Un disco per l'estate. Anzi quattro. E per l'autunno.





Come fai a rilassarti il cervello dopo un viaggio lungo un giorno, a smaltire emicrania e jet lag che hai trovato, feroci, ad accoglierti al tuo rientro? Non ne hai la più pallida idea. Sai però come il cervello puoi ridurlo definitivamente in pappa, e cioé ascoltando in loop un po' di nippo-CD di roba elettronica che hai raccattato in un HMV di Shinjuku. Tra questi, Funky-Bit di Sexy-Synthesizer è sicuramente il più adatto a friggerti i pochi neuroni rimasti in attività: trattasi di una serie di cover di celebri motivetti dementi (You Can't Hurry Love, Human Nature...), filtrati attraverso una serie di effetti in puro stile 8-bit. In pratica è più incredibile, meravigliosa colonna sonora di un videogioco degli anni 80 che non hai mai giocato. Più o meno sulle stesse linee Time Travel di Eighteen Degrees (aka Ken Arai). Il sottotitolo recita "House cover of eternal songs", ma qui per house si devono intendere non le truzzate da diggèi italiani, ma quelle robine fine in stile Mondo Grosso. Impareggiabili le versioni di Time After Time (sì, quella di Cindy Lauper) e This Love (sì, quella dei Marroni Cinque). Il terzo disco è in realtà anche il quarto e il quinto, perché si tratta di un cofanetto da 3 CD dedicato all'immortale saga di Ax Battler e compagni di merende: Golde Axe The Music. Tutti (e per tutti intendi proprio tutti) i brani delle versioni originali da sala dei primi due capitoli e del Duel, del porting per Mega Drive con relativi seguiti, e un paio di remix (uno dei quali, orchestrale, del tema principale del primo gioco) eccezionali. L'unico problema è che il cofanazzo, lanciato da Wave Master su licenza Sega a tiratura limitata, è piuttosto difficile da trovare. Ogni tanto su ebay ne spunta qualche nippo-copia, ma i prezzi sono altini. E poi, poi c'è Winning Eleven. Sotto l'appropriato titolo "The History of Winning Eleven" batte un cuore pallonaro al ritmo di 24 diversi brani: tutti i pezzi di menu, intro movie e credits di tutti i Winning Eleven. Unica controindicazione: basta riascoltare una delle musichette dei menu degli ultimi PES, quelli in cui trascorrevi le ore ad aspettare che un inutile avversario transalpino completasse la sua cacchio di formazione, per scatenarti moti d'ira imprevisti.

In foto, le copertine dei CD. E gli HMV giapponesi sono dei gorghi da cui rischi di non venire fuori vivo.

Commenti

  1. Comunque il Giappone è troppo lontano.
    Verso Ancona, al ritorno, ho creduto di morire di piedi doloranti e spalle intorpidite.
    Poi, per fortuna, sono svenuto che ero già a Pescara e il 118 mi ha portato a casa (hanno letto l'indirizzo sul collare Beghelli).
    Cioè, che bisogno ci stava di metterlo laggiù il Giappone???

    ^^

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