Il poliziotto cattivo e l'altro ancora più cattivo (Dr. House vs gli sbirri di LA)

Nell'angosciosa flemma vacanziera, per dar sosta al vorticoso valzer di giochi sparati in HD sul televisore buono del salotto (e fare un attimo contenta la tua dolce metà, diciamolo) ti tocca vedere in DVD le peggio cose. Così, dopo l'aberrante Material Girls con le sorelle Duff, ieri sera è stata la volta del poliziesco Street Kings (in italiano ribattezzato con un titolo alla Gigi D'Alessio: "La notte non aspetta"). Poliziesco è pero termine che al film diretto da David Hayer e interpretato da Keanu Reeves sta un pelo stretto, visto che l'intera pellicola mostra solo poliziotti. Dall'inizio alla fine. Detective, della disciplinare, in incognito, dell'antidroga. Solo. Poliziotti. Per farla breve: il buono (Reeves) è un piedipiatti in effetti cattivo e bastantemente fdp, che però essendo meno cattivo di molti altri suoi colleghi passa per buono. Così va il mondo. Poi ci sono i cattivi, che però sono un po' meno o un po' più cattivi a seconda della scena del film, e i tizi che inseguono, che sono sbirri corrotti ma forse anche no. Butta nella mischia un Forest Whitaker ormai praticamente monocolo e doppiato da Topo Gigio, e il Dr. House (che qui non zoppica, ma continua a rompere i coglioni a tutti. Ed è cattivo e onesto, ma forse anche buono e colluso pure lui), e il risultato è una caciara degna degli altri film scritti da Ayer (qui regista, ma con un passato illustre punteggiato dalle sceneggiature di Fast & Furious, Training Day e altre cialtronate simili sempre a base di sbirri infiltrati e manfrine sull'etica, la corruzione e quanto cazzo sia brutta Los Angeles). Poi, trattandosi di una storia partorita dalla mente di James Ellroy, naturalmente, Street Kings ti rifila, subito prima di un finale talmente telefonato che si trova tranquillamente su paginebianche.it, la solita pantomima della sorpresa cui segue la controsorpresa che viene smentita dalla controcontrosorpresa a ribaltare infile la quale arriva la controquestaèl'ultimaenontel'aspettavivero?sorpresa. Poi, come detto, plana implacabile sullo schermo il finale in teleselezione, condito dalla solita sequela degli spiegoni alla Scooby-Doo. Che lo spettatore yankee, dopo che è stato lì un'ora e mezza a non capirci una fava, ha il sacrosanto diritto di comprendere come sono andate le cose. Che mica ci interessano, allo spettatore yankee, quelle robe stupide come Memento e Identity che non c'è nessuno che ti spiega niente e poi ci si sente stupidi, ecco.
Sbadigli, Keanu Reeves che salva ancora la giornata, dissolvenza in nero.

Commenti

  1. Questo non l'ho visto, ma Harsh Times, il primo diretto da Ayer, è sorprendentemente bello.
    Occhio: vederlo doppiato è un delitto, non perché sia doppiato male (non ne ho idea), ma perché è un caos di cadenze e lingue inmpossibile da doppiare.

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