mercoledì 16 settembre 2015

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15 grandi film nati su set prossimi all'esplosione*

Se ne parlava a proposito di Alien3 o, più di recente, del terribile Fantastic 4 - I Fantastici Quattro, ma è anche uno di quegli argomenti che saltano fuori ogni volta che qualcuno pronuncia il nome Waterworld, togliendo altri cinque anni di vita a Kostner. Ma sarà poi vero che se la produzione di un film è tormentata da mille casini e litigi sul set, se attori e regista si scornano su questo e quello, non può che uscirne una porcheria? No, nient’affatto. Ecco una quindicina di esempi - e giusto di quelli si tratta, ché la lista sarebbe lunghissima - di produzioni nate in un simpatico clima da lunghi coltelli e mai più! urlati in faccia, dalle quali sono sbocciati però grandi e grandissimi film […]
*No, non in senso letterale. Torna ai giocare coi petardi, Bay.
SHINING (1980)
La storia del cinematografò è piena di produzioni funestate da drammi (Il Corvo, ma anche le tre vittime, di cui due bambini, di Ai Confini della Realtà) e incidenti di ogni tipo. Ma nella maggior parte dei casi, i problemi nascono semplicemente perché il regista, beh, è un cagacaz*i. Il che porta a pellicole come quelle citate all'inizio o a fiere dell'andatotuttostorto come I Cancelli del Cielo di Cimino... ma anche a capolavori indiscussi come Shining. Che Stanley Kubrick fosse un regista che amava spaccare il capello in sedici, frantumando pazienza e zebedei dei suoi attori, è cosa nota. Ma ai tempi di Shining, reduce dall'accoglienza tiepida di Barry Lyndon e quindi fermamente intenzionato a confezionare un film impeccabile, si tramutò in super-tignoletto. Basti pensare che per la parte di Danny furono provinati 5.000 ragazzini (sei mesi di casting) e che alcune scene furono girate un numero spropositato di volte, per settimane. La povera Shelley Duvall iniziò a litigare con Kubrick per qualsiasi cosa, visto che il regista non era soddisfatto delle sue performance. Alla fine, per lo stress, l'attrice iniziò a perdere i capelli. Jack Nicholson era invece così frustrato per le continue riscritture del copione, che smise di leggere quelli che gli passava la produzione, limitandosi a memorizzare le battute pochi minuti prima del ciak. Il mattino ha il veleno in bocca. 
BRAZIL (1985)
Tutti sanno del film incompiuto di Terry Gilliam, The Man Who Killed Don Quixote e dei relativi casini, raccontati nel documentario Lost in La Mancha. Anche la lavorazione di Brazil fu tutt'altro che semplice, essenzialmente perché Gilliam continuò a prendersi a cornate per mesi con il produttore Sid Sheinberg. Sheinberg, l'uomo che ha scoperto Spielberg, era noto per le sue interferenze sui set, basti pensare a tutte quelle modifiche chieste e ottenute in Ritorno al Futuro. Il fatto, però, è che qui Gilliam non aveva alcuna voglia di cedere. Si arrivò al punto in cui Sheinberg minacciò di non far uscire mai la pellicola se Gilliam non avesse accettato di farla montare ad altre persone, per cavarne la cut più breve richiesta dal produttore. Gilliam rispose comprando una pagina di pubblicità su Variety, sulla quale fece stampare la scritta: "Caro signor Sheinberg, quando farai uscire il mio film?".
THE ABYSS (1989)
