Le grandi interviste dell'Antro: Enzo Draghi

Lupin incorreggibile Lupin Enzo Draghi
Ti sono sempre piaciute un sacco le sigle di Enzo Draghi, per quel timbro così particolare. Ma proprio un sacco, a cominciare da Una spada per Lady Oscar (non te ne vogliano i fondamentalisti dei Cavalieri del Re, ma è la tua sigla delle avventure influenzatissime dalla teoria del gender di Oscar gianfranzùàdegiargé). Hai avuto l'opportunità, grazie al tuo amico Nicola Carrassi, di scambiare due chiacchiere al telefono con Enzo, che ti ha parlato dei problemi connessi all'essere la voce da cantante di Mirko dei Bee Hive, del successo inatteso della sua sigla di Lupin e del perché la televisione italiana non è più stata la stessa senza Alessandra Valeri Manera. Per colpa di Costanzo e della De Filippi [...]

DOC: Buongiorno, Enzo, e grazie per aver accettato l'invito. Partiamo? Come hai iniziato a occuparti di sigle? Quando e come arriva il cantante Enzo Draghi a lavorare in questo settore?

Enzo Draghi: Fino alla fine degli anni 70 ho lavorato nella provincia. Ho iniziato a suonare con vari gruppi dalla fine degli anni 60, quando avevo quindici anni. Poi ho lavorato nello studio di registrazione aperto da Riccardi e Albertelli a Tortona: era a pochi chilometri da casa mia e ci andavo tutti i giorni. Negli anni 80, finito il servizio militare, un'amica e collega corista che lavorava con me negli studi di Tortona mi propose di entrare nel gruppo di Paola Orlandi, la sorella di Nora Orlandi, che aveva un gruppo di vocalisti a Milano. Da lì cominciò un periodo molto fortunato, perché mi imposi abbastanza bene come corista e vocalista. Lavoravo per la discografia, per la pubblicità, con grossi nomi. Nel mondo delle sigle arrivai nell'85, per caso. Proprio come vocalista fui chiamato da uno studio di Milano per cui già lavoravo, la Mondialsound, che collaborava con l'orchestra di Augusto Martelli. In studio conobbi Alessandra Valeri Manera, che doveva far cantare in italiano dei brani giapponesi... I primi brani dei Bee Hive... Realizzai questi quattro brani per Kiss Me Licia in poco più di due ore. Alessandra ne fu soddisfattissima e mi chiese di scrivere altri pezzi per le loro serie. E così è iniziato tutto...



D: Di sigle ne hai inciso tante: qual è la tua preferita o quella a cui sei più affezionato?

ED: Non posso che scegliere 
Lupin, l’incorreggibile Lupin, che è diventata una sigla cult negli anni. È quella a cui sono più affezionato, perché Lupin mi ha dato molto, anche come popolarità. Cosa che allora non percepivo. Quando mi fu proposto di cantarla, decisi di usare uno pseudonimo, ero un po' titubante. Il mondo dei cartoni animati era una cosa nuova per me e non mi aspettavo assolutamente una reazione del genere negli anni. Me ne sono reso conto a partire dal 2000, quando mi accorsi di questa affezione di tantissimi giovani per il mondo delle sigle.

D: Nello specifico, quella sigla di Lupin ha rappresentato per anni la sigla dell'ora di pranzo per milioni di ragazzi italiani...

ED: Sì. Quando lavoravo per la Mondialsound a Milano, mi mettevo in macchina a ora di pranzo, magari con il finestrino abbassato, e passando per delle vie più piccole sentivo la sigla di Lupin dalle finestre. Ricordo con piacere anche Evviva Zorro, che venne orchestrata con l'aiuto dei Gipsy King.



D: Personalmente ho sempre amato Una spada per Lady Oscar, trovandola epica al punto giusto per il cartone. Lo dico, così la buttiamo subito in rissa con i debosciati frequentatori di questo blog: per me è LA sigla di Oscar. Esisteva però anche una versione successiva dello stesso brano cantata da Cristina D’avena. Mi sono sempre chiesto: perché?

ED: La sigla venne proposta da Alessandra Valeri Manera a me. Accettai e mi divertii a cantarla, per me cantare è sempre stato un gioco. Qualche tempo dopo, però, Cristina la volle per sé e il cartone venne accompagnato da quel momento dalla sua versione. Non è che me la presi più di tanto, ma la dinamica della cosa non mi piacque molto. Diciamo che non è stata una bella mossa da parte sua. All'epoca non voleva molti concorrenti nel suo settore, Cristina [RIDE], e si tendeva ad accontentarla. Ma non serbo alcun rancore, per carità. 

Là, così vi resta in testa per tutto il giorno.

D: Prima dicevi di Mirko e dei Bee Hive (una delle più grandi band dell'universo, come sosteneva una certa critica autorevolissima). Canzoni pop giapponesi entrate nell’immaginario collettivo italiano nella tua versione. I testi erano opera di Alessandra Valeri Manera. Come andò?

ED: Alessandra firmava i testi per ogni sigla, il che non piaceva molto ai suoi colleghi manager. Per questo aveva contro un sacco di persone in Mediaset, che non vedevano di buon occhio la cosa. Questo piccolo conflitto d'interesse, ecco [RIDE]. Ma è indubbiamente merito suo se tutto quel settore ha avuto quel successo.



D: Qualche aneddoto che ci vuoi raccontare sull’essere la voce da cantante di Mirko?

ED: Più che altro, secondo me avrebbero dovuto cercare un ragazzo giovane che facesse l'attore e il cantante. Un Mirko che avrebbe potuto avere un seguito e costruirci su una carriera. Alessandra si fidava però solo del suo team e voleva proseguire con le voci del cartone anche per la versione live. Magari avrebbe potuto chiedere a me di interpretare Mirko [RIDE]. Anche se a quel tempo magari non avrei accettato, preferivo restare dietro le quinte. L'aneddoto è che cantare quei brani mi diede un piccolo problema: mi si chiedeva di rendere un po' più giovane la mia voce, visto che Mirko aveva vent'anni e io trentacinque!

D: Beh, almeno non hai dovuto indossare la parrucca giallorossa di Finicelli... Tempo dopo hai collaborato con Manuel De Peppe per il brano in ricordo di Paola Tovaglia. De Peppe che era Matt, il batterista dei Bee Hive...

