Bohemian Rhapsody: il film perfetto sui Queen (per una prima serata su Rai 1)

Bohemian Rhapsody recensione

C'è una cosa che hai trovato davvero molto bella e coinvolgente in Bohemian Rhapsody, il film (quasi tutto) di Bryan Singer sulla vita di Freddie Mercury e sul suo rapporto con i Queen. Ma non è merito del film [...]


Se il pubblico in sala si trova a canticchiare le canzoni, a battere le mani a tempo con We Will Rock You e a trasformare insomma lunghi tratti della proiezione in una sorta di estemporaneo karaoke tra sconosciuti, com'è successo ieri dove l'hai visto te e, presumibilmente, da un sacco di altre parti, non è perché Singer, le sue macchine da cucire e la produzione hanno fatto un buon lavoro. È perché alla gente piace la musica dei Queen ed è lì per ascoltare la musica dei Queen.

E se ci si accontenta di quello, se in un film dei Queen basta girino alcuni dei più grandi successi della band, cantati un po' tramite registrazioni originali, un po' da un imitatore scelto apposta, un minimo dall'interprete, se ci si accontenta di sentire un po' di brani e mezze cover, allora ok. Ma per quello bastano pure i dischi, i DVD e YouTube, là ci sono tutti i Queen veri o imitati che vuoi, quando vuoi.

Un film è un film, e come tale dovrebbe reggersi in piedi anche per meriti propri. E Bohemian Rhapsody di meriti, di suo, ne ha pochi.


Qualche giorno fa scrivevi in questo pezzo su IGN quanto i biopic ti facciano strano, come camminino per te su un filo di sospensione dell'incredulità molto sottile, tanto più sottile quanto la figura interpretata è nota. Bohemian Rhapsody, dicevi lì, è in tal senso la tempesta perfetta, perché sovrappone a una star assoluta della musica, vista e rivista in milioni di video e interviste, un attore che conosci bene, essendoti sciroppato tutta Mr. Robot.

Rami Malek è bravo, sia chiaro. E non solo (hai detto niente) perché recita con una dentiera da coniglio. Ha studiato ogni singola mossa di Mercury al Live Aid, e con quella protesi in bocca, i baffi e gli occhiali a specchio gli somiglia anche abbastanza, non fosse che non ha minimamente il fisico, e si vede (ha grossomodo l'età che aveva Mercury a Wembley e quasi la stessa altezza, ma sembra il figlio. Il Piccolo Fan dalla Milo).
Ma alla fine questo è un dettaglio: perché neanche rendere il protagonista somigliante basta a fare un buon film. O tale e quale show di Conti sarebbe una fabbrica da Oscar.

Quello che di Mercury andava reso e non spunta quasi per niente, è la personalità. Per lunghi tratti, il Mercury di Malek, quando non fa il divo, è un bambino lento di comprendonio raggirato dal suo personale Lucignolo. Un conto è mostrare l'influenza che un tizio ha davvero avuto nella sua vita, un altro trasformare il protagonista in un ebete per scaricare vizi e debolezze su una causa esterna con la faccia da malandrino.

C'è molto la star, latita l'uomo, in Bohemian Rhapsody, e quando pure se ne ricordano, Singer e gli altri, la sua solitudine, il suo dramma, la consapevolezza della malattia (ci ritorniamo tra un attimo) sono affidati a momenti resi in modo abbastanza pedestre, come lo scambio con il ragazzo malato nel corridoio, che si mescolano peraltro male con il resto e la sua glassa glam.

L'edulcorazione pressoché totale del suo stile di vita, appena accennato quasi si avesse paura di dire al mondo quello che sa, non aiuta, e non fa che mettere in mostra uno dei grandi problemi dietro alla produzione di questo film, il siluramento di Sacha Baron Cohen e la girandola di registi e sceneggiatori, spesso perché invisi a Brian May e Roger Taylor. E quale distacco vuoi avere nel raccontare la storia di una band, se i due superstiti di spicco del gruppo ci mettono becco?

L'ultimo regista, Bryan Singer, è stato fatto fuori due settimane prima della fine delle riprese per assenza ingiustificata sul set, e pare più che altro per scazzi con Malek, ma il fatto che Cohen sia stato allontanato perché non aveva la stessa "visione" di May e Taylor la dice lunga. Dove per "visione" si intende fare un film che trasformi i momenti clou della storia della band in una recita parrocchiale.