James Cameron è sempre stato un sergente di ferro sui suoi set, famigerato per i cazziatoni urlati in faccia col megafono. Ma nulla esaltava la sua natura di regista spezzareni quanto l'acqua. Per girare il bellissimo The Abyss (prossimamente in SuperFantaScienzo), vennero realizzate due gigantesche vasche, che continuavano a perdere acqua e a dare problemi di ogni sorta. Le riprese procedettero a tappe forzate per sei mesi, sei giorni su sette, 70 ore alla settimana, anche a causa delle lunghe ore di decompressione che la crew doveva sciropparsi. In compenso la situazione poi... peggiorò ulteriormente, perché l'ennesimo problema con le vasche e il tempo che scarseggiava costrinsero tutti a lavorare anche di notte. In un set isolato dal mondo, con la lunga esposizione al cloro che bruciava la pelle e faceva cadere i capelli, o le alghe che si formavano in continuazione che riducevano la visibilità. Mary Elizabeth Mastrantonio ebbe un crollo psicofisico, in un'altra occasione Ed Harris scoppiò a piangere. Provateci voi a finire in fondo a una vasca profonda 11 metri, con la testa pucciata in quel liquido "respirabile" (esisteva davvero, ma l'avevano testato solo sui topi), mentre trattieni il respiro e provi a non fartelo entrare nel naso...
TITANIC (1997)
Ovvero "James Cameron e l'acqua VS il resto del mondo, parte II". Anche nel '97, Cameron continuava a urlare in faccia alla gente con una tale forza da farli diventare biondini. Se lo erano già, come DiCaprio, ancora più biondini. La Winslet dichiarò in seguito che era "terrorizzata" da Jimbo, mentre la troupe prese a chiamarlo Mij (il contrario di Jim), sostenendo che un doppio malvagio ne aveva preso il posto. Le cose degenerarono al punto che qualcuno pensò fosse un simpatico scherzone calare un allucinogeno (il PCP) nella minestra di Cameron. Ma il regista non fu il solo a mangiarla e una cinquantina di persone finirono in ospedale in preda alle allucinazioni. Cameron? No, lui niente, vomitò subito e si salvò dal trip, rimediando solo per giorni un occhio completamente rosso. Cose da niente per chi ama paragonare il cinema a "una guerra. Una grande battaglia tra il business e l'arte".
RICOMINCIO DA CAPO (1993)
Dice: ma come? Pure Ricomincio da Capo? Il film che i telegiornali italiani amano chiamare "Il giorno della marmotta", traducendo il titolo originale anche se nessuno li ha autorizzati a farlo? Eh. Il compianto Harold Ramis e Bill Murray si conoscevano da molti anni, erano al loro sesto film insieme, ma soprattutto erano amiconi. Il problema è che avevano ciascuno un'idea completamente diversa di questo film: Murray puntava alla riflessione sulla tautologia della vita, Ramis alla commedia pura. La lite da professionale si tramutò presto in personale: i due non lavorarono più assieme e non si parlarono per 21 anni. Fino a quando, cioè, Murray venne a sapere che le condizioni dell'amico di un tempo erano gravi e andò a trovarlo, poco prima che Ramis ci lasciasse. Cosa si siano detti non si sa, ma ti piace pensare siano riusciti a farsi una risata come ai vecchi tempi.
APOCALYPSE NOW (1979)
Come sa chiunque abbia visto il documentario Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse, il fatto che Francis Ford Coppola sia riuscito a finire Apolypse Now ha del miracoloso. La quantità e la gravità dei problemi incontrati spazia da un tifone sfasciatutto all'infarto di Martin Sheen, passando per l'abuso di droghe sul set e il fatto che molte comparse, lì nelle Filippine di Marcos scelte incautamente come location, erano veri soldati che si assentavano all'improvviso per andare a combattere davvero con i ribelli. Coppola finì in depressione, perse quasi 30 kg, meditò il suicidio. In seguito dirà che "Apocalypse now non era un film sul Vietnam. ERA il Vietnam".
FITZCARRALDO (1982)
