lunedì 22 settembre 2014

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Principessa Mononoke (i film dello Studio Ghibli)

Principessa Mononoke recensione
Per rivedere il film dopo oltre dieci anni e scriverne in questa collana di post sullo Studio Ghibli hai aspettato che uscisse finalmente in raggioblù. E non è stata un'attesa facile. Perché Principessa Mononoke (もののけ姫, Mononoke-hime, 1997) è uno dei tuoi film di Miyazaki preferiti (senza dubbio da top 3), e la tentazione di ripescare il DVD Buena Vista di là nello studio per far prima è stata forte. A farlo, non ti saresti però goduto lo splendore del film in 1080p. Ma non ti saresti neanche sciroppato, va detto, l'allucinante nuovo doppiaggio [...]
Ma una cosa alla volta, partiamo dal film. I temi sono come sempre quelli cari al regista giapponese, la natura e la sua corruzione, la guerra e la corruzione dell'animo umano: che si parli del futuro post-disastro di Nausicaä o di questo giappone medievale fantasy dilaniato dai conflitti tra samurai, la follia autodistruttiva dell'uomo è sempre il motore di tutto. Qui gli umani sottraggono terra e vita alla natura, generando mostri e aberrazioni, come il cinghiale avvolto dai salsicciotti della malvagità a inizio pellicola o gli oranghi antropofaghi. Sullo sfondo la guerra, narrata in modo se vogliamo anche più feroce che in altri film, con tutta la violenza visiva e quasi parodistica di arti e teste mozzati. 
Ashitaka, il Conan sulla via per diventare un uomo, costretto ad abbandonare il suo villaggio e a trovare da solo il proprio destino, rappresenta in tutto questo chi crede ancora che un'altra via sia possibile. Crede nella convivenza pacifica, il ragazzo maledetto: con gli animali, con la terra, con gli altri umani, anche se non esita a uccidere chi cerca di fermarlo, come posseduto dall'urgenza di perseguire un fine più grande, anche quando un colpo di archibugio gli buca il petto ad altezza cuore. "Da che parte sta?", si chiedono gli uomini di Eboshi quando lo vedono sforzarsi per aiutarli. Da quella di tutti.
Poi c'è lei, San, Mononoke, la "principessa degli spettri", che per inquadrare bene il personaggio ci appare per la prima volta con il viso coperto di sangue. Non suo. Fiera guerriera tribale a cavallo del suo lupo, personaggio femminile di rara forza pur in un cinema in cui le donne hanno sempre posti di rilievo, come quello Ghibli. San, capace di assaltare da sola un fortilizio nemico come un ninja, un Mowgli con il coltello tra i denti, che però non rinuncerà alla sua natura e alla sua vera famiglia per inseguire il più classico dei lieto fine.
E donna, dicevamo, è anche l'antagonista principale di San e dei suoi lupi, Eboshi. Personaggio elegante e complesso, che sfugge al ruolo preconfezionato da villain disneyano, al bianco e nero che rende tutto semplicino-sempliciò. Eboshi è il progresso, il ferro e il fuoco che avanzano calpestando la natura; è una spadaccina da film chambara; è una politica dalle mire espansionistiche e dalle ambizioni prive di freni. Uccidere un dio, scusate se è poco. Ma, al contempo, Eboshi è anche donna caritatevole che cura i suoi malati ed è perciò benvoluta dalla sua comunità matriarcale in cui le donne portano avanti la fucina e combattono, quel progresso in buona sostanza lo costruiscono e difendono. Alla fine, pagato fisicamente il prezzo della sua scelleratezza, ci sarà spazio per la sua redenzione.
Il quarto grande protagonista della storia è ovviamente il bosco. I kodama, con le loro testoline rotanti e quel cla-cla-cla-cla, piccoli Totoro candidi e antropomorfi, fermi all'incrocio tra la via del kawaii e quella degli spettri inquietanti; le enormi e orrende divinità-bestia, come il cinghiale Okkoto;
il dio bestia in persona, colosso blu di notte e cervo in grado di camminare sull'acqua e dal volto spiazzante di giorno. Ucciso dal progresso, dal suo ferro e dal suo fuoco, il dio devasta tutto. Non vince lui e non vincono gli uomini, perdono tutti. Ma la speranza rinasce, gli animi si placano, la natura in qualche modo trova la via. 
Le musiche mai così struggenti del solito Hisaishi, i paesaggi di una bellezza da togliere il fiato e il tono epico della storia fanno di Mononoke il capolavorò che è. Una fiaba medievale dura e senza compromessi, una grande avventura che non ha paura di partire al galoppo e di arrivare in punta di piedi, sufficientemente strana e particolare, soprattutto agli occhi del pubblico occidentale non avvezzo alla mitologia animista, da renderla indimenticabile, diversa, unica. Ma questo non c'era bisogno che lo dicessi te, lo sanno tutti. Quello che non tutti forse sanno è che il nuovo doppiaggio è insopportabile.
Ora, ti rendi perfettamente conto di come quello vecchio del 2000, made in Buena Vista, si prendesse molte licenze, probabilmente mutuate dall'edizione USA. E sì, capisci anche che dovendo metter mano a un nuovo doppiaggio (quello vecchio se n'è andato con i diritti del precedente licenziatario topolinico), ci si è voluti avvicinare maggiormente al testo originale. Ma tra quello e una traduzione talmente letterale da diventare di una pesantezza unica deve pur esistere una via di mezzo. Dopo un'ora abbondante di "sommo fratello", "cani selvatici" e "dare nascita a rinnovati rancori", di frasi che neanche i Cavalieri dello Zodiaco dopo essersi calati una pasta leggendo il Sapegno, hai detto no al colesterolo e sei passato al giapponese. Le frasi dei sottotitoli ita sono evidentemente le stesse, ma non sentirle pronunciare da Pino Insegno già aiuta. Sono comunque cose che non sono cose, signora Lucky Red mia.
Principessa Mononoke
recensito da DocManhattan il 2014-09-22
Rating: 5

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109 commenti:

  1. Primo !!!1!!!!1!1!1!1 :-)

    Grandissimo film. Il mio preferito di sempre dello studio Ghibli, e uno dei miei film preferiti in generale.

    Ho adorato l'atmosfera, l'ambientazione, lo shishigami, Mononoke-San, Ashigara... tutto, insomma.


    Un capolavoro di film, veramente bellissimo. E non dico altro, perché sono troppo di parte per dire qualcosa di sensato o che aggiunga qualcosa all'eventuale discussione.

