martedì 28 febbraio 2017

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Le pubblicità fuorvianti di Topolino (stagione VI, parte XII): settembre - dicembre 1979

Altro giro di Pubblicità Fuorvianti (non è bellissimo che ne stiamo mandando in onda un post a settimana, come agli inizi di questa rubrica?) altro giro nell'anno di confine, il 1979, quello del dentifricio Paperino's e di Capitan Harlock, di Goldrake e di Remi. Ma anche quello in cui Paperino affronta i malvagi "Gufo Robot" di Rockerduck (no, sul serio). Spulciando i numeri 1243, 1250 e 1255 di Topolino (23 settembre - 16 dicembre 1979, 400/500 lire ciasched-one), e occhio ché si piange, occhio ché si ride, insomma si ringe. Come al solito [...]

Il temibile pubblicitario Mattel futurista è ancora a piede libero e inanella con ferocia parole e punti esclamativi carichi di enfasi, quasi dei punti esclama-attivi, negli ad di elicotterini e aerei collegati alla madre terra da fidata mazzarella. AL FUOCO! PRONTI! DECOLLO! BRAVI! SALVO!
PRONTI! DAI! ANCORA! BRAVO! EVVIVA! Poi ha finito le anfetamine e l'hanno arrestato mentre correva nudo per Piazza Duomo urlando Bastardi! Il mondo è mio! Bravo! Me stesso! Mio! Sooca! 
Per chi amava il modellismo, invece, c'erano gli aeroplani e i veicoli Airfix, come quello Stuka dal look animalier o lo Space Shuttle. "È il dentro che vale", le virgolette iniziali sono sbagliate, ma fa niente. Ma anche "Tieni i contatti col tuo fornitore". E se arriva la madama, butta via tutto.
Quel gran bastardo di Big Jim, intanto, se ne andava a smarmittare in muturetta e frustava i suoi cani da slitta, il capaabomba sfaccimmo insensibile.
Oppure se ne andava in giro su un bolide armato chiamato, con grande sfoggio di fantasia come neanche Walt Disney, il Bolide Armato di Big Jim. 
Ma la sua vera passione era indossare una canottiera da tamarro e saltare sulle onde con il suo gommone, il Fantascafo. Big Jim FANTASCAFISTA è in vendita dal tuo giocattolio e trafficante di esseri umani. 
Gli anni del pre-BMX, lo sappiamo, sono anni di inquietanti biciclette a sella lunga che attentavano alle capacità riproduttive future dei loro proprietari maschi a ogni caduta. Questa Bottecchia Trial viene reclamizzata sottolineando la possibilità di personalizzarla con i pennarelli, vogliatele bene: solo pochi anni dopo, se imbrattavi con i pennarelli una BMX nuova, minimo ti davano un TSO infantile. Il testimonial, con quel calzettone Antongiulio, giù al parco, minimo lo picchiavano invece fino alla maggiore età. 
Gli anni del Capitano, si diceva, cioè quelli in cui sulla TV di Stato si è toccato un apice di figaggine animata mai più raggiunto. 
C'era pure il gioco da tavolo di Harlock, Capitan Harlock - Il pirata dello spazio - della Editrice Giochi, e faceva abbastanza pena. "Il gioco ricco di emozioni", uh, guarda. Qui c'abbiamo da irridere il governo terrestre e bruciare le sgherre di Raflesia, che sono 'ste mimmate?
Poi, certo, c'era anche Goldrake. Anzi, Supergoldrake, il terzo lotto di puntate di Atlas Ufo Robot, nel contenitore Buonera con... presentato da Peppino De Filippo, che prendeva il posto di Alberto Lupo. Goldrake, il fantastico robot, diventato Supergoldrake per l'occasione. Ehr. Ma come avevano preso DAVVERO, nella redazione del Topo, l'avvento di questi cartoni giapponesi? Non proprio benissimo, diresti,
se è vero come è vero che sui numeri 1249 e 1250 del Topo viene pubblicata la storia Zio Paperone e le CRIMINOSE imprese di Gufo Robot (di Guido Martina e Giovan Battista Carpi, /inchino). Una bellissima avventura fantascienza a base di realtà parallele in cui incontriamo l'ignobile Rocktarus alla guida dei Gufo Robot invasori, spalleggiato da un evil Archimede chiamato Gondolrat. Cosa avranno voluto dire? 
Intanto i finti Goldrake erano ovunque. Nelle pubblicità di orologi da 50mila cucuzze (salutate Goldonaz, il robot cafone vestito malissimo e armato di nastri di preservativi) 
e in quelle di altrettanto costose radiosveglie con le mani a tenaglia. E se non ti svegli, maglio perforante nei fianchi e via pedalare, deboscia. 
Oppure c'erano gli Ufo Bots della Polistil, con le loro facce da pensionati, un po' gli umarell dello spazio. 
L'altro grande tema a cui attingere erano ovviamente le Guerre Stellari di Star Lucas, in un tripudio di nomi contenenti, più o meno in ordine sparso, le parole Guerre o Wars e qualsiasi sinonimo di "Stellare". Astro Wars, Cosmo Battaglie, Spazio Scaramucce, Riunioni di Condominio Rancorose Galattiche, Frizioni internazionali su Marte...
