Thor, Visione, 4 Hoods, Nathan Never, Morgan Lost, Secret Empire, Lazarus Ledd e tanto altro!

Prima tornata di Microletture post Lucca, con tutto quello che sei riuscito a smaltire in una manciata di giorni. Cioè poco, cioè c'hai ancora la megapila di albi e volumi che torreggia accanto al letto ricordandoti Pisa. Oh, d'altronde c'era pure in Mazinga Z Infinity una scena ambientata a Pisa (davvero), è tutto collegato. Questa volta parliamo di: i numeri 0 bonelliani di 4 Hoods, Creepy Past, Morgan Lost Dark Novels; Dylan Dog #374 e la sua copertina urlante; Nathan Never Rinascita #6; Lazarus Ledd #152; Spider-Man Collection - Le Graphic Novel; Il Mitico Thor Ragnarok; Visione vol. 2; Secret Empire #0. Hey! Ho! Diamociunamo'! [...]

4 Hoods #0, SBE, 2 cappuccetti
In attesa di parlare dei Grouchini (prossimo giro), ti sei sciroppato alcuni numeri zero presenti allo stand Bonelli in piazza Antelminelli (per gli antristi, dal 2012, ufficialmente Piazza AntelminOlli). Partita finalmente la linea Young di Bonelli, di cui 4 Hoods di RRobe rappresenta - sin dalla presentazione del progetto - uno dei titoli di punta. Che dire? Ti sei goduto questo numero zero. La storia è brillante, una bonaria presa in giro di tutti i luoghi comuni del fantasy eroico, i disegni di Federico Rossi Edrighi e Riccardo Torti creano un ottimo contrasto tra l'estrema linearità dei 4 cappuccetti, con il loro charadesign minimalista senza braccia né gambe, e il dettaglio dei mostri affrontati. Viola non ha per ora la stoffa del bassista carismatico, ma d'altronde è un ladro, oh.
Sì, insomma, ci stai dentro. Magari non sei il target neanche per niente, ma questo numero 0 (22 pagine di storia più un'appendice sulle caratteristiche dei 4 Hoods) ti ha divertito, perciò in primavera vuoi seguire la serie regolare.
Creepy Past #0, SBE, 2 leggendemetropolitanediinternet
E qui boh, zero presidentesse, nel senso di non giudicabile. Un numero zero old school, di quelli con pochissima storia (8 pagine) e tante schede e materiale di presentazione dei personaggi. Di quelli, insomma, che vent'anni fa alle fiere te li regalavano, perlopiù. Sulla carta, nonostante il target sia anche qui quello Young (leggi: persona con metà o anche un terzo dei tuoi anni), pensavi che l'horror per giuovini potesse interessarti. Ma quel pochissimo della serie di Bruno Enna, Giovanni di Gregorio e Giovanni Rigano che emerge da questo numero zero è una sorta di Stranger Things coloratissimo con disegni alla Monster Allergy. Passi. Per quel che vale, gran bella cover, comunque.
Morgan Lost Dark Novels #0, SBE, 5 coltelli
Prima avventura nel nuovo formato (66 pagine, dimensioni dell'albo maggiori, come la recente mini di Chico) per la seconda serie di Morgan Lost. Le promesse sul tavolo: storie in continuity, contenuti più adulti (da qui la quantità di nudi full frontal nel numero). Questo numero zero racconta in realtà cosa è accaduto a Morgan dopo l'applicazione coatta del tatuaggio. Perché ha venduto il cinema, come è diventato un cacciatore di taglie. E soprattutto perché è fondamentalmente uno psicopatico, alla fine non molto più sano di mente dei serial killer a cui dà la caccia. Ora, di Morgan Lost, agli esordi, ti piacque tantissimo l'ambientazione: la metropoli dalle influenze egiziane, la neve, l'ucronia. Solo che lo sfondo è rimasto in due anni sempre lo stesso, dell'ucronia si son perse le tracce e le storie erano fondamentalmente sempre uguali. Il che da una parte creava un che di rassicurante - quando ti mettevi lì, la sera, sapevi di poter leggere il consueto mix di killer efferati e divagazioni oniriche, con un protagonista sonnambulo e in preda alle visioni e al mal di testa - che a suo modo ti ha fatto affezionare alla serie, dall'altra ti ricordava ogni volta quante possibilità venissero sprecate. 