    Grazie di averne parlato

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  2. Bello è bello, per carità, ma per ME non è da top3, comunque ho scoperto che la prima versione in dvd ( la mia ) vale 189 euri su ebay, sticamecopardelimo!

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    1. Chissà quanto vale la vhs,,,

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    2. La VHS si trova a tre, quattro euro, ma anche il DVD Buena Vista lo vendono anche a 10 euro su ebay. A meno che Manji non parlasse di una qualche edizione diversa.

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    3. Il dvd delle prime edizioni dello Ghibli hanno un costo alto sulla baia, parliamo sui 50/80 euro. C'è chi lo vende a euro 189,00 ma solitamente non c'è chi se lo piglia. A 10 euro c'è quello della Lucky Red.

      PS: questo lo vende 60 euro, tanto per dire.
      http://www.ebay.it/itm/Princess-Mononoke-Cover-Nera-Ia-ed-Buona-Vista-RARO-DVD-03-/141404328025?pt=IT_DVD_e_Blu_ray&hash=item20ec5ad059

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    4. Fortuna che al tempo lo acquistai allora... ^_^

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    5. Che differenze ci sono tra le versioni della Ghibli e della Lucky Red?

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    6. Nella versione lucky red c'è l'orripilante nuovo doppiaggio cannarsico

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    7. Essenzialmente il doppiaggio. Inoltre nel bluray il film risulta leggermente più corto [spiegazione da non esperto in arrivo] perché la risoluzione in bluray richiede una frequenza diversa dei fotogrammi che causa appunto la riduzione del minutaggio senza che però siano state tagliate delle scene; parliano di circa 5 minuti su di un film che dura circa due ore e un quarto abbondante.

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  3. Dato che l'avevo visto al cinema già 2 volte, la prima quando fu presentato in anteprima ai Castelli Animati con "traduzione simultanea, e poi quando fu distribuito con il primo doppiaggio. Stavolta al cinema non sono andato ma chi l'ha fatto ha riferito di sale che si scompisciavano dalle risate all'ennesimo "Dio Bestia". Dato che la vecchia edizione si trova a prezzi folli dovrò comprare questa, ed è un vero peccato visto che la Lucky Red doveva ma soprattutto poteva fare meglio.

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  4. No! Pino Insegno anche qui!? Pieta'! Ma perche' non torna alla Premiata Ditta, lui e quel sorriso sempre stampato in faccia?

    Dunque, io questa Principessa Mononoke proprio non la digerisco. L'ho visto due volte (al cinema e in vhs) e non c'e' verso di trovarci sintonia per me. Le tematiche sono raffinate, i personaggi sfaccettati, i paesaggi incantevoli con le solite nuvole etc. Pero' proprio non mi ha lasciato un gran ricordo, e gli mancano quei momenti magici di altri film Ghibli (Totoro e Laputa i miei preferiti, ma anche Ponyo). A quanto pare a me piace l'altro filone Ghibli, quello cioe' di fiabe e avventure, invece di quello tragico.
    Ah, certo che il combattimento all'inizio e' un po' ridicolo: TAC! Decapitato con una freccia! Ma che era, un badile volante?

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    1. Doppierà anche Woody Harrelson in True Detective: #dominiopino!

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    2. Nessun problema: come l'antrista medio, i serial ammerregani li guardo in originale!
      Comincio a vedere l'ombra di Pino Insegno che incombe sulla citta', tipo Mr. X nell'intro di Streets of Rage...

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    3. Comunque Pino Insegno è un doppiatore validissimo.
      Ecco l'ho detto...

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  5. Visivamente il più esplicito lavoro di Miyazaki, c'è sangue e pure una scena in cui una tizia si copre la scollatura! Eresia! Chiamate il MOIGE! XD

    D'accordissimo sul nuovo doppiaggio, davvero inascoltabile, sia per l'eccessiva formalità di registro - che fa il giro è diventa ridicolo - sia per la recitazione smorta, che ho trovato assai meno coinvolgente di quello vecchio.

    Tuttavia il film è da top 3 anche per me.

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  6. Beh, considera che i dialoghi dell'edizione precedente li aveva adattati Neil "mica cotiche" Gaiman.

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  7. Primo commento sul blog, yeee.
    Anche io ho avuto il sopracciglio alzato alla prima apparizione del dio cervo, per fortuna che la mia sala era piena di bambini e non ci sono state grandi risate.

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  8. Finalmente qualcuno di autorevole che dice quello che io dico da anni: i dialoghi italiani dei film di Miyazaki non si possono sentire.

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    1. Oh, il Doc non è certo l'unico ad avercela con Gualtiero Cannarsi e le sue strampalate teorie sugli adattamenti :P
      Purtroppo, questo passa il convento.

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    2. Cannarsi non è il cognome, è il verbo riflessivo.

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  9. Avendone parlato insieme mi sono preparato e ho visto il film ieri sera in raggioblu.

    Bello bello bello, solo i paesaggi sono delle cartoline stupende, specialmente visti in full-hd.
    Quello che amo di più del maestro, come sempre, è il modo in cui tratteggia i personaggi. Eboshi forse il più particolare poiché rappresenta imho il progresso che da una parte schiaccia la natura distruggendola e prevalicandola senza esitazione e senza remore e dall'altra la voglia di usare questo progresso per il bene della gente benché per fare questo si commetta anche delle atrocità.

    Doppiaggio: premetto che non conosco quello vecchio "filoamericano" ma non l'ho trovato così noioso. Quello che voglio dire è che molti personaggi di Miyazaki hanno una solennità innata che ben si accompagna ad un lessico verboso, il problema è che non tutti i personaggi sono solenni. In conclusione per me ci sta "sommo fratello" visto che lo pronuncia una persona che vive in una civiltà dalla cultura millenaria ma non capisco il motivo che far parlare tutti così.

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    1. Vista l'edizione BV al cinema tipo cinque volte. Molto meglio una VHS NTSC scolorita e gli script. :D

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  10. il mio preferito e anche il primo in assoluto che vidi del sommo...
    Stupendo, meglio di Nausicaa e Totoro che sono gli altri due del mio podio

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  11. Che poi "Dio Bestia" in italiano non si può sentire, è proprio una bestemmia. In ogni caso, ti ringrazio sentitamente per aver sottolineato ciò che molti fingono di non vedere da troppo tempo. Le opere dello studio Ghibli meritano un trattamento decisamente migliore, dopo vari: "Vado a recarmi un pochino dalla nonnina", "non siamo qui a giocare ad acchiapparella" e non so che altro, non ne se può veramente più. Un saluto.

