Per La Sai L' Ultima, nella fattispecie.

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  10. Il giusto contrappasso per il Doc, Barbie alla fine vince sempre

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  11. il Mago Mirkos è Ted DiBiase, ha solo i colori del vestito invertiti

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  12. È vero, il corriere ha un inquietante berretto da poliziotto svizzero! :D Ma come fai a tirar fuori questi particolari VERI, Doc? :)))
    Auguroni, e non preoccuparti per la prole: si ravvederà presto. Un po' come il catechismo che abbiamo subìto da piccoli: sono passaggi pressoché obbligati, che però alla fine ti lasciano vaccinato ;)

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  13. Non esistono parole appropriate per ringraziare Lilletta.
    E il Doc per aver pubblicato queste delizie.
    Ma la storia del ladro di gioielli travestito da fantasma non mi è nuova, non era già stata pubblicata?

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