C'è pure Ditocorto, anche qui sempre con le spalle a un muro. Quest'uomo ha trascorso metà della sua carriera appoggiato a un muro.

C'è questa cosa sinceramente risibile, in Bohemian Rhapsody, del mostrare in modo superdidascalico e iperbuonista la nascita di pezzi come We Will Rock You o Bohemian Rhapsody. Tutti amici, tutti fratelli, tutti buoni e sempre lì tutti insieme, quando conta, come in un anime. A costruire lo snodo narrativo aggiungendo al volo ognuno un pezzetto di dialogo e rispettando la ripartizione di ruoli da cartone anni 80: il saggio May, la testa calda Taylor, l'estroso e carismatico che va per i cazzi suoi Mercury e il tontolone che non conta un cazzo Deacon.

Tanto che per buttare un po' di dramma nella faccenda, ricordandosi quello che ti insegnano alle scuole di cinema quando hai tipo 18 anni, ci s'inventa di sana pianta una frattura nel gruppo per ragioni mai esistite. E, andando dietro alla cosa, si cambiano date, eventi, situazioni a nastro. È un film sulla storia dei Queen, tranne che no, questa non è proprio la storia dei Queen.


Facciamo a capirci: lo sai benissimo che in tutti i biopic c'è, per motivi di drammatizzazione, la tendenza a cambiare alcune cose, esagerare, riassumere, spostare fatti. E lo sai perché non sono documentari e perché spesso c'è tanto di cartello all'inizio a ricordarlo ai più ottusi.

Solo che in un film che copre un pezzo della storia dei Queen e del loro leader, dal'70 al Live Aid a Wembley nell'85, visto che non c'è alcun estro artistico nel presentare i protagonisti, visto che sono solo buttati lì con questo piglio registico da dopolavoro ferroviario ricoperto di zucchero e marzapane, si nota ancora di più. Per fare un esempio facile, Rush di Howard ha diverse inesattezze storiche e si basa su una versione supersaiyan della vera rivalità tra Hunt e Lauda. Ma è un filmdellamadonna e chi se ne frega.

Qui, a parte il bravo Malek lasciato spesso a cavarsela da solo, manca proprio il resto che ti porti a fregartene, c'è solo l'anacronismo feroce e il vabbè che si tira appresso quando non stai a canticchiare.


Ora, te sei un moderato fan della band, nel senso che ti piace la loro musica, adori la voce di Freddie, eccetera. Ma non hai mai comprato un libro sulla storia dei Queen, per dire. Eppure lo sai benissimo che Freddie l'Aids non sapeva di averlo nell'85, che l'avrebbe scoperto solo anni dopo e a che a May e gli altri lo avrebbe detto due anni prima di morire o giù di lì; che Deacon non è stato il primo bassista dei Queen; che, soprattutto, menare il torrone sui litigi interni al gruppo per l'album da solista di Mercury è una puttanata, perché Taylor e May hanno pubblicato un proprio album personale prima di Freddie.

Lo sai perché Star Fleet Project di Brian May ('83), aveva tra le altre cose in copertina il cacchio di robottone di X-Bomber e conteneva una cover della sigla di quella serie, feat. Eddie Van Halen. Non c'è stata nessuna reunion per il Live Aid perché The Works è uscito nell'84 e nei mesi successivi la band era stata in tour in tutto il pianeta, finendo a cantare Radio Ga Ga e I Want to Break Free pure a Milano, in due date a settembre.

E oh, magari sei te.

Ma se a te, fan moderato, certe cose sanno di WTF, di agiografico rimpasto da biobic sempliciotto dove serve e senza testicoli dove dovrebbe averceli, a un fan vero che effetto fanno? Chiedi, eh. Magari frega un cazzo a nessuno e battiamo le mani e pestiamo coi piedi e se sei felice tu lo sai schiocca le dita tutti assieme. Ma quello è Mamma mia! con i Queen al posto degli ABBA, però. Oh, mama mia, mama mia (Mama mia, let me go).


Non basta truccare bene un attore e neanche un bravo attore per fare un film che abbia un suo spessore e una sua ragion d'essere, se l'unica cosa che riesci ad aggiungere di tuo, in una totale assenza di estro artistico frutto di una produzione così incasinata e pilotata dall'alto, è a) un'edulcorazione da prima serata su Rai 1 imposta da metà di quella band per una botta di autoindulgenza, e b) un rimescolamento degli eventi giusto per caricare di dramma posticcio il concertone storico e chiudere how conveniently là la faccenda.