Così "l'orologio più completo al mondo", venduto dalla storica e ubiqua Same, si chiamava Astronic (e c'aveva la pubblicità con più testo nella storia dell'editoria)
e le patatine Pai partivano per le loro Guerre Intergalattiche, combattute dai due robot con il nome da pomata per le afte e antitarme da armadio, Alox e Tharx. Guardare le loro pistolette (armi spaziali!) ti ha precipitato in un vortice di ricordi da cui sei riemerso a stento solo qualche minuto dopo, azzannando madeleine e prousti lungo il percorso. 
Ma anche la mascotte supervintage del Ciao Crem non scherza. Dove andava, quel rEgazzino degli anni 70 in bici? Perché era sempre così sorridente? Che cavolo gli mettevano nella crema spalmabile, quei tizi del dado? 
Raffica di bambole supervintagge. A Biancaneve e i sette nani (tra cui, collezionabilissimi, Cucciolo Gender-Bender e Brontolo anziano-maligno),
rispondevano bambole figlie chiaramente del loro tempo, e quindi dedite ad attività tipiche delle bambine di fine anni 70, come il ricamo su telaio, 
 la pittura a olio, l'arpa e il giro in VELOCIPEDE. 
Ma per chi aborriva queste volgarità troppo moderne e amava i classici, c'era la bambola Fiba anni 40, con la sua "moda militare". Manganella, la bambola faSSista, che la Barbie te la fa dimagrire con l'olio di ricino, te la fa. 
Mammola è invece la "bambola che vive nel lettino illuminato". E NON DORME MAI, povera crista. EEEEEEP! NOME E NUMERO! "Mammola... 510". EEEEEP! NOME E NUMERO! "Mammola... 510". EEEEEEP! NOME E NUMERO! "Marilyn Monroe!". E lì mandano la bambola fassista a manganellarla, così le passa la voglia di fare la spiritosina. 
La triste storia di Julie, la bambola che ride se guarda il circo in TV, perché le piacciono i clown, ed è triste se c'è il telegiornale. Vedi la sfiga? Oggi le sarebbe bastato guardare Trump e Pernascò al TG, e giù le risate. 
Barbie, intanto, malvagia pupazza imperialista, presentava i mobili del suo saloMACOMEMINCHIA È VESTITO KEN, SANTO CIELO?!? 
Questa è invece Barbie Nuova Dimensione, con i suoi 45 centimetri di nuova dimensione artistica. 
Una barbie gigante, che con una puntazza poteva spedire Ken nel Sole. "Ora elegante e ricercata". Dall'interpol. 
Chiudiamo con Cicciobello, il gioco dell'affetto, con la culla ciccionanna, il passeggino cicciogò, il seggiolone cicciopappa, il guardaroba cicciorobe, la dispensa cicciopolenta, il lettino per massaggi cicciomitocca, la sveglia buongiornoaciccio.  
Intanto, le inquietanti e incomprensibili pubblicità Bburago con i tizi picchiati, sforavano di prepotenza nel creepy con un bell'ometto supersexy, con il suo papillon di raso sul petto nudo villoso e la lingua penzoloni. "Perché chi non corre in compagnia fa la calza con la zia". Praticamente l'equivalente pubblicitario del dio c'è nelle piazzole di sosta dell'autostrada. 
Sempre nel mondo della F1, le automobiline Giordani a forma di alcune monovetture dell'epoca. C'è pure la Ligier numero 26 di Mistero/Mirage
Quel gran cazzaro del Gran Dixan, con i suoi fratelli, regalava fumettini di super-eroi e monete d'argento degli astronauti: Gagarini, Shepard, Popovic, Glenn e tutti quegli altri. Chi se li ricorda i Gran Dixan che giravano davvero per varie città, in quel tour promozionale?  
Con un concorsone di Topolino si vinceva una fantastica Fiat Ritmo, auto dell'anno '78 dal punto di vista della linea, dell'estetica, della funzionalità e della robustezza. Ora, non solo la Ritmo era un cesso inguardabile con le ruote, ma era fatta letteralmente di cartone. Tuo padre ne comprò una nell'81 e iniziò a cadersene a pezzi, letteralmente, solo qualche mese dopo. Ma vaffancuore, Fiat, te, gli Agnelli e Topolino.  
Poi oh, se uno voleva fare proprio lo sportivo, c'era pur sempre l'alternativa in house rappresentata dalla sportivissima Fiat 127 Top con il tetto apribile. Tutta vita.  
Della Banca degli Adesivi organizzata da Conte of Florence probabilmente abbiamo già parlato in passato a queste coordinate. Nel dubbio, ti fa sempre stranone leggere di un programma di scambio per gli adesivi doppioni, negli anni in cui gli adesivi erano un plus importante e tutti ne volevano uno figo. Da piazzare sul cofano del 127 con tetto apribile, probabilmente.  
C'era pure tutto un sottobosco di adesivi e poster dei capi indiani, vai a sapere perché, anni prima che di quel mondo restassero solo le capocce di Geronimo sul retro dei TIR. I Jeans Wrangler ti regalavano i manifesti (poster faceva troppo claudiobagliò) dei nativi americani,