ED: Sì. Aveva fatto questo brano in memoria di Paola. Accettai subito, perché Paola era per me un personaggio incredibile, un talento unico. Avrei fatto qualsiasi cosa per onorarne il ricordo.
Le mitiche sigle TV, il recentissimo doppio CD che raccoglie 30 sigle di Enzo. Lo trovate su Amazon a meno di nove euro.

D: Sei stato anche compositore e arrangiatore per alcune sigle cantate da Cristina, come Palla al centro per Rudy e Maple Town...

ED: Sì, sì. Ho scritto tantissime sigle per lei. Come Cristina canta Disney, in cui arrangiai tanti brani famosi del repertorio Disney, e abbiamo fatto anche il duetto per Il mondo è mio.


E si balla. La sigla de I 5 Samurai.

D: Il periodo d’oro delle sigle dei cartoni animati è tramontato per l’abbassarsi del target? Per l’arrivo dei canali tematici H24? 

ED: Sì, è stato un po' tutto rivoluzionato da questi fattori. Ma la prima causa del modo in cui è cambiata la proposta dei cartoni in Italia sono state le dimissioni di Alessandra Valeri Manera. Per portare avanti quel discorso, quella fascia ragazzi, occorreva una persona come lei. Si dimise per contrasti interni, essenzialmente una lotta sulle fasce orarie. Il duo Costanzo-De Filippi aveva tagliato le gambe a tutto, perché gli servivano quelle fasce lì. Il portafoglio della fascia ragazzi diminuì drasticamente e Alessandra ha resistito per un po' e poi se ne andò abbastanza schifata. Tanto è vero che non è più riapparsa in nessuna veste, ha lasciato perdere tutto. Nonostante le censure e tutto il resto, era riuscita a far funzionare tutta la macchina perché aveva buon gusto ed era molto pop. Ha avuto il successo che ha meritato. Ora con i canali tematici è tutto diverso: non hai più un contenitore con degli animatori, hai questa offerta per tutto il giorno, a ripetizione. E i bambini si stancano presto.

D: Non lo dire a me. Devo sempre trovare qualche tormentone nuovo per mia figlia. È un dramma. 


Un enorme grazie a Enzo per la disponibilità e la gentilezza. Torni ad ascoltarti a nastro Una spada per Lady Oscar, addio.

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Commenti

  1. Devo resistere dal premere quei "play", altrimenti non me le tolgo più dalla testa per tutto il giorno!

    Mi è già entrata in testa la sigla dei 5 samurai, senza averla ascoltata!

    (PS: Doc, approfitto dell'occasione per dirti che ti seguo sempre... se ultimamente vedi pochissimi miei commenti è solo perché -mangiandomi le mani- mi sto trattenendo da qualsivoglia precisinata ai tuoi post o ai commenti degli altri)

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  2. Mi scatta la mestizia. Vuoi che per me LA sigla di lady oscar è dei cavalieri del re e quella di lupin è Planet O e quindi sono vecchio, vuoi che leggo dei giochetti della D'Avena e della Manera per AFAIK due lire di SIAE (vi prego di dirmi che ho capito malissimo) e quindi non posso più far finta che quel mondo di quei cartoni animati di quegli anni fosse pulito e felice nonostante le forbici della AVM.
    Mestizia.

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    1. Sì, ma sono del '75. Non è per ragioni anagrafiche che preferisco la sigla di Enzo a quella dei Cavalieri del Re.

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    2. È proprio che io, che son comunque del '71, quella di Draghi non riuscirei a ricordarla con una pistola alla testa: per me non esiste altro che quella dei CDR, potrei cantare a memoria anche la sigla di king arthur, e anche per Lupin dopo Castellina Pasi non esiste niente. Colpa mia, lo so, mestizia seminostalgica. Qualcuno ha una Madeleine?

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    3. (il fatto che poi, beh, ogni volta che ho sentito le sigle "nuove" ho pensato "no, troppo meglio la vecchia" credo sia almeno concomitante)

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    4. Yeah, cicali, qua la mano e tieni una madeleine. Anzi, mezza, ché l'altra mezza me la pappo io, che sono del '69 e mi ritrovo assai in quello che scrivi ;)

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    5. Io sono del '77 ma comunque concordo col Cicali

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    6. Idem come Sakugochi.
      Che poi io sono pure romagnola. Con tutto il bene che si può volere all'incorreggibile Lupin, nessuno scalzerà mai la sigla dei Castellina-Pasi dal mio cuor! *_*
      E quella di Lady Oscar, no, mi spiace, ma "Una spada per Lady Oscar", che la canti Draghi o la Cristina nazionale, non riesco proprio a farmela piacere, fatto salvo il sottofondo di tamburini.

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    7. I cavalieri i draghi li ammazzano e se li mangiano a colazione, tanto per dire eh

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  3. sempre pensato che Enzo Draghi avesse una voce fighissima. Pur diventando negli anni un fondamentalista delle sigle originali (come ogni buon appassionato di anime d'altronde) la sua voce rimarrà sempre indissolubilmente legata a quello che è per me il periodo d'oro dell'animazione sulle tv generaliste, di cui Italia 7 era per me la massima espressione. Tra quelle che hai ricordato manca la mia preferita dopo I 5 Samurai, cioè quella della seconda serie dei Cavalieri dello Zodiaco. Un grazie a Enzo Draghi!

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    1. Per le sigle dei cartoni su Italia7 solo amore e tanta stima per Enzo Draghi

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  4. Non sapevo esistesse un'altra versione di "Una Spada per Lady Oscar". Devo assolutamente dirlo a mia moglie, che pensavo essere l'unica persona al mondo a preferirla a quella classica.

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  5. Intervista interessantissima. A saperlo che Alessandra Valeri Manera era il male minore per gli anime in Italia... certo che tra avere robe ultracensurate e non averle è proprio una bella scelta. De Filippi confermata come villain (dentro di me l'ho sempre saputo :D)

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  6. L’intervista che avrei voluto fare io! Ottima cosa, Doc!
    E finalmente Draghi spiega in modo direi obbiettivo quanti meriti AVM ebbe all’epoca.

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  7. Che io ricordi, in quel periodo l'unica alternativa all'imperante Cristina, era la voce di Enzo Draghi. Un peccato. Sono dell'idea che questa scelta abbia generato una sorta di standardizzazione delle sigle. Impedendo di fatto a vecchi e nuovi autori di poter emergere e proporre qualcosa di diverso.