Non solo sul tema ucronia (e già lì), ma anche nelle dinamiche delle storie vere e proprie. Ogni tanto, al posto del serial killer con la situazione familiare disagiata e un pessimo rapporto con le donne, ci sarebbe stata benone, che so, una setta, una squadra di poliziotti corrotti tipo in Leon, qualunque cosa. Ora (2), siccome ti sei in qualche modo legato al personaggio, dicevi, sarà anche perché hai avuto il privilegio di leggerne le prime due storie prima di tutti gli altri e di parlarne con Claudio Chiaverotti, il suo autore, speri tanto che Dark Novels dia il colpo di reni che serve. 
Intanto, un sette scolastico di incoraggiamento a questo numero zero, nel complesso piacevole e disegnato da Val Romeo.
Dylan Dog #374, SBE, 3,50 urla
Sei rimasto letteralmente travolto dalle prime pagine dell'ultimo DYD. La storia scritta da Mauro Uzzeo e disegnata da Giorgio Santucci parla di Giudizio Universale e non solo di quello. Ché il modo in cui dipinge il popolo del family day, e più in generale quelli che protestano per togliere i diritti agli altri (uso il mio diritto alla parola per negarlo a te, mostro) ha fatto gridare allo scandalo le solite scimmie nazi dell'Internet. Quelli forti di una dialettica tutta cinghia e testate, giusto perché l'olio di ricino non si trova più alla despar. Ma al di là di questo, e al di là di qualche piccolo scivolone retorico nel corso della storia, l'hai trovato un albo molto bello. Visionario, forte, diverso. Il che è esattamente quello che si chiedeva al nuovo corso della testata: scollarsi dalle dinamiche "Dylan trova cliente bona, mambo orizzontale, scontro finale, ciao bella com'è che ti chiamavi chissene". Tanti autori nuovi, tanti esperimenti, qualcuno che fa centro, altri no, ma buona così.
Ah, a proposito. Era questo l'albo che è uscito a Lucca con la famigerata cover variant urlante, in stile cartolina di Natale, però horror. L'ideale per far venire un coccolone al vostro gatto. Volete sentire come urla quel campanello? E che problema c'è, ecco un video. Alzate il volume, ma si declina ogni responsabilità sulle sorti del vostro gatto. 

Nathan Never Rinascita #6, SBE, 3,90 ricordi
Fine della corsa per Rinascita, la miniserie con cui Michele Medda ha riscritto le origini di Nathan Never. Una serie che ti ha spiazzato in più punti. L'Agente Alfa, prima di diventare un Agente Alfa, è davvero una persona molto diversa dal personaggio che conosciamo. Lo è all'inizio, lo è alla fine, quando uccide a sangue freddo la compagna di un trafficante. Eppure, per quanto tutto sia così diverso, a cominciare dal rapporto tra Ann e Mace, nessuno sembra sfuggire al suo destino:
Nathan finirà a lavorare per Reiser, C09 diventerà un androide in fuga che capisce il valore del vintage, Ann una povera ragazzina
autistica sotto le cure di Leyla Duchateau, Sara su Melpomene, lontana dagli occhi e (forse) dal cuore.