quelli Levi's rilanciavano con gli adesivi del Far West, con tanto di tessera del club e album. I grandi capi indiani e le pistole usate per ammazzarli, in un'unica collezione per tutta la famiglia. Ma erano altri tempi. Oggi i nativi americani li rispettano tutti, negli USA, grati per aver portato loro via tutto in una guerra di occupazione, averli massacrati per decenni e aver ghettizzato quanto ne restava. Cioè, tranne quando una testa di cazzo vuole realizzare un oleodotto nella tua terra sacra, se ne sbatte di tutto il resto e se ti opponi ti fa manganellare e ti sguinzaglia addosso i cani. E muto: fai l'indiano, ecco. Bravo. 
Ma perché fissarsi con i nativi americani, quando Cirio poteva darti le miniature da appendere dei RACCOGLITORI DI CANNA DA ZUCCHERO GIAMAICANI? Come può, prima e dopo, il mondo aver continuato a girare senza? 
KitKat regalava invece la storia degli Europei di Calcio raccontata da Nicolò Carosio e i biglietti per la finale dei campionati dell'80, vinti poi dalla Germania Ovest (azzurri quarti, in un eccitantissimo torneo a, uh, otto squadre).
Ma perché tutti ricordano le Zigulì ma nessuno le palline alla frutta rivali Kikò? E le Frappazzà? Le Minchianè? Le Fruzzarellù? Eh? 
E qui si piange, con i super-eroi Mego venduti all'epoca da Harbert, principale ragione per cui il logo Harbert ti fa un effetto mariomerolo ogni volta di tale magnitudo. 
Siccome erano anni più semplici, con tutto che l'Italia e il mondo sembravano in procinto di esplodere, col Dolce Forno ci potevi fare le caldarroste...
...e i braccialetti potevi realizzarteli da sola con i quadratini LEGO/Scala. Durato un solo anno, il brand Scala sarebbe stato riesumato dalla LEGO molto tempo dopo, nel 1997. 
Si erano appena svolti, alla presenza di signori distinti con look da politici del Pentapartito, i mondiali di Othello, vinti dal giapponese Inoue, prima che s'inventasse Slam Dunk,
ma per cervelloni, nerdazzi e altri soggetti introversi con pochissime probabilità di scopare c'era un'infinità di altri giochi con cui misurarsi. Come Master Mind (qui, finalmente, scopri come diavolo ci si si giocasse)
o come i più semplici ma avveniristici giochini elettronici. "Mattel Electronics, testa a testa con il computer", che in mano a Meneghin quei cosi sembravano pure piccoli, 
o il vintaggissimo Memo Quiz con Mike Bongiorno, della Polistil. 
Questo bambino, invece, vuole fortissimamente distruggere Mister Muscolo, perché non gli hanno detto che i suoi sforzi sono inutili. Mister Muscolo contro Mister Mostro, contro l'ernia del piccolo Gianvittorio. 
E qui si ripiange: il Paroliere della Editrice Giochi. I fiumi di parole che manco i Jalisse. Quel rEgazzino al centro ha le maniche talmente corte che è diventato di sicuro un drogato. 
Ma lacrime napulitante anche per queste formine del Das, non tanto come effetto collaterale di tutte quelle fibre d'amianto con cui avete pasticciato per anni, 
ma perché a un tuo onomastico, qualche anno dopo, qualcuno ti regalò un set come questo, solo dedicato al Far West anziché ai calciatori. Con tuo padre avete realizzato una serie di pupazzini poi customizzati, a Natale, per farne figuranti del presepe, lassù sulle montagne finte, ai confini del loro mondo muschiato. 
Il tamburo con manovella Rataplan, giusto perché i bambini in casa di casino ne fanno poco. C'erano i modelli delle varie squadre, come quello del Napoli e quello della Juve. Se oggi ne fai suonare uno, Nedved si getta a terra in tribuna e chiede un rigore e tre giornate per Samuel. 
Ma parlando di calciatori, altro flash assurdo: i brick della Polenghi Lombardo a forma di piramidina, fatti così, giusto perché erano più scomodi da tenere in dispensa e in frigo di quelli a cubo o parallelepipedo. Il Latte Cacao, mother: sembra siano passati quasi quarant'anni. Beh, probabilmente perché è così.
Chiudiamo con i telefoni comunicanti di Topolino e Paperino (Topolino ha chiaramente alzato il gomito, il suo colorista pure) 
e con i giochi di Remi. Perché c'era quest'altro personaggio dei cartoni giapponesi in TV, Remì il cartone in 3D, e ti invitava nel suo mondo, 
a vivere le sue avventure. Che poi morivano tutti come cani, i cani e le scimmiette e i cristiani, pagando carissimo il prezzo di aver vissuto in un posto arido e spietato come la terra dei malvagi Gianfransuà. Storie allegre, così per ridere.
Oh, poi se uno voleva una roba meno di chiagnere, c'era pur sempre il gioco di Remigio, l'allegro pecoraio bimbogigio. 