Altro grande classico, quando si parla di bei film nati in situazioni esplosive, il Fitzcarraldo di Herzog. Le cose iniziarono male, perché i rapporti tra i nativi peruviani, gli Aguaruna, impiegati come comparse, e il regista tedesco degenerarono presto dal livello "amicici" a quello "questo bastardo sta costruendo robe senza permesso, bruciamogli il set". La produzione ingaggiò allora una milizia privata come security. Il protagonista, Jason Robards, si prese la dissenteria e fu rispedito a casa per curarsi: anche una volta guarito, i medici gli negarono il permesso di tornare nella giungla. Fu scelto così al suo posto Klaus Kinski, che ringraziò per il pensiero gentile prendendo a litigare con CHIUNQUE sul set, per le questioni più futili. Stanco di vedere i suoi trattati dimmerda, un capo tribù Aguaruna avvicinò Herzog e gli disse che, volendo, poteva uccidergli Kinski. Come gesto di cortesia. Herzog declinò l'offerta, sono parole sue, soprattutto "perché Kinski gli serviva per finire il film". 
LO SQUALO (1975)
Budget e giorni di riprese triplicati rispetto a quanto previsto. Troupe totalmente sfiduciata che inizia a chiamare il film Flaws (in originale, per chi non lo sapesse, il titolo è Jaws). Produttori incazzati come bisce. E tutto perché un giovane Spielberg c'aveva questa fissa di girare in mare, anziché in una piscina, e con uno squalo meccanico grande quanto uno vero. Richard Dreyfuss racconterà che si era iniziato a girare il film "senza un copione, con un cast ancora incompleto e senza uno squalo". Quando finalmente lo squalo meccanico arrivò... colò a picco e dovettero mandare una squadra di sommozzatori a recuperarlo. I tre modelli successivi avevano un rapporto migliore con il principio di Archimede, ma continuavano a scassarsi per l'acqua salata. Idem per le macchine da presa. E quando pure non era l'acqua a far danni, ci pensava qualche imbarcazione finita per sbaglio nell'inquadratura. Ah, e un giorno la barca con troupe e cast iniziò a prender acqua e affondare. Stefanuzzo Spì trovò l'esperienza talmente spossante che fu a un passo dall'appendere il ciak al chiodo. #slidingdoors
IL MAGO DI OZ (1939)
Facciamo un bel passo indietro nel tempo, fino al 1939 de Il Mago di Oz. Il film di Fleming accumula problemi di ogni tipo, dalle infinite riscritture del copione ai ripetuti cambi in corsa del regista, fino a gravi incidenti sul set. Come un'ustione di secondo grado per Margaret Hamilton, quando il make-up le prese fuoco, o come i guai ben peggiori patiti dal primo Uomo di Latta, Buddy Ebsen, che si ritrovò i polmoni panati dalla polvere metallica usata per il trucco. Con grande umanità, i produttori della MGM non credettero al suo ricovero in ospedale, finché qualcuno non andò a trovarlo e se lo ritrovò davanti convalescente in un polmone d'acciaio.  
CLEOPATRA (1963)
Il Cleopatra di Mankiewicz andò vicino così al mandare in bancarotta la 20th Century Fox (31 milioni spesi invece dei 2 previsti), tra cambi di location e regista, l'assenza di un copione vero e proprio, e la Taylor alle prese con un ricovero d'urgenza in ospedale (in regalo una tracheotomia) e la relazione scandalo con Richard Burton. Ne venne fuori, quasi tre anni dopo, un girato di sei ore, tagliato poi a 246 minuti.
VIA COL VENTO (1939)
Il classico dei classici, che qualche volta hai provato pure a guardare, addormentandoti sempre qui o là. Ma comunque. Altro film MGM, come Oz, altro grande balletto sulla sedia del regista. Cukor venne licenziato dopo qualche settimana dall'inizio delle riprese e gli subentrò Fleming, sostituito a sua volta per alcune settimane da Sam Wood perché lo stress lavorativo l'aveva distrutto. Tre registi, grande confusione. Risultato, uno dei film di maggior successo di sempre. 
X-MEN 2 (2003)
