lunedì 23 dicembre 2013

69

Il mio vicino Totoro (I film dello Studio Ghibli - 2)

Dopo Il castello errante di Howl, la rassegna antristica dei film di Miyazaki in ordine del tutto casuale ha tirato fuori ieri il raggioblù di una delle prime pellicole dello Studio Ghibli, Il mio vicino Totoro (となりのトトロ, Tonari no Totoro, 1988). La domanda è: cosa rende una fiaba per bambini una meraviglia in grado di dipingere un sorriso sul volto pure del più turpe degli esseri umani? [...]
Beh, tanto per iniziare, il fatto di essere unica. La storia delle sorelline Satsuki e Mei, alla scoperta della campagna e di ciò che custodisce, è una fiaba in cui non ci sono cattivi. Non ci sono scontri epici, non c'è nessuno degli ingredienti canonici da classico Disney. C'è un mondo in cui tutti i personaggi sono positivi, dal timido ma gentile Kanta alla nonnina con la voce di Liù Bosisio, in cui tutti si mettono immediatamente, nipponicamente a disposizione quando un brutto evento sembra turbare la quiete di questo Giappone rurale degli anni Cinquanta. Un mondo nel quale è necessario che l'autobus arrivi in ritardo (vergogna, serie di punti esclamativi), per non farlo sembrare la realizzazione ante litteram dell'immaginario bucolico da merendine del Mulino Bianco.
Aneddoto familiare uno: ai tempi dell'università,
avevi un vicino di casa che si chiamava Toteda. Fuochino.
Protagonista, quanto e più della famiglia Kusakabe, la Natura. Anche qui, nell'accezione più giapponese possibile del concetto: una natura in cui trovano spazio anche gli insetti che ronzano attorno a una lampada, o un rospo che assiste all'incontro tra due bambine e un coniglio gigante che è lo spirito custode della foresta. È una storia autobiofrafica, Il mio vicino Totoro, perché la mamma ammalata (di tubercolosi) era quella di Miyazaki, suoi erano i ricordi delle giornate trascorse in campagna con i fratelli. Una storia piccola e se vogliamo molto intima, in cui la fantasia ha la panza di un troll (to-ro-ru), che per la piccola Mei diventa tò-to-ro, e nella quale un ombrello basta e avanza per un volo che al confronto Mary Poppins era una pezzente.
Vogliamo dirla una parola sulle musiche di quel solito ometto enorme che risponde al nome di Joe Hisaishi? Vogliamo? Un sinonimo qualsiasi di "splendide" va bene
Un linguaggio - ancora, e siamo solo alla seconda tappa del viaggio in Miyazakia - universale, che sprigiona nel bambino la curiosità per il mondo che esiste giusto fuori città, nell'adulto la nostalgia per le sue giornate in campagna, spese a pedalare sulla bici, a inseguire lucertole, a saggiare con la punta di un piede le acque di un torrente, sempre gelide anche ad agosto. Quando, durante una vacanza o una semplice giornata in campagna, proprio come le sorelle del film, si trasformava in un attimo l'ordinario nel fantastico, o viceversa. L'effetto, quale che sia l'età anagrafica dello spettatore, è l'ingigantimento degli occhi e, dicevamo all'inizio, il rasserenamento dell'animo, con sorriso da grandi occasioni. 
Arrivati alla fine, non si saranno sconfitte streghe del mare cugine di Vannamarchi o megere accoppadalmata, non si saranno ridestate principesse con l'abbiocco grave o portate via sul cavallo bianco ammaliatrici di nani: si sarà guardata semplicemente dalla finestra la storia di una famiglia che si vuole bene, calata in un microcosmo di persone semplici, che non si spaventano per un po' di vento e sanno ringraziare la Natura per quello che hanno. E che non stanno lì a fare troppe domande quando uno spunta dal nulla perché ha scroccato un passaggio a un Gattobus, ecco. 
La vera casa dei Kusakabe, ricostruita in scala 1:1 vicino Nagoya nel 2005, sotto la supervisione del figlio di Miyazaki, Goro. Almeno in una cosa è capace.
Per qualcuno - i detrattori del film - è mieloso buonismo, per te è solo la storia di come il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se l'innocenza non venisse sepolta dall'interesse e dalle brutture che l'età adulta si porta dietro in bundle. Canzoncina sui titoli di coda, rinnovata, ingiustificata fiducia nel genere umano, applausi. 