Rinascita non è solo una serie di fantascienza. Ricorda, soprattutto negli ultimi numeri, più una crime story d'azione, con scambi di ostaggi, trattative condotte osservando la canna di una pistola, fughe rocambolesche. E ci sta: la fantascienza in genere e NN nello specifico sono stati negli anni un contenitore di decine di sottogeneri. È sci-fi il mondo, poi dentro ci puoi raccontare la storia di un campione come Maradona dipendente dalle sostanze, i vermoni del deserto o la vicenda
di un uomo disposto a fare qualsiasi cosa pur di riavere sua figlia. Una storia che ti ha toccato anche per un'altra ragione, ben precisa, ma è una cosa troppo personale per parlarne.
Rinascita, mai ce ne fosse stato il bisogno, dimostra che nessuno scrive dialoghi come Michele Medda in Bonelli, oggi come vent'anni fa. Nessuno nel senso di nessuno. Le sue storie scorrono, non hanno mai quel che di artificioso di quando devi spiegare un passaggio e la vicenda si pianta, il temibile virus dello spiegone che dilaga ovunque. La maggiore libertà linguistica, per così dire, della miniserie (bye-bye "voi", parolacce quando servono) accentua ancora di più la sensazione. Ma ovviamente non è solo quello. Pagina 92, il modo in cui NN decide del suo futuro, senza una sola parola, è semplicemente perfetta. Ci siamo tutti trovati lì, senza le macchine volanti sullo sfondo, ma con la schiena curva prima di rialzare la testa.
Lazarus Ledd #152, Cosmo, 5,50 taxi
Quella di Lazarus Ledd #152, l'ultimo numero di Lazarus Ledd, è una grande storia d'amicizia. L'amicizia tra Ade Capone, il creatore del personaggio, scomparso purtroppo due anni fa, e Leo Ortolani, suo amico da una vita. Così, quando c'era da completare l'ultima storia di Lazarus, lasciata appunto incompiuta da Ade, non poteva farlo altri che Leo. Leggere quelle trenta pagine già pronte e capire cosa il suo amico avrebbe fatto partendo da lì. Soggetto suo, sceneggiatura del tuo amico Gianni Barbieri. Di Lazarus Ledd hai seguito gli esordi, sin dal numero 0 a Lucca '92, e hai continuato a leggerne il mensile della Star fino a metà anni 90. Molti dei personaggi e delle sottotrame a cui si riaggancia questo finale, perciò, non li conoscevi, e il personaggio in sé è molto diverso da quello che avevi lasciato in edicola vent'anni fa. Però, per il clima particolare che ha portato alla nascita di quest'albo (un numero 152 che segue di undici anni il precedente, il 151, datato novembre 2006), hai letto il tutto in un mood di rispetto e con un pizzico di passione. Era la storia di un saluto a un personaggio che bene o male ha fatto un pezzo di storia del fumetto italiano non Bonelli, un tributo al suo creatore. Non sai che voto dargli, perché è un compito che lasci a chi Lazarus l'ha seguito in tutti questi anni e sa giudicare quanto sia soddisfacente questa chiosa definitiva delle sue avventure, ma il finale è pura roba alla Leo. Ciao, Ade. Il numero zero con il tuo autografo con penna argentata lo portai in giro per quella Lucca '92 reggendolo in mano per un quarto d'ora, in attesa che l'inchiostro asciugasse. Vedere il tuo Lazarus sulla cover con Rat-Man (colori di Luca Bertelè), disegnato da quell'Ortolani che hai scoperto grazie a Made in USA in quella stessa fiera, quello stesso giorno, chiude un cerchio grosso così. Lacrimuccia libera. 
Il Mitico Thor Ragnarok, Panini, 14 martelli
E ora un po' di cartonati Marvel da libreria, di quelli che rendono il vostro salotto un grande protagonista del Novecento, aaahrrrr, Serena ti voglio favorire. Per tutti quelli disgustati dalla vanzinata ora al cinema con i Pio e Amedeo dello Spazio, una delle saghe classiche di Thor dedicata al Ragnarok. Non quella di Kirby e neanche quella di Walt Simonson, ma un ciclo di sette storie pubblicato nel 1978 e firmato da Roy Thomas e John Buscema. Sì, lo stesso team artistico che ha dato vita ad alcune tra le più memorabili storie di Conan. Mitologia norrena in chiave Marvel al cento per cento: non c'è Surtur, ma Hela, Fenris, i troll, Loki che si traveste da Thor, il Serpente di Midgard e tanto altro sì. Un superclassicone masterpezzo.
E qui ci sta pure quella gnocca di Lady Sif, ché non era impegnata altrove a girare un telefilm, dice.
Spider-Man Collection - Le graphic novel,
Panini, 20 ragnospie
Quest'altro volume raccoglie invece le quattro Graphic Novel dedicate al Ragnetto pubblicate dalla Marvel tra l'86 e il '92. Hooky disegnata da Berny Wrightson, con la sua streghetta lentiginosa e quei mostri pieni di denti (devi avere ancora da qualche parte lo speciale pubblicato da Comic Art). Vite Parallele di Gerry Conway e Alex Saviuk, che prendendo in prestito il titolo da Plutarco racconta il passato di Peter e Mary Jane prima del loro matrimonio. Una storia importante, perché spiega come la Rossa abbia scoperto l'identità segreta di Peter e perché per anni si sia finta solo un troione una ragazza che amava molto le feste. Peccato solo per i disegni di Saviuk, famigerato perché ricalcava l'impossibile, in tempi in cui non era socialmente accettabile che un tizio come Greg Land diventasse famoso, metti. Spiriti della Terra è una graphic novel bellissima, di grande atmosfera e dal taglio molto artistico: un'avventura in Scozia di Peter e MJ scritta e illustrata dal grande Charles Vess. La Paura Stessa/Fear Itself, infine, è tratta da un soggetto di Stan Lee (!), scritta da Conway e disegnata da Ross Andru, e presenta una parata di vecchie glorie anni 90 della testata, come Silver Sable, il Ninja Bianco e quella rompiballe di Zia May che capita al momento sbagliato, mentre Peter e sua moglie fanno robe. Ah, di MJ così hot, a memoria d'uomo, se ne sono viste poche. Altro che il pupazzo coi ricci di McPupazzo.
Tutte e quattro sono storie molto gradevoli, ma Spiriti della Terra vale quasi da sola il prezzo del biglietto. Più in generale, bello tornare a leggere delle storie del tuo Spidey preferito. Il Peter Parker che era solo Peter Parker, non il cugino sfigato e con la tessera dem di Tony Stark. 
Visione vol. 2, Panini, 14 sintezoidi
Capolavorò. Il primo volume di Visione ti aveva spazzato via, questo, il secondo e ultimo, ti rimette in piedi e fa altrettanto. Basta la prima storia del volume, quella che racconta in poche pagine la storia d'amore tra Visione e Scarlet, a farti capire cosa hai tra le mani. Poche pagine che ti hanno lasciato letteralmente senza parole. L'unico vero peccato è che la serie è terminata negli USA con il numero 12 (contenuto in questo secondo tomo, appunto) e che Tom King è passato alla DC, dove il suo Batman, dopo una partenza promettente, non ti sta piacendo neanche per niente (la scena del fast-food, santo cielo...). Da tenere d'occhio, a questo punto, il suo Mister Miracle per la Distinta Concorrenza. Ché se tanto ti dà tanto...
Che ve ne freghi qualcosa o meno di Visione, degli Avengers e più in generale di tutto il Marvel Universe, dovete leggere questi due volumi. È tipo un ordine.  
Secret Empire #0, Panini, 3 tentacoli
Chiudiamo con il numero zero di Secret Empire, l'ennesima megasaga Marvel, incentrata sul coming out da villanzone a capo dell'Hydra di Capitan America. Riassunto veloce delle puntate precedenti: grazie a un cubo cosmico, quel coso un po' più malvagio del cubo di Rubik e perciò chiamato Cobik, il Teschio Rosso ha riscritto la realtà: Steve Rogers è stato avvicinato dall'Hydra da rEgazzino, negli anni 40, e ha fatto perciò parte dell'organizzazione terroristica amica dei nazi e di Borghezio praticamente da sempre. Ora è il momento di uscire allo scoperto e sbarazzarsi degli altri super-eroi. La storia, scritta dall'abile Nick Spencer, parte da un presupposto molto semplice: cosa succede se il più grande soldato e stratega del mondo decide di inchiappettarsi gli altri colleghi in tutina, dopo essersi fatto consegnare in pratica le chiavi del pianeta?
La storia è molto piacevole, ma sono i disegni di Daniel Acuña a farti impazzire. Adori qualsiasi cosa disegni questo giovanotto spagnolo. Tipo: non so se ve ne siete accorti, ma il tuo avatar sull'Antro è un Sole Ardente disegnato da lui. Per dire. 
Stranamente non sembra la roba assurda che poteva sembrare, quando tutto è partito ed è iniziata la gara dei meme su quell'Hail Hydra. Cosa può esserci di più malvagio del capo degli USA e quindi del mondo che è amico di tizi pericolosi armati fino ai denti, dittatori e suprematisti bianchi? Ah, già. È vero. Fottuta realtà, non ti puoi inventare più nulla.