Non un film perfetto, ma a tuo parere il meglio riuscito di tutte quelle robe sui mutanti Marvel sfornate dalla Fox, accanto a X-Men: l'Inizio. Tutto il resto è no, ya. Al di là dei problemi con la neve artificiale, perché quella vera non bastava, e del fatto che un paio di stunt-man rischiarono di lasciarci l'osso del collo (storie del genere le trovi dietro ogni action movie), questa volta il pomo della discordia erano... gli antidolorifici di Bryan Singer. Il regista se li faceva portare in continuazione da un tizio della troupe e al produttore Tom De Santo, amico di lunga data di Singer, la cosa iniziò a dar fastidio. I due ebbero una serie di discussioni e Singer provò a far licenziare l'altro. Amici amici, etc. Il cast si schierò con De Santo e la Berry, scrisse il NY Post ai tempi, disse a Singer "di baciarle il suo culo nero". Bella prospettiva, alla fine, anche se Singer ha altri gusti.  
ALIENS - SCONTRO FINALE (1986)
Rieccoci al sergente di ferro Cameron, adattissimo se ci pensi a un film sui marine dello spazio. Il problema? La troupe, visto che si girava in Inghilterra, era composta da debosciatissimi inglesi in fissa con la pausa tè e altre strambe usanze britanniche di questo tipo. Di sicuro, pensava Cameron, gente che c'aveva la bombetta e l'ombrello nell'armadietto. E se il regista considerava dei perditempo i suoi sottoposti, questi lo ritenevano troppo giovane e inesperto. Non aiutava il fatto che tutti dessero alla produttrice Gale Anne Hurd dell'impastettata perché era la moglie di Cameron. Risultato: un sacco di gente che lavorava mugugnando e a ritmi folli, per recuperare il ritardo accumulato, ripetendo che questo Cameron qui non era mica come quel signore di Ridley Scott. Parlando del quale...  
BLADE RUNNER (1982)
Nel 20 cose su Blade Runner si diceva come anche tra il Signor Scott e la sua di troupe, ai tempi di Blade Runner, non fossero esattamente tutte rose e fiori. Enter la guerra delle magliette. Potere del copia e incolla, a me: 
Scott si impegnò con grande dedizione per riuscire a litigare ferocemente in pratica con tutte le persone impegnate nella realizzazione del film. Le condizioni estreme delle riprese - come 33 giorni consecutivi di riprese notturne trascorsi a ingoiare il fumo sparato sul set - e gli atteggiamenti del regista gli alienarono praticamente da subito le simpatie della crew. Un'intervista rilasciata alla stampa inglese, in cui Scott dichiarava di preferire le maestranze inglesi, perché abituate ad eseguire gli ordini senza far storie, rispondendo solo un “Yes, gov’nor", fece il resto. Gli uomini della troupe, capeggiati dal responsabile del trucco Marvin G. Westmore, che aveva letto l'intervista, si fecero stampare delle magliette con la scritta “Yes, gov’nor, my ass” sul davanti e altre robe goliardico-fescennine sul retro, e le indossarono sul lavoro. Scott reagì facendosene realizzare una con su scritto “Xenophobia sucks”. La tensione si tagliava ogni giorno sul set con un grissino tagliatonno, e molti membri della crew presero a chiamare il film Blood Runner.
MAD MAX: FURY ROAD (2015)
Ma come, pure Fury Road? Uno dei film più belli ed esaltanti degli ultimi anni? Yepa. Le riprese iniziarono in Namibia dopo una LUNGA serie di rinvii causati dal fatto che le location scelte inizialmente, in Australia, erano state rese inutilizzabili da forti piogge. Tom Hardy e Charlize Theron non andavano PER NIENTE d'accordo sul set, perché la seconda non approvava il metodo interpretativo del primo. I due smisero di parlarsi per giorni. Anche tra Hardy e George Miller i litigi erano frequenti e, ricorda la Theron, a un certo punto stavano quasi per venire alle mani. Menare gli anziani, Hardy, e che è, la villanzoneria. Il motivo? Il caldo asfissiante e il restare isolati per mesi in mezzo al nulla non fanno molto bene al nervosismo, pare. Ma ne è venuto fuori un film di enorme successo e tutti sono tornati amicici. Hardy si è scusato pubblicamente con il regista, lui e Charlize hanno fatto pace. Tutto questo per dire che sì, se sei bravo e hai dei bravi attori, può succedere la qualunque, ma il grande film lo tiri fuori comunque. Ora provate a spiegarglielo a Trank.