69 commenti:

  1. Mea culpa. Visto per la prima volta due settimane fa sul cell durante due giorni di tragitto pendolare (sull'autobus ogni giorno in ritardo).
    41 anni, un metro e ottantasei, 117 chili e piangevo ridendo sul finale.
    Inutilmente il giorno dopo, con l'ennesima corsa sospesa, attendevo un gattobus che mi riportasse a casa.

    RispondiElimina
  2. Splendido film e splendida recensione,è esattamente quello che ho provato io vedendolo.
    (si vede che l'altra non mi è piaciuta perchè Howl non è uno dei miei film favoriti di Miyazaki)
    Penso che Totoro sia il Myazaki più puro,quello legato alla natura e all'animismo.
    Una delle peculiarità di questo film è che Miyazaki è riuscito scriverlo calandosi davvero nella mente di un bambino,in quell'età dove anche le cose più piccole diventano delle grandi avventure e dove sei pronto ad accettare anche le cose e i racconti più fantasiosi e impossibili come realtà oggettive.
    Totoro secondo me si differenzia in questo dalle altre storie con protagonisti i bambini,qui è il mondo infantile ad essere raccontato,mentre negli altri racconti(Peter Pan per esempio) i bambini vengono semplicemente messi come protagonisti al posto degli adulti.
    Forse,e dico forse,il racconto che si avvicina di più al concetto di Totoro è Alice nel Paese delle Meraviglie,anche se spero mi perdonerete di aver confrontato Miyazaki con un noto pedofilo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  3. Non l'ho visto quindi rimedierò volentieri.

    PS: dovevo fare un regalo di Natale e grazie a questa rubrica ho deciso di regalare un film di Miyazaki: Lupin - Il Castello di Cagliostro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gran bel film.peccato che l'edizione italiana non è mai riuscita a prendere tutti i doppiatori della serie tv

      Elimina
    2. veramente è stato ridoppiato apposta nel 2006 mi pare, pochi mesi prima che Del Giudice morisse! Fatto apposta per un anniversario del film, rimasterizzato in HD e fatto uscire anche al cinema!

      Elimina
    3. L'ho sentita ma mi pare che le voci ci fossero tutte tranne quella di Lupin o mi sbaglio io?

      Elimina
    4. Mi sono documentato su wikipedia,io allora ho visto il primo doppiaggio e il secondo doppiaggio,mi manca il terzo doppiaggio,ME LO DOVRò PROCURARE SICURAMENTE!!

      Elimina
    5. Ho comprato il blu-ray dagli amazzonici italici, quando mi guardo il film con il mio amico faccio sapere.

      Elimina
    6. Itlas e Drakkan, il terzo doppiaggio di Cagliostro ha TUTTI i doppiatori della prima ora, e hanno fatto anche un gran lavoro.
      La buon anima di Del Giudice (RIP)
      riuscì a completare il doppiaggio qualche mese prima di morire.
      Andate Brooklyn :)

      Elimina
  4. sull'aneddoto familiare mi dispiace, però ti sei rifatto conoscendo la Bellucci, no? :P

    PS: farai anche il mio preferito, il castello di Cagliostro? che poi "preferito" perchè è stato il primo Miyazaki che ho visto e c'è Lupin xD

    PPS: ma un post sul derby? "mi ha eccitato di più il tacco di palacio che un tacco 12" (stracit. sui socialcosi da ieri :D )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da un po' le partite le sto commentando in diretta sui social cosi. Si fa prima, si evitano le orde di troll pernasconi anonimi analfabeti. Prima o poi riprendiamo anche qui, ma le due parole che avevo da dire sull'orribile partita di ieri le ho dette. "Sooca" e "nano" ;)

      Elimina
  5. Scusa Doc, tutte le volte che penso a Totoro mi vengono le bruschettone negli occhi, meglio se mi fermo qui.

    RispondiElimina
  6. Visto in spagnolo, quindici anni fà quando gli anime in italia eranounabbruttacosa e dovevano essere tagliati, cambiati di nome e non mostrati al cinema.

    Ricordi fortissimi.

    ...poi pensi che Goyer vuole fare il "grand mastah" DC cinematic universe e ti tornano le brutture dell'età adulta come una bastonata sul groppone.

