Rage against the Machinarium


Metti che uno ha ricevuto dai parenti la solita cravatta regimental giallo e verde. Le solite pantofole in pelle di topo abbinate al solito pigiama flanellato di due taglie più grande, un completino perfetto solo in caso di ricovero d'urgenza al policlinico per peritonite. Il calendario horror di LucaSardella e Gianira. La vestaglia peruviana. Hai voglia ad affogare il dispiacere nel pandoro e nello zabov. Ma siccome è Nasale, si fa sempre a tempo a farsi da soli un bel regalo degno di questo nome. Bastano infatti ottovirgolasedici euro, VAT inclusa, per acapparrarsi la strenna natalizia di Amanita Design. Senza passare dal via e, se è per questo, senza passare manco da Steam, che ci sta sulle palle. Versando questo modico contributo a mezzo peipàl, infatti, si accederà ai link per il download delle versioni Win, Mac, Linux e Commodore16 di Machinarium, alle versioni Win, Mac e Linux e Sinclair ZX Spectrum di Samorost2, alle colonne sonore di entrambi, a uno zippetto con alcuni art, al numero di telefono dell'impiegata più bona di Amanita Desing, a una batteria di pentole e a un motorino della tomi...
Dice: e com'è questo Machinarium, questa avventura punta e clicca con i robottini e la grafica deliziosamente retro? Beh, diresti che è una avventura punta e clicca con i robottini e la grafica deliziosamente retro. Ma, anche, un'esperienza di gioco tradizionale e rilassata. Laddove "tradizionale" vuol dire clicca su tutto il cliccabile alla disperata ricerca di una via d'uscita, e "rilassata" vuol dire prendi a inveire ogni due per tre contro lo schermo e la fantasia perversa degli autori e a smadonnare tutto incazzato anche se è nasale e non pare bello. Specie se nell'altra stanza permangono dei paludatissimi parenti collaterali, residuati del pranzo nasalizio.

Bellissimo, con quel design che è steampunk e video dei pink floyd e libro di illustrazioni cazzuto e anche un po' jacovitti tuttassieme. Con quelle musichine. Con il sistema di aiuti sadico travestito da minigioco sparacchino old school. Con quel che costano tanti giochi dimmerda oggi, otto euri per un titolo del genere sono davvero un furto. Cioé, non quanto ventisei carte per un paio di pantofole orribili in pelle di topo, ma ci siamo capiti.

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