TUTTE LE ALTRE PUNTATE DE LE PUBBLICITÀ FUORVIANTI DI TOPOLINO  

75 commenti:

  1. Meneghin sembra la versione buona di Squalo, il nemico di James Bond...

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  2. Adesso voglio una bambola fassista.

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    1. Che bel mondo che era, col politically correct muto!
      Vorrei conoscere il genio che ha pensato alle figurine dei raccoglitori di canna da zucchero giamaicani, una cosa talmente avanti che se ti giri vedi comunque il futuro

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    2. Io le voglio. Voglio le figurine dei raccoglitori di canna da zucchero giamaicani. No, sul serio.

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  3. Il latte piramidale!
    Sgusciava dalle mani come un'angulla, ma molto bello a vedersi.

    Io aveno la bambolina di pezza cappuccetto rosso/lupo.

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    1. In realtà le piramidi sono ancora più "retrò": quella a tetraedro era infatti la forma originale anni '50 di questo tipo di contenitori (che ancora oggi si chiamano infatti genericamente "tetrapak"): https://it.wikipedia.org/wiki/Tetra_Pak

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  4. Super ringere, doc! Soprattutto i super-eroi Mego, fighissimi pur nella loro ridicolaggine pigiamosa.

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  5. l'ufobot piu' a destra sembra Groizer X.

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    1. Ce l'ho ancora in vetrina quello e si, praticamente è il suo potenziale sosia XD
      Era anche l'unico bello del gruppo, comunque fermo resta che a parte la testa (in gomma dura, indistruttibile)ed i pugni, erano completamente di metallo. Praticamente eterni.

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  6. Questo numero lo ricordo ancora!
    Il rocker or sul gufo...Diomio...

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  7. Tutta roba uscita ad un anno circa dalla mia nascita.
    Di queste cose ne ho ricevuto appena il reverbero, ho ricordi vaghi di quando ero piccolissimo, ma non so perchè ogni tanto a vedere ste pubblicità mi vien in mente un'epoca che per poco non ho vissuto. Uno strano, ingiustificato, senso malinconico...

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  8. La bambola che vive nel lettino è roba da malati mentali forti. Un pò come quella lingua penzoloni made in Bburago.

    Remi! invitalo a giocare a casa tua!
    Uhm... no.

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  9. Il Gufo-robot vs Zio Paperone! Me lo ricordo benissimo e pensa che mia mamma conosceva anche il mitico Dinone nazionale che in quegli anni aveva una '500 con il tettuccio in tela asportabile perché non ci stava con la testa (e anche con il resto del corpo mi chiedo come facesse)!! Probabilmente quando pioveva prendeva l'autobus!

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  10. Il Paroliere ce l'ho ancora in (quasi) perfette condizioni. Guardando invece l'immagine delle Guerre Intergalattiche, mi viene automatico in bocca il sapore di plastica e cellophane che le piccole confezioni delle sorprese rilasciavano sulle patatine... che oliodipalma lévati proprio! :P :D

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  11. Doc anche mio papà aveva la ritmo ma non la ricordo così disastrosa,e come linea non mi dispiace neanche.
    Giusto ieri un tizio ci ha cercato un ammortizzatore per una ritmo..

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  12. Ricordo il concorso della Ritmo, l'unica volta in vita mia in cui ho vinto qualcosa (l'orrendo giubbetto impermeabile, ovviamente mai messo).