Okidoki, deboscia, voialtri cosa state leggendo/avete letto di bello in questi giorni? 

Commenti

  1. allora Alita mars chronicle non è male ,dategli un'occhiata ,mi ha fatto piacere che tu abbia menzionato Made in Usa,quanti ricordi,anch'io ho scoperto il ratto così,ma quanti anni sono passati?troppi,decisamente troppi da quel 1990 brrrr

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    1. Io invece ho rosicato troppo al secondo volume.
      Ho iniziato la serie solo perché pensavo fosse una serie prequel della serie originale, non avendo seguito Last Order.
      È vero solo per il primo numero, dal secondo è, appunto, un seguito di Last Order.
      E ora il di(anzi tri)lemma è:
      1) recupero anche quella, di cui non se ne parla un gran bene, solo per completezza
      2) lascio perdere L.O. e provo a seguire M.C. facendomi bastare le note a piè di pagina per i numerosissimi riferimenti a L.O.
      3) mollo al 2 e va bene così, alla fine Alita è Alita, la serie originale.

      Vedremo... (consigli sono bene accetti)

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    2. i primi due numeri con la loro infanzia sicuramente bellissimi . direi che la parte da bambine è superiore a quella da adulte ma personalenmte, per quanto io abbia amato alita direi che questa roba ormai è un plus superfluo e mentre last orders è servito a dare un minimo di senso a una roba che nella versione normale era stata chiusa troppo in fretta questo mi lascia perplesso.

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  2. Io ho letto il "Le storie" di ottobre, Astromostri (feauturing Godzilla e Dottor Zero da Fantaman, Doc mi sa che apprezzeresti!), finalmente ho letto la raccoltona di Pierz Ravioli Uestern L'integrale, poi lo Speciale Dampyr "albanese" La terra delle aquile e infine il comico ma tragico Piccolo Fuhrer del trio di Quando c'era lui!