Ché le canzoni dei Queen sono bellissime e ok, ma alla fine, nella lunga strada dei biopic senza rischi e che la gente va a vedere per il personaggio ritratto e magari si fa andare bene qualsiasi cosa per amore nei confronti dello stesso, non è che concettualmente siamo davvero lontani dal padrepio di Castellitto.
Bohemian Rhapsody
Recensito da: DocManhattan DocManhattan Data: Dec 02 2018
Voto: 2,5
41 

Commenti

  1. Era quella la mia paura, aggiungo anche che ho letto di un Mercury in cui l’omosessualità viene trattata in maniera superficiale e dove non viene mostrata la sua dipendenza dalla cocaina (sesso e cocaina erano le sue ossessioni, basta pensare alle feste che faceva, e purtroppo hanno portato alla sua rovina). Oltre al fatto che tutta la storia sembra sia stata annacquata parecchio e fatta diventare la favola del Mulino Bianco, ed era uno dei motivi (se non IL MOTIVO) per cui Baron Cohen fu fatto fuori dal progetto, lui voleva una storia più realistica e che facesse luce anche sulle parti buie della band e di Freddie, e invece ci ritroviamo la versione per famiglie.

    Peccato. Aspetterò l’uscita in Blu-ray per vederlo.

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    1. Oh, ma la coca c'è (un ripiano a specchio sporco inquadrato per mezzo secondo). E i festini folli anche (una festa superpettinata che da studente ne hai visto tipo mille più folli e con la gente davvero sdraiata). E l'omosessualità pure (due baci). E sì, è tutto così.

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    2. (so che non frega un ciuffo a nessuno a sto punto, ma) il mio PdF interiore ci tiene a sottolineare che il compianto FM fosse molto probabilmente bisessuale/pansessuale/anda-e-rianda, che paradossalmente è una posizione (ahah ehm) ancora più difficile da gestire in una fiction di Rai1 o equivalente: moltopiù "safe" una versione edulcorata a livello Mio Mini Pony della generica omosessualità.

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  2. >> e il tontolone che non conta un cazzo Deacon.

    mi permetto di spezzare un paio di arance per John Deacon, persona mite e "normale" e bassista perfetto per quello che doveva fare (ascoltate la musica dei Queen in cuffia e/o con un buon impianto: le parti di basso sono *perfette* per timbro, efficacia, sobrietà, sono una parte fondamentale del suono della band. ecco. : )

    per il resto, pare normale e purtroppo ampiamente prevedibile lo straight-washing - o per meglio dire "norm-washing": la codardia del "don't ask, don't tell", perché dio scampi la gggente o (omioddio nessuno pensa a)i bbbambini possano ricevere informazioni neutre sulla bi/pansessualità di FM, o sfiorate il concetto che puoi essere una persona contraddittoria e fare "cose brutte" (gggiooga, "ballare il tango posteriore", etc) e "cose belle", e così via.

    questo me lo aspetto da Hollywood, un poco meno da Taylor e, soprattutto, May (tu quoque, Brian??).

    e aggiungo: Brian May con una Les Paul? capisco il product placement, ma stai praticamente dando un sassofono a Jimi Hendrix in un biopic su Jimi Hendrix...

    (ho finito, scusate lo sfogo multiplo)

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    1. Sul Deacon tontolone mi riferivo ovviamente alla caratterizzazione che se ne dà nel film, assegnandogli quel ruolo perché gli altri stereotipi erano già occupati. Anche la paternità di Another One Bites the Dust gli viene assegnata così, con l'equivalente narrativo di una pacca sulla spalla e un bravo, ragazzo, ora lascia fare agli adulti.

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    2. ...nono, si capiva che non fosse una tua opinione sul personaggio, ma un "riportare critico" dell'approccio degli sceneggiatori.
      è solo che una delle mie regole di vita è "ogni volta che puoi, spezza un'arancia per John Deacon" (lo so, la gente è strana... :)

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    3. ...e la "pacca sulla spalla" narrativa per "hai scritto uno dei riferimenti storici per la disco-pop E uno dei riff di basso più famosi di tutti i tempi" è proprio la ciliegina sulla torta (non diciamo torta di cosa, ma ci siamo capiti).