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  13. Facevo la quinta elementare, questo numero è mio in pieno :) Grandissimo l'orologio Astronic, con cui potevi "conoscere subito l'ora di Hong Kong, Sydney, Tokio, GRAFFIGNANA, ecc." Tutto vero, leggere la pubblicità per credere!
    Grazie per il ringere, Doc ;)

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    1. Ecco, appunto, non si fa in tempo a fare un commento che qualcuno l'ha fatto subito prima di te! :-)

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  14. L'orologio "astronic", quello che vi permette di "conoscere subito l'ora locale di Hong Kong, Sydney, Tokio, Graffigana, ecc."

    La cosa che fa ridere è che Tokyo è scritta male.

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  15. Ma è un falso ricordo innestato nel mio cervello da una spia sovietica o qualcuno mille anni fa mi ha detto che i brick all'inizio erano tutti piramidali e solo in seguito sono arrivati quelli a parallelepipedo, ed è per questo che si chiamano tetra-pack?

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    1. Si' erano piramidali perché era facile piegarli in maniera automatica bastavano due "pinzature"

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  16. Fabrizio Dionisio28 febbraio 2017 13:10

    Avevo il paroliere, la storia dei gufi robot di rockerduck l'ho letta da qualche parte e ho un caro ricordo della ritmo di famiglia XD

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  17. Avevo quel batman!
    Mado sono davvero quasi 40 anni (anche per me in effetti)!

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  18. No, vabbeh, niente. Per concentrazione di psicofarmaci nelle stanze dei "creativi", utilizzo di punteggiatura in stato di ebbrezza, politically scorrect e generica cialtronaggine, le pubblicità di Topolino degli anni '70 sono insuperabili.
    Tempi mitici.

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  19. Ecco… con la pubblicità Airfix mi hai ovviamente preso… Lo Stuka in 1:24 !!! Un vero sogno all'epoca. Ricordo che un mio compagno di scuola, uno di quelli 'fortunati', l'aveva ricevuto in regalo e montato… che bello a vedersi, pur se, ovviamente, era costruito e dipinto con ben scarsa perizia. I Kit in foto, più o meno, sono ancora tutti in catalogo. Quello Stuka non l'ho mai preso, 1:24 è una scala enorme ed improponibile però, visto che amo il vintage, ne ho centinaia di altre… il Viking dietro lo Stuka, ad esempio, in scala 1:72, l'ho costruito appena due anni fa… e, nonostante le mie mani mediocri, fa ancora la sua porca figura (ovviamente le decal le ho prese a parte, quelle originali erano ingiallite e secche, oltre ad essere approssimative da tutti i punti di vista per gli standard odierni). Bravo Doc, ci fai sempre emozionare.
    https://c2.staticflickr.com/8/7644/17086627522_8f22d628f8_b.jpg

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  20. Miseria… avevo 13 anni ed era ancora l'età di Topolino per me… ricordo bene tutte queste pubblicità e diverse di queste cose le ho pure avute… non molte a dire il vero.

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  21. Qualcuno ha detto Fiat Ritmo che cade a pezzi?
    Che ricordi!!!!!
    La ruggine SE LA MANGIAVA tipo "il Nulla" della Storia Infinita...

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    1. Ruggine ovunque. Tappezzeria interna che si staccava a guardarla. Riscaldamento difettoso. Ed è solo quel che ricordo io... :)

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    2. io ho in mente l'orribile maniglia alta per il passeggero....una fascetta di gomma attaccaticcia fermata con un rivetto (venduto già con ruggine inclusa) che se sfiorata faceva puzzare le dita di copertone per giorni e giorni

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    3. Mio padre la Ritmo l'ha avuta per 11 anni e alla fine è passata a me appena presa la patente. Ci andavo a scuola in quinta liceo: 15 kilometri tra andata e ritorno e 5 litri di olio ogni volta. Che fosse arrugginita lo notavo poco perché prima avevamo una 128 e quella sì che era una Signora Ruggine, altro che ste macchine moderne.

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    4. quanto a magagne , le FIAT dell' epoca erano l' equivalente analogico di Windows Millenium... ma è mai esistita una FIAT anni 70/80 senza qualche difetto??? Per lo meno avevano il vataggio di avere una forte personalità: era impossibile trovarne due con casini uguali. Eppoi due vecchi utenti FIAT che si confrontavano sembravano le vecchie quando parlavano di dottori... vuoi mettere quanto fosse social?? La peggiore che ho sentito è una Tipo ( e già qui) delle suore, usata da un mio amico durante il servizio di opbiettore di coscienza, che frenava una volta su due, ESATTAMENTE ogni volta pari, per cui il guidatore non faceva altro che frenare due volte ogniqualvolta doveva fermarsi. Revisione: quando mai.

