Barb Wire: il peratissimo remake di Casablanca. No, sul serio (L'angolo del Creeper)
Nel 1996 le tette di Pamela Anderson, fiore all'occhiello della prestigiosa carriera densa di soddisfazioni del chirurgo plastico di origini catanzaresi Frankie Mimmo Caligiuri, sono all'apice del loro successo. Milioni di spettatori guardoni hanno decretato il trionfo di quella puttanata astrale di Baywatch grazie soprattutto a quei quattrocento, cinquecento grammi di silicone, tanto che le poppe vengono avvicinate un giorno da due loschi figuri al soldo della PolyGram Filmed Entertainment. Vogliamo fare un film su voi due, ci dicono quelli. Possiamo portare anche il resto della Pamela?, chiedono le bocce. Ok, ci fanno i due produttori. Ok […]
Ora, Barb Wire sarebbe nominalmente un film fantascienzo, visti gli spunti cyberpunk - tipo una tizia asiatica legata a un lettino e piena di cavi nella testa che si vede all'inizio - e il fatto che la pellicola è tratta dall'omonimo, inutile fumetto Dark Horse
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| Si nota la somiglianza? |
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| "mmmh... interessante" |
La povera, bistrattata Pamela e le sue povere, bistrattate bocce di silicone. A un certo punto di quel meteorite in caduta libera che era diventata la sua carriera, mancava solo che la chiamassero a doppiare, chessò, il cartone animato di una super-eroina spogliarellista zozza inventata da Stan Lee.
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| poi ha fatto pure quello |
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Mamma mia. E' DAVVERO un remake di Casablanca?
RispondiEliminaWOW! Ad un certo punto ricarica pure la pistola!
RispondiEliminaQuesto è un film REALISTA!!! :D
"Suonale ancora, Pam"
RispondiEliminaNon li fanno piu' film cosi .... E mi chiedo anche perche' .
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