    RispondiElimina
  7. Un libro di eserciziario che avevo all'università si chiamava proprio Totoro.... la mia docente era una grande fan di Miyazaki, come un poì tutti i giapponesi che ho conosciuto.

    Rimane il miglior film del regista, a mio parere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No dai, il migliore è un pò troppo.
      Per me se la giocano Mononoke, Cagliostro e Porco Rosso.

      Elimina
    2. Farò arrabbiare molti (fottesega),
      ma Il Castello di Howl, malgrado i suoi difetti, è nella top five.
      Tra i due, quello meno riuscito, che non rivedo da parecchio,
      è La città incantata

      Elimina
  8. Sul finale di Totoro ci sono varie correnti interpretative. Sul tubo ne ho trovata una alquanto inquietante.

    Beware, is SPOILER heavy!

    http://www.youtube.com/watch?v=Uo4rOGd3Z54

    Comunque sia, gran film, non per altro uno dei miei Ghibli preferiti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se è la (diffusissima) tesi à la Il Sesto Senso, il Miya l'ha smentita un frappo di volte. Resta inquietantemente affascinante, va detto :)

      Elimina
  9. "persone che si vogliono bene e (...) che NON SI SPAVENTANO"

    Hey un attimo: loro non si spaventeranno mica, ma a me tutta la parte di Totoro in cui Mei [SPOILER!!]

    ...
    ...
    si perde e viene ritrovata la sua scarpetta nel laghetto, e uno pensa che sia affogata, oh! A me mise un'angoscia terrificante che neanche il fratellino di Annette quando cade nel crepaccio (altro trauma infantile mai superato) per colpa di quel falegname segaiolo di Lucien.
    Sarà che ho visto la prima volta Totoro in giappone e senza sottotitoli e, non capendoci una mazza, l'immagine di quella scarpina galleggiante m'è rimasta impressa PER ANNI, ché già c'avevano la mamma malata, se poi affogava anche la sorellina nel lago erano cosechenonsonocose...

    [SPOILER]

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, quello sicuro. Nella versione italiana, una grande nonnina powered by Bosisio in quella scena.

      Elimina
  10. Visto per la prima volta al cinema qualche anno fa. Io, mia cugina e una decina di bambini accompagnati da pochi genitori o nonni, la tristezza di una sala semivuota per una visione così bella.
    Quoto in toto tutta la recensione, la fiaba senza cattivi ha colpito tantissimo anche me.

    RispondiElimina
  11. E' stato il secondo film che la mia bimba ha visto sul grande schermo (il primo è stato Ponyo). Emozione grandissima, per noi e per lei.

    RispondiElimina
  12. Pensare che io la prima volta lo vidi in giapponese sottotitolato (in italiano mi pare). Quando finalmente lo doppiarono in italiano ne fui ultrastrafelice!!!
    Totoro mi fa sempre due effetti:
    1) i lucciconi. Lo adoro!
    2) mi fa desiderare tantissimo di abitare in un luogo come quello. Nel verde, circondata da amabili persone.

    RispondiElimina
  13. Visto per la prima volta a lezione di giappo, tanti, troppi anni fa.
    Rivisto poi a scrocco e apprezzato meglio. Non il mio Miyazaki preferito ma di sicuro un gran film. Il gattobus è leggenda.

    RispondiElimina
  14. Ecco su questo niente da dire, capolavoro :)

    RispondiElimina
  15. Su due film del Maestro non accetto discussioni.
    Uno è Tonari no Totoro, l'altro è Mononoke Hime.
    Probabilmente i due antipodi della poetica di Miyazaki, probabilmente i due momenti in cui non ha risparmiato nulla di sè, sicuramente i due film in assoluto in cui non è possibile ancorare la propria morale a qualche "negativo" di comodo.

    RispondiElimina
  16. Ok, ho trovato una rubrica del Doc di cui non devo nemmeno pensare di aprire i post.

    RispondiElimina
  17. Un film che ti ricorda com'era la meraviglia che provavi da bambino, bellissimo davvero.

    RispondiElimina
  18. Bel post, film semplicemente splendido.

    RispondiElimina
  19. Eh beh, eh beh...
    Totoro è fenomenale. Visto qualche anno fa al cinema riproposto da lucky red e rivisto tempo in divudì.
    Ti fa tornare bambino per un'ora e mezza (ma anche oltre, tutto sommato). E ti stampa quel sorriso ebete sulla faccia per almeno tre o quattro ore abbondanti.
    Filmone consigliato a chiunque abbia un cuore.