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    1. "Vado a recarmi un pochino dalla nonnina"... "non siamo qui a giocare ad acchiapparella"... mi hai fatto morire :D :D

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  12. Il problema dell'adattamento è che è affidato ad una persona (Gualtiero "Shito" Cannarsi: facciano nomi, cognomi e nick) che manca totalmente di senso del ridicolo e, per sovrappiù, è incredibilmente piena di sè. In conseguenza di ciò non solo adatta la traduzione attenendosi alla lettera dell'originale quando sarebbe molto meglio attenersi allo spirito ("Dio Bestia" e "secondo fratello" in primis) non volendosi accorgere dell'assurdità della cosa e del dialogo che ne scaturisce; ritiene chiaramente qualsiasi critica come immotivata, dettata da gelosia e voglia di attaccare la sua persona invece del suo lavoro. Ormai temo che Lucky Red abbia fatto una scelta definitiva e ci sorbiremo il "buon" Shito fino alla fine dei giorni...

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    1. Cosa volevi?Che lo traducesse Pomante??

      ps
      pure qua stai? o_O

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    2. Quanto ti quoto!

      Già ai tempi dei suoi lavori in Dynamic mi ricordo che ci scornammo su certe idee di adattamento (lo conoscevo alla lontana tramite amici e ci ho parlato qualche volta).

      Mi ricordo il fastidio della versione italiana di Totoro con i vari -san e -chan lasciati lì come cadaveri di gabbiani coperti di petrolio e portati a riva dalla risacca. (oltre a Mei che parlava in terza persona, normale in giapponese, da dissociati in italiano). :D

      Cheers

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    3. Io sono ovunque. Temetemi. *evilgrin*

      P.S.: mt, ccs?

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    4. un vecchio frequentatore di IAC

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. SPOIELR! Però la redenzione di Eboshi c'è solo nella versione "vogliamoci tutti bene" della prima edizione, in cui nel finale dice che ricostruirà la città rispettando la natura; nella versione originale (e secondo doppiaggio) dice chiaramente che ricostruirà la città uguale a prima, ma meglio attrezzata a difendersi dai lupi. O intendevi qualcosa altro? O io ho inteso male il suo dialogo finale su Tataraba?

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  14. Il mio preferito in assoluto dello Studio, sono andato a vederlo al cinema quando fu ridistribuito...e anche io ho inarcato DUE sopraccigli (forse anche tre) a sentire il nuovo doppiaggio.
    E li ho inarcati pure dopo, vedendo che praticamente chiunque ne tesseva le lodi, in quanto "finalmente un doppiaggio fedele all'opera originale!"
    Che va bene eh, ma se non capisco cosa dicono, il doppiaggio a che serve?

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  15. Il (mio) primo Miyazaki non si scorda mai...

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  16. Curiosamente, nonostante le grandi aspettative che avevo per questo film, non è mai riuscito a cliccare per me.

    Maestoso, bellissimo, costruito magistralmente... ma non mi ha mai preso come gli altri film del Maestro... anche se rimane il primo Laser Disc che feci arrivare dal Giappone (con grande seratona di visione con compagni di università dei bei tampi andati, tutta rigorosamente in giappo) e l'unico rimasto della mia antica collezione (venduta per fare cassa con la morte del formato).

    E la cosa più strana... mi dispiace che non mi sia mai davvero piaciuto... curioso.

    Cheers

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    1. La cosa curiosa è che anch'io ricordo di averlo visto proprio ai tempi dell'università a Padova, in versione laserdisc, a casa di un compagno di università con cui poi persi i contatti... Sarai mica tu, Davide? :)

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    2. Carramba gli fa una pippa all'antro! :-)

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    3. Temo di no... la visione su in quel di Milano da un amico, dove portai il lettore Laser disc perchè a casa mia, ok casa dei miei visto che abitavo con loro ai tempi, non c'era spazio. :)

      Ma la coincidenza è curiosa. :D

      Cheers

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  17. domanda:ma la battuta finale questa volta l'hanno tradotta in maniera corretta??

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    1. Se per "corretta" intendi "che ha lo stesso senso", sì. Se intendi "che sembra in italiano", no.

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  18. Bello, ok, ma è forse quello che amo di meno di Miyazaki, di cui in cima alla lista metto Conan, tutta la serie, e poi le tre chicche Laputa, il castello e la Città incantata. Di Mononoke non amo proprio tutta la retorica naturalista che certo ci sta, ok, giustissima, ma troppo... denunciata. Nel senso che qui abbiamo persino un Dio in ballo, incarnato e visibile, e quindi, per me, si sfora un poco nella religiosità.
    Naturalmente anche Conan è così, però senza alcun Dio, e sarà perché ci sono cresciuto da adolescente, che lo preferisco, sarà che era più comico, più "leggero" di Mononoke, fermo restando che quella è una serie.
    Poi, in assoluto, io in cima metto La città incantata, in particolare il viaggio in treno, splendido.

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  19. Ciao Doc, approfitto di questa recensione per fare il mio primo commento sul blog (che seguo e apprezzo ormai da due annetti).

    Nulla da eccepire sulla qualità del film in sé, ma non sono d'accordo sulle critiche al doppiaggio. Sarà colpa di una forma mentis forgiata dai miei studi, ma io ho apprezzato davvero tanto l'aulicità del linguaggio.

    Premessa: ho visto per la prima volta il film col nuovo doppiaggio.

    Non conosco il giapponese ma immagino che anche i testi originali cerchino un effetto straniante utilizzando un linguaggio volutamente arcaico. Se così è, allora il traduttore ha fatto un ottimo lavoro.

    Ammodernare un lessico volutamente arcaico sarebbe stato un tradimento dell'originale. Un po', mi si perdoni il paragone, come far leggere il Decameron nella "traduzione moderna" di Busi al posto dell'originale boccaccesco. :)

    Non nego che in un adattamento del genere possano verificarsi delle steccate ("dare nascita" effettivamente è corretto ma non è il massimo, "rinnovati rancori" è eccezionale con la sua allitterazione).

    Perdona la pesantezza dell'intervento, continua a "kickare tanti asses", Doc!

    Bye

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    1. Arcaico e aulico non sono la stessa cosa. ;)

      Mononoke in originale ha un linguaggio vecchio, antico, ma tutto meno che aulico. ;)

      Cheers

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    2. "Far leggere" il Decameron tradotto da Busi? Direi che ci sono un'infinità di versioni, si può scegliere e nessuno obbliga nessuno, Busi ne offre una notevole chiave "moderna" e non è un tradimento, non più di qualsiasi opera di "traduzione", sempre che non si consideri il concetto di "traduzione" un tradimento di per sé.

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    3. Insomma, io ho letto tutto il Decameron originale e mi sono avvicinato a quello di Busi, c'erano certe cose che mi hanno fatto rabbrividire, come l'utilizzo di "ora del tè" quando l'originale indicava semplicemente il pomeriggio (ovviamente indicando l'ora secondo la divisione ecclesiastica della giornata). Una scelta assolutamente antistorica.

      Oppure il taglio di molto intermezzi tra una giornata e l'altra. Io non la chiamerei traduzione quanto reinterpretazione.

      Molto sottile la (giusta) critica all'espressione "far leggere", ho scritto così semplicemente perché ho ripensato alla mia esperienza di studente universitario.

      @Andhaka

      Giusta osservazione, ma spesso l'arcaicità è uno dei modi per raggiungere l'aulicità. ;)

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  20. Doc, su "Fumo di China" n.230 il direttore del doppiaggio Gualtiero Cannarsi ne spiega il perché e il percome, l'hai preso magari nella redazione dove ci siam visti giovedì? ;-)

    Ne parla anche su http://www.badtaste.it/2014/09/15/si-alza-vento-spiegato-lha-tradotto/95350

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    1. C'è ancora Fumo di China? Notevole.

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  21. Se non vado errato il monologo finale di Eboshi era stato adattato. Parli di redenzione ma ricordo che in originale lei non demorde e anzi palesa addirittura maggiori ambizioni. Comunque nulla, io credo di avere abbandonato Miyazaki dopo Totoro Prediligo di gran lunga un Satoshi Kon che con film come Millenium actres secondo fa gli fa le scarpe da tutti i punti di vista.

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    1. Millenium Actres di Satoshi Kon non è confrontabile con i lavori di Miyazaki, imho è un genere totalmente diverso dai lavori del maestro.
      Fa eccezione l'ultimo lavoro di Miyazaki, Si Alza il Vento: entrambi i lavori sono ambientati in tutto/ in parte nello stesso periodo storico, parlano di una storia d'amore particolare ed entrambi i protagonisti hanno una vita lavorativa totalizzante che per volontà o per forza annulla quasi tutto il resto. La visione di fondo è però dialmetralmente opposta e gli autori mettono l'accento su elementi molto diversi.

      @Doc
      un bel post su Millenium Actres non sarebbe male. Quali film hai visto di Satoshi Kon?

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    2. Non trovo assurdo il paragono. Li paragono in quanto registi e sceneggiatori di film di animazione dello stesso paese. Che partono dal fumetto per approdare al cinema e che partoriscono prodotti, al di la' dei gusti e dei risultati, ambiziosi e piu' o meno profondi. Li ho visti tutti. Quello che mi e' piaciuto un po' di meno e' forse Paprika. Un'altro termine di paragone, altamente soggettivo, e' il cuore che sento hanno buttato nel film e quali corde vanno a toccare. Kon mi fa praticamente piangere. Miyazaki mi lascia del tutto indifferente. Anche un Nausica o laputa che mi piacciono molto non mi trascinano dentro la pellicola come vorrei.

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  22. Sono d'accordo sulla traduzione che dovrebbe essere fedele ma adattata. O forse è proprio il nostro limite, abituati a sentire, per forza, perché sennò non ci divertiamo, le castronerie che per trent'anni ci sono state propinate (per quanto mitiche, nei nostri cuori). Tra licenze esagerate e monomaniaci depressivi della letteralità, ci starebbe una cosa sensata che ci avvicini gradualmente alla fedeltà. Del resto, lo stesso Pavese inventò neologismi traducendo Moby Dick, non sempre adattare significa snaturare.

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  23. Yakushima, da poco rientrato in ryokan, reduce da 22 km, 13 ore, di scarpinata bbbestiale nella Mononoke forest...gran tempismo Doc, meritava l'uscita dal mio classico lurking :)
    scusate l'anon, ma sono disperso in giapponia e non ricordo la psw google :P

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  24. Addio Doc; è stato berllo conoscerti e leggerti.

    Immagino che quando si spargerà la voce tra i suoi sodali, che hai "osato" non apprezzare con adeguati anacoluti e pagegirici il lavoro del "Sommo Vate", i suoi scherani qui giungeranno per punirti in modo acconcio.

    "Un pochino".

    Ormai è una partita persa, il "Vate" è così egocentrico che per sbucciare una arancia, ci appoggia il coltrello sopra e aspetta che l'Universo gli giri attorno.

    E i suoi leccapiedi, per compiacerlo, vanno in cerca di nemici nella rete, da insultare e compatire, per sentirsi l'elite degli illuminati grammaticali.

    per parte mia sono salvo, a me Miyazaki fa cacare, da quando s'è messo a fare il regista eclissando il più meritevole Takahata

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    1. Sulla pagina FB è già partita la levata di scudi. A me frega zero: non ho nulla di personale contro l'autore dell'adattamento e non mi interessa nemmeno sapere chi sia o cosa faccia. So solo che ho speso 14 carte per il br e il nuovo doppiaggio non mi piace per niente. E siccome i gusti son gusti, chiunque pretenda di convincermi del contrario sta sprecando il suo tempo...

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    2. Premetto che non conosco Cannarsi e non ho mai visto un film Ghibli al cinema, ma trovo curioso questo tuo post.
      "Leccapiedi che vanno in cerca di nemici nella rete"... aspé, ma non è esattamente quello che fanno da anni i fan di De Palma come te? Magari Cannarsi potrà essere anche un cattivo professionista, eppure, nonostante gli innumerevoli insulti che gli mandate, mi risulta resti sempre aperto al dialogo argomentato. Invece il tuo idolo alla prima mezza critica ti sbatte fuori senza appello dalla sua bacheca, e in risposta a una pagina facebook che faceva satira su di lui e il doppiaggio dei Cavalieri dello Zodiaco sono addirittura volate minacce, stalkeraggi e tentativi di furto d'account. Tutto da parte di suoi fan particolarmente esagitati, che tu giustificasti pure dicendomi: "è quello che succede a provocare il prossimo".
      Insomma vedo che a casa tua la coerenza è un optional...

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    3. Ecco che arrivano gli "shitofili", inchinatevi al loro passaggio, prima che alzino il sopracciglio per disprezzarvi.

      Cannarsi aperto al dialogo? XD
      Quello per "dialogo" intende se stesso che si parla addosso ascoltando il proprio suadente tono di voce e che declama assurdità e che "vince" solo perchè sfianca le orecchie dell'interlocutore.

      Voi lo adorate solo perchè non capite quello che dice e credete che sia indice di "cultura", in realtà vi trolla e lo ringraziate pure.

      PS:
      De Palma mi sta pure simpatico, MA non sono certo un suo scherano e di certo non vado a cercare in rete i suoi detrattori per difenderlo acriticamente.

      Bastate voi pecoroni a fare queste figuraccie in rete, tranquilli

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    4. Buoni. Non è questo il luogo: sapete che non sopporto commenti di questo tipo. Se volete insultarvi, fatelo fuori di qui.
      Grazie.

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    5. In qualunque modo tu la pensi almeno con Shito puoi parlare ovunque e non ti mette alla porta se critichi il suo lavoro, cosa che invece non si può proprio dire del tuo idolo, che prima ti blocca e poi ti infama davanti ai suoi fedelissimi.
      Se non fai parte di loro, allora perché ti sei sentito in dovere di giustificarli così? Sai cosa è successo tempo fa sulla pagina di lucky red?

      P.S.: Pecorone? LOL mai piaciuti né Evangelion nè i i lavori di Miyazaki XD Pecorone semmai mi sembra chi approfitta della visibilità di questo blog per portare avanti le sue antipatie personali...

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    6. Non ci siamo capiti, Gino. Ho detto di piantarla, per cortesia. A tutti e due. I litigi da forum li lasciamo ai forum. Qui si discute tra persone civili: se si è troppo infervorati per farlo, beh, allora niente. Grazie.

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    9. Così forse è più chiaro. Basta nel senso di basta.

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  25. Splendido, visionario, dolcissimo e triste. Capolavoro da Top 3 del Maestro.... Ma il nuovo doppiaggio e' orripilante, in modo, lessico ed affettatezza. Assolutamente incongruente con l'opera - se si voleva procedere in quella direzione bisognava riguardare "RAN" ed i "7 Samuray " per cogliere la lezione dell'adattamento di Kurosawa.

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  26. Rendiamo grazie per al signor Cannarsi per lo stupro compiuto e ci rimettiamo alla sua misericordia per non essere tacciati tutti di ignoranza dopo tali "complimenti" al suo adattamento

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  27. In tutta onestà non capisco la grande disapprovazione di alcuni per il nuovo doppiaggio di questo film, parlano pure di stupri e robe simile.
    Non voglio dir nulla all'autore del post, che lui ha espresso la sua opinione senza andare su questi termini, ma certi commenti, mamma mia.

    In tutta onesta se c'è gente che ride per "dio bestia", mi sa che il problema non è il doppiaggio o l'adattamento, senza offender nessuno.

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    1. Guarda che il problema E' il doppiaggio e l'adattamento. Qui c'è lo script con l'inglese sotto:

      http://www.mv.com/users/ctwilkes/MH-text-j/mononoke1.html#5. In the Forest of Shishi Gami

      "Dio bestia" non esiste proprio. E a giudicare dallo scempio fatto con tottoro ( da allora con me la lucky rex ha chiuso) non credo sia l'unica stupidaggine.

      A me importa poco, ho i DVD dello studio ghibli. Ma rendere i dialoghi giapponesi incomprensibili in italiano in nome di una presunta aderenza all'originale, dimenticandosi persino la coerenza, e' roba che il peggiore dei fansubber impara ad evitare quasi subito...

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  28. Mononoke in assoluto è il mio film Ghibli preferito un vero capolavoro assoluto in ogni aspetto, di quelli che, ahimè, non sono più usciti dallo studio dalla Città Incantata.
    Qui si vede ancora il lavoro certosino fotogramma per fotogramma, non esiste un campo lungo con particolari buttati lì alla meno peggio, non esiste calo di qualità nelle animazioni...stupendo...dopo la città incantata e l'accresciuta fama internazionale è stato tutto un buttar fuori almeno un lungometraggio l'anno e il calo abnorme di qualità io lo ho visto già da Howl, in quest'ultimo, e a me non piaciuto, si alza il vento siamo all'assurdo dove anche i personaggi principali disegnati in campo lungo sono appena abbozzati...imparagonabili sotto questo punto di vista (ma ci mettere anche le soundtrack decisamente più ispirate anche quelle rispetto agli ultimi lavori...)

    Film meraviglioso, nonostante il primo adattamento fosse in alcuni tratti poco fedele questo secondo riesce ad essere di gran lunga peggiore peccando di eccessiva fedeltà (dio bestia...LOL) e SOPRATTUTTO di una recitazione SCARSISSIMA e assolutamente priva di mordente.
    Se le battute fossero quanto meno state pronunciate in maniera meno monocorde e priva di pathos forse si sarebbe salvato qualche cosa, lo dimostra l'utente medio (in questo caso il doc) che leggendo le frasi tradotte con l'originale doppiaggio giappo in sottofondo trova il tutto molto più gradevole, ma il connubio tra traduzione di google translate e recitazione è da unghie sulla lavagna.
    Un discorso è il linguaggio aulico, un discorso è NON fare l'adattamento per rendere il linguaggio aulico ITALIANO aulico e non una pseudo-lingua, caricatura del giapponese, parlata solo dagli spambot o da qualche invasato di cultura jpop che si rivolge ai genitori, fratelli e compagni di classe con gli appellativi nipponici (chan, san, senpai, nisan, oneechan etc etc etc...).

    La luna consiglia subbato o al limite muxato con l'imprecisa ma decisamente migliore versione audio topoliniana :)

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    1. La recitazione è effettivamente un po' piatta, più piatta del solito per un film Miyazaki.

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  29. Capolavoro! Visto in lingua originale ed è un altro pianeta (battito di mani per l'ovvietà). E' stato il primo film di Miyazaki che abbia mai visto e non mi aspettavo nulla di così magnifico.

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  30. Capolavorò, il mio preferito dopo Nausicaa e Laputa!

