Il casino in fondo al pozzo (Fallout 3 e il finale surprise)
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Che [SPOILERICCHIO], per salvare gli schiavi e trovare una cura dovevi rapire una neonata. Tu, lì su due piedi, non te la sei sentita, ecco, e perciò ti sei ritrovato ipso facto dalla parte degli schiavisti e in guerra con i poveri stronzi. Che tutto in giro, appena ti vedevano, ti correvano incontro mulinando armi improbabili, solo per essere abbattuti con una laserata sul plesso solare. Ma non tutti partecipavano alla ribellione. Mentre facevi la spola tra Ashtur e il capo degli schiavi, per convincerlo a schiodare prima che ti finisse la pazienza, ti sei imbattuto in un numero consistente di schiavi che continuavano a lavorare nella fonderia come se nulla fosse. Facendo finta di niente. Che la cosa non li riguardava. Che non erano cazzi loro. E allora hai pensato che tutto il mondo è (Bel) Paese, e pure dalle vostre parti gli schiavi crumiri vanno via come il pane. Guardano solo l'Unpostoalsole-Tg1 e il Centrovetrine-Tg5, non sanno niente e non vogliono saperlo. Che tutte queste storie su Berlus sono un'esagerazione. Che lasciatelo lavorare. Che saranno pure cazzi suoi. Basta loro volgere lo sguardo altrove, per sentirsi felici. Pubblicità.
In foto, il gioco. Che poi alla fine, pur controvoglia, hai scoperto che il dittatore di The Pitt forse può portare davvero una cura ai suoi. Può migliorare sul serio le loro infime condizioni di vita. Minchia se si vede che è un videogioco di fantascienza.
TASSO DI TACHIONI: Alto. Dura un cazzo ma, come Broken Steel e Point Lookout, aggiunge ulteriore spessore a un titolo già spesso quanto dodici elenchi del telefono di Manhattan.
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