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  22. Goldonaz dalle risate mi ha fatto uscire il caffè dal naso.
    Avrai notizie dai miei legali, Doc.

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    1. No prob. Ho un legale fortissimo: Laura (si pronuncia lòra).

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  23. A proposito di Mister Muscolo, giusto oggi mi è capitato di vedere questo video che mi ha tolto una curiosità che avevo dall'epoca. https://www.youtube.com/watch?v=0ad67QM26FU

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    1. Non ce la faccio a vedere i giocattoli maltrattati... sapevo del contenuto di Mr Muscolo (da una persona a cui si era rotto) ma non c'era bisogno di sbudellarlo...

      Avete visto che di recente Stretch e' tornato in produzione? Tempo fa il rEgazzino di mia sorella mi ha chiesto "te ce l'hai Mr Muscolo?" "Quale, quello degli anni 70? Aspetta che lo cerco..." E gliel'ho anche comprato, 30 sacchi, orcobaleno...

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  24. La Fiat Ritmo se gli appoggiavi la mano sulla carrozzeria rimaneva il calco. Ma questo e' niente in confronto alla Alfa Sud vecchio modello, dotata di carrozzeria che marciva e si arrugginiva da sola (la nostra da rossa era diventata ROSA!!).
    Comunque, vedo che Mister Muscolo e' quarant'anni che ce lo propinano...

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    1. Ma quello capita anche alla mia Punto del 2002!! Anche la mia sta diventando come la macchina di Barbie...

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  25. Roma, europei 1980. Peccato sia lo stadio Azteca dei mondiali 1970.

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  26. "Vivi con noi le nostre avventure!", dice Remì.
    "Piuttosto vado a colonizzare l'LV-426.", rispondo io.

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    1. Ma, anche tu come me, invece di leggere sul manifesto "Salvate i coloni", hai letto... ?

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  27. Ma la cosa più bella non la dice nessuno? Che lì, sopra gli Ufo Bots, ci informano del fatto che a Gignese, vicino al Lago Maggiore, esiste(sse) un edificio in cemento armato a forma di ombrello aperto (!!!) che ospita(va) il museo dei "parapioggia"?! °O°
    No, ma, cioè, ma non c'è nessun antrista di Gignese che possa confermarci questa cosa meravigliosa ed, eventualmente (se il tutto stesse ancora in piedi) produrci prove fotografiche?
    Ché io sono super entusiasta di ciò! E di aver sentito di nuovo, dopo 30 anni, la parola "parapioggia" per ombrello XD

    Bello stock di bambole di tante marche diverse. Ancora oggi sono convinta che le Furga avessero i visi più bellini. Peraltro qualche bambola Effe devo averla avuta, perché ne ricordo lo stile...
    (Comunque, vi capitasse mai di frequentare qualche community dedita al ricamo - ché negli ultimi anni la cosa è tornata abbastanza di moda, se mai era calata - in fatto di telai vedreste cose che voi umani... Altro che sfottò sui bei tempi antichi! :P)

    Il migliore amico di mio padre aveva una Ritmo bianca. Che ricordi, quante gite! :°)

    Le miniature dei raccoglitori di canna da zucchero giamaicani... Vedendo la pubblicità di 'sta cosa sono rimasta nello stesso modo che ieri mattina quando alla cerimonia degli Oscar hanno cannato l'annuncio per il Miglior Film: a bocca aperta 10 minuti. Ma perché?! XD

    Qualcosa mi dice che coi gioielli montabili della Lego/Scala ci ho giocato... °_°

    Per il resto, segnalo ai nostalgici che la Valfrutta da qualche tempo ha ricominciato a produrre succhi di frutta in confezione triangolare. Brick più piccoli del solito (solo 100ml) della serie "I triangolini". Guglate e commuovetevi XD
    Del resto, certe cose non passano mai di moda, come i brick di latte col cioccolato. Buoniiiiii! *__*

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    1. Meglio che l'amico di tuo papà avesse la Ritmo bianca piuttosto che la Uno bianca (è brutta, lo so e poi la Uno è uscita nell'83)!

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    2. XD

      Mia nonna aveva la Uno, ma per fortuna la sua era grigia (e veniva dopo una 127 color ocra e senza tettuccio apribile) ^^

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  28. doc, mi spiace contraddirti ma Remigio non era altro che la versione alternativa di Remi (che dal Gianfransuà si traduce così) e quello nel disegno non è una pecora, ma una versione scusagna di Zerbino (o Capi?)