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  3. Stavolta ho poco da dire, in ambito fumettistico sto continuando a recuperare i brossurati di Invincible, ora sono al numero 19 e si sta dimostrando la miglior serie supereroistica mai realizzata, forse potrei definirlo perfino "miglior fumetto supereroistico mai realizzato", ma ci sarebbe da discuterne per ore.
    Non posso commentare ogni singolo volume perché ci sono stati davvero troppi archi narrativi.
    Però una critica posso farla, mettendola sotto rovinatore.

    ROVINATORE



    Il fatto che Angstrom Levy, uno dei villain più fichi che abbia mai visto, si redima dopo un discorsetto di Atom Eve senza pensarci troppo mi ha fatto storcere un po' il naso.
    Il discorso di Eve è sensato, molto sensato, e posso capire che uno come Levy, accecato dalla vendetta, non si sia soffermato molto a pensarci nel corso degli anni, ma per come è stato presentato tutto questo al lettore, sembra ci fosse una certa fretta dietro per far terminare al più presto la sua linea narrativa.
    Fortunatamente quello che è successo dopo è stato molto "appagante", visto che aspettavo quell'evento sin dai primi volumi, immagino che i fan di Invincible della prima ora l'abbiano aspettato per anni.

    FINE ROVINATORE


    Di altri fumetti ho recuperato i volumi 3 e 4 rispettivamente di Ninjak e Bloodshot:Reborn.
    Il primo è inferiore ai due volumi precedenti per il semplice fattore magia, si confà ben poco al personaggio di Ninjak, se io compro la serie di Kindt voglio spy-story.
    Bloodshot continua a spaccare culi invece, anche se questo volume presenta un piccolo difetto narrativo, ininfluente ai fini della trama, ma che ho notato.

    ROVINATORE

    Gli altri Bloodshot funzionano molto bene, ma deducendo che si trovano a fare test sull'isola da 2-3-4, forse 5 anni, non ricordo, non mi bevo il fatto che questi veterani di guerra non abbiano mai pensato di provare a trovare la base del "mostro" che li perseguita.

    FINE ROVINATORE

    Basta, non ho letto altri fumetti, se si esclude Zagor, ma le ultime storie sono state deludenti.
    Flash e compagni li ho mollati, non riesco a reggere i quindicinali adesso, proverò a recuperarli più avanti.

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  4. NN rinascita mi sembrava una bieca operazione commerciale per spremere il più possibile il mio agente speciale preferito, anche perché non ne capivo onestamente il senso. E' vero che NN è nato in un'altra epoca quando la tecnologia e la società erano profondamente diverse. Ma questo non è un male, anzi. Proprio il fatto di essere un pò vintage, quella sci-fi old school ha sempre fatto parte del suo fascino. Invece mi hai fatto ricredere e pensare che forse ero solo un pò prevenuto. Inizio dal primo ma penso prenderò tutti i volumi.

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  5. Io sono curiosissimo di leggere Lazarus Ledd, anche io presi il numero zero ma ai tempi Lucca Comics era una chimera e mi consolavo con la Comic Convention che tutti gli anni veniva organizzata qui a Milano nel famigerato Hotel Quark, ebbi anche la fortuna di incontrare Ade, anzi credo di avere il suo autografo ma non so più dove sia finito. Tristezza, ricordi e malinconia.
    Comunque oltre a questo ho tipo millemila fumetti arretrati da leggere a cui si sommano quelli presi a Lucca settimana scorsa.

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  6. Non ho letto nessuna delle letture qui descritte, l'unico fumetto che mi intriga è il finale di Laziarus Led che ricordo con precisione quando uscì per la prima volta e io «un fumetto che parte dal n° 1, tra qualche anno varrà un sacco di soldi :D »... vado in edicola e trovo già il 2. Comunque quell'"Hellraiser" non me lo scorderò mai. Ora se mi fanno il favore e me lo fanno uscire a Penisville me lo accatto.

    Per quanto mi riguarda, sono sempre in quel periodo che mi addormento dopo 2 righe di libro o 2 tavole di fumetto, perchè sono molto stanchissimo, stressato ecc...
    Tuttavia riesco a fare alcune imprese incredibili come finire American Gods di Gaiman, il libro sulla piramide in Bosnia, i fumetti di Wonder Woman allegati con la raccolta in DVD da edicola, l'ultimo numero ushito di One Punch Man (manga top, ma top proprio!).
    Della serie ritrovati, va detto che la a ridosso del mio vero compleanno (facebook non conta) la Zietta mi si presenta in casa con una busta di fumetti vecchi rimediati da un antiquario. Dentro le storie anni 80 dell'arrampicamuri targate Star Comics, con costume nero. Apparte che i volumetti includevano anche le storie degli X-Men di Claremont (la saga dei predoni dello spazio), ma quello che più mi è piaciuto è stato leggere i baloon con le scritte fatte a "mano" e i redazionali dell'epoca, un tuffo nel passato da urlo, niente partono le lacrime...