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  31. Che poi , parliamoci chiaro, le invenzioni del doppiaggio BuenaVista ( e sono vermanete tante - ci sarà almeno un 30% di dialoghi inventati ) di Mononoke, erano tutte italiane.
    Se si va a confrontare l'audio inglese ( i cui testi erano adattati da Neil Gaiman, mica l'Omino Bufo) con il nuovo doppiaggio di Lucky Red , al 90% coincidono perfettamente.
    Solo che l'adattatore italiano del doppiaggio BV, doveva essere un tizio preso dalla strada e pagato a pane ed acqua.
    Aggiungiamoci pure qualche censura ( Jibo in italiano dice " mai mangiato zuppa più disgustosa" che nel doppiaggo inglese era " questa zuppa sà di pisco d'asino") e avremo un quadro completo della discussione.
    Riguardo al nuovo doppiaggio, ho trovato alcune voci un pò incolore ( Ashitaka ) , altre fuori parte ( il doppiatore del cinghiale Okoto è troppo vecchio e fa fatica pure a parlare).

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    1. Io Neil Gaiman lo amo. Ma cosa ne sa di giapponese?

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    2. Anche niente, ci sono i traduttori apposta :D

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  32. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  33. La questione traduzioni e adattamenti è complessa e affascinante (parlo da profano assolutamente ignorante in materia...). Pennac scrive che le parole "finestra", "fenetre" e "window" indicano oggetti diversi, perchè si aprono su paesaggi diversi.
    Quando in Giappone assaggiai per la prima volta un onigiri pensai "Ma non sa di polpetta di riso...". Infatti sa di "onigiri": l'espressione "polpetta di riso" fa pensare agli arancini. In una libreria tedesca ho visto un manga in cui "onigiri" veniva tradotto con "knodel": peggio che andar di notte, lì manco c'è il riso...
    Adattare vuol dire cambiare significato a tante cose, non adattare significa rischiare l'effetto "versione di latino di prima liceo" (tutto corretto, ma come caspita ti esprimi?!).
    "Adattare" significa anche suggerire un'interpretazione a scapito di altre. Un piccolo (grande) esempio: nella Bibbia tanti personaggi si chiamano "Yehoshua": questo nome viene tradotto sempre con "Giosuè", ma in UN SOLO caso diventa "Gesù". Qui a mio avviso sta tutta la differenza tra ebraismo e cristianesimo (da una parte "uno tra tanti", dall'altra "il solo e unico").
    Detto questo, trovo che gli adattamenti di Gualtiero Cannarsi siano di una pesantezza mostruosa...

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  34. Ricordo che l'unica cosa che non apprezzai del film era la voce della Lupa, quello proprio no. XD

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  35. Un grande film anche per me, una splendida avventura più matura del solito e con personaggi avvincenti. Ho avuto modo anche io di goderne la spettacolarità in HD, ma qualcuno che la sapeva lunga l'aveva accoppiato al doppiaggio originale (capiscammè).

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  36. Capolavorò del cinematografò. Inaffsseid.

    Dei Ghibli Ho sempre preferito il giappo sottotitolato.
    Non per fanatismo otakunerdico.
    Non per hipsterismo.
    Non solo per una questione di adattamento (che alla fine pure i sub "amatoriali" alla fine sono un po' letterali, spesso sbagliati, e comunque soggetti a interpretazione del traduttore).

    Non so neanche se riesco a trasmettere o esprimere la vera motivazione.

    È qualcosa di etereo legato più a sottili percezioni che non a dati oggettivi.
    È per la musicalità del doppiaggio originale.
    Per la suggestione di sentire il SUONO della lingua nella quale l'opera è concepita/nata/ambientata.
    Per vivere il giappone che li è raccontato come un giapponippo. Pur non capendoci un'acca, aspirata o meno.

    Per azzardare un paragone, proviamo a pensare ad un film della Magnani in cui nei vicoli di trastevere, tra un pizzicarolo e un ciabattaro, invece di sentire il dialetto romano ti ritrovi dizione perfetta e linguaggio forbito da Accademia della Crusca: c'è differenza, o no? Si perde qualcosa, o è una cosa che sento solo io? Che magari, oh, sto a di' 'na stron%ata... :)

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  37. Invito tutti i lettori di quest'articolo a impegnarsi per ottenere il dvd dell'edizione Buena Vista di Princess Mononoke. Tale edizione avrà anche una traduzione non fedelissima all'originale giapponese, ma non oltraggia la lingua italiana come è stato fatto (purtroppo) dal doppiaggio dellla Lucky Red gestito da Gualtiero Cannarsi.
    http://www.ebay.it/itm/DVD-Miyazaki-Princess-Mononoke-Buena-Vista-Prima-Edizione-Italiana-/271613184504?pt=IT_DVD_e_Blu_ray&hash=item3f3d6849f8

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  38. Forse il mio preferito dello studio Ghibli.
    E bon, leviamoci il forse , dai .

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  39. Il flm cioè va bhe è superlativo, non serve neanche dirlo.
    Per quanto riguarda il doppiaggio, a me piace la cosa di mantenere un doppiaggio aulico, gli da più quell'effetto medioevale, ma ci sarà pure stato un'altro modo di tradurre lo spirito della foresta che non sia DIO BESTIA, poi capisci che qua in toscana Dio Bestia è una delle bestemmie più diffuse, non puoi pretendere che scoppi l'ilarità nel cinema, da li a un film con Ceccherini è un'attimo.
    Cioè dai il DIO BESTIA e gli DEI CANI !!!!

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  40. Non uno dei miei preferiti, ma un film di gran carattere devo dire. Non l'ho mai visto però col doppiaggio nuovo, veramente c'è Pino Insegno? Per carità, bravo e tutto, ma non ritengo la sua voce versatile come altre. E mo' ce lo dovremo subire anche nel doppiaggio di Woody Harrelson nella versione italiana di True Detective -_-

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  41. Mononoke Hime è stato il mio film preferito del maestro fino a che "Si alza il vento" non ha fatto set, match e campionato in un colpo solo.

    Da detronizzato resta comunque ben saldo alla testa della mia (inutile) classifica interiore dell'animazione, giocandosela con capolavori di tutto il mondo tra cui i nostrani "Allegro ma non troppo" e "West & Soda".
    Questo in virtù di tutti i meriti che gli rende il Doc: animazione, sceneggiatura, Hashitaka, San ma, sopratutto, una monumentale Eboshi, sorella di spirito della Kushana di Nausicaa ed esempio di quella capacità unica di Miyazaki di partecipare della grandezza e della miseria degli esseri umani senza atteggiarsi a giudice o ruffiano.

    Infine devo concordare con il parere sul doppiaggio. Tanto il doppiaggio "integralista" si adatta a "Si alza il vento", meraviglioso affresco storico, tanto stride e continuamente disturba l'abbandonarsi dello spettatore al sublime di questa favola sanguinosa.

    Dal momento che tradurre è comunque SEMPRE tradire, un traduttore dovrebbe rifuggire la comodità di usare sempre la stessa formula, prendersi rischi e responsabilità e farsi "interprete". Altrimenti si resta al livello di "mestierante".

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  42. Doc, io al terzo "la foresta del dio bestia" sono *uscito dal cinema* borbottando le ultime due parole tipo mantra....

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  43. Il raggioblu giapponese ha anche la traccia ITA in dd 5.1 mutuata dalla versione per americani idioti di cui sentite la mancanza.
    Premesso che odio Pino Insegno, concordo che la fedeltà ai dialoghi originali sfiora il ridicolo ma con il nuovo doppiaggio ha comunque riacquistato una nuova dignità.

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    1. No. Rende assolutamente incomprensibile il tutto, anche per uno che il film l'ha visto cinque volte come il sottoscritto. La precedente versione "per americani scemi" è stata curata da un certo Neil Gaiman e fu salutata all'epoca come un "lavoro fantastico". Ho gli articoli vecchi.

      Se googlate potete trovare una traduzione fan made MOLTO migliore di questo ultimo doppiaggio.

      Adattare significa appunto rendere l'originale comprensibile, non riportarlo pedissequamente incluse strutture grammaticali "straniere", altrimenti bastava Google Translate.

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    2. Come ho già scritto sopra, la versione di Nel Gaiman era molto fedele all' originale e tranne che per americani scemi.
      E'è la prima versione italiana proveniente da quest' ultima che ha stravolto i testi di neil facendone una versione per italiani scemi.
      E' diverso.

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    3. Ritengo di sapere molto bene chi sia Gaiman, detto questo rimango della mia opinione, con tutti i limiti evidenziati preferisco il nuovo doppiaggio, anche se in effetti il pathos a volte e prossimo allo 0....
      Piuttosto, vogliamo commentare lo squallore della copertina italiana del raggioblu? ( per altro sbagliata anche nelle info tecniche)

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  44. Il primo film di Miyazaki con il quale mi sono confrontato in età adulta e che, di diritto, ha un posto nel mio cuore. Semplicemente ho amato Princess Mononoke.
    Ora però una domanda. Dovendo regalare l'intera filmografia di Miyazaki alla vostra nipote di un'anno (quindi tendenzialmente si inizierà fra uno o due anni a regalare dvd o bluray) da quale iniziereste, considerando quindi non l'ordine cronologico, ma un'ordine di "maturazione" dei temi? Tornerà utile anche a te, Doc, in vista dell'imminente arrivo della creatura.

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    1. Mio figlio, adesso ha 21 mesi.
      Già da alcuni mesi ha visto nell'ordine: Totoro, Kiki, Ponyo, Porco Rosso.
      Prima prediligeva Totoro, adesso Ponyo anche se si lascia trasportare un po troppo dalle scene più concitate dell'incontro fra Sosuke e Ponyo e tende a rimanere piuttosto agitato.

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    2. Per esperienza personale con il mio nipotino, dico Ponyo e Totoro. Ho cominciato con lui a 3 anni, inizialmente non ne voleva sapere, poi se ne è innamorato e li rivede di continuo.

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    3. Azz ho dimenticato la "Città Incantata", forse perché la vista solo 3 volte ;)

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  45. Il Cappellaio Matto23 settembre 2014 12:11

    Per curiosità, l'adattamento della Città Incantata invece com'è?

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  46. Complimenti per il post! Passo spesso a leggere ma non avevo mai commentato prima ^^"
    Uno dei miei film ghibli preferiti *_*
    Non ho ancora potuto sentire il nuovo doppiaggio, ma in molti me ne hanno parlato in questi termini. Confesso che da una parte sono curiosa :P

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  47. MiMoje, colpita dalla visione dell'ultimo film, mi ha appena regalato il ilbro su Myiazaki di Valeria Arnaldi recentemente uscito per Ultra, "Un mondo incantato". Ho appena iniziato a leggerlo, ma mi sembra decisamente completo di informazioni e dettagli, a partire dai suoi primissimi lavori. Ha anche una veste tipografica notevole e svariati screenshot dai film di discreta qualità.

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  48. Da ragazzino non lo apprezzai. Rivedendolo con una mentalità più matura ho capito che è un grandissimo film!

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  49. Il doppiaggio originale italiano del 2000 era una cosa indegna, composto per l'80% da frasi letteralmente inventate, che facevano perdere completamente il messaggio e il significato dell'opera. Questo doppiaggio è molto aderente all'originale e dal momento che l'originale è fatto di costruzioni e frasi che richiamano la cultura medievale giapponese, è ovviamente caratterizzato da costruzioni non sempre semplici e scorrevoli ma che sono così, e renderle artificiosamente semplici sarebbe equivalso a dare del povero deficiente allo spettatore e venire incontro ai suoi limiti mentali. Mononoke non è un film per tutti e soprattutto non è un film per bambini, sia per i contenuti che per il linguaggio ricercato. E se un adulto trova il doppiaggio troppo complesso forse il limite è suo, culturale, non necessariamente del film. Per quanto riguarda Pino Insegno io normalmente non stravedo per i suoi doppiaggi, però il personaggio che doppia in Mononoke Hime lo fa davvero molto bene.

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    1. E l'espressione "troppo complesso", esattamente, chi l'avrebbe utilizzata? Non riprendo il tema "adattamento" ≠ "traduzione alla lettera" perché ne ho già parlato a sufficienza con i fieri difensori del vero, accorsi a insultare la gente dopo la fatwa lanciata per quella BATTUTA sui cavalieri da un forum. Aggiungo solo che sei liberissimo di dire la tua, come hai appena fatto, ma per piacere attieniti a quello che gli altri hanno scritto, non a quello che ci hai voluto leggere te.