    RispondiElimina
  20. Visto in giapponese senza sottotitoli piu' di 23 anni fa..poesia pura
    Io amo quell'uomo, mi sono sempre detto che quando sarebbe passato a miglior vita avrei pianto come per un nonno (o papa') e mi veniva la pelle d'oca solo a pensarci...e a settembre quando ha annunciato il suo ritiro mi sono venuti I lacrimoni..

    Bellissima recensione Doctor! Condivido e provo le stesse emozioni!

    RispondiElimina
  21. La cosa che più mi piaceva di Totoro è che per tutto il film il mostro obeso potrebbe essere il parto della fantasia malata delle due sorelle ( che vedono una catapecchia come la loro nuova cosa come "bellissima"), salvo poi nel finale che... vabbè, non spoileriamo.
    Ma vogliamo palare di South Park , ovvero Totoro incontra Cthulhu ?

    RispondiElimina
  22. Forse lo avete gia' detto..ma per il 2014 sono stati annunciati Nausicaa, mononoke Hime e la citta' incantata (aborro questo titolo) con ridoppiaggio e titoli piu' fedeli agli originali giapponesi..

    RispondiElimina
  23. Splendida recensione condivisa in toto(ro!).
    L'anno scorso regalai alla mia nipotina decenne il dvd proprio di Totoro e purtroppo debbo dire che i suoi occhi non si sollevarono mai dallo smartphone mentre io le decantavo le lodi dell'animazione nipponica.
    Tristezza a palate.
    Il mio amore impudico va alla "Città incantata" che mi guarderò anche quest'anno la notte dell'ultimo *w*

    RispondiElimina
  24. Boh, a me ha solofatto due palle COSI'. E poi una domanda: ma chi ha avuto DAVVERO una infanzia bucolica ad inseguire lucertole e mettere i piedi in un rusccello? La mia infanzia l'ho passata tra Masters, Bim Bum Bam e partite al pallone in cortile, e come me quasi tutti quella della mia generazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi dispiace per te.
      io c'ero :) più o meno bucolico... le emozioni sono le stesse di quelle trasmesse in Totoro... con o senza distese di campi.

      Elimina
    2. Ehr, no, Havoc. Non si parla necessariamente di un'intera infanzia, ma magari anche di una sola mattinata: "durante una vacanza o una semplice giornata in campagna".

      Elimina
    3. Devo quotare Havoc,inoltre,quei 2-3 film che ho visto di Miyazaki li ho trovati relativamente troppo buonisti per i miei gusti.
      Tra parentesi,io nei ruscelli trovavo le siringhe,avoja metterci i piedi!

      Elimina
    4. Io ce l'ho avuta! :) Ho vissuto in campagna i miei primi 16 anni. E c'era spazio anche per i Masters, Bim Bum Bam ... e un saaaacco di aria aperta :)

      Elimina
    5. Condivido il pensiero sferoidale di Havoc; peraltro, io trascorrevo parecchio tempo della mia infanzia in campagna e non mi manca per nulla.

      Elimina
    6. io, fino a otto anni di età... poi mi sono trasferito in città e ne sono ancora traumatizzato, non dico quante decine di anni dopo

      Elimina
    7. Io. Classe '82, donna. Masters, Bim bum bam, e lucertole. Scalza in mezzo ai campi.

      Elimina
    8. Questa cosa dei film di Miyazaki che sono troppo buonisti devo ancora capirla, e tutte le volte che la sento mi scappa una risata.
      Cosa deve fare per farvi contenti, metterci stupri e decapitazioni? Fare finire tutto male Osamu"Rocky Joe/Lady Oscar"Dezaki style (per il quale comunque nutro il massimo rispetto ) ?
      Non è mica la Pixar (lì sì che c'è da cariarsi i denti),
      per ogni luce nei suoi film ci sono molte ombre.
      E poi, come cerca di spiegare anche il Doc, è bello vedere ogni tanto qualche film intelligente in cui i più bravi vengono ricompensati.