    PS.: Doc, è uscito il secondo e conclusivo volume di Horobi, non me lo sono fatto scappare ;)

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  7. Finalmente secret empire in italiano, stavo cominciando a leggerlo in inglese. Ma, forse, prima devo leggere Hail Hydra... XD

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  8. Oddio, King su Batman ha fatto un qualcosa con Kite-man che ti fa volare via con tanto di aquilone.
    Hell yeah!

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  9. "Da tenere d'occhio, a questo punto, il suo Mister Miracle per la Distinta Concorrenza. Ché se tanto ti dà tanto..."

    Posso confermare, Mr. Miracle di King è veramente tanta roba. King è un talentone. Parlando di serie "minori" e passando alla Marvel ho sentito parlare bene di Black Bolt di Saladin Ahmed, ma non l'ho ancora letto per cui prendetela con le pinze.

    Dalle letture passo alle riletture: sto risfogliando con piacere quello che era e che è tuttora uno dei miei shonen preferiti ovvero Ushio & Tora, che è parte della mia personale top 3 del genere (top 3 che include Jojo e FMA. Scusami Kenshiro ma ho dovuto fare una scelta, non fare quella faccia).

    "le solite scimmie nazi dell'Internet"

    Bonus: quando le suddette scimmie hanno l'avatar con la maschera di Guy Fawkes.

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  10. Eeeh fumetti ultimamente pochi mannaggia! Letto Dylan pure io, cover strepitosa, storia meh... Forse sono troppo affezionato (e pigro dai) al vecchio investigatore dell'incubo per apprezzare appieno la nuova strada intrapresa, ma nn mi prende al 100%. Rocky Joe numero 9 bello, me piace. Mi hai incuriosito coi due volumi su Visione li cerco in fumetteria dai anche se costicchiano azz! Morgan Lost non ho avuto voglia di iniziarlo sebbene abbia incontrato chiaverotti varie volte qui a Torino e ne parlasse sempre. Forse mi diverte di più sentir lui che ne parla che leggerlo lol

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  11. Ciao Doc, vista la tua conoscenza dell'ambiente e soprattutto viste le conoscenze nell'ambiente, sai se è in programma o anche solo probabile una raccolta del ciclo di Nathan Never Rinascita?
    Sarei molto, molto interessato a recuperare il tutto in un'unica soluzione (visto che me li sono persi praticamente tutti quanti tranne il primo)

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  12. Io mi sono letto, un po' in ritardo, l'ultimo numero di Rat-Man (piaciuto molto), dopodiché ho iniziato a comprare Rat-Man Gigante, non avendo mai seguito seriamente la serie di Ortolani prima della decalogia finale: letto il primo volume, le origini così così (acerbe?) ma "Legami di sangue" è stata una storia molto divertente. Poi ho letto Volt #5 (bello, soprattutto la parte della parodia di Holly&Benji mi ha fatto morire dal ridere) e ho recuperato alcuni Dragonero (#42-45): la qualità delle storie e dei disegni torna a salire dopo i fiacchi 3-4 volumi precedenti, scimmia per il 46 di cui per ora ho visto solo la copertina.

    Discorso libri, ho letto due cose che più distanti non si può. Prima un libricino sul sistema partitico italiano (con molta attenzione alla comparazione a livello europeo), Forza senza legittimità - Il vicolo cieco dei partiti; poi, avendone trovato quasi tutti i volumi da Libraccio, ho deciso di leggere una serie fantasy per bambini, di cui avevo letto alcuni libri alle elementari e mi era rimasta impressa (più per le copertine che per altro): così ho ricominciato Il magico mondo di Deltora, attualmente ne sto leggendo il volume 3 (di 8) e pur con i suoi limiti dovuti al target mi sta piacendo.

    Infine, capitolo scan... Di solito non ne parlo ma ultimamente ho letto robe che meritano davvero una menzione. Ho concluso Oldman, serie cinese in 4 volumi di difficile catalogazione per me (ma direi un fantasy young adult), molto particolare (a cominciare dal gruppo di protagonisti più che atipico) e bella...peccato che sul finale scada un po'. Due ottimi one-shot sono stati i manga Genjui Toteku, ben disegnato e semplicemente divertente, e Golem Hearts, che mi ha colpito per il risvolto serio della storia e l'espressività del volto della protagonista femminile (il successo del one-shot ha determinato la serializzazione su Shonen Jump). Ho letto il primo capitolo di Arte, manga che pubblicherà la Planet Manga da questo mese: sembra non molto originale ma interessante (altra serie Planet Manga consigliata che inizierà ad uscire a fine novembre è Origin). Infine menzione per ReMember, manga ambientato nel Giappone sconfitto dopo la seconda guerra mondiale il cui protagonista è un tizio che non ricorda più nulla del proprio passato ma ha straordinarie doti di artista marziale e si trova invischiato negli affati della yakuza... Premessa interessante, disegni strani (non mi piacciono molto le scene d'azione purtroppo), peccato solo che sembrano esserci solo 26 capitoli online per ora

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  13. Ho in corso le letture di grosso guaio a Chinatown e lo stupefacente Wolf-Man di Kirkman mentre nei giorni scorsi mi sono sparato le nuove edizioni di Ranma 1/2 e Sailor Moon più Super Dinosaur sempre di Kirkman.