43 commenti:

  1. Bellissimo post, doc.! Più leggo le vicissitudini di Trank e più ci penso... del resto se uno si basa sulla biografia di Burton girare i due Batman è stata una delle esperienze peggiori della sua vita, eppure il risultato c'è eccome. Anzi, la mia teoria è che è uno di quelli che il meglio lo ha dato proprio sotto pressione, la nuova versione "a briglia sciolta" mi convince poco.

    Approfitto per chiederti (a proposito di Gilliam VS the world) se sai che fine ha fatto Zero Theorem... quello che mi fa rosicare è che l'abbiamo presentato al festival di Venezia e poi PUF! sparito!

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    1. Dopo un anno e mezzo dall'uscita UK, per quanto ne so, ancora non c'è una data italiana. E pure se c'è stica, ché il film l'ho visto da mo'. Anche quello ha uno slot prenotato per SuperFantaScienzo.

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    2. Attendo con molta impazienza! :)

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  2. Le sapevo (quasi) tutte tranne di X-Men 2...

    IMHO assieme a Spidey 2 il miglior cinecomic dell'era contemporanea!

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  3. Fantastico post Doc.
    Se si chiamano REgisti ci sarà un motivo. Sul set è una dittatura e se non sei tosto ti salgono di sopra. Poi ci sono degli eccessi come tanti esempi da te citati, ma d'altronde gli attori se li dovranno pur sudare i soldoni che prendono, no ?
    Se poi le dittature sono poco illuminate e lasci la gente fare il cavolo che gli pare, escono fuori le schifezze che non hanno ne capo ne coda.

    Non vedo l'ora di leggere la tua versione di The Abyss in superfantascienzo.

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  4. Il finale con dedica a Josh Trank è da applausi!

    Grandissimo pezzo Doc.

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    1. eheh vero ma si era capito dove volesse andare a parare ;-)

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  5. Se posso, vorrei consigliare il documentario di Herzog "Kinski, il mio nemico più caro" esiste in dvd, e soprattutto il documentario sulla realizzazione di Cleopatra presente sul Blu Ray, quando il making of è probabilmente più interessante del film stesso. Comunque la presenza di Fitzcarraldo mi ha piacevolmente sorpreso in un blog così orgogliosamente nerd ;) ... Un tuo pare sul film?

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    1. Gran bel film, anche se non mi è mai piaciuto Kinski. Neanche quando si è andato a prendere qualche dollaro in più da Leone. Applausi però per la figlia Nastassja.

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    2. Sì, piaceva anche al padre. Troppo, pare.

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  6. Che belle cose. Doc, se hai voglia e tempo ti consiglio di recuperare "Kinski, il mio più caro nemico" di Herzog. Un documentario sul loro rapporto conflittuale. Il momento clou è quando Herzog ammette di aver progettato seriamente di uccidere Kinski, ad una certa.

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  7. Post davvero interessantissimo, una manna per chi ama il cinema :)

    Di Apocalypse Now e Shining sapevo, credo di aver letto il leggibile sul mio film preferito, anche se la Duvall non meritava tanto astio, poverella, ché già il suo personaggio era sfigato così.
    Non avevo idea invece del fatto che Murray e Ramis si fossero scornati a tal punto: ammetto che mi è scesa una lacrima a leggere di come si siano riappacificati un po' troppo tardi, maledizione.

    Quanto a Kinski... fossi stata nel "nemico più caro" Herzog avrei accettato la cortesia del grande capo Aguaruna. Ci saremmo risparmiati roba come Paganini (l'orrore, l'orrore!!!) e Nosferatu a Venezia XD

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  8. The Abyss è un gran bel film, mi fa piacere che ci scriverai su.

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  9. Ahahahah il finale su Trank è la chicca che non poteva mancare, e infatti XD

    Bellissimo post inaspettato, è sempre bello leggere i retroscena dei capolavori del cinema.
    A proposito di ciò, qualcuno sa consigliarmi un bel libro sul cinema (quello vero, quello bello, 70-80) pieno di chicche e retroscena su lavorazione/registi/ecc?

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  10. Ne sapevo molti dei più vecchi, figo mi aspettavo il blade runner finale ;)

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  11. Ah colgo l'occasione del "tema simile" per ricordarti che, dopo L'Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi, stiamo aspettando il tanto agognato (e promesso) "20 cose che forse non sapevate su...Guerre Stellari"!

    ^^

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  12. ma sono io che ho gli occhiali appannati, o Mary Elizabeth Mastrantonio era un gran bel pezzo di Marianna?

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  13. Non sapevo del litigio tra Harold Ramis e Bill Murray.

    Un vero peccato, mi sono sempre piaciuti entrambi e il film alla fine è venuto proprio bene.

    Che sia uno dei motivi per cui non hanno mai girato Ghostbusters III?

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  14. La cosa più allucinante di questo post, per la mia persona, è che non ho mai visto la maggioranza di questi film e uno non l'ho mai sentito.
    Negli ultimi tempi sto comprando i blu-ray dei film che voglio vedere ma nel caso di Brazil non sono riuscito a finire di vedere il dvd.

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    1. NOOOOOOOOOOOOOOOO! A parte gli scherzi, effettivamente Terry Gilliam non è per tutti, e anche tra i suoi film alcuni sono meno digeribili di altri. A me Brazil e 12 Monkeys è piaciuto, ma Paura e Delirio a Las Vegas mi ha lasciato interdetto.

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  15. THE-A-BY-SS! THE-A-BY-SS! Vogliamo The Abyss in SuperFantascienzo ORA! :-D

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  16. Sapevo i fatti di "Apocalypse Now" e "Fitzcarraldo"... Ma degli altri no. Cavolo, la storia del "Mago di Oz" è shockante!

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    1. Del ricovero dell'attore che interpretava l'Uomo di Latta se ne parla in una puntata del Dr. House, una delle primissime con la Presidentessa, vedi i casi della vita.

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  17. Grandissimo post doc, quella di X-men 2 non la sapevo proprio...ma dove diavolo le vai a trovare certe cose? :O

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  18. Gran bel film "The abyss", son d'accordo, ma di quella conclusione (non mi piacque per nulla) che ne pensate?

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    1. se guardi l'edizione integrale del film, con il crescendo di tensione tra le grandi potenze, secondo me è molto più efficace e pienamente giustificata

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  19. non vedo l'ora di leggere la scheda di 'Abyss' (l'ho già detto che la Mastrantonio lì era bellissima?)
    nb: il problema di Waterworld era che in quel periodo 'Kostner' era indeciso se girare il film o darsi al pattinaggio!;-)

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  20. Grazie Doc per il post interessantissimo.... forse li hai volutamente evitati ma ci sono alcune chicche che mancano...

    modalità PDF on:

    - Via Col Vento
    la lavorazione del film era iniziata da un pezzetto ma ancora mancava la scelta della protagonista...

    - Titanic:
    lavorando continuamente nell'acqua fredda spesso le maestranze e gli attori si dovevano assentare dal set per impellenti e frequenti minzioni... Il regista, esasperato, ad un certo punto obbligò tutti a farla direttamente in acqua...

    Non so se lo sai ma il personaggio di Kurtz in Apocalypse Now è effettivamente esistito. Il colonnello Robert Rheault ebbe il compito dalla CIA di creare un vero esercito (mi pare) in Cambogia ma ad un certo punto fu abbandonato a se stesso nella giungla. Incazzato nero quasi tutte le notti si ubriacava e prendeva la radio a onde corte (ascoltabile da chiunque) maledicendo ed insultando i suoi superiori facendone anche i nomi... c'è un documentario su di lui che vidi negli anni 90 ed era un tipo davvero cazzuto...
    modalità PDF off

    PS: non vedo l'ora di leggere il seguito di uno dei più bei post di sempre: PMdS

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    1. Aggiungerei che Marlon Brando, a cui fù affidato il ruolo di Kurtz, era in PESANTE fuori forma, e chiese di essere ripreso nella penombra per ovvi motivi. Con gli anni questa scelta ha dato un certo carisma al personaggio, da lettore appassionato di Konrad non potrei che esserne felice ( e anche da amante della parmigiana :))

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    2. E io che pensavo fosse ricalcato su Cuore di Tenebra..

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  21. Al tempo, per un esame, lessi il libro sul making of di Titanic (tra le altre cose, nel librò satò fuori la questione spiderman)
    Che dire... titanico tutto quello che ci fu dietro... soprattutto casini, ritardi e budget sforato a metà riprese... una grande scommessa.

    In compenso altra chicca su the abyss.. durante le riprese il segretario di produzione andò da James Cameron per pressarlo sulle tempistiche... lo chiamò Jim.....
    Cameron lo prese per il colletto e lo tenne sul bordo della vascona dicendogli "due cose non sopporto... i segretari di produzione... ed essere chiamato Jim" :D

    Andrea

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  22. qualcuno sa se vale ancora l'offerta della Berry, e se posso sostituirmi a Synger per l'adempimento?

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  23. Alla lista poteva essere aggiunto anche "Nosferatu a Venezia" seconda e ancora più succosa avventura della coppia Herzog - Kinski finita in modo tragico

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    1. Quello girato con Herzog è Nosferatu, il principe della notte (1979). Nosferatu a Venezia, nove anni dopo, era una produzione italiana superpezzotta :)

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  24. Grandi filmoni comportano grandi Ingazzamenti, a quanto pare

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  25. Un gran bel post sui " mega film con mega problemi " :-) ma, imho, il problema con Trank ed i F4 e' che senza uno straccio di idea non si va' da nessuna parte, neppure a ca@@re

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  26. Bellissimo post Doc! Mi piacerebbe leggere anche un post "gemello" con i film dalla produzione tormentata e che poi sono venuti una ciofeca (a parte Trank: Street fighter, sant'iddio, povero Raul Julia...)
    PS: vedo che la fissa di Spielberg di farsi fotografare con i suoi mostri sul set è di vecchia data... Non solo cacciatore di animali estinti, anche decapitatore di squali di plastica!!! Affaffino!!!!111!!1 I creazionisti amerrigani dell'internet non perdonano...

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    1. Cosi' verrebbe fuori un listone giorndano della morte che neanche quello sulle armature di Iron Man!!11!!1

      Gran bel post cinefilo, Doc. Mi sarei aspettato di vedere il mio idolo personale, Hitchcock, ma probabilmente era un pezzo di pane in confronto a questi registi. :)

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  27. Presente anche io come super-fan di "The Abyss"; e del grande capolavoro di Kinski: Nastassja.
    Ma soprattutto mi preme un OT che, ok, è un OT ma penso possa interessare Doc e antristi tutti (spero quindi sia cosa gradita, perdonate se invece sbaglio e non era qui il posto giusto; ma quale allora?):
    http://www.cnet.com/news/pay-what-you-want-for-neil-gaiman-rarities-on-humble-bundle/

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  28. Trovo comunque seccante il fatto che blogspot mi obblighi a usare un browser con engine web-kit e non funzioni con Firefox. O sono il solo ad avere questo problema? E comunque non ho usato chrome come vorrebbero loro, tiè!
    E ri-comunque, Doc, se e quando riuscirai a migrare piattaforma saranno cose che sono cose buone e giuste :-)

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  29. Mi viene in mente cosa vuol dire realizzare una pellicola hollywoodiana leggendo il testo del Doc, e non posso che ricordare uno dei film riferimento dell'Antro, Guerre Stellari, che provocò un infarto a Lucas in piena lavorazione O_O

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  30. Uno dei tuoi post migliori Doc, mi è piaciuto molto e sono morto dal ridere col potere del copia incolla. XD Però una cosa la devo dire: è vero che escono grandi filmoni anche con i più grandi problemi insorti sul set, però bisogna dire che tutti quelli che hai citato, a parte Blade Runner con le sue tremila versioni, sono film usciti nelle sale sani e salvi, mentre la vera versione di Trank noi non l'abbiamo mai vista. Il problema principale è che alla fox non è piaciuto il film e quindi, nonostante la post-produzione sia già finita, la Fox ha fatto un sacco di tagli ed ha diminuto il film dai 140 minuti che durava prima ad un'ora e quaranta (di cui 15 minuti non sono neanche diretti da Trank, compresa l'orrenda battaglia finale). Io darei prima un'occhiata alla versione director's cut se mai uscirà, così vedremo il vero film di Trank. Poi so già cosa si può pensare: e se è tutta colpa del regista e lui sta inutilmente addossando tutte le colpe alla Fox per pararsi il sedere? Beh, nessuno nota mai questo particolare: Trank ha postato quel post su internet prima che uscisse il film e non dopo, dove sarebbe stato comunque criticato e si sarebbe appunto giustificato facilmente. Ha avuto coraggio di farlo prima, questo vuol dire che a lui non fregava niente se il film incassava 300 milioni o no, gli importa solo del suo film e del fatto che sia stato rovinato, nonostante con quel post si sia sparato sui piedi e si sia inimicato moltissime case di produzione. Io personalmente gli credo, e ripeto, aspetto di vedere prima o poi il suo vero film.

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  31. Sono nuovo di queste parti, perciò prima di inserire il mio commento a distanza di due anni dopo l'ultimo, saluto il nostro padrone di casa e tutti gli iscritti.
    Quindi:
    In aggiunta al già citato Fitzcarraldo, segnalerei 'Aguirre furore di Dio', sempre di Herzog con Kinski: vicissitudini simili, ma l'attore stavolta, spossato dalla fatica ma soprattutto dalle sue fisime psicologiche, un bel giorno comunica al regista di essersi rotto le scatole e di volersene andare da quei luoghi (la Foresta Amazzonica)col primo aereo disponibile. Insomma, il film per lui finiva lì. Herzog non rispose, si alzò, andò nella sua tenda da campeggio, ne uscì con un fucile, lo puntò contro Kinski e gli disse:
    "Non ho capito, cos'è che vuoi fare?"

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