I predict a riot

Si va. Anche quest'anno, con un sorriso a 31 denti e la rassegnazione dentro, a sgomitare per vedere due secondi di trailer di cui, chi sarà rimasto a casa, saprà già tutto in tempo reale. A far domande alle quali sviluppatori dall'aria scoglionata non potranno rispondere. A provare giochi incompleti, portati lì in versione completa giusto per non stare a sentire il publisher. A macinare chilometri in una delle città più brutte e urbanisticamente nonsense del pianeta. A mangiare hamburger e sushi, e roba fusion in mezzo a panzoni sudati che rappresentano la fauna media di una fiera come l'Etriiiì di Los Angeles. A sentir Microsoft esaltarsi per l'ennesimo taglio di prezzo. A sentir Sony esaltarsi per l'ennesimo rinvio di Home. A sentir Nintendo sempre molto placata nei suoi discorsi: che ad esaltarsi - e gridare vai così! e bella raga! e wow! e thisgiantcock! e cazzofigata! ci pensano le legioni di Nintendari bamboccioni. Si va. E, magari, tra una settimana si torna pure.

In foto: ma ti pare che per affrontare la spietata concorrenza degli Oreo, finalmente venduti anche nel nostro umile e cavalierato paese, la Ringo debba tirar fuori un clone chiamandolo Ringo Black? E di che colore saranno i Ringo Boys di Ringo Black? E perché, vendendo gli Oreo in tutti i supermercati del Bel Paese, ti hanno tolto anche l'unica cosa che ti rendeva piacevole andare per lavoro negli States?

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