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    1. Se trovi qualche versione preistorica del romanzo senza famiglia da dove e' tratta la serie troverai tutti i nomi italianizzati, era consuetudine fino a 30 anni fa' , sopratutto per la narrativa per ragazzi

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    2. Quella su Remigio era una battuta, credo. Il doc ha parlato altre volte di questo clone :)

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    3. sì beh, ne avevo il sospetto, ma quando si è presi dal demone della precisinaggine è difficile trattenersi

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  29. Un po' di bruschette oggi: il gioco del calcio della Mattel Electronics, che c'avevo solo quello per passare l'estate dagli zii... L'Othello di cui avevo la versione per l'Atari e il suo rumore AGGHIACCIANDE quando provavi a fare una mossa non consentita... E il Master Mind, che mi è sempre poi stato sulle palle. Per inciso, ultimamente hanno ritirato fuori i succhi di frutta piramidali, costretto a comprarli dall'infante di casa: più scomodi di così si muore!

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  30. Sebbene all'epoca avessi solo due anni, ricordo che i miei avevano tentato di farmi felice regalandomi una di quelle biciclette orrende (e, anni dopo, una BMX). Mai usata e distrutta da mia sorella.
    Ho apprezzato di più il Paroliere, usato per anni con cugini e amici.

    DOC, Manganella è il mio nuovo mito. Coi tempi che corrono, una serie TV su di lei farebbe faville.

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  31. P.S.: Se ti può consolare, Doc, io le regole del Mastermind le ho imparate solo pochi anni fa, su quei siti di giochini in flash online per ammazzare il tempo. E temo non sia proprio un gioco adatto a me... °_°

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  32. Fateci caso, nella pubblicità di Manganella c'è una foto presa da Ladri di biciclette: Manganella ha scampato il plotone di esecuzione grazie all'amnistia Togliatti.

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  33. Il dolce forno ancora ce l'ho, ancora funzionante *.*
    Ma l'ho usato solo una volta per cuocere una pizzetta dolce di 10cm di diametro per 1cm di spessore: solo tre ore per cuocerla, grazie alla potente lampadina ad incandescenza, ci abbiamo mangiato in 5!!! XD
    E comunque che teneri i pupazzini del presepe in das *.*

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  34. Chi se li ricorda i Gran Dixan che giravano davvero per varie città, in quel tour promozionale?

    Alzo la mano prontamente.

    E di aver sentito di nuovo, dopo 30 anni, la parola "parapioggia" per ombrello

    Colgo l'occasione al volo, per avere una conferma di una "curiosità" sull'argomento: lo strumento per ripararsi dalla pioggia si chiama "parapioggia" mentre "ombrello" è quello per ripararsi dal sole (in effetti, il nome sarebbe anche "consono").
    Solo che coll'andar del tempo, i due nomi "originali" sono stati sostituiti cogli attuali "ombrello" e "ombrello da sole".

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    1. Non confermo nulla, perché non lo so. Però, parlando di ombrellini da sole (-ini perché di solito piccoli e graziosi; poi in spiaggia hai gli ombrelloni :P), io li ho sempre sentiti chiamare anche "parasole", e la Treccani me lo conferma.
      Il mistero continua XD

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  35. "il lettino per massaggi cicciomitocca, la sveglia buongiornoaciccio" e "Ora, non solo la Ritmo era un cesso inguardabile con le ruote".
    Ho riso come un deficiente xD

    "per cervelloni, nerdazzi e altri soggetti introversi con pochissime probabilità di scopare c'era un'infinità di altri giochi con cui misurarsi. Come Master Mind
    Questa invece ha fatto male. xD
    Quasi come quella volta che mia sorella (povera crista, l'unica in casa che riuscivo a convincere a giocarci) ha lasciato questo dubbio regalo di NaSale (ma santo e cielo, un ragazzino negli anni 80 vuole i transformers, e tu gli regali Master Mind?) sul pavimento del salotto e io, saltando giù dal divano a piedi scalzi...

    PS: Perché leggo Master Mind e penso a Mind Control? xD

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  36. Ovviamente, grazie mille al Doc per averci fatto ringere come solo lui e gli anni ottanta sanno fare.

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  37. Finalmente qualcosa che richiama la mia gioventude!!! All'epoca sapevo tutto dei prodotti Airfix. E la Ritmo beh, l'ho guidata, qualche anno dopo. Ruggine no, motore potente ma fallato :-(

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  38. Finalmente qualcosa che richiama la mia gioventude!!! All'epoca sapevo tutto dei prodotti Airfix. E la Ritmo beh, l'ho guidata, qualche anno dopo. Ruggine no, motore potente ma fallato :-(

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  39. Avevo due anni, ho ricordi vaghi e bruschettosi.
    La confezione Das a me la regalarono con i Puffi, ricordo ancora l'odore iperchimico delle vaschette con i colori.E la bruttezza immane dei Puffi usciti dalle mie manine.
    Al Museo del Parapioggia in cemento armato bisogna andare assolutamente (dal sitoweb pare esistere ancora). Appena tornate da Nippolandia organizziamo la gita!

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    1. Sì, pure io l'unico DAS che ho mai ricevuto è stato quello con lo stampo dei Puffi! :D
      Che poi credo di averci prodotto un singolo puffo in tutto, e poi i miei mi sequestrarono l'intero ambaradan perché era un passatempo sporcazzevole... Del resto io avevo fatto l'asilo comunale progressista (altro che suore!) ed ero più abituata a lavorare direttamente con la creta ^^;

      Sono contenta di non essere l'unica interessata al museo dei parapioggia! Dai che si fa un pullman! XD

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  40. Adesso vogliamo gli Avengia contro Manganella! :D

    In casa avevamo il Grand Mastermind.
    La differenza principale era che il tipo in copertina aveva al suo fianco due donne invece di una... il gran mastermind...

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  41. Segnalo che quando la comprarono a me, quella macchina di Big Jim con il pistolone nel cofano, si chiamava "Lazer Vette" e non (brr) "Bolide armato". Probabilmente era un paio di anni dopo, però. Forse nel frattempo la Mattel aveva licenziato l'adepto di Marinetti.

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  42. Fa un po' tenerezza vedere la spartanità dell"offerta del giocattolo maschile a ridosso dell'arrivo del futuristico, visionario e esplosivo mondo dei Diaclone e Robottoni vari.
    Il Play Das rappresenta oggi per me un grande cruccio, non essendo riuscito a trovare qualcosa di analogo per mia figlia oggigiorno. Eppure quelle formelle a portafoglio non erano per niente male; certo, talvolta cristonavi un po' perché la statuina non ne voleva sapere di uscire da una delle due metà dello stampo...

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  43. Ci sono già 60 commenti ma ho letto il post solo ora e... GRAZIE! Erano letteralmente DECENNI che cercavo di capire da dove venissero i miei ricordi di un paio di robottini molto "cheap" trovati forse nelle patatine. Ora ho visto la pubblicità delle "guerre intergalattiche" ed erano sicuramente loro, in plastica da due soldi. Grazie Doc ai tempi avevo 4 anni circa quindi non ricordavo Topolino, ma i robottini si :D

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  44. RACCOGLITORI DI CANNA DA ZUCCHERO GIAMAICANI

    In pratica le figurine di fattoni che si spaccavano di ganja..

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  45. Ora però voglio spezzare una lancia (eheheheh) in favore della Ritmo: dal suo pianale ci hanno fatto la Delta, e dalla Delta poi è venuta fuori il Deltone che tanto successo ha avuto nei rally di tutto il mondo.
    Purtroppo Fiat, per sparagnare sulla produzione di serie, si approvigionava di lamiere da non-ricordo-quale fornitore ex sovietico, assolutamente prive dei dovuti trattamenti anti-ruggine, con i risultati che molti proprietari dell'epoca hanno sperimentato tristemente di persona. Tra l'altro quei difetti si erano trasferiti anche su molte Delta stradali e sulle precedenti Alfasud.

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    1. Mio padre aveva la 131 e si era prodotto un buco nella carrozzeria per cui si vedeva la strada scorrere sotto i piedi... :O

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  46. La Ferrarina giocattolo a pedali... mi hai quasi fatto piangere dai ricordi DOC... quella macchinina rappresenta un ricordo delle mie fotografie più remote...avevo 3 anni credo...1980... Troppi ricordi. Premio WTF di questa settimana (e credo anche degli anni futuri) va giustamente alle miniature dei raccoglitori di canna da zucchero Giamaicani. "Di piu n'in zò!" (Cit.)

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  47. Doc... prova a sintonizzarti su qualche canale h24 di cartoni animati e rivaluterai queste pubblicità. Ora si raggiungono vette di poesia inpensabili. Lo sai che il nuovo cane di barbie, mangia e subito dopo caca? Si, gli escono dei pallini marroni dal retro.

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  48. Quanto vorrei le figure della Harbert

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  49. "bambole figlie chiaramente del loro tempo, e quindi dedite ad attività tipiche delle bambine di fine anni 70, come il ricamo su telaio, "

    sì, fine anni 1870!

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  50. Porto un briciolo di cultura non richiesta (la peggiore quindi)!
    La "piramidina" del latte era il primo vero Tetrapak! La scoietà che la inventò la chiamo tetrapak proprio perchè era uin tetraedo.
    Poi un giorno impararono a fare un contenitore altrettanto sicuro dal punto di vista igienico ma a forma di scatola come è anche oggi.
    Solo che anora oggi si chiamano Tetrapak senza esserlo più in realtà! Si dovrebbero chiamare "parallelepipak"! Questi svedesi che popolo di poco precisini!

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