      Elimina
  25. Desmond Sunflower23 dicembre 2013 14:24

    Sinceramente neanche io trovo eccezionali i film di Miyazaki, sono piuttosto refrattario al genere, così come d'altronde non riesco a sopportare i film di Tim Burton. Questione di gusti, mi piacciono gli argomenti che tratta ma preferisco film con più azione, anche se non voglio parlare di buonismo perché ha un'accezione troppo negativa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prova il Castello di Cagliostro e la prima serie di Lupin
      (quasi tutta opera sua),
      potresti cambiare idea :)

      Elimina
    2. Perdonatemi, opera sua e anche di Isao Takahata,
      che ho dimenticato di citare

      Elimina
  26. Desmond Sunflower23 dicembre 2013 14:27

    Detto questo vorrei precisare che Carroll, autore che sinceramente trovo noioso, non era un pedofilo. Dicerie varie lette sul web non costituiscono una prova; invece, lo si potrebbe accusare, purtroppo a ragione, di essere antisemita.

    RispondiElimina
  27. Totoro è meraviglioso e basta! Lo amo alla follia, e basta. Mi ricordo uno dei miei primi Luccacomics quando incontrai quel tipo quarantenne che in tutta la fiera aveva comprato solamente il pupazzone gignatico di Totoro e ci era attaccato come un Koala, con la sorella (quarantacinquenne) che inveiva contro di lui per via dell'acquisto fatto. "ma te guarda" diceva la tipa "mi è toccato accompagnare quel tipo di mio fratello a lucca e poi si è comprato sto coso...che cazzo è?". Giro lo sguardo da "Reidinantoinprocintodiaffettatequalcunocon tanto di PSH!" e le dico..."quello è Totoro". E basta. :)

    RispondiElimina
  28. Bellissime riflessioni, Doc.

    Ho 39 anni e in questo film ritrovo sempre la magica atmosfera delle interminabili estati passate coi nonni in un paesino di montagna. Due mesi e mezzo di libertà, giochi, amici veri e natura.

    E se è "buonismo"... chissenefrega.

    RispondiElimina
  29. Film che mi scatena violentissimi attacchi di lacrime napulitante ogni volta che lo guardo, che fa fare pace con il mondo, nonchè uno dei pochissimi film/libri/opere d'arte in genere in grado di far vedere il mondo dal punto di vista dei bambini in maniera così vibrante, perfetta, semplice... Si capisce che mi piace un botto?
    Io lo metterei nel programma obbligatorio in tutte le scuole elementari, 'che magari i criaturi ci vengono su un po' decenti!
    Forse l'unico che mi è piaciuto di più del Maestro è La Città Incantata (attendo la recensione)

    RispondiElimina
  30. Amo questo film da sempre (ho già detto che la canzoncina dei titoli di testa è la suoneria del mio cell?^_^) ma ho trovato la traduzione in italiano disastrosa.
    Per l'ennesima volta Gualtiero Cannarsi ha rovinato un film della Ghibli e, su un capolavoro del genere, non è possibile perdonarglielo! >_<
    Passi quando ha pasticciato il miserino "Arietty" o il grazioso "La collina dei papaveri" ma gioielli come Kiki (che pure nella prima stesura della Disney era ancora accettabile) o, addirittura, Porco Rosso!... Insomma, sempre meglio di quanto ha fatto la Kazè con "Viaggio verso Agartha", però almeno lì i distrubutori si sono pentiti (dopo migliaia di lettere di proteste) e hanno cambiato tutto lo staff per le versioni in italiano. Cannarsi invece è intoccabile; si trincera dietro un impenetrabile scudo di "filosofo del doppiaggio" che impressiona tantissimo il mondo dei traduttori universitari e che lo rende un autentico barone nella peggior accezione del termine. Può permettersi errori di sintassi che, a chiunque altro, costerebbero il posto di lavoro. Un po' come se all'Opera fosse intoccabile un tenore che "stecca" sistematicamente.

    Detto tutto ciò, sono dispostissimo a godermi i meravigliosi film di Miyazaki in qualsiasi lingua pur di poter sprofondare nella poesia che li caratterizza. Vi consiglio quindi le versioni in francese di Totoro e, soprattutto, di Porco Rosso (con la splendida voce di Jean Reno), quella in inglese di Ponyo e quella in tedesco di Nausicaä. : )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "si trincera dietro un impenetrabile scudo di "filosofo del doppiaggio" che impressiona tantissimo il mondo dei traduttori universitari e che lo rende un autentico barone nella peggior accezione del termine."
      Trenta minuti di applausi.
      Quello lì è un maestro di seghe che nemmeno
      il più grande falegname del mondo riuscirebbe a stargli dietro.