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    2. I termini usati possono sembrare esageratamente ricercati, anche esagerati se vogliamo, questo è pacifico. Ma se l'originale è così (e me l'ha confermato un amico che conosce perfettamente sia il giapponese che l'italiano) per quale ragione una persona dovrebbe pretendere un'adattamento e un conseguente doppiaggio, che non dia giustizia all'opera originale ma venga incontro alle proprie esigenze? Che poi sinceramente, ho avuto occasione di vedere il film con persone di buona cultura, non certo laureate in lettere medioevali e nessuna di loro s'è lamentata per il linguaggio eccessivamente ed inutilmente forbito. Forse il problema è che siamo fin troppo abituati a considerare ancora oggi i film d'animazione come opere destinate ad un target di basso livello, e come tale non capace di piegarsi a certi linguaggi. Però non mi risulta che chi va a teatro a vedere l'opera se ne esca poi incazzato perchè non l'hanno messa giù in un italiano più scorrevole...

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    3. Pensare che l'impiego della parola "lupo" funzioni meglio di "cane selvatico", quando quello che si vede sullo schermo è un lupo e in molti altri paesi è stato indicato come tale, non c'entra niente con le tue considerazioni generali ("Forse il problema..."), che, ribadisco, puoi conservare per altri circoli virtuali più interessati alle stesse. Restiamo sul punto. Io la vedo così. Te non sei d'accordo e consideri "cani selvatici" l'unica opzione possibile? Bene.
      Peraltro con Mononoke e il suo giapponese arcaico si può dire tutto e il contrario di tutto, ma la questione delle traduzioni alla lettera non riguarda solo questo film: lo so io, lo sai benissimo te. E in quelli contemporanei la storia del "Ma in Giapponese antico è così!" non si regge in piedi. Ribadisco che non ho nulla di personale contro chi si è occupato della traduzione. Lui ha fatto il suo lavoro, io, spendendo dei soldi per questi blu-ray, ho il diritto dire ciò che non mi PIACE. Un parere soggettivo: te puoi essere d'accordo o assolutamente contrario, ma finisce lì. Ti ringrazio per l'esposizione meno violenta del tuo pensiero rispetto ai compagni di forum, ma le tesi interpretative di sociologia spiccia no, grazie.

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    4. Se in giapponesi quelli venivano definiti come cani selvatici mi sta benissimo che in italiano vengano resi come cani selvatici, tutto qui. E questo anche per tutto il resto. Secondo me ogni opera andrebbe fruita nella precisa maniera in cui è stata concepita dal suo creatore, motivo per cui sapendo l'inglese seguo film e serie tv americane rigorosamente in lingua originale, coi sottotitoli in inglese giusto se mi perdo qualche battuta. E per chi non conosce il giapponese crede che una traduzione e adattamento aderente il più possibile all'originale sia segno di massimo rispetto nei confronti dell'opera, dell'autore originale e di coloro che ne vogliono fruire in maniera più incontaminata possibile. Come dici giustamente tu ogni parere è soggettivo. Da dopotutto quelli che amano la discorsività possono sempre tenersi il dvd di Mononoke del 2000, no? Fa niente che il messaggio dell'opera sia completamente fuorviato, dopotutto ognuno ha le proprie priorità, ci può anche stare.

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    5. Ecco, appunto. Siamo arrivati al soggettivo, mi fa piacere. Ma quanto alla conclusione, no. Proprio no. Perché il discorso non si riduce a "questo o vi beccate le robe fuorvianti del passato": siamo nel 2014, i supporti digitali hanno lingue e sottotitoli pure in esperanto. Mi perdonerai se lo faccio notare, ma questa questione calcistica Cannarsi sì o no, la trovo, come dire, poco interessante. Dove poco uguale per nulla. A me interessano i film Ghibli, non i supporter di questo o quell'altro partito. E soprattutto non mi interessa che della gente si organizzi su un forum per venire a zittire sulla mia pagina FB chi la pensa in un modo diverso. Non riguarda te, e l'ho scritto, ma quello non è esprimere la propria opionione, è squadrismo digitale. I prossimi Blu-Ray me li guardo in lingua originale (così le mie orecchie non sentiranno cose che soggettivamente ritengono sgradevoli) con sottotitoli in inglese. Così tutta la questione dello (s)cannarsi sui secondi fratelli la lascio volentieri a chi ce l'ha più a cuore.

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    6. Onestamente non sono un veneratore di Cannarsi, però personalmente, dovendo scegliere tra un adattamento più comprensibile per l'italiano medio ma meno rispettoso dell'opera originale e uno più aderente anche se più ostico scelgo quest'ultimo. Ovviamente è questione di attitudini e gusti, come tu stesso fai notare. Spero che guardandoli in giapponese coi sottotitoli in inglese questi ultimi siano fatti facendo una traduzione letterale della lingua originale, perchè in passato i fantasiosi adattamenti italiani scaturivano proprio dagli altrettanto fantasiosi adattamenti americani. Alla fine, sfruttando per bene il Bluray, sarebbe bello poter far contenti tutti e mettere due adattamenti, uno fedelissimo all'originale ed uno più easy, con adattamenti che lo rendano più fluente nell'italiano moderno. Poi starebbe allo spettatore scegliere quale utilizzare. Io tra i due, potendone avere solo uno, preferisco il primo. Quanto al discorso forum, squadrismo, etc. ti capisco, si tratta di brutti fenomeni. Io ci tengo a precisare che parlo solo per me stesso, come tu stesso hai comunque già capito. Ti faccio i complimenti per il tuo lavoro, leggerti è sempre piacevole, sia che la pensi come te sia che no, perchè comunque sei bravo ad argomentare il tuo pensiero, a differenza di troppa gente che parla senza cognizione di causa.

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    7. Oh, solo questo.

      In giapponese 'lupo' si dice 'ookami'.

      In Mononoke Hime si parla di 'yamainu', che vuol dire *letteralmente* "cani montani", ma significa "cani selvatici", in quanto il concetto di 'non domesticato' in giapponese si lega al luogo ideale della montagna, non del bosco. Gatto selvatico, per capirci, è "yamaneko".

      Ora, a parte che è una scelta DELL'AUTORE e tanto basta, la ragione è anche nota: ai tempi (storici) di cui Mononoke Hime in giappone la tassonomia non aveva ancora differenziato il lupo dal cane, ovvero la razza autoctona di lupi giapponesi era ancora definita "cani selvatici". Da cui la scelta dell'AUTORE, che essendo tale sarebbe comunque incontestabile, ma risparmierò le ulteriori nozioni di tassonomia storica. Anche se secondo taluni "ookami" (lupi) e "yamainu" (cani selvatici) sarebbero state proprio due razze diverse, la seconda ormai estinta.

      https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_wolf

      Documentarsi prima di criticare a vuoto mai, eh? :-)

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  50. Ma se Miyazaki legge il Sapegno giapponese

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