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  14. L'immonda quantità di roba comprata a Lucca mi aspetta, quasi intonsa, pronta per essere letta. Delle cose che citi non ho letto niente, alcune le ho comprate ma 4 Hood mi sono scordato di prenderlo. Adesso ho una scusa per andare al Bonelli Store di Via Marghera.

    Per ora mi sono letto gli ultimi due numeri di Battaglia (quando cacciamo fuori la mitica foto della copertina) e mi sono piaciuti abbastanza. Dopo il Pio Padre il piglio con cui vengono narrate le storie è chiaro. Definirlo dissacrate sarebbe un eufemismo. Ammetto che la storia su Pasolini mi ha preso di più di quella su Silvio.
    Mi devo leggere ancora Shadow Planet e finire i due tomoni della Hikari (costola manga della 001 Edizioni) di Unlucky Young Men. Unlucky Young Men per ora mi ha un po' deluso anche se mostra uno spaccato della lotta studentesca del '68 in Giappone che è molto interessante.
    Ho anche da leggere il 2° volume dei Quaderni Giapponesi di Igort a cui ho strappato un autografo al volo.

    PS: mi sto mangiando le mani per essermi accorto troppo tardi che vendevano le tavole originali di Storie di un'Attesa. Chi non ha letto quel fumetto è una brutta persona. A me l'ha regalato un caro amico, GRAZIE.

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    1. SU battaglia ti do ragione, anche io mi sono fatto prendere di più dalla storia di Pasolini, è... ben scritta direi

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    2. Diciamo pure che il numero su Pasolino vuole far riflettere e Battaglia è solo il traghettatore della storia. Vi è anche un incastro con i fatti reali, per quello che ho letto, che quadra abbastanza.
      Il numero su Silvio ha il difetto di essere molto vicino temporalmente e questo secondo me è sempre un problema. Aggiungo che la storia è scritta per essere provocatoria più che per essere avvincente o interessante. I due guizzi interessanti sono il teatro iniziale la cui storia diventa una sorta di metafora e il colpo di scena finale che spiega molte cose, storicamente mi piace e funge da lancio al prossimo numero. Detto questo avercene di fumetti come quello.

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  15. Ho comprato Britannia e ho letto le prime pagine, interessante anche se storicamente stiracchiatino, ma che vuoi pretendere.
    Passando alle letture più leggere, sto leggendoColonialismo medievale. Il regno latino di Gerusalemme di Joshua Prawer.
    Il testo ( quasi finito ad oggi) munumentale di 600 pagine scritte in lillipuziano, procede analizzando il regno latino in terrasanta tralasciando l' aspetto crociato e considerando il funzionamento " ordinario " del Regno, in un' ottica " coloniale"; ovvero si guarda come i meccanismi poi utilizzati in America avessero già alcune radici qui.
    Emergono alcune particolarità indubbiamente interessanti. Ad esempio: il Regno era sostanzialmente laico. I preti non contavano un cacchio , le proprietà della chiesa erano poca cosa. Tutt'altro discorso era valido per gli ordini religiosi cavallereschi, specialmente gli Ospitalieri , possedevano castelli a manetta ed erano in pratica uno Stato dentro lo Stato, ma più potenti di loro erano le città marinare, che praticamente dettavano legge. Altra cosa; il contadino palestinese medio se la passava molto meglio del suo equivalente villano europeo. I cristiani non facevano nulla per risultare simpatici, ma avevano le tasse più basse rispetto ai turchi, per cui quando il regno perse pezzi, in genere molti autoctoni si trasferivano. infine, il rapporto di vassallaggio era spesso diretto tra il re e il cavaliere, con il risultato che il regno era molto coeso all' inizio, q quindi aveva istituzioni forti; ma poi non vide evoluzione, quindi fu superato dai regni europei che fino a prima aveva surcassato.
    Altro aspetto divertente fui che il regno latino coniò monete d'oro per arginare il soldo bizantino e il dinaro; per farlo utilizzare ai cristiani , ci misero una croce sopra; per farlo usare agli arabi , misero degli arzigogoli che assomigliavano all' arabo ma in realtà non volevano dir nulla ( i coniatori erano occidentali e non conoscevano la lingua!)