    Ma vengono ancora create le sigle in italiano, o s'è perso tutto anche li?

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    1. Le ultime "memorabili" (se così si può dire) sono state la versione italiana di Pegasus Fantasy e la sigl-lol per l'avventura italiana di Lupin cantata (...cantata...) da Moreno.
      La prima è un abbozzino interessante perché cerca di adattare il testo originale alla lingua italiana (e a tratti ce la fa pure bene), peccato che sia stata fatta con gli strumenti del FasTracker su un pc del '94, nella migliore delle ipotesi, e ne esce un suono che pare più adatto ai minipony.
      Sulla seconda mi limito a dire "renzoku futsuu no (Monkey) punch".

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    2. Ci sono ancora, sui canali tematici di cartoni per bambini, ma poca roba. L'unica voce riconoscibile, tra quanto visto da PiKi negli ultimi anni, è Stefano Bersola (Mi hai rapito il cuore, Lamù) nella sigla dei dannati Super Wings. Cartone stracciamaroni come pochi, per la cronaca, nonostante gli aerei ed elicotteri robot :D

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    3. che io ricordi i Cavalieri del Re avevano suonato la sigla di "Caro Fratello" nel solito loro stile ma forse parliamo ancora di molti anni fa. Recentemente mi pare che i fratelli Balestra hanno cantato la sigla di Raideen per l'edizione dvd (molto molto old style pure questa). Poi boh, i Raggi Fotonici avevano cantato la sigla di Dendoh Robot ma stendiamo un velo pietoso.

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    4. Dalla metà degli anni '90 c'era un tale, mi pare si chiamasse Marco Destro (a memoria), che aveva una voce stranissima (sembrava a mio parere una donna) ma molto bella e fece alcune sigle in mediaset (ricordo i Biocombat e Action Man). Credo adesso faccia le videosigle in versione metal :D

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    5. Non lo sapevo, grazie per le risposte :D!

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  8. Immenso Enzo Draghi, pensate se davvero gli avessero fatto interpretare Mirko... adesso i Beehive sarebbero DAVVERO la band più popolare del pianeta.

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  9. I filippiani sono i veri rettiliani.
    Pernasconi e i suoi minion malvagi 😂😂
    Complimenti per l'intervista, Doc!

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  10. Non lo so. Lui come voce mi piace parecchio. Mi resta indimeticabile già solo per "baby I love you" (arrangiamento delizioso, avrei mollato lo studio del pianoforte per poter suonare quel giro di basso).
    Quanto ai testi dell'era AVM ho solo ricordi di disgusto e fegato rigirato. Giustizia/amicizia/verità/agilità e tutto quel che fa rima presente sarà. Diciamo che da circa metà adolescenza (butto là un 1990 indicativo essendo classe '75) in poi mi hanno stomacato. Anche musicalmente. Sarà che avevo avuto l'imprimatur con Albertelli+Tempera, Rocking Horse, Zara & gruppo, sarà che ad un certo punto ho cominciato a frugare allo Star Shop per cercare le sigle originali (e capirai, dopo aver sentito "Tough boy" e "Makafushigi adventure") che COMUNQUE erano più varie essendo scritte da mani diverse... ma onestamente faccio davvero fatica a ricordare sigle della AVM i cui testi avevano peso lirico memorabile.
    Comunque, leggere di come anche AVM se ne sia andata mi conferma un certo adagio perugino che recita "il tristo vien sempre dopo".
    IMHO niente resta più poetico del vecchio "cuore e acciaio / cuore di un ragazzo che senza paura sempre lotterà".

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  11. 20th century boy15 marzo 2018 11:40

    Enzo Draghi, di sicuro il più bel timbro vocale del mondo delle sigle. Bella intervista, Doc!
    Anche se la D'Avena ha voluto reinterpretare Una spada per Lady Oscar, non c'è storia, la versione di Draghi è mille volte più scalcia culi.

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  12. Interessantissimi questi retroscena e bella intervista, davvero :)
    Io sono sempre della fazione Cavalieri del Re ma ammetto che la novità della canzone cantata da Draghi (non dalla D'Avena) all'epoca mi aveva intrigata parecchio.
    E poi, vabbé... il mio primo "Lupin" è stato lui quindi tanta stima!

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  13. Ho sempre visto l'AVM presentata la disgrazia dei cartoni animati in italia. Recentemente ho scoperto la rilettura dell'editor che ci meritiamo. Potrebbe essere uno spunto per un post analitico sui dietro le quinte di quel mondo della tv per ragazzi della fu finivest? O esiste già una letteratura a riguardo, stile librone sulla marvel?

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    1. Anch'io vorrei una serie di articoli a riguardo che svelassero tutto il dietro le quinte.. altro che interviste copia-incolla della D?Avena nelle trasmissioni durante la promozione dei suoi dischi...

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  14. Su Lady Oscar, scelgo la versione di Draghi tutta la vita.

    Su Lupin quella precedente. Anche perché associo la sua alla serie "giacca rosa", secondo me la più brutta di tutte.

    Erano bei tempi per i cartoni, anche se ho sempre preferito quelli sulle reti minori, dove si menava di più e con meno censure.

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  15. Ecco, adesso so che la versione cantata da Draghi di Lady Oscar non me l'ho sono sognata ma esisteva davvero, grazie Antro.

    L'ultima domanda (anzi, l'ultima risposta) mi ha lasciato molto l'amaro in bocca per la cronaca assolutamente veritiera e lucida sull'evoluzione e la fine del periodo d'oro delle "Videosigle".

    Adesso ancor di più apprezzo Draghi, come uomo oltre che come cantante, per la sincerità e la passione che (personalmente) ho notato mentre parla del suo lavoro (stesso effetto commuovente che ho avuto con Ennio Morricone) e risponde dicendo chiaramente quello che pensa.
    Ho un attacco di nostalgia mista a rispetto. Molto rispetto.

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  16. l'intro della sigla completa di Lupin mi gasa come pochi:

    https://www.youtube.com/watch?v=75nUv9cjCcA

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  17. Mi dispiace per il buon Draghi ma proprio non riesco ad associarlo né a Lady Oscar né a Lupin

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  18. Continuo a preferire la versione CdRe di Lady Oscar, più che altro perchè aveva una base melodica più "raffinata" ... ma ciò non toglie Draghi dalla mia personale top three di voci maschili nel panorama siglistico animato, insieme ai mostri sacri Zara e Fogu.
    Certo che non credevo di poter schifare *ancora di più* il nefasto duo de filippi-costanzo...

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  19. Roba da matti, Costanzo e la De Filippi hanno aggiso la fascia per i ragazzi.

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  20. Va bene che ormai il revisionismo storico si fa su tutto, anche su cose ben più importanti, ma la rivalutazione di AVM come "quando c'era lei almeno c'erano i cartoni" dopo i disastri tra tagli e adattamenti a pene di segugio che gridano ancora vendetta, anche no...

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    1. Le versioni censurate, tagliate, con i nomi cambiati e tutto il resto hanno permesso comunque di conoscere delle opere, poi da recuperare in originale se ce n'era la voglia. Mi chiedo: sarebbe stato meglio non avere nulla? Degli anni 80 senza Holly e Benji, per iniziare, perché i nomi inglesi non erano rispettosi di quelli originali?
      Cambi, tagli e censure sono cresciuti col passare del tempo, ma senza AVM non avremmo avuto un cacchio di niente sulle reti Mediaset, in buona sostanza. Torno a chiedere: sicuri sicuri sarebbe stato meglio? Parliamone.

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    2. E' uno di quei dibattiti che in milanese si risolve con un modo di dire: "piutost che nient l'è mei piutost".

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    3. sono d'accordo con Doc. Mi vengono in mente due esempi antitetici.. "E' quasi magia Johnny" mi ha fatto innamorare di una opera che nell'adattamento (pessimo) non ha perso la sua freschezza e che ho solo potuto riscoprire con piacere nella sua seguente riedizione, e "Il mistero della pietra azzurra" arrivato quasi in contemporanea con il Giappone e praticamente non censurato. Senza l'allora Fininvest non avremmo comunque potuto godere di tante opere che ci hanno fatto sognare da adolescenti.

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    4. Non sono d'accordo, l'interesse nell'animazione giapponese da parte del mercato italiano c'è sempre stato anche prima di Mediaset, allora Fininvest.
      Mediaset aveva due contenitori per ragazzini da riempire di cartoni, Bim Bum Bam e Ciao Ciao, quindi era comunque interessata ad acquisire licenze di anime, ricordiamoci che ai veri primordi degli anime su Italia 1 e Rete4 non c'era censura o era molto limitata, avevamo Lady Oscar vestita solo di spine nella sigla e la scena dove Georgie si scaldava nuda con uno dei suoi fratelli.
      Sia la sigla di Lady Oscar che la scena di Georgie sono poi state tagliate.
      AVM è stata responsabile della fascia per ragazzi Mediaset dal 1980 al 2001, se all'inizio non ci sono stati tagli pazzeschi è perché non c'era interesse di Mediaset a questi tagli, se ci sono stati dopo è perché AVM ha autonomamente appesantito in maniera notevole la censura col tempo.
      Personalmente mi sento di dire che anche senza AVM Mediaset sarebbe stata comunque interessata ad investire sull'animazione giapponese, senza AVM forse non avremmo avuto tutti quei tagli e stravolgimenti, senza AVM non avremmo avuto testi delle sigle pietosi e la collaborazione con Cristina D'Avena e forse avremmo avuto sigle di maggior qualità con i testi e la voce di Enzo Draghi per esempio.

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    5. Forse non è abbastanza chiaro: AVM era la fascia ragazzi Mediaset. Senza di lei e senza il pressing ai piani alti e i risultati economici che portò, non sarebbe esistita quella fascia per come l'abbiamo conosciuta. I contenitori li ha creati lei. E i cartoni non censurati degli esordi li ha portati in MS lei. Mediaset si sarebbe interessata lo stesso ai cartoni giapponesi per 20 anni? Siamo sicuri?
      Ricordiamo quanto poco ci abbia messo la RAI ad abbandonarli.
      Sulla questione censure aumentate negli anni 90, va innanzitutto ricordato, appunto, che al primo giro molti di questi cartoni passarono senza tagli: perché il fenomeno degenerò? Non è difficile intuirlo. Mettete insieme gli investitori e le loro richieste, le rotture di coglioni dei movimenti di genitori con troppo tempo libero, una sensibilità diversa per i prodotti per bambini e il risultato è una china che porta dritta verso la marmellata di mimmate innocue che riempiono oggi i palinsesti H24 delle reti dedicate.

      "Autonomamente" come se si divertisse a farlo. Lo ripeto, ché la gente poi fraintende, negli anni precipitevolissimi dei social: non si sta incensando o glorificando nessuno. Si sta cercando di spiegare che questa cosa molto da decennio scorso di considerare AVM una che sua sponte ha preso a tagliare e censurare a destra e sinistra è una visione molto naif di come sono andate le cose. Da pubblico che non sa come funziona tutta la trafila che porta(va) un anime in palinsesto.

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    6. Mah Doc, non penso si possa dare tutta la colpa agli investitori.
      Posso capire i tagli per adattarli alla fascia per ragazzi, ma il cambio dei nomi?
      Non c'era nessuna ragione economica per farlo, anni fa lessi in un intervista di AVM che i nomi vennero cambiati "per non confondere i bambini con una cultura straniera", dunque fu solo colpa sua e della sua avversione alla cultura giapponese se abbiamo avuto Johnny e Sabrina invece di Kiosuke e Madoka.

      Quanto alla fascia per ragazzi io sono convito che si, l'avremmo avuta comunque anche senza di lei, perché come testimoniano le pubblicità di Topolino allora GIG, MATTEL, GIOCHI PREZIOSI e tutti gli altri spendevano bei soldi per pubblicizzare i loro giocattoli, soldi a cui Mediaset in quanto tv privata non avrebbe rinunciato.

      Mentre la differenza di palinsesti di oggi con quelli di allora non credo derivi dalla china presa dall'eccessiva sensibilità verso ciò che guardano i bambini ma dal fatto che finalmente sia cambiata la considerazione che la società ha dell'animazione giapponese, non più cartoni animati per bambini ma anime per nerd, anime liberi dalla fascia per ragazzi e che hanno guadagnato il loro spazio autonomo online.

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    7. Se il problema fosse solo il cambio di nomi, c'era da prima di Mediaset. In Goldrake, ovunque. Non è una moda inventata dall'avversione per il giapponese di AVM di cui parli.
      E, ripeto, preferisco aver visto da bambino delle elementari Holly & Benji con i nomi diversi (come in tutti gli altri paesi) piuttosto al non averlo fatto.
      Sulle dinamiche: sono cose che sa chiunque abbia lavorato nel settore. E il ruolo degli investitori non era e non è mai stato secondario. Sul fatto che sarebbe esistito lo stesso quel mercato: non credo. Se non crei uno spazio in cui raccogliere la loro pubblicità, non sono gli investitori a fartelo nascere. Avrebbero continuato sulla carta stampata o sulle reti minori. Come non hanno fatto pubbicità sulla RAI, non l'avrebbero fatta su Mediaset. Fermo restando che alcuni degli investitori di cui parli ne hanno fatta comunque poca pure lì, e altri sono diventati dei pezzi grossi (Preziosi) proprio da quella sinergia su cui hanno investito tantissimo.

      Il problema di fondo resta che l'appassionato di inizio anni 2000 non sa come funzionava e pensa che tutto fosse frutto di un capriccio e non di precise logiche commerciali. Non è così. Non lo è mai stato. Ma è più facile continuare a ripetere che AVM era il male e si sarebbe stati tutti meglio senza.

      Lo dico io, che su censura e rimaneggiamenti italici anni 90 mi sono fatto sempre delle grosse risate, perché un conto sono i fatti, un altro le teorie da forum di quindici anni fa.

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    8. Sul cambio dei nomi ripensandoci devo darti ragione, perché a parte quelli Mediaset nel tempo abbiamo avuto anche cose come Gigi La Trottola, Ugo il re del judo, Bia sfida la Magia, Mademoiselle Anne e I Cavalieri dello Zodiaco che non sono mai arrivati sulle reti Mediaset.

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    9. Beh, quando Goldrake andò in onda sulla RAI ci fu un'interrogazione parlamentare per i contenuti violenti all'interno di un programma per bambini, e fininvest non poteva permettere che il suo nome fosse anche solo accostato a una cosa del genere, altrimenti i pubblicitari (su cui fininvest campava totalmente) sarebbero scappati.

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  21. ho provato a rispondere ad un commento sopra ma il pc mi ha spernacchiato
    Scrivo più esteso: molti chiedono articoli di retroscena, temo che si rischi la querela (già qui con le accuse al malefico duo non si scherza...) e non credo il Doc ci tenga molto...

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  22. Massimo rispetto all'artista di cui apprezzo anche la voce che trovo particolare e riconoscibile. I 5 Samurai poi mi è sempre piaciuta tanto!

    Rimane il fatto che l'onnipotente AVM l'ho sempre vista come la causa di tutti i mali dei cartoni animati.
    Girava voce che fosse una grandissima "antipatica" che più nemici che amici. Tutti ne parlavano male anche i collaboratori. Si atteggiava a padreterno e gestiva tutto lei impedendo ai suoi collaboratori di consultarsi tra loro direttamente. Una despota!
    Il livello qualitativo dei suoi testi rasentava l'orrido! Non c'è una sigla che non fosse un'accozzaglia di rime fatte mettendo i verbi al futuro! Lui arriverà, e poi ne andrà, per sempre combatterà..ecc ecc ecc.

    Se è vero che l'era dei cartoni tv mediaset è finita quando lei se ne è andata è stata una fortuna! Meglio niente che quei cartoni adattati male, censurati, italianizzati a partire dai nomi dei protagonisti e tutte le cose orrende che ha fatto Mediaset agli anime per colpa della AVM. Senza dimenticare le scelte vere e proprie su cosa acquistare e cosa no! Con AVM sparirono gli anime per maschi e arrivano ondate di cartoni per femmine.

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    1. mi permetto di dissentire: io trovo che per i tempi quello che è stato costruito è stato straordinario. Per quanto riguarda censure e nomi italianizzati, stiamo parlando di 30 anni fa, è stato così in tutti gli stati europei; per quanto riguarda le donnine, beh accidenti non vogliamo mica il monopolio della fantasia, no? Comunque non possiamo sapere cosa sarebbe stato senza AVM ma possiamo vedere cosa è successo dopo AVM: il nulla. Ps. gli arrangiamenti di certe sigle dei cartoni erano roba che molti professionisti dell'epoca si sognavano

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    2. tra l'altro ho il bellissimo ricordo del fare merenda a pane e nutella davanti ai cartoni alle 4 di pomeriggio con mia mamma che era una grande appassionata di Candy, quindi posso solo ringraziare per non aver limitato i cartoni a robottoni e mazzate

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  24. Posto che.
    1) Anche io non condivido la beatificazioni a posteriori della AVM: per chi poteva fare il confronto con periodi/canali in cui il trattamento degli anime era stato ben più libero, il massacro che certi suoi adattamenti hanno portato a tanti cartoni animati è stato assai indigesto. Che poi la AVM degli anni '80 non era la stessa degli anni '90: col tempo, il grado di macelleria ai danni degli anime raggiunse vette assurde. E io mollai in toto l'animazione trasmessa da Mediaset ben prima dell'arrivo della De Filippi, per raggiunti limiti di sopportazione...
    Certo, pensare che la Fininvest ha cancellato la fascia dei cartoni per sostituirla con la spazzatura della De Filippi è da tristezza immensa e fa sembrare tutto il precedente un paradiso. Ma bisogna essere onesti: il bruttissimo non può sempre assolvere il brutto.
    2) Spesso Enzo Draghi s'è trovato a cantare sigle nuove per cartoni la cui sigla precedente sarà, per molti, l'unica e vera.