      ...è proprio vero che "bravi ragazzi" e "sceneggiatori pigri" non vanno molto d'accordo...

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    4. Non ho ancora visto il film, ma pure io sono una di quelli che, se si parla dei Queen, ha una simpatia particolare per Deacon, il suo basso, il suo Deacy Amp e quelle belle interviste che ti riconciliano con la morte. ^_^ Pertanto sono moderatamente curiosa di scoprire com'è stata gestita la sua figura, dal momento che May e Taylor hanno esercitato un controllo assoluto sul film, mentre Deacon avrebbe più o meno detto "Fate vobis, ormai di quel che si può pensare di me non mi importa più niente, inviatemi la mia quota e buona fortuna". Il mio timore è che il Deacon del film venga "buttato lì", per così dire: sappiamo che c'era, era tanto una brava persona, ma concentriamoci sulle cose davvero importanti, eh. Però, le "altre cose", sono state trattate in maniera decente oppure no? Andrò a vedere il film per togliermi questo dubbio e formulare un parere personale.

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    5. Deacon si è ritirato dalle scene vent'anni fa, praticamente. Il vero bassista carismatico.

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    6. >>> Aspe, spezzare un’arancia?

      yep, serve un poco di forza e un sacco di Scottex, ma ne vale la pena.

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    7. scusate ma non posso non cogliere l'occasione...

      anni fa trovai un """""bellissimo""""" (uh, guarda, stupendo proprio...) blog su Brian May e compari in cui si sostengono queste tesi (copio-incollo perchè sono tante e lunghe da tradurre):

      -IS a known Freemason
      -BRAINWASHED Freddie Mercury into participating in his music group.
      -LIED to the public -and everyone - for years.
      -TRANSFORMED drummer Roger Taylor into a cybernetic drone to do his bidding.
      -ACQUIRED the HIV virus from his Illuminati ties.
      -INFECTED Freddie Mercury with the super-strain.
      -PROFITED from his death.
      -REPLACED the man who brought him fame and fortune.
      -THREATENED to kill John Deacon - and his whole family - if he ever revealed the truth

      Doc, so che non si dovrebbero copiancollare cose prese da altri siti, soprattutto senza citare la fonte, ma vista la quantità di stupidaggini non ho idea di come comportarmi...

      "chiedo scudo" per l'eventuale violazione delle regole del blog

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    8. Solo una cosa: Brian May ha usato una Les Paul per tutto il tour di Sheer Heart Attack (e in quello di A day at the races se la portava dietro come scorta, prima che gli facessero una replica della Red Special). In un video (in playback) di Now I'm here del 1974 Brian ha proprio una Les Paul. Nel film comunque in quella scena vale tutto, perché la chitarra ritmica in studio l'aveva suonata John ;-)

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  3. Vorrei anche la recensione de i doors di mi pare oliver stone. Lo vidi da regazzino e mi piacque. Chissà come sarebbe con gli occhi da anziano!

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  4. Era la mia paura,edulcorare tutto,accennare forse le cose scomode,quando hai citato Rush ci stavo pensando anche io,da super fissato con la F1,lo considero un gran film,romanzato alla grande con delle parti fantasia ma ci sta altrimenti sarebbe un documentario e piacerebbe solo agli appassionati come lo sono io. Non perdono solo che non hanno menzionato il povero Merzario.
    Per questo film,che non ho visto,mi baso su quello che leggo,mi sa che l’inquisizione ha caricato il fucile a pallettoni,un personaggio come FM che io ammiro,mi piace tanto,ha avuto una vita rock come si dice,non si può con un colpo di spugna nascondere tutto,se poi si inventano anche storie finte sulla band ... Boh non so.. mi sa che aspetto che esce su sky cinema lo faccio registrare e la prima volta che sono dai miei lo guardo. Peccato poteva essere una bella occasione.
    Dalle foto sembra davvero un bambino che imita il Grande Freddie...

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  5. Che peccato, un occasione d'oro sprecata. La vita di Freddie Mercury e la storia dei Queen è davvero interessantissima, però se viene ridotta alla versione Pegi 7 diventa un film fatto per chi conosce solo We Are The Champions e We Will Rock You e va a vedere il film senza sapere nulla della vera storia, immaginandone così una completamente diversa. Spero che tutte le attenzioni ricevute dai media non causino una reazione a catena di film simili ma di altri artisti o gruppi, o che almeno vengano fatti per quello che sono e non venga mascherata la realtà.