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    1. Adesso sto iniziando un libro di critica su quel pirla di Machiavelli che della vita, permettetemi, non aveva capito un caxxo

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  16. Questa settimana ho finito I'm A Hero: e mi ha sorpreso, pensavo il solito pistolotto moralizzatore nipponico e invece...veramente un finale che non m'aspettavo.

    Ho letto anche Pink REnger: quinci euri buttati.
    I disegni sembrano quelli di un bambino delle elementari bravo, la storia é inesistente, stringi stringi: un fumetto "inclusivo". E ho detto tutto.
    Manca il cattivo, sul serio, non c'é davvero una trama, c'é il nulla spinto, praticamente un albo di fanservice fine a sé stesso.
    Ho apprezzato solo il personaggio di Goldar, l'unico che avesse qualcosa da dire.

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    1. Oh, "REnger" é voluto, lo so che si scrive "ranger", credeteci!

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    2. I am a hero è veramente ad alti e bassi.. estremi picchi di tensione misto a parti insulse . A me il finale è sembrato totalmente buttato lì... boh. Comunque un fumetto da leggere....

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  17. Sono reduce fresco fresco (praticamente l'ho appena riposto nello scaffale) dal primo numero di "Lupo Magazine", il nuovo bimestrale dedicato a Lupo Alberto. Sono rimasto piacevolmente colpito nel vedere che comunque la componente fumettistica prevale su quella redazionale. Tre storie a fumetti (una principale, più lunga delle storie medie del Lupo e due brevi). Visto l'argomento del numero (il sesso) che il protagonista della storia principale sia Enrico La Talpa è naturale, ma spero per il futuro che abbia più spazio il titolare della testata.

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  18. ho letto on writing di stephen king e i numeri 24 e 25 di the walking dead. in più ho letto anche i primi due numeri di i am a hero e ora sto iniziando one punch man

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    1. ah dimenticavo : ho finito il fumetto di kick ass in edicola con il corriere dello sport : capolavoro

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  19. Pensa, per me è stato proprio l'inizio del Batman di King la parte più difficile, ora è tutta una piacevole discesa con un'ottima analisi sul lato umano del personaggio (altro che quello schifo della gestione di Snyder).
    Come dico sempre però, ad ognuno i suoi gusti e siamo tutti contenti.

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  20. Paperinik le origini vol. 2: le prime e politicamente scorrette storie del papero mascherato sono sempre stupende... Immancabile

    Paperinik 11: il mensile ho iniziato a seguirlo per caso dal numero 1ed ho continuato... Impietoso il confronto con le vecchie storie...lettura senza pretese

    Gli eredi di Shannara: ho a che fare con qualcosa di fantasy a distanza di molti anni dal terzo capitolo del signore degli anelli... Molto lento, sia lui nello svolgimento che io nel leggerlo

    L elenco telefonico degli accolli: Zerocalcare, una certezza

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  21. Doc aspetto il tuo parere su Sleeper.

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  22. allora....ho letto il Texone "Il magnifico fuorilegge", ed è qualcosa di meraviglioso. Ho finalmente finito Lilith di Luca Enoch, e il commento è un grosso "Bah". Ho letto la serie, comprata millemila anni fa, "JSA", in dieci volumi della Planeta, che narra le storie dell'All-Star Squadron di Terra -Due durante la seconda guerra mondiale, scritte da Roy Thomas negli anni Ottanta. Divertente perché sono protagonisti i personaggi di seconda fascia di quel mondo, ma un po' troppo vecchio stile. E ho letto il libro "Il giro di Vite" di Henry James. Meraviglioso, e se qualcuno vuole sono pronto ad un dibattito sulle opposte visioni della storia raccontata.

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  23. Mi fa piacere vedere che sono usciti i 4 Hoods. Voglio recuperarlo

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  24. La raccolta di graphic novel su Spidey sembra davvero interessante. Sono daccordissimo con te Doc sul fatto che dopo il reset di One more day il personaggio sia stato davvero impoverito; leggere qualche storia dei bei tempi non puó fare che bene ad un vecchio fan dell'arrampicamuri

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  25. Ho comprato il volumone di Capitan Erik, fumetto anni 70 del Giornalino targato Claudio Nizzi, lo stesso autore di Larrry Yuma che poi tr, rasmigrerà alla Bonelli per risollevare le sorti di TEX.
    Narra le avventure di Erik e della sua pittoresca ciurma, ritmo serratissimo con un susseguirsi di colpi di scena tra scazzottate e sparatorie e, udite udite, non mancano i morti ammazzati o le torture (e parliamo di un fumetto per ragazzi).
    Se avete amato le storie di un altro capitano (Harlock) , oppure se amate il mare e l'avventura è vivamente consigliato.

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