    Comunque a Draghi io "ci" voglio bene una cifra. Perché:
    a) l'adattamento italiano delle canzoni dei Bee Hive è tuttora meraviglioso e insuperato. "Kiss me Licia e i Bee Hive", in musicassetta, è stato il regalo fortissimamente voluto per la mia Prima Comunione. E ancora ogni tanto lo faccio girare nel mangianastri :D
    b) Draghi è stato la voce maschile della colonna sonora dell'anime "Ciao Sabrina" (Legendary Idol Eriko), le cui canzoni mi hanno sempre fatto sognare tantissimo (e alcune erano anche belle rock!). Se non sbaglio cantava sia i pezzi di "Fabrizio" che di "Max". Con effetti molto simili a quando era "Mirko". Beeellooo! ^___^

    https://www.youtube.com/watch?v=vSP2jWrcz_s&t=3914s

    Dai, Enzo Draghi è proprio bravo. Non è al primo posto della mia personale classifica di cantanti di sigle dei cartoni (beh, c'è stato un certo Massimo Dorati, per dire...), ma si piazza decisamente bene ;)

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    1. Concordo con chi dice che grazie a Mediaset in Italia sono sbarcati tanti anime mentre venivano tenuti buoni "quelli che ben pensano", dando modo al pubblico, noi, di affezionarsi al genere.
      Il prezzo da pagare fu la censura e degli adattamenti allucinanti però senza forse non si sarebbe ottenuta la diffusione che poi si è avuta. Detto questo alcuni adattamenti gridavano vendetta e il cambio dei nomi era molto spesso immotivato ed insensato (Satomi okay ma gli altri cambiamoli a membro di segugio).
      Concordo con Minty che negli anni novanta la cosa peggiorò parecchio e divenne molte volte insopportabile. Per me il caso più emblematico è The Slayers il cui titolo divenne Un Incantesimo Dischiuso tra i Petali del Tempo.

      Poi MTV, con la sua Anime Night, colse i frutti di quella diffusione e capì che i tempi erano maturi per propose quel tipo di anime che mediaset o rai non avrebbero mai avuto il coraggio di mandare in onda (Cowboy Bebop, Trigun, Evangelion, tanto per dire) così come i giappi li avevano pensati.

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    2. "a) l'adattamento italiano delle canzoni dei Bee Hive è tuttora meraviglioso e insuperato. "Kiss me Licia e i Bee Hive", in musicassetta, è stato il regalo fortissimamente voluto per la mia Prima Comunione. E ancora ogni tanto lo faccio girare nel mangianastri :D" cit.
      E' una cosa veramente vera questa che tu dici, se senti le versioni gianfransuà® dei testi originali (praticamente quasi gli stessi) tutta quella gente a noi italiani ci spiccia la tavola ;)

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    3. @Drakkan
      Ma la questione titoli ridicoli era il meno, guarda. Io ricordo veri e propri abominii, tipo la protagonista di un anime scolastico che ebbe "un sogno premonitore" e ricevette regali e imbarazzi in parti uguali per questo, mentre Rina la maga ebbe "l'influenza" e perciò non poteva usare i suoi poteri (ovviamente, la prima aveva avuto il menarca, la seconda il ciclo mestruale. Ma guai a parlarne! Facciamo credere a tutte le ragazzine che quelle siano cose brutte e vergognose che vanno passate sotto silenzio...)
      Poi cose ridicole, come quella volta in Rayearth (a proposito di titoli minc*oni, pure quello era chilometrico) in cui censurarono uno schiaffo (oVVoVe!), salvo farlo riapparire nel riassunto della puntata precedente il giorno dopo.
      Per non parlare delle Sailor Starlights di "Sailor Moon", che per non dover spiegare perché la loro identità segreta era maschile, si ritrovarono appioppati dei "gemelli" che misteriosamente sparivano quando loro dovevano combattere...
      E le decisioni assurde d'adattamento? Ricordo in "Terry e Maggie" (l'anime sulle gemelle coi poteri) che cambiarono i nomi dei protagonisti senza la minima logica. Gli amici delle protagoniste, per dire. Non vuoi chiamarli Yuya e Hideaki (sia mai che i giovani italiani si corrompano e diventino shintoisti solo a sentire un nome giapponese!)? Chiamali Luca e Mario, per Dende! Charlie e David, se vuoi fare l'esterofilo. Ma no, per Mediaset divennero Nelson e Karver (sic!). Due nomi sensatissimi, davvero >__<

      Io dopo gli "stupri" subìti da "Slayers" (in certe puntate non ci si capiva davvero un tubo!) mollai il colpo e smisi di guardare gli anime sulle reti M$. Salvo riprovarci anni dopo, quando cominciò "One Piece". Che come anime era godibilissimo. Ma appena cominciarono a menarsi sul serio, e le puntate a riempirsi di fermo-immagine in b/n perché non sia mai che si vedesse qualche goccia di sangue!, piantai tutto di nuovo, e da allora non ho mai più guardato un cartone animato sulle reti M$ (a parte Futurama).

      Dai, non raccontiamoci le favole: quella gestione degli anime in certi periodi bui sfiorò davvero il "criminale" :-\

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    4. @minty:
      nel 1998 tornai a casa da scuola e vidi che su mediaset davano il mitico cartone animato di Re Artu' (quello che con la sacra spada mette tutti in fuga) e mi sono detto "avà figo, poi è vecchio magari non l'hanno cenurato". Dopo 3 secondi parte il fermo immagine su una spadata con gran filtro verde per tutta la scena seguente (perchè il verde è complementere del rosso e così il sangue non si vedeva). Cenura appare, la puntata di colpo non si capiva più, ma per niente!
      Ebbi una reazione fisiologica (sul serio, per davvero) che non starò a descrivere e niente, anche io smisi di guardare per sempre i cartoni su Mediaset (anche perchè per un breve periodo di tempo era tornata Junior TV con tutta la roba della Dynamic italia/Yamato e si godeva come i limoni).
      Un aneddoto questo che andava ricordato

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    5. Sarò io, ma trovo del tutto logico che, 30-40 anni fa, un argomento come le mestruazioni fosse censurato in quella che era (sigh) la fascia dei bambini/ragazzini. Poi magari possiamo parlare del fatto che in generale tutti i cartoni animati fossero considerati più o meno per bambini, ma tant'è. Allora se si vuole essere davvero puristi non si dovrebbe guardare nessun anime doppiato e cose così. Io invece ad esempio di uno dei miei cartoni preferiti, il mistero della pietra azzurra, mi ricordo una sigla bellissima (italiana), un doppiaggio spettacolare (mediaset) e una storia stupenda, anche con un episodio-musical tagliato e un paio di censure a vari capezzoli qua e la.

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    6. @Perlex:
      si, infatti anche a me piace quella cosa genuinamente pop del rimestare un po le edizioni per avvicinarle ad un targhet oppure ad una cultura che poi all'epoca era distante anni luce dalla loro. Considera che alle fiere vado sempre a vedere le edizioni italiane dei fumetti di Goldrake perchè mi sembra curioso, in fondo era una rilettura in chiave occidentale dei loro stilemi e, se ci pensi, è come avere 2 versioni simili della stessa opera. Come per esempio la differenza che intercorre tra i manga e i corrispettivi anime oppure si guardi Macross e Robotech o meglio ancora Golion e Voltron (le abbiamo avute tutte e due tra l'altro).
      Nadia resta un cartoon che rimarrà sempre nel mio cuore e che mi ha fatto sognare da (non più tanto) Bambino e anche da adulto (mi sono riviso tutta la serie l'anno scorso in versione rivista e corretta dalla Yamato, però devo dire che anche nelle vecchie messe in onda, anche con i tagli AVM, la storia e tutto il resto rimanevano sostanzialmente quelle (tanto che la versione "aggiustata" Yamato differisce abbastanza poco da quella AVM). Quando le cose sono peggiorate, sono peggiorate di brutto, Re Artù era inseguibile, si bloccava in continuazione che neanche se il vicino di casa c'aveva lo Stand "the Word" riusciva a fermarlo in quel modo. Un conto era l'adattamento, un altro era evitare un attacco epilettico XD

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    7. @Perlex, ma quanti anni credi io abbia?
      Gli episodi che ho raccontato riguardano tutti anime trasmessi negli anni '90, non 30-40 anni fa. Anzi, 30-40 anni fa c'era molta più libertà, e negli anni '80 col cavolo che un ceffone sarebbe stato censurato. Anche da Mediaset...
      C'è stato proprio un momento di paranoia collettiva in quel periodo, che ha reso inguardabili gli anime trasmessi da loro (e io venivo da anni e anni di Bim Bum Bam, sapevo com'era prima, anche l'opera di AVM).
      Slayers, per dire, andava in onda nel 1997, come Rayearth. I Simpson erano su M$ dal 1991. Da una parte loro e dall'altra gli anime censurati su bazzecole tipo schiaffi e sangue. Parliamone...

      @Lo Zione Lardass
      "La spada di King Arthur" versione M$. Ero riuscita a rimuovere. Hai rievocato l'incubo... >__<

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  25. Grande! .. anche qui si ritorna fanciulli, e in un periodo ancora di nicchia (visto che, a parte Lady Oscar) i Cavalieri e i Samurai erano su varie reti private (da Oden a 7 Gold e altre) .. anche a me il pensiero è subito arrivato a Massimo Dorati (forse anche per una somiglianza vocale), autore di tantissime sigle, anche non anime e appunto della prima - e indimenticata- versione italiana dei Cavalieri dello zodiaco

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  26. Un grandissimo.
    E gran bella intervista, Doc.
    Complimenti davvero.
    Mi e' piaciuto come, a modo suo, ha rivalutato la figura di "Miss taglia e Cuci" Valeri Manera.
    A quei tempi IL NEMICO, per noi appassionati. Ma analizziamo la questione in modo obiettivo.
    Come dicevi a proposito di Venus Wars, in quel periodo CI AVEVA TRAVOLTO L'ONDA.
    C'era stata l'invasione dei manga, e per l'occasione le reti private avevano rispolverato tutte le vecchie serie accantonate da tempo.
    E cosa succede se ti ritrovi in mezzo all'abbondanza dopo anni di magra?
    Ovvio...VAI FUORI DI TESTA.
    Ma soprattutto...erano arrivati gli OAV della Yamato e della Granata Press. E avevano iniziato ad aprire i negozi specializzati con VHS di importazione parallela in versione inglese e giapponese. Io gli oav di Dragonball Z me li ero visti in spagnolo...
    Insomma, si era aperto un nuovo mondo. E ci si era accorti di colpo di QUANTO ERAVAMO INDIETRO.
    I barbari avevano sfondato il confine, e non si poteva piu' far finta di nulla.
    E le reti nazionali, che fino ad allora avevano avuto a che fare con ragazzini buoni e bravi che si sciroppavano tutto senza fare troppe storie, di colpo si ritrovarono alle prese con orde di assatanati che pretendevano FEDELTA' ASSOLUTA ALLE OPERE ORIGINALI, MA SOPRATTUTTO SENZA TAGLI E CENSURE.
    Mettiamoci un po' nei loro panni, poveracci...Roma non s'e' fatta in un giorno.
    Credo che molta gente che si occupava della localizzazione non avesse molta competenza, a riguardo.
    Si improvvisava parecchio, e spesso non si aveva la minima idea su che cosa si stava lavorando.
    Considerando questo, direi che non se la cavavano poi cosi' male. Ma vaglielo a spiegare ad un ragazzo che a quell'eta' vive solo per due cose: le sue passioni e la ph...
    Oggi come oggi sono parecchio piu' morbido su certe posizioni e ritengo che la Valeri Manera fosse una vera professionista che cerco' di fare il proprio onesto lavoro al meglio.
    Il primo, vero grande contributo arrivo' sulla fine degli anni 90, con l'arrivo di MTV ITALIA. Ma perche' era una rete musicale, non commerciale. E nemmeno statale.
    Vale a dire meno divieti, meno paletti, meno associazioni di genitori col fiato sul collo.
    Resta il fatto che l'adattamento di Sailor Moon, nelle ultime serie, era IGNOBILE. Vedi l'episodio finale e le dieci puntate trasmesse al contrario.
    L'altra settimana, su Rai Gulp, in Sailor Moon Crystal Sailor Jupiter ha stampato un bel bacio sulla bocca di Usagi...ai quei tempi sarebbe stato possibile?
    I tempi non erano maturi, tutto qui.
    Oggi, almeno, le localizzazioni sono rispettose del prodotto. Vedi Gurrenn Lagann, Soul Eater, Code:Geass (si chiamava cosi'?) o L'attacco dei giganti su Rai 4.
    Idem per la coppia di cialtroni menzionata. Quei due hanno fatto solo danni. Se oggi ogni programma con pubblico dal vivo si trasforma in una rissa da osteria bisogna ringraziare loro. Forse i vecchi rimmeenkioniti fanno piu' audience dei pischelli...
    Sui canali a tema...alla fine non e' cambiato poi molto.
    I problemi sono sempre gli stessi, solo su scala piu' ampia.
    Repliche su repliche. Ma prima, quando avevi solo una fascia oraria dedicata riuscivi a far credere che ci fosse piu' varieta'.
    Adesso...ogni cartone lo avranno gia' rifatto CENTO VOLTE. Per forza, li trasmettono in heavy rotation ventiquattr'ore su ventiquattro...
    Per la cronaca, la mia e' in fissa con Miracolous Ladybug, al momento.
    Uff, finito!
    Scusate la lunghezza.

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  27. E bobbè, colgo l'assist per ammetterlo anch'io, pur essendo un fedayyin delle vecchie sigle (e coevo del Doc): mi garba la sigla dei Cavalieri del Re ma preferisco la sigla di Draghi, proprio per quella diemsnione "epica al punto giusto".

    E non mi dispiace neanche quella di Lupin, a cui affibio una più che dignitosa medaglia di bronzo dopo "Planet O" e "Lupin - Fisarmonica" :)

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  28. chiedo venia, ho scoperto che la seconda sigla dei cavalieri era di Massimo Dorati, tra l'altro prematuramente scomparso.

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  29. Concordo in pieno con il Doc, ho sempre adorato "Una Spada per Lady Oscar" con la voce di Draghi e la considero la sigla perfetta per Lady Oscar, molto più che il minuetto dei CdR.
    La stessa canzone con la voce della Cristinona nazionale non rende allo stesso modo.
    Parlando di sigle voglio sicuramente nominare Mitzi Amoroso e le sue "Mele Verdi", sigle forse meno "cariche" di quelle di Draghi ma molto affascinanti.
    Cito solo la mia preferita "mademoiselle anne" "il Fujiama vegliava ... su di me"

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    1. Complimenti per la scelta: il testo di "Mademoiselle Anne" resta, a mio avviso, fra le sigle degli anime, assolutamente inarrivabile.

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    2. "Le mele verdi" sono forse il mio gruppo preferito, quando si parla di vecchie sigle dei cartoni animati :)
      "Mademoiselle Anne" è bellissima, ma la mia preferita tra le loro resta "Sandybell", con l'intro di cornamuse ^^

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  30. Per usare una frase che non vuol dire nulla (almeno in questo contesto), "i liberi professionisti hanno rovinato il mercato, il football americano non è più la stessa cosa", tratta dall'ultimo boyscout. Alla fine è quanto è successo alla povera Alessandra Valeri Manera che è stata spodestata per il bene superiore di Maria De Filippi e Costanzo. Grazie Doc per averci aperto questo mondo.

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    1. Comunque ricordo ancora la prima volta che vidi Lupin con la sigla di Enzo Draghi. Era un pomeriggio di Settembre del 1988 (se non ricordo male) ed ero triste perché era ricominciata la scuola... Però mi faceva strano la giacca di Lupin in quella serie, che era sul viola andante.

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  31. Doc, io sono del '76 e tra i Cdr e la Cristina, con le cui canzoni comunque sono cresciuta, ci vedo un abisso. Ma baby i love you di Mirko bicolore non mi è mai piaciuta e manco la sigla di Lupin. Forse non sono enzodraga al punto giusto. Boh. Però il pensiero di Maria Lavameningi De Filippi e marito che entrano e fanno piazza pulita degli altri mi fa quasi lacrimare, così come i pogrom della Cristina che faceva quel che voleva, con la sua aria da catechista che caca arcobaleni arricciando il nasetto (sì, la odiavo anche da piccola). Ma oggi ti scrivo per un altro motivo. Ho scoperto che il mio collega supplente di matematica, che in termini scolastici è decisamente scalciaculi e pure molto simpatico, non solo era in una band di power metal, ma, indovina un po'... Era proprio il bassista carismatico. Sono stupita che un simile personaggio leghi a livello di professionalità e pure di simpatia con me, che ero la studiosetta fastidiosa. Vedi che nella vita. Di te per esempio mai e poi mai avrei potuto immaginare che preferissi qualcos'altro a una sigla originale di un cartoon, dei Cavalieri del re poi.

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  32. Ho sempre trovato la voce di Draghi adatta per il personaggio di Mirko. Non sapevo della questione "voce troppo vecchia", sinceramente non mi ci ho mai fatto caso.
    In ogni caso, ottima intervista Doc!

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  33. Angelo Coniglio18 marzo 2018 01:08

    Grande Enzo, bellissima intervista complimenti.
    Sulla questione tagli&censure sarebbe da scriverci bibbioni in ennemila volumi e non si metterebbe comunque d'accordo nessuno. Da letture dell'epoca fatte sui magazine in vendita (in pratica uno...) si puntava naturalmente il dito su AVM a prescindere, dato che si trattava da articoli scritti da appassionati e ad uso e consumo di altri appassionati, ma si sarebbe comunque dovuta fare una ricerca più approfondita per indagarne tutte le cause, quindi anche quelle economiche menzionate, per averne una visione d'insieme più esatta. A posteriori va riconosciuto che, per quanto si possano avere le proprie opinioni al riguardo, un redattore di un magazine dell'epoca, in quanto anche giornalista, dovrebbe sempre basarsi sulla realtà dei fatti, e quindi su un buon lavoro di ricerca a monte. Va comunque dato atto che, quando su un magazine venne dato spazio per un certo periodo di tempo ad un responsabile Mediaset, tramite una rubrichetta da lui gestita in cui venivano presentate le novità di palinsesto, fu un levarsi di scudi da parte degli appassionati lettori. Comunque, proprio vero che la storia vera, i resoconti veri, la si sappia solo a posteriori.
    Sulla premiata coppia Maurizio e Mario..., no, pardon, Maurizio e Maria, che dire: hanno avuto una grande fortuna, quella di fare televisione in Italia in primis, e di avere saputo attirare l'italiano medio che li ha portati al successo. Sapendo che, notoriamente, l'italiano medio è un povero fesso e rappresenta, purtroppo, una buona parte della società, il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Fortuna sia ancora rimasto lo zapping.
    Riguardo la "dolce" Cristina dai fiocchi d'Avena, è sempre "piacevole" scoprire nuovi retroscena sulla sua luminosa carriera... Che dire, tanto di cappello alla sua stronzaggine. Dopotutto, Cavalieri (e Super Robots, e Mele Verdi, e Rocking Horse, e Fidenco, e Lepore, e Micronauti e chi più ne ha più ne metta) si nasce

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