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  6. Il film (come impianto, sceneggiatura) è un pastrocchio senza capo né coda, un semplice veicolo per la musica dei Queen. Ciò non toglie che stai due ore attaccato alla poltrona a cantare come un cretino e a farti venire pelle d'oca e financo i lucciconi quando partono i pezzoni giusti al momento giusto. La sensazione è di aver visto un'amorevole playlist, tipo le cassette che facevi negli anni 90 per fare colpo sulle ragazze che ti piacevano. Far fare a Hollywood un film del genere comunque per me è intelligente quanto più o meno far girare a Jodorovsky il remake della casa nella prateria. E comunque Singer è stato allontanato a fine produzione per le accuse di stupro di un ragazzo minorenne all'epoca dei fatti.

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  8. Non ho mai amato i biopic. Non lr guardo. Non li guarderò.
    E anche com le biografie vado coi piedi di piombo.
    Lo so, sono strana ...

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  9. Me l'aspettavo.
    Anche se, a dire il vero, ci ho sperato fino all'ultimo in qualcosa di piu'.
    Qualcosa che si avvicinasse per lo meno a LA BAMBA (il miglior esempio di biografia di stampo musicale, a mio giudizio).
    Persino THE DOORS, con tutti i suoi difetti (diciamolo, era veramente una kahata. Decisamente non e' il film con cui Stone e' passato alla storia), era riuscito a mostrare meglio il rapporto conflittuale tra Morrison ed il resto della band, con la successiva rottura (anche di zebedei, da parte di Manzarek e soci).
    Ma parlando di Freddie...non mi sorprende. Alla fine, rientra tutto nel modo in cui hanno voluto rappresentare la sua figura, il suo ricordo.
    Da anni Ray e Taylor continuano a sostenere il seguente motto:
    "VOGLIAMO CHE DEI QUEEN SI RICORDINO SOPRATTUTTO LE CANZONI!!"
    E quindi non c'e' da stupirsi se il film omaggia principalmente il Mercury artista.
    Pero' e' un peccato.
    Non apprezzo Sasha Baron Cohen, ma ritengo che la sua presenza avrebbe fatto risaltare maggiormente gli eccessi e le ambiguita' di un simile personaggio.
    Ma come si e' detto...probabilmente non era cio' che volevano.
    Su Deacon...non ha mai voluto saperne piu' nulla, dopo la morte di Mercury. Ha finito giusto MADE IN HEAVEN perche' glielo aveva promesso (in punto di morte, pare), ma da li' in poi si e' dissociato da qualunque iniziativa. Non ha mai partecipato alle reunion, nonostante i ripetuti inviti. Ne' con Paul Rodgers, ne' con Adam Lambert.
    Mi sa che e' lui, il vero e' autentico rocker del gruppo.
    Un piccolo appunto su Ron Howard: RUSH mi e' piaciuto un casino. Ok, in certi punti e' inverosimile, e cerca l'epica a tutti i costi. Ma...ti gasa.
    Come dico sempre...TESTOSTERONE, gente.
    Come regista il buon ex - Richie si era perso parecchio per strada. Ma ultimamente ha avuto una sorta di rinascita (ok, a parte SOLO. Ma quello e' un caso A PARTE, appunto. E scusate il gioco di parole).
    Consiglio anche FROST/NIXON - IL DUELLO.

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  10. Oh, quasi dimenticavo...
    I Queen ti fanno scattare la coreografia dovunque li metti.
    Da questo punto di vista, con loro giochi facile.
    Mi ricordo una delle ultime serate da single, in un pub di Milano (che oggi non esiste manco piu').
    A una certa il gestore ha la pensata di mettere su il dvd del Live Aid for Africa (si, proprio quello) al posto del solito canale musicale.
    Carrellata di miti (e pensare che molti di loro non ci sono piu, oggi...): Bono, Tom Petty, Pino Daniele (c'era pure lui, mi pare. Sigh), George Michael (ri - sigh), e David Bowie con HEROES (lagrime)...
    E poi, annunciati da uno striscione con scritto QUEEN - THE WORKS (a riconferma del fatto che la reunion in occasione del mega - concerto e' inesatta)...arrivano LORO.
    Parte RADIO GA - GA...e nel giro di mezzo secondo le luci si spengono, si alzano gli accendini e l'intero pub si trasforma in un palazzetto con gente che batte mani e piedi.
    Potere della grande musica.

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  11. Cesare Antonioli2 dicembre 2018 18:50

    Una piccola precisazione (da PdF) pur non essendosi separati nell'84 i Queen erano ad un passo dalla rottura tanto che quando furono ospiti a Sanremo non si parlavano quasi o perlomeno cosi' lessi su una loro biografia

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    1. Qui si parla di una rottura durata un paio d'anni, motivata da una scusa poco plausibile, e che porta a una reunion previo azzerbinamento di Mercury, giusto per partecipare all'ultimo secondo al Live Aid. Ehr.

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  12. Allora Doc...ho visto un buon numero di commenti anche lunghi e mi scuso con gli altri Antristi se non me li sono letti tutti e perciò magari ora ripeto concetti già espressi da altri. Ho letto la tua rece e un po’ me l’aspettavo che sto giro l’avremmo vista in modo diverso e che su alcune cose invece ci avrei pensato solo dopo che le avrei lette scritte e avrei detto boh questo spiega perché mi pizzicava il senso di ragno. Il film me lo sono visto a Londra dove mi sa che l’effetto karaoke e il gaso sui Queen potrebbe essere stato di un ordine superiore e da questo la sensazione bella del tempo speso al cinema (che fra l’altro era pure figherrimo-old style) è stata più forte e infatti uscito dal cinema ero bello contento perché mi aveva intrattenuto e dato delle emozioni (tutte legate alla parte musicale del film). Ora la storia e la costruzione dei personaggi...hai ragione sui ruoli da cartone sdruso e sulla linea temporale che la Dottora poteva uscire in qualsiasi momento a dire “Raga scusate ho incasinato le cose”.
    Sull’egisenza di fare un film preso bene a tutti i costi su un uomo che di punti oscuri ne ha avuti ed è pure morto del male che negli anni 80/90 faceva paura e paura forte...non lo so ma l’ho vista come la voglia di celebrare quelle altri parti di Freddy che facevano per l’appunto battere i piedi e muovere i culi a migliaia di persone...sono naïf e non sapevo di tutte le grane con registi e interventi “esterni”...un po’ questo mi fa triste.
    Il voto non l’ho guardato e però si hai ragione non è un film della madonna...però penso che sia un film che intrattiene bene anche molto bene

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  13. Carissimo Doc. mi trovo totalmente d'accordo con quello che hai scritto. Sono giorni che vado dicendo tutte queste cose a chi mi dice "sono uscito in lacrime dal cinema"... io sono pure un fan di vecchia data e sono stato molto infastidito dal modo in cui è stata buttata giù una trama raffazzonata e piena di errori...
    Il messaggio che avrei ricevuto dal film, se non conoscessi niente dei queen, sarebbe stato "Freddie Mercury era un omosessuale tossico e ubriacone che per via dei suoi stravizi si è ammalato di AIDS... Ah ed era anche il cantante dei Queen!"
    Sono andato a vedere questo film, speranzoso di poter godere di un omaggio alla grandiosità di un uomo che ha dato tanto, attraverso la musica e non solo, a tante persone, ma, in quanto uomo aveva i suoi difetti e debolezze, i suoi scheletri nell'armadio (Life is Real). Purtroppo ho constatato che la mia paura più grande si è avverata, ovvero è stato tralasciato molto l'aspetto artistico, per presentare un dramma umano facendolo in modo ruffiano, ovvero stravolgendo parte dei fatti per generare una maggiore drammaticità... Non penso ce ne fosse bisogno, dato che la storia dei Queen e di Mercury bastava e avanzava a tal proposito.

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  14. Se volevo rivivere i Queen, andavo a guardarmi una qualunque tribute band e mi sarei sgolato a cantare i loro pezzi.

    Io l'ho visto considerandola non la loro storia (di cui già si parlava in giro delle inesattezze) ma piuttosto quella di un gruppo musicale che, casualmente, ha lo stesso nome e anche dei componenti. Una sorta di realtà alternativa, insomma, anche perché come giustamente detto quel nanerottolo di Male(fi)k non poteva minimamente reggere il confronto con Freddy. Si vede benissimo che le movenze sono imitate e non nascono invece da lui, rendendolo così un miniFM.

    Ma, tolto questo, il film l'ho trovato molto ben fatto e coinvolgente, tanto da farmici pensare ancora adesso ( cosa che non mi fa un Marvel movie, per dire), e quindi posso ritenermi soddisfatto. Resta iol dubbio se Cohen avrebbe fatto una cosa migliore (si sa che i comici spesso sono persone maledettamente serie) ma tant'è, è un dubbio che rimarrà.


    P.s.: per chi fosse interessato, e se il doc lo permette, sul tubo c'è un film/documentario su FM a mio avviso molto carino. Lo trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=_xipkQboBAE

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  15. E' un vero peccato. Mi sono sempre piaciuti tanto i Queen ma non ho mai approfondito minimamente la loro vita privata. Speravo di avere un buon ritratto della band da questo film oltre ad ascoltarmi della buonissima musica al cinema.
    Per quando sia convinto che per parlare di qualcosa bisogna averla vissuta in prima persona in questo caso credo ci si trovi davanti un'eccezione. May e Taylor hanno un ricordo di quei momenti e forse quel ricordo è stato troppo ingombrante da schiacciare sceneggiatori e registi.
    Rimanendo a quanto detto da te Doc è un'occasione sprecata e sprecare un'occasione con i Queen è proprio un delitto.

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  17. Adoro i Queen, mi hanno formato musicalmente (insieme ad altri gruppi), non ho sopportato da subito la faccia da topo di Malek nelle vesti di Freddie Mercury (ma credibile nelle movenze, dai), posso sorvolare sugli anacronismi, se utili alla trama, ma non posso perdonare la figura di Deacon ridotta a macchietta che "fa solo le facce buffe", battuta presente nel film, un grandissimo bassista, che nel film sembra abbia fatto solo Another one bites the dust... Il film non rende bene la grandezza dei Queen. Ah, Mike Myers nel '92 faceva head-banging in auto su Bohemian Rhapsody, e qui cosa dice (quella frecciatina l'ho trovata divertente)?

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  18. Problemi con biopic sempre avuti, ma credo in fondo sia normale.
    Adoro quando il personaggio e se stesso, e interpreta un personaggio. Il tuo passaggio sul "Tale e Quale Show", Doc, è precisamente ciò che ho sempre pensato.

    Per quel motivo - peraltro operazione rischiosa, visto l'amore che personalmente ho per gli "originali" - ho adorato il Cash di Phoenix, pur così diverso, come lo Ian Curtis di Sam Riley in "Control". Interpreti, non imitatori, nelle pur evidenti diversità, che forse sono il valore aggiunto.

    Con qualche distinguo, ovviamente. Da un lato, ad esempio, tanto fa Anton Corbjin che i Division li conosceva bene e li frequentava. Mica cotiche.

    Ma più che altro - e ancora dici bene nel tuo passaggio invece su Sacha Baron Cohen (che peccato), May e Taylor ed i loro due becchi messi in giro - il problema drammatico, che fa uscir fuori, infine, il film della parrocchia, il bel film ecumenico che mette tutti d'accordo e crea problemi a chi ha il diabete, è drammaticamente semplice: Johnny Cash (pure June Carter, tiè) e Ian Curtis erano morti. E lì si lavora che è un piacere, ahimè.

    Così, senza rompicojoni.

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  19. Devo andare ancora a vederlo... ma mi state facendo passare la voglia!!! da bassista, amo suonare John Deacon, sembrafacilemanonè, mentre non ho mai digerito May come persona (da quello che si dice / legge in giro), Freddie MONUMENTALE, penso che ogni grande artista sia stato una persona con tante ombre (Yin/Yang e quelle robe lì). A sto punto rilancio, perchè mi piace il genere: DOC un bel listone Giordano come sai fare tu di biopics da vedere assolutamente??? A me è piaciuto molto Nowhere Boy, sulla vita di John Lennon (bella pellaccia pure lui...)
    ciao a tutti

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  20. Doc, mi permetto di dissentire perché se il film fosse stato più "realistico", meno edulcorato probabilmente ne sarebbe uscita fuori una roba torbida e pesante e molto probabilmente VM14 se non peggio (in questo caso Brian e Roger hanno fatto bene a mettere dei paletti IMHO) e considerato che era in gestazione da 10 anni, siamo stati già fortunati se abbiamo potuto vederlo.

    Per quanto riguarda il fatto che è un po' anacronistico, considerate il fatto che copre la storia dei Queen fino al Live Aid, quindi ci sta che abbiano cercato di riassumere la loro storia in quel lasso di tempo (Freddie dichiarò di avere l'AIDS il 23 novembre 1991, 1 giorno prima di morire, la cosa che dice Deacon riguardo alla divisione delle royalties avviene nel 1988), strano che nessuno si sia lamentato sul fatto che si sente "who wants to live forever" 2 anni prima di essere scritta (per me c'è stata alla grande perché voleva sottolineare lo stato d'animo di Freddie in quel momento)- se il film copriva tutta la storia dei Queen fino alla morte di freddie avrei capito tutte queste critiche da PDF, ma così non ha molto senso farle IMHO

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  21. Visto ieri, concordo sul discorso del Doc come film edulcorato da passaggio televisivo in prima serata, però direi che, sebbene sempre all'acqua di rose, la storia dell'uomo e della star sia stata resa bene. Quello che mi lascia parecchio interdetto è la riproposizione pedissequea del Live Aid a fine film... non che mi sia dispiaciuto, ma boh, a livello di trama ancora non capisco se aveva senso o meno: capisco siano "solo" 20 minuti, e che siano memorabili, ma forse bastava condensarlo in una sorta di medley di 5 minuti? Oppure sì, mostriamo tutto il Live Aid a fine film, ma solo perchè prima abbiamo tagliato tutte le canzoni e i concerti ( cosa invece non avvenuta ). Oppure ancora ok il Live Aid, ma mostriamo quello vero, ricongiungendo la storia alla realtà... non so, insomma, questa scelta non ho capito se andava bene o che.

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    1. Avevano le riprese originali, ne hanno fatto il clone 1:1, con tanto di bicchieroni di Pepsi sul pianoforte. E alè, 20 minuti in meno a cui pensare.

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  22. Ahhh eccola qua, la solita recensione "ad cazzium" di un frustrato e iper esperto blogger / regista dei capolavori d'altri tempi. Non bastano i voli pindarici e i giri di parole. Hai fatto un mega papiro per dire due frasi in croce: film (e non documentario) non pienamente corrispondente alla realtà e poi..? Boh.. forse qualche allegra parola che tenta di strappare una risata (come il bassista che non conta un tubo) ma per il resto desolazione totale.
    Il film non è piaciuto manco a me, ma argomenta almeno con chiarezza cosa ti è andato giù o no. Non finire nella solita desolazione delle "recensioni" click-bait che non dicono assolutamente nulla ma si rivelano un semplice sfregio polemico.

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    1. Ma sai leggere? C'è scritto che manca totalmente la "persona" Mercury, per parlare solo del personaggio.

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    2. Tipico esempio di chi non ha capito neanche una parola di quello che ha scritto Doc...lasciam perdere.

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  23. E io che mi ero gasato perché le sigle iniziali richiamavano i suoi dei Queen e poi... beh: niente. Peccato. Tra l'altro, avendo visto anche il documentario sui Queen che passò anni fa su Sky, mi aspettavo un pelo in più di aderenza alla realtà.

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  24. Arrivo tardi, visto solo questa settimana in lingua originale. Generalmente mi trovo d'accordo col Doc, a questo giro solo parzialmente. Sarà che sono fan dei Queen che considereva scandalosa la mancanza di un film su Freddie e la band, sarà che visto in lingua originale ho apprezzato ancor di più le interpretazioni, ma a me il film è piaciuto, un bel film (non un capolavoro, edulcorato okkei). E non vedrei nemmeno scandaloso l'oscar a Malek: confrontarsi con un colosso del genere poteva essere un autentico disastro, sulla carta una vera e propria mission impossible, ma lui è riuscito a portare a casa un grandissimo risultato e una bellissima interpretazione. Alcune considerazioni fatte sul film in questa pagina le trovo eccessive ed eccessivamente cattive: nel film l'omosessualità e la droga ci sono e sono evidenti quanto occorre allo spettatore, vedere dei festini espliciti a base di sodomia non avrebbe aggiunto nulla alla narrazione. Bel film, grandissimo Malek.

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