      Tra l'altro è anche riuscito a dare a Miyazaki, in almeno più di un'occasione, del pedofilo e del fascista (in quanto socialista, crederebbe nello "stato etico" dunque è anche un pò fascio, a detta del Cannarsi"): geniale, soprattutto se si pensa che senza Miyazaki e i suoi film da adattare/doppiare lavorerebbe e guadagnerebbe molto meno

      Elimina
  31. Premessa (post-messa, in realitade, che la sto scrivendo dopo aver riletto il commento): questo post è ad alto rischio di sembrare una lecchinata pazzesca nei tuoi confronti, ma, giuro, non era questa l'intenzione. Non c'era intenzione. Ci sono solo le parole che mi sono venute in mente in seguito alla lettura (e al ricordo del film).
    "Fine della prima parte. Inizio della seconda parte." (CIT.)

    Totoro è un capolavoro a 360 gradi (visto e rivisto vieppiù volte dai tempi dei download emuleschi in lingua originale sottotitolata), e leggere la(/e) tua(/e) recensione(/i), miyazakiana(/e) nella(/e) quale(/i) riscontro in maniera quasi allarmante una coincidenza con i miei pensieri sull'opera(/e) (e forse in buona parte è anche merito del "linguaggio universale" di cui sopra) è un piacere per gli occhi e per l'anima quasi quanto la visione della stessa.

    Condivido il tuo pensiero pienamente: Miyazaki è pace per l'anima e riscoperta dell'immeritata fede nel genere umano tutto :D

    PS: la storia della seconda chiave di lettura è flippotroppissimamente inquietante e interessante allo stesso tempo. Peccato/graziealcielo per la smentita :)

    RispondiElimina
  32. Kiki! Kiki! Kiki! Kiki! Castello di Cagliostro! Castello di Cagliostro! Castello di Cagliostro!
    :)

    RispondiElimina
  33. Doc, piccolissimo (si fa per dire) OT: come mai ancora nessun post riguardo lo storico cambio di vertice alla Beneamata?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedi risposta sopra ad Andrea87 (se usi chrome, commento 4)

      Elimina
    2. OK, però mi riferivo al nuovo asset societario più che alla stracittadina ;) (anche se il lento declino rossonero è sempre una goduria...)

      Elimina
  34. Se non ricordo male negli USA avevano censurato la scena del bagno delle bambine con il padre... nell'edizione italiana è rimasta, vero?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, in Europa non è stato censurato. A dire il vero non si capisce cosa ci fosse da censurare ma, come è noto, il Moige è fortissimo anche lì. ^_^

      Elimina
  35. Lo vidi due volte al cinema pochi anni fa quando han deciso di darlo!
    Poesia pura.
    La prima volta ci andai persino da solo tantoo la pura di non riuscire a beccare qualcuno con cui andarci.
    Tornai in auto a casa da solo con una specie di pace interiorie zen...che non so' spiegare. Era come se avessi fatto il pieno di positività e potessi affrontare il mondo brutto e cattivo con più vigore.
    Inutile dire che durò giusto fino al rientro a casa é_è

    RispondiElimina
  36. Io ricordo sempre quel giorno in cui decisi di rivederlo con la mia ragazza. Sul finale, durante la sigla, è scoppiata a piangere, ma proprio a dirotto, senza fermarsi...e quando le ho chiesto cosa mai avesse, rispose che avrebbe voluto anche lei incontrare Totoro.

    RispondiElimina
  37. Potresti guardare, in perfetta antitesi con Totoro, "Una tomba per le lucciole" di Takahata (sempre studio Ghibli, qualità assicurata), uno dei film/cartoni animati più emotivamente distruttivi della storia...quando ho scritto "perfetta antitesi" non l'ho scritto per caso. Sarei molto curioso di leggerne una tua opinione.

    Complimenti per queste recensioni di Miyazaki, non vedo l'ora di leggere Porco Rosso!

    Su Totoro

    (SPOILER)...ero convinto che la mamma alla fine morisse. Non sono mai stato più sollevato in vita mia. (SPOILER)

    RispondiElimina
  38. Non so se il mio primo commento si è perso.
    Lo trovo un film bellissimo e complimenti per la recensione e soprattutto per la rubrica.
    Anche io piangevo come una femminuccia alla fine.
    Adesso vado a vedere con mia figlia la fine di Arietty.

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails